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Monday, November 19, 2018

ECCO LA BATTERIA ‘RIVOLUZIONARIA’. PAROLA DI SALVATORE PINTO

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 26 - 2018 Commenti disabilitati su ECCO LA BATTERIA ‘RIVOLUZIONARIA’. PAROLA DI SALVATORE PINTO

Foto: nel riquadro Salvatore Pinto

 

Presidente e Amministratore Delegato di Axpo Italia ed Axpo Gas, nonché  Presidente della Green Energy Storage, Salvatore Pinto, ingegnere, classe 1957, originario di Torre Annunziata (Napoli), insieme a una fede incrollabile nella tecnologia nel suo animo convive anche una grande preoccupazione: “Se non saremo capaci”, sostiene, “di utilizzare correttamente le potenzialità che le nuove tecnologie offrono, corriamo il serio rischio di sprofondare tutti insieme in una realtà a dir poco devastante sul piano sociale e ambientale”. Ma prima di approfondire questo timore e di illustrare uno dei più innovativi progetti tecnologi che la Green Energy Storage sta conducendo insieme al Centro di ricerca olandese sull’energia Differ (parliamo del progetto finalizzato a sviluppare nuovi materiali per batterie), cerchiamo di riassumere in estrema sintesi la folgorante carriera di Pinto.

 

Entrato nel gruppo STET nel 1983, cinque anni dopo passa prima all’Olivetti e poi alla Tandem Computer Italia e in seguito alla direzione commerciale della Pirelli. Nel 1996 rientra in Olivetti con vari incarichi di prestigio. Nel 2001 approda a Telecom Italia come Responsabile della Business Unit Satellitare del Gruppo, ricoprendo anche l’incarico di Amministratore Delegato di Telespazio e responsabile di Innovazione. Tra gli altri prestigiosi incarichi ricoperti figurano quello di Chairman di Trans Adriatic Pipeline Italia, membro del Consiglio direttivo di Anasin, Vicepresidente di Esoa (l’associazione degli operatori satellitari europei) e membro del supervisor board di Eutelsat, nonché del Consorzio satellitare Galileo. Attualmente Pinto è anche membro dell’Advisory Board della Camera di Commercio Svizzera in Italia, oltre ad essere stato il fondatore e Presidente di Skyres (Venture Capital Company) e di Green Energy Storage.

 

In questo momento siete molto impegnati con il progetto Colorflow che prevede la possibilità di creare delle batterie basate sul chinone, cioè, su una molecola presente nel rabarbaro ed in altre piante, e che si può produrre anche in via sintetica. In estrema sintesi, ci può descrivere l’importanza di questo progetto e per quali usi viene ideato?

 

Il progetto Colorflow che ci vede partner industriali del più importante centro di ricerche olandese, rappresenta innanzitutto un grande riconoscimento alle capacità tecnologiche di Green Energy Storage, nella corsa in atto in tutto il mondo alla ricerca di un sistema storage a basso costo e a zero impatto ambientale. Si tratta sicuramente di uno dei progetti più promettenti e che intende sostituire tutte le batterie a flusso esistenti con nuove batterie, totalmente alcaline, ad alta efficienza e quindi a basso costo,  perché prive di qualsiasi materiale corrosivo. Il governo olandese finanzierà questa ricerca e questo è un ulteriore motivo di orgoglio per la nostra realtà, in questo momento tutta italiana.

 

Attualmente le chimiche che utilizziamo sono semiorganiche (chinone e bromo)  e il chinone si può ricavare dal rabarbaro oppure da scarti del petrolio. Il chinone è basato su un brevetto di Harvard e pertanto Green Energy Storage ne ha la licenza, al momento per l’Europa, ma vorremmo estenderla a tutto il mondo. Il progetto Colorflow va oltre e vuole sostituire anche il chinone con una chimica del tutto organica e basata su coloranti naturali (da cui il nome colorflow). Il Differ dovrebbe identificare le nuove chimiche, mentre Green Energy Storage è responsabile per il sistema completo di storage.

 

Quali vantaggi questo tipo di batteria potrà comportare sul piano economico e ambientale e quando ritiene che sarà pronto per essere commercializzato?

 

Riteniamo che le nuove chimiche saranno pronte nei prossimi tre anni e potrebbero rappresentare una svolta importante. In ogni caso, il passaggio attraverso le batterie semiorganiche sarà necessario per raggiungere gradualmente ed in sicurezza (sia tecnologica che economica) questo ambizioso obiettivo.

 

Lei crede molto nella tecnologia ma ne teme anche il suo uso distorto. Si tratta di un vecchio problema che si rinnova continuamente. Secondo Lei qual è oggi il maggiore pericolo che un utilizzo in mala fede della tecnologia possa comportare per l’umanità?

 

La prossima frontiera  è l’intelligenza artificiale e la robotica connessa, che potrebbero da un lato semplificarci la vita ma, come qualcuno sostiene, diventare anche una razza a sé, capace di soppiantare in tutto e per tutto l’uomo. Sarà inevitabile, come è sempre stato, lo sviluppo di queste tecnologie, ma dovremmo accompagnarle con uno sviluppo ulteriore della consapevolezza umana di chi siamo e perché siamo qui.

 

Per fronteggiare la fatale drastica caduta dei livelli occupazionali determinati dai robot, dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie, in diversi ambienti politici, filosofici e culturali sta maturando l’idea di arrivare a un Reddito Universale capace di garantire a tutti le condizioni minime per una sopravvivenza dignitosa. Lei cosa ne pensa?

