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Sunday, October 21, 2018

CHIARA MOGINI VINCE IL IX CONCORSO LIRICO DI PIENZA

Posted by Varo De Maria On ottobre - 17 - 2018 Commenti disabilitati su CHIARA MOGINI VINCE IL IX CONCORSO LIRICO DI PIENZA

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Sullo sfondo di Pienza il manifesto del Concorso lirico e la vincitrice Chiara Mogini

 

Ventotto anni, soprano, originaria di Perugia, Chiara Mogini ha vinto il IX Concorso Lirico Internazionale di Pienza. La Mogini ha studiato con i soprani Cecilia Valdanassi, Fernanda Costa e Monica Colonna. Vincitrice di diversi premi in Italia e all’estero, negli anni si è perfezionata oltre che nella lirica anche nel repertorio sacro. Nel 2013 ha fatto il suo debutto operistico come Amelia in Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi al teatro Mancinelli di Orvieto, con Maurizio Arena maestro concertatore. In seguito si esibirà nel Teatro Goldoni di Livorno e nel Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Canta, inoltre, in Giappone e prende parte alle produzioni Le nozze di Figaro presso il Teatro Filarmonico di Verona. Recentemente ha debuttato nel ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e per il Ravenna Festival ha interpretato il ruolo di Santuzza ne la Cavalleria Rusticana con la regia di Cristina Muti.

 

Al secondo posto si è classificata Greta Doveri. Nata a Barga, 18 anni, è stata seguita dalla Prof.ssa Maria Bruno. A 17 anni ha iniziato il suo percorso all’Istituto L. Boccherini, seguita dal Prof. Giovanni Dagnino. Attualmente viene seguita da Alida Berti. Ha già avuto diverse esperienze televisive, oltre a vincere importanti concorsi canori. Al terzo posto si sono classificate a pari merito Giada Frasconi e Lara Lagni (vincitrice anche del Premio della critica). Mezzosoprano, 28 anni, residente a Montecastrilli (TR), la Frasconi si è laureata  presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali G.Briccialdi di Terni. Laura Lagni, originaria di Vicenza, 22 anni, si è diplomata al Liceo Musicale A. Pigafetta di Vicenza, dove studia pianoforte. Dotata di una grande presenza scenica, la Lagni è allieva del soprano Elisabetta Tandura. Ha debuttato nel 2015 con il ruolo di Musetta ne La Boheme al Teatro Cavour di Imperia.

 

Il Concorso lirico di Pienza, che gode del patrocinio della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) e si svolge ogni anno a Pienza (perla del Rinascimento) nell’ambito di un impegnativo progetto portato avanti dal’ Amministrazione Comunale. Questa edizione, per volontà degli organizzatori, è stata dedicata al ricordo delle vittime della Grande Guerra. Il progetto gode di importanti riconoscimenti, tra cui quelli del Senato della Repubblica Italiana e del Consiglio dei Ministri.

 

Organizzazione. Gli eventi promossi da Opera Pienza vengono realizzati grazie all’impegno del Sindaco Fabrizio Fè, dell’Assessore alla Cultura e Vicesindaco Giampietro Colombini, del Direttore Artistico Monica Faralli,  della Coordinatrice alla Direzione Artistica Maddalena Colombini, di Moira Johnson Consulting, del Collaboratore al Pianoforte Paolo Andreoli. L’ufficio Stampa è curato da: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo, Padova. La serata finale è stata condotta dalla nota presentatrice radio televisiva e musicologa Valentina Lo Surdo.

 

Patrocinii e Collaborazioni:Il progetto della Città di Pienza è sostenuto da: «Opera Vlaanderen» Antwerpen – Belgique, «Deutsche Oper» Berlin – Deutschland, «Théâtre Royal de la Monnaie» Bruxelles – Belgique, «Aalto-Theater Essen» – Essen»– Deutschland, Fondazione Teatro «Carlo Felice» Genova – Italia, «Opera Zuid» Maastricht – Nederland, «Opéra National du Rhin – Opéra d’Europe – Strasburg – Colmar – Mulhouse» – France, «Canadian Opera Company» Toronto Ontario – Canadian, l’agenzia «Atelier Musicale», la casa discografica Kicco Music, Moira Johnson Consulting di Ottawa, la Provincia di Siena, il Comune di Trequanda (Si), Conservatorio San Carlo Borromeo – Pienza, Liceo Musicale Francesco Petrarca (Ar), Podere Forte, Banca CRAS,  il Rotary Distretto 2070 Montepulciano-Chiusi-Chianciano, «Rotary» Città della Pieve Terre del Perugino, l’Azienda Usl di Cesena, l’Associazione Amici per la Pelle di Milano, e l’Accademia degli Oscuri.

 

Accademia Opera Pienza. Il Laboratorio Internazionale di Perfezionamento Vocale e Scenico, avviamento alla carriera per giovani cantanti lirici promosso dal Comune della Città di Pienza, propone corsi di Alto Perfezionamento per giovani cantanti preparandoli alla professione con una solida formazione vocale, artistica e musicale. «Accademia Opera Pienza» è l’Evento Estivo che ogni anno vede protagonisti i vincitori dell’ultima edizione del Concorso nonché i cantanti delle edizioni precedenti, dando loro l’opportunità di perfezionarsi con Maestri di altissimo livello e nomi di chiara fama del panorama lirico internazionale. Il programma didattico prevede i seguenti moduli: Tecnica vocale e interpretativa, Studio dello spartito, Interpretazione del repertorio operistico, Tecnica dell’espressione, Movimento scenico, Corretta dizione per arrivare alla messa in scena di un’opera. Accademia Opera Pienza 2019 metterà in scena una delle opere più celebri di Giacomo Puccini, “La Bohème”.

 

GIURIA

(in ordine alfabetico/in alphabetical order)

Adua Veroni, Presidente

Pippo Baudo

Francesca Barbieri, Consulente musicale

Marc Cleméur, Consulente di Opera Pienza in rappresentanza dei Teatri (in ordine alfabetico/in alphabetical order): «Opera Vlaanderen» Antwerpen – Belgique; «Deutsche Oper Berlin», «La Monnaie / De Munt – Brussels», «Aalto-Theater Essen», «Opera Zuid» Maastricht – Nederland, «Opéra National du Rhin – Opéra d’Europe – Strasbourg – Colmar – Mulhouse»,«Canadian Opera Company – Toronto – Canadian»;

Giovanna Nocetti, Kicco Music Milano e Regista

Rolando Panerai, Baritono

Cristina Pavarotti

Maurizio Roi, Sovrintendente Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

Alessandro Tumscitz, Artist Manager Atelier Musicale

GIURIA DELLA CRITICA 

Rainero Schembri, Presidente; Francesca Andruzzi; Leonardo Mattioli; Fabrizio Camastra

Organizzazione. Gli eventi promossi da Opera Pienza vengono realizzati grazie all’impegno del Sindaco Fabrizio Fè, dell’Assessore alla Cultura e Vicesindaco Giampietro Colombini, del Direttore Artistico Monica Faralli,  della Coordinatrice alla Direzione Artistica Maddalena Colombini, di Moira Johnson Consulting, del Collaboratore al Pianoforte Paolo Andreoli. L’ufficio Stampa è curato da: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo, Padova. Presentatrice della serata è stata la musicologa Valentina Lo Surdo.

