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Sunday, August 19, 2018

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (9): PORTO DI OSTIA ANTICA

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (9): PORTO DI OSTIA ANTICA

  Di Maurizio Miranda

A pochi è noto che Ostia fu strategicamente considerata, ufficialmente, la prima Colonia in assoluto del mondo Romano. Ancora meno noto risulta il  ruolo dinamico e preminente dei commerci della Tunisia con Roma Antica.

La conferma di tale realtà risulta evidente dalla disposizione, ad Ostia Antica, dei Mosaici che contraddistinguono le 66 Rappresentanze commerciali nel Foro delle Corporazioni. Queste rappresentanze commerciali sono attigue al Teatro Romano di Ostia Antica. Nella stessa area risultano spesso testimonianze di Città appartenenti alla stessa Provincia o Area geografica.

Così le “Stationes” del lato est furono occupate in maggioranza da Collegi di imprenditori provenienti da Centri dell’Africa settentrionale. Oltre alla Libia (Statio Sabratensium), fra le Corporazioni africane non poteva mancare quella dei ‘Navicularii Karthaginienses ‘ (Armatori Cartaginesi).

Cartagine, rifondata come colonia romana dopo la distruzione seguita alle guerre puniche, era diventata la seconda città del Mediterraneo occidentale e la capitale della Provincia d’Africa Proconsolare, corrispondente alla Tunisia ed alla Tripolitania attuali.

E’ questa la Provincia rappresentata dal maggior numero di Mosaici fra quelli conservati nel Piazzale caratterizzante il Foro delle Corporazioni.

Anche la città tunisina di “Syllectum” evidenzia un proprio Mosaico con la dicitura ”Navicularii Syllectini” (Armatori di Syllectum) che era uno dei principali Centri esportatori dell’Olio della Tunisia centrale.

Molti altri dati concordano nel dimostrare che alla fine del II Secolo, quando venne sostanzialmente completata la decorazione musiva del Piazzale del Foro delle Corporazioni, l’Africa Proconsolare – favorita anche dalla relativa vicinanza (in media sette giorni di navigazione) e dai conseguenti bassi costi del trasporto – era ormai la Regione che assicurava la parte prevalente delle importazioni di Roma Antica.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Noviodunum (Nyon): Viaggio tra le città di età romana (8)

Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it  è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Ostia Antica è stata essenzialmente una città commerciale e di raccordo tra importantissime vie di comunicazione (Tevere e Tirreno) con la capitale del mondo antico. Ostia è  stata una città cosmopolita dove al suo interno convivevano razze e culture differenti. I suoi abitanti erano, a seconda della professione, raggruppati in sodalizi, con lingue e religioni differenti. Il sito archeologico di Ostia Antica è il più grande dopo Pompei. Da visitare nelle vicinanze anche il Castello di Giulio II.

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Rodrigo de Vivar. Via Rainaldo 18 Roma. Quattro stelle a 0,1 km da Ostia Antica. Si trova nelle vicinanze dell’Aeroporto Leonardo da Vinci ed è dotato di ogni comfort. Molto buona anche la cucina.

Hotel Ostia Antica Park. Via dei Romagnoli 1041, Roma. Tre stelle a 1,5 km da Ostia Antica. Ottanta belle stanze corredate da ogni comfort, nonché una grande piscina e centro benessere. Non distante dall’aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci.

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (8): NOVIODUNUM (NYON)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (8): NOVIODUNUM (NYON)

 Di Maurizio Miranda

Dopo aver sconfitto Ariovisto nel 58 a.C. (primo anno della conquista delle Gallie), Giulio Cesare riesce a respingere gli Svevi al di là del Reno, trasformando questo fiume in una barriera naturale del futuro Impero per i successivi quattro-cinque secoli. Presto, però, Cesare dovrà affrontare una grande coalizione di tribù della Gallia Belgica con a capo Galba, re dei Suessioni. A questa coalizione hanno aderito i Bellovaci, i Nervi, gli Atrebati, gli Ambiani, i Morini, i Menapi, i Caleti, i Veliocassi, i Viromandui, gli Atuatuci, nonché alcune tribù germane, per un totale di oltre 300 mila soldati.

 

Il primo contatto tra i due schieramenti è avvenuto presso il fiume ‘Axona’ (attuale Aisne, nel nord della Francia). All’inizio tutto si limitò a qualche scaramuccia: nessuno dei contendenti, infatti, volle attaccare, anche per non attraversare un pericoloso pantano. Col prolungarsi di questa fase di stallo, gli eserciti della coalizione hanno preferito tornare nelle proprie terre. A quel punto Cesare  attaccò con decisione anche per approfittare del modo disordinato in cui stava avvenendo la ritirata. E fu una strage, anche se Galba riuscì a fuggire.

 

Il giorno seguente, il condottiero romano entrò senza esitazione nelle terre dei Suessioni in direzione della fortezza di Noviodunum (attuale Nyon nel cantone di Vaud a 25 chilometri da Ginevra). La città fu accerchiata e il re Galba costretto ad arrendersi. Cesare non infierì sui vinti ma chiese e ottenne la consegna di ostaggi (tra cui i due figli del re) e di tutte le armi. In seguito Noviodunum si svilupperà fino a diventare una delle più grandi colonie romane della Svizzera, con un Foro, una basilica e un anfiteatro (scoperto nel 1966).

 

Archiviato il conflitto con Galba, Cesare si diresse verso il territorio occupato dai Bellovaci fino a raggiungere la capitale Bratuspanzio (oggi Beauvais, capoluogo del dipartimento dell’Oise nella regione della Piccardia). Ancora una volta tutto finì con una resa incondizionata e la consegna di beni e un notevole numero di ostaggi. Lo stesso avvenne in seguito con gli Ambiani.

