UA-111326531-1
Sunday, August 19, 2018

SOCIALISMO? PUNTO E A CAPO, SUBITO. PAROLA DI MANUEL SANTORO

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su SOCIALISMO? PUNTO E A CAPO, SUBITO. PAROLA DI MANUEL SANTORO

Classe 1972, residente a Tivoli (vicino Roma), dottorato in matematica alla Portland State University USA, ex assistente ricercatore al Laboratorio nazionale di Argonne (USA) e presso il Dipartimento di energia degli Stati Uniti (Università di Chicago), nonché ricercatore di matematica applicata alla fisica-chimica in Germania al Max Planck (Stoccarda), Manuel Santoro è tornato in Italia nel Luglio del 2008 e, sin dalla sua permanenza in Germania, è stato Responsabile dell’Organizzazione del movimento politico “Radicali di Sinistra”.

Nel 2010 è stato tra i fondatori del movimento politico “Libertà ed Eguaglianza” di cui è stato coordinatore nazionale sino alla confluenza del gruppo nella Lega dei Socialisti, nel Giugno del 2011. Iscritto al Partito Socialista Italiano, è ora membro del Direttivo nazionale della Lega dei Socialisti. Anche se, come vedremo più avanti, a Santoro non piace il termine rottamatore, non v’è dubbio che in questo momento sta tentando un’operazione di rottura e rilancio a tutto campo all’interno del Partito Socialista Italiano, attualmente guidato da Riccardo Nencini.

Per Santoro, in sostanza, si tratta dell’ultima possibilità storica di non decretare la morte definitiva della rappresentanza socialista. E per raggiungere questo scopo intende puntare decisamente su un crescente numero di giovani (in massima parte quarantenni) intenzionati a rilanciare in chiave moderna i ‘vecchi ideali socialisti’, insieme ai ‘vecchi socialisti’ rimasti giovani nella volontà di non arrendersi alla progressiva degenerazione e dissolvenza del partito. Ma ecco cosa Santoro ha detto a Euronews.

In questo momento storico sembra che tutte le ideologie siano morte e, quindi, anche una gloriosa come quella socialista. Se è così che senso ha rispolverare il nome di un vecchio partito che, tra l’altro è finito in maniera ingloriosa? Non teme di rivolgersi solo a una minuscola compagine di nostalgici senza alcune presa sui giovani?

 

L’ideale socialista è sempre esistito, esiste ed esisterà sempre. Certo, è un ideale ormai spoglio di una vera progettualità fatta di speranze, idee e militanza, intorno alla quale si possano raccogliere energie nuove. Quello che manca, oggi, è un degno rappresentante dell’ideale socialista nella politica e nella società e, penso, sia arrivato il momento di riprendere un filo interrotto, una ragione d’essere che vede nella povera gente, nelle ingiustizie sociali, nelle ineguaglianze, le ragioni dell’esistenza e della lotta di un partito socialista.

 

Il partito socialista odierno è del tutto insufficiente a rappresentare queste istanze di riscatto sociale visto il suo graduale scivolamento verso un centrismo in salsa democratica che vive solo di laicità e diritti civili, avendo dimenticato totalmente la sua funzione propositiva e propulsiva della ricerca di nuovi processi economici e sociali. Un nuovo soggetto politico socialista dovrebbe, finalmente, “portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”. Se riuscissimo a riproporre un minimo di nuova progettualità socialista, con i suoi reali valori politici ed umani, riusciremmo senza dubbio a coinvolgere tantissimi giovani i quali non cercano altro che una sponda, un rifugio entro il quale rigenerare anima e mente, rielaborando un nuovo modello di convivenza civile che metta in dubbio l’assetto socio-economico attuale, orami brutalizzato e brutalizzante.

 

Nel mondo i vecchi partiti della sinistra prendevano spunto del concetto di lotta di classe per elaborare le loro teorie politiche con alcuni importanti distinguo: i comunisti auspicavano la dittatura proletaria (anche se il Pci, per la verità, su questo terreno si è distinto da quasi tutti gli altri partiti comunisti nel mondo) mentre i socialisti auspicano il raggiungimento del potere per vie democratiche. Oggi nessuno parla più di lotta di classe eppure mai come oggi l’assioma di Marx appare avverarsi: i ricchi diventano sempre più ricchi ma in numero sempre minore mentre i poveri diventano sempre più poveri ma in un numero sempre maggiore. Di fronte a questa realtà come si pone un nuovo partito socialista?

 

Prima di tutto un nuovo partito socialista dovrebbe prendere atto che le crisi susseguitesi nei decenni a causa dell’evolversi di incontrollati cortocircuiti dei processi finanziari hanno prodotto un indebolimento globale delle società sviluppate, dei loro modelli di sviluppo e di welfare. L’effetto complessivo è stato tremendo visto l’annullamento delle prospettive di sostenibilità di lungo periodo dei tessuti produttivi. Oggi, come spesso è successo, l’economia reale paga i danni prodotti dall’imbarbarimento dei processi finanziari complice una politica internazionale che tendenzialmente privilegia l’arricchimento dei più ricchi attraverso l’impoverimento delle società e l’espropriazione della ricchezza collettiva per fini privatistici.

 

Se volessimo fare un’analisi seria dell’ultima crisi iniziata nel 2008 capiremmo come sia in atto un cambiamento di sistema profondo che lentamente modificherà i processi economici, sociali e comportamentali globali. Penso che possiamo essere tutti d’accordo nel dire che l’impatto di questa crisi sul tessuto produttivo e sull’economia reale sia l’effetto di una voluta e ricercata autoregolamentazione del sistema finanziario e bancario multinazionale, le cui politiche egoistiche vengono calate a livello nazionale attraverso lo strumento e l’avvallo della politica.

 

Penso che oggi ci sia un’incapacità certa della politica nazionale, europea ed internazionale, di contrapporre un modello di progresso sostenibile alternativo.  Di certo, il nodo principale da risolvere oggi è l’incapacità di chi si richiama alla cultura e all’azione socialista di delineare un percorso di rottura rispetto a schermi pensati decenni fa dalle forze conservatrici del pianeta. Forze che, in politica, riprendono i dettami della grande finanza e dei grandi istituti bancari, ormai globalizzati e transazionali nei processi, in grado di autoregolarsi oltrepassando le deboli regole nazionali e internazionali.

 

Un nuovo partito socialista, quindi, è necessario oggi più che mai in quanto sarebbe l’unico mezzo per riacquisire dignità, coraggio e solidarietà per rompere le catene del degrado sociale ed umano del nostro presente e futuro.

 

E’ nota la sua forte critica all’attuale incapacità del Partito Socialista di distinguersi sulla scena nazionale. Del resto la maggior parte della gente neanche sa che esiste, almeno sulla carta, un Partito Socialista Italiano. Possiamo dire che lei si propone come una specie di Renzi del Partito Socialista, cioè, un rottamatore intenzionato a ricominciare tutto da zero?

 

Così com’è strutturato oggi, il partito socialista è destinato a estinguersi. Non amo il termine “rottamatore” ma sono convinto della necessità di ricostruire una nuova soggettività socialista. Il partito socialista attuale continuerà ad esistere come soggetto di rappresentanza, con un nome, un simbolo, ma niente più. E’ evidente, quindi, che non ci sarà bisogno di rottamarlo in quanto tutte le sue energie vitali saranno presto azzerate all’interno dell’accordo con il PD.

 

Sarà necessario dare un’alternativa a tutte quelle potenzialità umane deluse dall’attuale dirigenza socialista e, penso, lo si possa fare iniziando a ragionare sulla costruzione di un altro partito socialista in Italia. Un partito che raccolga l’eredità ideale dello storico PSI e lo rilanci con una visione aggiornata al XXI secolo e che contribuisca a una ricomposizione della sinistra italiana e del socialismo in Europa. Riprendiamo il cammino di liberazione della condizione umana dai soprusi e dalle ingiustizie sociali portato avanti dalla gloriosa tradizione socialista, perseguendo con forza gli assiomi ideali di libertà e di democrazia, indissolubilmente connessi agli assiomi fondamentali dell’eguaglianza e della giustizia sociale.