 

Certamente l’enorme incremento di produttività derivato dalle nuove tecnologie necessiterà di una redistribuzione della ricchezza e la creazione di nuove attività, non necessariamente legate alla tecnologia, ma magari alle scienze filosofiche teatrali e quant’altro intimamente legato all’uomo in quanto essere pensante e dotato di coscienza e sentimenti, quindi in altri termini una rivisitazione del concetto di lavoro e di retribuzione.
Chiaramente, laddove questo non dovesse bastare, dare un reddito ed una capacità di spesa sarà necessario, ma attenzione al pericolo di creare una nuova schiavitù retribuita ma addormentata su se stessa perché impigrita da un reddito piccolo ma sicuro.
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Spot REA sullo Stato Sociale

ALL’IILA LA GRANDE MODA LATINO AMERICANA

Posted by Maurizio Miranda On giugno - 29 - 2018 Commenti disabilitati su ALL’IILA LA GRANDE MODA LATINO AMERICANA

Foto: un momento della sfilata. Nel riquadro Esperanza Anzola

 

Ormai è un appuntamento fisso. Parliamo della sfilata di moda organizzata ogni estate presso L’IILA, l’ Istituto Italo Latino Americano dedicato alla moda in Sud America e in America centrale. La vera anima di questa manifestazione si chiama Esperanza Anzola, ex diplomatica colombiana e autrice nell’ambito dell’IILA di interessanti progetti di creazione di nuovi lavori rivolti soprattutto alle donne. Grande amante della cultura e della moda latino americana la Anzola per il settimo anno consecutivo ha portato all’attenzione degli esperti e del pubblico romano giovani stilisti che si stanno affermando in Sud America e nell’America centrale. “Si tratta”, ha tenuto comunque a precisare nella presentazione della sfilata, “di un lavoro di squadra che ogni anno mette insieme il gusto, la genialità, il calore e l’espressività latino americana”.

 

Per questa settima edizione della sfilata (che si è svolta nella Sala Amintore Fanfani della Sede dell’IILA, Roma via Giovanni Paesello 24) alla presenza di un folto pubblico di esperti, giornalisti e rappresentanti del mondo diplomatico (tra cui il Presidente dell’IILA e Ambasciatore della Colombia Juan Mesa Zuleta) sono stati coinvolte le Ambasciate di Argentina, Colombia e Messico. Il partner principale della manifestazione è stata l’Accademia Estesia Moda e Cultura. Da registrare che la La Rassegna Show Room-IILA fa parte delle serie d’appuntamenti capitolini della settimana di AltaRoma, dedicata alla presentazione delle collezioni di nuovi figure della Moda dell’America Latina e dei Caraibi.

 

Per l’occasione sono state presentate le collezioni della pittrice Argentina Silvana Chiozza, che estraendo dai suoi dipinti l’originalità ed i colori, dà vita alla collezione di foulard «Suggestioni nei movimenti»; della stilista Diana Dieppa della Colombia, con la sua collezione «le Stelle e i desideri» ispirata a una donna sensuale, elegante, che non abbandona mai la sua femminilità e la stilista Milagros Ancheita del Messico con la sua collezione «Enamoramess», incentrata su particolari radici e tradizioni messicane. Non è mancato anche un invitato speciale: lo stilista italiano Saverio Maggio, vincitore del Contest “Road to Green 2018”, con la collezione «Verdemaggio», un suo fantasioso lavoro prodotto con materiali di riciclaggio. Infine, la sfilata è stata condotta dalla giovane cantautrice italo-brasiliana Pamela D’Amico, che presentava in italiano e ringraziava in portoghese, con un suadente ‘obrigada’. Anche nelle sue canzoni fa spesso ricorso alle due lingue.

 

Visibilmente soddisfatto il SegretarioGenerale dell’IILA Donato Di Santo ha voluto ricordare che l’evento fa parte del programma di lavoro della Segreteria Socio-Economica dell’IILA, diretta da José Luis Rhi-Sausi, con il supporto della Cooperazione Italia, che si propone valorizzare l’empowerment economico delle donne e la Moda latinoamericana.

 

DINO SUPPA: RITROVIAMO L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

Posted by Maurizio Miranda On febbraio - 25 - 2018 Commenti disabilitati su DINO SUPPA: RITROVIAMO L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

 

Gli italiani che oggi vivono in Italia sono 60’589’445 . Oltre 60’000’000 di italiani e figli di italiani vivono in tutto il mondo.                         Dei oltre  60’000’000 residenti all’estero, solo 4’973942 sono registrati all’AIRE e di questi, 606’000 vivono in Svizzera.

I nostri politici non si chiedono, ignorano o fanno finta di non sapere perché la metà dei propri concittadini vive all’estero e                    solo il 15% è ancora cittadino italiano al 100% ?

L’emigrazione è sorta quando l’essere umano ha cominciato a socializzare.  Spostandosi, ha cercato e si è stabilito in luoghi più idonei alle proprie esigenze. In quei nuovi luoghi ha disboscato, bonificato, costruito e realizzato quanto desiderava. In altri casi ha combattuto per conquistarsi luoghi e borghi già esistenti fondendosi con i loro abitanti. In altri casi ha chiesto e ottenuto ospitalità in cambio di servizi e lavoro.

Quali sono le cause principali della migrazione? È difficile isolare il fattore singolo più importante che porta alla decisione di spostarsi; generalmente, la responsabilità andava attribuita ad una combinazione di circostanze.  Qualsiasi decisione di migrare o di spostarsi,  deriva da una particolare serie di circostanze, ed è spesso difficile individuarle.                                                                                                                                                                                                                                                            Probabilmente il motivo principale è economico e finanziario: la percezione dell’opportunità di migliorare le proprie condizioni materiali guadagnando di più. Nelle grandi migrazioni storiche dei secoli passati, la prospettiva di una vita migliore portò decine di milioni di persone dalla loro patria al Nuovo Mondo e alle nuove terre dell’emisfero meridionale.                                                                                 Anche le condizioni politiche hanno generato migrazioni su larga scala. Espulsioni e fughe hanno contribuito a tali spostamenti.              Le guerre civili e i conflitti armati internazionali generano correnti migratorie, sebbene la fine delle ostilità tenda ad essere seguita da un rientro della maggioranza dei migranti.

Questa era la linea generale che spingeva all’emigrazione popolazioni in difficoltà, accettandone le condizioni, le usanze, rispettandone le leggi e accettando di buon grado e tanta riconoscenza la possibilità di una vita migliore in luoghi diversi dal Paese natio.

Tutti i Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione si sono arricchiti con l’incremento di queste nuove forze e capacità.