 

Nel frattempo, però, lungo il fiume Sabis, si era formata una nuova coalizione formata dalle tribù Atrebati, Nervi, Viromandui e Atuatici. Questa volta, però, lo scenario si è presentato fatto molto più complicato per il condottiero romano: Cesare è stato costretto, infatti, a fronteggiare una battaglia estremamente cruenta che ha rischiato di travolgerlo. Grazie solo alla ferrea disciplina e alla genialità del loro comandante, i romani sono riusciti alla fine a prevalere. La sconfitta di questa nuova coalizione ha determinato, in compenso, per Roma la definitiva sottomissione dell’intera Gallia Belgica.

 

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Formia: Viaggio tra le città di età romana (7)

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Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

A Nyon (23 chilometri a nord-est di Ginevra, sulla riva del Lago Lemano) abitano circa 20 mila persone da visitare: Museo nazionale svizzero (sezione romana), a Prangins; Museo archeologico, con un’importante collezione di porcellane, prodotte nel XVIII secolo nella celebre fabbrica di Nyon; Museo del Léman (Lago di Ginevra), degli acquari impressionanti, dei modelli in scala di battelli, una capanna di pescatori, le opere dei pittori o i sapienti della zona; museo romano, realizzato nel sottosuolo, nelle fondazioni dell’antica basilica; il castello di Changins; ruderi romani; Basilica antica; Anfiteatro e Foro.

 

Notizie utili.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Beau Rivage. Rue De Riva 49, 1260 Nyon. Quattro stelle, completamente ristrutturato e dotato di ogni confort l’albergo s’affacia sul lago di Ginevra.

Hostellerie du XVI Siècle. Place du marché, Nyon. Quattro stelle è Localizzato nel centro di Nyon. I servizi sono di buon livello e il personale è molto cortese.

 

 

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (7): FORMIA

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (7): FORMIA

 Di Maurizio Miranda

Formia è una località sulla costa tirrenica, al centro del Golfo di Gaeta. Città di antichissima origine, forse volsca, è ricordata per la prima volta nel 388 a.C. quando ottenne la civitas sine suffragi (cioè, la cittadinanza senza il diritto di voto nelle assemblee popolari) per la sua neutralità nella guerra latina. Ebbe, invece, lacivitas, questa volta cum suffragio, sotto Adriano (76 d.C – 138 d.C), diventando colonia con il nome diColonia Aelia Hadriana Augusta Formiae.

 

Per la sua posizione sulla via Appia e sul mare divenne uno dei più frequentati luoghi di villeggiatura dell’aristocrazia. Le colline litoranee si coprirono di sontuose ville; si è detto che nella sua villa riparò (nel dicembre 43 a.C.) e fu ucciso Cicerone per ordine di Marco Antonio e per mano dei suoi sicari ivi inviati espressamente. Ma è ormai noto con certezza che le spoglie di Cicerone non giacciono a Formia ma a Roma, mentre quelle della figlia Tulliola (deceduta nel 45 a.C.) si trovano in effetti nel mausoleo a lei dedicato a Formia.

 

Formia fu fiorente città durante l’Impero, ma subì in seguito gravi devastazioni. Si conservano dell’età romana tratti della cinta muraria, resti di un teatro, una peschiera che emerge dalle acque del porto, i ruderi di quella che la tradizione vuole essere stata la villa di Cicerone. A pochi chilometri dalla città si trovano anche gli avanzi di un sepolcreto romano denominato ‘tomba di Cicerone’.

 

I commerci marittimi e di cabotaggio di Formia e di villeggiatura marina si basarono sul porto di Caieta(Gaeta) che si adoperò come totale facente funzioni delle necessità di Formia. Scarse le tracce archeologiche la più importante delle quali è, per contiguità, il mausoleo di Lucio Munazio Planco (22 circa a.C.) collocato al sommo del monte Orlando sovrastante la città.

 

Formia è stata una località turistica molto ricercata anche in virtù di un territorio tranquillo ed ospitale e per l’importanza strategica della Via Appia, (la Regina Viarum) che fu fatta transitare ad hoc. Proprio sulla via Appia in direzione di Itri – Roma una fontana e sorgente è in buono stato di conservazione e manutenzione. Addossata ad una parete di blocchi calcarei ha dimensioni significative essendo lunga circa 7m e larga 1,5m. Sul retro figura anche una cisterna per l’approvvigionamento idrico.

 

Tra i personaggi di spicco, Formia annovera in senso negativo Marco Vitruvio Mamurra, ricchissimo e dissoluto uomo politico e militare appartenente all’ordine equestre e in senso positivo Gaio Clinio Mecenate (69 circa – 8 a.C.), uomo politico nonché letterato di grande cultura, acutezza e ricchezza, profondamente amico di Augusto. Sembra invece ancora aperta la contesa sui natali di Vitruvio Pollione, coevo di Augusto, cui fu dedicato il trattato De Architectura in dieci Libri, tra il 25 e 23 a.C, in coerenza con la politica augustea di abbellimento architettonico di Roma.

 

Una rilevante opera idraulica di età romana, interrata nell’Arce, lascia basiti i visitatori. In effetti tale opera è talmente robusta da rendere evidente la grande capacità di sorreggere con le proprie sostruzioni, case e vicoli ai livelli superiori. Sulle rovine del Teatro Romano la leggenda popolare vuole ricordare il martirio, durante le dure persecuzioni cristiane, del Vescovo e Santo Erasmo, il 2 giugno del 33 d.C.

