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Sunday, August 19, 2018

BRASILE: NUOVO VIAGGIO CULTURALE E SOCIALE DELLA REA

Posted by Varo De Maria On agosto - 10 - 2018 Commenti disabilitati su BRASILE: NUOVO VIAGGIO CULTURALE E SOCIALE DELLA REA

Foto: sullo sfondo delle città che verranno visitate, Stefano Schembri (riquadro a sinistra) e Jad Farah. Al centro i due davanti a uno dei tanti murales che addobbano l’affascinante città di San Paolo. 

 

La REA (Radiotelevisioni Europee Associate) sta organizzando un nuovo viaggio culturale e sociale finalizzato a intensificare i rapporti internazionali in grado di alimentare un vasto dibattito sulla nascita in tutto il mondo di un forte Stato Sociale. In passato la REA ha organizzato diverse ‘missioni esplorative’ in Italia (Assisi, Firenze, Napoli, Oderzo, Pienza, Pisa, Volterra, Venezia, ecc.) e all’estero (Barcellona, Budapest, Caxias do Sul, Dubai, Dublino, Genova, Guernsay, Isole Mauritius, Malta, Porto Alegre, Siviglia, ecc.). Questa volta tocca al Brasile, il gigante dell’America Latina e uno dei Paesi con maggiori prospettive di sviluppo. Scoperto nel 1500 dal portoghese Pedro Alvarez Cabral, in Brasile vivono quasi 25 milioni italiani e oriundi italiani.

Protagonisti della nuova ‘spedizione’ sono Stefano Schembri e Jad Farah. Il viaggio si svolgerà dal 10 al 26 agosto e prevede tappe a Iguaçu, Florianopolis, San Paolo, Salvador, Manaus e Rio de Janeiro. Oltre a lavorare come manager in una multinazionale alimentare, Schembri si è sempre occupato di problematiche internazionali. E’ autore, tra l’altro, dei volumi ‘East Meets West’ (in inglese) e ‘Mercosur – UE: Storia e prospettive di un accordo Intercontinentale’. Farah è un ingegnere industriale che lavora in Libano e che si è spesso occupato di questioni sociali. Di seguito riportiamo una breve descrizione delle località che verranno visitate da Schembri e Farah.

Iguaçu(10 – 11 agosto). Le Cascate di Iguaçu rappresentano sicuramente una delle località più affascinanti del mondo. Capitale dello Stato Brasiliano del Paranà l’area urbana è conosciuta anche come la Triplice Frontiera che unisce tre Paesi: Brasile, Argentina e Paraguay. Altro motivo di interesse per i visitatori è la moschea di Omar Ibn Al-Khattab, la più grande di tutte le Americhe.

 

Florianopolis(12 -13 – 14 agosto). Una volta si chiamava Nostra Signora degli Emigranti. Viene considerata una delle città con la migliore qualità della vita in America Latina. Con poco più di 400 mila abitanti, l’isola sulla quale sorge vanta circa cento spiagge di vario tipo. Le attività principali sono turismo, servizi, universitàinformatica. Luoghi da visitare: Ponte Hercílio Luz, Largo da Alfândega, Mercado Público Municipal, Piazza XV Novembre, Cattedrale Metropolitana, Palazzo Cruz e Souza, Mirante do Morro da Lagoa, Costa da Lagoa, Iscrizioni rupestri di “Costão do Santino”, Isola del Campeche, Santo Antônio de Lisboae Ribeirão da Ilha.

San Paolo (15 Agosto). Si tratta di una delle più grandi ‘città italiane’ del mondo. Contando anche gli oriundi sono più di 3 milioni (come la popolazione di Roma). Vivace centro finanziario del Brasile, è una delle città più popolose del mondo; presenta numerose istituzioni culturali e ha una tradizione architettonica particolarmente ricca. Tra i simboli di San Paolo occorre citare la cattedrale neogotica, l’Edifício Martinelli (un grattacielo del 1929), e il curvilineo Edificio Copan dell’architetto contemporaneo Oscar Niemeyer. La chiesa del Pátio do Colégio, costruita in stile coloniale, sorge nel punto in cui i gesuiti fondarono la città nel 1554.

Salvador (16 -17 – 18 Agosto). Luogo mistico per eccellenza. Terza città più popolosa del Brasile è stata la prima Capitale. Esplorata nel 1501 da Amerigo Vespucci è stata la prima capitale del Brasile ed era dotata di uno dei maggiori porti di sbarco di schiavi nel mondo (oltre 1 milione e mezzo di africani). A Salvador è molto seguito il culto del Candomblé, nato nel periodo della deportazione degli schiavi e della cosiddetta «tratta dei neri», trasferiti a forza nel XVI secolo. La più grande risorsa di Salvador è sicuramente il turismo culturale. Da vedere: Pelourinho (quartiere storico, patrimonio dell’Umanità); Cattedrale della Trasfigurazione del Signore, Chiesa e convento di San FrancescoPalácio Rio Branco, Praça da SéElevador Lacerda, Mercato Modelo, Forte de Santo Antônio, Chiesa di Nostra Signora di Bonfim.

 

Manaus (19 -20 -21 Agosto). Localizzata sulle rive del Rio Negro, un tempo chiamata la ‘Parigi dei tropici, Manaus, è la capitale del grande stato di Amazonas. Si tratta di uno dei più importanti centri di turismo ecologico. Famosa è la spiaggia di Ponta Negra, a 13 km di distanza dalla città, dove il fiume è basso e il colore scuro dell’acqua contrasta con il biancore della sabbia. Ci sono numerose altre spiagge altamente suggestive. L’area forestale è un complesso composto da giardini botanici (ricchi di specie vegetali) e i giardini zoologici, che contengono alcuni animali che rischiano l’estinzione. A Manaus si trova anche uno storico Teatro dell’Opera.

 

Rio de Janeiro (22 – 23 – 24 -25). Considerata la Città Meravigliosa Rio de Janeiro è stata per molti anni la capitale del Brasile (dal 1763 al 1960). Le sue spiagge più famose sono Copacabana, Ipanema e Leblon. Molto note anche la statua del Cristo Redentore (alta 33 m e posta in cima al Monte Corcovado) e il Pan di Zucchero, un colle di granito sormontato da impianti di risalita. A Rio si festeggai il Carnevale più famoso del mondo. Purtroppo la città è conosciuta anche per le vaste favelas (baraccopoli). In compenso, per molti anni si è trovata al centro della scena internazionale, avendo ospitato alcuni dei più grandi eventi mondiali: nel 2007 i XV Giochi Panamericani, nel 2013 la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù; nel 2014 il campionato mondiale di calcio e nel 2016 i giochi della XXXI Olimpiade. Anche se ci sono molti italiani, permane molto forte l’immigrazione portoghese. Oltre alle famose spiagge da visitare anche il Teatro Municipal e diversi musei, nonché il famoso stadio del Maracana.