Oggi in Italia non è sempre e tutto così. Lo Stato italiano, accetta l’invasione di tanti stranieri che non apprezzano nemmeno quello che gli viene messo a disposizione, e nega ai propri cittadini esigenti, gli stessi trattamenti e condizioni di vita.                                                                                          Perché non utilizza queste nuove energie per colmare le lacune lavorative ed economiche come fanno gli altri Stati civili ? e maschera sotto falsa solidarietà, la propria incompetenza, la pessima e sconsiderata gestione dello Stato ?

Anche i nostri connazionali sono in gran parte emigrati per cercare altrove quanto non trovavano in casa propria.

I governanti italiani, non si sono limitati solo a promuovere l’allontanamento dei propri cittadini dall’Italia, ma addirittura li hanno usati come scambi commerciali con altri Paesi. Il Belgio ha dato all’Italia “carbone” in cambio di immigrati italiani da utilizzare nelle miniere per l’estrazione del carbone.

I Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione, si sono arricchiti con questa aggiunta di risorse umani di diverse categorie e con diverse capacità. Hanno accettato gli emigranti in cambio di prestazioni di lavoro e con l’obbligo di rispettare le leggi, usi e costumi del loro Paese. A queste persone, dopo anni di assimilazione della cultura, conoscenza della lingua e delle leggi è stata offerta la possibilità di comperare la cittadinanza del Paese ospitante.

Ad ogni tornata elettorale si evidenzia l’arroganza e la presunzione di molti politici che, col mandato ricevuto, non solo non hanno realizzato quanto vantavano di realizzare, predicandolo nella campagna elettorale, ma hanno anche contribuito a umiliare, massacrare e dissanguare i cittadini che li hanno eletti.                                                                                                                                                                     Ora, puntando sulla demenza e ignoranza politica dei loro elettori, si ripresentano rifacendo promesse astronomiche e utopiche che loro stessi sanno di non poter mai realizzare.

Si ripresentano anche alcuni politici che, anche se armati di buona volontà e grandi progetti, non sono riusciti a realizzare quanto volevano perché condizionati dai loro dirigenti dei partiti, che impongono cosa e quando farlo.

Si sono candidati anche gruppi di giovani con idee e progetti moderni e attraenti che: promettono di cambiare il Sistema, eliminare la Casta e ridare all’Italia il rispetto che merita.

Per realizzare questo miracolo politico bisognerebbe innanzitutto cambiare la mentalità di tantissimi italiani che, per servilismo e ottusità continuano a dare il loro consenso elettorale a personaggi che li hanno già sfruttati, umiliati, presi in giro.

Sarebbe un sogno meraviglioso avere un governo giovane, moderno, funzionante e sburocratizzato.

E’ risaputo che la Costituzione italiana è una delle migliori al mondo.

Sono convinto che per far funzionare il Paese,

basterebbe:

 

Far rispettare l’attuale Costituzione senza continuare a fare modifiche insensate.

Rendere lo Stato più presente nel Paese con le forze dell’ordine, oggi destinate in gran parte a fare la scorta o ad accompagnare “Onorevoli”  a fare la spesa, o a portare il cane al parco.

Eliminare e non far eleggere politici indagati o addirittura già condannati.

Limitare l’eleggibilità dei politici al massimo di due legislazioni.

Eliminare i vitalizi ai politici non più eletti.

Eliminare i tanti e inutili ministeri.

Dare la scorta e l’auto blu, solo alle alte cariche dello Stato.

Creare un ministero per l’emigrazione, guidato e gestito da ex emigranti.

Aumentare considerevolmente il dazio sui prodotti importati dall’estero, che esistono e vengono prodotti in Italia.

Limitare o ridurre gli interventi dei nostri militari all’estero e reintrodurre il servizio militare obbligatorio.

Dato che: Lo Stato Italiano non ha potere giuridico e amministrativo sui dipendenti del Vaticano e del Clero che operano nel Vaticano e in tutto il nostro Paese, necessita:

Limitare le costanti interferenze, invasione e imposizioni della Chiesa nelle attività dello Stato e nella vita comune dei cittadini italiani

Ritrattare e ridimenzionare i “Patti Lateranenzi” vera sottomissione e servilismo dello Stato Italiano al Vaticano.

Far pagare le tasse al Vaticano per tutti i beni immobili che possiede sul territorio italiano.

Far pagare TUTTI i servizi che lo Stato Italiano fornisce al Vaticano.

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VOLTERRA: CIOFI E MIGLIORINI IN ‘LA SPOSA E I SUOI CARNEFICI’

Posted by Maurizio Miranda On agosto - 12 - 2017 Commenti disabilitati su VOLTERRA: CIOFI E MIGLIORINI IN ‘LA SPOSA E I SUOI CARNEFICI’

Foto: da sinistra la pianista Laura Pasqualetti, il grande soprano Patrizia Ciofi e l’attore e direttore artistico del festival di Volterra Simone Migliorini

 

In scena a Volterra, giorno 8 agosto 2017, quale serata conclusiva del XV Festival internazionale del teatro romano, nel monumento millenario, uno spettacolo tra Opera e Prosa: “La sposa e i suoi carnefici” di Natalia Di Bartolo. Protagoniste due eroine immortali del teatro di tutti i tempi: Giulietta e Desdemona, accomunate entrambe dall’essere spose, ma costrette al sacrificio estremo dalla violenza cieca dei propri congiunti: il padre per Giulietta e il marito per Desdemona. I congiunti, armati di un amore che diventa potere inconsapevolmente crudele e vessatorio, sanno diventare i più spietati carnefici.

 

Il canto lirico era tratto dalle opere di Vincenzo Bellini “I Capuleti e i Montecchi”, di Charles Gounod “Roméo et Juliette” e di Giuseppe Verdi “Otello”. L’idea era però anche quella di far “parlare” i librettisti di tali opere, insieme a Shakespeare, oltre che farli “cantare”. Un lavoro di cesello tra frasi musicali, canto e recitazione, che ha dovuto tenere conto di passaggi musicali e canori, di fiati e suggestioni, di duetti traslati dall’Opera alla Prosa. Apparentemente un semplice collage, è stato invece un gran lavoro anche di scrittura, che si è giovato di sinergia ed ha tenuto conto delle singole competenze.

