UA-111326531-1
Sunday, August 19, 2018

MANUELA KUSTERMANN IN DIONYSUS AL VASCELLO DI ROMA

Posted by Maurizio Miranda On marzo - 2 - 2016 Commenti disabilitati su MANUELA KUSTERMANN IN DIONYSUS AL VASCELLO DI ROMA

Foto: la Kustermann con Ivan Alovisio. Nel riquadro Salvo nella veste di Dionysus (fotografie di Giovanni Bocchieri). 

 

Grande rientro di Manuela Kustermann in scena al Teatro Vascello di Roma dal 4 al 13 al Teatro Vascello di Roma. Parliamo di Dionysus il Dio nato due volte, lavoro che si ispira a Le Baccanti di Euripide sotto la Regia di Daniele Salvo. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo “agite” dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca.

 

La Kustermann interpreta il ruolo di Agave, che nella mitologia greca rappresenta notoriamente una delle figure femminili immortali, che mai sono state vinte e mai si sono lasciate sottomettere. Agave contesta ogni forma di potere, anche quello divino. Si tratta, quindi,  di un personaggio dalle tinte marcate e che per secoli ha avuto un impatto molto forte sul pubblico: cosa che la Kustermann si propone di ripetere anche al Vascello.

 

Dice l’attore e regista Daniele Salvo: “Abbiamo deciso di creare uno spettacolo che indaghi nel profondo il mistero di Dioniso, assaporandone l’essenza più pura, abbandonandoci alla vertigine delle Baccanti di Euripide, lasciandoci ipnotizzare dal dio dell’ Irrazionale, dal dio del Mistero, dal dio del Teatro. La prima domanda: dov’è Dioniso oggi? Dove si cela? Da circa 25 anni continuo il lavoro sulla vocalità e sul suono nelle sue più diverse forme, in stretta collaborazione con il Dottor Marco Podda, medico foniatra e compositore”.

 

“Questo lavoro”, prosegue Salvo, “passa da tecniche foniatriche sofisticate, dall’analisi e riproduzione di canti etnici del mondo, dalle tecniche riabilitative e rieducative del linguaggio, dallo studio dell’espressione sonora nel periodo prenatale, nel parto e nei primi anni di vita, dall’analisi dei suoni prodotti nelle sedute di trance regressiva e nelle danze tribali, dall’indagine sugli effetti delle frequenze sonore sul cervello umano (Psicoacustica)”.

Personaggi:

Dioniso – Daniele Salvo

Agave – Manuela Kustermann

Cadmo – Paolo Bessegato

Tiresia – Paolo Lorimer

Penteo – Ivan Alovisio

Una guardia / Primo Messaggero – Simone Ciampi

Secondo Messaggero – Melania Giglio

 

Le Baccanti (o.a.)

Elena Aimone, Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Elena Polic Greco, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida

 

Scene – Michele Ciacciofera

costumi e maschere Daniele Gelsi

Musiche Marco Podda – Ligh designeri Valerio Geroldi

Riproduzione anatomica Crea Fx effetti speciali di trucco

videoproiezioni Aqua-micans group,

assistente alla regia Alessandro Gorgoni

prodotto da

Centro di produzione teatrale La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma

Centro Produzione Teatrale TIEFFE Teatro Milano

Teatro di Stato di Constanta (Romania)

 

Foto di scena – Giovanni Bocchieri

 

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

via Giacinto Carini n.78 – ROMA

info: 065881021 -065898031

www.teatrovascello.it

GIULIANA GIANFALDONI VINCE IL PREMIO LIRICO OTTAVIO ZIINO

Posted by Maurizio Miranda On novembre - 9 - 2015 Commenti disabilitati su GIULIANA GIANFALDONI VINCE IL PREMIO LIRICO OTTAVIO ZIINO

A vincere la 14 edizione del concorso lirico intenazionale è stato il giovane soprano Giuliana Gianfaldoni. Nata nel 1992 a Taranto, la Gianfaldoni ha iniziato lo studio del canto giovanissima sotto la guida di Carmela Apollonio. Nel 2012 è entrata a far parte come allieva effettiva dell’Accademia di Canto Lirico Lina Aimaro sotto la guida di Alberto Gazale. Nell’ottobre 2013 ha debuttato presso l’Opera de Tenerife interpretando il ruolo di Despina nel Così fan tutte di Mozart. Nel febbraio del 2014 ha interpretato il ruolo di Zerlina in una nuova produzione di Don Giovanni di Mozart. Nello stesso anno ha debuttato anche al Festival di Salisburgo come Konstanze nel Die Entführung aus dem Serail di Mozart.

 

Al secondo posto si è piazzato il baritono Yurchuk Yuriv dell’Ucraina, che ha vinto anche il Premio della critica). Al terzo posto si è qualificato il mezzosoprano Carlottta Vichi.

 

Ad organizzare l’evento, che si è svolto nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia di Roma (ex residenza di Mussolini) oggi completamente restaurato, è stata l’Associazione Villaggio della Musica, guidata dal Direttore artistico Wally  Santarcangelo e dal Presidente Lorenzo di Pace, che ha anche condotto la serata insieme alla regista Rosangela Giurgola.

 

Al Concorso hanno partecipato quest’anno 122 cantanti in rappresentanza di 20 nazioni. I tredici finalisti sono stati: il Soprano Li Keng (Taiwan), il soprano Clarissa Costanzo (Italia), il soprano Costanza Fontana (Italia), il tenore Keonwoo Kin (Corea del Sud), il soprano Camila Titinger (Brasile), il tenore Sehoon Moon (Corea del Sud), il soprano Gloria Giurgola (Italia), il tenore Hildomar Silva (Brasile), il soprano Carlotta Vichi (Italia), il baritono Yuriy Yurchuk (Ucraina), il mezzosoprano Lilly Jorstad (Norvegia), il tenore Giuseppe Tommaso (Italia) e il soprano Giuliana Gianfaldoni (Italia).