 

A Formia centro sono poi evidenti, a immediato contatto con il mare oppure nel sottosuolo, le testimonianze dei fasti del’antichità, cioè i resti monumentali di criptoportici, tabernae, horrea (magazzini) appartenute a ville patrizie che sono sotto l’attuale Villa Comunale, sottostante la centralissima Piazza della Vittoria nelle vicinanze del nuovo porto e nella zona del Porticciolo Romano, denominato anche Porticciolo Caposele dal nome della attigua villa, probabilmente di Cicerone, il ‘Formianum’.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Autun: Viaggio tra le città di età romana (6)

Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

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Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utili. Con oltre 36 mila abitanti Formia si trova nel Lazio in provincia di Latina.  grazie alla sua posizione sul mare, protetta da Gaeta ad ovest e dalle colline alle spalle, Formia vanta una invidiabile condizione climatica, che insieme agli arenili di Vindicio, Acquatraversa, S. Janni e Gianola la rendono una ricercata meta turistica. Da visitare; Il Cisternone, ovvero una grande cisterna di epoca imperiale romana, da poco risanata ed aperta al pubblico, La tomba di Cicerone, un mausoleo monumentale di età imperiale detto comunemente ‘Tomba di Cicerone’. La vicinanza al sito in cui la tradizione colloca la sontuosa villa che l’oratore abitò frequentemente; la zona in cui si trova il Mausoleo di Tulliola che prende il nome di Acerbara con riferimento proprio alla ragazza; il Muro in opus reticulatum, struttura ad Emiciclo di probabile residenza aristocratica del I-II secolo d.C. alla fine della pineta di Vindicio; Porticciolo romano di Caposele alla fine del lungomare di Vindicio; chiesa di S.Erasmo e il Museo Archeologico.

 

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Kora Park Resort. Via Mergataro, Formia, quattro stelle, immerso in un parco di 22 mila mq. l’albergo vanta 250 specie di piante mediterranee. Il Kora Perk presenta una piscina con una zona idromassaggio, una terrazza solarium e un ristorante affacciato sul golfo.

Hotel Castello Miramare. Via Pagnano, 04023, quattro stelle, situato in un castello di Formia, a 1,3 km dalla spiaggia, l’Hotel Castello Miramare offre un ristorante con vista sul Golfo di Gaeta, la connessione Wi-Fi gratuita nella hall e lussuose camere climatizzate con TV LCD.

CITTÀ DI ETÀ ROMANA (6): AUGUSTODUNUM (AUTUN)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTÀ DI ETÀ ROMANA (6): AUGUSTODUNUM (AUTUN)

 Di Maurizio Miranda

Per chi volesse seguire le orme di Giulio Cesare nella conquista delle Gallie, suggeriamo di iniziare il viaggio nel dipartimento Saône-et-Loire in Borgogna, Francia orientale, dove si trova una deliziosa cittadina chiamata Autun. Per la verità storicamente la cittadina non ha direttamente a che vedere con le conquiste di Cesare, anche perché è stata fondata dal suo successore e primo imperatore Augusto: non a caso il nome originario era Augustodunum. Tuttavia, dal punto di vista geografico, si trova a pochi passi da Bibracte (circa 25 chilometri), dove si è svolta la prima grande battaglia di Cesare. Ma prima di andare avanti nel racconto della conquista delle Gallie, avvenute dal 58 a.C. fino al 51 a.C. è forse il caso di dare una piccola ripassatina alla storia.

 

Per conquista delle Gallie s’intende comunemente la sottomissione a Roma dei popoli che oggi vivono in Francia, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Paesi Bassi e Germania. Conquiste narrate direttamente da Cesare nel De bello Gallico. Una precisazione: all’epoca di Cesare la parte meridionale delle Gallie, conosciuta come Gallia Narbonense (attuale Provenza) già era sotto il dominio di Roma sin dal 121 a.C. Al centro delle Gallie si trovavano invece Celti, a sud ovest gli Aquitani e a nord i Belgi: tutti ugualmente divisi in numerosi popoli e fazioni, che si combattevano e alleavano in continuazione. Alcuni erano alleati di Roma.

 

Ma cosa ha spinto Cesare a intraprendere la conquista delle Gallie, una delle più grandi conquiste militari della storia?

 

Formalmente la notizia che il popolo degli Elvezi si stava preparando ad attraversare le regioni occidentali della Gallia, con l’intento di attraversare il territorio della Gallia Narbonense senza chiedere le dovute autorizzazioni a Roma. Si calcola che erano poco meno di 370 mila individui, di cui oltre 90 mila soldati. Tutto ciò rappresentava obiettivamente un pericolo per Roma. Ma ci fu anche dell’altro. Cesare, nella sua scalata al potere, aveva un assoluto bisogno di importanti vittorie militari anche per contrastare le grandi conquiste di  Pompeo in Oriente. Insieme a Lepido, entrambi facevano parte del primo triumvirato che governava Roma.

 

In ogni caso, informato delle intenzioni degli Elvezi, Cesare si precipitò da Roma nella Gallia Narbonense, percorrendo fino a 140-150 chilometri al giorno, raggiungendo Ginevra il 2 aprile del 58 a.C. Dopo un’incisiva vittoria vicino al fiume Arar e un inseguimento di 14 giorni si arriva allo scontro finale a Bibracte (sul Monte Beuvrey). Gli Elvizi sono distrutti (rimangono in vita solo 130 mila). A seguito di questa vittoria Cesare promuove una grande Assemblea dei popoli delle Gallie.  Obiettivo: cercare alleati per contrastare un nuovo pericolo fatto dai germani di Ariovisto, che continuamente attraversano il Reno.

Ariovisto verrà sconfitto sotto i Monti Visgi, tra le città di Mulhouse e Cerney. Da quel momento, oltre alla sottomissione della Gallia Celtica,  il Reno diventerà il confine naturale per oltre quattro secoli dell’Impero Romano.

 

DA VISITARE

 

Autun. La suggestiva cittadina dispone di diversi reperti romani tra cui due antiche (Porta Saint-André e la Porte d’Arroux), il tempio di Giano e altre rovine risalenti all’epoca di Augusto. Da visitare sicuramente l’imponente teatro, il più grande esistente nella parte occidentale dell’impero con una capacità di 17.000 posti. A sud-est della città possiamo trovare la misteriosa Pierre de Couhard, una piramide di roccia che potrebbe risalire all’epoca romana.

