UA-111326531-1
Sunday, December 9, 2018

MEDIATRENDS E LA QUESTIONE AMBIENTALE IN AMERICA LATINA

Posted by Punto Continenti On novembre - 24 - 2018 Commenti disabilitati su MEDIATRENDS E LA QUESTIONE AMBIENTALE IN AMERICA LATINA

http://puntocontinenti.it/wp-content/uploads/2018/11/Ambiente-Mediatrends.jpeg

Foto: un momento dell’incontro organizzato dall’Osservatorio Mediatrends America-Europa

 

L’Osservatorio Mediatrends America-Europa ha chiuso l’anno con un incontro tra giornalisti e Ambasciatori Latino Americani affrontando un problema a carattere modiale. Parliamo della questione ambientale che anche nell’America Latina che si presenta in maniera molto grave.  Questa situazione è aggravata dalle difficili condizioni economiche e sociali. Hanno partecipato all’incontro il neoambasciatrice della Colombia in Italia, Gloria Isabel Ramírez, l’ambasciatore del Costa Rica Ronald Flores e il direttore della comunicazione della FAO, Enrique Yeves. Il dibattito è stato moderato dal giornalista peruviano Roberto Montoya.

 

Per l’Ambasciatrice Ramirez l’America Latina ha illustrato il programma di governo che si basa su un concetto ben preciso: “Conservare e produrre, produrre e preservare”. Ma Come garantire la produzione senza danneggiare l’ambiente? Per l’Ambasciatrice con il controllo e l’educazione, nonché con il rispetto delle regole.

 

Per l’Ambasciatore del Costa Rica Flores, l’impatto dei cambiamenti climatici nel suo Paese è in aumento. Le aree a maggior rischio sono le montagne, le mangrovie e le barriere coralline; Lo stesso avviene con le foreste nelle aree calde (come le foreste costiere dell’Atlantico e del Pacifico). In generale, le foreste tropicali sono fortemente influenzate dalle alte temperature, che potrebbero avere conseguenze sociali ed ecologiche molto gravi. Per il Costa Rica, l’agricoltura è estremamente importante dato che rappresenta una delle principali attività commerciali. Quando i fenomeni climatici cominciano a influenzare la produttività, l’economia e la vita di milioni di persone subiscono conseguenze molto negative. A seguito di queste modifiche, la qualità della vita del paese cambia, con un peggioramento degli aspetti sociali e possibilità di sviluppo. L’Ambasciatore, ha poi ricordato che il Governo sta attivando una serie di azioni preventive allo scopo di preservare gli ecosistemi.

 

Infine, il direttore delle comunicazioni della FAO, Agenzia delle Nazioni Unite che lotta per eliminare la Fame nel mondo, ha presentato un dato allarmante: ben 421 milioni di persone, l’11 per cento della popolazione mondiale, soffre la fame. A determinare questa tragica situazione sono, soprattutto, tre fattori: i conflitti interni, la crisi economica e il cambiamento climatico.

RENATO DI ROCCO: CICLISMO FA RIMA CON AMBIENTE E MUSICA

Posted by Punto Continenti On novembre - 14 - 2018 Commenti disabilitati su RENATO DI ROCCO: CICLISMO FA RIMA CON AMBIENTE E MUSICA

Foto (di Milanoevents): la Milano Sanremo del 2017. Nel riquadro Renato Di Rocco.

 

E’ il classico esempio di una vita dedicata allo sporto. Parliamo di Renato Di Rocco: dal 2005 Presidente della Federazione Ciclistica Italiana (è anche Vicepresidente della Unione Ciclistica Internazionale -UCI). Nato da una famiglia di produttori di biciclette “Romeo” ha vissuto la sua infanzia nel mondo delle corse di ciclismo a livello giovanile e dilettantistico, partecipando ai Centri di avviamento del Coni. In concreto ha iniziato l’attività nel ciclismo con esperienze organizzative all’interno del Velo Club Forze Sportive Romane di Franco Mealli. A Di Rocco viene generalmente riconosciuto il merito di aver ristrutturato, dal punto di vista amministrativo e organizzativo, la Federazione ciclistica che stava sull’orlo del commissariamento. Ora il Presidente ha in mente diverse novità dichiarandosi, tra l’altro, interessato a studiare un possibile abbinamento tra la storica corsa ‘Milano-Sanremo’ e la ‘Milano Sanremo della canzone italiana’, che da diversi anni viene promossa dai Circuiti 100 Radio e 100 TV della REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Ecco l’intervista rilasciata a Punto Continenti. 

 

In che misura la presa di coscienza dei problemi ambientali ha favorito la crescita dell’interesse, soprattutto tra i giovani, per il mondo della bicicletta?

