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Tuesday, April 24, 2018

NUOVA GUIDA ON LINE DEI LUOGHI CULTURALI DI ROMA

Posted by Punto Continenti On aprile - 20 - 2018 Commenti disabilitati su NUOVA GUIDA ON LINE DEI LUOGHI CULTURALI DI ROMA

Foto panorama di Roma

 

Sabato 21 aprile, alle ore 19 alla Stazione di Posta, all’interno del Mattatoio di Roma (ex MACRO Testaccio), in occasione del Natale di Roma verrà presentata la nuova i piattaforma web che aiuterà turisti e cittadini romani ad orientarsi tra i luoghi culturali della città. Parliamo di cosavederearoma.com un motore di ricerca delle attrazioni culturali di Roma, geolocalizzate, divise per categorie e per periodi storici, e descritte da un team di professionisti (architetti, archeologi, restauratori, designer, storici dell’arte) con cenni storici e curiosità. Una guida online che fornirà le informazioni necessarie per esplorare la città da una prospettiva diversa.

 

Protagonisti dell’iniziativa sono Francesco Nardi (Founfer & Art Director), Livia Artibani (Consulente Architetto), Claudia Di Falco (Consulente Architetto), Andrea Simeoni (Consulente Archeologo), Maria Clelia Scuteri (Consulente Architetto) e Jessica Congiunti (Mediatrice linguistico culturale).

 

La Mission del sito è valorizzare i luoghi culturali: non solamente quelli famosi e frequentati ma anche e soprattutto quelli meno pubblicizzati e conosciuti. Invitare i cittadini romani e i turisti a non fermarsi e a scoprire fino in fondo le bellezze di questa meravigliosa città. Per il lancio del sito è in calendario un evento che si svolgerà il 21 aprile dalle ore 19 nella bellissima location di Stazione di Posta, ristorante stellato presente all’interno del Mattatoio di Roma (ex MACRO Testaccio) e vedrà coinvolti professionisti del settore e docenti delle Università La Sapienza e Roma Tre. Dopo una breve presentazione del portale sarà possibile conoscere il team, raccogliere le informazioni utili per godere della piattaforma e dei suoi contenuti e comprendere i possibili scenari futuri.

 

«Vorremmo avviare una sensibilizzazione al patrimonio artistico e culturale della città, a partire da una maggiore conoscenza del territorio», sostiene Francesco Nardi, ideatore del progetto e Art Director di cosavederearoma.com «valorizzando i luoghi culturali e permettendo a residenti, turisti e passanti di acquisire nozioni spesso sconosciute, con il desiderio di rendere questo un mezzo di diffusione della storia e delle tradizioni cittadine, spesso ignorate anche da chi vive qui da molti anni.»

 

Racconta Elena Ippoliti, architetto, professore associato alla Sapienza Università di Roma (Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura) e direttrice del Master di I livello in “Comunicazione dei Beni Culturali”: «Per valorizzare una città, il suo patrimonio e la sua comunità, è necessario trovare forme comunicative che sappiano rappresentarla proponendo percorsi ed itinerari alla sua scoperta e riscoperta. Oggi un uso intelligente e consapevole delle tecnologie digitali può efficacemente contribuire alla valorizzazione della principale risorsa del nostro Paese, le città, rendendo i suoi valori accessibili e comprensibili a fasce sempre più ampie di possibili interlocutori. Nuovi modelli comunicativi che, integrando sapientemente parole e immagini, mettano al centro il visitatore proponendogli esperienze di visita creative e partecipative.»

 

L’aperitivo e la presentazione del portale dalle 19 alle 21 saranno aperti al pubblico previa richiesta di partecipazione a info@cosavederearoma.com. Dalle 21 in poi ingresso libero e prosecuzione dell’evento con l’esibizione del gruppo di Jazz Rock sperimentale QROrchestra e successivo Dj set dalle ore 23.

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Spot REA (Radiotelevisioni Europee Associate) per un efficiente Stato Sociale

ALMA DADDARIO E IL SUO CORSO DI SCRITTURA DRAMMATURGICA

Posted by Punto Continenti On marzo - 19 - 2018 Commenti disabilitati su ALMA DADDARIO E IL SUO CORSO DI SCRITTURA DRAMMATURGICA

Foto: nel riquadro Alma Daddario

“Un racconto è una storia che viene narrata in tempi rapidi e precisi, caratterizzata da un linguaggio sintetico e diretto, basato più sulla sottrazione di dettagli che sulla loro diluizione. Il tutto condito da una buona dose di “suspense”, un’aspettativa che possa tenere alta l’attenzione del lettore. Il linguaggio teatrale rappresentato dalle tre S  (sintesi, simbolicità,  sonorità), ha molto in comune con la narrativa propria del racconto breve. Per questo un racconto ha tutte le caratteristiche per poter diventare una sceneggiatura, o meglio una perfetta partitura scenica”. In questi termini la giornalista e scrittrice Alma Daddario ha presentato il suo nuovo Corso di scrittura drammaturgica, promosso dall’Istituto Teatrale Europeo fondato nel 1973 e accreditato dal Ministero dell’Istruzione (d.m. 90 del 1/12/2003)

 

In questo campo la Daddario, che vive e lavora a Roma, è sicuramente un garanzia. Nella Capitale  svolge la sua attività collaborando con varie testate giornalistiche. E’ anche autrice teatrale: premiata per “Siamo tutti…libertini” con il premio “Stanze Segrete”, ha inoltre rappresentato “Albertine o della gelosia”, “L’anima e la voce”, “Le confessioni”, “Ritmo spezzato”, “Le attese: moods for love”, “Come nebbia sottile o lieve sogno”, “Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede”, “L’anima e la voce”,  “Clitennestra”, “Pancrazio, la libertà di avere paura”.  Inoltre, ha pubblicato narrativa e saggi sulla scrittura creativa. Con la scrittrice Dacia Maraini ha collaborato, presso il Centro Internazionale Alberto Moravia, alla realizzazione di seminari di scrittura teatrale e creativa. Fa parte della giuria del premio teatrale: “Ombra della Sera” per il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra e del concorso internazionale di drammaturgia contemporanea: L’Artigogolo, organizzato dall’Editrice ChiPiùNeart. E’ membro del CENDIC: Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea.

 

Il corso della Daddario, realizzato con altri autori (verrà presentato il 28 marzo al Teatro Abarico di Roma), prevede otto incontri (un incontro a settimana della durata di due ore e trenta). Gli incontri consistono in una parte teorica e una pratica. Sono inoltre previsti momenti di confronto con attori professionisti e registi. Prevista una sessione successiva di perfezionamento, cui potranno accedere gli allievi che abbiano seguito la prima, con altri otto incontri al termine dei quali i testi migliori saranno pubblicati in antologia. Ma vediamo alcuni aspetti caratterizzanti il corso che si svolge a Roma presso il Teatro Abarico in Via dei Sabelli 116.

 

PROGRAMMA

  • Si prevedono otto incontri (un incontro a settimana della durata di due ore e trenta)
  • Gli incontri prevedono una parte teorica e una pratica. Sono inoltre previsti momenti di confronto con attori professionisti e registi.
  • Prevista una sessione successiva di perfezionamento, cui potranno accedere gli allievi che abbiano seguito la prima, con altri otto incontri al termine dei quali i testi migliori saranno pubblicati in antologia.
  • La tecnica dell’ascolto: memorizzare, prendere appunti, congelare
  • Narrativa da recitare e teatro da leggere: contaminazioni possibili
  • La grammatica della drammaturgia e le regole delle 3 S. La differenza nella punteggiatura
  • Scrivere per il corpo: l’adattamento di un testo letterario per il teatro. Affiancare gli attori
  • Dal monologo al dialogo
  • Linguaggio e ascolto: sintesi e sonorità. Esercitazioni pratiche.
  • Suspense e ritmo: creare le attese
  • L’importanza dell’incipit
  • Prendere appunti, memorizzare, congelare
  • Consigli bibliografici

 

LA PAROLA DELLA NARRATIVA DECLINATA A TEATRO

Franz Kafka, Julio Cortàzar, Dino Buzzati, Italo Calvino, Don De Lillo, Paul Auster, Katherine Mansfield, Joyce Carol Oates, Alice Munro, Flannery O’ Connor, Raymond Carver, Tennessee Williams e altri ancora: le storie brevi di questi autori, pur diversissime fra loro, contengono i germi di una potente teatralità. Il fantastico, il mistero, la frammentarietà, il gioco fra i piani di realtà e sogno, passato e immaginazione, la presenza-assenza di certi personaggi, l’approfondita indagine psicologica degli stessi e anche uno spiazzante senso dell’imprevisto, sono tutte caratteristiche che accomunano le opere narrative brevi.

 

Queste caratteristiche, quasi spontaneamente, chiamano queste opere a un approdo scenico. Si tratta di una teatralità obliqua, anomala, indiretta, inaspettata: una teatralità tutta contemporanea, modulata sulla simbolicità di un linguaggio che spesso lascia più spazio all’intuizione che all’azione, che ha a che fare più con Beckett che con Shakespeare. Alcuni racconti brevi e brevissimi di un autore come Dino Buzzati, per esempio, appaiono molto più contemporanei e più “teatrali” delle opere che lo stesso Buzzati ha scritto appositamente per le scene. Altro esempio eccellente è quello del drammaturgo Tennesee Williams che ha iniziato cimentandosi in brevi racconti, ritratto di un’America generosa e al contempo spietata, trasformando alcuni di questi in magnifici testi teatrali, come Ritratto di ragazza in vetro, divenuto per le scene: Lo zoo di vetro.