 

Come pensa di muoversi politicamente in vista delle prossime elezioni?

 

Sempre nel solco della costruzione di un nuovo soggetto socialista. Penso che le elezioni possano essere un primo banco di prova per capire le forze in campo, chiarire tante ambiguità e verificare la volontà politica di costruire una nuova progettualità socialista. Ad ogni modo, lavorerò per rendere visibile quest’opportunità.

 

Parliamo dei contenuti, che è poi quello che interessa alla gente. Ormai una moltitudine in Italia vive al di sotto della soglia di povertà. Spesso le persone non hanno neanche il minimo indispensabile per mangiare. Ebbene, in quasi tutti i Paesi d’Europa è previsto un sussidio minimo per gli indigenti di qualunque età. Su questo terreno qual’ è la proposta socialista?

Partirei da un ragionamento di sistema. E’ necessario, secondo me, premettere che un’economia nazionale immersa in un meccanismo economico globalizzato, essenzialmente di stampo liberista, rischia, durante crisi di sistema come l’ultima, di vedersi proiettata verso una nuova organizzazione sociale e politica, non prevedibile, caratterizzata essenzialmente dal prosciugamento di diritti e di benessere collettivo. Naturalmente, in tutto questo la nostra classe politica ha responsabilità enormi.

Fatta questa doverosa premessa, la situazione in Italia è grave e non ci sono segnali di miglioramento. I dati dell’Istat sono impietosi. Nel 2011 l’Italia si è ritrovata con più di 8 milioni di poveri, i quali rappresentano quasi il 14% dell’intera popolazione e l’11% delle famiglie. Fa rabbia che quasi 3 milioni di famiglie, composte da due persone, sia al di sotto della soglia di povertà (pari a 1.011,03 euro mensili). Aumenta la povertà di coppie con un figlio, pari al 10,4%; delle famiglie con cinque o più componenti, pari al 28,5%. Le famiglie a rischio povertà sono il 7,6% mentre al Sud la situazione si aggrava visto che una famiglia su quattro è considerata povera.

 

Penso che lo Stato e le istituzioni abbiano il dovere di intervenire celermente con misure atte a calmierare gli effetti nefasti della crisi, soprattutto con l’istituzione di un reddito minimo. Io guardo ai Paesi più evoluti da un punto di vista del welfare e dei servizi e, quindi, penso sia indispensabile il massimo della solidarietà collettiva. E’ vero che tutti i Paesi europei prevedono qualche forma di reddito minimo tranne Italia, Grecia e Bulgaria e, certamente, questo dato non ci fa onore. Pensiamo a uno dei Paesi più all’avanguardia sul reddito minimo. La Norvegia, la quale offre ai suoi cittadini un reddito di esistenza, senza limiti, che garantisce un importo mensile di circa 500 euro.

 

Se noi supponessimo, secondo la proposta di ‘Intelligence Precaria’, di erogare 600 euro mensili per garantire a tutti un reddito di base pari a 7.200 euro all’anno, a tutti indipendentemente dall’età e dallo status, la collettività dovrebbe sopportare un costo annuo di quasi 18 miliardi di euro. Ma tenendo conto che, a oggi, si stima che il costo attuale del welfare sia di 15,5 miliardi di euro annui, il costo extra da sopportare si aggirerebbe intorno ai 5 miliardi di euro annui. 5 miliardi, pari al gettito ricavabile da un’ imposta ordinaria, di certo non pesante, sul patrimonio, incluso quello mobiliare, con aliquota progressiva al di sopra di un milione 200 mila euro.

 

L’ultimo politico in Italia a elaborare un grande piano di edilizia popolare è stato nel 1949 (sic!) Amintore Fanfani. L’attuale situazione vede soprattutto i giovani impossibilitati non solo di comprare una casa ma nemmeno di affittare due stanze per creare una nuova famiglia. Come pensa di affrontare questo problema cruciale?

 

Il problema principale è nello squilibrio evidente tra offerta abitativa e domanda. In particolare, non c’è, in Italia, una offerta abitativa capace di assorbire una domanda che rivendica prezzi moderati. Abbiamo un invenduto rilevante mentre l’emergenza abitativa cresce per i prezzi troppo elevati, per gli effetti che la crisi sta avendo sui redditi e sulla capacità delle famiglie di pagare affitti e mutui bancari, e per l’abbandono da parte dello Stato di una politica di edilizia economica e popolare.

 

Da una stima condotta da Federcasa sembra che le famiglie in attesa di una casa siano circa 583-mila mentre gli alloggi invenduti si aggirino intorno alle 300-mila unità. Certamente lo Stato dovrebbe riprendere una sua centralità propositiva avviando da subito, nel caso questi numeri venissero confermati, la costruzione di abitazioni a prezzi popolari per soddisfare una domanda di circa 280-mila famiglie e, contemporaneamente, avviare politiche di assorbimento dell’invenduto che vadano a soddisfare le esigenze delle famiglie in attesa di una abitazione. Nel suo complesso, lo Stato deve essere garante del benessere dei suoi stessi cittadini e, quindi, avviarsi verso un cambiamento di tipo culturale prima che politico che vede nell’abitazione un diritto.

Nonostante tutti i guai il sistema sanitario italiano rimane uno dei migliori del mondo anche se è diventato il principale fattore di corruzione. Come pensa di impedire che la giusta esigenza di risparmiare ad ogni costo non finisca per incidere drammaticamente sulla parte più debole della popolazione?

 

La tutela alla salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività” è sancito dall’Articolo 32 della nostra Costituzione e, penso, che tale principio vada osservato e promosso con l’azione costante delle istituzione affinché rientri l’effettivo e progressivo scollamento, tutt’ora in corso, tra norme scritte e norme applicate.

 

A mio avviso l’Italia dovrebbe iniziare a essere uno Stato moderno ed efficiente soprattutto con la modernità e l’efficienza del suo sistema sanitario e con la funzionalità dei suoi servizi essenziali. Il diritto alla salute è di tutti i cittadini. Oggi, però, testimoniamo uno smarrimento politico sul come rendere questo diritto fondamentale una realtà, viste le sue disfunzioni e i suoi costi. L’egoismo e gli interessi personali, oltre all’inadeguatezza delle strutture, sono cancri del sistema sanitario nazionale. Il pensiero neo-liberista sponsorizza un sostanziale programma di privatizzazione degli enti pubblici, sostenendo che i problemi della sanità italiana si possono risolvere solamente con la privatizzazione di molti settori del servizio sanitario. Questo, però, implicherebbe una sanità in balia delle leggi di mercato andando contro i più deboli e i più poveri.

 

In Europa, poi, spendiamo molto meno rispetto ad altri paesi. L’Italia, infatti, spende circa 115 miliardi di euro per la sanità, pari al 7,2 per cento del P.I.L. Non vorrei che si usasse la tesi dell’alto costo della spesa sanitaria pubblica per smantellarla e avviare un processo di privatizzazione del tutto a scapito dei più deboli. Il sistema sanitario deve essere pubblico e le risorse vanno ricercate nelle inefficienze del sistema paese. Dal sommerso, all’evasione, dalla corruzione alla concussione. Basti pensare che solo il sommerso vale tra i 529 e i 540 miliardi di euro. Sarebbe auspicabile una radicale riforma del sistema sanitario nazionale, in senso pubblico, responsabile e razionale, e con la fine immediata della lottizzazione delle Unità Sanitarie Locali da parte dei partiti.

 

Il diritto allo studio non è solo un diritto costituzionalmente garantito ma anche una condizione indispensabile per far crescere economicamente un Paese. Per i socialisti di vecchio stampo era fondamentale garantire l’accesso allo studio, soprattutto ai più meritevoli, fino a livello Universitario. La cosiddetta divisione di classe passava anche tra chi aveva una famiglia in grado di pagare le spese universitarie e tra chi, al massimo, poteva sperare di trovare un lavoro part time capace di supportare queste spese. Lei cosa ne pensa?