 

A Volterra, la protagonista Patrizia Ciofi, soprano di fama internazionale, non si è risparmiata, ha recitato abilmente per la prima volta e la sua ben nota presenza scenica ha conferito spessore alle due spose protagoniste. Il suo canto è stato sentito, emozionante ed emozionato, intenso e coinvolgente. L’artista era anche al debutto come Desdemona verdiana, in un evento nell’evento che ha conferito un valore aggiunto allo spettacolo. La pianista Laura Pasqualetti, già collaboratrice del M° Riccardo Muti, ha eseguito le musiche al pianoforte con un tocco volutamente orchestrale e intensa sensibilità.

 

Quanto ai carnefici è bastato un grande interprete per entrambi, ma anche per altri personaggi cardine delle due trame: Simone Migliorini, nella veste di “attore fine dicitore”. E’ una figura che va scomparendo dai teatri, questa. E’ quella di colui che sa pronunciare il verso, che ne conosce gli accenti, i ritmi e i respiri, che ne sprigiona l’afflato e il canto e dunque utilizza la propria vocalità con un’impostazione simile a quella del canto lirico. L’interprete si è così districato tra i brani di Shakespeare e le rime dei librettisti, duettando con il soprano in un incalzare di voci, canto, parole e poesia da mettere i brividi.

 

Il pubblico era incantato. Gli spettatori, che colmavano la platea del meraviglioso monumento volterrano, trattenevano il respiro e seguivano agilmente le trame, riconoscendo i personaggi, nell’abile interscambio vocale, negli atteggiamenti e nelle posture, nei gesti contenuti, ma pregni di significati simbolici di entrambi gli interpreti, anche abilissimi registi. Un pugnale e un fazzoletto ricamato, disposti su un leggio al centro del palcoscenico erano tutta la scena, ma sufficienti a definire luoghi ed azioni. Lo splendido scenario di Volterra e del suo teatro romano, dotato d’acustica sublime, faceva da cornice ed amplificava atmosfera ed emozione. Uno spettacolo originalissimo, dunque, in cui è stato percorso un sentiero mai battuto prima. Si potrebbe parlare di una particolare “avanguardia”. La commmistione di generi performativi in questo caso va ben al di là della commistione di generi, tecnologie e multimedialità, come oggi va tanto di moda. Qui si è trattato, invece, di un teatro “semplice”, fatto di pochi mezzi e grande talento e che recupera il ruolo centrale dell’artista, anche con grande essenzialità ed eleganza.

 

Vedere il Video sulla serata di premiazione a Volterra

 

OSSERVATORIO MEDIATRENDS: DIBATTITO SUL MURO USA-MESSICO

Posted by Maurizio Miranda On febbraio - 25 - 2017 Commenti disabilitati su OSSERVATORIO MEDIATRENDS: DIBATTITO SUL MURO USA-MESSICO

Foto: Ambasciatore del Messico Juan José  Guerra Abud.

 

“Una cosa è sicura: il muro ideato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non lo pagheranno i messicani. Ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma quando si cambiano le pareti della propria abitazione non si può certo mandare il conto al vicino di casa”. A parlare è l’Ambasciatore del Messico a Roma Juan José  Guerra Abud.

 

L’occasione è stata offerta dall’incontro organizzato dall’Osservatorio indipendente Madiatrends America-Europa che studia le tendenze dell’informazione internazionale e che si propone di analizzare gli aspetti più significativi riscontrati nell’ambito dei media. In questo modo  vengono, tra l’altro,  facilitati i rapporti tra i giornalisti che lavorano in Europa e quelli impegnati nelle Americhe.

 

Il titolo dell’incontro, che si è svolto in un noto albergo romano e che è stato moderato dal Segretario Generale della Stampa Estera in Italia Roberto Montoya, diceva: America Latina: flussi migratori e il muro degli Stati Uniti. Sfide e opportunità. All’incontro hanno partecipato anche l’Ambasciatore del Cile Fernando Ayala, il portavoce della Comunità di Sant’Egidio Gianni La Bella e il corrispondente del Wall Street Journal in Italia, Francis Rocca.

 

Tutti sono stati concordi nel sostenere la posizione del Messico. Qualcuno ha criticato anche il titolo dell’incontro: più che di sfide e opportunità si sarebbe dovuto parlare di ‘sfide e follia’. L’Ambasciatore del Messico ha poi rilevato che nell’ambito di una assurda guerra commerciale a rimetterci di più sarebbero stati gli stessi  americani. Intanto perché gli Stati Uniti esportano molto di più in Messico di quanto importano. Inoltre, in molte aziende americane lavorano nel campo della ricerca scienziati messicani. Sull’altro fronte, diversi lavori che gli americani non vogliono più fare, ma che sono indispensabili,  vengono oggi coperti dai messicani.

 

Da sottolineare, infine, che attualmente sono più i messicani che tornano in patria che quelli che cercano di attraversare il confine. Per quanto riguarda la criminalità, se è vero che il 60% della droga arriva negli Stati Uniti dal Messico, è anche vero che gli americani sono i maggiori consumatori di droga nel mondo: e su questo fronte non si è mai sentito parlare di una lotta senza quartiere al consumo da parte del governo USA.

 

In conclusione, possiamo aggiungere che questo scontro potrebbe avere come conseguenza un orientamento commerciale molto diverso da parte delle autorità messicane, con maggiori aperture da un lato verso la Cina e dall’altro verso l’Europa.

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Video consigliato da Punto Continenti

Il seme di un nuovo Stato Sociale

 

IL SELFIE DI DORIAN GRAY: NUOVO LIBRO DI MICHELE MIRABELLA

Posted by Maurizio Miranda On febbraio - 15 - 2017 Commenti disabilitati su IL SELFIE DI DORIAN GRAY: NUOVO LIBRO DI MICHELE MIRABELLA

Foto: copertina del libro e Michele Mirabella

 

E’ sicuramente uno dei volti più noti della televisione, grazie anche alla conduzione di  diversi programmi dedicati alla medicina: l’ultimo, in ordine di tempo, si chiama Buongiorno Elisir. Nato a Bitonto in Puglia, Michele Mirabella è stato anche attore e registra teatrale. In RAI ha iniziato con una serie di trasmissioni radiofoniche come La luna nel pozzo. Lunga è stata anche la sua carriera cinematografica. Nel 1981 ha recitato, ad esempio, con Massimo Troisi nel film Ricomincio da tre. Inoltre, è stato regista di opere liriche a Cagliari, Salerno, Bari, Savona, Catania e altre città.  

