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Saturday, February 23, 2019

NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (6)

Posted by Punto Continenti On febbraio - 22 - 2019 Commenti disabilitati su NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (6)

Foto in senso orario: Rino Giuliani, Maria Grazia Patella, Pino Marelli 

 

Nel 2017 è nato a Roma un movimento internazionale per promuovere la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale nel mondo. L’iniziativa è partita da un gruppo di giornalisti e persone attive nel sociale vicine alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) al quale si sono collegate in tempi diversi altre associazioni giornalistiche e imprenditoriali. Sono nate così diverse inchieste, video (con oltre 56mila visualizzazioni alla fine del 2018), articoli, interviste e libri su argomenti riguardanti i diritti sociali. Di seguito riportiamo alcune Opinioni e Riflessioni inviate dai lettori che hanno visionato il video  ‘ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres’ riportato a fondo pagina. Chi desidera essere aggiornato su altri video realizzati dalla REA è sufficiente che si iscriva alla pagina YouTube del coordinatore Rainero Schembri e poi cliccare su Iscriviti. Tutte le persone interessate possono inviare opinioni, critiche o proposte (possibilmente entro le 15 righe) a: nuovostatosociale@gmail.com. Si tratta di agevolare su scala globale la realizzazione di una pacifica rivoluzione sociale

Nota: le opinioni espresse riguardano esclusivamente il pensiero di chi le ha scritte che, quindi, si assume anche la piena responsabilità. 

 

RINO GIULIANI (Portavoce del FAIM, Associazioni italiane nel Mondo)

7 Diritti Capitali anche per le Nazioni Unite 

Una comunicazione chiara e un messaggio diretto: sette diritti capitali da rendere esigibili per tutti e ovunque è un più generale obiettivo che dovrebbe essere perseguito dalle Nazioni Unite. Le NU sono nate a valle di un’elaborazione culturale e politica sopratutto nelle università statunitensi,  sintetizzabile nel motto “un solo mondo” con relative libertà e relativi diritti per tutti. Poi sappiamo come è andata. Sulla relazione fra intelligenza artificiale, sviluppo, occupazione e welfare ce n’è da discutere. già ora anche intorno agli algoritmi e agli effetti del loro uso si allungano le analisi e i libri scritti.

 

MARIA GRAZIA PATELLA (Presidente di Opera in Piazza di Oderzo)

Qui si muore. Ancora prima del sopravvento della robotica.  

Recentemente mio figlio Miro mi ha detto che alcuni corsi di lingua (proprio dove va anche lui a insegnare cinese) sono gestititi da una piattaforma online senza la presenza fisica di un insegnante. Presto o tardi resterà a casa anche lui..Per questo stiamo organizzandoci con la terra. Lui per fortuna ha una alternativa. Il tuo servizio é fantastico ma non lo baderà nessuno perché ci sono sempre giochi e interessi politici dietro ad ogni questione di interesse sociale. Vedi ad esempio le polveri sottili che stanno uccidendo qui in pianura padana. Pensa alle polveri che escono dai motoscafi…..vaporetti..taxi..navicelle o transatlantici di merda!!! che arrivano carichi di turisti a Venezia. Qui si muore! E prima ancora che la robotica prenda il sopravvento sull’uomo.

 

PINO MARELLI (Musicista, titolare della Marelli Productions negli Usa)

Il pericolo dell’informazione guidata

Se si vuole avere voce nel mondo vanno coinvolti tutti i mezzi di comunicazioni in tutto il mondo. I contatti automaticamente si moltiplicano su una rete dove chi lo riceve lo trasmette a amici conoscenti parenti e associati da qualsiasi parte del mondo. È la bilancia che deve essere inserita nel mondo dell’informazione per avere un giusto bilancio e un ago di equità tra informazione guidata dai poteri forti, fake news e non informazione su aree ancora in fase di sviluppo o meno collegate con il resto del mondo. Auguri!

 

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Hanno commentato in precedenza: Serie 1 – Marco Griffoni (giornalista, ex caporedattore di Rai International), Chiara Ottanelli (attrice e presentatrice), Elena D’Astolfo (educatrice, impiegata, archivista), Serie 2 – Isabel Russinova (attrice cinema e teatro), Myriam Spaziani Testa (naturopata), Emilio Doria (studente), Serie 3 – Esperanza Anzola (IILA – Organizzazione Italo Latino Americana), Laura Avalle (giornalista e scrittrice), Bertilla Ugolin (Consigliere Nazionale Fincopp), Serie 4 – Fabrizio De Jorio (Giornalista RAI e Coordinatore di Giornalisti Italiani Uniti (Stampa Romana), Fabio Porta (sociologo, ex Deputato PD eletto all’estero) e Giorgia Alma Vicenti (Danzaterapista), Serie 5 – Orlando Guzman (Sociologo e Presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Costa Rica), Stefano Lesti (Scrittore, storico e ricercatore) e Fabio Schembri (Funzionario doganale).

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LIBRI promossi dalla REA e distribuiti su Amazon: Radio e Tv al Bivio; I 7 Diritti Capitali; Reddito Universale.

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VIDEO COMMENTATO

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

UN and New Technologies: Real challenge for Guterres

 

A ROMA PRIMO CORSO DI ASSISTENZA AI MALATI DI ALZEIHMER

Posted by Punto Continenti On febbraio - 18 - 2019 Commenti disabilitati su A ROMA PRIMO CORSO DI ASSISTENZA AI MALATI DI ALZEIHMER

 

Martedì 19 febbraio, alle ore 10,00, presso la Sala Riunioni dell’Associazione Stampa Romana (Piazza della Torretta, 36), si terrà la conferenza stampa di presentazione del Corso per O.M.A.D. – Operatore per i Malati di Alzheimer e di altre forme di demenza con Certificazione CEPAS. Si tratta del primo ed unico Corso in Italia di specializzazione per assistenti di pazienti affetti da malattie dementigene, in tutte le loro molteplici fasi. Si tratta di un’iniziativa seguita con particolare attenzione anche dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) notoriamente impegnata a sostenere la nascita di un nuovo Stato Sociale attraverso una Pacifica rivoluzione sociale e mediante un corretto utilizzo delle nuove tecnologie (vedere il video a fondo pagina). Ma vediamo qualche dato di questa terribile malattia.