 

Consistenti sono stati i premi assegnati.  Alla vincitrice sono spettati 5 mila euro più la Coppa “OTTAVIO ZIINO” e il Diploma d’ Onore;  al secondo classificato Euro 2.500,00, la Targa “OTTAVIO ZIINO” e il Diploma d’ Onore; al terzo classificato, infine, Euro 1.250,00,  Targa “OTTAVIO ZIINO” e Diploma d’ Onore. Inoltre, sono stati offerti Borse di studio a carico della produzione per la messa in scena delle opere “Il Barbiere di Siviglia”, per “Gianni Schicchi” e “Suor Angelica”. presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti e il Teatro Argentina di Roma rispettivamente il 12 e 14 Dicembre 2015.

 

Altri premi: SCRITTURA per un’opera e 2 CONCERTI offerti a uno o più concorrenti a discrezione del Direttore Artistico del Teatro San Pedro e del CIA OPERA di S. Paolo del Brasile; PREMIO “Antonio Carlos GOMES” di € 500,00 alla migliore interpretazione di un’aria del compositore brasiliano, a esclusiva discrezione del Direttore Artistico; SCRITTURA offerta dal Direttore Generale e Artistico del Teatro dell’Opéra di Toulon Provence Méditerranée (Francia), a discrezione del suo Direttore Artistico. Il PREMIO DELLA CRITICA è stato di 500 euro mentre è stata offerta un Targa da parte del pubblico.

 

Il presidente della Giuria tecnica è stato il grande mezzosoprano Giovanna Casolla che in questi anni ha affiancato ai fitti impegni lavorativi alcune masterclass vocali e di interpretazioni. Gli membri della giuria sono stati: Alejandro ABRANTE, Sovrintendente e Coordinatore Artistico del Teatro dell’ Opera di Tenerife (Canarie – SPAGNA); Claude Henri BONNET, Direttore Generale e Artistico del Teatro dell’Opéra di Toulon Provence Méditerranée (FRANCIA); Vivien HEWITT, Regista; Angelo TADDEO, Segretario Artistico della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago Puccini (Lucca – ITALIA); Paulo Abrao ESPER, Direttore Generale e Artístico del Cia Ópera São Paulo e del Concorso Maria Callas di Brasile, e Assessore Artístico del Teatro São Pedro di San Paolo (BRASILE); Bernhard HELMICH, Sovrintendente generale del Teatro dell’Opera di Bonn (GERMANIA); Wally SANTARCANGELO, Direttore Artistico del Concorso Lirico Internazionale “Ottavio ZIINO” e dell’Associazione “Il Villaggio della Musica” di Roma (ITALIA); Joan MATABOSCH, Direttore Artistico del Teatro Real di Madrid (SPAGNA).

 

La Giuria della critica era presieduta da Maria Adele Ziino, musicologa, figlia di Ottavio Ziino (compositore, direttore d’orchestra e didatta italiano, nato a Palermo nel 1909 e deceduto a Roma nel 1995). Inoltre, hanno fatto parte della giuria Dario ASCOLI, direttore responsabile di Oltrecultura.it; Gisella BELGERI, presidente del CEMAT; Stefania BONFADELLI, soprano, regista; Giovanni D’ALO’, musicologo, critico musicale di Repubblica; Gina GUANDALINI, collaboratrice della rivista OPERA MAGAZINE; Antonella NERI, presidente di Cantare l’Opera; Roberta PEDROTTI, direttore Responsabile Giornalista presso L’Ape Musicale; Rainero SCHEMBRI, direttore responsabile di Puntocontinenti.it; Maria Elisa TOZZI, direttore della rivista Il Mondo della Musaica.

 

I pianisti che hanno accompagnati i concorrenti per quasi una settimana sono stati Davide Dellisanti e Marcos Madrigal. Durante il concorso si sono poi esibiti con grande successo il ‘Roma Gospel Voice’. Il concerto è stato, infine,  trasmesso in diretta Live Streaming da Radio Cemat.

 

Ultima considerazione: nel corso dell’ultima serata il direttore artistico Wally Santarcangelo ha pubblicamente ricordato che la politica dei tagli governativi ha colpito anche il Premio Ziino, che non beneficia più del sostegno pubblico del FUS (Fondo unico per lo spettacolo). Ciò metterà a grave rischio l’esistenza stessa della manifestazione. Che dire? Che in Italia forse ci sono ancora in tanti ad essere convinti che con la cultura non si mangia.

MAURIZIO MIRANDA: INDIA E L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA – 1

Posted by Maurizio Miranda On gennaio - 12 - 2015 Commenti disabilitati su MAURIZIO MIRANDA: INDIA E L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA – 1

Nell’elaborare la sua Visione Paese orientata al 2000 – 2020, l’India è stata sensibilmente influenzata (e non poteva essere diversamente) dalla consistente evoluzione delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni avvenuta dalla fine degli anni Novanta. A partire dal 2000, quindi, il ruolo della formazione individuale delle persone e delle aziende ha assunto una valenza strategica.

 

In campo aziendale, l’evoluzione gestionale è diventata sempre più serrata in termini di organizzazione aziendale di prodotto, processo, sistema, clienti, mercato nazionale ed internazionale. Ma l’obiettivo finale è quello di passare velocemente, sia a livello di persone che d’imprese, da un’Economia della Conoscenza ad una Società della Conoscenza.

 

In questo quadro lo sviluppo dell’India è stato impostato essenzialmente su un’economia di servizi. Il terziario ora produce il 50% del PIL, l’agricoltura il 22% e l’industria soltanto il 27% (contro il 46% della Cina). Detto ciò, occorre riconoscere che l’India si trova ancora per molti versi nel passaggio da un’economia agricola a una industriale che punta, però, sull’utilizzo delle tecnologie informatiche mediante diversi programmi nazionali come, ad esempio, il  National Information Infrastructure (NII). L’India presenta, inoltre, ottime opportunità nell’industria del software e dei servizi con incrementi che sfiorano il 50% l’anno.

 

Già oltre una ventina di anni fa il Ministro delle Finanze indiano A.M.S. Kibria, nel suo discorso relativo al Bilancio 1997- 1998, ebbe modo di dichiarare: “Se c’è una scienza che dominerà il XXI secolo, questa è la l’Information Technology (IT). Se c’è un settore in cui l’India può emergere come leader mondiale, è la tecnologia dell’informazione”.