 

Sono dell’idea che il diritto allo studio sia tra i diritti fondamentali che consente l’attuazione di altri diritti della persona. Avere la possibilità dell’istruzione, infatti, permette alla collettività di essere consapevole nelle scelte da fare, in modo del tutto autonomo. Naturalmente, reputo che il diritto allo studio non debba avere vincoli calati dall’alto in quanto non è una merce a pagamento ma un diritto che solo una scuola pubblica efficiente, gratuita ed aperta a tutti può perseguire. Reputo che ci si debba muovere verso la valorizzazione del pubblico attraverso l’intervento dello Stato. Lo Stato abbia cura del pubblico. I privati, e solo i privati, delle istituzioni private.

 

Penso, quindi, che la linea di demarcazione tra intervento pubblico e privato debba essere chiara e netta. Sono consapevole del fatto che solo la scuola pubblica possa aprire la nostra società ai cambiamenti, senza recinti identitari separati, nel solco della coesione sociale e verso un approccio multiculturale e multirazziale.

 

Parliamo di giustizia. Oggi il gratuito patrocinio è quasi una burla. Chi non ha soldi e non può permettersi un buon avvocato rischia di andare in galera per aver rubato una mela. Inutile parlare degli altri. Quest’assurdità è un tema che vi interessa?

 

Certo. Dovremmo occuparci di raddrizzare tutte quelle storture che danneggiano i meno abbienti, i più bisognosi. In questo caso, il DPR 115/2002 regolamenta la possibilità che le spese del proprio avvocato siano pagate dallo Stato per chi ha generalmente un reddito inferiore a 10.628,16 euro annui, ma non ripara dalle spese degli avvocati della controparte. Il tema è senza dubbio da approfondire tenendo conto di due fattori che andrebbero valutati attentamente. La qualità della difesa offerta e l’esperienza degli avvocati disponibili.

 

Da un punto di vista più generale, invece, mi preme dire che il nostro Paese è in una situazione giudiziaria disastrata in termini di risorse umane e logistiche. Penso sia non più rinviabile una revisione dei reati e delle relative pene tenendo conto del danno sociale e collettivo prodotto. Per fare un esempio, penso sia necessario perseguire gravi e dolosi falsi di bilancio con pene severe e certe.

 

Infine, ci può dire qual è la sua maggiore ambizione politica?

 

Senza dubbio dare rappresentanza al socialismo in questo Paese. Con un partito socialista smunto di ogni vitalità e distante anni luce dai problemi della gente che soffre, l’inizio di un lavoro serio su una nuova soggettività socialista non è rinviabile. Penso che tale soggettività debba farsi promotore di un processo di sintesi tra i vari filoni del socialismo italiano all’interno di una ricostituita sinistra italiana e di perseguire l’unione di tutti coloro che, pur provenendo da diverse scuole politiche, riconoscono nella difesa dei deboli del mondo e nella lotta al grande capitale ed alla grande finanza la motivazione primaria del fare una politica socialista, prospettando, così, un modello di movimento non dogmatico ma aperto a tutti gli strati della società.

 

Perseguo l’idea della costituzione di un movimento largo, costruito democraticamente, autonomo, che aspiri alla realizzazione di radicali riforme di struttura nella società. Naturalmente, ritengo che non si possa perseguire come fine la democrazia senza praticarla anche all’interno del futuro movimento. La democrazia interna implica la più grande attivazione e partecipazione critica dei partecipanti, e consente la manifestazione di tendenze diverse, elevando il necessario spirito di solidarietà e di collaborazione.

MIRANDA: AL VIA IL PROGETTO ‘LE CITTÀ DI ETÀ ROMANA’

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su MIRANDA: AL VIA IL PROGETTO ‘LE CITTÀ DI ETÀ ROMANA’

La mappatura completa di 5.627 ‘Città di Età Romana’ (ben 2.433 sono di maggiore entità); analisi dettagliata dei commerci e mercati durante l’Impero; conoscenza più approfondita dei rapporti di Roma con l’Asia, in particolare con l’India: questi i principali obiettivi perseguiti dal Progetto ‘Città di Età Romana’ elaborato e presentato dall’Istituto Mercati Internazionali. Questo Progetto, che ha coinvolto per due anni un gruppo di ricercatori specializzati in storia romana, è stato lanciato nel 2010 presso il Museo della via Ostiense di Roma (vicino alla Piramide e al centro del complesso delle Mura Aureliane), in occasione di un Seminario sull’India, al quale hanno partecipato oltre a diplomatici e studiosi, una settantina di imprenditori. L’iniziativa è stata promossa dalla Federazione delle Imprese Esportatrici e Importatrici (FIEI), in collaborazione con l’Air France-KLM (in particolare la divisione cargo).

 

 

Il Progetto ha messo in evidenza come le Città Romane rappresentino un grandissimo, se non il più grande, patrimonio culturale capace di unire tutti i popoli europei e mediterranei. Infatti, è stata proprio la presenza delle Città di Età Romana in gran parte dei territori dell’Occidente e dell’Oriente (così come nel nord e nel sud del Continente), a consentire che vaste regioni conoscessero una rapida urbanizzazione, ponendo le premesse e le basi per la nascita dell’Europa e dei suoi ingenti commerci. Questa presenza romana, è bene ricordarlo, ha registrato la sua massima espansione al tempo di Traiano (98-117 d.C.) e riguarda più di 55 Stati moderni Europei e del Mediterraneo.

 

Il Progetto si è soffermato,  inoltre, su alcune interessanti osservazioni dal punto di vista economico. E’ stato rilevato, ad esempio, che il prossimo avvio operativo della ‘Zona di libero scambio doganale’ tra l’Unione Europea ed i Paesi del Mediterraneo e successivamente del ‘Golfo Arabico’, rispecchia fedelmente il perimetro geografico dei liberi commerci del Mondo Romano.

 

Il completamento del Progetto rappresenta, comunque, solo il primo traguardo di una serie di nuove iniziative che vedranno sempre il Museo della via Ostiense (ribattezzato simbolicamente dalla FIEI la ‘Porta del Commercio Internazionale) protagonista assoluto come centro di studi, ricerche ed esposizioni. Tra queste iniziative figura anche la creazione del ‘Museo Diffuso di Roma e del Mondo Romano per il Commercio Internazionale’ specializzato nella ricostruzione storica e visiva dell’Antica Rete del Commercio Internazionale delle ‘Città di Età Romana’. Nell’ambito di questo Museo  verranno messe a confronto le odierne Reti stradali, marittime, fluviali e portuali con quelle del Mondo Romano. Il tutto, naturalmente,  con uno sguardo sul futuro: nella proiezione degli scambi futuri sono state analizzate non solo le Reti dei trasporti aerei tutto cargo ma anche le ‘Reti immateriali telematiche’ legate alle transazioni commerciali elettroniche.

 

Da rilevare, inoltre, che il Progetto dell’Istituto Mercati Internazionali (aderente alla FIEI) non si è fermato ai rapporti tra Roma e gli attuali stati europei e del Mediterraneo. La ricerca ha cercato di approfondire anche i legami tra Roma e l’Asia, in particolare l’India. Anche in questo caso lo spunto è stato preso da un’interessante mostra organizzata dalla FIEI (durata ben sei mesi) presso il Museo della Via Ostiense intitolato significativamente: ‘India-Antica Roma: Export Import. Passato, Presente, Futuro’ e che ha permesso di identificare ben 40 ‘Empori Romani’ localizzati in Stati del Vicino, Medio ed Estremo Oriente asiatico, al di fuori dei confini del ‘limes’ romano.