 

Bibracte. Oggi Mont Beuvray, Bibracte è caratterizzata dal suo parco archeologico al centro di una foresta protetta. Nel 1995 è stato completato un interessante museo sulla vita dei celti, costruito con materiali originali del posto e dotato di una particolare illuminazione, nonché di moderni mezzi multimediali a disposizione dei visitatori. Il museo è aperto da metà marzo a metà novembre tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Consigliabile seguire le visite guidate effettuate giornalmente nei mesi di luglio e agosto.

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Betica: Viaggio tra le città di età romana (5)

Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4)

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su puntocontinenti.it  è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utili. Autun è una città decisamente storica e turistica. Oltre ai reperti romani c’ è da visitare innanzitutto la splendida cattedrale di Saint-Lazare, il municipio, nonché i numerosi musei aperti al pubblico: il museo Rolin, il museo di storia naturale, il museo di giovani militari, ecc Alla periferia della città si trova il Galvacher Casa, giardini di rose, il museo europeo della civiltà celtica, e molto altro. Durante la stagione turistica ci sono numerose mostre, concerti, festival, spettacoli storici, eventi sportivi, feste tradizionali, fiere e mercati. Non mancano poi campi da golf, mini-golf, equitazione, tennis, trekking, sentieri, piscine, terme, pattinaggio, pesca, e tanto altro.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Les Orsoline – 4 rue Rivault 71400 Autun, quattro stelle, antico convento del 17 ° secolo con una cappella, l’hotel Les Urselines sovrasta gli antichi bastioni romani della città e vanta una spettacolare vista sui Monts Du Morvan. L’hotel dispone di 43 camere, di cui 28 con aria condizionata, ampio parcheggio e camere con accesso facilitato per i disabili. È disponibile l’accesso Wi-Fi gratuito.

Chambre d’hotes à Autun – 15 rue de Planoises, 71400 Autun è situato nella storica città romana a 11 km dal Parco Regionale Morvan. È possibile utilizzare la sauna in loco e una colazione continentale è servita ogni mattina. TV LCD e connessione Wi-Fi in funzione in ciascuna camera. Alcune delle camere offrono una vista sulla città vecchia. Autun Golf Club è situato a 5 minuti di auto dalla struttura e la stazione ferroviaria di Montchanin è di 34 km di distanza. Possibili escursioni in mountain bike e trekking.

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (5): BETICA (ANDALUSIA)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (5): BETICA (ANDALUSIA)

 Di Maurizio Miranda 

La Betica, al tempo dei Romani, corrispondeva all’incirca all’Andalusia (Spagna) attuale. Era una Provincia Senatoria dell’Impero Romano, creata da Augusto, unitamente alla Lusitania, nel 27 a.C., nella Spagna Ulteriore  e così denominata dal fiume Baetis (Guadalquivir).

 

Conquistata dai Romani durante la seconda Guerra Punica, era stata romanizzata da P. Cornelio Scipione e, soprattutto, da Cesare e da Augusto. La Betica  diede a Roma i primi Consoli non italici (nel 40.a.C. L. Cornelio Balbo).

 

Dalla sua classe municipale provennero quattro Imperatori Marco Ulpio Traiano (98-117 d.C.) e Publio Elio Adriano (117-138 d.C.) nati entrambi a Italica, mentre Magno Massimo (383-388 d.C.) e Teodosio I (379-395 d.C.) nacquero tutti e due a Segovia, città della Spagna Tarraconense, tra Emerita e Cesaraugusta.

 

Nella Betica nacquero anche gli scrittori Seneca, Lucano, Pomponio Mela e Columella. I centri più importanti erano Gades (oggi Cadice), Hispalis (Siviglia), Corduba (Cordòba) che era la capitale. La Betica era percorsa da numerose vie strategiche delle quali la più determinante era la via Augusta, proveniente dalla Gallia, che, a sua volta terminava a Gades, il più importante porto della regione.

 

La Betica era utilizzata anche per fini di comunicazione commerciale, in quanto era ricca di miniere di piombo e di mercurio nonché di cave di marmo. Nel campo della produzione alimentare, invece, la Betica era in grado di produrre grano e vino, ottenuto dalle rinomate viti italiche del Falerno.

 

Una rilevante produzione, soprattutto olearia, raggiungeva dalla Spagna prima il Porto di Ostia antica poi quello di Traiano per risalire il Tevere con le chiatte piatte arrivando, dopo circa 2 giorni di alesaggio (traino dei buoi dalle due banchine del fiume), a Roma sbarcando il carico prima a Testaccio (detto Portus Tiberinus ad Emporium) e successivamente all’altezza dell’Isola Tiberina dove comunque ancora operava il Portus Tiberinus, ai piedi del Campidoglio.

 

Nel secolo V d.C. la Betica fu occupata dai Vandali, che vi soggiornarono per lungo tempo e conferirono il nome della regione (Vandalusia o Andalusia).

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Legnago: Viaggio tra le città di età romana (4). Luglio 2013.

Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3). Luglio 2013.

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2). Giugno 2013.

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1). Maggio 2013.

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utiliBética (in latino  Baetica) è stata una delle province romane della penisola iberica. Ha preso il suo nome dal fiume Betis (Baetis), chiamato attualmente Guadalquivir e la sua Capitale era Corduba, attuale Cordoba in Andalusia.  Importanti resti romani si trovano a Santiponce, vicino Siviglia, lungo la via romana Betica (collega Siviglia, Càdiz e Cordoba), Almedinilla (con la villa romana) e Malaga.

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

SIVIGLIA – Hotel Sevilla Palmera, quattro stelle, Cardenal Iludain, 28 Sur 41013 Siviglia. Vicino a Plaza de Espana, l’hotel dispone di camere moderne con aria condizionata, connessione Wi-Fi gratuita e TV a schermo piatto.

CORDOBA – Hotel Eurostars Ciudad de Cordoba, quattro setelle, Avenida de Cadiz s/n, 14013 Cordoba. Questo hotel sorge vicino ai seguenti luoghi d’interesse: Alcazar de los Reyes Cristianos e Ponte Romano.