 

Questa consapevolezza è stata espressa anche dal partito politico che in India deteneva all’epoca la maggioranza, il partito di Bharatiya Janata, ora di nuovo alla guida della Unione Indiana, il quale nel suo manifesto elettorale (del 1998) affermava: “I recenti progressi della tecnologia dell’informazione (IT) hanno confermato quest’ultima come lo strumento più rivoluzionario mai creato nel corso della storia.  Essa promette di trasformare ogni aspetto della vita umana e di inaugurare una società futura basata sulla conoscenza […] L’India ha dimostrato di poter emergere presto come una tra le maggiori potenze mondiali nella IT […] precisamente, noi […] proponiamo una politica nazionale dell’informatica con un programma che preveda, nei prossimi dieci anni, di sfruttare pienamente i benefici della IT in ogni sfera della vita nazionale […] di far comprendere come la IT non sia un lusso, ma l’elemento fondamentale per lo sviluppo futuro […] di fare dell’India una potenza del software […] di assicurare, entro il Duemila, computer e risorse per l’educazione informatica in tutte le scuole secondarie del paese”. miranda-maurizio@libero.it

Nota: Vietata ogni riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta.

    Maurizio Miranda

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (18): CORI (CORA)

Posted by Maurizio Miranda On dicembre - 18 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (18): CORI (CORA)

Con Cori il Presidente dell’Istituto Mercati Internazionali, Maurizio Miranda (autore del volume ‘Città e Province di Età Romana), continua per Punto Continenti il racconto di un viaggio nel mondo romano. L’iniziativa rientra nelle celebrazioni del secondo millennio della scomparsa di Augusto. Foto: Tempio di Ercole a Cori. 

 

Nel Lazio, a circa 70 chilometri da Roma, si trova la suggestiva Cori abitata da poco più di 11 mila persone. Si tratta dell’antica città di Cora le cui origini risalgono al XIII secolo a.C. A Cori si erano sistemati i Volsci che hanno fatto parte della Lega Latina che si era opposta, sotto la guida di Anco Publicio di Cora, all’espansione di Roma. La Lega venne sconfitta nel 642 a.C. da Tullo Ostilio, terzo Re di Roma (672 a.C. – 640 a.C.) che concesse a Cora la condizione di città federata, cioè di città alleata, un privilegio rimasto inalterato fino alla riforma amministrativa complessiva intrapresa a Roma dopo la guerra civile.

 

Cora svolse un ruolo importante anche nel corso delle guerre puniche e venne coinvolta nel conflitto tra Mario e Silla. Nel I sec. a.C. ottenne la cittadinanza romana con l’elevazione della cittadina a Municipium. Nel medioevo la cittadina subì un progressivo degrado per poi entrare nei domini della chiesa. Dopo il 1832 venne incorporata nella legislazione di Velletri. Attualmente la città è suddivisa nella parte alta e quella a valle.

 

Per gli appassionati dell’Antica Roma ci sono diverse testimonianze da visitare. Proprio nella parte più alta della città, l’Acropoli, si trova il Tempio di Ercole, risalente al I sec. a.C. Di stile dorico, cioè del più antico degli ordini architettonici greci, il Tempio offre una splendida veduta sull’intera vallata di Cori. Nella zona, poi, del foro dell’antica Cora  ci sono anche il resti del Tempio di Castore e Polluce risalente ugualmente al I sec. a.C. Il Tempio si sovrappone a un santuario del V sec. a.C. ed ha  favorito la nascita di un tempio corinzio (stile greco adattato a Roma).

 

Altre due località da visitare sono il Ponte romano della Catena (sempre del I sec a.C.) che permetteva di attraversare il ‘Fosso della Catena’ localizzata vicino alla porta Ninfina e il Pozzodorico, una grande cisterna sistemata su un edificio romano del II secolo. Buona parte di Cori è poi circondata dalle mura ciclopiche di circa 2 km. Lungo la via si possono ammirare diversi reperti archeologici. Da non perdere il Museo storico della città che comprende i resti di un tempio romano (IV-II sec. a.C.), una chiesa medievale (prima metà XII sec.) e un convento rinascimentale con sculture ed affreschi tra i più notevoli della Campagna Romana (1467-1480).  Infine, oltre ai reperti romani a Cori si possono anche visitare diverse chiese e palazzi medioevali.

 

Per chi fosse interessato, su www.puntocontinenti.it è possibile visionare in due modi un video su Cori realizzato in occasione di una visita compiuta da Christina Sainer del Gruppo ‘Amici dell’Antica Roma’ promosso dall’Istituto Mercati Internazionali (IMI).

 

1)      Andare su www.puntocontinenti.it Rubrica Video Città di Età  Romana / Sezione Siti Romani in Italia n.02

2)      https://www.youtube.com/watch?v=kkeAymmcFSs

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, studi, pubblicazioni e demanda l’organizzazione di viaggi nel mondo romano alle agenzie specializzate. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati, molti dei quali viaggiano insieme al Gruppo Amici dell’Antica Roma. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

Precedenti servizi

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (17)

Tarragona (Tarraco): Viaggio tra le città di età romana (16)

Cahors (Cadurcorum): Viaggio tra le città di età romana (15)

Alesia (Alise): Viaggio tra le città di età romana (14)

Ducortorum (Reims): Viaggio tra le città di età romana (13)

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12)

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11)

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video riguardanti le ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Ai visitatori di Cori si suggerisce di fare un veloce salto anche a Giulianello, una frazione con meno di 4 mila abitanti: si tratta di un piccolo borgo rinascimentale, a due passi dalla catena dei monti Lepini. Da visitare la Chiesa di S. Giovanni Battista (XVI secolo), il Palazzo Salviati e il Lago Giulianello. A Giulianello si trova anche un Castello che risulterebbe appartenuto alla famiglia Giulia, ovvero alla famiglia di Giulio Cesare.

Notizie utili.

Ristoranti e Alberghi. Dal Gruppo degli Amici dell’Antica Roma è stato suggerito il ristorante ‘Da Checco’. Sul fronte degli alberghi, il Gruppo si é trovato bene all’Hotel Nespolo d’Oro a Lariano (11 km da Cori), situato alle pendici del Monte Ariano, nelle vicinanze del parco a tema Rainbow MagicLand e del Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro. Telefono dell’Hotel: 069655050.