 

Secondo l’ultimo Rapporto Censis (2016) in Italia ci sono 600mila i malati di Alzheimer: un numero destinato ad aumentare. sia da noi che nel resto del Mondo. Su stima Adi (Alzheimer’s Disease International) si assiste a un nuovo caso di demenza ogni 3,2 secondi. Nel nostro Paese, in particolare, l’età media delle persone malate di Alzheimer è di 78,8 anni, nel 1999 era di 73,6 anni. Invecchia la popolazione dei malati e invecchiano contemporaneamente anche i caregivers (assistenti) che hanno in media 59,2 anni, 53,3 anni nel 1999. I numeri parlano da soli. Una vera e propria epidemia. SOS Alzheimer è un’ Associazione nazionale, impegnata dal 2004 a supportare le famiglie con iniziative di sostegno, in collaborazione con enti e strutture pubbliche territoriali e si sta battendo per assicurare ai pazienti ed ai loro familiari dignità, rispetto ed assistenza specializzata per una migliore e dignitosa qualità della vita.

 

SOS Alzheimer è vicina ai familiari dei pazienti con informazioni sulla malattia ed il suo decorso, fornisce, per quanto è possibile, consigli su come assistere il malato dalle prime fasi del male alle ultime, mette a disposizione operatori O.M.A.D.  appositamente formati (e riconosciuti in Progetti di assistenza come l’iniziativa “Per non sentirsi soli/Respiro”, ed il “Salotto Alzheimer della Capitale” che hanno goduto del contributo della Regione Lazio in base alla L.29/93 e con corsi che godono del Patrocinio del Consiglio regionale del Lazio), pubblica riviste, manuali e guide dedicate alla malattia e tese a migliorare, attraverso la conoscenza e l’informazione, la qualità della vita delle famiglie colpite dalle patologie legate alla demenza.

 

Proprio per la crescente domanda di assistenza ai pazienti affetti da malattie dementigene, l’Associazione SOS Alzheimer, ha voluto fortemente che il corso O.M.A.D. venisse riconosciuto con l’importante certificazione professionale di terza parte delle competenze professionali rilasciate da CEPAS, Istituto italiano leader nella certificazione delle competenze e della formazione, in collaborazione con ANGQ, l’Associazione nazionale di Garanzia della Qualità.

 

L’O.M.A.D. è il professionista che assiste e supporta, in modo eticamente e deontologicamente corretto, i pazienti affetti da deterioramento cognitivo e allevia i disturbi della malattia attraverso l’uso di terapie non farmacologiche. L’O.M.A.D. deve dimostrare di possedere molteplici competenze in termini di Conoscenze, Abilità, Competenze metodologiche e Soft Skills, per svolgere con professionalità le attività relative al delicato lavoro di assistenza. Di questo e di molto altro parleranno la Prof.ssa Rosalba Benvenuto (Geriatria Azienda-Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea), referente scientifica dell’Associazione SOS Alzheimer, il Dott. Massimo Dutto, A.D. Cepas Srl, la Dott.ssa Angela Mennea, Vicepresidente dell’Associazione SOS Alzheimer ed i docenti del Corso.

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Video Consigliato

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (5)

Posted by Punto Continenti On febbraio - 16 - 2019 Commenti disabilitati su NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (5)

Foto: da sinistra, in senso orario, Orlando Guzman, Stefano Lesti e Fabio Schembri

 

Nel 2017 è nato a Roma un movimento internazionale per promuovere la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale nel mondo. L’iniziativa è partita da un gruppo di giornalisti e persone attive nel sociale vicine alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) al quale si sono collegate in tempi diversi altre associazioni giornalistiche e imprenditoriali. Sono nate così diverse inchieste, video (con oltre 56mila visualizzazioni alla fine del 2018), articoli, interviste e libri su argomenti riguardanti i diritti sociali. Di seguito riportiamo alcune Opinioni e Riflessioni inviate dai lettori che hanno visionato il video  ‘ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres’ riportato a fondo pagina. Chi desidera essere aggiornato su altri video realizzati dalla REA è sufficiente che si iscriva alla pagina YouTube del coordinatore Rainero Schembri e poi cliccare su Iscriviti. Tutte le persone interessate possono inviare opinioni, critiche o proposte (possibilmente entro le 15 righe) a: nuovostatosociale@gmail.com. Si tratta di agevolare su scala globale la realizzazione di una pacifica rivoluzione sociale

Nota: le opinioni espresse riguardano esclusivamente il pensiero di chi le ha scritte che, quindi, si assume anche la piena responsabilità. 

 

ORLANDO GUZMAN (Sociologo e Presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Costa Rica)

La prima sfida per le aziende? aiutare i dipendenti a riqualificarsi

Una preoccupazione non del tutto infondata se sono realistiche le stime di McKinsey secondo cui entro il 2030 tra il 5 e il 15% della forza lavoro nel mondo potrebbe dover cambiare occupazione, con quasi il 50% delle mansioni potenzialmente impattate dall’automazione. Le nuove tecnologie saranno sempre più applicate alle attività più ripetitive e i lavoratori dovranno aggiornare le proprie competenze per dedicarsi a nuove mansioni a maggior valore aggiunto. Una prima sfida per le aziende sarà aiutare i dipendenti a riqualificarsi. E i dirigenti d’azienda lo hanno compreso. In Europa, quasi l’80% dei manager che abbiamo intervistato considera la riqualificazione una priorità aziendale. Per non parlare delle scelte e/o decisioni che tra poco le macchine prenderanno per noi umani….! Veramente preoccupante caro Rainero….!