Partner. Opera Pienza guarda anche alla dimensione sociale e alle problematiche della salute. Fin dalla sua costituzione, infatti, è fortemente impegnata nella campagna di prevenzione del melanoma. Per questo ha attivato collaborazioni con l’Associazione «Amici x la pelle» che ha sede all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (dott. Mario Santinami), con l’Azienda Ospedaliera di Rimini (dott. Donato Calista), e, nel nostro territorio, con il dott. Stefano Menchetti (Montepulciano Stazione).

Enti e associazioni promotrici. Tra i soggetti promotori del Concorso figurano: Comune di Pienza, Regione Toscana, Provincia di Siena, Conservatorio San Carlo Borromeo, Podere Forte e Banca CRAS, in collaborazione con l’Associazione Pro Loco di Pienza.

 

 

VINCITORI DEL IX CONCORSO BENVENUTO FRANCI DI PIENZA

1° classificato: Premio «Città di Pienza», borsa di studio € 2.500,00

Chiara Mogini  Soprano 

2° classificato: Premio «Città di Pienza», borsa di studio € 2.000,00 offerto da «Conservatorio San Carlo Borromeo»

Greta Doveri Soprano

3° classificato: Premio «Città di Pienza», borsa di studio € 1.000,00offerto da Pasquale Forte

Premio ex aequo

Lara Lagni Soprano 

Giada Frasconi Mezzosoprano

Premio della Critica offerto da «Banca CRAS»borsa di studio € 500,00

Lara Lagni Soprano 

 

Altri Premi

Premio speciale «Città di Pienza» per la voce di Baritono, borsa di studio € 500,00: Ettore Lee Baritono 

Premio speciale «Giovani Talenti» Adua Veroni, borsa di studio € 1.000,00 (nati dopo il 1 gennaio 1992): Gu Wenmeng Soprano 

Premio Comune di «Trequanda» borsa di studio €300,00: Giada Frasconi Mezzosoprano 

Premio «Accademia degli Oscuri» borsa di studio €250,00: Lara Lagni Soprano 

Audizioni Premio (in ordine alfabetico/in alphabetical order)

Premio «Deutsche Oper»a discrezione del Maestro Marc Clémeur, incaricato dal Maestro Christoph Seuferle Operndirektor Deutsche Oper, saranno scelti due cantanti per un’audizione presso il Teatro Deutsche Oper di Berlino.

Chiara Mogini  Soprano

Michele Soldo Baritono

Premio «Théâtre La Monnaie di Bruxelles»a discrezione del Maestro Marc Clémeur, incaricato dal Maestro Peter De Caluwe Directeur Général del Théâtre La Monnaie di Bruxelles, saranno scelti uno / due cantanti per un’audizione presso il Théâtre La Monnaie di Bruxelles.

Chiara Mogini  Soprano

Michele Soldo BaritonoPremio «Aalto-Theater Essen»a discrezione del Maestro Marc Clémeur,  incaricato   dal Maestro Hein Mulders Intendant Aalto-Theater Essen,  audizione per due cantanti presso il Aalto-Theater Essen.

Chiara Mogini  Soprano(56)

Michele Soldo Baritono(32)

 Premio “Teatro Carlo Felice”Audizione per due cantanti presso il Teatro Carlo Felice di Genova

Greta Doveri Soprano 

Michele Soldo Baritono

Premio «Opéra National du Rhin Strasbourg» rappresentato da Marc Clémeur, audizione per uno dei primi classificati dell’Opera National du Rhin di Strasburgo

Michele Soldo Baritono(32)

Premio «Canadian Opera Company Toronto»a discrezione del Maestro Marc Clémeur, incaricato dal Maestro Alexander Neef General Director Canadian Opera Company Toronto-Ontario audizione per 5 (cinque) finalisti presso il Teatro Canadian Opera Company Toronto per l’anno 2019.

Chiara Mogini  Soprano

Greta Doveri Soprano 

Michele Soldo Baritono

Premio «Atelier Musicale»: a discrezione di Alessandro Tumscitz saranno organizzate due audizioni presso un teatro italiano e uno estero al fine dell’avviamento alla carriera dell’artista, sarà inoltre presa in considerazione una eventuale rappresentanza nell’agenzia “Atelier Musicale”.

Chiara Mogini  Soprano 

 

Per informazioni:

Info: www.operapienza.it

info@operapienza.it

+39 3357542186

QUANTO COSTA IL NOSTRO FUTURO? CONVEGNO AZIMUT A ROMA

Posted by Varo De Maria On ottobre - 4 - 2018 Commenti disabilitati su QUANTO COSTA IL NOSTRO FUTURO? CONVEGNO AZIMUT A ROMA

Foto: Antonella Carnevale e, nel riquadro, Fabrizio Crespi 

 

Dopo diversi incontri culturali questa volta Azimut Capital Management SGR (Società del Gruppo Azimut di cui è Presidente Pietro Giuliani) ha fatto centro con un seguitissimo convegno a carattere economico. Ad organizzare l’evento ci ha pensato la nota consulente finanziaria partner Antonella Carnevale (molto conosciuta negli ambienti bancari, finanziari e giornalistici) che per l’occasione ha invitato come relatore il prof. Fabrizio Crespi della Cattolica di Milano e Cagliari. Il titolo scelto è certamente sugestivo: Quanto costa il nostro futuro?. Nella sostanza lo scopo era quello di dare al numeroso pubblico presente in sala una pillola formativa e informativa sui propri risparmi. All’incontro hanno partecipato numerosi clienti di Azimut, imprenditori, liberi professionisti e anche personaggi dello spettacolo e delle istituzioni. Ma torniamo ai contenuti del Convegno.

Per il prof. Crespi gli italiani storicamente sono sempre stati dei grandi risparmiatori. Ma un conto è risparmiare, un altro è saper investire e saper pianificare nel tempo e in base alle esigenze future. Le indagini relative alle scelte finanziarie delle famiglie italiane, in primis quella realizzata annualmente dal Centro Studi Einaudi, dimostrano infatti che la pianificazione finanziaria non è proprio nelle corde dei nostri concittadini. Semplice riprova: l’enorme massa di denaro giacente sui conti correnti.

 

Gli italiani vogliono certezze quando investono, ma non cercano consulenze di esperti. Solo il 37% vorrebbe  un aiuto professionale  nella pianificazione della ricchezza. Anche questa è una delle conseguenze negative della scarsa educazione finanziaria.  La principale causa della mancanza di strategia nelle scelte di investimento deriva dai retaggi del passato. In fondo, una volta, le “cose” erano semplici e non c’era bisogno di pianificare: i titoli di stato rendevano bene, il mattone era sicuro e poco tassato, la famiglia italiana era tradizionale italiana e, quindi, spesso caratterizzata da una stretta convivenza fisica tra le generazioni.

 

Il perdurante contesto di tassi a zero rende sempre più difficile offrire rendimenti interessanti alla clientela e quindi è sempre più importante non avventurarsi alla ricerca di scorciatoie con il “trading online” o le “cripto-valute” ma accrescere la cultura dei risparmiatori, fargli comprendere i mutamenti socio demografici e grazie ad una buona consulenza evitargli tutti quegli errori comportamentali che sono alla base di una sana e consapevole gestione dei risparmi. 