 

La bicicletta è considerata l’icona dell’ecologia, della mobilità pulita, dell’uso attivo del verde. Tutti i dati dimostrano che c’è una relazione diretta tra la crescita della sensibilità pubblica verso i problemi dell’inquinamento e della difesa ambientale e l’aumento degli utenti della bicicletta registrati negli ultimi anni.

 

Quali sono oggi i maggiori problemi che la Federazione Ciclistica è costretta ad affrontare?

 

Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni anche in diverse regioni italiane in tema di itinerari ciclabili, ciclodromi e spazi riservati alle biciclette, siamo ancora arretrati rispetto alle nazioni europee più avanzate. Si moltiplicano però le iniziative per favorire la trasformazione delle città in luoghi a misura delle bici. D’altra parte la sicurezza è condizione determinante. Per questo la Federazione ha concentrato gli sforzi sull’educazione stradale nelle scuole in accordo con il Ministero competente e ha sollecitato con convegni e progetti la creazione di ciclodromi, piste scuola e spazi protetti dove veicolare l’attività giovanile.

 

Una delle corse più famose in passato era la Milano-Sanremo. Che evoluzione ha avuto questa competizione, vinta nel 2018 da Vincenzo Nibali?

 

La Milano-Sanremo resta una delle corse più famose e ambite del calendario mondiale. Non a caso fa parte delle cinque “Corse Monumento” fuori categoria protette dall’UCI. Anche la collocazione all’inizio della stagione contribuisce a renderla tra gli obiettivi più difficili ed ambiti dai team e dai campioni.

 

Da diversi anni esiste anche una competizione canora chiamata ‘La Milano Sanremo della canzone italiana’ seguita in diretta dal Circuito Radiofonico del Gruppo REA 100 Radio (in fm e in streaming) e le Tv. Lei crede che si possa stabilire una sinergia tra le due manifestazioni?

La musica e la canzone hanno accompagnato spesso il Giro d’Italia. Ricordo trasmissioni come Cantagiro e anche trasmissioni televisive come il Musichiere, dove si esibirono Bartali e Coppi. Perciò ritengo possibile trovare un format adeguato all’attualità tra competizione canora da Lei evocata e la Milano – Sanremo. Non fa parte delle mie competenze, ma penso che un progetto del genere troverebbe attenzione da parte di RCS (azienda specializzata nella organizzazione di eventi sportivi) tanto più se rivolto ai giovani.

 

Come vedere il futuro, sia in Italia che all’estero, del ciclismo e delle competizioni ciclistiche?  

 

Le corse ciclistiche sono aumentate progressivamente con la mondializzazione. La stagione agonistica non conosce praticamente soluzione di continuità. Dalla Cina al Medioriente sono nati nuovi eventi sostenuti da importanti risorse finanziarie che richiamano la partecipazione dei team e dei corridori più importanti. Nel contesto resistono e mantengono un primato di prestigio incomparabile le classiche e i grandi giri europei, nè vedo prossima e probabile la minaccia di soppiantarli. In questo processo si registrano anche perdite di manifestazioni che hanno fatto la storia del pedale, ma nel complesso sono contenute e non di rado compensate dalla nascita di nuove manifestazioni.

 

 

 

MARCO DOMENICO LAI: ‘MISTER’ IN RICORDO DI NASSIRYA

Posted by Punto Continenti On novembre - 11 - 2018 Commenti disabilitati su MARCO DOMENICO LAI: ‘MISTER’ IN RICORDO DI NASSIRYA

Foto: Domenico Lai in Iraq.

 

Nell’immaginario collettivo le foto e i video dei soldati che si trovano nelle missioni all’estero suscitano sempre l’idea di avere a che fare con degli uomini duri, dei robot in armi, delle persone che non hanno cuore o tempo per sentimentalismi. Eppure, la realtà è completamente diversa. Un caso esemplare è rappresentato dal brigadiere sardo Marco Domenico Lai, in forza al nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia.

 

Dopo essere stato nel novembre del 2004 in missione in Iraq, la sua vita e, soprattutto, la sua visione dei rapporti umani è completamente cambiata. “Stando”, ci dice, “a contatto diretto con le popolazioni vittime delle guerre, viene spontaneo il desiderio di dare un piccolo ma sincero contributo personale alle sofferenze delle popolazioni”. In effetti, Lai qualcosa ha fatto anche se, obiettivamente, qualcosa di inaspettato per un soldato. Ha scritto un brano musicale benefico che da diversi anni riscuote un grande successo sui social. Si chiama ‘Mister’: da come i bambini chiamavano i soldati italiani per avere semplicemente una bottiglietta d’acqua. “I loro volti”, racconta ancora Lai, “mi sono rimasti impressi in modo indelebile”. Per la cronaca, nel 2008 la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) ha presentato il brano a Sanremo.