 

STEFANO LESTI (Scrittore, storico e ricercatore)

Viviamo in un mondo fatto di arroganza e prepotenza 

Penso che il video sia senz’altro utile per suscitare un dibattito su un tema importante. La mia opinione è che non vi sia volontà alcuna di risolvere problemi poiché il mondo di oggi non si fonda più sui diritti umani, ma sull’arroganza e la prepotenza di un’economia caina che trae profitti da guerre, povertà e conflitti che essa stessa provoca, fomenta e gestisce.

 

FABIO SCHEMBRI (Funzionario doganale)

Vogliono una massa indistinta di neo schiavi

Sintetico ma tragicamente vero. Limitatamente all’Italia questo fenomeno è già un problema concreto. Dal libero professionista che sino a 15 anni fa utilizzava la figura della segretaria oggi nella maggior parte dei casi sostituita dal computer e dai servizi di cal center che svolge con pochi elementi lavori per molti utenti, alle attività in fabbrica dove l’elemento umano è sostituito dai robot. Ma la nomenclatura ci vuole far credere che sono gli italiani che non vogliono fare determinati lavori e che serve l’immigrazione per sopperire alla carenza di manodopera. Nella realtà si tratta di sporchi interessi volti a creare una massa indistinta di neo schiavi disposti a svolgere qualsiasi lavoro con paghe da fame.

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Hanno commentato in precedenza: Marco Griffoni (giornalista, ex caporedattore di Rai International), Chiara Ottanelli (attrice e presentatrice), Elena D’Astolfo (educatrice, impiegata, archivista), Isabel Russinova (attrice cinema e teatro), Myriam Spaziani Testa (naturopata), Emilio Doria (studente), Esperanza Anzola (IILA – Organizzazione Italo Latino Americana), Laura Avalle (giornalista e scrittrice), Bertilla Ugolin (Consigliere Nazionale Fincopp), Fabrizio De Jorio (Giornalista RAI e Coordinatore di Giornalisti Italiani Uniti (Stampa Romana), Fabio Porta (sociologo, ex Deputato PD eletto all’estero) e Giorgia Alma Vicenti (Danzaterapista).

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LIBRI promossi dalla REA e distribuiti su Amazon: Radio e Tv al Bivio; I 7 Diritti Capitali; Reddito Universale.

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VIDEO COMMENTATO

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

UN and New Technologies: Real challenge for Guterres

NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (4)

Posted by Punto Continenti On febbraio - 10 - 2019 Commenti disabilitati su NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (4)

Foto: in senso orario Fabrizio De Jorio, Fabio Porta e Giorgia Alma Vicenti. 

 

Nel 2017 è nato a Roma un movimento internazionale per promuovere la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale nel mondo. L’iniziativa è partita da un gruppo di giornalisti e persone attive nel sociale vicine alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) al quale si sono collegate in tempi diversi altre associazioni giornalistiche e imprenditoriali. Sono nate così diverse inchieste, video (con oltre 56mila visualizzazioni alla fine del 2018), articoli, interviste e libri su argomenti riguardanti i diritti sociali. Di seguito riportiamo alcune Opinioni e Riflessioni inviate dai lettori che hanno visionato il video  ‘ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres’ riportato a fondo pagina. Chi desidera essere aggiornato su altri video realizzati dalla REA è sufficiente che si iscriva alla pagina YouTube del coordinatore Rainero Schembri e poi cliccare su Iscriviti. Tutte le persone interessate possono inviare opinioni, critiche o proposte (possibilmente entro le 15 righe) a: nuovostatosociale@gmail.com. Si tratta di agevolare su scala globale la realizzazione di una pacifica rivoluzione sociale

Nota: le opinioni espresse riguardano esclusivamente il pensiero di chi le ha scritte che, quindi, si assume anche la piena responsabilità. 

 

FABRIZIO DE JORIO (Giornalista RAI/Televideo) e Coordinatore di Giornalisti Italiani Uniti (Componente sindacale di Stampa Romana).

Le nuove tecnologie non debbono distruggere la stampa locale 

Prendendo spunto dal video che illustra bene il pericolo delle nuove tecnologie se non utilizzate in modo sociale, in modo etico, posso dire che rischiamo di avere una società altamente tecnologizzata e professionale dal punto di vista dell’utilizzo delle tecnologie, ma con tanti nuovi poveri fatti da lavoratori esclusi dal mondo produttivo proprio a causa di queste tecnologie che sostituiranno il lavoro e, quindi, anche l’ingegno umano. Se noi volessimo andare in questa direzione, dobbiamo contemperare le esigenze delle nuove tecnologie, che indubbiamente possono essere di grande ausilio (non solo sul piano lavorativo ma anche per la sanità e la società in generale) con l’elemento umano che se viene messo in secondo piano rischia di produrre milioni e milioni di disoccupati. A questo punto, viene spontaneo domandarsi: a chi riusciranno poi a vendere queste nuove tecnologie?

 

Tutta questa nuova tecnologia potrebbe avere degli effetti devastanti anche per il giornalismo. E questo perché se i grandi portali come Google riusciranno ad accentare tutte le notizie, si rischia di avere un’informazione troppo omologata e  acquiescente, e quindi non corrispondente alle esigenze del cittadino e dei lavoratori. Un grave rischio corre, ad esempio, l’informazione locale e territoriale, destinata sempre di più a un ruolo marginale. Se ciò dovesse accadere, verrebbe colpito, tra l’altro, l’articolo 21 della Costituzione che prevede che ogni cittadino abbia il diritto a un’informazione corretta, puntuale e veritiera e non  a un notiziario acquiescente al potere.

 

In conclusione, se la nuova tecnologia non verrà gestita in modo corretto, potrebbe avverarsi la previsione di Orwell, che descriveva il futuro cittadino come una sorta di automa informato solo dal pensiero dominante. Da questo punto di vista le radio e televisioni locali hanno un grande ruolo da giocare, visto che operano sul territorio. E, quindi, meritano di essere tutelate.