 

In conclusione possiamo affermare che la valenza del Progetto ‘Città di Età Romana’ può essere declinata dal punto di vista politico, economico e turistico. Per quanto riguarda l’aspetto ‘politico’, non v’è dubbio che la valorizzazione delle comuni radici storiche rappresenta una carta fondamentale per avvicinare le popolazioni martoriate e coinvolte nelle ‘Primavere arabe’; dal punto di vista ‘economico’ è evidente che il fattore ‘comunanza culturale’ costituisce un’eccellente chiave per le imprese italiane interessate ai mercati del Mediterraneo e dell’Asia; infine, dal punto di vista turistico, l’elaborazione di un grande piano capace di coinvolgere appassionati, studiosi o semplici fruitori di un turismo culturale, oltre a rivitalizzare una delle industrie fondamentali della nostra economia esprime un’arma molto efficace per combattere l’abbandono e il degrado di buona parte del nostro immenso patrimonio culturale.

Maurizio Miranda

Presidente FIEI                                                                                                                                             fiei.fedexportimport@libero.it

MIRANDA: L’INDIA VINCE CON L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su MIRANDA: L’INDIA VINCE CON L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Giornata speciale al Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma. Su iniziativa del professore Raffaele Torella, Ordinario di Lingue e Letteratura Sanscrita, è stato invitato a tenere una Conferenza Maurizio Miranda, Presidente dell’Indo – Italian Institute for Trade and Technology, nonché dell’Indian Knowledge City. Insieme ai numerosi studenti hanno partecipato all’incontro anche diverse personalità del mondo della cultura e dell’impresa, tra cui Luigialberto Ciavoli Cortelli (Vice presidente dell’ASAS, associazione delle imprese dello spazio aderente alla Confindustria), Giuseppe Cordario, (manager della Ars et Inventio, società altamente specializzata nel settore dell’innovazione tecnologica),Massimo Cittadini (uno dei maggiori esperti in logistica) e Grazia Geiger (docente ed esperta di comunicazione a livello internazionale). Ma, come detto in precedenza, il vero protagonista è stato Maurizio Miranda con una relazione che ha spaziato dagli antichi rapporti tra India e Roma fino ai giorni nostri, che vede affermarsi nella terra di Gandhi l’Economia della conoscenza: un modo di progettare lo sviluppo che potrebbe  essere molto utile all’Italia.

 

Nell’auspicare una maggiore collaborazione tra le Università italiane e quelle indiane, Miranda si è soffermato sulla convergenza dell’Economia dei Patrimoni Culturali, Scientifici,Tecnologici e Digitali, in funzione di collaborazioni in Reti a distanza con Università e Imprese Indo-Italiane. Le tematiche sono state affrontate ed offerte in modo originale ed atipico rispetto alle abitudini correnti in Italia nella presentazione dei rapporti e scenari economici, imprenditoriali e culturali Indo-Italiani.

 

A differenza, infatti, di quanto avviene solitamente nel quadro italiano, Miranda ha evidenziato un’ insolita e libera Visione strategica ed operativa nell’approccio e nell’attitudine da tenere da parte italiana con l’India, grazie ad una esperienza maturata sul campo in circa 27 anni di relazioni con entrambi gli Stati. Nel corso della sua Conferenza, emblematicamente intitolata Dalle spezie allo Spazio, Miranda ha anche delineato la cosiddetta Strategia delle 5 A che, sinteticamente cercheremo di riportare di seguito.

Prima A come Augusto che, con la sua Visione di Roma in Asia rivelò tutta la sua lungimiranza politica e commerciale nell’apertura dei rapporti con l’India e con gli ulteriori 17 Paesi Asiatici fino alla Cina inclusa. Relazioni per un legame storico bilaterale indelebile e un’opportunità culturale e competitiva eccezionale da cavalcare visto il grandissimo  interscambio che fu generato annualmente per 100 milioni di sesterzi tra l’India e Roma. Il tutto grazie allo sviluppo di 23 Empori Romani in tutta l’India e flotte mercantili dedicate da ambo le Parti. Ora si presenta un’incredibile occasione in campo archeologico per valorizzare il patrimonio di Età Romana, con infinite collaborazioni tecnico scientifiche per le piccole e medie imprese italiane in India.

Seconda A come Aryabhata, matematico ed astronomo nato in India agli albori del declino dell’Impero Romano nel 476 d.C., e che oltre ad elaborare eccezionali nuovi teoremi matematici da vita, inconsapevolmente, all’informatica grazie alla generazione del codice binario in uso oggi per le valenze e le applicazioni infinite dell’ ICT nelle vaste aree della Economia della Conoscenza e della Economia della Cultura.

Terza A come Alleanza nella collaborazione del patrimonio culturale indiano (Heritage) urbano e rurale nell’ ambito del quale l’India ha grandissime necessità di sviluppare assistenza tecnica per incrementare la conoscenza nei campi della prevenzione, restauro, conservazione e sistemi museali pubblici e privati. La Commissione Indiana della Conoscenza ed il Consiglio Nazionale dell’Innovazione Indiano hanno la volontà di sviluppare ulteriori sinergie con l’Italia in campo scientifico e tecnologico con Reti di Università  e Imprese.

Quarta A come Applicazioni e servizi satellitari dallo spazio sulla terra, utili alla comprensione delle eccellenze italiane e indiane nonché ai rispettivi Enti Spaziali nel campo dei beni archeologici, dei beni architettonici,  artistici, storici,  bibliografici,  archivistici, ed etno-antropologici, con una particolare attenzione agli ambiti trasversali delle applicazioni ed interventi ICT nei Beni Culturali.

Quinta A come Alta Sapienza per il ricorso di eventuali start up o spin off del Consorzio la Sapienza in collaborazione con un Parco Tecnologico Indiano. L’attenzione deve essere focalizzata sulle tecnologie, sui sistemi e strumenti per la salvaguardia dei contenuti digitali, proteggendo la loro autenticità e integrità evitando la perdita di informazioni.

 

In conclusione, per Miranda questi cinque blocchi rappresentano un ‘filo di Arianna’ che consente di analizzare l’evoluzione del mercato indiano. Sono, infatti, tutti aspetti che impattano sulla competitività dei due Sistemi Indo-Italiani.

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (16): TARRAGONA (TARRACO)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (16): TARRAGONA (TARRACO)

Di Maurizio Miranda

Da Tarraco deriva l’odierna Tarragona, provincia di non grande estensione, creata da Diocleziano nel corso della riforma amministrativa dell’Impero, che ebbe per capoluogo Tarragona. Con il nome di Tarragona si suole però designare l’assai più vasta ed antica provincia della Hispania Citerior, della quale, del resto la Tarraconense fino al tempo di Diocleziano fu parte. La provincia dell’Hispania Citerior fu costituita nel 197 a.C.. Il capoluogo era Carthago Nova (oggi Cartagena). Augusto  ne aumentò il territorio  sottraendo distretti  alla Hispania Ulterior e ne pose il capoluogo a Tarragona.

 

In quanto provincia imperiale, fu affidata a un legatus Augusti pro praetore, cioè un luogotenente dell’imperatore, il quale doveva essere stato console (consularis). Da lui dipendevano tre legati, ciascuno al comando di una legione, ma incaricati anche dell’esercizio del potere giudiziario. Claudio ridusse a due le legioni e dopo Nerone ne rimase solo una. Alla finanza presiedeva un procuratore imperiale. L’assemblea provinciale si radunava nel Tempio di Augusto a Tarragona. Si ricorda che Tarragona è una città spagnola nella Catalogna. Di antica origine iberica, era già una città di grande importanza quando venne conquistata da Scipione (218 a.C.) che la fortificò e le diede il nome di Tarraco, facendone il centro dell’offensiva anti cartaginese.