 

Oltre a insegnare all’Università Mirabella ama anche scrivere libri. Dopo La più bella del villaggio, Lo spettatore Vitruviano e Cantami, o mouse,  ora ha pubblicato per la Armando Editore  Il Selfie di Dorian Gray  che s’ispira al romanzo di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Gray: storia  ambientata a Londra nel XIX secolo e che parla di un uomo che riesce a rimanere sempre giovane facendo invecchiare al proprio posto il suo ritratto.  Per la cronaca, a Dorian Gray si è ispirato nel 2009 anche un film psicologico dell’orror, nonché l’attrice Maria Luisa Mangini che con il nome d’arte, appunto, di Dorian Gray,  ebbe un buon successo negli cinquanta ma ossessionata dal suo corpo e dall’invecchiamento si suicidò nel 2011 all’età di 83 anni.

 

Mirabella, anche lei timoroso dell’invecchiamento?

 

Macché, semplicemente incuriosito, e per certi versi infastidito, da questo bisogno di immortalarsi ad ogni costo attraverso il ritratto, o meglio, dell’autoritratto, oggi chiamato selfie. Non a caso il libro inizia raccontando la storia di una certa Kim Kardaschian, personaggio televisivo, attrice e imprenditrice statunitense, che pur di rafforzare la sua dubbiosa notarietà ha realizzato con il telefonino ben seimila autoscatti in quattro giorni.

 

Quello che mi infastidisce è questo bisogno di farsi fotografare ad ogni costo, ancora meglio se con un personaggio importante. Una volta questo desiderio poteva anche rappresentare la testimonianza di un giro di autorevoli di conoscenze. Ma oggi, che un buon selfie non si nega a nessuno, che senso ha collezionare decine e a volte centinaia di foto insieme ad attori, cantanti e politici? Comunque riconosco che il Selfie rientra nella grande tradizione degli autoritratti, una debolezza che ha contagiato numerosi pittori di fama mondiale, come Velasquez, Courbet, Lorenzo Lotto e altri. Con la piccola differenza: loro hanno, comunque, espresso un’opera artistica; i nostri ‘selfisti’ si limitano a fare un banale click. Ma tutto questo, ovviamente, è solo un dettaglio. Il mio libro non si propone certamente di condurre una crociata ai selfie.  In definitiva, ognuno è libero di autocelebrarsi come vuole.

 

Parliamo allora del suo libro. Cosa l’ha spinta a scriverlo?

 

La constatazione, e qui parlo da docente Universitario, che nell’era della comunicazione praticamente non esiste un testo unico della comunicazione. E questo, a mio avviso, è una lacuna notevole. La capacità di comunicare è fondamentale. Puoi avere le migliori idee del mondo ma se non sei capace di comunicarle non ottieni alcun risultato. Saper comunicare è un mestiere che non s’improvvisa. Ci sono delle tecniche precise, sperimentate, collaudate, sia nei tempi di esposizione che nell’ordine delle tematiche da affrontare.

 

In passato qualcuno ha obiettato che io faccio trasmissioni sulla medicina senza essere un medico. La mia risposta è sempre la stessa: per fortuna che non lo sono. Se fossi un medico probabilmente non riuscirei a raccontare o a far raccontare ai medici l’essenza del messaggio che la trasmissione televisiva intende trasmettere al telespettatore.

 

Quindi il suo libro è rivolto soprattutto a chi intende entrare nel mondo della comunicazione?

 

Il libro è rivolto a tutti perché la comunicazione non riguarda solo gli esperti e gli uomini pubblici ma tutti indistintamente. Faccio un esempio: conoscere le regole per scrivere un interessante e attraente articolo non serve solo ai giornalisti. Saper scrivere in maniera comprensibile è importante in ogni circostanza della vita: quando si stende un rapporto, quando si fa una denuncia, quando si manda una relazione e anche quando si scrive una semplice lettera di auguri. Purtroppo, molte persone credono che basti non commettere errori di ortografia per scrivere bene. Non è così. La conoscenza della lingua è, ovviamente, fondamentale. Purtroppo non sono pochi coloro che scrivono in maniera astrusa e incomprensibile anche se in un italiano grammaticalmente corretto. Ne costituiscono un esempio lampante molte leggi e ordinamenti scritti da politici e burocrati incompetenti.

 

Lei nel suo libro si sofferma anche sull’importanza della comunicazione nel villaggio globale. In estrema sintesi a cosa si riferisce?

 

Anche qui molti credono che il problema sia solo quello di migliorare i traduttori automatici. Certo, sarebbe un buon aiuto ma ancora non avrebbe risolto il problema. Oltre a una lingua dominante come l’inglese, la globalizzazione ci sta portando verso un modo universale di rapportarci. Per certi versi stiamo rimettendo in piedi la torre di babele: si sta, cioè, affermando una logica universale nelle comunicazioni tra le persone e gli Stati. Riconoscerla e interpretarla nel modo corretto diventerà probabilmente la carta vincente della comunicazione del futuro. Ed è proprio questo che cerco di trasmettere nel mio libro.