 

FABIO PORTA (Sociologo, residente a San Paolo del Brasile, è stato deputato PD eletto nella Circoscrizione estero)

Occorre battersi per un Nuovo Stato Sociale Mondiale 

Caro Schembri, con queste mie poche righe voglio esprimerti il mio plauso, insieme alla mia condivisione, per l’encomiabile e opportuna battaglia civile che stai portando avanti sulla necessità di un “nuovo stato sociale mondiale”. Una campagna planetaria che dovrebbe trovare proseliti e sostenitori in tutto il mondo, a partire dalla coscienza dei nostri governanti, ai quali giustamente ti rivolgi indicando nel nuovo Segretario Generale ONU Gutierrez il loro principale esponente. Un abbraccio e avanti insieme!

 

GIORGIA ALMA VICENTI (Danzaterapista)

Importante è lavorare sull’educazione dei bambini

Caro Rainero, ho visto con interesse il tuo video e lo condivido al 100%. Anche io, vivendo in questa società, mi sono resa conto che questo rischio sta diventando sempre più alto e tangibile. Penso che sia importante lavorare sull’educazione dei bambini, iniziare dalla scuola (e ce ne sono ora di diversi tipi, basti pensare all’Asilo nel bosco, ad esempio) per trasmettere valori legati alla terra, all’unicità dell’essere umano che mai potrà essere sostituito da una macchina, alla relazione e alla cooperazione.

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Hanno commentato in precedenza: Marco Griffoni (giornalista, ex caporedattore di Rai International), Chiara Ottanelli (attrice e presentatrice), Elena D’Astolfo (educatrice, impiegata, archivista), Isabel Russinova (attrice cinema e teatro), Myriam Spaziani Testa (naturopata), Emilio Doria (studente), Esperanza Anzola (IILA – Organizzazione Italo Latino Americana), Laura Avalle (giornalista e scrittrice), Bertilla Ugolin (Consigliere Nazionale Fincopp).

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LIBRI promossi dalla REA e distribuiti su Amazon: Radio e Tv al Bivio; I 7 Diritti Capitali; Reddito Universale.

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VIDEO COMMENTATO

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

UN and New Technologies: Real challenge for Guterres

ANTONELLA CAVALLARI: COLLABORIAMO CON L’AMERICA LATINA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 8 - 2019 Commenti disabilitati su ANTONELLA CAVALLARI: COLLABORIAMO CON L’AMERICA LATINA

Foto: Un momento dell’incontro. Nel riquadro Antonella Cavallari

 

A che punto si trova la collaborazione dell’Italia con l’America Latina nel campo della sicurezza, dell’ambiente e della difesa? A questa domanda ha cercato di dare delle risposte concrete Antonella Cavallari, direttrice centrale del Ministero degli Affari Esteri, responsabile per l’America Latina. L’occasione si è presentata nel corso dell’incontro mensile che si svolge presso l’Hotel NH Giustiniani, organizzato da Mediatrends a Roma con il corpo diplomatico accreditato in Italia e con i giornalisti italiani e stranieri. Come sempre a moderare il dibattito è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya. Ma vediamo in estrema sintesi cosa ha dichiarato la Cavallari.

 

Sicurezza. Per migliorare la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente nel continente, è necessaria la cooperazione con l’Europa, e più specificamente con l’Italia. “Stiamo affrontando una grande sfida, ma stiamo ottenendo risultati importanti”, ha detto. “Nessuno può fermare da solo il cambiamento climatico, né il crimine. Sono problemi globali e sfide che devono quindi essere affrontate insieme “.

 

Ambiente. L’America Latina è il continente in cui è possibile trovare il meglio delle risorse naturali e delle riserve naturali. E la volontà politica è impegnata a preservare l’ambiente. Per quanto riguarda la minaccia del cambiamento climatico, è necessario affrontarlo insieme e analizzare il grado di sostenibilità della produzioni e dell’industria dei vari Paesi. Occorre promuovere l’economia verde. Per il bene delle generazioni future vanno, quindi, rispettate le leggi in materia di sostenibilità.

 

Difesa. Purtroppo l’America Latina è caratterizzata da alti tassi di omicidi. Il  problema della violenza ha un costo economico molto alto, tra i più grandi al mondo, soprattutto in America centrale. “Lì abbiamo iniziato da molto tempo a collaborare a lungo tempo mediante accordi bilaterali (europei e Ocse) e attraverso lo scambio di esperienze e diplomazia legale. L’Italia nella sua lotta contro la mafia ha sviluppato una grande esperienza che ci viene chiesto di condividere. In particolare la legge sul sequestro dei beni di origine criminale da utilizzare per fini sociali. Il sistema italiano ha funzionato anche nella creazione di una crescente consapevolezza pubblica del problema. Bisogna puntare molto sulla creazione di un forte consenso tra la gente e sull’educazione civica.  Oltre alla formazione di coloro che combattono il crimine occorre creare anche un forte consenso attraverso l’educazione civica”. A questo proposito la Cavallari ha ricordato che, purtroppo, in America Latina le forze di sicurezza non godono di una grande fiducia popolare perché spesso si sono rivelate corrotte.

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Video consigliato: ONU e Nuove Tecnologie

 

NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (3)

Posted by Punto Continenti On febbraio - 1 - 2019 Commenti disabilitati su NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (3)

Foto: In senso orario Esperanza Anzola, Laura Avalle e Bertilla Ugolin.

 

Nel 2017 è nato a Roma un movimento internazionale per promuovere la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale nel mondo. L’iniziativa è partita da un gruppo di giornalisti e persone attive nel sociale vicine alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) al quale si sono collegate in tempi diversi altre associazioni giornalistiche e imprenditoriali. Sono nate così diverse inchieste, video (con oltre 56mila visualizzazioni alla fine del 2018), articoli, interviste e libri su argomenti riguardanti i diritti sociali. Di seguito riportiamo alcune Opinioni e Riflessioni inviate dai lettori che hanno visionato il video  ‘ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres’ riportato a fondo pagina. Chi desidera essere aggiornato su altri video realizzati dalla REA è sufficiente che si iscriva alla pagina YouTube del coordinatore Rainero Schembri e poi cliccare su Iscriviti. Tutte le persone interessate possono inviare opinioni, critiche o proposte (possibilmente entro le 15 righe) a: nuovostatosociale@gmail.com. Si tratta di agevolare su scala globale la realizzazione di una pacifica rivoluzione sociale

Nota: le opinioni espresse riguardano esclusivamente il pensiero di chi le ha scritte che, quindi, si assume anche la piena responsabilità. 