 

Il video Mister è comunque dedicato alla terribile strage di Nassirya, che ha provocato la morte di 19 persone, fra militari e civili (12 appartenenti all’Arma dei carabinieri, 5 all’esercito italiano e 2 civili), molti dei quali amici di Lai. Non a caso il brano porta la dedica: “Con questo messaggio musicale si vuole evidenziare la povertà del mondo, la cecità della dittatura e il valoroso contributo di chi per motivi umanitari o professionali si adopera per soccorrere questi popoli martoriati dai regimi”. Ogni anno Lai organizza un evento dedicato a quel tragico avvenimento (avvenuto il 12 novembre del 2003) . Quest’anno ci sarà un grande concerto che si svolgerà il 15 dicembre ad Alghero in Sardegna (prevista la partecipazione di Marco Baroni, Alberto Bertoli, figlio del grande cantautore Pierangelo  e vari artisti locali come Raimondo Dore, Sandro Multineddu, figlio di del cantautore Algherese Pino, Giampaolo Barceloneta, Pietro Migoni, Baschini Armando e tanti altri).

 

“Il mio pensiero”, dice Lai, “è rivolto soprattutto ai famigliari delle vittime di Nassyria; madri, padri, mogli, figli, sorelle, fratelli e nonni, a cui purtroppo, un tragico e ingrato destino, ha strappato, nel peggiore dei modi dalla vita terrena,  un loro caro. Con questo messaggio musicale  ho voluto  rimarcare gli scenari, a cui gli appartenenti delle varie Forze Armate,  devono assistere  e   l’animo con il quale prestano il  proprio dovere, consapevoli che  la sensibilità e il cuore, viene prima della stessa pistola e con sprezzo  del  pericolo, fino all’estremo sacrificio  per prestare soccorso a dei  bambini che ti chiedono semplicemente un po’ d’acqua da bere”.

 

Il progetto musicale di Lai ha goduto della collaborazione della Croce Rossa Italiana, dell’associazione benefica “Africa nel cuore” (presidente Francesco Melandri) nonché di Giancarlo Passerella (giornalista e scrittore) e Luca Frigeri (cantautore di Modena) che hanno collaborato a vario titolo alla produzione e alla promozione del Cd attraverso importanti concerti. Lai ha avuto, poi, la possibilità di esibirsi su RadioCanale4 (Casalbore – Avellino) nell’ambito del programma BigWave “Mister Music”. Inoltre il brano è uscito su U.d.U. Records, l’unica etichetta non profit italiana con sede a Firenze. Hanno collaborato, infine, anche i cantanti Alberto Bertoli e Marco Baroni. Da segnalare, in conclusione, che tutti i proventi del brano vanno a Paola Tilocca di Alghero, madre di 6 figli, nell’ambito di un  progetto di assistenza umanitaria portato avanti dall’associazione benefica Prodo presieduta da Efisio Ganau.

 

 

Video Mister 

 

LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO DA ANTONIO DIOMEDE

Posted by Punto Continenti On ottobre - 31 - 2018 Commenti disabilitati su LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO DA ANTONIO DIOMEDE

Riportiamo di seguito la lettera inviata al ‘Garante del Movimento 5 Stelle’ Beppe Grillo da Antonio Diomede, Presidente della REA, Radiotelevisioni Europee Associate in merito alla famigerata Legge ‘Ammazza Emittenti’ avvallata dal Ministro Luigi Di Maio (5 Stelle), ministro dello Sviluppo Economico. Sullo sfondo della manifestazione delle TV e Radio davanti al Ministero, Diomede (riquadro a sinistra) e Grillo a destra.  

 

Caro Beppe,

permettimi innanzitutto di presentarmi. Sono Antonio Diomede, Presidente della REA – Radiotelevisioni Europee associate – www.reasat.eu –  l’Associazione che dalla fine degli anni settanta rappresenta la maggior parte delle piccole e medie radio e televisioni locali. Premetto che molte di queste emittenti hanno sostenuto con fiducia uno dei più innovativi fenomeni politici del dopo guerra e del quale Tu (permettimi di darTi del Tu come iscritto a 5 Stelle) sei stato uno dei due maggiori protagonisti.  Attualmente stai assolvendo il compito di Garante del Movimento ed è proprio in questa veste che mi rivolgo a Te. Cercherò di informarTi su una situazione che se gestita male, se lasciata incancrenirsi potrebbe avere delle conseguenze imprevedibili.