 

MODALITÀ DI ADESIONE

Il corso di Scrittura Drammaturgica prevede un contributo associativo di €. 200,00 –  Invitiamo coloro che fossero interessati a prenotare la propria partecipazione scrivendo a info@istitutoteatraleuropeo.it . Per ulteriori informazioni: 3485483107

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Video sullo Stato Sociale

 

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EMANUELA SILVI: IL MIO IMPEGNO PER LA SANITÀ NEL LAZIO

Posted by Punto Continenti On febbraio - 26 - 2018 Commenti disabilitati su EMANUELA SILVI: IL MIO IMPEGNO PER LA SANITÀ NEL LAZIO

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Nel riquadro Emanuela Silvi

 

Insieme alle elezioni politiche in diverse Regioni si svolgono anche le elezioni Regionali che purtroppo vengono completamente trascurate dai giornali e dalle televisioni. Eppure, si tratta di elezioni molto importanti, soprattutto per la Sanità che ormai viene gestita soprattutto a livello Regionale. Conoscere, quindi, il profilo  di un candidato può essere molto importante. Lo abbiamo fatto con Emanuela Silvi che vanta, appunto, una lunga esperienza in campo sanitario. Laureata in Farmacia la Silvi  vanta numerosi incarichi professionali di prestigio ed è autrice di diverse pubblicazioni. Attualmente la Silvi è direttore dell’unità Operativa Complessa  farmacia ospedale S.Eugenio – cto e appropriatezza prescrittiva ospedale territorio. Ora si presenta alle elezioni regionali del Lazio nel centro destra con Fratelli d’Italia. Con quali obiettivo? lo abbiamo chiesto direttamente a lei. 

 

Cosa l’ha spinta a scendere in politica e come pensa di conciliare la sua attività professionale con quella politica?

 

Lavoro nella sanità pubblica dal 1984 e da quasi vent’anni ricopro ruoli apicali e da sempre sono stata particolarmente sensibile alle necessità dei più deboli sia nell’ambito della mia professione che a titolo personale. Costantemente ho cercato di esercitare la mia particolare capacità di ascolto anche oltre le semplici necessità materiali delle persone, ma ho dovuto prendere atto che non è sufficiente a cambiarne la condizione. Attraverso il mio impegno in politica intendo tentare di modificare quei meccanismi operativi che a monte dettano le condizioni socio-politiche del settore della sanità regionale che per complessità, burocratizzazione e inefficienza, spesso vanificano quanto fatto tutti i giorni dalle persone di buona volontà. Mi candido dunque per mettere a disposizione della comunità l’esperienza maturata in una vita intera spesa nel settore della sanità con l’obiettivo di migliorare il Servizio Sanitario.

Sono una donna sposata con due figli ormai grandi che è sempre stata molto impegnata nel lavoro e come tutte le donne di questo Paese sono abituata a contemperare le esigenze lavorative con quelle della famiglia. L’impegno politico non cambierà la mia condizione.

 

Oggi sono in molti a criticare la scelta di regionalizzare il sistema sanitario nazionale che ha creato, tra l’altro, una grande disparità di trattamento tra Regione e Regione.  Lei cosa ne pensa?

 

Penso semplicemente che la regionalizzazione del Sistema Sanitario può avere avuto delle connotazioni positive determinando una risposta più specifica alle richieste del territorio ma a condizione, imprescindibile per il mantenimento del sistema regionale, che le disparità di trattamento che un cittadino può ricevere da una Regione all’altra vengano eliminate. A tale scopo è necessario un grande lavoro di omogeneizzazione e omologazione che determini un identico trattamento per il cittadino del Sud rispetto a quello del Centro e del Nord, con particolare riferimento alle liste d’attesa, ai costi standard ed all’accesso alle alte specialità.

 

Com’è la situazione della Sanità nella Regione Lazio? Quali sono i suoi punti critici?

 

Una risposta sintetica ed esaustiva a questa domanda non è possibile. È però evidente che negli ultimi anni la politica non ha fatto altro che tagli orizzontali indiscriminati con logica ragionieristica determinando le condizioni attuali di grave scadimento della qualità delle prestazioni sanitarie che mantengono un livello sufficiente soltanto grazie al diuturno sacrificio personale degli operatori sanitari. La mancata adozione della cartella clinica informatizzata e del fascicolo sanitario elettronico, la scarsa integrazione ospedale-territorio, l’affollamento dei Pronto Soccorso, la difficoltà o impossibilità ad erogare i servizi socio-sanitari al domicilio del paziente, sono solo i punti critici più evidenti.

 

Uno dei maggiori problemi riguarda, appunto, la drammatica situazione del sovraffollamento dei Pronto Soccorso? Come si può risolvere questo problema?

 

I tentativi effettuati negli ultimi anni per risolvere il problema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, ad esempio con l’istituzione delle Case della Salute, sono tutti miseramente falliti. È certamente un problema complesso che andrà affrontato in più fasi. Una maggiore digitalizzazione del Sistema Sanitario Regionale con l’adozione della Cartella clinica informatizzata e del fascicolo individuale elettronico determinando un maggiore coordinamento tra ASL, Medici di Medicina Generale, Ares 118 e Ospedali, contribuiranno, insieme alla rete delle Farmacie a prevenire il fenomeno della congestione delle Sale d’Attesa dei Pronto Soccorso definendo inoltre superiori standard di sicurezza per i pazienti. Ma non c’è dubbio che poi andrà riorganizzata la rete degli Ospedali sul territorio e dunque andrà riorganizzata la rete delle Emergenze.

 

Se verrà eletta quali sono i punti essenziali che caratterizzeranno il suo impegno?

 

La Regione Lazio ha già a propria disposizione una serie di strumenti che, se ben modulati, integrati e sfruttati a fondo possono fornire alla popolazione una risposta immediata in termini di qualità e di efficienza dei servizi socio-sanitari. In particolare, la grande rete delle Farmacie costituisce un prezioso strumento che ha in sé grandi potenzialità ulteriori in termini di risposta al bisogno di salute e di erogazione dei servizi sanitari in tutte quelle realtà dove il Sistema Sanitario Regionale ha maggiori difficoltà nel raggiungere l’utente che per la sua condizione si trovi a vivere una situazione di emarginazione e per tale motivo non riesca ad usufruire dei servizi offerti dalla Sanità pubblica.

 

L’attuale legislazione consente il potenziamento della rete delle farmacie dove è già possibile  usufruire di alcuni servizi, con l’attivazione di nuove ulteriori convenzioni. Presso le farmacie può essere istituita una postazione con canali di accesso al CUP regionale per la prenotazione di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, per il pagamento dei relativi tickets e per la stampa dei relativi referti. Inoltre le Farmacie possono avvalersi oltre che di un servizio infermieristico, anche di altre figure professionali come psicologi, nutrizionisti, podologi, ortottisti, fisioterapisti, etc., e possono inoltre offrire servizi come la telemedicina, il telesoccorso, l’autoanalisi,  gamma di prestazioni che potrebbe essere ulteriormente ampliata.

 

Si può infatti aprire una nuova fase di potenziamento del Servizio Sanitario Regionale del Lazio che potrà attivare nell’ambito della Farmacia dei Servizi ad esempio anche una convenzione con tutte le Farmacie interessate per la consegna di farmaci e parafarmaci a domicilio, aggiungendo così un prezioso servizio per quegli utenti che sono costretti in casa ed eventualmente anche per tutte quelle prestazioni socio-assistenziali, infermieristiche, fisioterapiche, etc. che il nostro territorio ha maggiori difficoltà ad erogare, con i CAD che si occuperebbero in tal modo solo dei casi a più elevato impegno riabilitativo ed assistenziale.

 

La riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale dovrà dunque iniziare dal basso andando incontro alle necessità degli utenti e degli operatori. Lo scopo è di accorciare la filiera rendendo più veloce, amichevole, inclusiva e moderna l’erogazione dei servizi sanitari, riducendo al contempo le liste di attesa. Come già detto, altro punto qualificante sarà la digitalizzazione delle cartelle cliniche che con la creazione del fascicolo sanitario elettronico individuale, favorendo l’interscambio di informazioni, determini una maggiore integrazione ospedale-territorio. Ed inoltre la riorganizzazione della rete degli Ospedali sul territorio e della rete delle emergenze che insieme alla maggiore informatizzazione del Servizio Sanitario Regionale e con l’apporto della Rete della Farmacia dei Servizi, non potrà che determinare una decongestione dei Pronto Soccorso. Saranno inoltre previsti incentivi, anche fiscali, per chi aderisce ai programmi di prevenzione.

 

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Spot REA sullo Stato Sociale

 

 

 

 

 

ACCADEMIA DEL CERIMONIALE: UN BON TON PER LE ELEZIONI

Posted by Punto Continenti On gennaio - 13 - 2018 Commenti disabilitati su ACCADEMIA DEL CERIMONIALE: UN BON TON PER LE ELEZIONI

Nei riquadri: Sandro Gori (a sinistra) e Massimo Sgrelli

 

Di seguito riportiamo un lavoro compiuto da Sandro Gori (per oltre un decennio a capo del Cerimoniale della Presidenza della Repubblica) e  Massimo Sgrelli (per quasi vent’anni a capo del Cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e autore de “Il Cerimoniale” e del manuale “Galateo istituzionale”) per conto dell’Accademia del Cerimoniale (ne fanno parte i principali esperti di protocollo e cerimoniale dei maggiori organismi pubblici). L”obiettivo è di riportare la campagna elettorale ai toni della regolarita’, lealta’ e correttezza. In sostanza un vero  Galateo Elettorale a tutela delle istituzioni e della vita civile.

 

Bon ton istituzionale per i candidati alle prossime elezioni. Per tentare di riportare la campagna elettorale ai toni della regolarita’, lealta’ e correttezza e conseguire il meritato successo, l’Accademia del Cerimoniale (ne fanno parte i principali esperti di protocollo e cerimoniale dei maggiori organismi pubblici) ha redatto il Galateo Elettorale a tutela delle istituzioni e della vita civile, per rafforzare la democrazia con una giusta scelta nell’urna, per rispettare la Carta Costituzionale, per un regolare successo della sfida, ma anche per contenere gli infausti eccessi che hanno contraddistinto i confronti politici del passato.