 

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Spot REA (Radiotelevisioni Europee Associate) sullo Stato Sociale

 

 

 

‘TRANSISTOR’ DI PAOLO LUNGI: LA STORIA DELLE RADIO LIBERE

Posted by Varo De Maria On settembre - 29 - 2018 Commenti disabilitati su ‘TRANSISTOR’ DI PAOLO LUNGI: LA STORIA DELLE RADIO LIBERE

Foto: Paolo Lunghi e la copertina del suo nuovo libro

 

Per chi ama la radio (ma c’è qualcuno che non la ama?) leggere il nuovo libro di Paolo Lunghi ‘Transistor. Dalle radio libere a Facebook’’ è quasi un obbligo (Mavi Editore, Piazza delle Cure 5, Firenze, 15 euro, tel. 055 0197897 – info@studio-mavi.com). Possiamo affermare che si tratta della prima vera storia delle radio libere, fenomeno che ha visto l’Italia in chiave pionieristica a livello mondiale). Purtroppo, quest’originale ‘avventura’ rischia di scomparire o di essere completamente ridimensionata a seguito del DPR 146/17. Se questo decreto non verrà modificato, secondo la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) chiuderanno presto 400 tv locali e 800 radio in tutta l’Italia. E ciò perché sono stati imposti degli obblighi che le piccole emittenti non sono in grado di soddisfare.

 

Nato a Empoli, residente nella campagna di San Miniato con la moglie Annalisa Marconcini, il figlio Gianmarco e con Gerry Pincher, Lunghi è un Maestro d’arte, pittore, giornalista e scrittore. Esperto di comunicazione si è perfezionato anche a Brighton nel Sussex e Hangzhou dello Zhejiang. Pioniere e fondatore delle prime Radio Libere negli anni ’70, è stato vincitore dell’Oscar delle Radio 2010, sviluppando, inoltre, importanti progetti comunicativi in ambito nazionale e internazionale. Naturalista per vocazione, è anche componente di presidenza nazionale e di giunta di associazioni di categoria del settore pubblicitario, radiotelevisivo e dello spettacolo. Inoltre è direttore di diverse riviste in forma cartacea ed elettronica ed è fortemente impegnato nel mondo del volontariato.

 

Il nuovo libro di Lunghi (al quale hanno collaborato anche Marco Lastri, Gianmarco Lunghi e Mauro Roffi) contiene poco meno di 150 autorevoli testimonianze sulla storia delle radio italiane. In apertura della sua prefazione la giornalista Tana di Zulueta sostiene: “Partendo da una tra le centinaia di piccole radio libere che sono sorte su e giù per l’Italia negli anni settanta, Paolo Lunghi ha tracciato la storia non solo di un’emittente, ma di una piccola rivoluzione culturale. Quella delle radio libere fu un sommovimento sociale di cui gli stessi protagonisti non erano del tutto coscienti. Erano partiti, come narra il libro, per divertirsi, per trovare molti modi di comunicare, e hanno cambiato il mondo”.

 

Ma per il futuro quali compiti attendono le libere radio e Tv?

 

Risponde Antonio Diomedein un colloquio con il giornalista Rainero Schembri: “Solo una radio e televisione locale può controllare, ad esempio, se nelle singole città la distribuzione dei generi alimentari viene fatta correttamente, se esiste un efficiente sistema di riuso dei vestiti, se vengono utilizzati adeguatamente gli immobili abbandonati, se i pronto soccorso funzionano, se il livello di insegnamento nelle varie scuole è aggiornato, se sono state commesse delle ingiustizie meritevoli di un’adeguata tutela giuridica. Inoltre, sentendo gli esperti, queste radio e televisioni locali potrebbero avvicinare la gente alle istituzioni locali in modo da trovare le migliori soluzioni per i vari problemi”.

 

Da registrare che la REA è fortemente impegnata nella creazione di un più efficiente Stato Sociale. Con tale obiettivo sono stati pubblicati su Amazon due volumi: “Radio e Tv al bivio” (incentrato sulla concentrazione dell’informazione) e  “I 7 Diritti Capitali” (sulla nascita di un Nuovo Stato Sociale). Di imminente pubblicazione il libro ‘Reddito Universale” (si soffermerà sulla ricerca a livello mondiale su come gestire il crollo occupazionale determinato dalle nuove tecnologie (robot, intelligenza artificiale, big data, internet, ecc.)

 

Personaggi che hanno collaborato al libro di Paolo Lunghi

Giancarlo Magalli – Adriano Fabris – Barbara Serra – Alexander Stille – Anna La Rosa – Nando Pagnoncelli – Mario Luzzato Fegiz – Andrea Abodi – Silvia Motta – Fabrizio Casinelli – Francesco Tagliente – Alex Peroni – Veronica Berti Bocelli – Mariacristina Ferrarazzo – Anna Longo – Paolo Corsini – Helga Cossu – Marida Lombardo Pijola – Alessio Zingoni – Massimo Giletti – Enrica Bonaccorti – Paolo Notari – Daniela Vergara – Lucio Giordano – Domenico Guarino – Maria Laura Veneziano – Serena Iannicelli – Franco Ligas – Erika Calvani – Bruno Luverà – Angela Caponnetto – Donatella Miliani – Laura Silvia Battaglia – Lea Vendramel – Federica Frangi – Cinzia Tattini – Marta Cagnola – Emilia Urso Anfuso – Marzia Roncacci – Tommaso Martinelli – Francesca Genovesi – Sara Capolungo – Patrizia Tellini – Carlo Massarini – Rino Borra – Red Ronnie – Alessandro Sansone – Jonathan Mensi – Dario Ballantini – Gilberto Gattei – Carlo Conti – Marco Baldini – Claudio Sottili – Corrado Trisoglio – F. L’Olandese Volante – Cristiano Militello – Carlotta Ponzio – Melania Agrimano – Claudia Parrinello – Isabella Eleodori – Marilena Bolognesi – Luca Lazzari – Paolo Cavallone – Stefania Sorrentini – Franco Lazzari – Patrizia Santini – Sandra di Meo – Laura Corigliano – Betty Senatore – Marco Liorni – Lucia Schillaci – Maria Podigora – Rosanna Astengo – Teo Bellia – Stefania Lillo – Paolo Dini – Jocelyn Hattab – Enza Ruggiero – Awana Gana – Paolo Campiglio – Jessica Donadio – Pippo Pelo – Fausto Terenzi – Maurizio Melita – Ersilia Florio – Elena Galliano – Fabrizio Gaias – Manila Nazzaro – Roberta Morise – Carmen Guadalaxara – Sergio Sironi – Andrea Buscemi – Tullio Solenghi – Andrea Agresti – Margherita Fumero – Gigi Miseferi – Gianni Giannini – Marco Ferradini – Marco Masini – Francesco Baccini – Don Backy – Laura Landi – Laura Luca – Roberto Zanetti – Carmelo la Bionda – Tiziana Rivale – Ryan Paris – Ronnie Jones – Nicole Riso – Symo Barbui – Belen Thomas – Andrea Maestrelli – Leee John – Paolo Rossi – Gianluca Pecchini – Vincenzo Russolillo – Gianmarco Lupi – Massimo Emanuelli – Claudio Varetto – Eleonora Caponi – Sergio Staino – Francesca Pinochi – Costanza Pacini – Nico Gronchi – Stefano Nesi – Simone Zani – Massimo Lualdi – Marco Lastri – Gianni Assirelli – Francesco Massara – Simona De Melas – Enzo Sangrigoli – Boris Zuccon – Danilo Sulis – Rainero Schembri – Santiago Prado – Guido Genovesi.