 

ESPERANZA ANZOLA (IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana)

La Colombia punta molto sull’artigianato femminile 

Non posso non condividere il fatto che la tecnologia avrà un grande impatto sul lavoro umano. Tuttavia è anche certo che la stessa tecnologia contribuirà a far apprezzare il lavoro artigianale eseguito di ogni località. Partendo da questa premessa abbiamo come IILA avviato una serie di iniziative intese a valorizzare il lavoro artigianale, in particolare quello fatto dalle donne nelle zone più povere del Paese.  Cerchiamo, ad esempio, di aiutare gli artigiani sul piano della commercializzazione dei loro prodotti sui mercati esteri. Tra i nostri progetti specifici mi piace segnalare quello relativo alla  valorizzazione del lavoro artigianale colombiano. Uno di questi riguarda il lavoro femminile realizzato dalla Comunità di Wayùu del nord della Colombia. Questi lavori sono fatti a mano con disegni che richiamano la tradizione. Si tratta di un esempio di come le abilità manuali possono continuare ad affermarsi in tuto il mondo, indipendentemente dal ricorso delle tecnologie avanzate.

 

LAURA AVALLE (giornalista e scrittrice)

Leonardo aveva un’altra sensibilità 

Faccio i complimenti al video che tratta una battaglia molto importante. Siamo nell’anno di Leonardo che pur avendo sviluppato macchine e tecnologia ha sempre messo al centro, anche graficamente, l’uomo, la persona. Lo “stato sociale” è una conquista che rischia di essere sacrificata sull’altare del progresso fine a se stesso e non finalizzato all’essere umano. Tutto il mio supporto per questa bella iniziativa.

 

BERTILLA UGOLIN (Consigliere Nazionale Fincopp)

Esiste anche la buona sanità 

Come FINCOPP, Federazione Italiana Incontinenti e disfunzioni pavimento pelvico, crediamo molto nella promozione di una buona sanità. Il pericolo di un distorto uso della tecnologia, abbinata alla inevitabile perdita di numerosi posti di lavoro (evidenziata dal filmato), a mio avviso può essere contrastata validamente con la continua ricerca della qualità.  In campo sanitario, ad esempio, occorre sostenere  le nostre eccellenze, come abbiamo fatto recentemente nei riguardi del nuovo reparto di urologia guidato dal Primario Pier Paolo Curti dell’Ospedale di Legnano (Verona). Mi fa piacere ricordare che, in occasione della sua inaugurazione, il Direttore Generale dell’Ospedale, Pietro Girardi, ha messo in chiaro che oltre alla tecnologia (estremamente importante) occorre perseguire l’inclusione sociale e favorire l’attività del volontariato caratterizzata spesso da grande attenzione  e professionalità.

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Hanno commentato in precedenza: Marco Griffoni (giornalista, ex caporedattore di Rai International), Chiara Ottanelli (attrice e presentatrice), Elena D’Astolfo (educatrice, impiegata, archivista), Isabel Russinova (attrice cinema e teatro), Myriam Spaziani Testa (naturopata), Emilio Doria (studente).

LIBRI promossi dalla REA e distribuiti su Amazon: Radio e Tv al Bivio; I 7 Diritti Capitali; Reddito Universale.

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VIDEO COMMENTATO

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

UN and New Technologies: Real challenge for Guterres

 

MANUELA KUSTERMANN E UGO PAGLIAI IN ‘DOPO LA PROVA’

Posted by Punto Continenti On febbraio - 1 - 2019 Commenti disabilitati su MANUELA KUSTERMANN E UGO PAGLIAI IN ‘DOPO LA PROVA’

Nella foto: Ugo Pagliai e Manuela Kustermann. 

 

Dal primo al dieci febbraio al Teatro Vascello di Roma andrà in scena Dopo la Prova di Ingmar Bergman con tre grandi artisti: Manuela Kustermann, Ugo Pagliai e Arianna Di Stefano, con Regia di Daniele Salvo. In un tempo sospeso, nella penombra di un vecchio palcoscenico, Henrik Vogler, grande regista e direttore di teatro, è seduto su una poltrona, immobile. Appare quasi imbalsamato. Ha 109 anni o forse solo sessantadue. La scena è ingombra di oggetti, attrezzature sceniche, quinte, attrezzeria, rimasti dopo una prova pomeridiana de “Il sogno” di Strindberg. Ora però il regista è rimasto solo, assorto nelle sue riflessioni sul senso del suo stesso lavoro, sulle scelte fatte, sugli errori compiuti, sul tempo della propria esistenza e sulle aspettative per il futuro. L’edificio è completamente deserto. Il sipario è alzato sino a metà.

 

D’improvviso appare sulla scena Anna Egerman, giovane attrice interprete della Figlia di Indra nella pièce diretta da Vogler. Da questo momento inizia un confronto serrato tra i due che, sospesi in una zona di confine, in una sorta di limbo extra-quotidiano in cui tutto è concesso, si permettono finalmente di dire la verità. Le loro ansie, le loro paure, i loro desideri, i loro affanni e le loro vanità di piccoli esseri umani vengono alla luce con chiarezza, affiorano dalla loro piccola stanza dell’immaginario e prendono corpo con violenza. È quasi un percorso psicanalitico, un raggio di luce in una stanza buia da anni, un momento di verità in un’esistenza di finzione. Vogler si muove nel torrente del tempo con disinvoltura e leggerezza, analizzando il sentimento dell’amore, della gelosia, dell’attrazione, del gioco teatrale, senza retorica e con semplicità disarmante. L’ingresso sulla scena di Rakel, attrice di mezza età, introduce altri temi bergmaniani di straordinaria pregnanza: la percezione del tempo, la paura della vecchiaia, la straordinaria fragilità dell’animo femminile che si risolve in patologia pura, in ansia da prestazione, in senso di inadeguatezza e nevrosi. Quella di Rakel è una figura che si muove sul filo del rasoio, un’artista distrutta dal suo stesso talento, una scorticata viva.