 

Promotori del Galateo Elettorale sono il presidente dell’Accademia del Cerimoniale, Sandro Gori (per oltre un decennio a capo del Cerimoniale della Presidenza della Repubblica) e il presidente del Comitato scientifico della stessa Accademia Massimo Sgrelli (per quasi vent’anni a capo del Cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e autore de “Il Cerimoniale” e del manuale “Galateo istituzionale”). La premessa e’ essenziale: “Chi si candida alle elezioni come rappresentante del popolo sovrano non deve porsi fuori dalle regole istituzionali e costituzionali. Infatti l’articolo 54 della Costituzione invoca e pretende “disciplina e onore” da tutti coloro che svolgono funzioni pubbliche. A tali norme si ispira il Galateo Elettorale”, hanno sottolineato Gori e Sgeli.

 

Secondo i due esperti “ciascun candidato deve ammettere che le idee che lo uniscono agli avversari politici sono più numerose di quelle che lo dividono. Al seggio i candidati hanno in comune tra loro diversi ‘nemici’: gli astensionisti, i terroristi, la globalizzazione sfrenata, gli ignoranti, i pregiudizi, le bufale (fake news)”, hanno detto Gori e Sgrelli. Secondo il Galateo Elettorale per avere un corretto confronto politico si deve: avere un atteggiamento, anche oratorio, improntato ad una totale onesta’ e coerenza; riconoscere che c’e’ qualcosa di buono anche nel programma degli avversari; ammettere che in passato tutti i partiti si sono avvicendati al governo della Nazione e delle Amministrazioni locali e tutti hanno sbagliato qualcosa (“chi e’ senza peccato”); favorire l’armonia del contesto per favorire scelte migliori; l’esempio e’ importante, non vanno forniti cattivi modelli pubblici, soprattutto ai piu’ giovani; non offendere l’avversario e i suoi elettori accampando una scontata superiorita’ intellettuale; adottare comportamenti e valutazioni istituzionalmente corretti, applicandoli e invocandoli; non delegittimare gli organi pubblici di garanzia e ispirarsi ai princi’pi di leale collaborazione; rispettare la simbologia, le dignita’ e le forme istituzionali pubbliche; evitare di non dire il vero e tacere la verita’, non esplicitare solo la parte di verita’ che fa comodo; non indicare presunti mostri quali causa di ogni male; non proporre presunti e mendaci rimedi come soluzione di ogni problema; accompagnare le critiche anche con onesti apprezzamenti; non invocare le regole della riservatezza (privacy) per omettere informazioni e trasparenza.

 

Gori e Sgrelli hanno infine ribadito che “e’ piu’ che mai opportuno e utile che i candidati e i loro sostenitori si attengano scrupolosamente al dettato Costituzionale per porre nuovamente al centro della campagna elettorale la correttezza e l’onesta’ dei comportamenti e delle informazioni, ispirati a consolidati principi e valori etici, recentemente offuscati e vituperati, per sortire risultati piu’ efficaci e leali, non piu’ incerti ma coerenti nel rispetto della democrazia. Insomma, osservare il Galateo Elettorale proposto dall’Accademia del Cerimoniale e’ l’unica strada per dare ancora un senso al confronto elettorale, per garantire al popolo sovrano gli elementi necessari per ben esercitare il diritto al voto e, non ultimo, per invertire la preoccupante crescente tendenza negativa a disertare le urne”.

 

Nota:
L’Accademia del Cerimoniale organizza corsi di perfezionamento e aggiornamento in campo cerimoniale. Inoltre, affianca associazioni, aziende e pubblica amministrazione nella gestione delle relazioni sociali e lavorative. Per la formazione si avvale di riconosciuti esperti in materia di protocollo nazionale, comunitario e diplomatico, pubblico e privato e che hanno maturato una lunga esperienza nei settori istituzionale e d’impresa.
Presidente: Sandro Gori;
Presidente del Comitato Scientifico: Massimo Sgrelli;
Amministratoiri: Alessandro Diotallevi e Francesco Natale;
Segretario Generale Laura Terranova;
Tesoriere: Luciana Narducci.
Membri: Daniela Anessi, Maria Antonietta Biasella, Antonio Galli, Michele D’Andrea, Giovanni Mascioli, Daniela Salvati, Liliana Terranova, Giovanna Silvestri, Massimo Morichetti Franchi, Dario De Marchi.
Per maggiori informazioni:
Accademia del Cerimoniale,
via Tommaso Gulli, n. 11 – 00195 Roma.
Sede corsi: Via Sabotino, n. 17 – 00195 Roma.

LAVORARE IN GIAPPONE? LA STRADA LA CONOSCE MARCO PATELLA

Posted by Punto Continenti On dicembre - 31 - 2017 Commenti disabilitati su LAVORARE IN GIAPPONE? LA STRADA LA CONOSCE MARCO PATELLA

Foto: Nel riquadro di una strada di Tokyo, Marco Patella

 

Marco Patella nasce a Motta di Licenza (TV) nel 1983. Sin da bambino si dimostra una persona estremamente curiosa, infatti oltre alla passione per la musica (studi di sax, piano e basso elettrico) dal 1997 si dedica allo studio dell’arte marziale WingTsun Kung Fu, diventando istruttore nel 2004. Oltre a questo si dedica alla fotografia con risultati apprezzabili (il suo lavoro viene pubblicato in Italia, Giappone, Hong Kong, Taiwan, US, Inghilterra e Nuova Zelanda). Dopo la laurea in Economia Aziendale, nel 2007,  si trasferisce a Tokyo, dove tutt’ora risiede, e lavora come recruiter per la maggiore azienda del settore in Giappone. Patella è anche Responsabile del Centro Stampa Sociale Tokyo che fa parte della rete internazionale dei Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Vedere elenco allegato (1) insieme allo Spot REA sullo Stato Sociale (2).

Cosa l’ha portata a vivere in Giappone? Pensa di tornare in Italia?

Ho sempre considerato il Giappone un paese estremamente affascinante. Sin da bambino l’ho immaginato come qualcosa di estremamente “distante” dalla nostra cultura, mi affascinava la cerimoniosità dei piccoli gesti quotidiani ed il fatto che le tradizioni siano ancora estremamente presenti e vivide in un paese così tecnologicamente avanzato.

Correva l’anno 2007, dopo la laurea in Economia Aziendale ho voluto fare una esperienza all’estero per vedere un po’ di mondo prima di mettere radici da qualche parte. Decisi dunque di mandare il mio curriculum a tutte le istituzioni italiane (ambasciate, ICE ecc.) fuori dall’Europa, in quanto volevo vivere una esperienza in un paese completamente diverso dalla realtà a cui ero abituato. Ricevetti la prima risposta dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone, che mi invitava a fare un tirocinio presso il loro ufficio di Tokyo.

Per una persona come me, nata e cresciuta in un paese di diecimila anime, arrivare in una megalopoli di oltre quindici milioni di abitanti è stata un’esperienza dall’impatto piuttosto forte, in quanto, ovviamente, non conoscevo nessuno ed il mio inglese scolastico serviva a ben poco. Anche le azioni quotidiane più banali come lo spostarsi in treno non erano semplici, ma proprio per questo ho trovato la vita in Giappone molto stimolante: ogni giorno c’era qualcosa di nuovo da imparare, e persone dal passato affascinante delle quali volevo sentire le storie.

Ci parli un po’ delle difficoltà linguistiche.

Ovviamente per poter vivere in un paese straniero la conoscenza della lingua locale è un obbligo. Ragionando al contrario, potrebbe mai un, diciamo, Thailandese vivere in Italia senza conoscerne la lingua? Così il mio allora superiore mi disse “vuoi stare in Giappone? Impara la lingua e cerca un lavoro”. Consiglio piuttosto banale, a primo acchito, ma fu decisamente uno dei migliori consigli che abbia mai ricevuto finora: se vuoi una cosa è inutile girarci intorno, investi tutte le tue risorse (monetarie e temporali) per raggiungere il tuo obiettivo.

Così decisi di frequentare un corso di lingua giapponese presso una scuola di Tokyo, dalla quale mi diplomai nel 2011 al corso di giapponese commerciale, e da li iniziai la mia carriera in questo bellissimo paese. Direi, dunque, che la mia esperienza nel paese del sol levante nasce un po’ per una fortunata coincidenza.

Ovviamente mi mancano la famiglia e gli amici, ma devo anche ammettere che quando ritorno in Italia non la sento più come casa mia. Anche se giorno per giorno non me ne accorgo immagino che quasi dieci anni a Tokyo mi abbiano cambiato. In effetti ci sono situazioni ed esperienze che è difficile condividere con gli amici d’infanzia in quanto, semplicemente, non potrebbero capire. E’ un po’ come diventare genitore e provare a spiegarlo a chi non lo è. Difficile. Inoltre ad oggi mi sono creato un buon network a Tokyo, ed ho un buon lavoro. Sinceramente non credo che morirò in Giappone, ma allo stesso tempo non considero di rientrare in Italia. Non per il momento, almeno.

Lei aiuta a trovare lavoro agli italiani che desiderano trasferirsi in Giappone. E’ una cosa molto difficile?

In quanto recruiter Il mio lavoro consiste, più precisamente, nell’aiutare i miei clienti a chiudere le posizioni che hanno aperte. La mia area di specializzazione è l’IT (Information Technology), pertanto lavoro molto da vicino con aziende quali IBM, Microsoft, PHILIPS eccetera. In altre parole queste aziende cercano di assumere personale a Tokyo, ed il mio compito è di presentargliele.