 

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (4): LEGNAGO

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (4): LEGNAGO

 Di Maurizio Miranda 

Non è facile individuare esattamente il periodo in cui si stabilizzò la penetrazione romana nel legnaghese perché la maggior parte dei resti ritrovati risalgono all’età imperiale. Comunque già nel I secolo a.C. si può pensare al territorio come ad un luogo abitato da una popolazione agiata che si era integrata con quelle preesistenti.

 

Nel vasto territorio che circonda Legnago, furono trovati numerosi reperti come monete, mattoni e lapidi, cippi di centuriazione, tombe, fibule, lucerne, scodelle, resti di pilastri, lacerti di pavimenti musivi, pesi da telaio, anfore vinarie segate, alcune patere, delle fondamenta di edifici, resti di ciste, orecchini, ancorette, unguentari, frammenti di marmi pregiati, basoli stradali ed embrici labiati con il bollo di fabbrica, la decorazione appartenente ad un frammento di balteo (la cintura che il soldato romano portava a tracolla per appendervi la spada corta o qualche altro oggetto).

 

Anche nel centro storico furono rinvenute testimonianze risalenti a quel periodo come lapidi, monete e mattoni e, sulla base di quanto recuperato, si può dire che la popolazione viveva principalmente di agricoltura e allevamento. La possibilità di arare e di seminare in luoghi pianeggianti e umidi favoriva la produzione cerealicola anche se erano pure coltivate la vite ed il lino.

 

L’allevamento del bestiame, specie bovino ed equino, si integrava con l’agricoltura come la raccolta della legna effettuata in fitte boscaglie che contornavano zone palustri. In quel periodo le zone palustri non erano considerate malsane poiché non esisteva la malaria e chi vi abitava nei pressi, poteva dedicarsi alla caccia e alla pesca. Fra le attività artigianali primeggiava l’industria del laterizio usato esclusivamente nell’edilizia e commercializzato, assieme ai prodotti agricoli, anche a Roma.

 

Purtroppo a Legnago mancano quasi del tutto testimonianze visive risalenti all’epoca romana. Fino al 2011 si potevano ammirare i ruderi nei pressi di Piazza Garibaldi che però sono stati ricoperti: una decisione che ha destato non poche polemiche. Da visitare, comunque, il Museo Fioroni, ubicato nel palazzo ottocentesco chiamato Villa Fioroni: un edificio risalente al 1887 che custodisce una raccolta privata della famiglia Fioroni. Molto interessante anche il Centro ambientale archeologico. Si tratta di una struttura viva polivalente: allo spazio espositivo sono stati abbinati un punto di ristoro, un bookshop per la vendita di materiale didattico e oggettistica, uno spazio adibito a convegni, conferenze ed eventi culturali di vario genere.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Arelate (Arles):Viaggio tra le città di età romana (3)

Dripisinum (Vicenza): Viaggio tra le città di età Romana (2)

Aquincum (Budapest): Viaggio tra le città di età Romana (1)

 

Filmati.

Cliccando su www.puntocontinenti.it è possibile visionare diversi video sulle ‘Città di età romana’. Si trovano in alto a destra nella Rubrica ‘Video Notizie’ sotto la voce ‘Città di età romana’.

Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utili. La città di Legnago è un comune di oltre 25 mila abitanti della provincia di Verona in Veneto. La città, nota per aver dato i natali al famoso compositore di musica sacra, lirica e classica Antonio Salieri, sorge lungo la sponda destra del fiume Adige,  nella Pianura Veronese.

 

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Pergola Arles Plaza, quattro stelle, Via Verona 140, 370 Legnago. E’ dotato di sistemazioni moderne a 4 km dal centro di Legnago. Circondato dalla campagna veneta, dispone di una terrazza panoramica arredata.

Hotel HVB Palace, cinque stelle, via Boschetto, 37094 Villa Bartolomea Provincia di VeronaL’Hotel è stato inaugurato nel 2010 con l’idea di offrire un servizio di ospitalità al territorio della Pianura Veronese. L’area è conosciuta per il fatto di ospitare molte aziende di notorietà internazionale.

 

 

CITTA’ DI ETA’ ROMANA (3): ARELATE (ARLES)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ DI ETA’ ROMANA (3): ARELATE (ARLES)

 Di Maurizio Miranda

Arelate, oggi Arles, è una città della Gallia Narbonense stabilita come Colonia Romana nel I secolo sull’area di un più antico stanziamento celto – ligure. Il suo sviluppo economico fu favorito dalla costruzione di un canale che la collegava al mare e dalla vantaggiosa posizione sulla via dall’Italia alla Spagna. Costantino ne fece la capitale delle Gallie. Cristianizzata, fu sede di importanti concili (314 d.C condanna del donatismo).

 

Conserva monumenti tra i maggiori dell’Età imperiale romana: oltre alle rovine del teatro, del tempo di Augusto, su tre ordini di arcate, restano l’anfiteatro, edificato sotto Adriano, su due ordini e capaci di 26.000 spettatori (ancora oggi in uso per spettacoli di tauromachia), le terme erette da Costantino nel secolo IV, la necropoli romana-cristiana.

 

Lo scavo nel 102 a.C. delle “fosse mariane”, il canale navigabile nei pressi di Arelate voluto da Mario, diede inizio alla romanizzazione della zona. Il nome di Arelate, citato da Giulio Cesare, significava ‘vicino allo stagno’. La città nella guerra civile, fra  Cesare e Pompeo, si schierò con il primo il quale, dopo la vittoria, la premiò con l’assegnazione di buona parte del territorio di Marsiglia, che aveva parteggiato per Pompeo.