 

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Vedere il video Il seme di un nuovo Stato Sociale

 

 

 

 

CALABRIA

Posted by Maurizio Miranda On dicembre - 30 - 2016 Commenti disabilitati su CALABRIA

Best region award 2016: Calabria eletta miglior regione del mondo a Washington Canale: News Sotto Canale: Attualità 21/11/2016 – A Washington nell’edizione del “Best region award 2016“, tenutasi e organizzata dal National Geographic, la Calabria è stata la regione premiata per essere la più bella del mondo. La regione italiana è stata riconosciuta come tale da una commissione costituita da 1000 esperti, tra economisti, ambientalisti, giornalisti e specialisti nel settore turistico. Le altre due regioni che si sono piazzate sul podio sono il Queensland (Australia) e Santa Cruz (Argentina), classificatesi rispettivamente al secondo e terzo posto. La Calabria ha ricevuto il 70 % dei voti, ed è stata premiata con la seguente motivazione“ …per essere una regione dove storia e paesaggio si fondono per creare un connubio estasiante, una regione intrisa di gioia di vivere, dove anche l’aria che si respira sollecita il buon umore. La regione con alcuni dei luoghi balneari più belli del mondo, sormontata dai monti della Sila e dalla irrompente energia della sua gente. Una terra che vale la pena visitare anche solo per assaggiarne le delizie enogastronomiche. Una terra dalla quale ogni turista torna con qualcosa dentro….”. Durante la celebrazione è stato proiettato anche un cortometraggio con le meraviglie del suolo calabrese: la spiaggia di Tropea, Caminia, il castello aragonese di Isola Capo Rizzuto, il lago Pollino, il lungomare di Reggio Calabria, Pietra Grande, ecc…, nel video mostrato non poteva inoltre mancare la Nduja di Spilinga, classificata nei piatti più buoni del mondo. Alla fine del cortometraggio i 5 minuti di applausi hanno reso evidente come la vittoria della Calabria sia stata ben accolta da tutti. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha commentato questo successo definendolo come “il traguardo raggiunto da una classe politica che ha saputo valorizzare le sue risorse, amministrando al meglio. Un riconoscimento del genere, su scala mondiale, sarà decisivo per far incrementare ancora di più il turismo e gli introiti in una regione sovente sottovalutata, e che finalmente ha avuto la meritata ricompensa“. Anche il presidente fondatore del Best region award, il prof. Brooke McMillon, si è detto soddisfatto per l’esito della premiazione nell’edizione 2016: “Un primo posto meritato per la regione Calabria e per l’Italia, un attestato d’eccellenza che deve dare lo slancio alla classe dirigente italiana per un miglioramento nella gestione del territorio . La politica locale in passato ha commesso qualche pecca, la Calabria è una regione non certo priva di problematiche, ma il suo splendore, tuttavia, non è mai stato scalfito minimamente”. Nelle prossime settimane una delegazione del comitato organizzatore dell’evento si recherà a Cosenza, sono previsti anche dei finanziamenti che la regione Calabria potrà utilizzare nel corso del prossimo anno, fino a Novembre 2017, quando si terrà l’edizione del Best region award 2017. Fonte: Giornale informativo Best region award 2016: Calabria eletta miglior regione del mondo a Washington Canale: News Sotto Canale: Attualità 21/11/2016 – A Washington nell’edizione del “Best region award 2016“, tenutasi e organizzata dal National Geographic, la Calabria è stata la regione premiata per essere la più bella del mondo. La regione italiana è stata riconosciuta come tale da una commissione costituita da 1000 esperti, tra economisti, ambientalisti, giornalisti e specialisti nel settore turistico. Le altre due regioni che si sono piazzate sul podio sono il Queensland (Australia) e Santa Cruz (Argentina), classificatesi rispettivamente al secondo e terzo posto. La Calabria ha ricevuto il 70 % dei voti, ed è stata premiata con la seguente motivazione“ …per essere una regione dove storia e paesaggio si fondono per creare un connubio estasiante, una regione intrisa di gioia di vivere, dove anche l’aria che si respira sollecita il buon umore. La regione con alcuni dei luoghi balneari più belli del mondo, sormontata dai monti della Sila e dalla irrompente energia della sua gente. Una terra che vale la pena visitare anche solo per assaggiarne le delizie enogastronomiche. Una terra dalla quale ogni turista torna con qualcosa dentro….”. Durante la celebrazione è stato proiettato anche un cortometraggio con le meraviglie del suolo calabrese: la spiaggia di Tropea, Caminia, il castello aragonese di Isola Capo Rizzuto, il lago Pollino, il lungomare di Reggio Calabria, Pietra Grande, ecc…, nel video mostrato non poteva inoltre mancare la Nduja di Spilinga, classificata nei piatti più buoni del mondo. Alla fine del cortometraggio i 5 minuti di applausi hanno reso evidente come la vittoria della Calabria sia stata ben accolta da tutti. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha commentato questo successo definendolo come “il traguardo raggiunto da una classe politica che ha saputo valorizzare le sue risorse, amministrando al meglio. Un riconoscimento del genere, su scala mondiale, sarà decisivo per far incrementare ancora di più il turismo e gli introiti in una regione sovente sottovalutata, e che finalmente ha avuto la meritata ricompensa“. Anche il presidente fondatore del Best region award, il prof. Brooke McMillon, si è detto soddisfatto per l’esito della premiazione nell’edizione 2016: “Un primo posto meritato per la regione Calabria e per l’Italia, un attestato d’eccellenza che deve dare lo slancio alla classe dirigente italiana per un miglioramento nella gestione del territorio . La politica locale in passato ha commesso qualche pecca, la Calabria è una regione non certo priva di problematiche, ma il suo splendore, tuttavia, non è mai stato scalfito minimamente”. Nelle prossime settimane una delegazione del comitato organizzatore dell’evento si recherà a Cosenza, sono previsti anche dei finanziamenti che la regione Calabria potrà utilizzare nel corso del prossimo anno, fino a Novembre 2017, quando si terrà l’edizione del Best region award 2017. Fonte: Giornale informativo

INCONTRO A ROMA SUL FUTURO DELLA COLOMBIA

Posted by Maurizio Miranda On ottobre - 20 - 2016 Commenti disabilitati su INCONTRO A ROMA SUL FUTURO DELLA COLOMBIA

E ora cosa succederà in Colombia, dopo che un referendum popolare ha bocciato l’accordo siglato dal Governo di Bogotà con i guerriglieri delle FARC?

Questa domanda cruciale è stata messa al centro dell’incontro organizzato dall’Osservatorio  Mediatrens America-Europa al quale hanno partecipato il nuovo Ambasciatore della Colombia in Italia Juan Rafael Mesa Zuleta, il portavoce della Comunità di Sant’Egidio per la pace in Colombia Gianni La Bella e il giornalista colombiano Nestor Ponguta, nonché diversi rappresentanti del mondo diplomatico accreditato in Italia e della stampa. A moderare l’incontro à stato il giornalista peruviano Roberto Montoya che è anche Segretario Generale della stampa estera in Italia.