 Maurizio Miranda

UNDESA: PRONTO IL NUOVO PROGRAMMA JPO PER I GIOVANI

Posted by Maurizio Miranda On ottobre - 8 - 2014 Commenti disabilitati su UNDESA: PRONTO IL NUOVO PROGRAMMA JPO PER I GIOVANI

 Gherardo Casini, Direttore dell’Ufficio UNDESA di Roma 

Riportiamo i termini per partecipare al programma riservato ai giovani interessati a lavorare come Esperti Associati e Funzionari delle Organizzazioni Internazionali. Nel riquadro: Gherardo Casini, Direttore dell’Ufficio dell’UNDESA che gestisce il Programma (Roma in Via Vittorio Emanuele II, numero 251).

 

Il Programma Esperti Associati e Giovani Funzionari delle Organizzazioni Internazionali, noto anche come JPO Programme, è un’iniziativa di cooperazione tecnica multilaterale finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, che permette a giovani italiani qualificati di 30 anni o di età inferiore, di avere un’esperienza formativa e professionale nelle organizzazioni internazionali del sistema ONU per un periodo di due anni.

 

Lo scopo del Programma è duplice. Da una parte esso favorisce le attività di cooperazione tecnica delle organizzazioni internazionali associando giovani funzionari ad iniziative di sviluppo, dall’altra consente a giovani interessati alle carriere internazionali di compiere rilevanti esperienze professionali che nel futuro ne potrebbero favorire il reclutamento da parte delle organizzazioni stesse o in ambito internazionale.

 

I requisiti necessari per poter accedere alla pre-selezione sono:

  • Essere nati il o dopo il 1 gennaio 1984 (1 gennaio 1981 se laureati in medicina)
  • Possedere la nazionalità italiana
  • Avere un’ottima conoscenza della lingua inglese e italiana
  • Avere ottenuto uno dei seguenti titoli accademici:

–          laurea specialistica/magistrale/ciclo unico;

–          laurea accompagnata da un titolo di Master universitario.

 

I candidati in possesso di un Bachelor’s Degree o di un titolo equivalente devono aver conseguito un titolo universitario di Master o Maîtrise.

 

La scadenza per l’inoltro delle domande è il 12 novembre 2014 alle ore 15:00 (ora locale italiana).

Le domande incomplete o pervenute in ritardo non saranno prese in considerazione

 

Le candidature dovranno essere inviate in forma digitale utilizzando un modulo elettronico (e-form) reperibile nel sito www.undesa.it

 

I candidati dovranno fornire i seguenti documenti  in formato digitale:

a)    Formulario di candidatura firmato e datato;

b)   Copia dell’ultimo titolo universitario conseguito alla data di presentazione della domanda (o modello di autocertificazione).

Le candidature ricevute via posta, e-mail, fax o consegnate personalmente non saranno accettate.

Per ulteriori informazioni consultare www.undesa.it o scrivere a jpoinfo@undesa.it. In caso di dubbio si può sempre telefonare al numero 06.68136320. 

 

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (17): OSTIA ANTICA

Posted by Maurizio Miranda On agosto - 1 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (17): OSTIA ANTICA

 Maurizio Miranda

 

Di Maurizio Miranda

Con Ostia Antica il Presidente dell’Istituto Mercati Internazionali, Maurizio Miranda (riquadro) continua per Punto Continenti il racconto di un viaggio tra le ‘Città di età romana’. L’iniziativa rientra nelle celebrazioni del secondo millennio della scomparsa di Augusto.  Foto: Ostia Antica. Nel riquadro Maurizio Miranda

 

Un evento straordinario mi porta a parlare nuovamente di Ostia Antica (l’avevo già fatto col numero 9 della presente serie): mi riferisco al recente annuncio dato dalla Soprintendente Speciale ai Beni Archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera, relativamente alla scoperta della vera ed eccezionale dimensione  di Ostia Antica e delle parti finora nascoste del grande porto di Roma. Le scoperte sono frutto di sette anni di indagini condotte con la tecnologia del georadar (magnetometria), grazie ad una èquipe di archeologi e geofisici guidata dalla Paola  Germoni e Angelo Pellegrino, in rappresentanza della Soprintendenza, da Simon Keay (University of Southampton) e Martin Millet (University of Cambridge). Su questa scoperta si è pronunciato anche il noto Archeologo Fausto Zevi, che già nel 1968 aveva scoperto nell’area un grande magazzino non ha dubbi: “Si rimette in discussione la funzione urbana di Ostia, che ora appare grande il doppio di Pompei”.

 

Paradossalmente, pochi chilometri separano il ritrovamento in questione dall’aeroporto Internazionale Leonardo Da Vinci, luogo dal quale la squadra italo – inglese ha avviato indagini geofisiche nell’area fra gli antichi scali marittimi di Portus ed Ostia. L’Area è nota come Isola Sacra nel Comune di Fiumicino. La notizia è rimasta a lungo ‘segreta’ a fronte di un intenso e laborioso percorso di indagini archeologiche che hanno svelato come  Ostia era molto più vasta di quanto si credesse fino al 2007. Da allora in poi è stato scientificamente possibile ricorrere al metodo magnetometrico che ha consentito di scansionare il paesaggio, permettendo ai geofisici di verificare le anomalie e identificare le antiche mura sepolte, i tracciati stradali e le strutture presenti nel sottosuolo, ritrovando nella zona di Isola Sacra gli antichi scali marittimi e fluviali di Portus e Ostia.

 

E’ emersa una traccia molto chiara delle mura perimetrali di Ostia antica e di 4 grandi edifici, tre dei quali presentano caratteristiche similari a quelle dei magazzini presenti nelle aree già scavate di Ostia con una pianta di 83 metri per 75  per il più grande.” Infatti nel I secolo a.C. il Tevere non chiudeva  la città (ora si può ben dire) di Ostia a nord, ma la divideva in due parti. A testimoniare l’originale estensione di Ostia è un sistema di mura di cinta, finora mancanti, lungo cui spiccano sei torri monumentali (di 6 metri per 8). Non un quartiere periferico, ma una nuova porzione di città che si sviluppa al di là del fiume, fino ad oggi considerato solo il confine nord della città. “Lo sviluppo urbanistico di Ostia antica complessivamente aumenta così del 45%. Supera ormai i centomila metri quadrati”, precisa la Germoni.