Il viaggio è organizzato in collaborazione con:

Flavia Liz Di Paolo

+55 11981193903

http://www.flavializ.com

http://info@flavializ.com

Daniel Matias

AMZ Experience

+351 911 857346 (Portogallo) + 34 674455016 (Spagna) +55 11 966132165 (Brasile)

http://amztravel.us

matias@amztravel.us

 

Nota: per chi fosse interessato alle attività della REA vedere l’articolo‘Informazione e Stato Sociale: l’Impegno della REA nel 2017’ ( http://puntocontinenti.it/?p=12126  o scrivere a puntocontinenti@gmail.com

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Esempio di un video REA a carattere Sociale e Culturale: Isole Mauritius

OMBRA DELLA SERA 2018: PREMIATI NOMI PRESTIGIOSI A VOLTERRA

Posted by Varo De Maria On agosto - 5 - 2018 Commenti disabilitati su OMBRA DELLA SERA 2018: PREMIATI NOMI PRESTIGIOSI A VOLTERRA

Foto: da sinistra in alto, Angelo Longoni, Daniela Schillaci, Alida Mancini, Tato Russo, Gianfranco Bartalotta, Amedeo Amodio, Pietro Benvenuti. In basso, Simone Migliorini ed Eleonora Raspi.

 

Si è svolta a Volterra la XVI edizione del Premio ‘Ombra della Sera’ dedicato al Teatro e al Cinema: manifestazione che quest’anno ha goduto anche del patrocinio della REA (Radiotelevisioni Europee Associate). La manifestazione trova spazio nell’ambito del suggestivo Teatro Romano, una vera perla di questa splendida cittadina. Sin dalla sua prima edizione, il premio è stato considerato dai critici un vero e proprio Oscar del teatro. La statuetta che viene assegnata ai personaggi che si sono distinti per la loro arte e per la loro carriera è una riproduzione del famoso bronzetto etrusco denominato Ombra della Sera, realizzato da un ignoto scultore vissuto circa 3000 anni fa. Secondo la tradizione fu Gabriele D’Annunzio a dare alla filiforme statuetta votiva questo nome. Ogni premio, poi, è intestato a un personaggio volterrano che nei secoli si è distinto nella disciplina che viene premiata (es. teatro, lirica, danza, drammaturgia).Tra i premiati figurano nomi di spicco del mondo dello spettacolo.  Ma ecco l’elenco completo:

 

TATO RUSSO – Famoso attore teatrale, regista, scrittore e musicista – Premio alla carriera Tommaso Fedra Inghirami 

DANIELA SCHILLACI – Soprano di grande talento – Premio alla lirica Bruno Landi

AMEDEO AMODIO – Noto danzatore e coreografo – Premio alla danza Ernestina Fendi 

ANGELO LONGONI – Drammaturgo, Regista e Sceneggiatore – Premio alla drammaturgia Giovanni Villifranchi 

GIANFRANCO BARTALOTTA – Direttore del rivista Teatro Contemporaneo e Cinema – Premio all’editoria per lo spettacolo Nuccio Messina

PIETRO BENVENUTI – Direttore Marketing dell’autodromo di Monza – Premio al volterrano eccellente Franco Porretti .

 

Dice il noto attore nonché presidente del Festival e del Premio, Simone Migliorini: “Anche quest’anno la manifestazione è stata straordinaria straordinaria, con il coinvolgimento di personalità affermate soprattutto nel mondo teatrale. Sia il festival che il Premio Ombra della Sera sono nati 16 anni fa, con una crescita di pubblico e di turisti italiani e stranieri. L’intento iniziale era quello di valorizzare il suggestivo Teatro romano. Ci siamo in buona parte riusciti. Quest’anno abbiamo organizzato ben 22 spettacoli. Senza falsa modestia possiamo dire che il nostro festival si distingue da molti altri festival italiani, raggiungendo una qualità tra le migliori sul piano nazionale, come ci viene riconosciuto anche all’estero. Inoltre ci sono state diverse manifestazioni collaterali come la presentazione di libri. Il futuro è sempre da costruire. Per noi sarebbe importante il restauro delle gradinate della cavea che consentirebbe un maggiore accesso di pubblico e investimenti più consistenti da parte di enti, imprese e associazioni. Il Festival potrebbe diventare un motore trainante della città e del territorio, promuovendo un’economia culturale di grande impatto capace non solo di attirare un numero sempre maggiore di turisti ma anche di incrementare il territorio dal punto di vista demografico”.

 

Ad assegnare i premi è stata una qualificata giuria di critici, giornalisti ed esponenti del mondo teatrale, televisivo e cinematografico, presieduta dallo storico Giovanni Antonucci  e composta da: Vito Bruschini, Maura Catalan, Maria Letizia Compatangelo, Alma Daddario, Elena d’Elia, Natalia di Bartolo,  Lia Gay,  Floriana Mastandrea, Carmela Piccione, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Giuseppe Liotta, Paola Dei, Rainero Schembri, Edoardo Siravo. La serata è stata condotta con passione e professionalità dalla spumeggiante attrice Alida Mancini, mentre la Regia è stata affidata allo scrittore e sceneggiatore Vito Bruschini. Da segnalare che alla serata di premiazione a Volterra ha partecipato anche la cantate Caterina Dei accompagnata al pianoforte dal maestro Roberto Manganensi e al violino da Elisa Veschi.

 

Nelle scorse edizioni hanno ricevuto il premio Ombra della Sera tra gli altri: Massimo Ranieri, Gabriele Lavia, Arnoldo Foa, Giuliana Lojodice, Franca Valeri, Alessandro Gassman, Giorgio Albertazzi, Antonio Calenda, Leo Gullotta, Edoardo Erba, Manlio Santanelli, Ugo Chiti, Nuccio Messina, Pino Strabioli, Paola Gassman, Maria Rosaria Omaggio, Paolo Ferrari, Maurizio Giammusso, Roberto Herlitzka, Glauco Mauri, Ivana Monti, Franco Cordelli, Mascolino d’Amico, Eros Pagni, Alan Rickman, Fernando Arrabal, Isabel Russinova, Simone Cristicchi, Micha Van Hoecke, Giuseppe Pambieri, Fabio Armiliato.

 

Per Eleonora Raspi, Assessore alla cultura di Volterra, “Solamente attraverso la cultura, attraverso gli artisti si riesce a portare la città verso un futuro dove l’arte faccia da padrona e possa essere ricca da questo punto di vista. Il Teatro Romano è una gemma preziosa, un teatro unico a livello toscano e nazionale. Come amministrazione faremo tutto il possibile per ridare splendore a questo teatro coinvolgendo privati e responsabili a livello regionale e nazionale, dalla sovrintendenza ai vari artisti che collaborano. Il Teatro è gestito dal Comune ma è di proprietà dello Stato che sta collaborando nel lavoro di restauro: si sta facendo molto ma bisogna fare ancora molto di più”.

 

A sentire gli organizzatori, la manifestazione è stata resa possibile grazie al contributo determinante della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, all’indispensanile collaborazione con la rete nazionale Teatri di Pietra, nonché da decine di persone, cittadini (giovani e meno giovani) che si sono resi disponibili gratuitamente ad assolvere i compiti che un Festival di questa portata necessita per tamponare la scarsità di risorse economiche a disposizione. Inoltre, viene segnalata l’importante compartecipazione della Camera di Commercio di Pisa e il contributo e sostegno del Comune di Volterra. Tra gli sponsor di rilievo figurano anche Unicoop Firenze, Azienda Agricola Biologica Floriddia, Cassa di Risparmio di Volterra SpA, podere Marcampo, enoteca Del Duca, Bistrot i Ponti, Aslos agenzia immobiliare, Migliorini Gian Piero Editore e Libraio, legatoria artistica volterrana,  i partner Conchiglia di Santiago, D&C comunicazioni, Aurora International journal, la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana. Da registrare, infine, che il festival internazionale del Teatro Romano è capofila del progetto Festival dei Festival del quale fanno anche parte il festival Volterra Jazz, il gruppo musicale I Madaus, la Pro Loco di Pomarance (con il Festival di teatro popolare Palio delle Contrade) e la Filarmonica Puccini di Pomarance.