 

In “Dopo la prova” Bergman non crea nemmeno più “personaggi”, ma linguaggi, funzioni emotive, “contenitori” di fragilità, ansie e paure, donne e uomini reali che non riescono più a convivere con le menzogne, con i compromessi della vita borghese, vecchi-bambini che rischiano la vita, perdono l’equilibrio e cadono a terra in preda ad un ossessivo bisogno di verità, di un senso possibile, di un segno, un gesto, un respiro che dia un significato alle loro piccole vite.

DOPO LA PROVA di Ingmar Bergman
con Ugo Pagliai, Manuela Kustermann e Arianna Di Stefano
assistente regia Alessandro Gorgoni
assistente M° Pagliai  Alessandro Guerra
scene di Alessandro Chiti
costumi Daniele Gelsi
disegno luci Umile Vainieri
regia Daniele Salvo

INFORMAZIONI

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78, Cap 00152 Monteverde Roma

promozioneteatrovascello@gmail.com

06 5881021 – 06 5898031

www.teatrovascello.it

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INVITO AI LETTORI

Nella battaglia condotta da Punto Continenti in collaborazione con la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) per un Nuovo Stato Sociale, invitiamo tutti lettori a inviare un breve commento (di 10 righe) sul video (di due minuti) riportato di seguito e sull’impatto che le Nuove Tecnologie avranno nei prossimi anni sui livelli occupazionali. Scrivere a: nuovostatosociale@gmail.com Nell’oggetto inserite: Commento al Video. Grazie per la collaborazione.

 

ALL’IILA UNO SHOW ROOM DEDICATO ALLA MODA COLOMBIANA

Posted by Punto Continenti On gennaio - 28 - 2019 Commenti disabilitati su ALL’IILA UNO SHOW ROOM DEDICATO ALLA MODA COLOMBIANA

Foto: Donne Wajùu al lavoro. Nel riquadro Esperanza Anzola

 

All’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana) con sede a Roma in via Giovanni Paisiello 24 verrà allestita in collaborazione con l’Ambasciata della Colombia in Italia e con il supporto dell’Accademia Estesia Moda e Cultura, un’edizione speciale dello Show Room – IILA 2019 interamente dedicato alla Colombia. La rassegna, valorizza il lavoro delle artigiane indigene della comunità Wayúu della Guajira (regione situata al nord della Colombia), che con passione e dedizione, realizzano “mochilas”, “hamacas” e “mantas”, fatte a mano con design, moda e tradizione.

 

Vare Crafts è un progetto di imprenditoria sociale dell’artigianato Wayúu, che riconosce l’attività artigianale ad un prezzo equo, attraverso il miglioramento della qualità dell’artigianato. La manifestazione, giunta alla sua VIII edizione, è volta a promuovere il talento latinoamericano in Italia e in questa occasione verrà presentata la collezione realizzata degli artigiani Wayúu. L’evento verrà aperto dall’Ambasciatrice della Colombia in Italia, Gloria Isabel Ramírez Rios e dal Segretario Socio-Economicodell’IILA José Luis Rhi-Sausi, accompagnati dalla direttrice di Waré Crafts Paula Peña Amaya e dalla disegnatrice colombo-venezolana Patricia Quevedo.

 

Nell’edizione speciale dello Show Room -IILA, ideato e curato da Esperanza Anzola dell’IILA (vera anima della manifestazione) e da Ino Mantilla e Maurizio Passeri della Accademia Estesia Moda e Cultura, parteciperà anche la pittrice colombiana, Lucia Morana che, inspirandosi ai tessuti Wayúu e Arauaco della Colombia, fonde all’interno del suo lavoro luci, colori, passioni, trame e tradizioni che concettualmente convergono nella rappresentazione di un nuovo tessuto sociale. 

Per ulteriore informazione

SSE-Segreteria Socio-Economica dell’IILA

tel. +39 06 68492 220

e-mail: e.anzola@iila.org 

 

VIDEO CON ESPERANZA ANZOLA

INVITO AI LETTORI

Nella battaglia condotta da Punto Continenti in collaborazione con la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) per un Nuovo Stato Sociale, invitiamo tutti lettori a inviare un breve commento (di 10 righe) sul video (di due minuti) riportato di seguito e sull’impatto che le Nuove Tecnologie avranno nei prossimi anni sui livelli occupazionali. Scrivere a: nuovostatosociale@gmail.com Nell’oggetto inserite: Commento al Video. Grazie per la collaborazione.

NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (2)

Posted by Punto Continenti On gennaio - 24 - 2019 Commenti disabilitati su NUOVE RIFLESSIONI SUL VIDEO DEDICATO ALLO STATO SOCIALE (2)

Foto: da sinistra in senso orario Isabel Russinova, Myriam Spaziani Testa, Emilio Doria.  

Nel 2017 è nato a Roma un movimento internazionale per promuovere la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale nel mondo. L’iniziativa è partita da un gruppo di giornalisti e persone attive nel sociale vicine alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) al quale si sono collegate in tempi diversi altre associazioni giornalistiche e imprenditoriali. Sono nate così diverse inchieste, video (con oltre 56mila visualizzazioni alla fine del 2018), articoli, interviste e libri su argomenti riguardanti i diritti sociali. Di seguito riportiamo alcune Opinioni e Riflessioni inviate dai lettori che hanno visionato il video  ‘ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres’ riportato a fondo pagina. Chi desidera essere aggiornato su altri video realizzati dalla REA è sufficiente che si iscriva alla pagina YouTube del coordinatore Rainero Schembri e poi cliccare su Iscriviti. Tutte le persone interessate possono inviare opinioni, critiche o proposte (possibilmente entro le 15 righe) a: nuovostatosociale@gmail.com. Si tratta di agevolare su scala globale la realizzazione di una pacifica rivoluzione sociale

Nota: le opinioni espresse riguardano esclusivamente il pensiero di chi le ha scritte che, quindi, si assume anche la piena responsabilità. 