Ma andiamo ai fatti . Durante il Governo Gentiloni è stato emanato il DPR 146/17 (detto Regolamento)  riguardante la ripartizione dei contributi per le radio e tv locali. Un Regolamento scandaloso che noi abbiamo chiamato “Ammazza Emittenti”  in quanto le Reti Nazionali private, come ben sai, sono ottimamente protette dal permanere del conflitto d’interessi.  Ecco qualche perla:

  • le piccole e medie televisioni debbono avere fino a 14 dipendenti (di cui 4 giornalisti)  e le radio 2 dipendenti (di cui un giornalista)  tutti a tempo pieno. Requisiti che possono sostenere solo una trentina di emittenti che, guarda caso, fanno capo alla lobby confindustriale della comunicazione che incasserebbero (altro requisito capestro) il 95% del fondo pari a 300 milioni di euro in tre anni, considerato un furto allo Stato e uno scippo alle 1200 piccole e medie  realtà locali costrette al fallimento. Infatti il risultato pratico di tali assurdi requisiti è che nella Graduatoria pubblicata dal ministero, al primo gruppo classificato (Tele Norba) sono stati concessi 24 milioni di euro in tre anni.  Alle ultime in graduatoria (Telemare di Gorizia e Tele A57 di Cosenza), vengono assegnati 15.000 euro sempre in tre anni;
  • La graduatoria viene in buona parte stabilita dal dato di ascolto acquistato dalla famigerata Auditel, partecipata dalla lobby di Confindustria, Mediaset, Cairo oltre alla quota di RAI. Pertanto puoi immaginare  l’obiettività della selezione;
  • La graduatoria non viene fatta su base Regionale, ma su base Nazionale. Per cui c’è da domandarsi: come può una emittente del Molise, della Basilica, Friuli VG…… competere con televisioni insediate nelle aree metropolitane con milioni di abitanti? Il risultato è che 9 Regioni su 20 perderanno un prezioso mezzo di comunicazione con tanta gioia per coloro che vogliono accentrare i mezzi di radiotelevisivi in poche mani per meglio manipolare la masse;

Conseguenza: nei prossimi mesi chiuderanno più di 800 radio e 400 TV con la previsione di 5.000 licenziamenti compreso l’indotto.

Arriviamo ai giorni nostri. Cosa fa il ministro Di Maio? Si rifiuta categoricamente di incontrarci per chiarire la situazione al fine di una equa e intelligente soluzione , preferendo parlare solo ed esclusivamente con la lobby confindustriale che, sospettiamo, abbia anche un suo rappresentate all’interno del suo enturage altrimenti non si spiega come mai , nel Tavolo TV 4.0,  abbia designato come suo vice un certo Maurizio Giunco noto rappresentante di Confindustria comunicazioni.  A questo punto,  INDIGNATI  per questo comportamento nei confronti di chi l’ha votato e di chi, tappandosi il naso, lo sostiene al Governo con l’avventuriere  Salvini,  organizziamo una legittima manifestazione sotto il Ministero dello Sviluppo Economico.

Abbiamo appreso che ciò è probabilmente avvenuto grazie alla Lega (a sua volta sotto pressione da Berlusconi) che sulla questione dell’assegnazione dei contributi avrebbe assunto una posizione rigidissima. Tanto è vero che in un primo momento il signor Salvini, aveva chiesto di avere come vice ministro al Ministero dello Sviluppo con delega per le comunicazioni il bancarottiere Armando Siri (ex dipendente Mediaset) poi dirottato, anche su nostra pressione, verso il Ministero delle Infrastrutture. In seguito il sottosegretario Giorgetti, al fine di bloccare  i nostri ricorsi in sede di Giustizia Amministrativa, si è affrettato a inserire il DPR 146/17 (Regolamento)  nel Decreto Mille proroghe trasformandolo in legge.

E cosa ha fatto il nostro Ministro Luigi Di Maio? Ha pensato di  avallare col voto parlamentare di 5Stelle l’azione leghista a sostegno della lobby confindustriale che corrisponde a una condanna a MORTE delle 1200 piccole e medie radio-tv locali.

Ma c’è dell’altro. Al Tavolo TV 4.0 e in AGOM, presenti come REA in qualità di associazione maggiormente rappresentativa con 425 emittenti tra radio e tv, ci risulta che non stia facendo nulla per evitate che altri 300 milioni  vadano a finire nelle tasche di Mediaset & C. in occasione del passaggio dal DVB-T al DVB-T2 per frequenze che a suo tempo furono regalate e, tra l’altro, per una trasformazione tecnologica che non comporta un gran che di spese. A tal proposito abbiamo prodotto un analitico documento dove si spiega anche come con il passaggio al DVB-T2 e alle innovative compressioni dei segnali è possibile risparmiare preziose frequenze, ripeto a suo tempo regalate, per metterle all’asta dalle quali si potrebbe ricavare almeno 1 miliardo di euro. 

Tutto questo è ampiamente documentato. Nel caso volessi fare una VERIFICA sono a disposizione.

Ebbene, caro Beppe, nella veste di chi ha creduto nel Governo del Cambiamento,  mi appello al Tuo ruolo di Garante. Ti assicuro che la delusione nel mondo delle radio e tv private per il Governo del cambiamento sta crescendo di giorno in giorno. L’unico cambiamento che avvertono è l’inspiegabile mutismo di Di Maio;  il crescente  consenso della Lega di Salvini; la fine delle uniche voci libere del Paese.  Questa politica  significa RUBARE al territorio e al Paese un pezzo significativo di libertà conquistata con le dure lotte degli anni settanta, riconosciute a livello mondiale, per spazzare il Monopolio RAI.  Sono lotte fatte da noi emittenti locali con grandi sacrifici, non dai signori Berlusconi e Salvini, per le quali non ci aspettavamo di essere traditi da Di Maio. 