Nella stragrande maggioranza dei casi i miei clienti cercano di assumere persone giapponesi che parlano la lingua inglese. Anche qui il ragionamento speculare può aiutare a capire meglio: l’azienda italiana Pinco Pallino SPA sarebbe mai interessata ad assumere il signor Kobayashi per una posizione di direttore vendite, anche se non parla una parola di italiano?

Ovviamente nel nostro database ci sono diversi candidati stranieri, anche italiani, e parte del mio lavoro consiste nel valutare il loro livello linguistico, in modo da poter gestire le aspettative dei miei clienti. Infatti per posizioni più tecniche, dove l’interfaccia con il cliente non è necessaria, il candidato straniero può rappresentare un valore aggiunto. Diciamo che se il candidato straniero non ha una conoscenza almeno business (commerciale) della lingua giapponese c’è ben poco da fare. Penso che, realisticamente, se si decide di abitare in un paese dove la madrelingua non è l’inglese uno studio approfondito dell’idioma locale sia d’obbligo.

Quanto tempo ci vuole per imparare discretamente una lingua così diversa?

Nonostante conosca diversi stranieri che non mastichino più di tre parole di giapponese, non potrei essere più d’accordo: la conoscenza della lingua locale è decisamente indispensabile. Tuttavia dipende molto anche dal tipo di impiego che si fa. Per esempio il vocabolario di cui necessita un cameriere è diverso dal vocabolario che serve ad un ingegnere nucleare. La lingua giapponese è molto complessa: in realtà la grammatica è molto più semplice della nostra, e per noi italiani anche la pronuncia non è complicata.

La difficoltà consiste più che altro nel creare un vocabolario nuovo, sopratutto perché la lingua giapponese è molto espressiva e comprende una miriade di sfumature, quindi per poter parlare ad un buon livello occorre una conoscenza di molti vocaboli. Dall’altra parte della medaglia, scrivere e leggere sono un altro paio di maniche: dopo qualche mese in Giappone chiunque è in grado di imparare qualche frase e poter lavorare in un ristorante. Altra cosa è, invece, scrivere una e-mail commerciale.

Detto ciò, penso che chiunque abbia studiato una lingua straniera sia d’accordo con me quando affermo che l’apprendimento sia una questione di tempo e di dedizione (i giapponesi stessi hanno impiegato anni a scuola per imparare tutti i caratteri che conoscono, come si può pretendere che in due anni un italiano, adulto, ne possa imparare quattromila?), e che il solo fatto di essere nato in un certo Paese non significhi necessariamente conoscerne alla perfezione l’idioma (ogni giorno leggo cose scritte da ragazzi italiani, molti dei quali in possesso di una laurea, completamente sgrammaticate e con i verbi coniugati in modo incorretto). Vivere in un paese asiatico richiede una buona conoscenza della lingua locale, oltre che dell’inglese, e per noi è come ritornare bambini: dobbiamo letteralmente ricominciare dall’ABC.

Lei come se l’è cavata?

Ricordo la mia prima lezione di giapponese, abbiamo cominciato da “io mi chiamo…”. Ammetto che sia stato un po’ frustrante a volte avere in testa dei concetti e non avere i mezzi per esprimerli, ma sono cose che bisogna mettere in conto prima di intraprendere questo genere di strada. A tal proposito, ricordo un proverbio molto carino: tutti vorrebbero stare in cima alla montagna, ma il gusto sta tutto nello scalarla. Chi decide di intraprendere lo studio di una lingua straniera che utilizza caratteri diversi dal nostro alfabeto (arabo, cinese, coreano ecc.) dovrebbe concentrarsi di più nella parte in cui si è più deboli, ossia la scrittura e la lettura: ovviamente un taiwanese è molto più avvantaggiato di un italiano nello studio della lingua giapponese come, al contrario, un italiano è più avvantaggiato dello stesso taiwanese nello studio della lingua spagnola.

Io personalmente ho fatto diversi esami di lingua con risultati anche apprezzabili (i vari JLPT, BJT ecc.), ma dopo essere entrato nel mondo del lavoro devo dire che hanno un peso decisamente marginale, per non dire nullo. Quel che voglio dire è che gli esami linguistici dovrebbero essere un traguardo personale, certo, ma non l’unico obiettivo: il fatto di possedere il livello N1 del JLPT (il più alto) – piuttosto che il massimo punteggio dell’IELTS – non ti garantisce di trovare un lavoro, anzi, i giapponesi non hanno nemmeno idea di che cosa sia. Esiste una certificazione ufficiale di lingua giapponese per gli stranieri, il JLPT (Japanese Language Proficiency Test) che si divide in cinque livelli, dove il livello 5 rappresenta il gradino più basso e l’1 quello più alto (quasi madrelingua, direi). Chi scrive ha superato il livello 2 dopo quindici mesi di studio. Lungi da me dal dire che il mio giapponese sia perfetto, anzi, ma con un po’ di buona volontà si può raggiungere un livello discreto in un anno.

Quali sono le maggiori difficoltà per ambientarsi e adattarsi alla mentalità giapponese?

Tiziano Terzani scrisse in un suo libro che l’azienda giapponese sforna macchine perfette, e che la miglior azienda giapponese è la scuola. Devo ammettere che anche oggi le cose non sono cambiate molto: in generale la mentalità giapponese è molto precisa e poco flessibile. Esattamente il contrario di noi italiani che siamo estremamente flessibili e non precisi. Per esempio andare in un McDonald ed ordinare un hamburger senza ketchup manderà nel panico totale il cassiere, che non riuscirà concepire un ordine non presente nel menu.

A me piace anche l’esempio del samurai aziendale, come lo chiamo io: come una volta il samurai dedicava la sua intera esistenza al suo padrone, oggi l’impiegato si comporta analogamente nei confronti dell’azienda. Perciò i giapponesi lavorano tante ore, c’è una sorta di regola implicita per cui lavorare tanto è meglio che lavorare in modo efficiente. Chiaramente questo non è sempre vero, ma purtroppo lo è molto spesso: io stesso ho dato le dimissioni alla mia azienda precedente quando mi è stato chiesto di lavorare più a lungo senza aver ricevuto nessuna giustificazione a riguardo.

Pertanto, secondo me, la maggiore difficoltà sta sicuramente nel fatto di dover accettare delle cose senza essere in grado di comprenderle (il panino arriverà con il ketchup, e in azienda si lavora fino a tardi perché si deve). Allo stesso modo non si può pretendere che certe nostre usanze vengano comprese dai giapponesi.

Che immagine hanno generalmente i giapponesi dell’Italia?

In generale ai giapponesi piace molto l’Italia. Il cibo italiano in Giappone è sicuramente quello che va per la maggiore ma a volte mi chiedo se non sia solamente un fatto di “esoticità” in quanto anche per noi italiani il sushi è una moda. Noi italiani siamo un popolo di poeti, artisti e sognatori, credo siano le cose che mancano ai giapponesi, e che per questo il nostro paese goda di un’ottima reputazione. Solitamente sono le persone di una certa età che apprezzano l’Italia maggiormente, le persone interessate all’arte, alla musica ed alla storia. I giovani solitamente prediligono di più l’America o l’Australia e preferiscono viaggiare lì piuttosto che in Europa.

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Note

(1) Attualmente fanno parte della Rete di Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA:

Estero: Argentina (Buenos Aires), Belgio (Bruxelles), Brasile (San Paolo e Porto Alegre), Giappone (Tokyo), Marocco (Casablanca), Messico (Città del Messico e Chiapas) e Stati Uniti (New York).

Italia: Campania (Ariano Irpino),  Lazio (Roma, Grottaferrata, Formia), Lombardia (Milano), Sicilia (Palermo), Veneto (Chioggia e Vicenza).

(2) Spot REA sullo Stato Sociale

INFORMAZIONE E STATO SOCIALE: L’IMPEGNO REA NEL 2017

Posted by Punto Continenti On dicembre - 31 - 2017 Commenti disabilitati su INFORMAZIONE E STATO SOCIALE: L’IMPEGNO REA NEL 2017

Foto: Antonio Diomede, Presidente della REA, intervistato davanti a Montecitorio.

 

In difesa delle piccole emittenti locali.

Nel corso del 2017 si è svolta un’intensa battaglia da parte della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) per la sopravvivenza delle emittenti locali, pesantemente minacciate dal DPR 146 del 12 Ottobre 2017 che ha introdotto pesantissime condizioni per poter accedere ai contributi pubblici per l’editoria. Nel caso delle televisioni si è arrivati a chiedere l’assunzione fino a 14 dipendenti, dei quali 4 giornalisti professionisti assunti a tempo pieno. Nel caso delle radio, uno dei due dipendenti deve necessariamente essere un giornalista. Condizioni che la maggior parte delle radio e tv non è in grado di soddisfare.

Tra le varie iniziative intraprese dalla REA, figura la dimostrazione organizzata davanti a Montecitorio contro la legge subito definita Ammazza emittenti. Ebbene, dire che in quella circostanza la maggioranza dei politici ha fatto orecchie da mercante, è un eufemismo. Nel corso, poi, dell’approvazione della legge di bilancio di fine anno la REA ha cercato di presentare una serie di emendamenti, molti dei quali sono stati accolti ma poi con il voto di fiducia tutto è andato disperso. Il timore è che nei prossimi mesi il 90% delle radio e televisioni locali rischi di chiudere, mandando a casa 4 mila lavoratori. E insieme ai lavoratori andrà in soffitta anche un bel pezzo della libertà di stampa, nonché il diritto dei cittadini a essere informati.

Nuove iniziative verranno, comunque, intraprese nella prossima legislatura. Si ipotizza anche un ricorso in sede europea. In ogni caso nulla resterà intentato affinché non venga definitivamente cancellata una delle esperienze più entusiasmanti nata verso la fine degli anni settanta e che per oltre quarant’anni ha caratterizzato il mondo giornalistico italiano.