 

 

 

 

 

VIDEO OMBRA DELLA SERA 2018

 

 

MARTA TORBIDONI: DALLE MARCHE ARRIVA UN SOPRANO DOC

Posted by Varo De Maria On luglio - 19 - 2018 Commenti disabilitati su MARTA TORBIDONI: DALLE MARCHE ARRIVA UN SOPRANO DOC

Foto: Marta Torbidoni. Nel riquadro: libretto commemorativo di Giuseppe Di Stefano. In primo piano José Carreras presente alla manifestazione organizzata da Opera in Piazza di Oderzo. 

 

In occasione della messa in scena dell’Opera Il Trovatore di Giuseppe Verdi organizzata da Opera in Piazza di Oderzo (Provincia di Treviso), buona parte della stampa italiana ed estera è rimasta favorevolmente colpita dal Soprano Marta Torbidoni. Da precisare subito che sul palcoscenico di questa manifestazione, giunta alla sua 28° edizione, sono calcati negli anni passati numerosi artisti di primissimo piano. Del resto Oderzo può vantare la collaborazione del Teatro Nazionale di Maribor (Slovenia) e dell’Arena di Verona.  Quest’anno, poi, Opera in Piazza ha commemorato il grande tenore Giuseppe Di Stefano, scomparso dieci anni fa: a questa cerimonia ha partecipato anche il cantante lirico di fama mondiale José Carreras che inevitabilmente ha portato con se radio e televisioni (addirittura dal lontano Brasile). E la Torbidoni non si è lasciata sfuggire l’occasione. Dice il soprano Maria Grazia Patella che, insieme al marito e tenore Miro Solman, promuove Opera in Piazza: “Abbiamo scelto la Torbidoni per il ruolo di Leonora con la massima convinzione. Si tratta, a nostro giudizio, di una delle grandi promesse della lirica italiana. Con la sua voce calda e suadente, la sua grande presenza scenica e una tecnica già abbastanza collaudata, nonostante la giovane età, la Torbidoni riesce a creare sempre una grande empatia con il pubblico”.

 

In effetti, per quanto apparentemente timida e riservata, una volta aperto il sipario la Torbidoni non mostra alcuna esitazione. Così è stato quando ha dovuto sostituire all’ultimo momento la notissima Mariella Devia (oggi la sua insegnante)  nel ruolo di Anna Bolena presso l’Auditorium di Tenerife in Spagna (maggio 2015). Da quel momento la carriera della Torbidoni è stato un susseguirsi di successi: dal teatro dell’Opera di Roma al Teatro Massimo di Catania, dal Teatro di Monaco di Baviera al teatro Municipal di San Paolo del Brasile, dal Comunale di Bologna al Reggio di Parma, ecc. Anche se ama soprattutto Il Trovatore, I Masnadieri e la Traviata, il repertorio della Torbidoni comprende molte delle opere classiche, alcune cantate nei teatri e in concerti con grandi artisti, come Leo Nucci, e sotto la direzione di maestri del calibro di Roberto Abbado. La Torbidoni ha vinto, inoltre, diversi premi, dalla 68° edizione del Concorso Europeo per Giovani Cantanti Lirici al Primo Premio Accademia Puccini e il Premio Franco Enriquez  a Sirolo nelle Marche.

 

Ma chi è veramente la Torbidoni fuori dalle scene?

 

Figlia unica, originaria di Montemarciano (meno di 10 mila abitanti in provincia di Ancona) chi la conosce da vicino la descrive come una persona estremamente semplice, un po’ timida, tutta dedita allo studio della musica. Anche se di indubbia bellezza, per ora preferisce restare single e vivere con la mamma. “I miei genitori”, dice, “amanti della lirica mi hanno sempre appoggiata e questo per me è stato molto importante”. Come per tutti i cantanti il suo sogno è arrivare al Teatro della  Scala di  Milano, “anche se le scale da fare”, dice con ironia, “sono ancora tantissime”. E in attesa di farle tutte, ogni tanto si riposa seduta sugli ‘scalini’ per leggere romanzi e buoni libri (ama molto lo scrittore brasiliano Paulo Coelho), nonché per ascoltare vecchie e nuove registrazioni di grandi cantanti lirici. Ma non c’è da ingannarsi: dietro l’apparente volto della figlia o della sorella che tutti vorrebbero avere, si nasconde un temperamento d’acciaio: cioè, la passionale e forte Leonora immaginata da Verdi proprio per il Trovatore.

 

Video sulla manifestazione organizzata a Oderzo con intervento di Marta Torbidoni. 

FLAVIA LIZ DI PAOLO: L’AMBASCIATRICE DI SAN PAOLO DEL BRASILE

Posted by Varo De Maria On luglio - 11 - 2018 Commenti disabilitati su FLAVIA LIZ DI PAOLO: L’AMBASCIATRICE DI SAN PAOLO DEL BRASILE

Foto (di Jennifer Alisa Sanders): Flavia Liz Di Paolo sullo sfondo di San Paolo del Brasile 

 

Ormai è una vera istituzione: sono moltissimi gli italiani che nello spostarsi per motivi di lavoro a San Paolo del Brasile hanno goduto di una guida iper specializzata che di nome fa Flavia Liz Di Paolo. Parliamo di una bellissima e simpaticissima brasiliana che ha risieduto per molti anni a Roma, dove si è sposata, e che conosce perfettamente la nostra lingua (insieme all’inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese). Laureata in lingue presso l’Università di San Paolo, la Di Paolo è stata spesso impegnata come volontaria nella preservazione del patrimonio storico della città ed è accreditata da tutti i maggiori Enti Turistici Brasiliani.

 

Oggi la Di Paolo gestisce a San Paolo un’agenzia che porta i turisti a conoscere una delle più tecnologiche e avanzate città dell’America Latina, che non ha certamente le bellezze naturali di Rio de Janeiro ma che offre una serie di attrazioni all’avanguardia sul piano culturale e sociale. Avvalendosi di collaboratori altamente professionali (tra cui l’ingegnere Leopoldo Pimentel) l’agenzia offre tours oltre che in portoghese anche in tedesco, italiano, inglese, francese, spagnolo, mandarino, arabo, greco, russo, rumeno ed ebraico.

 

Da precisare che tutti i tour sono personalizzati e rispondono alle esigenze dei singoli clienti, con una particolare attenzione all’architettura, alla gastronomia, alla storia, all’arte e ad altri interessi. Naturalmente l’Agenzia è in grado anche di consigliare nella scelta degli alberghi e località di soggiorno, per persone di qualsiasi età. Inoltre offre la possibilità: di partecipare a grandi eventi culturali; di conoscere località non frequentate normalmente dai turisti; di muoversi in maniera autonoma e di frequentare l’animata vita notturna di San Paolo; di far apprezzare adeguatamente le diverse ambientazioni; di conoscere aziende o imprese produttive brasiliane.