Per La Bella occorre tenere presente che il conflitto armato dura ormai da oltre mezzo secolo coinvolgendo direttamente o indirettamente il 40% della popolazione. Di questo conflitto vengono comunque effettuate due letture diverse: per il Presidente Santos si tratta di una guerra interna; per l’ex Presidente Uribe la guerriglia è composta solo da un gruppo di banditi che va assolutamente punito. Per la Bella l’accordo è comunque un risultato  importante che potrebbe servire da modello anche per altre pacificazioni in altre località del mondo.

Sia l’Ambasciatore Zuleta che il giornalista Ponguta si sono soffermati sui grandi ostacoli che la Colombia ancora deve superare. Durante l’incontro è emersa anche la preoccupazione su come una volta sottoscritta la pace si riesca anche a fermare il narcotraffico che spesso ha finanziato la guerriglia. In Colombia operano, poi, diversi altri gruppi di guerriglieri come, ad esempio, l’ ELN e altre formazioni minori.

 

Molti si chiedono, inoltre, come i membri delle FARC utilizzeranno gli ingenti fondi finanziari in loro possesso e che, secondo l’ex Presidente Uribe, consentirebbero in qualsiasi momento di creare il più potente esercito dell’America Latina. Non poche perplessità suscita anche la volontà delle FARC di ‘istituzionalizzarsi’ creando un vero partito che se non a livello centrale potrebbe condizionare pesantemente la politica locale.

Ora il Presidente Santos sta lavorando per concludere un nuovo accordo di pace. Ancora non è chiaro se anche questo nuovo accordo verrà sottoposto a un referendum popolare. Il Presidente confida in una maggiore partecipazione di tutti gli strati sociali della Colombia, tra cui anche la chiesa che rispetto al referendum ha mantenuto una posizione essenzialmente neutrale.

MANUELA KUSTERMANN IN DIONYSUS AL VASCELLO DI ROMA

Posted by Maurizio Miranda On marzo - 2 - 2016 Commenti disabilitati su MANUELA KUSTERMANN IN DIONYSUS AL VASCELLO DI ROMA

Foto: la Kustermann con Ivan Alovisio. Nel riquadro Salvo nella veste di Dionysus (fotografie di Giovanni Bocchieri). 

 

Grande rientro di Manuela Kustermann in scena al Teatro Vascello di Roma dal 4 al 13 al Teatro Vascello di Roma. Parliamo di Dionysus il Dio nato due volte, lavoro che si ispira a Le Baccanti di Euripide sotto la Regia di Daniele Salvo. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo “agite” dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca.

 

La Kustermann interpreta il ruolo di Agave, che nella mitologia greca rappresenta notoriamente una delle figure femminili immortali, che mai sono state vinte e mai si sono lasciate sottomettere. Agave contesta ogni forma di potere, anche quello divino. Si tratta, quindi,  di un personaggio dalle tinte marcate e che per secoli ha avuto un impatto molto forte sul pubblico: cosa che la Kustermann si propone di ripetere anche al Vascello.

 

Dice l’attore e regista Daniele Salvo: “Abbiamo deciso di creare uno spettacolo che indaghi nel profondo il mistero di Dioniso, assaporandone l’essenza più pura, abbandonandoci alla vertigine delle Baccanti di Euripide, lasciandoci ipnotizzare dal dio dell’ Irrazionale, dal dio del Mistero, dal dio del Teatro. La prima domanda: dov’è Dioniso oggi? Dove si cela? Da circa 25 anni continuo il lavoro sulla vocalità e sul suono nelle sue più diverse forme, in stretta collaborazione con il Dottor Marco Podda, medico foniatra e compositore”.

 

“Questo lavoro”, prosegue Salvo, “passa da tecniche foniatriche sofisticate, dall’analisi e riproduzione di canti etnici del mondo, dalle tecniche riabilitative e rieducative del linguaggio, dallo studio dell’espressione sonora nel periodo prenatale, nel parto e nei primi anni di vita, dall’analisi dei suoni prodotti nelle sedute di trance regressiva e nelle danze tribali, dall’indagine sugli effetti delle frequenze sonore sul cervello umano (Psicoacustica)”.

Personaggi:

Dioniso – Daniele Salvo

Agave – Manuela Kustermann

Cadmo – Paolo Bessegato

Tiresia – Paolo Lorimer

Penteo – Ivan Alovisio

Una guardia / Primo Messaggero – Simone Ciampi

Secondo Messaggero – Melania Giglio

 

Le Baccanti (o.a.)

Elena Aimone, Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Elena Polic Greco, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida

 

Scene – Michele Ciacciofera

costumi e maschere Daniele Gelsi

Musiche Marco Podda – Ligh designeri Valerio Geroldi

Riproduzione anatomica Crea Fx effetti speciali di trucco

videoproiezioni Aqua-micans group,

assistente alla regia Alessandro Gorgoni

prodotto da

Centro di produzione teatrale La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma

Centro Produzione Teatrale TIEFFE Teatro Milano

Teatro di Stato di Constanta (Romania)

 

Foto di scena – Giovanni Bocchieri

 

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

via Giacinto Carini n.78 – ROMA

info: 065881021 -065898031

www.teatrovascello.it

GIULIANA GIANFALDONI VINCE IL PREMIO LIRICO OTTAVIO ZIINO

Posted by Maurizio Miranda On novembre - 9 - 2015 Commenti disabilitati su GIULIANA GIANFALDONI VINCE IL PREMIO LIRICO OTTAVIO ZIINO

A vincere la 14 edizione del concorso lirico intenazionale è stato il giovane soprano Giuliana Gianfaldoni. Nata nel 1992 a Taranto, la Gianfaldoni ha iniziato lo studio del canto giovanissima sotto la guida di Carmela Apollonio. Nel 2012 è entrata a far parte come allieva effettiva dell’Accademia di Canto Lirico Lina Aimaro sotto la guida di Alberto Gazale. Nell’ottobre 2013 ha debuttato presso l’Opera de Tenerife interpretando il ruolo di Despina nel Così fan tutte di Mozart. Nel febbraio del 2014 ha interpretato il ruolo di Zerlina in una nuova produzione di Don Giovanni di Mozart. Nello stesso anno ha debuttato anche al Festival di Salisburgo come Konstanze nel Die Entführung aus dem Serail di Mozart.