Possibile soluzione. Eppure, la situazione potrebbe essere facilmente risolta. Basterebbe ridurre l’ingordigia di chi vuole fare l’asso piglia tutto. La REA sta lavorando a una proposta concreta che tra l’altro escluderebbe di accollare allo Stato la spesa per sostenere l’emittenza locale pur mantenendo il dovuto sostentamento che si deve a quelle realtà radiotelevisive che producono programmi di pubblica utilità. Ci vuole solo la volontà politica di dialogare ascoltando tutte le campane non solo quella della lobby confindustriale.

Non lasciamo che il problema si incancrenisca. Napoleone diceva che preferiva combattere contro dieci eserciti piuttosto contro un popolo affamato. Ebbene oggi 1.200 radio e tv sono state portate alla fame e 5mila dipendenti non si rassegnano a sperare solo nel reddito di cittadinanza. Sono già scese in piazza e lo faranno  ancora con maggiore determinazione finchè non saranno DEGNAMENTE ascoltate. 

Richiesta. A Di Maio chiedo di recuperare il dialogo con una categoria di imprese e lavoratori UMILIATI E OFFFESI con il suo comportamento.   A Te chiedo semplicemente un incontro  per spiegare la questione  più di quanto abbia potuto fare con la presente lettera in modo da ricevere utili consigli  per la  soluzione del problema.  Grazie per tutto ciò che potrai fare.

Con piena fiducia nel Tuo operato. Antonio Diomede

 

Vedere video della manifestazione con l’opinione di Pippo Baudo

REA: NUOVI TRAGUARDI E 50MILA VISUALIZZAZIONI

Posted by Punto Continenti On ottobre - 26 - 2018 Commenti disabilitati su REA: NUOVI TRAGUARDI E 50MILA VISUALIZZAZIONI

Foto: manifestazione della REA davanti al Ministero dello Sviluppo Economico. Nel riquadro il Presidente della REA Antonio Diomede. Hanno Partecipato 146 Radio e Tv provenienti da tutta l’Italia.

 

Nata e operante soprattutto in Italia, la REA mantiene diversi collegamenti con gli organi d’informazione a livello europeo e internazionale. Di seguito riportiamo una sintesi delle attività dell’Associazione – wwww.reasat.eu e-mail info@reasat.it.

 

Sostegno alle piccole e medie emittenti locali.

La tutela della libertà di stampa e il potenziamento degli organi d’informazione a livello locale (Radio e Tv) rimane il compito principale della REA (Radiotelevisioni Europee Associate), associazione no profit, già Studio Roma Elettronica SRE, fondata il 4 giugno 1974 come azienda di costruzione e progettazione di apparati radiotelevisivi e sistemi radianti.

L’attuale Presidente della REA, l’ing. Antonio Diomede, è stato tra i principali sostenitori dello sviluppo delle piccole e medie radio e televisioni avvenuta con la fine del monopolio RAI (Radiotelevisione Italiana) il 28 luglio 1976, a seguito della storica sentenza n. 202 della Corte Costituzionale.

Recentemente la REA ha avviato un’intensa battaglia per la sopravvivenza delle emittenti locali (poco meno di 1.700 tra radio e tv) pesantemente minacciate dal DPR 146 del 12 Ottobre 2017 che ha introdotto pesantissime condizioni per poter accedere ai contributi pubblici riservati alle radio-tv locali senza dei quali, stante la crisi del mercato della pubblicità, sarebbero costrette al fallimento con la perdita di circa 5.000 posti di lavoro tra addetti e lavoratori dell’indotto.

Nel caso delle televisioni si è arrivati a chiedere l’assunzione fino a 14 dipendenti, dei quali 4 giornalisti assunti a tempo pieno. Nel caso delle radio, uno dei due dipendenti deve necessariamente essere un giornalista. Condizioni che la maggior parte delle radio e tv non è in grado di soddisfare in quanto un solo dipendente, tra busta paga e contributi, ha un costo medio di circa 3.800 euro, che fanno 53.200 mensili, e 774.800 annuali per un’impresa televisiva con 14 dipendenti.

 

Tutela dello Stato SocialeArticoli e Video.

Oltre a tutelare i diritti delle piccole e medie radio e tv locali, la REA è fortemente impegnata anche nella creazione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale: un obiettivo che necessita di un’attenta e libera informazione. L’obiettivo finale è di stimolare la nascita in diversi Paesi del Reddito Universale, la formula più avanzata di preservazione dei diritti sociali.