 

ISABEL RUSSINOVA (attrice cinema e teatro)

Ai giovani occorre dare gli strumenti giusti 

Sono assolutamente d’accordo con il filmato. Bisogna assolutamente creare un nuovo Stato Sociale, attraverso politiche atte a offrire alle nuove generazioni gli strumenti necessari per poter fronteggiare questo grande ed inesorabile cambiamento che solo l’intelligenza, il talento, l’eccellenza, la creatività senza regole e logiche dell’intelletto umano potranno contrastare. Tutto ciò, infatti, nessuna macchina potrà mai eguagliare.

 

MYRIAM SPAZIANI TESTA (naturopata)

Quanta confusione introno ai Distretti Sanitari 

Parlando di Stato Sociale, mi è venuto in mente che il Distretto Sociosanitario avrebbe dovuto garantire, secondo la norma, i livelli essenziali di assistenza. Non solo, avrebbe avuto, sempre in base alla legge, autonomia tecnico amministrativa  e gestionale. I livelli essenziali di assistenza (LEA) avrebbero garantito l’erogazione di servizi sociosanitari integrati alla persona intesa come cittadino portatore di bisogni di salute e assistenza sociale. Si sarebbe dovuta garantire l’appropriatezza delle prestazioni e soprattutto una risposta integrata sociosanitaria alla domanda, sia nell’ambito della prevenzione che in quello della cura e riabilitazione. Ma, purtroppo, nel nostro Paese le contraddizioni originano proprio dalle leggi. Il fondo da cui si erogano finanziamenti in ambito sociale ( per assistenza domiciliare, assistenza alla disabilità, interventi di contrasto alle dipendenze e alla povertà, sostegno alle famiglie con problematiche legate alla salute mentale, alla disabilità etc.) è diverso dal fondo sanitario e questa diversa origine dei flussi finanziari ha fatto si che anche la gestione dei suddetti fondi a livello locale fosse separata e quindi anche i bisogni di salute e benessere fossero considerati separati.

Quindi  il distretto sociosanitario(?) interviene il più delle volte separatamente sulla persona che esprime un bisogno di salute, come se fosse possibile separare l’aspetto sociale da quello sanitario se non generando confusione, sovrapposizione se non addirittura inappropriatezza della prestazione. L’esempio più evidente è costituito dall’assistenza domiciliare agli anziani fragili e ai disabili, ambito in cui i Comuni, singoli o associati, in molte Regioni, compreso il Lazio, si muovono autonomamente, spesso assistendo persone che non sono prese in carico dall’ASL per la medesima assistenza e viceversa, nonostante i piani di zona formulati dai distretti che prevedono la partecipazione ai piani stessi dei rappresentanti oltreché dei Comuni, anche delle ASL di riferimento. Per programmare interventi sociosanitari bisogna partire da una lettura unificata del bisogno e solo dopo procedere alla formulazione della progettualità e quindi alle prestazioni vere e proprie. Non ci vuole tanto a capire questa logica lineare e tuttavia ancora si procede a tentoni rispondendo in modo inadeguato, insufficiente e inappropriato ai bisogni del cittadino.

 

EMILIO DORIA (studente)

Guardando a mio padre

Personalmente il filmato mi ha suggerito la seguente emozione. In un momento in cui  fretta, menefreghismo, ipocrisia, intolleranza, odio e quanto altro ancora attanagliano la nostra società, il mio pensiero per un attimo và a tutti coloro che soffrono! Per qualsiasi patologia, pensando a quanto sia facile sentirsi dei leoni quando si è in  piena salute! Pensiamo per un attimo agli stomizzati per esempio visto che ho mio papà affetto da questa particolare  patologia,  a come ci si può sentire con un corpo estraneo che comporta conseguenti disagi al corpo umano come un cancro che attanaglia la nostra società.di un nuovo Stato Sociale

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Hanno commentato in precedenza: Marco Griffoni (giornalista, ex caporedattore di Rai International), Chiara Ottanelli (attrice e presentatrice), Elena D’Astolfo (educatrice, impiegata, archivista).

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LIBRI promossi dalla REA e distribuiti su Amazon: Radio e Tv al Bivio; I 7 Diritti Capitali; Reddito Universale.

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VIDEO COMMENTATO

ONU e Nuove Tecnologie: Vera sfida per Guterres

UN and New Technologies: Real challenge for Guterres

AL MINISTRO DI MAIO IL DOCUMENTO REA SUL DPR 146/17

Posted by Punto Continenti On gennaio - 23 - 2019 Commenti disabilitati su AL MINISTRO DI MAIO IL DOCUMENTO REA SUL DPR 146/17

Riportiamo di seguito le proposte della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) formulate dal Presidente Antonio Diomede al Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio in merito alla Revisione del DPR 146/17

 

Egregio Presidente,

sicuramente è al corrente della gravissima crisi che attanaglia il settore radiotelevisivo locale per la quale stiamo assistendo alla morte lenta di centinaia di emittenti radio e televisioni senza che si riesca a intravedere una via d’uscita per la mancanza di attenzione della DGSCERP (Direzione Generale Servizi Comunicazione Elettronica Radiodiffusione e Postali) diretta dal Dott. Antonio Lirosi del quale chiediamo immediate dimissioni per i gravissimi irreparabili danni materiali e morali prodotti al settore televisivo locale conseguenti alla emanazione e applicazione del DPR 146/17 detto “Regolamento Contributi” in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali. Infatti la responsabilità di quel becero decreto, firmato da Gentiloni del passato Governo, è il massimo esponente dell’Amministrazione che non seppe indirizzare la parte politica del Ministero verso le giuste soluzioni per l’assegnazione delle risorse economiche dello Stato a sostegno del pluralismo informativo e la massima occupazione nel settore.