 

Elevata a colonia nel 16 a.C. da Augusto, divenne capitale della Citerior o Tarraconensis e fu la prima delle città occidentali ad introdurre il culto dell’Imperatore ancora in vita. Visse in epoca imperiale il suo periodo di massimo splendore. Celebre per i suoi vini, fu anche nodo essenziale d’una tra le grandi strade  che formavano la base del sistema di comunicazioni delle province ispaniche.
Della età romana la città conserva numerose vestigia, tra le quali l’acquedotto augusteo di Las Ferreras e la miniera detta Cantera del Medol.Come tutte le città affacciate sul bacino del Mediterraneo, Tarragona  accolse assai per tempo il cristianesimo e annoverò i primi martiri  di cui si abbiano notizie sicure nella penisola iberica, quali il vescovo Fruttuoso ed i suoi diaconi Augurio ed Eulogio, arsi nell’anfiteatro cittadino sotto l’Imperatore Valeriano (253-259 o 260).

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Cahors (Cadurcorum): Viaggio tra le città di età romana (15)

Alesia (Alise): Viaggio tra le città di età romana (14)

Ducortorum (Reims): Viaggio tra le città di età romana (13)

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12)

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11)

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Tarragona si trova nella Spagna orientale, nella zona sud della Catalogna. Il litorale s’ identifica con il marchio turistico della Costa Dorada. Il nucleo principale è l’omonima città di Tarragona, che custodisce il Complesso Archeologico di Tárraco, iscritto nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Anche il monastero cistercense di Poblet integra il Patrimonio dell’Umanità. Oltre ai resti dell’antica città romana (tra cui un bellissimo anfiteatro) a Tarragona si può visitare percorrendo l’Itinerario Cistercense i monasteri di Santes Creus e Valbona de les Monges. La provincia possiede diversi parchi naturali che si prestano particolarmente alla pratica di sport all’aperto.In ambito gastronomico spiccano le attività legate alla produzione di vino, in particolare l’Itinerario del Vino e del Cava del Penedés. Inoltre nella provincia si svolgono numerose feste gastronomiche dove è possibile degustare ricette tradizionali come la calçotada (cipollotti tipici arrostiti) e lo xató (scarola con acciughe e baccalà).

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Astari.  Via Augusta 95 Tarragona. Situato a soli 10 minuti a piedi dal centro storico, questo moderno hotel vanta una posizione privilegiata con vista sul mare e offre una meravigliosa colazione e una piscina all’aperto.

Las Palmeras.  Las Palmeras Camping & Bungalow è un complesso di bungalow che sorge in una pineta con piscina all’aperto e 3 ristoranti con intrattenimento serale.

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (15): CAHORS (CADURCORUM)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (15): CAHORS (CADURCORUM)

 Di Maurizio Miranda

L’atto finale della conquista delle Gallie da parte di Giulio Cesare è avvenuta a Uxelloduno localizzata nella collina di Puy d’Issoluben, nelle vicinanze della città di Cahors (la Divona Cadurcorum) nel dipartimento del Lot. E l’ultimo eroe ‘tribale’ ad opporsi al dominio romano è stato Lucterius, capo dei Cadurci. Si è trattato di un ostinato guerriero che forse solo dopo due mila anni, più precisamente nel 1959, diventerà famoso e popolare grazie a una serie comica francese scritta da René di Goscinny e illustrata da  Albert Uderzo. Parliamo dei personaggi fumettistici di Abraracourcis, Asterix e Obelix che nel corso degli anni hanno riempito una raccolta fatta da decine di volumi. Ma facciamo un passo indietro.

 

Dopo aver sconfitto Vercingetorige, Cesare aveva pensato che ormai la partita era chiusa con i Galli. Quindi si accingeva a tornare definitivamente a Roma. Però le cose andarono diversamente. Le tribù galliche ancora una volta stavano cercando di riorganizzarsi in una grande alleanza contro i romani. Biturigi, Carnuti, Bellovaci, Ambiani, Aulerci, Caleti, Veliocassi, Atrebati, Carduci  e altri non intendevano assolutamente sottomettersi. Il primo scontro frontale avvenne lungo il fiume Axona nei pressi dell’attuale Compiègne. Tra i più accesi oppositori di Cesare troviamo l’Atrebate Commio.

 

I soldati romani conseguirono una prima importante vittoria ad Axona e a Lemono, attuale Poitiers. A quel punto il senone Drappete s’unì al caduco Lucterio. Nel frattempo erano stati sottomessi i Carnuti e altri popoli. Dapprete e Lucterio occuparono insieme la città di Uxelloduno ma furono presto assediati dalle truppe romane comandate da Caninio. Per resistere all’assedio, Lucterio cercò  di introdurre del grano in città ma venne attaccato. Lui riuscì a sfuggire mentre Dapprete venne  sconfitto e fatto prigioniero. Nel frattempo Cesare continuava a sottomettere altri popoli rivoltosi e a fare numerosi prigionieri, tra cui il capo dei Carnuti Gutuatro, che poi è stato ucciso.

 

Vinti i Carnuti, Cesare si diresse con decisione a Uxelloduno e dopo aver fatto altri prigioneri riuscì a arrestare Lucterio, consegnatogli da Espanacto, capo Averno e alleato dei romani. Per punizione e per avvertimento agli altri popoli rivoltosi, vennero mozzate le mani a tutti i combattenti tribali di Uxelloduno.

 

Con la resa dell’ultimo capo che si era opposto a Cesare il dominio romano sulle Gallie poteva dirsi finalmente concluso. Si calcola che i romani abbiano fatto nel corso degli anni un milione di prigionieri diventati schiavi a Roma. Ma presto, come è noto, volgerà al termine anche la Repubblica di Roma. Cesare dopo una lunga guerra civile vinta contro Pompeo assumerà tutti i poteri ma verrà drammaticamente ucciso nell’ambito di una congiura di palazzo. Tutto ciò favorirà la nascita dell’Impero e l’ascesa di Ottaviano, morto nel 2014, cioè, esattamente due mila anni fa.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Alesia (Alise): Viaggio tra le città di età romana (14). Gennaio 2014

Ducortorum (Reims): Viaggio tra le città di età romana (13). Dicembre 2013

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12). Settembre 2013

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11). Settembre 2013

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10). Settembre 2013

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9). Settembre 2013

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8). Settembre 2013

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7). Agosto 2013

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6). Agosto 2013

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5). Luglio 2013.

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4). Luglio 2013.

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3). Luglio 2013.

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2). Giugno 2013.

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1). Maggio 2013.

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Cahors, con poco meno di 25 mila abitanti e a circa 150 chilometri da Toulouse,  è la capitale del Dipartimento del Lot. Si tratta di una penisola quasi completamente circondata dal fiume. Sin dal medioevo a Cahors si produce un famoso ‘vino nero’. Attualmente la cittadina è nota come luogo turistico dotato di un suggestivo centro medioevale e un caratteristico ponte. Anche Dante cita Cahors nel suo Inferno per l’uso spregiudicato dei soldi compiuto della locale chiesa nel medioevo. A Cahors è nato il Papa Giovanni XXII. Oltre all’Anfiteatro romano e ai resti delle terme romane, da visitare ci sono il  ponte medievale di Valentré, la cattedrale Saint-Etienne (patrimonio dell’Unesco), la Casa di Enrico IV, nonché alcuni palazzi medioevali.

 

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi a Digione.

Inter –Hotel de France. Avenue Jean Jaurès 46000 Cahors. Si tratta di un albergo moderno a 10 minuti dal centro. Ampie possibilità di fare gite in bicicletta. I servizi sono ottimi.

Hotel Campanile Cahors. Rond point de regourd RN 20, 46000 Cahors. E’ localizzato a 3 chilometri dal centro della città, molto accogliente e con tutti i servizi disponibili. Ottima cucina.