 

Oltre a puntare su un’offerta molto variegata la Di Paolo si è sempre preoccupata di mostrarsi estremamente flessibile, sia negli spostamenti che negli orari. I tanti graffiti (Street art) che si possono ammirare duranti i suoi tour (alcuni considerati i più belli del mondo) contribuiscono a creare un’atmosfera allegra e spensierata tra i partecipanti. Come già detto: una particolare attenzione viene dedicata anche al sociale: ed ecco la visita a Paraisòpolis, dove insieme agli abitanti è possibile confrontarsi anche con due grandi artisti: Berbela meccanico e originalissimo scultore) ed Estevao (giardiniere considerato il Gaudi brasiliano).

 

Con gli anni la Di Paolo ha allargato l’offerta dei servizi che oggi comprendono anche la consulenza per l’acquisto di abitazioni, la partecipazione a corsi di turismo di lusso e a Workshops, all’utilizzo di mezzi di trasporto (dalla bicicletta agli elicotteri), dall’assistenza per l’acquisto di mobili, opere d’arte, gioielli, vestiti e immboli, ecc. L’agenzia è in grado di assistere anche nel campo dell’editoria turistica, della ricerca di interpreti e delle traduzioni di testi. Per tutte queste attività la De Paulo (ormai considerata la vera l’Ambasciatrice della città di San Paolo) è stata più volte intervistata e ripresa dai media internazionali, tra cui anche dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate).

 

Per Contatti

Flavia Liz Di Paolo

www.flavializ.com

+55 11 98119 3903

info@flavializ.com

Leopoldo Pimentel

+55 11 98457 1964

leo@flavializ.com

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Spot REA sullo Stato Sociale

GOVERNO: ANTONIO DIOMEDE UNA NOMINA EVOCATA DAL BASSO

Posted by Varo De Maria On giugno - 2 - 2018 Commenti disabilitati su GOVERNO: ANTONIO DIOMEDE UNA NOMINA EVOCATA DAL BASSO

Foto: nel riquadro Antonio Diomede mentre illustra al Parlamento Europeo la realtà italiana. 

 

Competenza ed esperienza. Politici o tecnici? Secondo molte indagini demoscopiche questa distinzione che tanto appassiona il mondo dell’informazione interessa meno alla gente comune che sostanzialmente vuole una cosa sola: l’uomo giusto al posto giusto. In sostanza, va bene che la guida sia politica ma è bene che questa guida si avvalga di persone altamente preparate e con una lunga esperienza nelle varie materie.

 

Informazione e telecomunicazione. Come sappiamo, uno dei capisaldi del nuovo Governo è l’introduzione del Reddito di cittadinanza e la corretta applicazione, anche a livello locale, di tutta una serie di provvedimenti di tutela dei diritti sociali. Ma ciò sarà possibile solo se verrà garantita la libertà e la pluralità dell’informazione, oggi pesantemente minacciata a livello nazionale e internazionale mentre in Italia l’80% delle radio e televisioni locali per motivi interferenziali e di sleale concorrenza sulla pubblicità delle Reti Nazionali sono a rischio di chiusura. Sul piano internazionale 6 – 7 grandi società di telecomunicazione e telefonia stanno acquistando tutte le frequenze esistenti. E chi possiede le frequenze controlla tutto: telefoni, radio, tv e perfino internet.

 

La posta in gioco. Dalla gestione dell’informazione dipende il successo del Governo del Cambiamento. Si tratta di garantire la corretta interpretazione dell’articolo 21 della Costituzione sul diritto d’informare e di essere informati.  Non è quindi un caso che in questi giorni nell’ambito degli esperti e rappresentanti del mondo dell’informazione stia maturando la richiesta al nuovo Governo di essere rappresentati nella sua compagine da persone di elevata esperienza.  A sentire i responsabili di molte emittenti radio-televisive locali, uno dei nomi che che circola con maggiore insistenza è quello di Antonio Diomede, che vanta ben 43 anni di esperienza nel campo della comunicazione. A partire dal 1976 è stato anche uno dei maggiori protagonisti nella lotta per la liberalizzazione dell’etere (sentenza della Corte 202/1976 ).

Attualmente si trova, invece, impegnato in una battaglia in corso in AGCOM per recuperare circa 2 miliardi di euro attraverso l’assegnazione di sei/nove frequenze televisive: frequenze inutilizzate ma assegnate alle Reti Nazionali gratuitamente dallo Stato con l’evidente scopo di accentrare in poche mani il Potere mediatico detenuto storicamente da Mediaset.  Non sono, poi, da dimenticare le scadenze che a breve il Governo del Cambiamento dovrà affrontare con il trasferimento della Banda 700 ai telefonici e il contestuale passaggio al DVB-T2 che comporta una notevole ulteriore spesa per l’utenza la quale dovrà provvedere a cambiare il decoder o il televisore e, in alcuni casi, l’impianto d’antenna la cui spesa è valutata tra i 300 e 700 euro a famiglia.

Una testimonianza di quanto queste problematiche siano avvertite a livello locale lo dimostra il successo dell’invito formulato nel 2016 da Diomede (in occasione del quarantennale delle radio-tv locali) a tutti i sindaci di intitolare una strada o un parco alle radio libere: invito già raccolto da una ventina di Comuni.

 

Presenza internazionale. L’esperienza di Antonio Diomede potrebbe, inoltre, risultare estremamente efficace a livello europeo, ad esempio, nella trattativa riguardante l’entrata in scena delle compagnie telefoniche alle quali verranno assegnate numerose frequenze (questo è stato, tra l’altro, uno degli argomenti affrontati da Diomede nella Conferenza tenuta al Parlamento Europeo il 3 marzo del 2016).  In ogni caso Diomede è sicuramente uno dei pochi esperti italiani in grado di condurre una seria battaglia per un Wi-Fi libero, per una corretta entrata in scena dei sistemi di quinta generazione 5G, per un contrasto al tentativo delle multinazionali di controllare entro il 2030 tutta l’informazione radiofonica, televisiva, internet e telefonia. Tutto ciò Diomede lo spiega molto bene nel libro intervista “ Radio e TV al Bivio”, in distribuzione su Amazon.it

 

Ultima riflessione. Nel ricevere l’incarico di formare il Governo, Giuseppe Conte si è presentato come l’avvocato degli italiani. Ebbene,  Diomede  da anni sostiene che le frequenze dello Stato devono essere impiegate per un servizio di pubblica utilità sociale e culturale in favore dei 7 Diritti Capitali: 1) avere una fonte di sostentamento; 2) avere un tetto; 3) nutrirsi e vestirsi; 4) curarsi; 5) istruirsi; 6) avere un’assistenza legale umanitaria; 7) ricevere e dare una corretta informazione. Anche se in questo elenco la corretta informazione si trova all’ultimo posto, è convinzione diffusa tra gli esperti che la libera informazione sia alla base di tutto. Senza di essa nessuna lotta per i diritti sociali, per un reddito di cittadinanza o altri provvedimenti ha la possibilità di affermarsi. E di questo un avvocato sensibile per le tematiche sociali come Conte ne è sicuramente consapevole per essersi definito “L’avvocato degli Italiani”.

 

 

 

 

 

 

 

STATO SOCIALE: DUE NUOVI LIBRI DEL PROGETTO REA

Posted by Varo De Maria On aprile - 13 - 2018 Commenti disabilitati su STATO SOCIALE: DUE NUOVI LIBRI DEL PROGETTO REA

Foto: Copertine dei due nuovi libri della REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Inoltre, il Presidente Antonio Diomede (a sinistra) mentre illustra il Progetto REA per un nuovo Stato Sociale e il giornalista Rainero Schembri che cura la collana. 