 

Al secondo posto si è piazzato il baritono Yurchuk Yuriv dell’Ucraina, che ha vinto anche il Premio della critica). Al terzo posto si è qualificato il mezzosoprano Carlottta Vichi.

 

Ad organizzare l’evento, che si è svolto nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia di Roma (ex residenza di Mussolini) oggi completamente restaurato, è stata l’Associazione Villaggio della Musica, guidata dal Direttore artistico Wally  Santarcangelo e dal Presidente Lorenzo di Pace, che ha anche condotto la serata insieme alla regista Rosangela Giurgola.

 

Al Concorso hanno partecipato quest’anno 122 cantanti in rappresentanza di 20 nazioni. I tredici finalisti sono stati: il Soprano Li Keng (Taiwan), il soprano Clarissa Costanzo (Italia), il soprano Costanza Fontana (Italia), il tenore Keonwoo Kin (Corea del Sud), il soprano Camila Titinger (Brasile), il tenore Sehoon Moon (Corea del Sud), il soprano Gloria Giurgola (Italia), il tenore Hildomar Silva (Brasile), il soprano Carlotta Vichi (Italia), il baritono Yuriy Yurchuk (Ucraina), il mezzosoprano Lilly Jorstad (Norvegia), il tenore Giuseppe Tommaso (Italia) e il soprano Giuliana Gianfaldoni (Italia).

 

Consistenti sono stati i premi assegnati.  Alla vincitrice sono spettati 5 mila euro più la Coppa “OTTAVIO ZIINO” e il Diploma d’ Onore;  al secondo classificato Euro 2.500,00, la Targa “OTTAVIO ZIINO” e il Diploma d’ Onore; al terzo classificato, infine, Euro 1.250,00,  Targa “OTTAVIO ZIINO” e Diploma d’ Onore. Inoltre, sono stati offerti Borse di studio a carico della produzione per la messa in scena delle opere “Il Barbiere di Siviglia”, per “Gianni Schicchi” e “Suor Angelica”. presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti e il Teatro Argentina di Roma rispettivamente il 12 e 14 Dicembre 2015.

 

Altri premi: SCRITTURA per un’opera e 2 CONCERTI offerti a uno o più concorrenti a discrezione del Direttore Artistico del Teatro San Pedro e del CIA OPERA di S. Paolo del Brasile; PREMIO “Antonio Carlos GOMES” di € 500,00 alla migliore interpretazione di un’aria del compositore brasiliano, a esclusiva discrezione del Direttore Artistico; SCRITTURA offerta dal Direttore Generale e Artistico del Teatro dell’Opéra di Toulon Provence Méditerranée (Francia), a discrezione del suo Direttore Artistico. Il PREMIO DELLA CRITICA è stato di 500 euro mentre è stata offerta un Targa da parte del pubblico.

 

Il presidente della Giuria tecnica è stato il grande mezzosoprano Giovanna Casolla che in questi anni ha affiancato ai fitti impegni lavorativi alcune masterclass vocali e di interpretazioni. Gli membri della giuria sono stati: Alejandro ABRANTE, Sovrintendente e Coordinatore Artistico del Teatro dell’ Opera di Tenerife (Canarie – SPAGNA); Claude Henri BONNET, Direttore Generale e Artistico del Teatro dell’Opéra di Toulon Provence Méditerranée (FRANCIA); Vivien HEWITT, Regista; Angelo TADDEO, Segretario Artistico della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago Puccini (Lucca – ITALIA); Paulo Abrao ESPER, Direttore Generale e Artístico del Cia Ópera São Paulo e del Concorso Maria Callas di Brasile, e Assessore Artístico del Teatro São Pedro di San Paolo (BRASILE); Bernhard HELMICH, Sovrintendente generale del Teatro dell’Opera di Bonn (GERMANIA); Wally SANTARCANGELO, Direttore Artistico del Concorso Lirico Internazionale “Ottavio ZIINO” e dell’Associazione “Il Villaggio della Musica” di Roma (ITALIA); Joan MATABOSCH, Direttore Artistico del Teatro Real di Madrid (SPAGNA).

 

La Giuria della critica era presieduta da Maria Adele Ziino, musicologa, figlia di Ottavio Ziino (compositore, direttore d’orchestra e didatta italiano, nato a Palermo nel 1909 e deceduto a Roma nel 1995). Inoltre, hanno fatto parte della giuria Dario ASCOLI, direttore responsabile di Oltrecultura.it; Gisella BELGERI, presidente del CEMAT; Stefania BONFADELLI, soprano, regista; Giovanni D’ALO’, musicologo, critico musicale di Repubblica; Gina GUANDALINI, collaboratrice della rivista OPERA MAGAZINE; Antonella NERI, presidente di Cantare l’Opera; Roberta PEDROTTI, direttore Responsabile Giornalista presso L’Ape Musicale; Rainero SCHEMBRI, direttore responsabile di Puntocontinenti.it; Maria Elisa TOZZI, direttore della rivista Il Mondo della Musaica.

 

I pianisti che hanno accompagnati i concorrenti per quasi una settimana sono stati Davide Dellisanti e Marcos Madrigal. Durante il concorso si sono poi esibiti con grande successo il ‘Roma Gospel Voice’. Il concerto è stato, infine,  trasmesso in diretta Live Streaming da Radio Cemat.

 

Ultima considerazione: nel corso dell’ultima serata il direttore artistico Wally Santarcangelo ha pubblicamente ricordato che la politica dei tagli governativi ha colpito anche il Premio Ziino, che non beneficia più del sostegno pubblico del FUS (Fondo unico per lo spettacolo). Ciò metterà a grave rischio l’esistenza stessa della manifestazione. Che dire? Che in Italia forse ci sono ancora in tanti ad essere convinti che con la cultura non si mangia.

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