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (14): ALESIA (ALISE)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (14): ALESIA (ALISE)

 Di Maurizio Miranda

Una delle maggiori controversie legate alla conquista delle Gallie riguarda l’esatta collocazione di Alesia, la città sacra dove è avvenuta la conquista definitiva dei romani.  Qui, infatti, Giulio Cesare nell’anno 52 a.C. sconfisse e fece prigioniero Vercingetorige, il più grande comandante delle tribù galliche. Ebbene, secondo l’archeologo André Berthier (1907-2000) l’antico villaggio di Alesia, capitale dei Mandubii, coinciderebbe con il sito di Chaux-des-Crotonay (Giura nella Franca Contea). In precedenza, archeologici stimolati da Napoleone III avevano localizzato Alesia in cima al monte Auxois, presso la moderna cittadina di Alise-Sainte-Reine(Cote-d’Or, in Borgogna). Una ricerca franco tedesca datata  1990 avrebbe poi confermato che è stato proprio nelle vicinanze di Alise-Sainte-Reine che si è svolta la battaglia decisiva.

 

Ma chi era Vercingetorige e come si è arrivato a questo epilogo?

 

Nato ad Alvernia, figlio di Certillo, uno dei capi tribù assassinato dall’aristocrazia del proprio popolo, Vercingetorige è stato molto abile nel creare una grande coalizione di tribù galliche disposta a difendere a qualsiasi prezzo l’indipendenza da Roma. Eccellente e coraggioso combattente è stato  uno dei pochi ad infliggere una momentanea sconfitta al grande condottiero romano  nel corso dell’assedio di Gergovia, capitale degli Averni, a circa 7 chilometri dall’attuale Clermont-Ferrand. In seguito finirà per essere assediato e sconfitto ad Alesia, grazie alle imponenti fortificazioni romane  costruite da Cesare e ancora oggi visibili. Da registrare che complessivamente in Gallia vivevano una sessantina di popoli per un totale di circa 10 milioni di abitanti.

 

Tornando al sistema delle fortificazioni romane ad Alesia, diventate leggendarie, esse erano basate su un anello lungo sedici chilometri tutto intorno alla città nemica e, all’esterno di questo, di un altro anello di ventun chilometri circa, creato allo scopo di prevenire ogni possibile attacco dalle spalle. Le fortificazioni contemplavano fossati pieni d’acqua, trappole, palizzate, quasi un migliaio di torri di guardia a tre piani (a 25 metri circa, l’una dall’altra), ventitré fortini (occupati ciascuno da una coorte legionaria, nei quali di giorno erano posti dei corpi di guardia perché i nemici non facessero improvvise sortite, mentre di notte erano tenuti da sentinelle e da solidi presidi), quattro grandi campi per le legioni (due per ciascun castrum) e quattro campi per la cavalleria (legionaria, ausiliaria e germanica), posti in luoghi idonei.

 

Dopo furiosi combattimenti durati oltre un mese, Vercingetorige si vide costretto ad arrendersi e per evitare ulteriori massacri si offrì prigioniero. Cesare lo tenne in vita per quasi 6 anni ma dopo averlo portato in mostra a Roma nel corso del suo trionfo, lo fece decapitare. A Roma si festeggiò la vittoria di Cesare per venti giorni. Ma insieme a Cesare entrò nella leggenda anche Vercingetorige, considerato in Francia un eroe nazionale. A lui è stata dedicata una statua equestre  in Place de Jaude, a Clermont-Ferrand (opera di Bartholdi) con un’iscrizione che recita: J’ai pris les armes pour la liberté de tous (ho preso le armi per la libertà di tutti). Un’altra statua si trova ad Alise-Saint Reine. Per molti storici Vercingetorige è stato, in sostanza, il vero primo capo dei francesi.

Note

L’Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: tel. 3393479223 – Fax 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Ducortorum (Reims): Viaggio tra le città di età romana (13)

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12).

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11)

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Con poche centinaia di abitanti, Alise-Saint Reine si trova al centro della Francia all’interno del suggestivo dipartimento della Cote-d’Or della Regione della Bourgogne, che ha per capoluogo Digione. Gli scavi rivelano ciò che resta della città gallo-romano: basilica, teatro, tempio, fori, ambientazioni, quartieri, ecc. Sulla collina sovrasta una statua di Vercingetorige ordinato da Napoleone III. Da visitare assolutamente il Museo Parco di Alesia con numerosi reperti, ricostruzioni, filmati, seminari. Per informazioni 33 3809623 e mailcontact@alesia.com www.alesia.com. Altro sito importante da visitare concerne Gergovia, località che ha registrato una momentanea sconfitta di Cesare.

Per quanto riguarda Digione, si tratta di una bella città con diversi monumenti di alto valore storico ed artistico e dove conviene soggiornare per visitare i siti di  Alesia e di Gergovia. Oltre ai vari musei, palazzi e storici luoghi di culto va segnalata l’esposizione Florissimo che ha luogo ogni quattro anni: un appuntamento mondiale per gli amanti dei fiori.

 

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi a Digione.

Grand Hotel La Cloche Dijon. Albergo da quattro stelle è localizzato al centro della città. Dotato di centro congressi, ampio parcheggio gratuito, buon servizio nelle stanze, internet libero, ottimo ristorante.

Hotel Chanbellan. Albergo da quattro stelle è ben localizzato. Anche se un po’ vecchio risulta molto accogliente, con personale gentile e servizi di buon livello.

 

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (13): DUROCORTORUM (REIMS)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (13): DUROCORTORUM (REIMS)

 Di Maurizio Miranda

L’anno 53 a.C. è caratterizzato dal tentativo di Cesare di consolidare la posizione dei romani nella Gallia e in Germania, dove attraverserà per la seconda volta il Reno. La base per i vari spostamenti è rimasta sempre Durocortorum, città nata quattro anni prima e diventata la Capitale della Gallia, corrispondente all’attuale Reims. Con ben dieci Legioni, il proconsole ha cercato in quell’anno di soffocare definitivamente le varie ribellioni avviate dagli Eburoni di Ambiorige, dai Treviri, dai Nervi, dagli Atuatuci, dai Senoni e dai Carnuti.

 

Ancora una volta l’impegno di Cesare è stato caratterizzato da azioni fulminee capaci di sconfiggere i nemici in certe occasioni addirittura senza combattere, nonché dalla capacità di impossessarsi di una quantità sconfinata di bestiame e prigionieri. Alla fine l’unico condannato a morte è stato Accone, principe dei Senoni, fatto decapitare. Da rilevare che in questa campagna Cesare ha potuto contare sul coraggio e sull’abilità di tre grandi condottieri come il comandante militare Tito Labieno, il luogotenente Gaio Fabio e il questore Marco Crasso.Come già detto, in quell’anno Cesare attraversò il Reno per la seconda volta attraverso un ponte costruito con la usuale ed efficiente tecnica.

 

La verità è che le popolazioni locali, timorose delle note capacità militari di Cesare, evitarono in tutti i modi di affrontare i romani in campo aperto, ritirandosi velocemente all’interno. Davanti a questo atteggiamento remissivo Cesare preferì tornare indietro. Sul posto lasciò tuttavia un’imponente fortificazione sotto il comando di Gaio Vulcacio Tullo.Nella sua azione di vendetta Cesare intraprese con Ambiorige una cruenta serie di battaglie nelle vicinanze di Atuatuca senza mai catturarlo.  Ambiorige riuscì, infatti, ad attraversare miracolosamente il Reno facendo perdere le sue tracce. Da rilevare che oggi Ambiorige, grazie alla sua tenace lotta contro Cesare viene considerato in Belgio un eroe nazionale.

 

Nella cittadina di Tongeren (localizzata dove probabilmente c’era la vecchia Atuatuca Tongorum) è stata eretta un’imponente statua in omaggio al coraggioso condottiero che sfidò Cesare senza essere catturato.Infine, prima di tornare a Roma Cesare convocò a Durocortorum una grande assemblea per condannare la rivolta promossa da Senoni e Carnuti. Fu in quella circostanza che si decise la condanna a morte di Accone. Inoltre,  per controllare le zone calde dei Galli, lasciò sul posto ben dieci legioni.

 

Note.