 

E’ stato appena pubblicato il secondo libro della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) riguardante il Progetto di costituzione di un Nuovo ed efficiente Stato Sociale. Titolo: I SETTE DIRITTI CAPITALI. Il volume porta la firma del giornalista Rainero Schembri che ha cercato di mettere sotto la lente d’ingrandimento i seguenti diritti: 1)  Avere una fonte di sostentamento; 2) Nutrirsi e Vestirsi; 3) Avere un Tetto; 4) Curarsi; 5) Istruirsi; 6) Avere un’Assistenza legale umanitaria; 7) Ricevere e dare una corretta informazione. La prefazione è di Antonio Diomede (Presidente della REA) che ha avuto la possibilità di illustrare il Progetto di un Nuovo Stato Sociale al Parlamento Europeo. Inoltre, nel primo libro, RADIO E TV AL BIVIO Diomede si è soffermato, nell’ambito di una lunga intervista, sul ruolo decisivo della stampa locale (giornali, radio e TV) e sui gravissimi pericoli determinati dall’enorme concentrazione del potere mediatico in Italia e nel mondo. Ma vediamo maggiormente nei dettagli  il contenuto delle due pubblicazioni, entrambe acquistabili su Amazon.

 

I 7 Diritti Capitali. Con l’avvento dell’era dei Robot il 50% della popolazione mondiale rischia di rimanere disoccupata. Si profila, quindi, il concreto pericolo di una catastrofe dalle conseguenze inimmaginabili. Per contrastare questa terrificante realtà occorre assolutamente creare un nuovo e più efficiente Stato Sociale, in grado di assicurare a tutti dignitose condizioni di vita. Il libro descrive lo sforzo collettivo promosso dalla REA che sta coinvolgendo giornalisti, esperti e anche tanta gente comune, tutta ugualmente convinta che la difesa della qualità della vita non dipende tanto dalla mancanza di risorse economiche quanto da una precisa volontà politica. Le nuove tecnologie, infatti, potenzialmente già sarebbero in grado di soddisfare I 7 Diritti Capitali dell’uomo. Inoltre, per la prima volta nella storia dell’umanità si potrebbe materializzare il sogno di un Reddito Universale. Obiettivo che sta già impegnando in tutto il mondo numerosi politologi, scienziati, studiosi e operatori sociali, e che ha già registrato i suoi primi successi. La seconda parte del libro (che riporta in copertina un quadro della pittrice Sonia Bucci dedicato allo Stato Sociale) contiene anche numerosi articoli, interviste e riflessioni sulle problematiche sociali

 

Radio e Tv al Bivio. La grande ventata di innovazione e libertà avviata verso la fine degli anni settanta con la nascita delle radio e televisioni locali rischia di svanire completamente nei prossimi anni. Le piccole e medie emittenti (circa 480 Tv e 1.200 radio locali) si trovano davanti a un bivio: o riescono a coinvolgere e ottenere il sostegno dell’opinione pubblica nella loro battaglia per la sopravvivenza o sono destinate a sparire in larga misura. E con loro verranno cancellati non solo 4 mila posti di lavoro ma anche una grande fetta del pluralismo informativo. In questo libro il Presidente della REA, Antonio Diomede,  descrive le varie tappe di un disegno politico che partendo da lontano rientra perfettamente in una logica internazionale voluta da alcuni grandi gruppi economici (operanti soprattutto nel campo delle telecomunicazioni) intenzionati a restringere notevolmente la libertà d’informazione, ultimo argine alla più grande concentrazione del potere politico ed economico della storia. Anche questa pubblicazione è stata arricchita da numerosi interventi di personalità e studiosi interessati alle tematiche sociali.

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Rete REA nel Mondo.  Oltre a raggruppare gruppi di professionisti, Associazioni ed Enti sociali e culturali, la REA patrocina diversi Centri Stampa Sociali in Italia e nel mondo. Ecco un elenco aggiornato al mese di marzo del 2018.

ESTERO: Argentina (Buenos Aires – Responsabile Rosana Botana); Belgio (BruxellesMargherita Salvador); Brasile (San PaoloIsaura Quentin e Porto AlegreTeresa Schembri); Giappone (Tokyo Marco Patella); Grecia (AteneAngelo Saracini); Inghilterra (LondraCarmine Gonnella); Marocco (CasablancaGiovanni Mezzadri); Messico (Città del Messico e ChiapasRosalia Martinez); Olanda (AIASanda Sudor); Russia (MoscaCarlomaria Tura); Stati Uniti (New YorkIsabella Susy De Martini e WashingtonMelo Cicala); Svizzera (ZurigoDino Suppa).
ITALIA: Basilicata (PotenzaAntonio Perugine); Campania (Ariano Irpino – Floriana Mastandrea); Lazio (RomaDirezione REA, Formia – Myriam Spaziani Testa e GrottaferrataValentina Biscozzi); Lombardia (MilanoAlessio De Bernardi), Puglia (BariAntonio Perugine); Sicilia (PalermoMirta Bajamonte); Toscana (VolterraSimone Migliorini) e Veneto (ChioggiaBertilla Ugolin e VicenzaVincenzo Gigli).

VIDEO (1 min.45 sec.): SPOT REA PER UN EFFICIENTE STATO SOCIALE

 

GIUSEPPE GALLINGANI: PRIMA L’UOMO, POI LA TECNOLOGIA

Posted by Varo De Maria On marzo - 21 - 2018 Commenti disabilitati su GIUSEPPE GALLINGANI: PRIMA L’UOMO, POI LA TECNOLOGIA

Foto: nel riquadro Giuseppe Gallingani

 

Non è semplice intervistare il Prof. Giuseppe Gallingani, autentico vulcano di idee, progetti e iniziative. Oltre ad essere Vice Presidente della Confassimpresa (la Confederazione delle sedi autonome di ASSIMPRESA), Gallingani svolge anche un’intensa attività di consulente di aziende pubbliche e private che spaziano dalle energie rinnovabili all’agricoltura, dal turismo alla promozione di eventi, ecc. Abbiamo quindi deciso di limitarci a sentire il suo autorevole parere su alcune tematiche che riguardano direttamente il progetto di costituzione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale promosso dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Ecco cosa ci ha detto. 

 

Lei crede molto nell’innovazione tecnologica come fattore determinante per rendere le nostre imprese, anche di piccole e medie dimensioni, competitive sui mercati internazionali e quindi in grado di garantire e creare nuovi sbocchi di lavoro. Tuttavia, è stato calcolato che nei prossimi decenni il 50% di tutti i lavori saranno realizzati dai robot e dall’intelligenza artificiale. Quindi, rischiamo di avere la metà dell’umanità disoccupata. Lei condivide questa preoccupazione?

 

La persona deve sempre essere al centro.  Il paradigma classico e inamovibile è: Natura, uomo, intuizione. L’ultima testimonianza se serviva, seppure macabra, l’uccisione di un pedone da parte di un’auto a guida automa. L’Uomo al centro, la tecnologia deve essere agevolativa e neanche troppo. Sono contro ogni forma di rincoglionimento, quindi, la tecnologia deve agevolare il Ben’essere o Bendessere (secondo il noto Vittorino Andreoli) e  stimolare il lusso ‘interiore’, ovvero, il lusso funzionale dello star bene dentro.