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Vedere lo Spot sulla crisi della Radio TV con intervento di Pippo Baudo

‘MISERERE’: BRUSCHINI RACCONTA IL SECONDO ATTENTATO AL PAPA

Posted by Varo De Maria On settembre - 21 - 2018 Commenti disabilitati su ‘MISERERE’: BRUSCHINI RACCONTA IL SECONDO ATTENTATO AL PAPA

Foto: sullo sfondo del Vaticano Vito Bruschini e la copertina del suo nuovo  libro

 

Il nuovo romanzo di Vito Bruschini, ‘Miserere’, è tutto incentrato sul secondo attentato a Papa Giovanni Paolo II, realmente messo in cantiere nel 1983 ma che, a differenza di quello compiuto il 13 maggio del 1981 dal terrorista turco Ali Agca, è rimasto pressoché sconosciuto all’opinione pubblica internazionale. La motivazione era la stessa: uccidere il Papa polacco che sosteneva e finanziava il sindacato polacco solidarnosc che ha dato un contributo fondamentale al crollo del regime comunista in tutta l’Europa. Anche i mandanti erano gli stessi: una frazione autonoma del KGB (il servizio segreto dell’Unione Sovietica). L’esecuzione ancora una volta è stata affidata all’organizzazione terroristica turca dei Lupi Grigi. A scoprire il piano è stata la polizia italiana anche se non ci sono dati certi sul luogo e sulla data in cui sarebbe stata compiuta l’aggressione. Comunque, questi sono i fatti. Ma veniamo al libro MISERERE, attentato in Vaticano, edito dalla Newton Compton Editori (378 pagine, costo Euro 9.90).

 

E’ veramente ammirevole come Bruschini sia riuscito a rendere ‘elettrizzante’ la lettura di un thriller dal finale scontato: infatti, anche se pochi sono a conoscenza di questo secondo attentato, tutti sanno molto bene che Giovanni Paolo II è morto nel suo letto, dopo una lunga e sofferta malattia. Ma oltre a informarci su un avvenimento quasi del tutto sconosciuto il libro ha il merito di far riflettere il lettore su 3 argomenti.

 

Come si costruisce una fake news dalle dimensioni colossali. Profondo conoscitore delle organizzazioni e dei servizi segreti Bruschini descrive nel libro come si sviluppa un efficiente sistema di depistaggio ideato, nel caso specifico, dal KGB per allontanare da sé ogni possibile sospetto. La trama si basa in parte su informazioni sicure e in parte su ipotesi intuitive ma concrete. Inoltre descrive l’animo e la granitica volontà di chi è chiamato a compiere una missione a qualsiasi costo, anche quella più brutale.

 

I peccati del Vaticano. Oggi si parla molto degli scandali sessuali connessi al Vaticano. Per quest’operazione di depistaggio il KGB avrebbe, invece, puntato sui traffici finanziari illeciti (basati anche sulla droga) per screditare i vertici della Santa Sede, facendo apparire l’uccisione del Papa come una vendetta della grande criminalità. Nella fantasia popolare, infatti, le ‘porcherie’ finanziarie dell’Istituzione colpiscono e diventano molto più credibili rispetto alle ‘porcherie’ individuali.

 

Ruolo carismatico di un Papa. Il ruolo giocato nel XX secolo da Papa Giovanni Paolo II ha dimostrato quanto possa incidere sulla scena internazionale un leader religioso carismatico pur non disponendo di alcuna Divisione militare, come osservato da Stalin a Potsdam nel 1945. Quindi, potenzialmente, il Papa rimane sempre un obiettivo a rischio. Forse nel XXI secolo non si farà più ricorso a un inaffidabile killer: appare molto più facile, infatti, distruggere una guida politica o spirituale con una serie e incisive notizie false.

 

Anche se basato su molte verità e ipotesi credibili, il libro Miserere (nome in codice dello stratega dell’attentato) rimane, ovviamente, solo un piacevolissimo romanzo con tutte le sue coincidenze di incontri e fatti, per l’appunto, romanzati, tra cui anche il finale, bello da immaginare ma difficile da credere. Anche in Vaticano.

 

Altre opere di Vito Bruschini editi dalla Newton Compton Editori:

Rapimento e Riscatto

La verità sul caso Orlandi

Il Monastero del Vangelo proibito

I Segreti del club Bilderberg

The Father. Il padrino dei padrini

Vallanzasca

La strage. Il romanzo di piazza fontana

Educazione criminale

I cospiratori del Priorato

 

Vedere il Video

Il caso Emanuela Orlandi raccontato da Vito Bruschini

 

 

 

OMBRA DELLA SERA 2018: PREMIATI NOMI PRESTIGIOSI A VOLTERRA

Posted by Varo De Maria On agosto - 5 - 2018 Commenti disabilitati su OMBRA DELLA SERA 2018: PREMIATI NOMI PRESTIGIOSI A VOLTERRA

Foto: da sinistra in alto, Angelo Longoni, Daniela Schillaci, Alida Mancini, Tato Russo, Gianfranco Bartalotta, Amedeo Amodio, Pietro Benvenuti. In basso, Simone Migliorini ed Eleonora Raspi.

 

Si è svolta a Volterra la XVI edizione del Premio ‘Ombra della Sera’ dedicato al Teatro e al Cinema: manifestazione che quest’anno ha goduto anche del patrocinio della REA (Radiotelevisioni Europee Associate). La manifestazione trova spazio nell’ambito del suggestivo Teatro Romano, una vera perla di questa splendida cittadina. Sin dalla sua prima edizione, il premio è stato considerato dai critici un vero e proprio Oscar del teatro. La statuetta che viene assegnata ai personaggi che si sono distinti per la loro arte e per la loro carriera è una riproduzione del famoso bronzetto etrusco denominato Ombra della Sera, realizzato da un ignoto scultore vissuto circa 3000 anni fa. Secondo la tradizione fu Gabriele D’Annunzio a dare alla filiforme statuetta votiva questo nome. Ogni premio, poi, è intestato a un personaggio volterrano che nei secoli si è distinto nella disciplina che viene premiata (es. teatro, lirica, danza, drammaturgia).Tra i premiati figurano nomi di spicco del mondo dello spettacolo.  Ma ecco l’elenco completo:

 

TATO RUSSO – Famoso attore teatrale, regista, scrittore e musicista – Premio alla carriera Tommaso Fedra Inghirami 

DANIELA SCHILLACI – Soprano di grande talento – Premio alla lirica Bruno Landi

AMEDEO AMODIO – Noto danzatore e coreografo – Premio alla danza Ernestina Fendi 

ANGELO LONGONI – Drammaturgo, Regista e Sceneggiatore – Premio alla drammaturgia Giovanni Villifranchi 

GIANFRANCO BARTALOTTA – Direttore del rivista Teatro Contemporaneo e Cinema – Premio all’editoria per lo spettacolo Nuccio Messina

PIETRO BENVENUTI – Direttore Marketing dell’autodromo di Monza – Premio al volterrano eccellente Franco Porretti .

 

Dice il noto attore nonché presidente del Festival e del Premio, Simone Migliorini: “Anche quest’anno la manifestazione è stata straordinaria straordinaria, con il coinvolgimento di personalità affermate soprattutto nel mondo teatrale. Sia il festival che il Premio Ombra della Sera sono nati 16 anni fa, con una crescita di pubblico e di turisti italiani e stranieri. L’intento iniziale era quello di valorizzare il suggestivo Teatro romano. Ci siamo in buona parte riusciti. Quest’anno abbiamo organizzato ben 22 spettacoli. Senza falsa modestia possiamo dire che il nostro festival si distingue da molti altri festival italiani, raggiungendo una qualità tra le migliori sul piano nazionale, come ci viene riconosciuto anche all’estero. Inoltre ci sono state diverse manifestazioni collaterali come la presentazione di libri. Il futuro è sempre da costruire. Per noi sarebbe importante il restauro delle gradinate della cavea che consentirebbe un maggiore accesso di pubblico e investimenti più consistenti da parte di enti, imprese e associazioni. Il Festival potrebbe diventare un motore trainante della città e del territorio, promuovendo un’economia culturale di grande impatto capace non solo di attirare un numero sempre maggiore di turisti ma anche di incrementare il territorio dal punto di vista demografico”.