Su questo fronte sono stati raggiunti risultati più che soddisfacenti: ad esempio, i vari video prodotti allo scopo di promuovere la nascita del nuovo Stato Sociale hanno superato le 50 mila visualizzazioni su www.youtube.com .

Considerata la complessità della materia affrontata si tratta sicuramente di un grande successo che premia lo sforzo della REA a impegnarsi in un ambizioso progetto che punta decisamente su due obiettivi:

  1. a) ridurre sensibilmente i costi dei servizi essenziali per i cittadini con l’aiuto della tecnologia;
  2. b) consentire a tutti di condurre una vita dignitosa. A tale fine sono stati anche indicati i 7 Diritti Capitali di un moderno ed efficiente Stato Sociale e che saranno oggetto di un nuovo libro: 1) Avere un lavoro di sostentamento (in prospettiva un Reddito Universale); 2) Nutrirsi e Vestirsi; 3) Avere un Tetto; 4) Curarsi; 5) Istruirsi, 6) Avere una tutela legale; 7) Avere una corretta informazione.

 

Editoria.

Oltre al presente volume la REA ha curato la pubblicazione di altri due libri (acquistabili su Amazon) e intitolati: Radio e TV al Bivio e I 7 Diritti Capitali.

 

Radio e TV al Bivio. In questo libro-intervista il Presidente della REA Antonio Diomede (acquistabile su Amazon) descrive la grande ventata di innovazione e libertà avviata verso la fine degli anni settanta con la nascita delle radio e televisioni locali: una realtà che rischia di svanire completamente nei prossimi anni. Le piccole e medie emittenti (circa 480 Tv e 1.200 radio locali) si trovano davanti a un bivio: o riescono a coinvolgere e ottenere il sostegno dell’opinione pubblica nella loro battaglia per la sopravvivenza o sono destinate a sparire in larga misura. E con loro verrà cancellata anche una grande fetta del pluralismo informativo.

 

I 7 Diritti Capitali. Con l’avvento dell’era dei Robot il 50% della popolazione mondiale rischia di  rimanere disoccupata. Si profila, quindi, il concreto pericolo di una catastrofe dalle conseguenze inimmaginabili. Per contrastare questa terrificante realtà occorre assolutamente creare un nuovo e più efficiente Stato Sociale, in grado di assicurare a tutti dignitose condizioni di vita. Il libro descrive lo sforzo collettivo promosso dalla REA e che sta coinvolgendo giornalisti, esperti e anche tanta gente comune, tutta ugualmente convinta che la difesa della qualità della vita non dipende tanto dalla mancanza di risorse economiche quanto da una precisa volontà politica. 

 

Punto Continenti. L’intera attività della REA viene riportata sull’organo telematico Punto Continenti (www.puntocontinenti.it).

 

Indagine REA: Imprenditori che credono nel sociale.

Nell’ambito del Progetto inteso a favorire la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) segue e valorizza giornalisticamente le scelte economiche compiute dalle imprese e dai singoli imprenditori che, anche se fatte a fini di lucro, hanno dei risvolti positivi e utili per la società. E questo per una ragione molto semplice.

In un’era in cui assistiamo al sopravvento neoliberista delle multinazionali, delle public company, delle grandi aziende internazionali senza volto, bandiera o nazionalità, diventa fondamentale scoprire la natura umana e la sensibilità del singolo capo azienda rispetto alle problematiche sociali che, ormai, hanno assunto una dimensione planetaria.

 

12 obiettivi per gli Italiani all’estero

Più In La creazione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale non può prescindere dall’esaminare le possibilità di estendere i suoi benefici anche agli italiani residenti all’estero. A tale fine la REA ha elaborato 12 proposte per migliorare le condizioni di vita degli italiani all’estero. Eccole:

1) Promuovere in Italia la conoscenza della storia degli italiani all’estero;

02) Stimolare una politica estera che tenga nella massima considerazione la presenza degli italiani all’Estero;

03) Valorizzare all’estero non solo la lingua, la cultura e l’arte italiana ma anche gli artisti e uomini di cultura italiani residenti all’estero;

04) Rafforzare, soprattutto in termini qualitativi, la presenza della rete diplomatica italiana;

05) Concedere agli italiani più poveri e sotto il controllo delle Ambasciate, delle tessere prepagate da utilizzare per l’acquisto di beni prima necessità;

06) Offrire una più efficiente assistenza legale agli italiani arrestati all’estero, in collaborazione con le ONG che già si occupano di questo problema;

07) Incrementare gli accordi di reciprocità con i Paesi esteri per consentire ai cittadini italiani di votare alle amministrative locali;

08) Limitare i costi, semplificare e accelerare le procedure per la concessione dei passaporti;

09) Favorire la concessione di mutui o garanzie bancarie per l’acquisto di una casa in Italia (anche in multiproprietà) da parte degli italiani residenti all’estero;

10) Intensificare i riconoscimenti reciproci dei titoli di studio;

11) Incentivare i viaggi culturali, soprattutto per i giovani, da verso l’Italia;

12) Introdurre il voto elettronico o per posta. Ciò consentirà notevoli risparmi, maggiore trasparenza e certezze nelle votazioni, possibilità di scegliere candidati residenti in Italia, aumento dei parlamentari interessati all’Altra Italia (dovendo disputare il proprio consenso anche all’estero).