 

In diverse parti del mondo si sta studiando e sperimentando l’introduzione di un Reddito Universale di Base auspicato dal filosofo, economista e giurista belga Philippe Van Parijs. Si tratterebbe di una delle soluzioni in grado di garantire una vita dignitosa a tutti e di evitare le possibili conseguenze catastrofiche di una disoccupazione di massa. Lei cosa ne pensa? 

 

L’ Uomo nasce per migliorarsi fin dalla notte dei tempi. Il principio inclusivo è contenuto anche nella nuova economia comportamentale elaborata da Richard Thaler (Nobel 2017). Si tratta di un principio prezioso sul piano civile. Occorre inserirsi in un contesto che i professori Chan Kim e Renée Mauborgne hanno chiamato Oceano Blu: cioè, uno spazio di mercato inesplorato che si distingue dall’Oceano Rosso, gli oceani insanguinati dove nuotano gli squali della concorrenza. L’Oceano Blu pur non essendo competitivo stimola la meritocrazia e la volontà di migliorarsi.

 

Lei crede che dalla storia, dall’arte, dalla cultura e dall’archeologia italiana possano arrivare i fondi necessari per creare un nuovo ed efficiente Stato Sociale in Italia?  

 

Innanzitutto credo che Roma Caput Mundi meriti un Ministero con portafoglio di arte, cultura e archeologia. La risposta è assolutamente sì, nel senso che quando l’Europa avrà trovato il senno si accorgerà che paradossalmente il mondo sta ritornando a girare sul Mediterraneo, soprattutto per arte, cultura, spiritualità.

 

Lei ama parlare di Lusso Francescano e della ricchezza dei valori interiori. Cosa pensa dell’idea che stiamo andando incontro a una doppia economia: da un lato continueremo ad avere un’economia competitiva basata essenzialmente sul profitto e dall’altro un’economia essenzialista o della condivisione, come ama chiamarla il politologo americano Jeremy Rifkin. Due economie che potrebbero perfettamente convivere. 

 

Armonia, natura, uomo: possono perfettamente convivere con l’aiuto della tecnologia e della circolazione delle informazioni. Le convenzioni della vita vanno contrattate con un gioco di squadra nel benessere collettivo. Occorre riequilibrare l’economia finanziaria e l’economia reale. In questo quadro l’economia comportamentale può essere la giusta mediazione culturale.

 

Un altro fenomeno che sta caratterizzando la nostra società è il numero esponenziale single, di divorziati, di persone che vivono sole ma che vorrebbero tanto convivere in piccoli villaggi fatti da amici veri e fidati. Lei ha affrontato questo tema creando l’associazione per la sussidiarietà abitativa. Ci può illustrare questa esperienza? 

 

Quale Direttore del Comitato scientifico di una Social Housing Milanese seguo il fenomeno dagli anni ’80. In particolare la polverizzazione della famiglia tradizionale che richiede risposte di sistema. Da parte nostra abbiamo cercato di corrispondere in modo etico e in buona prassi, recuperando nella massima parte aree adibite ad altri usi per creare strutture di ospitalità che hanno nella genetica la socialità. Le persone devono star bene insieme partendo dall’assunto che l’uomo è un animale sociale.

 

Ci parli, infine, del suo progetto intitolato ‘Turismo Medicale Transnazionale’.

 

Trattasi di una direttiva UE, la 24 /2011, convertita in legge in Italia da una legge del Presidente della Repubblica nel 2013. La Schengen della Sanità rappresenta una grande opportunità per le strutture alberghiere e recettive consentendo, in genere, una destagionalizzazione naturale. Grazie al suo clima ameno l’Italia si presenta come alveo naturale del nord Europa. L’iniziativa è favorita dal fatto che la persona è finanziata per la parte primaria dal paese d’origine e, quindi, deve solo aggiungere o gli optional della stella in più in albergo e /o degli sfizi. Questa mobilitazione agevola una nuova pianificazione sistemica che consente anche di recuperare strutture in stand by. Importante nella nostra filosofia universale è ottimizzare e semplificare.

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Video sullo Stato Sociale

BERTILLA UGOLIN: LE STORTURE DELLA SANITÀ REGIONALIZZATA

Posted by Varo De Maria On febbraio - 5 - 2018 Commenti disabilitati su BERTILLA UGOLIN: LE STORTURE DELLA SANITÀ REGIONALIZZATA

Nel riquadro: Bertilla Ugolin

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo inviatoci da Bertilla Ugolin, da diversi anni impegnata nel sociale e molto attiva sui social in difesa delle persone che hanno problemi soprattutto di salute. Oltre a lavorare presso la Camera di Commercio Delta Lagunare di Venezia, la Ugolin è impegnata anche con la Onlus FINCOPP Veneto (un ’Associazione di volontariato che si prefigge l’aggregazione e il reinserimento sociale dei cinque milioni di cittadini incontinenti). Inoltre, cura a Chioggia un Centro Stampa Sociale patrocinato dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate).

 

Recentemente ho ricevuto una lettera da parte di una persona che ha bisogno di particolari cure mediche e che mi ha fatto riflettere molto. Parlo del signor Alberti (uso, ovviamente, per discrezione un nome di fantasia) che ogni due mesi è costretto a spostarsi in macchina da Bolzano a Treviso (circa 600 chilometri, tra andata e ritorno) per ricaricare la pompa di Baclofen (utile per inviare il farmaco direttamente al midollo spinale) e per  effettuare contestualmente gli aumenti di dosaggio del medicinale.

 

Il problema del signor Alberti è che la responsabile della terapia antalgica dell’Ospedale di Treviso e della Direzione Sanitaria dell’Ospedale non gli permette di farsi ricoverare per dei cicli di fisioterapia presso il Centro di Riabilitazione dell’Ospedale. Motivo: il Primario del Centro sostiene che una delibera regionale prevede che possono essere presi in carico solo i pazienti della Regione Veneto.

 

Lo stesso viene sostenuto anche da un altro Centro di Alta Riabilitazione a Motta di Livenza (sempre in provincia di Treviso). Al signor Alberti non è servito a niente spiegare la difficoltà di compiere questi spostamenti, a causa soprattutto di una serie di problematiche che lo costringono a fare uso di oppiacei molto forti per il dolore, come consigliato dal Primario delle Palliative di Bolzano.

 

Che dire a questo punto?

 

Che siamo di fronte all’ennesima assurdità della regionalizzazione del nostro sistema avvenuta con la riforma Costituzionale dell’8 novembre 2001. Una regionalizzazione che intendeva migliorare l’assistenza puntando sulla suddivisione dei poteri tra i diversi livelli territoriali di governo, stabilendo una nuova ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. Questa riforma, purtroppo, oltre ad aumentare il divario delle prestazioni nelle varie Regioni ha causato una serie di sperperi e ingiustizie a danno soprattutto della parte più sofferente della popolazione. Pensiamo solo alle numerose difficoltà burocratiche alle quali vanno incontro, ad esempio, le persone colpite da malattie rare e che, secondo la rete Ophanet Italia sono circa 2 milioni di persone (il 70 per cento bambini in età pediatrica).

 

Per correggere simili storture occorre necessariamente fare affidamento anche su una stampa vigile e impegnata sul piano sociale, nonché su un’incessante attività di informazione su internet. Il guaio è che stiamo assistendo, grazie ad altre assurdità legislative, a una graduale chiusura degli organi d’informazione, soprattutto a livello locale, che sono poi i più adatti a seguire casi come quello capitato al signor Alberti: casi che certamente non trovano spazio sui grandi network televisivi e giornali a carattere nazionale.