 

Arles divenne colonia nel 46 a.C. con l’insediamento dei veterani della Legio VI. Ne conseguì un consistente sviluppo del Porto fluviale e la crescente prosperità derivante dallo sfruttamento del fertile territorio acquisito. Nel IV secolo fu una delle residenze preferite da Costantino e divenne capoluogo della prefettura delle Gallie. Subentrò a Nimes come il più importante centro delle Gallie meridionali, conservando la sua preminente funzione politico-militare ed economica fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

 

L’Anfiteatro, decretato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, fu costruito nel secondo secolo, forse da Adriano. Misura 136 metri per 107; ha due ordini  di archi, dorici in basso, corinzi in alto. La sua capienza era di 26 mila spettatori. E’ il più grande di Francia.

 

Parte della gradinata e due colonne superstiti della scena possono dare l’idea del grande teatro, del primo secolo. Nelle adiacenze sorgevano le terme di Costantino, delle quali sussistono la elegante abside delcalidarium ed i massicci muraglioni del tepidarium.

 

Nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO figura anche la cattedrale di Saint Trophime, uno dei monumenti più ragguardevoli del romanico provenzale. Venne incoronato qui il re di Arles Federico Barbarossa. Dante la nomina nell’Inferno. La sua bellezza è stata immortalata anche dalle tele di Gauguin e di Van Gogh.

 

Les Alyscamps. Nella zona orientale della città una necropoli romana allinea per un buon chilometro i suoi sepolcri all’ombra di  alberi secolari. Sono “ i Campi-Elisi”, Dante  ne parla nell’Inferno (IX, 112/115) e famosi pittori, come Van Gogh, li hanno immortalati nelle loro tele.

 

NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Filmati.

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Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utili. La città di Arles è situata sulle rive del fiume Rodano e costituisce la porta della regione fisica della Camargue. Nel territorio del Comune sono comprese anche le regioni delle Alpilles a nord e della Crau  a sud-est. Il comune è quello più esteso della Francia metropolitana. Oltre ad Arles comprende  numerosi altri borghi (Albaron, Gageron, Gimeaux, Le-Sambuc, Mas-Thibert, Moules, Pont-de-Crau, Raphèle, Saliers, Salin-de-Giraud, Villeneuve).

Alberghi. Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Arles Plaza, tre stelle, 45 Avenue Sadi Carnot. Situato a soli 10 minuti a piedi dalle rovine romane nella parte vecchia di Arles, offre una grande piscina all’aperto con giardino al coperto e una vasca idromassaggio.

Hotel Julus Cesar, quattro stelle, 9 Boulevard des Lices, Arles, è un antico convento carmelitano, è situato nel centro di Arles e presenta una piscina esterna e un giardino fiorito.

 

CITTA’ Di ETA’ ROMANA (2): DRIPSINUM (VICENZA)

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su CITTA’ Di ETA’ ROMANA (2): DRIPSINUM (VICENZA)

Maurizio Miranda Di Maurizio Miranda

Il nome dell’antica città romana potrebbe essere riportato alla storia come Dripsinum poichè antiche fonti citano che i Dripsinates erano una comunità subalpina, vissuta in questa zona del Nord Italia nelle vicinanze di Arzignano in Provincia di Vicenza. Dopo questa scoperta ci augriamo che le ricerche presso il sito possano andare avanti il più speditamente possibile. Le indagini sono state condotte sotto la regia della Soprintendenza del Veneto, in collaborazione con i dipartimenti di geografia e geologia dell’Università del Kentucky e con l’aiuto, per l’analisi del campioni, degli atenei Ca’ Foscari di Venezia e dell’Insubria di Como.

 

Quindi, con tale evento, si potrebbe imprevedibilmente affacciare alla storia questa “Città di Età Romana”, che potrebbe essere collocata come riferimento nell’omonimo “Registro Europeo delle Città di Età Romana” organizzato e gestito dall’Istituto Mercati Internazionali di Roma. Questo insediamento dal I secolo a. C. al III-IV secolo d.C.  non è mai apparso in alcuna  carta geografica moderna, ma sulle mappe dell’impero romano dovrebbe essere stato ben visibile. La città, in effetti, ebbe dimensioni pari a quelle di metà Pompei.

 

L’insediamento è scaturitio e confermato dalle ricerche archeologiche condotte da Paolo Visonà, originario di Valdagno (Vicenza), e da George Crothers, rispettivamente professori di storia dell’arte e antropologia della School of Art and Visual Studies al College of Fine Arts (Gran Bretagna). Gli strumenti hanno rivelato anche la presenza di grandi strutture circolari sotto le strutture romane del sito. ‘Ci hanno sorpreso’ afferma Visonà., ‘Erano totalmente inaspettate. Il radar ci ha detto che sono molto più profonde di quelle romane, potrebbero quindi essere la prova di capanne di una popolazione indigena preistorica, databili dal Neolitico alla tarda età del bronzo’.

 

In primo luogo la squadra ha confermato la presenza di una strada e pareti che indicano la presenza di edifici romani. A giudicare dai materiali trovati in superficie e durante i lavori agricoli, l’insediamento poteva essere esistito per più di 400 anni, dal I secolo a. C. al III-IV secolo d. C. Le informazioni del manoscritto di riferimento indicarono che l’insediamento era molto esteso. ‘Le informazioni sono state prima contraddittorie avendo riguardato un lungo periodo, alcune sono molto dettagliate, di testimoni oculari che hanno visto la città romana in due diverse occasioni’, spiega Visonà, ‘quando venne in parte alla luce durante le inondazioni del fiume Guà. Ma erano informazioni sparse e mai davvero considerate dagli scienziati’.

 

La ricerca, non invasiva, cioè condotta attraverso un’indagine archeologica senza scavi, è stata effettuata l’estate nella estate del 2012 con strumentazioni quali georadar, radiometri e magnetometri in terreni privati presso la frazione di Tezze, in località Valbruna, ad Arzignano, in provincia di Vicenza. Visonà venne a conoscenza della possibile presenza di un antico insediamento da un agricoltore di Valbruna. Quest’ultimo, Battista Carlotto, mentre lavorava la sua terra aveva scoperto reperti antichi quali ceramiche, mosaici e vetri attribuibili all’epoca imperiale romana. Visonà cominciò così a cercare testimonianze storiche relative a quella zona. E nella biblioteca Bertoliana di Vicenza trovò manoscritti che confermarono il suo sospetto: là sotto doveva esserci qualcosa di molto interessante.