 

Ad assegnare i premi è stata una qualificata giuria di critici, giornalisti ed esponenti del mondo teatrale, televisivo e cinematografico, presieduta dallo storico Giovanni Antonucci  e composta da: Vito Bruschini, Maura Catalan, Maria Letizia Compatangelo, Alma Daddario, Elena d’Elia, Natalia di Bartolo,  Lia Gay,  Floriana Mastandrea, Carmela Piccione, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Giuseppe Liotta, Paola Dei, Rainero Schembri, Edoardo Siravo. La serata è stata condotta con passione e professionalità dalla spumeggiante attrice Alida Mancini, mentre la Regia è stata affidata allo scrittore e sceneggiatore Vito Bruschini. Da segnalare che alla serata di premiazione a Volterra ha partecipato anche la cantate Caterina Dei accompagnata al pianoforte dal maestro Roberto Manganensi e al violino da Elisa Veschi.

 

Nelle scorse edizioni hanno ricevuto il premio Ombra della Sera tra gli altri: Massimo Ranieri, Gabriele Lavia, Arnoldo Foa, Giuliana Lojodice, Franca Valeri, Alessandro Gassman, Giorgio Albertazzi, Antonio Calenda, Leo Gullotta, Edoardo Erba, Manlio Santanelli, Ugo Chiti, Nuccio Messina, Pino Strabioli, Paola Gassman, Maria Rosaria Omaggio, Paolo Ferrari, Maurizio Giammusso, Roberto Herlitzka, Glauco Mauri, Ivana Monti, Franco Cordelli, Mascolino d’Amico, Eros Pagni, Alan Rickman, Fernando Arrabal, Isabel Russinova, Simone Cristicchi, Micha Van Hoecke, Giuseppe Pambieri, Fabio Armiliato.

 

Per Eleonora Raspi, Assessore alla cultura di Volterra, “Solamente attraverso la cultura, attraverso gli artisti si riesce a portare la città verso un futuro dove l’arte faccia da padrona e possa essere ricca da questo punto di vista. Il Teatro Romano è una gemma preziosa, un teatro unico a livello toscano e nazionale. Come amministrazione faremo tutto il possibile per ridare splendore a questo teatro coinvolgendo privati e responsabili a livello regionale e nazionale, dalla sovrintendenza ai vari artisti che collaborano. Il Teatro è gestito dal Comune ma è di proprietà dello Stato che sta collaborando nel lavoro di restauro: si sta facendo molto ma bisogna fare ancora molto di più”.

 

A sentire gli organizzatori, la manifestazione è stata resa possibile grazie al contributo determinante della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, all’indispensanile collaborazione con la rete nazionale Teatri di Pietra, nonché da decine di persone, cittadini (giovani e meno giovani) che si sono resi disponibili gratuitamente ad assolvere i compiti che un Festival di questa portata necessita per tamponare la scarsità di risorse economiche a disposizione. Inoltre, viene segnalata l’importante compartecipazione della Camera di Commercio di Pisa e il contributo e sostegno del Comune di Volterra. Tra gli sponsor di rilievo figurano anche Unicoop Firenze, Azienda Agricola Biologica Floriddia, Cassa di Risparmio di Volterra SpA, podere Marcampo, enoteca Del Duca, Bistrot i Ponti, Aslos agenzia immobiliare, Migliorini Gian Piero Editore e Libraio, legatoria artistica volterrana,  i partner Conchiglia di Santiago, D&C comunicazioni, Aurora International journal, la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana. Da registrare, infine, che il festival internazionale del Teatro Romano è capofila del progetto Festival dei Festival del quale fanno anche parte il festival Volterra Jazz, il gruppo musicale I Madaus, la Pro Loco di Pomarance (con il Festival di teatro popolare Palio delle Contrade) e la Filarmonica Puccini di Pomarance.

 

 

 

 

 

VIDEO OMBRA DELLA SERA 2018

 

 

MARTA TORBIDONI: DALLE MARCHE ARRIVA UN SOPRANO DOC

Posted by Varo De Maria On luglio - 19 - 2018 Commenti disabilitati su MARTA TORBIDONI: DALLE MARCHE ARRIVA UN SOPRANO DOC

Foto: Marta Torbidoni. Nel riquadro: libretto commemorativo di Giuseppe Di Stefano. In primo piano José Carreras presente alla manifestazione organizzata da Opera in Piazza di Oderzo. 

 

In occasione della messa in scena dell’Opera Il Trovatore di Giuseppe Verdi organizzata da Opera in Piazza di Oderzo (Provincia di Treviso), buona parte della stampa italiana ed estera è rimasta favorevolmente colpita dal Soprano Marta Torbidoni. Da precisare subito che sul palcoscenico di questa manifestazione, giunta alla sua 28° edizione, sono calcati negli anni passati numerosi artisti di primissimo piano. Del resto Oderzo può vantare la collaborazione del Teatro Nazionale di Maribor (Slovenia) e dell’Arena di Verona.  Quest’anno, poi, Opera in Piazza ha commemorato il grande tenore Giuseppe Di Stefano, scomparso dieci anni fa: a questa cerimonia ha partecipato anche il cantante lirico di fama mondiale José Carreras che inevitabilmente ha portato con se radio e televisioni (addirittura dal lontano Brasile). E la Torbidoni non si è lasciata sfuggire l’occasione. Dice il soprano Maria Grazia Patella che, insieme al marito e tenore Miro Solman, promuove Opera in Piazza: “Abbiamo scelto la Torbidoni per il ruolo di Leonora con la massima convinzione. Si tratta, a nostro giudizio, di una delle grandi promesse della lirica italiana. Con la sua voce calda e suadente, la sua grande presenza scenica e una tecnica già abbastanza collaudata, nonostante la giovane età, la Torbidoni riesce a creare sempre una grande empatia con il pubblico”.

 

In effetti, per quanto apparentemente timida e riservata, una volta aperto il sipario la Torbidoni non mostra alcuna esitazione. Così è stato quando ha dovuto sostituire all’ultimo momento la notissima Mariella Devia (oggi la sua insegnante)  nel ruolo di Anna Bolena presso l’Auditorium di Tenerife in Spagna (maggio 2015). Da quel momento la carriera della Torbidoni è stato un susseguirsi di successi: dal teatro dell’Opera di Roma al Teatro Massimo di Catania, dal Teatro di Monaco di Baviera al teatro Municipal di San Paolo del Brasile, dal Comunale di Bologna al Reggio di Parma, ecc. Anche se ama soprattutto Il Trovatore, I Masnadieri e la Traviata, il repertorio della Torbidoni comprende molte delle opere classiche, alcune cantate nei teatri e in concerti con grandi artisti, come Leo Nucci, e sotto la direzione di maestri del calibro di Roberto Abbado. La Torbidoni ha vinto, inoltre, diversi premi, dalla 68° edizione del Concorso Europeo per Giovani Cantanti Lirici al Primo Premio Accademia Puccini e il Premio Franco Enriquez  a Sirolo nelle Marche.

 

Ma chi è veramente la Torbidoni fuori dalle scene?