Video per lo Stato Sociale

Oltre a tutelare i diritti delle piccole e medie radio e tv locali, la REA è fortemente impegnata anche nella creazione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale: un obiettivo che necessita di un’attenta e libera informazione. Su questo fronte il 2017 si è chiuso con alcuni risultati più che soddisfacenti: ad esempio, i vari video prodotti allo scopo di promuovere la nascita del nuovo Stato Sociale hanno superato le 35 mila visualizzazioni su YouTube (per la precisione 35.594). Più di 5 mila solo negli ultimi due mesi dell’anno.

Considerata la complessità della materia affrontata si tratta sicuramente di un grande successo che premia lo sforzo della REA a impegnarsi in un ambizioso progetto che punta decisamente su due obiettivi: 1) ridurre sensibilmente i costi dei servizi essenziali per i cittadini con l’aiuto della tecnologia; 2) consentire a tutti di condurre una vita dignitosa. A tale fine sono stati anche indicati i 7 Diritti Capitali di un moderno ed efficiente Stato Sociale e che saranno oggetto di un nuovo libro: 1) Avere un lavoro di sostentamento (in prospettiva un Reddito Universale); 2) Nutrirsi e Vestirsi; 3) Avere un Tetto; 4) Curarsi; 5) Istruirsi, 6) Avere una tutela legale; 7) Avere una corretta informazione.

Libro ‘Radio e TV a un Bivio’. In questo libro-intervista con il Presidente della REA Antonio Diomede (acquistabile su Amazon) viene descritta la grande ventata di innovazione e libertà avviata verso la fine degli anni settanta con la nascita delle radio e televisioni locali: una realtà che rischia di svanire completamente nei prossimi anni. Le piccole e medie emittenti (circa 480 Tv e 1.200 radio locali) si trovano davanti a un bivio: o riescono a coinvolgere e ottenere il sostegno dell’opinione pubblica nella loro battaglia per la sopravvivenza o sono destinate a sparire in larga misura. E con loro verrà cancellata anche una grande fetta del pluralismo informativo.

Nel libro (curato dal giornalista Rainero Schembri) vengono illustrate le varie tappe di un disegno politico che partendo da lontano rientra perfettamente in una logica internazionale voluta da alcuni grandi gruppi economici (operanti soprattutto nel campo delle telecomunicazioni), intenzionati a restringere notevolmente la libertà d’informazione, ultimo argine alla più grande concentrazione del potere politico ed economico della storia.

Nella seconda parte del libro vengono, invece, riportati numerosi e qualificati articoli e interviste (complessivamente 46) con personalità ed esperti di problemi sociali, suddivisi in: Mondo dell’Informazione; Informazione e Stato Sociale; Contesto Internazionale. Si tratta di un utilissimo contributo al Progetto REA alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’assoluta necessità di creare un nuovo ed efficiente Stato Sociale.

Rete di Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA. Dal mese di novembre del 2017 la REA ha attivato una rete di contatti in Italia e all’estero. L’obiettivo è di alimentare uno scambio continuo di informazioni coinvolgendo soprattutto le persone interessate alle tematiche sociali e gli italiani residenti all’estero. Già sono stati attivati diversi Centri Stampa Sociali sia all’estero, sia in Italia. Vedere elenco allegato.

Organismi collegati

Nel 2017 hanno partecipato o si sono collegati alle iniziative culturali e sociali promossi dalla REA numerosi organismi tra cui: APS Comunità Italiana nel Mondo; Aref International Onlus; Armando Editore; Associazione Amicizia Italia Costa Rica (Roma); Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana (CENDIC); Convergenza Socialista; Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra; Giornalisti per il Sociale; Gruppo Turistico Culturale; Indo Italian Institute for Trade and Technology; Insieme per gli Italiani; La Zattera di nessuno; M.Th-I; Onlus Prigionieri del Silenzio; Opera in Piazza di Oderzo; Osservatorio Mediatrends Europa.

Nuove Iniziative.

Nel 2018 verrà pubblicato un nuovo libro intitolato i 7 Diritti Capitali a cura di  Rainero Schembri. Sarà il lancio ufficiale di una serie di iniziative intese a tutelare la libertà di stampa, soprattutto quella locale, in funzione della nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale in Italia e nel mondo. Sono poi allo studio altre iniziative tra cui la

  • Realizzazione di nuovi video (storici e sull’evoluzione tecnologica);
  • Incontri e presentazione di libri in Italia e all’estero;
  • Rafforzamento della Rete dei Centri Stampa Sociali;
  • Collegamento con radio e televisioni estere;
  • Organizzazione di un Premio Internazionale riguardante lo Stato Sociale;
  • Attivazione di un’iniziativa di grande impatto mediatico.

 

ALLEGATI – Centri Stampa Sociali patrocinati dalla REA

 

                                                                    ESTERO 

ARGENTINA

Buenos Aires

Donne in Azione

Responsabile Rosana Botana.

Via Peluffo 810

San Miguel Buenos Aires

presidenza.donneinazione@gmail.com

BELGIO

Bruxelles

Centro Stampa Sociale Leonardo da Vinci

Responsabile Margherita Salvador

Bruxelles

Via Rue Jourdan 128

margherita.salvador@gmail.com

BRASILE

1 San Paolo

Centro Stampa Sociale Sao Paolo

Responsabile Isaura Quentin

Aruja

Rua Euripides Antonio do Carmo 74

isaurasq@yahoo.com

2 Porto Alegre

Centro Stampa Sociale Luigi Rossetti

Responsabile Teresa Schembri

Porto Alegre (Rio Grande do Sul)

Via Fernandes Vieira 140/22

e-mail schembri.teresam@gmail.com

CINA

Hong Kong

Responsabile: Fabrizio De Luca

33 Apex Horizon Building blk 1

Office 23B Wo Yi Hop Road

Kwai Chung NT – Hong Kong

e-mail fdeluca.fbconsulting@gmail.com

GIAPPONE

Tokyo

Centro Stampa Sociale Tokyo

Responsabile Marco Patella

Nerima-ku Shakujiidai 3-31-5

RicoMii 206

e – mail dott.patella@gmail.com

GRECIA

Atene

Centro Stampa Sociale ‘Grecia’

Responsabile Angelo Saracini

Atene

via Markora 56

e-mail angisar@yahoo

INGHILTERRA

Londra

Centro Stampa Sociale Britalyca

Responsabile Carmine Gonnella

In via 32 Fletchres Close

lavocealternativa@gmail.com

MAROCCO

Casablanca

Centro Stampa Sociale Italia – Marocco

Responsabile Giovanni Mezzadri

Casablanca in via Lotissement la Belle Vue N° 121

Sidi Maarouf,20520

e-mail g.mezzadri@airclima.ma

MESSICO 

1 Città del Messico

Centro Stampa Sociale Mexico

Responsabile Rosalia Martinez

Prolongacion Presa Don Martin, Loma Hermosa 7-

A – 304 Col. IRRIGACION C.P. 11200

Delegacion Miguel Hidalgo, Ciudad de Mexico.

2 Chiapas

Centro Stampa Sociale Mexico

Responsabile Rosalia Martinez

Tuxtla Gutierrez,

Chiapas CP 29023 Mexico,

Via Purpura 455

Fraccionamiento Monterreal,

e-mail exportmexico@gmail.com 

OLANDA

 AIA

Centro Stampa Sociale ‘Erasmus’

Responsabile Sanda Sudor

AIA

in via Laan van Meederfort 82

e-mail sandasudorart@gmail.com

RUSSIA

Mosca

Centro Stampa Sociale Mosca

Responsabile Carlomaria Tura

Mosca

In via Armyansky Pereulok 9/1/1

carlo@italia-club.ru

STATI UNITI

New York

Centro Stampa Sociale ‘Cristoforo Colombo’

Responsabile Isabella Susy De Martini

New York,

170 Amsterdam Av.

isabella.demartini@outlook.it

Washington

Centro Stampa Sociale Italicamente.com

Responsabile Melo Cicala

Washington  

3236 P Street, N.W. , Washington D.C, (cap) 20007,

e mail cicaladc@aol.com 

SVIZZERA

Zurigo

Centro Stampa Sociale ‘Zurigo’

Responsabile Dino Suppa

Zurigo

Rudolfstetten, in via untere Dorfstrasse 20,

e-mail dino.suppa@libero.it

 

                                                                     ITALIA

BASILICATA

Potenza

Centro Stampa Basilicata

Responsabile Antonio Peragine

(Corriere Nazionale e Mediterranea TV)

Sede principale (per Basilicata e Puglia):

Bari al viale della Repubblica 7 1N, 70125

e-mail direttore@corrierenazionale.net,

CAMPANIA

Ariano Irpino

Centro Stampa Sociale ‘Albert Schweitzer’

Responsabile Floriana Mastandrea

Ariano Irpino (AV)

in via Annunziata n.4,

florianamas@gmail.com

LAZIO

1 Roma

REA (Radiotelevisioni Europee Associate)

Coordinamento dei Centri Stampa Sociali

Presidente Antonio Diomede

San Cesario

Via dei Pioppi 20

0030 Roma

info@reasat.it

2 Formia

Centro Stampa Sociale ‘Otium Formianum’

Responsabile Myriam Spaziani Testa

Formia

Via Pietra Erta snc

myriamspazianitesta@gmail.com

3 Grottaferrata

Centro Stampa Sociale ‘Valentina B Eventi & Comunicazione’

Responsabile Valentina Biscozzi

Via G. Quattrucci 34

valentinabeventi2@gmail.com                                                               

LOMBARDIA

Milano

Centro Stampa Sociale ADBComunica

Responsabile Alessio de Bernardi

adb.comunicarte@gmail.com

PUGLIA

Bari

Cento Stampa ‘Puglia’