 

In quei manoscritti infatti si legge che nel tardo XVIII secolo testimoni avevano visto i resti della città romana. Perciò non volendo operare con metodi invasivi nei campi di Carlotto, Visonà ha dovuto escogitare un modo per trovare le prove dell’esistenza di quell’insediamento. In suo aiuto è giunto il collega George Crothers, professore associato di antropologia nel Regno Unito: ‘George aveva le basi per fare questo tipo di ricerca’, dice Visonà, ‘con tecniche geofisiche e gli strumenti per scoprire le caratteristiche architettoniche nascoste di questo sito’.

 

Crothers, inoltre, chiarisce che ‘il sito non era stato scavato, e le tecniche geofisiche sono un modo per guardare sotto terra senza disturbare il terreno’. Il team ha utilizzato un magnetometro e un radar per indagare il suolo. Il magnetometro misura le variazioni nell’intensità magnetica del terreno e può rilevare le caratteristiche degli oggetti seppelliti. Il radar emette onde sottoterra che poi vengono riflesse. È stato così possibile creare una mappa di ciò che c’è sotto la superficie.

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NOTE

L’ Istituto Mercati Internazionali (IMI), con sede a Roma, è un’Associazione senza finalità di lucro incentrata sullo studio dei rapporti culturali, economici, archeologici, turistici e sociali che legano ancora oggi i Paesi che hanno fatto parte del mondo romano. Nell’ambito delle sue attività l’IMI organizza convegni, dibattiti, mostre, filmati, viaggi culturali, studi e pubblicazioni. Molti dei documenti, foto e filmati raggruppati negli archivi dell’IMI sono frutto di donazioni dei propri associati. Per maggiori informazioni: Tel. 3393479223 – Fax. 065744836; istitutomercatiinter@libero.it

 

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Filmati.

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Suggerimenti da e per gli associati IMI.

Notizie utili. L’antica Venetia viene considerato il “giardino del Veneto” particolarmente favorito dalla bellezza e varietà del paesaggio, dalla mitezza del clima e dall’eccezionale presenza di molteplici elementi di grande interesse culturale e turistico. L’influenza e l’autorità di Roma si estese dalla metà del II secolo a.C. Nel 148 a.C. fu costruita la via Postumia che andava da Genua ad Aquileia. Tra il 49 e il 42 a.C. divenne municipiumromanooptimo iure, cioè con pienezza di diritti civili e politici. A questi anni risalgono la ristrutturazione dell’abitato secondo un tracciato urbanistico ad assi relativamente ortogonali, la sostituzione di abitazioni in legno con costruzioni in pietra o laterizio e l’edificazione delle prime mura.

Alberghi.

Dagli associati IMI sono pervenute ottime referenze su questi due alberghi:

Hotel Doge, tre stelle, è situato in posizione centrale a Vicenza, nel quartiere residenziale di San Bortolo, a pochi passi dall’Ospedale Civile e dalle principali bellezze artistiche della città, come il Teatro Olimpico e la Basilica Palladiana.  Via Lamarmora 20 – Vicenza – Telefono:0444 923616

Hotel Mary, tre stelle,è un albergo molto comodo e vicino al centro di Vicenza (a 5 minuti in autobus), nel quare di un quartiere residenziale. La struttura è interamente dotata di aria consizionata. Via Camisano 28 – Vicenza, tel. o4404443oo855.

 

VOLTERRA: DOCUMENTI INEDITI SUL SACCO DEI FIORENTINI DEL 1472

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su VOLTERRA: DOCUMENTI INEDITI SUL SACCO DEI FIORENTINI DEL 1472

Punto Continenti riporta di seguito un contributo del prof. Simone Migliorini in merito alla importante scoperta fatta dal prof. Rodolfo Signorini di 37 documenti sul Sacco a Volterra compiuto dai fiorentini nel 1472. Per la cronaca, fu uno scandalo finanziario con ripercussioni politiche scoppiato a Volterra nel 1471 o dare il pretesto a Lorenzo il Magnifico, che già ambiva all’unità della Toscana sotto lo scettro mediceo, ad attaccare brutalmente  la città divenuta ormai scomoda a Firenze

Dal 21 marzo al 29 giugno del 1472  il segretario del Duca d’Urbino, Francesco Frendilacqua insieme ad altri, scrive giornalmente a Ludovico II Gonzaga narrando gli avvenimenti, le strategie politiche e le strategie militari, facendo nomi e cognomi di traditori, di personaggi, di chi si è ribellato, di chi ha preso parte diretta e indiretta al massacro, descrivendolo  fino all’ultima goccia di sangue. Documenti di grande fascino che contribuiscono ancor di più a far luce su questo eccidio che ha segnato vergognosamente lo splendore del Rinascimento toscano.

Da questi documenti rumoreggiano vivi i colpi di cannone sparati notte e giorno sulla città, le grida delle donne, si parla addirittura della costruzione di una strada sotterranea ad opera degli occupanti, per raggiungere le mura, “fino a toccarle con la mano”, si ode il tonfo di Paolo Inghirami, detto “il Pecorino”, traditore dei volterrani, spinto giù dalla Torre del Porcellino, in piazza dei Priori, si odono i suoi lamenti nel quarto d’ora che ci impiegò a morire… per poi essere trascinato lungo le strade dalla folla inferocita. Si fanno nomi e cognomi dei responsabili,  c’è il rammarico di Federigo da Montefeltro che non avrebbe voluto il saccheggio. Pagine si storia viva inedita, che pulsano drammatiche e che rivelano, se ce ne fosse stato ancora bisogno, nel dettaglio quei giorni drammatici per la città di Volterra che segneranno per sempre l’onorabilità di Lorenzo e del Montefeltro, della politica che partorì si il Rinascimento, ma a colpi di eccidi e di vite umane. La prima guerra della storia con fini così esplicitamente politici ed economici, dove il diverbio sulle cave di allume diventa solo un pretesto, uno spunto, una scusa per occupare la città.