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI, sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Samorobriva: Viaggio tra le città di età romana (12)

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11)

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Con poco più di 180 mila abitanti Reims offre diverse e suggestive località da visitare, tra cui il criptoportico romano e la porta romana di Marte (risale al III secolo ed è il più largo arco di trionfo mai costruito dai romani, oltre ad essere il più antico edificio della città). Inoltre, da non perdere ci sono la Cattedrale di Reims del XIII secolo, una delle più splendide chiese gotiche. Molto interessanti anche il Palazzo di Tau che ospita il tesoro della cattedrale, l’Abbazia di Saint Remi, la Basilica di Saint Remi e l’Antico collegio dei Gesuiti. Diversi sono anche i musei da visitare: il Museo delle Belle Arti, del Fort de la Pompelle, della Reditionum dell’automobile insieme al  Palazzo le Vergeur (antica Reims). Altro luogo caratteristico è la cappella Foujita (porta il nome dell’architetto giapponese), il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea. Infine, ci sono gli stabilimenti per la produzione di champagne.

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Grand Hotel des Templiers. Quattro stelle. Stile neo gotico è immerso in un’atmosfera rilassante, ideale per chi ama le escursioni culturali. Si trova a dieci minuti a piedi dalla Cattedrale e dal centro cittadino. Ottima cucina.

Gran Hotel du Nord. Albergo da tre stelle è localizzato al centro della città. Sono 49 stanze ben arredate e confortevoli. L’albergo si trova nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Tutte le camere sono dotate di televisori a schermo piatto.

CITTA’ Di ETA’ ROMANA (12): SAMOROBRIVA (AMIENS)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ Di ETA’ ROMANA (12): SAMOROBRIVA (AMIENS)

 Di Maurizio Miranda

Nella città dove nel 1828 nacque il grande scrittore Jules Verne, dal 54 a.C.  al 53 a.C. Giulio Cesare stabilì il suo quartiere generale per raggiungere due importanti obbiettivi: la seconda invasione della Bretagna e il consolidamento del dominio romano nelle Gallie. Parliamo dell’odierna Amiens, una cittadina francese di circa 140 mila abitanti situata nel Dipartimento della Somme nella regione della Piccardia. I romani la chiamavano Samorobriva, cioè, il ponte sul fiume Somme, e fu in questa località che per due volte venne convocato il Concilio delle tribù galliche.

 

In seguito anche l’Imperatore Claudio sfruttò la particolare posizione geografica di Samorobriva, sia per consolidare le postazioni romane in Bretagna che  per rafforzare il principale nodo stradale della Gallia del Nord, lungo la direttrice Lione Boulogne. Ma torniamo a Cesare.  Nel 54 a.C. il condottiero romano  ebbe un durissimo scontro con Ambiorige, che in parte con l’astuzia e in parte con l’inganno massacrò migliaia di soldati romani guidati dai generali Quinto Titurio Sabino e Lucio Aurunculeio Cotta, Si trattò di un vero affronto al prestigio di Roma. Infatti, presto Ambioriogi, capo degli eburoni, dovette resistere a una feroce vendetta dei romani. Infatti sparì dalla storia per diventare nel lontano 1830 un eroe nazionale del Belgio indipendente.

 

Anche la seconda spedizione di Cesare in Bretagna partì da Portus Itius. La spedizione era composta da cinque legioni, duemila cavalieri a bordo di oltre ottocento navi e moltissimi mercanti. Il primo grande scontro in Britannia è avvenuto preso il campo romano. A comandare le tribù localizzate nel nord del Tamigi era il generale Cassivellauno. Dopo aspre battaglie i Britanni furono costretti a sottomettersi, nonché a pagare un tributo annuale e a consegnare numerosi ostaggi.  Per la verità Cesare non fece nuove conquiste in Britannia anche se è stato il primo romano ad attraversare con un esercito il Mare del Nord. Inoltre, preparò il terreno per  le successive conquiste di Roma, oltre a mettere sotto controllo e influenza le varie tribù.

 

Dopo la Britannia, il nuovo obiettivo di Cesare è stato quello di soffocare le varie rivolte delle tribù galliche. Dopo aver sconfitto Ambiorige, del quale abbiamo parlato in precedenza, il proconsole romano dovette affrontare i Senoni, i Carnuti e i Treveri, guidati da Induziomaro. Cesare riesce a batterli e a far uccidere Induziomaro. Tuttavia si rende conto che, una volta superato l’inverno, l’anno successivo avrebbe dovuto riprendere l’iniziativa con una spedizione punitiva capace di bloccare sul nascere una sollevazione generale.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI, sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Gesoriacum: Viaggio tra le città di età romana (11).

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10).

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9).

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8).

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7).

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6).

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5).

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4).

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3).

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2). 

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1).

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Da visitare sicuramente ad Amiens è la caratteristica Cattedrale di Notre Dame, con i suoi oltre 7000  di superficie, è la più vasta delle cattedrali francesi. La sua struttura costituisce un tutto armonico, fedele ai canoni del Gotico Classico definiti a Chartres, ma anche rivoluzionario per la sua concezione basata sulla grandiosità. Dal 1981 è iscritta nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.  Molto interessante anche il Circo Municipale, costruito su un progetto di Émile Ricquier, allievo di Gustave Eiffel. Ha forma poligonale a 16 lati ed è stato inaugurato da Giulio Verne nel 1889 in occasione del centenario della rivoluzione francese per ospitare le festività di San Giovanni. È stato teatro per le riprese del film I clowns di Federico Fellini.

La Torre Perret rappresenta uno dei primi grattacieli d’Europa. Rasa al suolo nel 1944 durante un bombardamento e ricostruita tra il 1948 e il 1954. È alta 110 metri e vanta trenta piani. Fu progettata dall’architetto Auguste Perret. Nel 2006 è stata riaperta come museo la Casa di Giulio Verne. La sua tomba si trova nel cimitero della cittadina. Riaperta al pubblico come museo nel 2006. Il cimitero cittadino ospita la tomba del celebre scrittore. Infine, si consiglia una bella passeggiata tra le Hortillonnages, che sono un insieme di canali e giardini, che si estendono per un’area di circa 300 ettari in prossimità del centro della città. I canali sono navigabili con piccole imbarcazioni dal fondo piatto. Ai piedi della cattedrale cittadina si trova il Porto d’Amont, presso il quale ogni settimana si tiene il “mercato cittadino sull’acqua”.

 

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Mercure Amiens Cathédrale. Albergo a quattro stelle si trova in Rue Flatters 21 vicino alla più vecchia Cattedrale della Francia. Tutte le stanze sono spaziose e dotate di aria condizionata, nonché di WI-FI e di ogni altro comfort. Ristorante di buon livello.

Hotel Marotte. Albergo a 5 stelle si trova in zona centrale, in Rue Marotte 3, molto vicino alla stazione centrale del treno. Molto elegante offre anche un servizio gratuito di Wi Fi. La collazione è di tipo Continentale. Nelle vicinanze la Cattedrale e la casa di Giulio Verne.

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (11): GESORIACUM

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (11): GESORIACUM

 Di Maurizio Miranda

Nel Dipartimento francese del Passo di Calais si trova la cittadina di Boulogne sur Mer, poco meno di 45 mila persone, una delle più suggestive località turistiche francesi. A gettare le sue fondamenta è stato Giulio Cesare durante il quarto anno (55 a.C.) della conquista delle Gallie. L’antico nome era Gesoriacum e fu edificata secondo il tradizionale schema dell’accampamento romano (castrum): uno spazio quadrato con due vie principali che s’incrociavano ad angolo retto. A Cesare la fortezza di Gesoriacum è servita per compiere l’iniziale spedizione in Britannia. Ma prima di andare avanti è opportuno ricordare che in quello stesso anno Cesare aveva compiuto un’altra importante conquista: il territorio delle tribù germaniche oltre il fiume Reno.