 

Circuiti 100 Radio e 100 Tv

Nell’ambito della REA sono nati due circuiti: ‘Le 100 Radio’ e ‘Le 100 Tv’. Le radio e le tv appartenenti ai due circuiti operano in sintonia e collaborano nella realizzazione e divulgazione di programmi radiofonici e televisivi.

 

Milano Sanremo della canzone italiana. 

Da diversi anni si svolge la manifestazione “La Milano Sanremo della Canzone Italiana” promossa dalla REA in collaborazione con il Gruppo REA 100 Radio – Circuito Radiofonico Nazionale. Si tratta di uno dei più importanti concorsi nazionali per brani originali e di forte impatto sociale rivolto a Cantautori/Cantautrici, interpreti e Gruppi.

 

Rapporti Internazionali e la Rete di Centri Stampa Sociali

Dal 2017 la REA ha attivato una rete di contatti in Italia e all’estero. L’obiettivo è di alimentare uno scambio continuo di informazioni coinvolgendo soprattutto le persone interessate alle tematiche sociali e gli italiani residenti all’estero. Già sono stati attivati diversi Centri Stampa Sociali sia all’estero, sia in Italia. Vedere elenco allegato.

 

Italia: Basilicata (Potenza); Campania (Ariano Irpino), Lazio (Roma, Formia, Grottaferrata), Lombardia (Milano), Puglia (Bari); Sicilia (Palermo), Toscana (Volterra) e Veneto (Chioggia e Vicenza).

 

Estero: Argentina (Buenos Aires), Belgio (Bruxelles), Brasile (San Paolo e Porto Alegre), Cina (Hong Kong), Giappone (Tokyo), Grecia (Atene), Inghilterra (Londra), Marocco (Casablanca), Messico (Città del Messico e Chiapas), Portogallo (Porto), Olanda (AIA), Russia (Mosca), Stati Uniti (Washington), Svizzera (Zurigo).

 

Organismi collegati 

Nel 2017 hanno partecipato o si sono collegati alle iniziative culturali e sociali promossi dalla REA numerosi organismi tra cui: APS Comunità Italiana nel Mondo; Aref International Onlus; Armando Editore;Associazione Amicizia Italia Costa Rica (Roma);  Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana (CENDIC);  Convergenza Socialista; Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra; Giornalisti per il Sociale; Gruppo Turistico Culturale; Indo Italian Institute for Trade and Technology; Insieme per gli Italiani; La Zattera di nessuno; M.Th-I; Onlus Prigionieri del Silenzio; Opera in Piazza di Oderzo; Osservatorio Mediatrends Europa; Studio Commercialisti Carnevale; Teatro Vascello di Roma.

Si stanno, inoltre, ampliando i Gruppi di giornalisti, avvocati e giuristi, commercialisti, collegati alla REA.

 

Nuove Iniziative.

Tra le nuove iniziative messe in cantiere dalla REA figurano: la creazione di un Premio dell’Arte per il sociale; l’organizzazione di viaggi essenzialmente culturali e sociali; la costruzione simbolica di una grande Piramide dedicata allo Stato Sociale.

 

Premio Arte per il Sociale. 

Il premio è riservato a scrittori, giornalisti, pittori, fotografi e videomaker (italiani ed esteri) che hanno dedicato un lavoro alla creazione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale.

 

Viaggi culturali e sociali. In ambito REA si è creato un gruppo interessato a conoscere non solo le bellezze naturali, storiche e culturali in varie parti del mondo ma anche a partecipare attivamente agli incontri organizzati dalla REA con personalità pubbliche, scienziati, ricercatori, artisti, esperti, nonché con redattori di giornali, radio e tv. Il carattere essenzialista della partecipazione a questi incontri consiste proprio nella ricerca delle cose essenziali, utili ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze. Tutto ciò serve anche da spunto per sempre nuovi studi, articoli, interviste, video, interventi su siti selezionati e inserimenti nei libri editi dalla REA.

Vedere il video della manifestazione

 

TEATRO VASCELLO DI ROMA: SI APRE IL FESTIVAL FLAUTISSIMO

Posted by Punto Continenti On ottobre - 19 - 2018 Commenti disabilitati su TEATRO VASCELLO DI ROMA: SI APRE IL FESTIVAL FLAUTISSIMO

http://puntocontinenti.it/wp-content/uploads/2018/10/SHEMA-TRIO-OTTOLENGHI-13NOV.jpg

Foto: un momento dello spettacolo SCHEMA’ Trio Ottolenghi

 

Da Cristina D’Aquanno, Responsabile dei rapporti con la stampa del Teatro Vascello di Roma, riceviamo il ricco cartellone del Festival Flautissimo che volentieri pubblichiamo. Sono sette spettacoli di altissimo livello. Si tratta di una vera novità per questo teatro romano che da molti anni rappresenta un centro culturale di sperimentazione e approfondimento.