 

Figlia unica, originaria di Montemarciano (meno di 10 mila abitanti in provincia di Ancona) chi la conosce da vicino la descrive come una persona estremamente semplice, un po’ timida, tutta dedita allo studio della musica. Anche se di indubbia bellezza, per ora preferisce restare single e vivere con la mamma. “I miei genitori”, dice, “amanti della lirica mi hanno sempre appoggiata e questo per me è stato molto importante”. Come per tutti i cantanti il suo sogno è arrivare al Teatro della  Scala di  Milano, “anche se le scale da fare”, dice con ironia, “sono ancora tantissime”. E in attesa di farle tutte, ogni tanto si riposa seduta sugli ‘scalini’ per leggere romanzi e buoni libri (ama molto lo scrittore brasiliano Paulo Coelho), nonché per ascoltare vecchie e nuove registrazioni di grandi cantanti lirici. Ma non c’è da ingannarsi: dietro l’apparente volto della figlia o della sorella che tutti vorrebbero avere, si nasconde un temperamento d’acciaio: cioè, la passionale e forte Leonora immaginata da Verdi proprio per il Trovatore.

 

Video sulla manifestazione organizzata a Oderzo con intervento di Marta Torbidoni. 

FLAVIA LIZ DI PAOLO: L’AMBASCIATRICE DI SAN PAOLO DEL BRASILE

Posted by Varo De Maria On luglio - 11 - 2018 Commenti disabilitati su FLAVIA LIZ DI PAOLO: L’AMBASCIATRICE DI SAN PAOLO DEL BRASILE

Foto (di Jennifer Alisa Sanders): Flavia Liz Di Paolo sullo sfondo di San Paolo del Brasile 

 

Ormai è una vera istituzione: sono moltissimi gli italiani che nello spostarsi per motivi di lavoro a San Paolo del Brasile hanno goduto di una guida iper specializzata che di nome fa Flavia Liz Di Paolo. Parliamo di una bellissima e simpaticissima brasiliana che ha risieduto per molti anni a Roma, dove si è sposata, e che conosce perfettamente la nostra lingua (insieme all’inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese). Laureata in lingue presso l’Università di San Paolo, la Di Paolo è stata spesso impegnata come volontaria nella preservazione del patrimonio storico della città ed è accreditata da tutti i maggiori Enti Turistici Brasiliani.

 

Oggi la Di Paolo gestisce a San Paolo un’agenzia che porta i turisti a conoscere una delle più tecnologiche e avanzate città dell’America Latina, che non ha certamente le bellezze naturali di Rio de Janeiro ma che offre una serie di attrazioni all’avanguardia sul piano culturale e sociale. Avvalendosi di collaboratori altamente professionali (tra cui l’ingegnere Leopoldo Pimentel) l’agenzia offre tours oltre che in portoghese anche in tedesco, italiano, inglese, francese, spagnolo, mandarino, arabo, greco, russo, rumeno ed ebraico.

 

Da precisare che tutti i tour sono personalizzati e rispondono alle esigenze dei singoli clienti, con una particolare attenzione all’architettura, alla gastronomia, alla storia, all’arte e ad altri interessi. Naturalmente l’Agenzia è in grado anche di consigliare nella scelta degli alberghi e località di soggiorno, per persone di qualsiasi età. Inoltre offre la possibilità: di partecipare a grandi eventi culturali; di conoscere località non frequentate normalmente dai turisti; di muoversi in maniera autonoma e di frequentare l’animata vita notturna di San Paolo; di far apprezzare adeguatamente le diverse ambientazioni; di conoscere aziende o imprese produttive brasiliane.

 

Oltre a puntare su un’offerta molto variegata la Di Paolo si è sempre preoccupata di mostrarsi estremamente flessibile, sia negli spostamenti che negli orari. I tanti graffiti (Street art) che si possono ammirare duranti i suoi tour (alcuni considerati i più belli del mondo) contribuiscono a creare un’atmosfera allegra e spensierata tra i partecipanti. Come già detto: una particolare attenzione viene dedicata anche al sociale: ed ecco la visita a Paraisòpolis, dove insieme agli abitanti è possibile confrontarsi anche con due grandi artisti: Berbela meccanico e originalissimo scultore) ed Estevao (giardiniere considerato il Gaudi brasiliano).

 

Con gli anni la Di Paolo ha allargato l’offerta dei servizi che oggi comprendono anche la consulenza per l’acquisto di abitazioni, la partecipazione a corsi di turismo di lusso e a Workshops, all’utilizzo di mezzi di trasporto (dalla bicicletta agli elicotteri), dall’assistenza per l’acquisto di mobili, opere d’arte, gioielli, vestiti e immboli, ecc. L’agenzia è in grado di assistere anche nel campo dell’editoria turistica, della ricerca di interpreti e delle traduzioni di testi. Per tutte queste attività la De Paulo (ormai considerata la vera l’Ambasciatrice della città di San Paolo) è stata più volte intervistata e ripresa dai media internazionali, tra cui anche dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate).

 

Per Contatti

Flavia Liz Di Paolo

www.flavializ.com

+55 11 98119 3903

info@flavializ.com

Leopoldo Pimentel

+55 11 98457 1964

leo@flavializ.com

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Spot REA sullo Stato Sociale

GOVERNO: ANTONIO DIOMEDE UNA NOMINA EVOCATA DAL BASSO

Posted by Varo De Maria On giugno - 2 - 2018 Commenti disabilitati su GOVERNO: ANTONIO DIOMEDE UNA NOMINA EVOCATA DAL BASSO

Foto: nel riquadro Antonio Diomede mentre illustra al Parlamento Europeo la realtà italiana. 

 

Competenza ed esperienza. Politici o tecnici? Secondo molte indagini demoscopiche questa distinzione che tanto appassiona il mondo dell’informazione interessa meno alla gente comune che sostanzialmente vuole una cosa sola: l’uomo giusto al posto giusto. In sostanza, va bene che la guida sia politica ma è bene che questa guida si avvalga di persone altamente preparate e con una lunga esperienza nelle varie materie.

 

Informazione e telecomunicazione. Come sappiamo, uno dei capisaldi del nuovo Governo è l’introduzione del Reddito di cittadinanza e la corretta applicazione, anche a livello locale, di tutta una serie di provvedimenti di tutela dei diritti sociali. Ma ciò sarà possibile solo se verrà garantita la libertà e la pluralità dell’informazione, oggi pesantemente minacciata a livello nazionale e internazionale mentre in Italia l’80% delle radio e televisioni locali per motivi interferenziali e di sleale concorrenza sulla pubblicità delle Reti Nazionali sono a rischio di chiusura. Sul piano internazionale 6 – 7 grandi società di telecomunicazione e telefonia stanno acquistando tutte le frequenze esistenti. E chi possiede le frequenze controlla tutto: telefoni, radio, tv e perfino internet.

 

La posta in gioco. Dalla gestione dell’informazione dipende il successo del Governo del Cambiamento. Si tratta di garantire la corretta interpretazione dell’articolo 21 della Costituzione sul diritto d’informare e di essere informati.  Non è quindi un caso che in questi giorni nell’ambito degli esperti e rappresentanti del mondo dell’informazione stia maturando la richiesta al nuovo Governo di essere rappresentati nella sua compagine da persone di elevata esperienza.  A sentire i responsabili di molte emittenti radio-televisive locali, uno dei nomi che che circola con maggiore insistenza è quello di Antonio Diomede, che vanta ben 43 anni di esperienza nel campo della comunicazione. A partire dal 1976 è stato anche uno dei maggiori protagonisti nella lotta per la liberalizzazione dell’etere (sentenza della Corte 202/1976 ).