 

Le sorprese non sono finite. Nell’area indagata tra il Tevere e le nuove mura (la “Trastevere Ostiense”) sono stati identificati i resti delle strutture di quattro edifici. Tre sono considerati magazzini, sfoggiando una pianta di 83 metri per 75 articolati in celle allineate. Ma a rimanere ancora un caso irrisolto è il quarto edificio che vanta 142 metri di lato per 110, svelando la caratteristica di due fila di colonne disposte lungo gli assi nord – sud. Le dimensioni, in questo caso, diventano un aspetto determinante di conoscenza trattandosi “dell’Edificio più grande di Ostia antica” dice la Germoni. In effetti basta un confronto con il Piazzale delle Corporazioni (110×80 metri), il Foro (135×30) e i Grandi Horrea (85×125) per comprendere più che bene la  rilevantissima dimensione.

 

E’ nella parte meridionale di Isola Sacra  che indagini archeologiche preventive e con il georadar hanno individuato le  mura perimetrali della nuova Ostia antica che correvano per 540 metri da est a ovest, piegando poi verso sud in direzione del Tevere. E sempre qui si è potuto capire che sulle mura, a intervalli regolari, compaiono sei grandi torrioni rettangolari. La magnetometria ha consentito poi di scansionare le antiche strutture presenti nel sottosuolo, compresi i tracciati stradali. “Sapevamo che la grossa alluvione del 1560 avesse tagliato la  città, ma il sedime fangoso invece di distruggere ha, in fondo, conservato sotto il velo della terra le fondazioni della città nuova”, aggiunge la Germoni.

 

Il  Tevere non chiude a nord Ostia, ma attraversa la città, proprio come fa a Roma. “Il nostro compito ora è di pianificare piccoli e chirurgici interventi di scavo per definire con precisione la datazione delle mura”, avverte la Germoni lanciando l’ipotesi che risalgano al I secolo d.C. E’ nella parte meridionale di Isola Sacra  che indagini archeologiche preventive e con il georadar hanno individuato le  mura perimetrali della nuova Ostia antica che correvano per 540 metri da est a ovest, piegando poi verso sud in direzione del Tevere. E sempre qui si è potuto capire che sulle mura, a intervalli regolari, compaiono sei grandi torrioni rettangolari.

 

La magnetometria ha consentito poi di scansionare le antiche strutture presenti nel sottosuolo, compresi i tracciati stradali. “Sapevamo che la grossa alluvione del 1560 avesse tagliato la  città, ma il sedime fangoso invece di distruggere ha, in fondo, conservato sotto il velo della terra le fondazioni della città nuova”, aggiunge la Germoni. Il  Tevere non chiude a nord Ostia, ma attraversa la città, proprio come fa a Roma. “Il nostro compito ora è di pianificare piccoli e chirurgici interventi di scavo per definire con precisione la datazione delle mura”, avverte la Germoni lanciando l’ipotesi che risalgano al I secolo d.C.

 

A conclusione di questa carrellata non possiamo che rallegrarci con la Soprintendente Speciale ai Beni Archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera, ricordando come l’IMI (Istituto Mercati Internazionali) insieme ad altri organismi come la FIEI (Federazione Italiana Esportatori – Importatori), l’IIITT (Indo – Italian Institute for Trade and Technology) e l’IKC (Indian Knowledge City), in oltre 10 anni di collaborazione, ha sempre manifestato la massima attenzione e cooperazione sulle tematiche della logistica integrata e intermodale, dei commerci e dei mercati internazionali e che ancora una volta trovano riscontro nello stoccaggio delle merci che hanno transitato ad Ostia. Una tematica di ulteriore novità è rappresentata dalle indagini che sono state compiute dalla squadra italo – inglese che ha aumentato del 50% lo spazio dedicato ai depositi di merci, che si attestano ora a 70 mila metri quadrati. Tali dati riaprono il tema delle dimensioni degli scambi commerciali: Ostia si conferma una delle città portuali più importanti del Mediterraneo.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

Precedenti servizi

 

Tarragona (Tarraco): Viaggio tra le città di età romana (16)

Cahors (Cadurcorum): Viaggio tra le città di età romana (15)

Alesia (Alise): Viaggio tra le città di età romana (14)

Ducortorum (Reims): Viaggio tra le città di età romana (13)

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12)

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11)

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video riguardanti le ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Ostia Antica è stata essenzialmente una città commerciale e di raccordo tra importantissime vie di comunicazione (Tevere e Tirreno) con la capitale del mondo antico. Ostia è  stata una città cosmopolita dove al suo interno convivevano razze e culture differenti. I suoi abitanti erano, a seconda della professione, raggruppati in sodalizi, con lingue e religioni differenti.  Da visitare nelle vicinanze anche il Castello di Giulio II.

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Rodrigo de Vivar. Via Rainaldo 18 Roma. Quattro stelle a 0,1 km da Ostia Antica. Si trova nelle vicinanze dell’Aeroporto Leonardo da Vinci ed è dotato di ogni comfort. Molto buona anche la cucina.

Hotel Ostia Antica Park. Via dei Romagnoli 1041, Roma. Tre stelle a 1,5 km da Ostia Antica. Ottanta belle stanze corredate da ogni comfort, nonché una grande piscina e centro benessere. Non distante dall’aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci.

 

 

 

 

MAURIZIO MIRANDA: DALLA CULTURA 76 MLD E 1,4 MLN DI OCCUPATI

Posted by Maurizio Miranda On agosto - 1 - 2014 Commenti disabilitati su MAURIZIO MIRANDA: DALLA CULTURA 76 MLD E 1,4 MLN DI OCCUPATI

 Maurizio Miranda

 

Di Maurizio Miranda

Con l’avvio del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei per gli anni 2014-2020 (che attraverso il Programma EUROPA CREATIVA assegna alla cultura e all’industria creativa 1,8 miliardi di euro), è l’intero sistema-paese che deve ripensare le strategie di politica economica per una nuova qualità della crescita.

 

Recenti studi, infatti, hanno evidenziato che le industrie culturali e creative rappresentano circa il 4,5% del PIL dell’UE e il 3,8% dell’occupazione ed equivalgono a 8,5 milioni di posti di lavoro diretti (e molti di più se si considerano le ricadute in altri settori).

 

A livello nazionale la cultura frutta al Paese il 5,4% della ricchezza prodotta equivalente a quasi 76 miliardi di euro e dà lavoro a oltre 1,4 milioni di persone, ovvero al 5,6% del totale degli occupati, con un peso specifico assai superiore al settore primario o alla meccanica.