(Corriere Nazionale e Mediterranea TV)

Responsabile Antonio Peragine

Bari al viale della Repubblica 7 1N, 70125,

e-mail direttore@corrierenazionale.net

SICILIA

Palermo

Centro Stampa Sociale ‘Lente d’Ingrandimento’

Responsabile Mirta Bajamonte

Palermo

Via Noto 4

bajamonte.myrta.ivfmc@gmail.com

TOSCANA

Volterra

Centro Stampa Sociale Associazione Culturale Gruppo Progetto Città

Responsabile Simone Migliorini

Volterra

Via dei Sarti 37

info@teatroromanovolterra.it

VENETO

1 Chioggia

Centro Stampa Sociale FINCOPP VENETO

Responsabili Bertilla Ugolin

Chioggia

via Rebosola 134

fincopp.veneto@gmail.com

2 VICENZA

Centro Stampa Sociale Senior Veneto

Responsabile Vincenzo Gigli

Vicenza

Via C. Colombo 7

vincenzo.gigli@seniorveneto.org

 

GRUPPI COLLEGATI ALLA REA

Gruppo Avvocati per il Sociale

Coordinatore Salvatore Viglia

Roma

Avv.viglia@tiscali.it

Gruppo Giornalisti per il Sociale

Coordinatore Pietro Spagnuolo

p_spagnuolo@yahoo.it

Roma

 

 

SPOT REA SULLO STATO SOCIALE

 

 

AL VASCELLO DI ROMA ‘SAVED’ DI EDWARD BOND

Posted by Punto Continenti On novembre - 30 - 2017 Commenti disabilitati su AL VASCELLO DI ROMA ‘SAVED’ DI EDWARD BOND

Foto (di Pino Le Pera): un momento del lavoro teatrale. 

 

Ha debuttato al Teatro Vascello di Roma lo spettacolo Saved di Edward Bond, traduzione di Tommaso Spinelli, con la Regia di Gianluca Merolli. In scena: Francesco BiscioneManuela Kustermann,  Lucia Lavia, Gianluca MerolliMarco Rossetti e con Antonio Bandiera, Carolina Cametti, Michele Costabile, Marco Rizzo e Giovanni Serratore. Movimenti Marco Angelici, scene Paola Castrignanò, costumi Domitilla Giuliano, luci Valerio Geroldi, consulenza musicale Fabio Antonelli, scenografo collaboratore Paolo Ferrari, aiuto regia Maddalena Serratore e Antonio Bandiera, foto  Pino Le Pera. Lo spettacolo andrà in scena fino a 10 dicembre dal martedì al sabato alle ore 21, la domenica alle ore 18.

 

Saved (Salvati) è una denuncia contro quel capitalismo che ha generato una politica colpevole di aver consapevolmente diseducato una società ormai vittima e carnefice di se stessa. La storia narra le vicende di una famiglia e parallelamente di un gruppo di giovani, tutti in qualche modo colpevoli della morte di un neonato, tutti alle prese con la loro desolata vita quotidiana. Una vita ai margini, in un mondo alienato.  Nel 1965 Bond ritrae uno spaccato della periferia londinese, che non sembra distante dalle dinamiche presenti tra le strade e i vicoli delle nostre città, dove non ci sono buoni o cattivi, ma uomini e donne che non hanno ereditato gli strumenti per attuare una scelta positiva. Si è smarrita l’innocenza e l’unico mezzo che si conosce per trovare un posto nel mondo è la crudeltà. L’innocenza potrebbe ricordarci ciò che siamo stati da bambini e, dunque, non ci rimane che lapidarla. Saved è quel momento preciso in cui ti accorgi che “la pietra” scagliata è passata per le tue mani. Per alcune scene particolarmente crude si consiglia lo spettacolo a un pubblico adulto.

 

Riportiamo di seguito la nota elaborata dal regista Gianluca Merolli. 

 

Un neonato viene lapidato in carrozzina per mano del padre e dei suoi amici. Qualcuno disse che un’opera teatrale, per essere memorabile, debba avere una trama riducibile a poche parole. Saved di Edward Bond sta alla regola e ne esalta   il principio, lasciando attorno a questo nucleo drammaturgico il vuoto più desolato. Non è un testo psicologico, in cui rintracciare i processi mentali che portano al delitto efferato, tanto meno un testo morale, in cui ricercare le ragioni del singolo in relazione alla comunità. E’ una tragedia le cui domande hanno una matrice fortemente politica. Non ci sono buoni e cattivi, ma uomini e donne che non hanno ereditato gli strumenti per attuare una scelta positiva. Abbiamo smarrito l’innocenza e l’unico mezzo che conosciamo per trovare il nostro posto nel mondo è la crudeltà. Confrontarci con l’innocenza ci farebbe ricordare ciò che siamo stati e che ora non siamo più e, per questo, la lapidiamo. Si può distruggere facilmente qualcosa che non ci appartiene, che non ha storia nè nome. Come, ad esempio, quel bambino appena nato da Pam, che nessuno chiama mai per nome e che ha voce solo per piangere, non ancora per parlare. Usiamo la violenza per continuare a sentirci umani, vivi. L’instancabile denuncia di Bond contro il capitalismo ha un incipit feroce : questo suo secondo testo, il resoconto di un atto disumano che è solo l’apice del percorso di disgregamento dell’”umanezza”.

Letteratura della crudeltà che, in quanto assolutamente nera, possiede intrinsecamente il suo contrario. Le porte delle tenebre sono state spalancate, l’agguato è stato teso, eppure l’uomo viaggia col suo fagotto d’umanità. Mostrando anche quella tenerezza che nasce dalla desolazione, dal mancato tendere alla Beatitudine, all’Ordine, alla Bellezza.

Questi personaggi non appartengono al museo degli archetipi greci, ma discendono da essi. Come la rabbia moderna discende dalla tragedia classica.  Non sono re o regine e non nascono predestinati, ma monchi sì. Poveracci che percorrono distanze sterminate, senza mai muovere un passo, ciascuno nel suo abisso. Quell’agire è vuota passività che si autodistrugge, è l’indomabile vitalità   del branco, che induce gli uomini a deresponsabilizzarsi e a pompare   aggressività, grazie all’anonimato che il gruppo promette. Ma non è tempo di mantenere promesse. Alienati, siamo tutti a rischio di essere vittime di un carnefice che ha il nostro stesso profilo. Quel branco non ha segreti da svelare, non ha percezione del futuro e quindi nulla da costruire. Nella Londra di Bond, prima del Thatcherismo, i ragazzi del branco non superavano i venti anni. Oggi la cronaca  ha alzato la loro età media, quei non-ancora-uomini hanno trent’anni, spesso  anche quaranta.

Saved è scritto in cockney, il “dialetto” della periferia londinese, della classe operaia più umile. In una lingua fatta di dialoghi fitti, di battute brevissime e spesso sgrammaticate, si intravedono personaggi che invertono il mito edipico. Non un figlio che uccide il padre ma un padre che uccide il figlio, appena nato. E il ruolo della malasorte, degli dei, è assegnato al potere mancante: i genitori. I figli hanno “bruciato” la casa paterna, per cercare un’ipotesi di giustizia tra le rovine, ma madri e padri non hanno insegnato loro come ricostruirla. Harry e Mary, nonni negligenti del bimbo ucciso, avrebbero dovuto indicare alla figlia Pam una strada possibile per il riscatto, mutare le incapacità in risorse e non instillare il terrore dei rapporti familiari. Avrebbero dovuto essere un esempio anche per Len e Fred. Ma giocano la parte dell’autorità inadempiente, che non ha i mezzi per assolvere al proprio ruolo etico. I genitori come i politici, i militari, la scuola, i giornalisti, i teatranti dovrebbero guidare le nuove generazioni perchè si rinasca, perchè ci si salvi. Ci si salvi da un’imminente apocalisse fatta di cose e cose, di tutto e subito, di immemori e dimenticati, di io e io, di illegalità, di solo presente senza futuro e passato.

Credere per ripartire, col naso in su, per cercare tracce di un dio disperso e direzioni nuove da intraprendere. Saved, del ’65, ha contribuito a sancire la fine della censura teatrale inglese. Saved è, dunque, un punto di non ritorno nella storia del teatro. Saved è quel momento preciso in cui ti accorgi che “la pietra” scagliata è passata per le tue mani.

Non c’è compassione, solidarietà, giustizia. Neppure rimorso. Non c’è neppure un finale tipico, se non una scena di muta quotidianità, che lascia un senso di incompiutezza, uno spiraglio qualunque per spingere il pubblico a chiedere, a mettere in discussione. Ecco forse la speranza. Sin dal titolo è chiaro: qualcuno o qualcosa si salva. Chi? E dove scovarlo? Nell’incontro sincero? Nel silenzio che produce pensiero? Nel congedo da una prospettiva letale? Nelle instancabili domande di Len? Nell’atto di aggiustare qualcosa, una sedia rotta ad esempio, e ripartire da lì, dall’agire? Nel teatro che pone domande?

Teatro Vascello

Via Giacinto Carini 78

Cap 00152 Monteverde Roma

promozione@teatrovascello.it 06 5881021 – 06 5898031

 

LA PUGLIA INVESTIRA’ 400 MILIONI IN CULTURA

Posted by Punto Continenti On novembre - 20 - 2017 Commenti disabilitati su LA PUGLIA INVESTIRA’ 400 MILIONI IN CULTURA

Foto: Castel del Monte (Andria).  

 

Nei prossimi dieci anni (2017-2026) la Puglia investirà 400 milioni di euro nella cultura. Con questi numeri la Regione ha inaugurato la seconda edizione della Manifestazione “All Routes Lead to Rome”, Evento Ufficiale dell’Anno Mondiale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, proclamato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) presso le Nazioni Unite.