Attualmente si trova, invece, impegnato in una battaglia in corso in AGCOM per recuperare circa 2 miliardi di euro attraverso l’assegnazione di sei/nove frequenze televisive: frequenze inutilizzate ma assegnate alle Reti Nazionali gratuitamente dallo Stato con l’evidente scopo di accentrare in poche mani il Potere mediatico detenuto storicamente da Mediaset.  Non sono, poi, da dimenticare le scadenze che a breve il Governo del Cambiamento dovrà affrontare con il trasferimento della Banda 700 ai telefonici e il contestuale passaggio al DVB-T2 che comporta una notevole ulteriore spesa per l’utenza la quale dovrà provvedere a cambiare il decoder o il televisore e, in alcuni casi, l’impianto d’antenna la cui spesa è valutata tra i 300 e 700 euro a famiglia.

Una testimonianza di quanto queste problematiche siano avvertite a livello locale lo dimostra il successo dell’invito formulato nel 2016 da Diomede (in occasione del quarantennale delle radio-tv locali) a tutti i sindaci di intitolare una strada o un parco alle radio libere: invito già raccolto da una ventina di Comuni.

 

Presenza internazionale. L’esperienza di Antonio Diomede potrebbe, inoltre, risultare estremamente efficace a livello europeo, ad esempio, nella trattativa riguardante l’entrata in scena delle compagnie telefoniche alle quali verranno assegnate numerose frequenze (questo è stato, tra l’altro, uno degli argomenti affrontati da Diomede nella Conferenza tenuta al Parlamento Europeo il 3 marzo del 2016).  In ogni caso Diomede è sicuramente uno dei pochi esperti italiani in grado di condurre una seria battaglia per un Wi-Fi libero, per una corretta entrata in scena dei sistemi di quinta generazione 5G, per un contrasto al tentativo delle multinazionali di controllare entro il 2030 tutta l’informazione radiofonica, televisiva, internet e telefonia. Tutto ciò Diomede lo spiega molto bene nel libro intervista “ Radio e TV al Bivio”, in distribuzione su Amazon.it

 

Ultima riflessione. Nel ricevere l’incarico di formare il Governo, Giuseppe Conte si è presentato come l’avvocato degli italiani. Ebbene,  Diomede  da anni sostiene che le frequenze dello Stato devono essere impiegate per un servizio di pubblica utilità sociale e culturale in favore dei 7 Diritti Capitali: 1) avere una fonte di sostentamento; 2) avere un tetto; 3) nutrirsi e vestirsi; 4) curarsi; 5) istruirsi; 6) avere un’assistenza legale umanitaria; 7) ricevere e dare una corretta informazione. Anche se in questo elenco la corretta informazione si trova all’ultimo posto, è convinzione diffusa tra gli esperti che la libera informazione sia alla base di tutto. Senza di essa nessuna lotta per i diritti sociali, per un reddito di cittadinanza o altri provvedimenti ha la possibilità di affermarsi. E di questo un avvocato sensibile per le tematiche sociali come Conte ne è sicuramente consapevole per essersi definito “L’avvocato degli Italiani”.

 

 

 

 

 

 

 

STATO SOCIALE: DUE NUOVI LIBRI DEL PROGETTO REA

Posted by Varo De Maria On aprile - 13 - 2018 Commenti disabilitati su STATO SOCIALE: DUE NUOVI LIBRI DEL PROGETTO REA

Foto: Copertine dei due nuovi libri della REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Inoltre, il Presidente Antonio Diomede (a sinistra) mentre illustra il Progetto REA per un nuovo Stato Sociale e il giornalista Rainero Schembri che cura la collana. 

 

E’ stato appena pubblicato il secondo libro della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) riguardante il Progetto di costituzione di un Nuovo ed efficiente Stato Sociale. Titolo: I SETTE DIRITTI CAPITALI. Il volume porta la firma del giornalista Rainero Schembri che ha cercato di mettere sotto la lente d’ingrandimento i seguenti diritti: 1)  Avere una fonte di sostentamento; 2) Nutrirsi e Vestirsi; 3) Avere un Tetto; 4) Curarsi; 5) Istruirsi; 6) Avere un’Assistenza legale umanitaria; 7) Ricevere e dare una corretta informazione. La prefazione è di Antonio Diomede (Presidente della REA) che ha avuto la possibilità di illustrare il Progetto di un Nuovo Stato Sociale al Parlamento Europeo. Inoltre, nel primo libro, RADIO E TV AL BIVIO Diomede si è soffermato, nell’ambito di una lunga intervista, sul ruolo decisivo della stampa locale (giornali, radio e TV) e sui gravissimi pericoli determinati dall’enorme concentrazione del potere mediatico in Italia e nel mondo. Ma vediamo maggiormente nei dettagli  il contenuto delle due pubblicazioni, entrambe acquistabili su Amazon.

 

I 7 Diritti Capitali. Con l’avvento dell’era dei Robot il 50% della popolazione mondiale rischia di rimanere disoccupata. Si profila, quindi, il concreto pericolo di una catastrofe dalle conseguenze inimmaginabili. Per contrastare questa terrificante realtà occorre assolutamente creare un nuovo e più efficiente Stato Sociale, in grado di assicurare a tutti dignitose condizioni di vita. Il libro descrive lo sforzo collettivo promosso dalla REA che sta coinvolgendo giornalisti, esperti e anche tanta gente comune, tutta ugualmente convinta che la difesa della qualità della vita non dipende tanto dalla mancanza di risorse economiche quanto da una precisa volontà politica. Le nuove tecnologie, infatti, potenzialmente già sarebbero in grado di soddisfare I 7 Diritti Capitali dell’uomo. Inoltre, per la prima volta nella storia dell’umanità si potrebbe materializzare il sogno di un Reddito Universale. Obiettivo che sta già impegnando in tutto il mondo numerosi politologi, scienziati, studiosi e operatori sociali, e che ha già registrato i suoi primi successi. La seconda parte del libro (che riporta in copertina un quadro della pittrice Sonia Bucci dedicato allo Stato Sociale) contiene anche numerosi articoli, interviste e riflessioni sulle problematiche sociali

 

Radio e Tv al Bivio. La grande ventata di innovazione e libertà avviata verso la fine degli anni settanta con la nascita delle radio e televisioni locali rischia di svanire completamente nei prossimi anni. Le piccole e medie emittenti (circa 480 Tv e 1.200 radio locali) si trovano davanti a un bivio: o riescono a coinvolgere e ottenere il sostegno dell’opinione pubblica nella loro battaglia per la sopravvivenza o sono destinate a sparire in larga misura. E con loro verranno cancellati non solo 4 mila posti di lavoro ma anche una grande fetta del pluralismo informativo. In questo libro il Presidente della REA, Antonio Diomede,  descrive le varie tappe di un disegno politico che partendo da lontano rientra perfettamente in una logica internazionale voluta da alcuni grandi gruppi economici (operanti soprattutto nel campo delle telecomunicazioni) intenzionati a restringere notevolmente la libertà d’informazione, ultimo argine alla più grande concentrazione del potere politico ed economico della storia. Anche questa pubblicazione è stata arricchita da numerosi interventi di personalità e studiosi interessati alle tematiche sociali.