Machiavelli, Guicciardini,  il Savonarola e molti altri criticheranno questo gesto, i cittadini dell’epoca ci hanno lasciato poesie struggenti e racconti raccapriccianti “per tutto il giorno e scorsa ne a donne ne ai luoghi pii si perdonò e i soldati così quelli che l’avevano male difesa, come quelli che l’avevano combattuta, delle sue sostanze la spogliarono. (Nicolò Machiavelli, Storie Fiorentine), “…a sacco, a sacco, forte ognun gridaua e tutti parevan chani arrabiati…”(Guerra di Volterra 441-442). Se infine vogliamo aggiungere il fascino del passaggio premonitore di una cometa nei giorni di Gennaio successivi al Natale e la scossa di terremoto il giorno stesso che finì la guerra, potremmo sottolineare e confortarci del fatto che la Natura e il Divino presero le parti della città assediata e potremo restituire il quadro in una cornice di fascino e leggenda per quando di affascinante ci sia in una guerra e nel massacro gratuito di vite umane solo per politica e interesse.

Grazie al prof, Rodolfo Signorini, neoeletto socio corrispondente della prestigiosa Accademia dei Sepolti ( già bibliotecario dell’Accademia Virgiliana di Mantova, Aquila d’argento del Tirolo, Commendatore e Virgilio d’oro)  si deve questa importante scoperta effettuata presso gli archivi di Stato di Mantova.

Di Simone Migliorini

DIRITTO ALLA RESIDENZA: LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

Posted by Maurizio Miranda On luglio - 31 - 2014 Commenti disabilitati su DIRITTO ALLA RESIDENZA: LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

Di seguito riportiamo la ‘Lettera aperta’ al Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Matteo Renzi,   in merito alla battaglia giornalistica  per il diritto di ogni cittadino, anche se sprovvisto di un’abitazione,  ad avere una Residenza formale: diritto spesso negato dai Comuni con gravi ripercussioni sociali.

 

Egregio Dott. Matteo Renzi

Presidente del Consiglio dei Ministri

 

A seguito di uno studio inviato al nostro giornale telematico dal Gruppo politico Convergenza Socialista(firmato dal suo coordinatore Manuel Santoro)  abbiamo iniziato una battaglia giornalistica in merito a un problema che Lei da ex Sindaco conosce sicuramente molto bene  e che rappresenta una gravissima violazione costituzionale nei riguardi della popolazione più povera e sfortunata del Paese. Ci riferiamo alle persone che non avendo una casa, perché costrette per motivi economici a vivere per strada o nelle automobili, non riescono a  ottenere nemmeno una ‘residenza formale’. E senza questo certificato gli sfortunati connazionali non possono:

a) Ricevere prestazioni previdenziali e assistenziali spettanti all’INPS;

b) Accedere all’assistenza Sanitaria;

c) Presentare domanda per l’accesso all’edilizia popolare;

d)  Iscrivere i propri figli a scuola;

e)  Firmare un contratto;

f)   Aprire una partita Iva;

g)  Avviare una propria attività;

h)  Godere del più elementare dei diritti previsti dalla Democrazia: il Diritto di Votare (senza la residenza non si può avere la scheda elettorale).

 

In sostanza, ad essi viene negata di fatto ogni possibilità di uscire dalla loro tragica situazione.

 

E’ vero che diversi casi personali vengono risolti mediante alcuni Istituti religiosi e assistenziali che (grazie anche al contributo pubblico) sono disponibili a fornire una residenza formale. Ma non sembra che questa sia la soluzione corretta. Ogni cittadino dovrebbe avere il diritto, andando semplicemente all’anagrafe del Comune prescelto, di avere immediatamente una residenza ‘formale’. Si tratta di una questione di dignità e di rilevanza nazionale, che non può essere assoggettata alla benevole discrezionalità dei Sindaci.

 

Su questo argomento Le chiedo, quindi, cosa la Presidenza del Consiglio può fare per obbligare i Comuni a rispettare le garanzie previste dalle leggi e dalla Costituzione. Sarà nostra cura, naturalmente, pubblicare e rendere noto ai lettori il suo autorevole chiarimento. Lo stesso faremo con altri rappresentanti del suo Governo, dei partiti, delle amministrazioni locali, dei sindacati e delle varie forze politiche e sociali, nell’intento di arrivare quanto prima a una soluzione definitiva del problema (chi è malato gravemente purtroppo non può aspettare).

 

Nel confidare sulla Sua sensibilità umana e politica, auguro un buon lavoro a Lei e al suo Governo.

 

Dott. Rainero Schembri

giornalista

info@puntocontinenti.it

Roma 17 marzo 2014

VIDEO – PER UN NUOVO STATO SOCIALE Dalle città all’Europa

  SPOT REA PER UN EFFICIENTE STATO SOCIALE – Videolink SERIE VIDEO  1 MINUTO PER LO STATO SOCIALE  o1 – […]

VIDEO – LA ROMA DI REA SILVIA

La Roma di Rea Silvia riguarda una serie di servizi giornalistici (scritti e in video) realizzati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) […]

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MONDO DELLA COMUNICAZIONE 01 – RADIO MAMBO – Renato Dionisi – Videolink 02 – Tele Ambiente – Stefano Zago – […]

VIDEO – ESSENZIALISTI IN VIAGGIO

  ESSENZIALISTI IN VIAGGIO Patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Incontri e confronti. Dopo numerosi incontri, scambi di opinioni, interviste, interventi […]