 

Il pretesto per questa conquista è stata la notizia giunta a Cesare che alcune tribù germaniche (Usipeti e Tencteri) dopo aver sottomesso parte dei territori del basso Reno intendevano invadere la  Gallia. Con l’avvicinarsi dell’esercito romano, però, i Germani timorosi inviarono alcuni Ambasciatori a chiedere il permesso a occupare alcuni territori in cambio dell’amicizia. Permesso decisamente negato da Cesare. Si cercò, comunque, di stabilire una tregua fino a quando inopinatamente uno squadrone di cavalleria gallo-romana venne attaccato.  Cesare s’infuriò moltissimo e con un’azione fulminea attaccò l’accampamento, costringendo i germanici alla fuga.

 

Dopo questa vittoria Cesare decise di attraversare il Reno costruendo in gran fretta un ponte di circa 400 metri, tra le attuali città di Coblenza e Bonn. Dopodiché per diciotto giorni sottopose a ferro e fuoco le tribù germaniche, rimaste completamente terrorizzate. Ottenuta la vittoria, Cesare tornò in Gallia attraverso lo stesso ponte che venne poi distrutto. A questo punto i confini della Repubblica Romana erano stati fissati definitivamente sul Reno.

 

Ora torniamo a Gesoriacum, attuale Boulogne sur Mer. Fu in questa località che venne sistemata la flotta romana lungo il canale della Manica. Da questa base navale Cesare avviò la prima invasione della Britannia, terra completamente sconosciuta ai romani. Cesare salpò i mari con ottanta navi e due legioni (la VII e la X). Avvicinandosi, però, alla zona di Dover scoprì che gran parte dell’esercito nemico, evidentemente informato del suo arrivo, lo stava aspettando e osservando dall’alto della scogliera.

 

Cesare decise quindi di sbarcare sette chilometri più avanti ma ancora una volta sulla riva c’era l’esercito nemico ad aspettarlo. Dopo un violento scontro, i britanni vennero messi in fuga. In seguito cecarono di proporre una pace e di offrire un’alleanza, ma era un tranello: la VII legione, appena uscita dalla base venne circondata e attaccata. Cesare, che aveva messo in conto questo tradimento, andò velocemente in soccorso con la X legione. Lo scontro finale fu violentissimo. Ancora una volta l’astuzia di Cesare, la preparazione dei soldati romani e la superiorità degli armamenti ebbe la meglio. I Britanni furono costretti a sottomettersi e a lasciare in garanzia numerosi ostaggi. Di ritorno a Roma Cesare venne accolto trionfalmente con festeggiamenti che durarono ben venti giorni.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI, sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Quiberon: Viaggio tra le città di età romana (10)

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

 

Importante stazione turistica, a Boulogne tra il 7 e il 12 agosto 1905 si svolse il primo congresso internazionale di Esperanto che vide riunirsi 688 esperantisti provenienti da 20 paesi differenti. Il congresso si chiuse con la sottoscrizione della Dichiarazione di Boulogne, pietra miliare della storia dell’Esperanto.

Da visitare: Castello-Museo; il l’acquario marino Nausicaa; la chiesa di Nôtre Dame de Boulogne; il pittoresco mercato del pesce; la Beuriere House (uno scorcio di vita cittadina), la Casa del grande eroe latino americano San Martin; la chiesa di San Nicola e la spiaggia di Boulogne.

 

Notizie utili.

AlberghiDagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Opal’Inn. Albergo a tre stelle l’albergo offre 42 stanze di buon livello, con Tv, telefono e connessione Wi-Fi, alcuni con balcone con vista sul mare. L’albergo si trova nelle vicinanze di molte località di interesse turistico.

Hotel Hamiot. Localizzato nelle vicinanze del porto è dotato di servizi di qualità nonché di un ristorante che propone diverse specialità di pesce. Si trova nelle vicinanze del Nausicaa, della città fortificata e della cattedrale.

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (10): QUIBERON

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (10): QUIBERON

 Di Maurizio Miranda

Non possiamo definirla una città di età romana ma sicuramente un luogo che ha avuto una notevole rilevanza nell’espansione del dominio romano in Europa. Parliamo della penisola francese di Quiberon. Questa località turistica è famosa in Francia anche perché nel giugno del 1795  sbarcarono da queste parti 5.400 lealisti intenzionati a restaurare la monarchia caduta con la rivoluzione, ma che furono sconfitti dalle truppe repubblicane comandate dal generale Lazare Hoche. Torniamo, però, agli antichi romani.

 

Siamo nel 56 a.C., terzo anno della conquista delle Gallie da parte di Giulio Cesare. Il condottiero è costretto ad affrontare un delicatissima questione: la sollevazione dei cosiddetti popoli del mare, a cominciare dai Veneti che hanno avuto la ‘sfrontataggine’ di arrestare due Ambasciatori inviati da Cesare: Silio e Velanio, In questo modo speravano di riavere gli ostaggi in mano ai romani. Presto l’iniziativa dei Veneti è stata seguita da quasi tutti i popoli costieri (tra cui gli Osismi, Lessovi, Namneti, Ambiliati, Morini, Diablinti e i Menapi).

 

Per Cesare si trattava di un vero affronto, un ricatto che non avrebbe mai potuto accettare. La sua reazione immediata fu la costruzione di una flotta militare sulla Loira. Il generale si rendeva perfettamente conto che doveva agire in fretta, prima che altri popoli potessero rafforzare l’Alleanza. Tuttavia assediare le città venete non era un’impresa facile: impossibili da raggiungere via terra, un attacco via mare doveva tenere conto delle continue variazioni delle maree con il grave rischio di finire per incagliare le navi.

 

Decisiva si è rivelata a un certo punto  la battaglia presso la Bahia di Quiberon. Anche se le navi dei veneti erano superiori, una provvidenziale bonaccia e la consueta astuzia di Cesare portarono i romani verso una clamorosa vittoria. E terribile fu la vendetta del condottiero romano: migliaia di uomini furono uccisi o ridotti in schiavitù. Per Cesare si trattava soprattutto di far rispettare un sacro  principio: l’inviolabilità degli Ambasciatori.

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI, sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

Precedenti servizi

Ostia Antica: Viaggio tra le città di età romana (9)

Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Nelle vicinanze di Nantes, Quiberon (in bretone Kiberen) è un Comune francese di 5.175 abitanti situato nella parte sud della penisola Quiberon, nel di Dipartimento del Morbihan, nella regione della Bretagna. Si tratta di una stretta lingua di terra, lunga, 14 chilometri, sabbiosa e fortemente turistica nella parte orientale, selvaggia e rocciosa in quella Regione occidentale chiamata la  Côte Sauvage, ideale per gli amanti delle escursioni. Questa striscia di terra è davvero il posto giusto per gli appassionati del mare, delle onde e del sole.

 

Notizie utili.

AlberghiDagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Europa. Albergo a tre stelle gode di una splendida veduta sull’Oceano di Quiberon. Le stanze sono ben arredate e tutte con balcone, televisione a schermo piatti e servizio internet.

Hotel Bellevue. Albergo a tre stelle che si trova a 150 metri dalla spiaggia. E dotato di una bella piscina e tutte le stanze hanno internet e televisioni a schermo piatto.

VIDEO – PER UN NUOVO STATO SOCIALE Dalle città all’Europa

  SPOT REA PER UN EFFICIENTE STATO SOCIALE – Videolink SERIE VIDEO  1 MINUTO PER LO STATO SOCIALE  o1 – […]

VIDEO – LA ROMA DI REA SILVIA

La Roma di Rea Silvia riguarda una serie di servizi giornalistici (scritti e in video) realizzati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) […]

VIDEO – MEDIA E PROTAGONISTI

MONDO DELLA COMUNICAZIONE 01 – RADIO MAMBO – Renato Dionisi – Videolink 02 – Tele Ambiente – Stefano Zago – […]

VIDEO – ESSENZIALISTI IN VIAGGIO

  ESSENZIALISTI IN VIAGGIO Patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Incontri e confronti. Dopo numerosi incontri, scambi di opinioni, interviste, interventi […]