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Rete REA nel Mondo.  Oltre a raggruppare gruppi di professionisti, Associazioni ed Enti sociali e culturali, la REA patrocina diversi Centri Stampa Sociali in Italia e nel mondo. Ecco un elenco aggiornato al mese di marzo del 2018.

ESTERO: Argentina (Buenos Aires – Responsabile Rosana Botana); Belgio (BruxellesMargherita Salvador); Brasile (San PaoloIsaura Quentin e Porto AlegreTeresa Schembri); Giappone (Tokyo Marco Patella); Grecia (AteneAngelo Saracini); Inghilterra (LondraCarmine Gonnella); Marocco (CasablancaGiovanni Mezzadri); Messico (Città del Messico e ChiapasRosalia Martinez); Olanda (AIASanda Sudor); Russia (MoscaCarlomaria Tura); Stati Uniti (WashingtonMelo Cicala); Svizzera (ZurigoDino Suppa).
ITALIA: Basilicata (PotenzaAntonio Perugine); Campania (Ariano Irpino – Floriana Mastandrea); Lazio (RomaDirezione REA, Formia – Myriam Spaziani Testa e GrottaferrataValentina Biscozzi); Lombardia (MilanoAlessio De Bernardi), Puglia (BariAntonio Perugine); Sicilia (PalermoMirta Bajamonte); Toscana (VolterraSimone Migliorini) e Veneto (ChioggiaBertilla Ugolin e VicenzaVincenzo Gigli).

VIDEO (1 min.45 sec.): SPOT REA PER UN EFFICIENTE STATO SOCIALE

 

GIUSEPPE GALLINGANI: PRIMA L’UOMO, POI LA TECNOLOGIA

Posted by Varo De Maria On marzo - 21 - 2018 Commenti disabilitati su GIUSEPPE GALLINGANI: PRIMA L’UOMO, POI LA TECNOLOGIA

Foto: nel riquadro Giuseppe Gallingani

 

Non è semplice intervistare il Prof. Giuseppe Gallingani, autentico vulcano di idee, progetti e iniziative. Oltre ad essere Vice Presidente della Confassimpresa (la Confederazione delle sedi autonome di ASSIMPRESA), Gallingani svolge anche un’intensa attività di consulente di aziende pubbliche e private che spaziano dalle energie rinnovabili all’agricoltura, dal turismo alla promozione di eventi, ecc. Abbiamo quindi deciso di limitarci a sentire il suo autorevole parere su alcune tematiche che riguardano direttamente il progetto di costituzione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale promosso dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Ecco cosa ci ha detto. 

 

Lei crede molto nell’innovazione tecnologica come fattore determinante per rendere le nostre imprese, anche di piccole e medie dimensioni, competitive sui mercati internazionali e quindi in grado di garantire e creare nuovi sbocchi di lavoro. Tuttavia, è stato calcolato che nei prossimi decenni il 50% di tutti i lavori saranno realizzati dai robot e dall’intelligenza artificiale. Quindi, rischiamo di avere la metà dell’umanità disoccupata. Lei condivide questa preoccupazione?

 

La persona deve sempre essere al centro.  Il paradigma classico e inamovibile è: Natura, uomo, intuizione. L’ultima testimonianza se serviva, seppure macabra, l’uccisione di un pedone da parte di un’auto a guida automa. L’Uomo al centro, la tecnologia deve essere agevolativa e neanche troppo. Sono contro ogni forma di rincoglionimento, quindi, la tecnologia deve agevolare il Ben’essere o Bendessere (secondo il noto Vittorino Andreoli) e  stimolare il lusso ‘interiore’, ovvero, il lusso funzionale dello star bene dentro.

 

In diverse parti del mondo si sta studiando e sperimentando l’introduzione di un Reddito Universale di Base auspicato dal filosofo, economista e giurista belga Philippe Van Parijs. Si tratterebbe di una delle soluzioni in grado di garantire una vita dignitosa a tutti e di evitare le possibili conseguenze catastrofiche di una disoccupazione di massa. Lei cosa ne pensa? 

 

L’ Uomo nasce per migliorarsi fin dalla notte dei tempi. Il principio inclusivo è contenuto anche nella nuova economia comportamentale elaborata da Richard Thaler (Nobel 2017). Si tratta di un principio prezioso sul piano civile. Occorre inserirsi in un contesto che i professori Chan Kim e Renée Mauborgne hanno chiamato Oceano Blu: cioè, uno spazio di mercato inesplorato che si distingue dall’Oceano Rosso, gli oceani insanguinati dove nuotano gli squali della concorrenza. L’Oceano Blu pur non essendo competitivo stimola la meritocrazia e la volontà di migliorarsi.

 

Lei crede che dalla storia, dall’arte, dalla cultura e dall’archeologia italiana possano arrivare i fondi necessari per creare un nuovo ed efficiente Stato Sociale in Italia?  

 

Innanzitutto credo che Roma Caput Mundi meriti un Ministero con portafoglio di arte, cultura e archeologia. La risposta è assolutamente sì, nel senso che quando l’Europa avrà trovato il senno si accorgerà che paradossalmente il mondo sta ritornando a girare sul Mediterraneo, soprattutto per arte, cultura, spiritualità.

 

Lei ama parlare di Lusso Francescano e della ricchezza dei valori interiori. Cosa pensa dell’idea che stiamo andando incontro a una doppia economia: da un lato continueremo ad avere un’economia competitiva basata essenzialmente sul profitto e dall’altro un’economia essenzialista o della condivisione, come ama chiamarla il politologo americano Jeremy Rifkin. Due economie che potrebbero perfettamente convivere. 

 

Armonia, natura, uomo: possono perfettamente convivere con l’aiuto della tecnologia e della circolazione delle informazioni. Le convenzioni della vita vanno contrattate con un gioco di squadra nel benessere collettivo. Occorre riequilibrare l’economia finanziaria e l’economia reale. In questo quadro l’economia comportamentale può essere la giusta mediazione culturale.

 

Un altro fenomeno che sta caratterizzando la nostra società è il numero esponenziale single, di divorziati, di persone che vivono sole ma che vorrebbero tanto convivere in piccoli villaggi fatti da amici veri e fidati. Lei ha affrontato questo tema creando l’associazione per la sussidiarietà abitativa. Ci può illustrare questa esperienza? 

 

Quale Direttore del Comitato scientifico di una Social Housing Milanese seguo il fenomeno dagli anni ’80. In particolare la polverizzazione della famiglia tradizionale che richiede risposte di sistema. Da parte nostra abbiamo cercato di corrispondere in modo etico e in buona prassi, recuperando nella massima parte aree adibite ad altri usi per creare strutture di ospitalità che hanno nella genetica la socialità. Le persone devono star bene insieme partendo dall’assunto che l’uomo è un animale sociale.

 

Ci parli, infine, del suo progetto intitolato ‘Turismo Medicale Transnazionale’.

 

Trattasi di una direttiva UE, la 24 /2011, convertita in legge in Italia da una legge del Presidente della Repubblica nel 2013. La Schengen della Sanità rappresenta una grande opportunità per le strutture alberghiere e recettive consentendo, in genere, una destagionalizzazione naturale. Grazie al suo clima ameno l’Italia si presenta come alveo naturale del nord Europa. L’iniziativa è favorita dal fatto che la persona è finanziata per la parte primaria dal paese d’origine e, quindi, deve solo aggiungere o gli optional della stella in più in albergo e /o degli sfizi. Questa mobilitazione agevola una nuova pianificazione sistemica che consente anche di recuperare strutture in stand by. Importante nella nostra filosofia universale è ottimizzare e semplificare.

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