 

‘L’indicazione di porre la cultura al centro delle politiche di sviluppo è supportata anche dai più recenti studi promossi dal Parlamento Europeo che hanno anche suggerito di considerare la cultura come dimensione trasversale e integrata a tutte le altre politiche di coesione che possono contare su risorse molto più significative, arrivando a circa 380 md di euro’.

 

L’obiettivo è di fornire un contributo a tutti i policy-makers, ai diversi livelli istituzionali, per introdurre nelle politiche pubbliche le straordinarie potenzialità della cultura anche a sostegno della coesione sociale.

 

‘E’ indispensabile, a livello nazionale, un più stretto coordinamento tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Ministero dello Sviluppo Economico e, a livello europeo, l’inserimento della cultura nelle priorità strategiche del nuovo programma dei fondi comunitari 2014-2020’.

 

Le città e i territori saranno i protagonisti di queste nuove sfide, accanto ad una maggiore consapevolezza dell’intera classe dirigente, pubblica e privata, del ruolo della cultura nelle politiche di sviluppo (si veda la best practice europea di pianificazione strategica a base culturale rappresentata dalle Capitali Europee della Cultura e che interesserà il nostro Paese nel 2019).

 

Sarà necessario introdurre strumenti di ingegneria finanziaria che favoriscano la progettualità integrata tra pubblico e privato e tra i diversi livelli istituzionali. ‘A questo riguardo sarebbe importante la creazione di un Fondo per la progettualità culturale in grado di qualificare l’azione delle Amministrazioni Pubbliche nell’immaginare nuovi percorsi di sviluppo basati sulla valorizzazione integrata dello straordinario e diffuso patrimonio culturale dell’Italia’.

VIRGILIO DASTOLI: NEL 2014 AVREMO UN EMBRIONE DI GOVERNO

Posted by Maurizio Miranda On agosto - 1 - 2014 Commenti disabilitati su VIRGILIO DASTOLI: NEL 2014 AVREMO UN EMBRIONE DI GOVERNO

Per dieci anni è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli, considerato uno dei padri nobili dell’Unione Europea e promotore insieme a Ernesto Rossi, negli anni dell’esilio a Ventotene, del Manifesto per un’Europa libera e unita. E’, comunque, da una vita che il Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, Virgilio Dastoli, originario di Anzio (piccola località alle porte di Roma) è impegnato a dare forma e sostanza alla nascita degli Stati Uniti d’Europa. Di temperamento molto pacato Dastoli è uno che, come si suol dire,  ‘non molla la presa’ e che ama scendere sul terreno concreto.

Notevole è stato, ad esempio, il suo contributo alla definizione dell’ammontare pluriennale del primo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, al rigetto da parte del Parlamento Europeo del bilancio delle comunità europee per l’esercizio 1980, alla nascita e alle attività del Club del Coccodrillo, all’elaborazione del Rapporto sulle risorse proprie ed in particolare alla prima proposta europea di Euro-bonds, nonché alla redazione del progetto istitutivo dell’Unione Europea. Dal 2003 al 2009 è stato anche direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Autore di numerosi saggi e pubblicazioni sull’integrazione comunitaria, dal 2010 Dastoli presiede il Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME), espressione di tutte le forze democratiche (partiti, sindacati, enti, organizzazioni e associazioni varie) consapevoli della rilevanza per l’Italia del conseguimento dell’Unità europea.

 

Lei si è sempre battuto per la nascita degli Stati Uniti d’Europa. Si tratta di un sogno o crede che in tempi ragionevoli si possa realmente raggiungere quest’obiettivo?

 

Intanto cominciamo col dire che alcuni significativi passi in avanti sono stati fatti. Pensiamo all’elezione diretta del Parlamento Europeo, all’abolizione delle frontiere, all’introduzione della moneta unica e a tante altre conquiste. Comunque già per il 2014, in occasione del rinnovo del Parlamento Europeo, ci sarà un’altra importante novità: ogni partito europeo indicherà il proprio candidato alla Presidenza della Commissione Europea. Diciamo che in embrione si sta formando un Governo europeo. Naturalmente rimangono ancora molti passi da fare.

 

Attualmente si fa fatica a capire tra partiti di destra e di sinistra chi sul piano politico è più europeista o più euroscettico. Secondo lei com’è la situazione?

 

Per quanto riguarda l’Europa non credo che abbia molto senso parlare di destra o sinistra. Sostenitori e scettici sull’Europa si trovano trasversalmente in tutti i raggruppamenti politici, sia in Italia che in Europa. La divisione non passa tra destra e sinistra ma tra innovatori e immobilisti. Per quanto riguarda l’Italia, il fronte degli immobilisti va da Berlusconi e Lega fino ai radicali di sinistra, coinvolgendo personaggi come Oscar Giannino o movimenti di protesta come Cinque stelle fino ad alcuni membri del PD. Eppure in ognuno di questi partiti o movimenti ci sono esponenti convinti che, a differenza di quanto si dica in giro, non occorre meno Europa ma, al contrario, più Europa.

 

Come vede il possibile referendum in Gran Bretagna sull’uscita dall’Europa?

 

Abbiamo a che fare con la solita tattica o, se vogliamo, capacità diplomatica di Londra. Siccome nel 2015 verrà rinegoziato il Trattato di Lisbona, gli inglesi cominciano ad alzare il tiro paventando il pericolo di un’uscita dall’Europa. Spero che questa volta gli altri Paesi europei sappiano agire di conseguenza. Mi spiego: non v’è dubbio che il ruolo della Gran Bretagna in Europa è fondamentale. Tuttavia, gli altri Paesi non possono vivere in eterno sotto la spada di Damocle targata Londra. Se proprio gli inglesi vogliono uscire, ma non ci credo, allora pazienza, dobbiamo farci una ragione.

 

Insomma, in parole povere, secondo lei si tratta di un bluff?

 

Diciamo una trovata elettorale.

 

Comunque, si ha la sensazione che anche gli italiani stiano diventando euroscettici. Non è così?

 

Certo, la generale sfiducia della gente verso le istituzioni nazionali si riverbera anche a livello europeo. Dare, comunque, la colpa delle nostre disgrazie all’Europa è anche un modo per scaricarsi dalle proprie responsabilità. Spesso è pura demagogia anche se non si può negare che molte politiche europee si siano rivelate sbagliate.