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Spot REA sullo Stato Sociale

 

 

 

DINO SUPPA: LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO UNA VERA DELUSIONE

Posted by Varo De Maria On gennaio - 16 - 2018 Commenti disabilitati su DINO SUPPA: LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO UNA VERA DELUSIONE

Dino Suppa (nel riquadro) sullo sfondo del suo Bar dedicato alla moglie

 

Nell’ambito della nostra serie di interviste con i responsabili dei Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) siamo andati a sentire Dino Suppa (dino.suppa@libero.it), originario di Sant’Agata dei Goti (Campania).  In precedenza abbiamo intervistato Marco Patella da Tokyo (http://puntocontinenti.it/?p=12141).

 

Dopo che è andato in pensione Suppa ha deciso di gestire insieme alla moglie il noto Caffé Shop Kiosk Christina (dal nome di sua moglie) che si trova a Rudolfstetten (alle porte di Zurigo). Ormai Suppa rappresenta un preciso punto di riferimento per gli italiani residenti in Svizzera. Oltre a curare il Centro Stampa Sociale ‘Zurigo’, organizza incontri conviviali, alimenta uno spirito comunitario tra gli italiani e si occupa anche di questioni sociali. Inoltre, conserva alcune tradizioni del suo Paese: nel suo bar, ad esempio, ha introdotto spiritosamente l’abitudine napoletana del ‘caffè sospeso’ che ha riscontrato un grande gradimento presso la cittadinanza. Alcuni hanno, comunque, battezzato il suo caffè come il migliore della Svizzera, ma lui si schermisce sostenendo che sono ‘troppo buoni’.

 

Cosa l’ha spinta a lasciare l’Italia?

 

Alla fine del 1960 l’Italia offriva ai giovani pochissime possibilità d’impiego. Completato gli studi a Milano e il servizio militare a Roma, nel 1968 andai in Svizzera per una visita a mio fratello e d’allora vi sono rimasto.

 

 Che tipo di attività ha svolto in Svizzera?

 

Appena arrivato, trovai subito lavoro presso una grande azienda, la ABB. Mi assegnarono a un reparto di costruzioni meccaniche in attesa che imparassi il tedesco. Poi mi hanno trasferito nel loro centro meccanografico, perché ero diplomato da “Operatore Meccanografico” per computer Olivetti e IBM. L’italiano, il francese e l’inglese scolastico non erano sufficienti per questo lavoro. Dopo poco tempo lasciai la ABB per andare a fare il capo officina in una ditta che produceva bilance. A questa esperienza ne seguirono altre in diversi settori che mi portarono ad acquisire qualità tecniche, direttive molto avanzate, oltre ad avere una buona padronanza della lingua locale. La mia carriera di dipendente si concluse come impiegato presso una banca svizzera di Zurigo. Ora da pensionato, assieme a mia moglie conduciamo un’attività in proprio (Caffè Shop). Parallelo alle attività lucrative ho sempre coltivato interesse per la famiglia, per lo sport (sono stato arbitro di calcio per un ventennio), per il giardinaggio che mi consente di passare diverse ore rilassanti curando piante e verdure e, dulcis in fundo, da decenni seguo l’emigrazione e dirigo una Associazione di connazionali in Svizzera.

 

Anche se è stato bocciato da un referendum oggi la Svizzera si sta collocando all’avanguardia nel Mondo per quanto riguarda l’introduzione di un Reddito Universale per tutti i cittadini. Il parlamento di Zurigo ha adottato, ad esempio, la sperimentazione di un reddito di base incondizionato e universale che potrebbe essere il primo passo verso l’estensione di questa misura a tutti i cittadini della città svizzera. L’importo sarà di 2.500 franchi mensili, quasi 2.200 euro per gli adulti e 625 franchi, circa 550 euro, per i bambini. Sia il suo finanziamento che i tempi e modi d’applicazione non sono ancora chiari, visto che al legislativo di Zurigo la proposta è passata con soli due voti di scarto. L’esecutivo ha, in effetti, due anni di tempo per stabilire come metterla in pratica. Lei come vede questa situazione?

 

La giudico una vera chimera. In Svizzera comanda il popolo e non il singolo politico! Qualsiasi iniziativa, legge, o decisione di qualche parlamentare, prima di diventare legge ufficiale passa all’approvazione del popolo. Il popolo svizzero è sovrano, conservatore e calcolatore. Questa proposta non passerà mai perché è stata definita uno strumento che rovinerebbe la competitività e l’interesse a rendersi attivi. Non è moderno dare uno stipendio a persone che non hanno interesse a voler lavorare. Lo Stato svizzero da volentieri aiuti e sussidi a chi vuol fare ma non è in grado di operare, o casi eccezionali.  Gli svizzeri decidono con la testa e non col cuore!

 

In ogni caso, di quali benefici gode attualmente in Svizzera un cittadino disoccupato o in gravi difficoltà economiche?

 

Il sistema di disoccupazione in Svizzera è finanziato dai dipendenti e dai datori di lavoro che versano una somma mensile.  Il disoccupato potrà usufruirne per circa due anni, ma deve settimanalmente dimostrare di essere sempre alla ricerca di un lavoro. Superato questo periodo, se dimostra di non avere beni di qualsiasi tipo per mantenersi diventa un problema sociale e viene sostenuto col minimo essenziale di sopravvivenza dallo Stato. Anche il sistema sanitario che tanti ci invidiano, è finanziato essenzialmente dai cittadini. In Svizzera ogni cittadino è obbligato ad assicurarsi con una Cassa Malattia (molto cara!)

 

Presto andremo a votare anche per i candidati italiani eletti all’estero. Come giudica l’esperimento della Circoscrizione estero per come sono andate le cose fino ad oggi?

 

I politici eletti all’estero sono stati una vera delusione. Qualcuno ha ridicolizzato chi li ha eletti. Altri pur essendo partiti con tanta buona volontà e progetti, non hanno potuto realizzare molto perché manipolati dai loro dirigenti di partiti.

 

Cosa si aspetta soprattutto dai candidati eletti all’estero?

 

Non molto perché non hanno molto da poter dare, sia qualitativamente, sia quantitativamente.  In Italia, su circa 60 milioni di abitanti ci sono oltre 900 parlamentari e senatori. Per gli italiani che vivono all’estero (oltre 60 milioni), di cui 6 milioni registrati all’AIRE, hanno solo 18 fra deputati e senatori che li rappresentano.

Oltre al danno anche la beffa…. Prossimamente verranno eletti cittadini che vivono in Italia per rappresentare i connazionali che vivono all’estero.

Queste assurdità succedono solo in Italia. I signori che si fanno chiamare Onorevoli o Senatori, una volta eletti, dimenticano di dover operare per il popolo e fanno quello che vogliono. Con la loro incompetenza, arroganza e opportunismo, continuano a fare e abolire leggi che portano solo scompiglio ai cittadini. E il popolo accetta tutto con “rassegnazione”. E’ risaputo che la Costituzione italiana è una delle migliori al mondo.   Per far funzionare il Paese:

a) Basterebbe far rispettare l’attuale Costituzione senza continuare a fare modifiche insensate;

b) Basterebbe rendere lo Stato più presente nel Paese ed evitare che le forze dell’ordine siano costrette a fare, ad esempio, la scorta o ad accompagnare “Onorevoli” a fare la spesa o a portare il cane al parco;

c) Basterebbe eliminare e non far eleggere politici indagati o addirittura già condannati;

d) Basterebbe limitare a due legislature l’eleggibilità dei politici;

e) Basterebbe eliminare il vitalizio per i politici;

f) Basterebbe limitare le costanti interferenze e invasione della Chiesa nelle attività dello Stato e della vita comune dei cittadini.