La Puglia è la prima Regione in Italia ad aver redatto un Piano strategico decennale della cultura, che è stato presentato venerdì 17 novembre nel Salone delle Conferenze di Palazzo Massimo, nel corso del Workshop “Verso l’Economia della Felicità – PIIIL Cultura in Puglia”. «La cultura – ha dichiarato Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia – come strumento per governare lo sviluppo e la crescita, come traino per l’economia. Con PIIIL abbiamo voluto mettere in campo una vera e propria rigenerazione del sistema e del settore culturale. Una strategia, una visione che non solo ribaltasse lo stereotipo della cultura come hobby a vantaggio di una consapevolezza ben diversa, ovvero che la cultura è innanzitutto lavoro, ma riconoscesse alla programmazione delle attività e alla fruizione degli spazi comuni il valore fondamentale dell’opportunità del confronto e della condivisione».

Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa e Lavoro. Sono questi i 5 temi del Piano, che ha l’obiettivo di sviluppare il prodotto culturale, di valorizzare l’identità del territorio, di costruire una nuova cultura d’impresa, di puntare su innovazione, internazionalizzazione, formazione e di generare lavoro e buona occupazione. Un Progetto che promuove e auspica il pieno coinvolgimento del tessuto produttivo, la partecipazione delle comunità e la formazione di partenariati pubblico-privati. Con questo Piano si intende, per la prima volta a livello nazionale, adottare un metodo di piena partecipazione delle Istituzioni e di tutti gli attori della filiera culturale. Realizzare una pianificazione strategica e operativa, prevedendo un monitoraggio costante della stessa e consentendo l’ottimizzazione di risorse e risultati.

«Insieme agli operatori, alle imprese, alle associazioni di categoria, alle Istituzioni e ai cittadini, – ha continuato Loredana Capone – abbiamo avviato un percorso che intendiamo mettere a sistema come metodo di governo. Il nostro essere comunità è la nostra forza. Lo abbiamo fatto anche per il turismo. E proprio dal binomio cultura/turismo passa il futuro delle economie mondiali. Nulla più dell’elemento culturale può determinare, infatti, l’identità di un territorio. E, oggi, i turisti hanno i palati sopraffini e al viaggio del mero divertimento in oasi di bellezza sempre uguale preferiscono il viaggio dell’esperienza che si affida alle emozioni dei luoghi».
La Puglia, partendo da un patrimonio inestimabile di bellezze naturali e antiche vie di storia, cultura e pellegrinaggio, mira a destagionalizzare l’offerta turistica, non puntando solo su un turismo balneare, ma ampliando e sviluppando un’offerta più autentica, esperienziale e di alta qualità. É una regione da vivere 365 giorni all’anno grazie all’inestimabile e unico patrimonio di bellezze.

Questi elementi di rilevante importanza sono emersi nel corso dell’incontro che è stato diviso in due parti. La la giornata è stata aperta dall’Assessore al Turismo della Regione Puglia Loredana Capone e dal Presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi. E’ seguita una tavola rotonda dal titolo “La pianificazione strategica in campo culturale”, coordinata da Claudio Bocci, direttore di Federculture.
Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con l’intervento del Direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia Aldo Patruno. In seguito sono stati  presentati i temi trattati nel Piano eillustrati i Bandi regionali su attività culturali, spettacolo dal vivo e audiovisivi. La Regione con questo Piano Strategico punta sulla valorizzazione della cultura per uno sviluppo veramente sostenibile, che vede al centro il benessere per rendere le persone, residenti o turisti che siano, più consapevoli e un po’ più felici.

TORNA HARRY POTTER CON L’ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA

Posted by Punto Continenti On novembre - 17 - 2017 Commenti disabilitati su TORNA HARRY POTTER CON L’ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA

 

Dopo il fortunato tour che in Cina ha registrato il sold out dei cine-concerti di Harry Potter in alcuni tra i più prestigiosi spazi culturali dell’area di Shangai e Nanchino, l’Orchestra Italiana del Cinema torna in Italia per presentare in esclusiva e in prima nazionale assoluta il secondo capitolo della celebre saga creata esattamente 20 anni fa da J.K. Rowlings. Se i teatri più prestigiosi di Shanghai, Jiangyin, Wuxi e Nanjing hanno registrato il sold out e una calorosa e grandissima partecipazione degli spettatori, esattamente come accadde un anno fa a Roma con Harry Potter e la Pietra Filosofale in concerto, ora l’emozione si riaccenderà, prima all’Auditorium della Conciliazione di Roma (1-2-3 dicembre) e a seguire al Teatro degli Arcimboldi di Milano (27-28 dicembre) dove la formazione di ottanta elementi rispettivamente diretta da Justin Freer e da Christian Schumann eseguirà l’indimenticabile colonna sonora di John Williams in sincrono con le immagini, i dialoghi, gli effetti speciali del film in alta definizione proiettate su uno schermo di oltre 12 metri.

In arrivo dunque Harry Potter e nella Camera dei Segreti in concerto, la seconda avventura della serie dei cine-concerti iniziata nel giugno del 2016 creata da CineConcerts in collaborazione con Warner Bros. Consumer Products che ha in programma, entro la fine del 2018, centinaia di spettacoli in più di 35 paesi in tutto il mondo.

In questo episodio della serie cinematografica, le macchine si muovono, gli alberi combattono e un misterioso elfo domestico avvisa Harry di ciò che sta succedendo quest’anno nel mondo della magia: a Hogwarts qualcuno ha messo in atto un complotto che potrebbe costargli la vita e le sue stesse inquietanti doti di stregoneria conducono perfino i suoi amici a dubitare di lui. È un anno di avventura e di pericolo e la scrittura sanguinosa su un muro annuncia: “La Camera dei Segreti è stata aperta”: salvare Hogwarts richiederà tutte le abilità e il coraggio di Harry, Ron e Hermione…
Guadagnando una nomination ai Grammy per la partitura proprio con questo film, l’incredibile musica composta da John Williams è diventata un classico istantaneo, coniugando motivi belli e affascinanti alle immagini suggestive della pellicola e continuando ad accompagnare le avventure di Harry Potter nel suo magico viaggio.

L’unione di immagini e musica attraverso l’interpretazione dal vivo di un’intera orchestra rappresenta così la perfetta simbiosi per addentrarsi nell’universo hogwarthiano.

Justin Freer, presidente della CineConcerts, che ha già al suo attivo con questo tour decine e decine di concerti in tutto il mondo, ha dichiarato: “La serie di film di Harry Potter continua ad essere un fenomeno culturale che ha dato vita a milioni di fan in tutto il pianeta ed è con grande piacere che abbiamo pensato di offrire per la prima volta uno spettacolo unico che vede interpretare le musiche integrali dal vivo da una grande orchestra sinfonica, il tutto mentre il film viene proiettato contemporaneamente sul grande schermo: un evento indimenticabile e unico nel suo genere”.

Brady Beaubien di CineConcerts e Produttore di concerti per la serie di concerti di film di Harry Potter ha aggiunto: “Harry Potter è sinonimo di eccitazione in tutto il mondo e speriamo che, presentando questa incredibile musica con il film completo, il pubblico potrà gioire nel ritornare in questo mondo magico insieme ai tanti personaggi meravigliosi che lo abitano”.

L’evento, presentato da Marco Patrignani e Forum Music Village, gode del sostegno del MIBACT, del patrocinio dell’Ambasciata Britannica in Italia, del Consolato Generale Britannico e del Department for International Trade e della collaborazione di Mini Roma e Rds.

I biglietti di Harry Potter e la Camera dei Segreti in concerto sono in vendita sul circuito Ticketone (www.ticketone.it)

Sito ufficiale Harry Potter Film Concert Series: www.harrypotterinconcert.com

L’Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) è il primo ensemble sinfonico italiano ad essersi dedicato esclusivamente all’interpretazione di colonne sonore.
L’Orchestra è nata nell’ambito del Forum Music Village, lo storico studio di registrazione fondato alla fine degli anni Sessanta da quattro pietre miliari della musica da film: Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli, Luis Bacalov. Suo obiettivo è quello di promuovere in tutto il mondo la straordinaria eredità musicale delle colonne sonore di film sia italiani che internazionali.
Impegnata su un vasto programma di colonne sonore, l’Orchestra presta una particolare attenzione al repertorio storico italiano, e grazie alla collaborazione di esperti del settore ha recuperato partiture di capolavori non pubblicati e/o mai registrati, con il sostegno di numerose associazioni, fondazioni e archivi pubblici e privati.

Nel corso della sua attività, l’OIC è stata sostenuta da prestigiose istituzioni italiane, tra le quali Presidenza della Repubblica, Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, Ministero dello Sviluppo Economico, Unesco, Fondazione Federico Fellini, Fondazione Italia Cina, Cinecittà Luce e Centro Sperimentale di Cinematografia.
Tra i lavori presentati, lo spettacolare concerto multimediale Il suono del Neorealismo, (Roma, 2010), Cinematology (Beijing International Film Festival, 2011); The Artist (Ravello Festival, 2012); Beyond La Dolce Vita (UCLA Losa Angeles, 2013); La febbre dell’oro di Charlie Chaplin (Auditorium Parco della Musica Roma, 2015); Harry Potter e la Pietra Filosofale in concerto (Auditorium della Conciliazione, Roma 2016; Teatro degli Arcimboldi, Milano 2017; Arena Flegrea, Napoli 2017).
www.orchestraitalianadelcinema.it

CineConcerts è una delle maggiori società produttrici di esperienze musicali dal vivo accompagnate da mezzi visivi. Fondata dal produttore e direttore d’orchestra Justin Freer e dal produttore e scrittore Brady Beaubien, CineConcerts ha intrattenuto milioni di spettatori in tutto il mondo grazie a presentazioni musicali che ridefiniscono l’evoluzione delle esperienze dal vivo. Alcune delle recenti esperienze di musica dal vivo includono Il gladiatore, Il padrino, La vita è meravigliosa, DreamWorks Animation In Concert, Star Trek: The Ultimate Voyage 50th Anniversary Concert Tour e Colazione da Tiffany. Justin Freer è diventato in poco tempo uno dei direttori di colonne sonore più ricercati, con un lungo elenco che va dai grandi live sinfonici alle proiezioni olografiche.