 

Tipo?

 

L’Europa è stata la culla del welfare, della necessità di collocare l’uomo al centro delle sue politiche. Questa impostazione si sta gradualmente dissolvendo nel momento stesso in cui al di sopra di tutto viene messo il rigore, senza alcune preoccupazione per la crescita. Questo eccessivo rigore allontana la gente dall’Europa e rischia di produrre dei disastri sociali. La storia di altre realtà nel mondo ci dovrebbe insegnare qualcosa.

 

Lei si riferisce, ad esempio, all’America Latina?

 

Certamente, quel Continente insieme all’India e alla Cina è riuscito a contenere molto bene gli effetti della crisi mondiale preoccupandosi soprattutto di non lasciare indietro la parte più povera della popolazione. La cosa straordinaria è che i governi latino americani, sia di centro destra che quelli di centro sinistra, hanno compiuto scelte politiche e sociali molto similari. Del resto, oltre a crescere del 4-5% e ad aver appianato gli ingenti debiti internazionali, in quasi tutti i Paesi dell’America Latina milioni di esseri umani sono usciti dalla povertà, sono diventati classe media e oggi contribuiscono attivamente alla crescita dei loro Paesi.

 

Quali sono i Progetti futuri del Cime?

 

Attualmente stiamo lavorando in tre direzioni. Innanzitutto stiamo già preparando il semestre di presidenza italiana che inizierà il primo luglio del 2014. Inoltre stiamo organizzando una grande Conferenza interparlamentare proprio per discutere e trovare delle possibili soluzioni ai gravi problemi che in questo momento attanagliano il nostro Continente. Infine, ci proponiamo di elaborare delle strategie in grado d’ informare e avvicinare maggiormente i cittadini alle istituzioni comunitarie.

MADAGHIELE: ‘GENERE FEMMINILE’ FA RIMA CON INCLUSIONE SOCIALE

Posted by Maurizio Miranda On agosto - 1 - 2014 Commenti disabilitati su MADAGHIELE: ‘GENERE FEMMINILE’ FA RIMA CON INCLUSIONE SOCIALE

In fondo cercano di dare delle risposte a tre esigenze tipiche della società moderna: l’ isolamento affettivo (mentre si moltiplicano le amicizie virtuali su facebook diminuiscono drasticamente i rapporti di vera amicizia); la crescente violenza e conflitto tra uomo e donna; la sete di conoscenza messa in evidenza da un deserto culturale che ormai avanza ovunque. Parliamo dell’Associazione  ‘Genere Femminile’  presieduta da Cotrina Madaghiele (nella foto), laureata in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma, con una vasta esperienza presso il Centro  Nazionale Opere Salesiane, soprattutto nell’ambito di progetti di ricerca su tematiche socio-educative e formative.  Con lei abbiamo cercato di sapere qualcosa di più su quest’associazione  che dovrebbe espandersi anche in altre Regioni italiane.

 

Come è nata e strutturata la vostra associazione? Sono previste quote associative? Che tipo di attività svolgete?

 

L’Associazione di Promozione Sociale “Genere Femminile” persegue finalità di solidarietà e di inclusione sociale in favore delle donne. Non ha fini di lucro e si propone di promuovere iniziative volte al miglioramento della qualità della vita delle donne e all’accrescimento del loro benessere favorendo la loro partecipazione attiva alla vita sociale, economica e culturale.   Priorità dell’Associazione è diffondere una cultura di parità e di non discriminazione e favorire un’immagine non stereotipata di donne e uomini. L’eliminazione dei pregiudizi e degli stereotipi di genere nell’ambito dell’istruzione, della formazione, della cultura, del mercato del lavoro e dei mezzi di comunicazione rientra fra le principali linee d’ intervento dell’Associazione.

 

Come siete organizzati e sono previste quote associative?

 

L’Associazione ‘Genere Femminile’ è iscritta nel   Registro Regionale delle Associazioni della Regione Lazio,    Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni presso l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali),    nell’Albo delle Associazioni della Provincia di Roma e nell’  Elenco delle Associazioni Culturali IX Municipio di Roma.   Al momento non sono previste quote associative ma si può diventare ‘Amica o Amico dell’Associazione Genere Femminile’ previa approvazione del Consiglio Direttivo.

 

Ma cosa significa essere amici dell’Associazione Genere Femminile?

 

Significa sentirsi parte di un progetto culturale e di valore sociale; essere informato sulle attività e partecipare alle iniziative dell’Associazione; proporre iniziative. L’attrice Patrizia Pellegriono, ad esempio, è amica dell’Associazione.   Le nostre ultime iniziative sono state l’apertura, a luglio 2012, del ‘Centro Ascolto Donna’ che offre consulenza psicologica e legale per donne in difficoltà; l’attivazione del gruppo di amicizia ‘La felicità di stare insieme’ che si riunisce tutti i giovedì dalle 17:30 alle 19:00 a Roma in via A. Crivellucci 3.   Nel mese di luglio del 2011 l’Associazione ha organizzato ogni lunedì una serie di incontri per discutere ed approfondire il tema della donna nel tempo dal titolo “Mille volti, mille storie: la Donna testimone del suo tempo. Personaggi e fatti di apparente ordinarietà”.

 

L’iniziativa ha ottenuto il Patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.   Attualmente stiamo programmando alcune visite guidate e di studio su Santa Caterina da Siena e abbiamo in programma un progetto per prevenire la violenza sulle donne: ‘Gli stereotipi di genere: cosa sono e come si formano’ che prevede una ricerca teorica su cosa sono gli stereotipi e come si formano; una serie di incontri in alcune scuole di Roma al fine di consegnare delle schede informative sulla tematica. I risultati della ricerca verranno raccolti in una pubblicazione.

 

Nella vostra pagina Web avete indicato come vostro obiettivo principale quello di raggiungere ‘La felicità di stare insieme’. Obiettivo molto bello ma in concreto cosa significa?