 

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Nota: attualmente fanno parte della Rete di Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA:

ESTERO: Argentina (Buenos Aires), Belgio (Bruxelles), Brasile (San Paolo e Porto Alegre), Giappone (Tokyo), Grecia (Atene), Marocco (Casablanca), Messico (Città del Messico e Chiapas) e Stati Uniti (New York e Washington).

ITALIA: Basilicata (Potenza); Campania (Ariano Irpino), Lazio (Roma, Grottaferrata, Formia), Lombardia (Milano), Puglia (Bari); Sicilia (Palermo), Veneto (Chioggia e Vicenza).

SPOT REA SULLO STATO SOCIALE

MIRELLA SANTAMATO E LA SUA INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA’

Posted by Varo De Maria On novembre - 29 - 2017 Commenti disabilitati su MIRELLA SANTAMATO E LA SUA INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA’

Foto: Copertina del libro e Mirella Santamato

 

Scrittrice, poetessa e giornalista, Mirella Santamato ha pubblicato vari libri di successo tra cui ‘L’altro centesimo del Cielo’ (ed. Inedito), ‘Io sirena fuor d’acqua’ (ed. Mondadori), ‘The Texas Death Row Hotel’ (ed. Phoebus), ‘La Trappola Invisibile’ ( ed. M.I.R.), ‘Il Segreto della Vita’ ( ed; Hobby & Work) da cui è stata tratta una pièce teatrale dal titolo “VIOLA”, ‘L’Uomo che non c’è – Perché l’uomo non c’è?’ (Equilibrisospesi), ‘Le Principesse Ignoranti’, ed. La Nuova, da cui è stato tratto uno spettacolo di Teatro Iniziatico dal titolo ‘Il labirinto degli archetipi’, ‘Quando Troia era solo una città’, edito da Unoeditori con Prefazione di Mauro Biglino. Ora, con lo stesso editore, presenta il nuovo libro dal titolo intrigante: con prefazione Gudrun Dalla Via. Sentiamo direttamente dall’autrice il messaggio che questa ricerca vuole trasmettere.  

 

Cominciamo dal titolo. Perché ‘iniziazione’ e perché ‘segreta’?

 

La parola “iniziazione” è una parola poco conosciuta oggi, e molti non sanno neanche a che cosa si riferisse nel lontano passato. Anticamente, prima dell’avvento delle religioni monoteiste attuali, esistevano delle Scuole Iniziatiche, definite anche Scuole Misteriche. Molto famosi erano i Misteri Eleusini, i misteri Orfici e quelli Dionisiaci. Tutte queste iniziazioni portavano conoscenza di come condure una vita felice e una morte serena. Queste antiche conoscenze si sono completamente perdute nel corso dei millenni o si sono “nascoste” da qualche parte? Credo che si siano tramandate oralmente, con pazienza infinita, da una generazione all’altra sotto una particolare forma narrativa che io definisco, nel libro, Fiaba Iniziatica.

 

Nel suo libro lei parla di una falsa narrazione del mondo. In che senso?

Nel senso che i libri di storia andrebbero completamente riscritti, visto che le narrazioni del mondo sono state tramandate con una distorsione di fondo spaventosa, cioè al fine di esaltare la Guerra e il Dominio. Tutta la Storia che abbiamo studiato a scuola è una lunga, ininterrotta sequenza di battaglie, di guerre, di genocidi e distruzioni che devono essere considerate “vittorie”.

 

Gli eroi sono quelli che muoiono dilaniati in battaglia. L’esaltazione della morte e del sacrificio umano ha preso il posto della  bellezza e dell’amore. Adoriamo come simbolo religioso uno strumento di tortura, perché tale era una croce. Sarebbe come se oggi mettessimo sull’altare una sedia elettrica e dicessimo che questo oggetto è sacro. Quale distorsione è mai questa?

 

Perché attribuisce tanta importanza alle fiabe per raggiungere la felicità?

Perché sono le uniche narrazioni che ci giungono da un lontanissimo passato che portano conoscenza di come “vivere felici e contenti”. Ovviamente il potere, per neutralizzare il loro insegnamento profondo, ci ha detto che sono roba per bambini, quindi stupida e inutile. Addirittura la parola Favola è sinonimo di Falsità. Quale luogo migliore per nascondere la verità, laddove nessuno più sarebbe andato ad indagare? Inoltre, il potere, non pago di aver, in questo modo, praticamente cancellato tutta la conoscenza umana della felicità, ha creato molte altre narrazioni di tipo fiabesco, che non sono iniziatiche, creando così ancora più confusione ed impedendo, definitivamente, a chiunque di venirne a conoscenza. E’ chiaro che una persona infelice è debole e manipolabile, mentre una felice è libera e vede gli inganni, quindi diventa pericolosa.

 

Secondo Lei oggi l’essere umano, sul piano generale, è più o meno felice rispetto al passato?

 

Credo che nell’ultimo secolo si sia fatto un grande passo avanti per la ricerca della felicità. Dopo l’ultima, devastante Guerra Mondiale, per alcuni decenni l’umanità ha cercato finalmente di stare bene ed, immediatamente, ci è riuscita, almeno in questa parte del mondo. Poi, man mano si è tornati indietro, verso un mondo sempre più buio, dominato dal potere delle droghe e dei soldi.

 

Credo che la più grande rivoluzione possibile sia essere felici. Chi è felice non si ammala e quindi se una grande massa critica di persone fosse felice, tutte le multinazionali del farmaco salterebbero. Stesso discorso per tutte le altre categorie di Potere. Ecco perché tutto il sistema di dominanza ormai imperante non vuole che le persone raggiungano questo grado di consapevolezza, ed è per questo, invece, che io scrivo questi libri!!!

 

Qual è il principale messaggio che il libro si propone di trasmettere al lettore

 

Credo che quelle pochissime storie (sono solo quattro, ma famosissime) che sono giunte fino a noi da un remoto passato, raccontate con pazienza di generazione in generazione per millenni, contengano la chiave per rivoluzionare la vita e vivere felici. Gli insegnamenti nascosti in queste Fiabe Iniziatiche sono terribili e ci vuole molto coraggio per superare tutte le prove, ma, alla fine il dono di Conoscenza ripaga tutte le fatiche. È chiaro che non è data felicità senza il coraggio di andare nell’ignoto e incontrare tutti i personaggi malvagi che la vita ci porta a conoscere. Dante era un grande Iniziato e anche lui, come Cappuccetto Rosso o Biancaneve, deve entrare nella “selva oscura”, dove anche lui incontra la Lupa… non notate qualcosa di simile, anzi di identico? Gli archetipi sono sempre gli stessi, solo che quelli della Fiabe sono più semplici da capire, perché pensati per bambini.  Perché non approfittarne?

 

INIZIAZIONE SEGRETA ALLA FELICITA

Autrice Mirella Santamato

Prefazione Gudrun Dalla Via

Unoeditori

 

 

 

 

 

 

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