Ha fatto la propria comparsa in alcune delle maggiori orchestre del mondo, incluse la Chicago Symphony Orchestra, la London Philharmonic Orchestra, la New York Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Philharmonia Orchestra, la San Francisco Symphony e la Sydney Symphony Orchestra. Dalle proiezioni di film con orchestre dal vivo agli eventi sportivi con musiche interattive, fino alle programmazioni di vacanze in ambientazioni originali 3D, CineConcerts si trova in testa all’intrattenimento dal vivo.

Warner Bros. Consumer Products (WBCP), azienda della Warner Bros. Entertainment, estende il potente portafoglio di marchi di intrattenimento e franchising rivolgendosi ai fan di tutto il mondo. I partner WBCP sono licenziatari di livello internazionale in tutto il mondo su una gamma pluripremiata di giocattoli, moda, arredamento domestico e pubblicazioni ispirate a franchigie e proprietà come DC, J.K. Il mondo magico di Rowling, Looney Tunes e Hanna-Barbera. Il business di intrattenimento a temi globali di successo della divisione include esperienze innovative come The Wizarding World di Harry Potter e Warner Bros. World Abu Dhabi (apertura 2018). Con innovativi programmi di licensing e merchandising globali, iniziative di vendita al dettaglio, partnership promozionali e esperienze a tema, WBCP è una delle principali società di licenza e vendita al dettaglio di tutto il mondo.

Warner Bros. Consumer Products
Warner Bros. Consumer Products, azienda gestita dalla Warner Bros. Entertainment, è una delle maggiori organizzazioni di licensing e retail merchandising a livello mondiale.

Relazioni con i media:
ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA
Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 328 4112014
info@elisabettacastiglioni.it

CONTRIBUTI PER L’EMITENZA LOCALE: NUOVA REGOLAMENTAZIONE

Posted by Punto Continenti On novembre - 16 - 2017 Commenti disabilitati su CONTRIBUTI PER L’EMITENZA LOCALE: NUOVA REGOLAMENTAZIONE

Riportiamo di seguito un estratto elaborato dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) riguardante la Circolare ministeriale in merito al nuovo Regolamento (DPR 146/2017) di attuazione delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016 che disciplina i criteri di riparto e le procedure di erogazione delle risorse finanziarie del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Foto: il Presidente della REA  Antonio Diomede intervistato nel corso di una manifestazione davanti a Montecitorio contro il DPR 146/2017.  

 

Il nuovo Regolamento (DPR 146/2017) in attuazione delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016, disciplina i criteri di riparto e le procedure di erogazione delle risorse finanziarie del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione assegnate al Ministero per la concessione dei contributi di sostegno alle emittenti televisive e radiofoniche locali.

I contributi sono destinati alle emittenza locali (tv titolari di autorizzazioni, radio operanti in tecnica analogica e titolari di autorizzazione per fornitura di servizi radiofonici non operanti in tecnica analogica, emittenti a carattere comunitario) e vengono concessi sulla base di criteri che tengono conto del numero dei dipendenti ivi compresi i giornalisti, della qualità dei programmi e dati di ascolto.

Requisiti di ammissione

I requisiti di ammissione al contributo tengono conto di un numero minimo di dipendenti e giornalisti in regola con i versamenti dei contributi previdenziali che l’emittente deve avere per il marchio e la Regione per i quali presenta la domanda di accesso ai contributi. Ad ogni emittente che accede ai contributi verrà assegnato un punteggio in base al quale viene quantificato il contributo.

Per le emittenti tv

  • numero di dipendenti pari a 14 (di cui 4 giornalisti) dedicati alla fornitura di servizi media audiovisivi se il territorio in cui sono diffuse le trasmissioni nell’ambito di ciascuna Regione per cui è stata presentata la domanda ha più di 5 mln abitanti. Numeri che scendono a 11 (di cui 3 giornalisti) se il territorio nell’ambito di ciascuna Regione per cui è stata presentata la domanda ha tra 1,5 e 5 mln di abitanti; a 8 (di cui 2 giornalisti) se il territorio nell’ambito di ciascuna Regione per cui è stata presentata la domanda ha fino a 1,5 min abitanti;
  • impegno a non trasmettere (per i soli marchi/palinsesti per i quali si è presentata domanda programmi di televendita nelle fasce tra le 7 e le 24 superiore al 40% relativamente alla domanda per il 2018. Percentuale che scenderà al 30% relativamente alla domanda per il 2019 e 20% a partire dalla data di presentazione  della domanda per i 2010;
  • adesione ai codici di autoregolamentazione su televendite, tutela dei minori e avvenimenti sportivi;
  • aver trasmesso nei marchi e palinsesti per cui presentano domanda, nell’anno solare precedente a quello della presentazione della domanda, almeno due edizioni giornaliere di Telegiornali con valenza locale (con decorrenza dalla domanda per l’anno 2019).
  • Regolarità nel pagamento dei contributi e diritti amministrativi dovuti dagli operatori di rete al Ministero.

E’ previsto un regime transitorio per le domande relative agli anni di contributo che vanno dal 2016 al 2018.

Per le emittenti radiofoniche

Numero minimo di dieci dipendenti con almeno un giornalista;

E’ previsto un regime transitorio per le domande relative agli anni di contributi che vanno dal 2016 al 2018.

Emittenti a carattere comunitario

Il 50% del finanziamento dedicato alle emittenti comunitarie sarà ripartito in parti uguali tra tutti i soggetti beneficiari ammessi.; l’altro 50% sulla base dei criteri di merito riguardanti dipendenti e giornalisti. Usufruiranno dei contributi le emittenti televisive a carattere comunitario che si sono impegnate  trasmettere programmi di televendite per una durata giornaliera non superiore ai 90  minuti.

Presentazione delle domande

La presentazione delle domande di contributo avviene esclusivamente con procedura telematica, utilizzando la piattaforma SICEM, i cui termini e modalità di presentazione sono stati definiti con decreto ministeriale del 20 ottobre 2017:

Anno contributi                               Presentazione domande

contributi 2016                                     dal 22 novembre al 21 dicembre 2017

contributi 2017                                     dal 2 gennaio al 3 gennaio 2018

contributi 2018 e successivi              dal 1 febbraio al 28 febbraio

La compilazione delle domande avviene seguendo la procedura online indicata dalla piattaforma telematica.

Per i requisiti di ammissione, l’attribuzione dei punteggi e la ripartizione delle risorse delle domande di contributo per gli anni 2016 al 2019 trovano applicazione le disposizioni transitorie e le deroghe previste dagli articoli 4 e 6 e dalle tabelle 1 e 2 del Regolamento (DPR 146/2017).

Conclusa l’istruttoria le graduatorie nazionali delle emittenti ammesse a contributo saranno pubblicate sul sito web del Ministero.

Sono a disposizione delle emittenti associate fac simili di domanda in formato cartaceo in quattro distinti pacchetti:

  • PACHETTO DOMANDA RADIO COMUNITARIA
  • PACCHETTO DOMANDA RADIO COMMERCIALE
  • PACCHETTO DOMANDA FSMA TV COMMERCIALE
  • PACCHETTO DOMANDA FSMA TV COMUNITARIA

Alle rispettive domande vanno allegati i relativi documenti attestanti i requisiti richiesti dal Regolamento. Relativamente all’adesione ai codici di autoregolamentazione (punto 3 della dichiarazione FSMA TV commerciale), a meno che a suo tempo non si abbia aderito come ex tv analogica con comunicazione sottoscritta dall’ emittente, si consiglia di allegare l’attestato di adesione rilasciato dalla propria associazione  che ha sottoscritto i Codici con modalità ‘erga omnes’ per i propri associati. Si consiglia altresì di preparare le domande in formato cartaceo prima di trascrivere il tutto sulla piattaforma SICEM per evitare errori e/o omissioni a pena di esclusione.

Alle emittenti associate in regola con il versamento delle quote associative è assicurata la massima assistenza rivolgendo domande e quesiti esclusivamente per iscritto a presidenza.rea@libero.it

Come è noto la REA ha contestato in tutte le sedi istituzionale e parlamentari questo assurdo Regolamento incostituzionale voluto dai vari Governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni e reso legale dai Governi Renzi e Gentiloni. Tuttavia abbiamo speranza poterlo modificare in tre punti essenziali presentando tre emendamenti alla legge finanziaria 2018;

Emendamento n. 1: per raggiungere il requisito dell’esoso numero dei dipendenti e giornalisti richiesti alle tv, prevedere la possibilità di partecipare ai contributi come ‘Associazione di scopo’ tra due o più emittenti;

Emendamento n. 2: sopprimere il dato di ascolto Auditel;

Emendamento n. 3: sopprimere l’obbligo del giornalista alle emittenti radiofoniche commerciali

 

Pertanto si invitano le emittenti a darsi da  fare per contattare i Parlamentari di propria conoscenza affinché presentino gli anzidetti emendamenti mettendoli in contatto diretto con il Presidente Antonio Diomede (antonio.diomede@tiscali.it – 333.7169450)

Piattaforma telematica

La piattaforma telematica per la presentazione delle domande del contributo sarà operativa dal 22 novembre 2017, è il Sistema Informativo per i contributi alle Emittenti Locali (SICEM)

REA – Radiotelevisioni Europee Associate

San Cesario 14 novembre 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

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