 

Le motivazioni sono di diversa natura e complessità. Ma a chi prospettarle se manca un valido interlocutore capace di ascolto per i necessari provvedimenti? Recentemente siamo stati proficuamente ascoltati dall’Autorità sulla ripianificazione delle frequenze televisive, conseguente al rilascio della banda V – UHF destinata alla telefonia mobile per il 5G, avvertendo nelle relazioni una timida ventata di aria fresca. Non siamo stati ascoltati dall’Amministrazione del Mise probabilmente per la nostra avversione alle politiche neoliberali dei precedenti Governi sfacciatamente tuttora portate avanti dall’Amministrazione di Viale America nel segno della continuità per l’accentramento dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, nonché delle erogazioni economiche destinate alle emittenti locali finite nelle casse dei noti gruppi lobbistici di riferimento mediante un Regolamento, definito “Ammazza Emittenti”, che ha prodotto l’arricchimento di una dozzina di televisioni contro la perdita di 2500 posti di lavoro e la prospettiva di chiusura di 400 tv e 800 radio locali.

 

A nulla valsero le osservazioni del Consiglio di Stato sull’allora emanando Regolamento in merito al numero elevato di dipendenti imposti per accedere ai contributi. La nota del Consiglio di Stato avvertiva : “I limiti numerici previsti, che non appaiono, invero, irrilevanti per le emittenti che operano su territori con un numero di abitanti non elevati, sembrerebbero peraltro poter anche favorire una eccessiva concentrazione delle risorse in favore di un numero eccessivamente limitato di emittenti, con un vantaggio per le strutture operanti in aree con maggiori concentrazione di popolazione e con il conseguente possibile pregiudizio del criterio volto a favorire la pluralità dell’informazione…” Il Consiglio di Stato, prosegue al punto 25) della relazione, affermando : “ …Inoltre la disposizione in esame, in combinato disposto con la previsione dettata dall’articolo 4, che consente l’ammissione al finanziamento in favore solo dei soggetti dotati di una struttura composta da un certo numero minimo di persone, potrebbe comportare l’assegnazione di risorse anche cospicue ad un numero eccessivamente ristretto di destinatari. Per evitare tale inconveniente, si suggerisce di valutare l’ipotesi di un tetto massimo alle risorse che possono essere assegnate ad ogni singola emittente”.

 

Ma il pezzo più scandaloso del sistema “Ammazza Emittenti” è quello relativo al dato Auditel, società privata partecipata dagli oligopolisti RAI, MEDIASET e Reti minori, le cui rilevazioni non sono validate da alcun ente certificatore. Nella prima applicazione del Regolamento, lo scandalo è che il fondo assegnato al dato di ascolto Auditel viene distribuito interamente tra quelle emittenti che lo hanno potuto ottenere negli anni passati in quanto preventivamente (forse informati) iscritti al rilevamento. In sostanza è il meccanismo della torta che la mangia interamente solo chi è seduto a tavola per cui numerose emittenti (quelle che non sapevano) non hanno potuto beneficiarne per gli anni 2016-2017 e 2018. Il risultato finale è che, per il 2016, ad esempio, Canale 21 (tv commerciale campana), ha ottenuto 619.020 euro come incentivo per i 25 dipendenti in carico. Si da il caso però che ottiene la stratosferica cifra di 640.167 euro (più del premio forza lavoro) come premio dato da Auditel. Ecco che una delle società private del “conflitto d’interessi” assumere una posizione determinante nella formazione della graduatoria per decidere la vita o la morte di ogni emittente locale. Anche in questo caso a nulla è valso il rilievo del Consiglio di Stato nell’affermare “Per le emittenti televisive, si rileva che l’articolo 6, comma 1, lettera c), in combinato disposto con la lettera b) della Tabella 1, prevede che il 10% dello stanziamento sia assegnato sulla base dei dati rilevati da Auditel nell’anno solare precedente alla presentazione della domanda. In relazione al descritto criterio, sembra di difficile applicazione il riferimento ai dati Auditel, soprattutto considerando che si tratta di sede locale, riferendosi solo ai soggetti che hanno già chiesto di aderire alla rilevazione e misurandosi comunque i contatti giornalieri senza fare riferimento alla qualità dell’informazione resa. Non sembra poi espressamente prevista l’esclusione di rilevazioni effettuate durante televendite, trasmissioni vietate ai minori o programmi di cartomanzia e simili”.

 

Onore al merito al Consiglio di Stato che ha voluto evidenziare come quel dato Auditel avrebbe premiato certa “tivù spazzatura” che tutti conosciamo a discapito della “buona tivù” dei programmi di “pubblica utilità” meritevole di essere sostenuta come noi della REA, soli contro tutti i Governi, da anni invano sosteniamo. Il Legislatore del Cambiamento non può non sostenere la fine di questo andazzo senza entrare in conflitto non solo con noi ma con quella parte dell’elettorato che lo sostiene. Per dire che per salvare il salvabile della emittenza locale, gran parte distrutta dai precedenti governi del conflitto d’interessi, occorre cambiare registro nella Direzione del Mise che, ripetiamo, la riteniamo responsabile della incresciosa situazione di crisi che non è solo crisi del mercato della pubblicità o, come si va diffamando, della incapacità delle locali a utilizzare proficuamente le frequenze. E’ il frutto di un progetto politico che viene da lontano chiamato “neoliberalesimo” che mira ad accentrare, appropriarsi di tutti i mezzi di comunicazione per meglio governare con il Pensiero unico anche a livello locale.

 

Poiché, nel segno del pluralismo, della massima occupazione e della qualità che non sia quella registrata da Auditel, intendiamo sottoporre al Governo le necessarie azioni sindacali per un riassetto generale del settore radiotelevisivo. Data la complessità della normativa, in particolare, sul DPR 146/17 si chiede una preventiva audizione separata dal Tavolo TV 4.0 nella quale avere la possibilità di dettagliare più di quanto non si sia potuto fare con la presente affinché quell’indegno decreto venga adeguatamente modificato. Per il Cambiamento. Sempre.

 

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