 

‘La felicità di stare insieme’ è il nome del gruppo di amicizia che abbiamo attivato a Roma per tutte quelle persone adulte che avvertono l’esigenza di condividere con altre persone una parte del loro tempo; che vogliono trovare amicizie. Siamo convinti che la rete di relazioni dà senso alla vita: aiutare gli altri accresce la propria autostima e permette di sviluppare le competenze. Insieme parliamo delle nostre emozioni, delle nostre esperienze, invitiamo persone esterne che tengono lezioni su tematiche proposte dal gruppo, organizziamo visite guidate.

 

La vostra associazione si chiama Genere Femminile. Come vi collocate rispetto al femminismo?

 

Tutte noi abbiamo beneficiato delle conquiste femministe ma, rispetto al movimento degli anni ’70, noi esaltiamo le differenze tra il maschile e il femminile, crediamo nel reciproco aiuto. In sostanza, crediamo che uomini e donne debbano stare insieme.

 

Associazione Genere Femminile

tel. 347 9091265 fax 178 2229493

info@generefemminile.it www.generefemminile.it

www.facebook.com/generefemminile

ANGELA NISI VINCE IL CONCORSO LIRICO ‘OTTAVIO ZIINO’

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su ANGELA NISI VINCE IL CONCORSO LIRICO ‘OTTAVIO ZIINO’

Per Angela Nisi è stato un successo completo: non solo ha vinto l’undicesima edizione del Concorso Lirico Internazionale ‘Ottavio Ziino’, che si è svolto a Roma all’interno del prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia ma ha ottenuto dal Teatro di Essen in Germania il ruolo di Musetta nella Bohème di Puccini, oltre ad aggiudicarsi il Premio Angelica Tuccari (grande soprano degli anni cinquanta) e ad essere invitata a cantare San Paolo del Brasile. Dotata di un bella e calda voce, con una buona estensione e un timbro molto chiaro, la Nisi si è distinta anche per un’incisiva presenza scenica oltre che per il coraggio di affrontare un’aria molto popolare che porta automaticamente a pericolosi confronti con le grandi del passato (pensiamo solo alla Callas e alla Tebaldi).

 

Nata a Brindisi, ha debuttato nel ruolo di Micaela in Carmen di Bizet nel 2010 al Festival OperaEstate di Bassano del Grappa e a Rimini. Nel 2011 e nel 2012, ha interpretato il ruolo del titolo in Pinocchio di Pierangelo Valtinoni al Teatro Regio di Torino e il ruolo di Lucia in Lucia di Lammermoor al Festival di Bassano del Grappa. La sua esperienza teatrale comprende inoltre i seguenti titoli: Pulcinella finto maestro di musica di Giacomo Insanguine (Rosaura); La vedova allegra di Franz Lehar (Hanna Glawari); Le sorelle Brontë, di De Zogheb e Andrea Chenna (Festival Biennale Teatro di Venezia, Teatro Baretti di Torino, 2009) con la regia di Davide Livermore; Il Demetrio di Leonardo Leo (Olinto); Dorina e Nibbio di Domenico Sarro (Dorina) a Basilea.  Da registrare, infine, che la Nisi fa parte anche del Direttivo dell’Associazione Cantori Professionisti d’Italia  che punta a includere l’Opera Lirica Italiana nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.

 

Insime alla Nisi sono stati premiatati al secondo posto il soprano Sun Hyung Cho della Corea del Sud (ha cantato ‘Pleurez, mes yeux” da Le Cid di Massenet), e al terzo, a pari merito, il basso sud coreano Chaejun Lim (con ‘Mentre gonfiarsi l’anima’ da Attila di Verdi)  e il tenore italiano Edoardo Milletti (con ‘Ah!Mes amis’ da La fille du Regiment di Donizetti). Per la giuria della critica è stato premiato il giovane basso italianoAntonio Carmelo di Matteo (con ‘Il lacerato spirito’ da Simon Boccanegra di Verdi). Il pubblico ha votato invece per Filippo Mineccia, controtenore italiano (con ‘Pompe vane di morte’ da Rodelinda di Haendel). Infine, sono entrati in finale il mezzosoprano russo Ksenia Leonidova, il baritono della Corea del SudSungwan Lee, il soprano italiano Francesca Tiburzi, il tenore brasiliano Max Jota, e il baritono moldavoValeriu Caradja.

 

Il Concorso Lirico che porta il nome del grande Direttore d’Orchestra e compositore Ottavio Ziino gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma e del Ministero dei Beni Culturali. Le vere anime della manifestazione sono Wally Santarcangelo e Lorenzo di Pace, rispettivamente Direttrice artistica della manifestazione e Presidente dell’Associazione Culturale ‘Il Villaggio della Musica’ che promuove la manifestazione.

 

Il presidente della giuria di quest’anno è stato il soprano di fama mondiale Mariella Devia che per tre giorni ha esaminato i numerosi concorrenti provenienti da diverse nazioni. In questo lavoro è stata affiancata daHein Mulders (Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Essen (Germania), Alberto Triola, coordinatore artistico del Maggio Fiorentino, Marco Tutino compositore e presidente della Scuola dell’Opera Italiana,Giovanna Lomazzi, Vice presidente Aslico, Ilias Tzempetonidis, casting manager della Scala di Milano,Filippo Anselmi, agente lirico di New York, Vincenzo De Vivo direttore dell’Accademia d’Arte lirica di Osimo e Giuseppe Sabbatini, direttore d’orchestra. La ‘Commissione della critica’ è stata guidata da Maria Adele Ziino, figlia di Ottavio.  Tutti i cantanti sono stati accompagnati al pianoforte dal maestro Marco Forgione.

VIDEO – PER UN NUOVO STATO SOCIALE Dalle città all’Europa

  SPOT REA PER UN EFFICIENTE STATO SOCIALE – Videolink SERIE VIDEO  1 MINUTO PER LO STATO SOCIALE  o1 – […]

VIDEO – LA ROMA DI REA SILVIA

La Roma di Rea Silvia riguarda una serie di servizi giornalistici (scritti e in video) realizzati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) […]

VIDEO – MEDIA E PROTAGONISTI

MONDO DELLA COMUNICAZIONE 01 – RADIO MAMBO – Renato Dionisi – Videolink 02 – Tele Ambiente – Stefano Zago – […]

VIDEO – ESSENZIALISTI IN VIAGGIO

  ESSENZIALISTI IN VIAGGIO Patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Incontri e confronti. Dopo numerosi incontri, scambi di opinioni, interviste, interventi […]