 

23 ottobre 2018 h. 21 | Teatro e Musica  
Festival Flautissimo       PRIMA ASSOLUTA
TOCCARE LE NUVOLE
di Philippe Petite
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
musiche di Javier Girotto

“Il funambolismo non sarà mai uno sport. Lo sport lo si fa per divertimento, per competere, non ha la profondità di un’arte. Io faccio teatro nel cielo. E questo in solitudine. In qualunque artista che si appassioni alla propria arte c’è sempre solitudine. È importante essere soli”.  Massimo Popolizio racconta quella mattina del 7 agosto 1974 quando Philippe Petite tirò un filo tra le Torri Gemelle e lo percorse per ben otto volte, solo, a 400m dal suolo: fu la più straordinaria passeggiata che il mondo ricordi.

29 ottobre 2018 h.21  (musica)

Festival Flautissimo 

LA PASSEGGIATA

di Robert Walser

a cura di Teresa Pedroni

con Roberto Herlitzka

musica dal vivo Adriano Di Carlo e Alberto Caponi

violoncellista Donato Cedrone

Un testo che lascia un’orma più che labile sul sentiero che attraversa, entrando nel solco di una lunga tradizione che unisce l’architettura dei luoghi al processo creativo di un’opera letteraria. Il dolce naufragare del viandante come metafora della vita è il tema trattato con struggente e delicata commozione ne La passeggiata. Roberto Herlitzka accompagnato dal clarinetto di Alessandro Di Carlo e dal violino di Alberto Caponi darà voce alle riflessioni, gli incantamenti e le magiche intuizioni che il poeta racconta durante il suo camminare. Come ha avuto modo di commentare Gabriele Ghiandoni, “l’impianto è all’apparenza realistico, ma il ritmo è da fiaba.”

4 novembre 2018  h. 18 (musica)

Festival Flautissimo 

LA STRADA

di Cormac McCarthy

regia e video Stefano Cioffi

con Guglielmo Poggi

musiche eseguite dal vivo da Francesco Berretti

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Sempre a piedi, spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c’è storia e non c’è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile.

6 novembre 2018 h 21 (musica)

Festival Flautissimo 

FACE TO FACE (ON THE ROAD)

Fabrizio Bossotromba

Luciano Biondinifisarmonica

Il jazz è rivoluzione, dei suoni, dei costumi, della socialità. Le sue armonie sono la storia degli afroamericani e del loro riscatto. Bosso è interessato alla società che si muove attorno al jazz, un universo notturno di anime inquiete, mosse dal desiderio di cambiamento, dalla forza di un’innovazione che va oltre l’universo musicale.

Fabrizio Bosso è uno dei grandi del jazz italiano di oggi, trombettista dotato di stile, personalità e tecnica, di un gusto per la ricerca che si affianca con facilità a quello per l’intrattenimento, di un’intelligenza che gli consente di essere leader e sideman perfetto. E di suonare cose speciali, come il fantastico soul jazz che propone con Luciano Biondini alla fisarmonica.

12 novembre 2018 h.21 (musica)

Festival Flautissimo 

HISTOIRE DU SOLDAT

di Igor Stravinskij

con Massimo Wertmuller

Alessandro Murzidirettore

Ensemble strumentale Music Theatre International

La vicenda faustiana riletta e filtrata attraverso le tematiche relative al conflitto bellico, l’esilio, la lontananza, l’estraneità e l’eterna ricerca della propria patria, nella difficile e precaria condizione del soldato e del profugo. Nel centenario della sua prima esecuzione il lavoro da camera di Stravinsky sul testo di Ramuz, risulta di straordinaria attualità. È riproposto oggi nella lettura dell’ensemble strumentale della Music Theatre International diretto da Alessandro Murzi con la presenza di Massimo Wertmuller nel ruolo del narratore. 

13 novembre 2018 h.21 (musica) 
Festival Flautissimo  ingresso libero
SHEMA’
Testi di Primo Levi cantati da Shulamit Ottolenghi

Musiche di London e Bachar

Shulamit Ottolenghi, voce
Frank London, tromba
Shai Bachar, pianoforte

 

II cammino di Primo Levi corre lungo i sentieri del ricordo, con lucida coscienza della particolare difficoltà dell’impresa, sia per la labilità della memoria, sia per la tragica eccezionalità dell’esperienza vissuta, ai limiti dell’inesprimibile. “La nebbia sale fra i larici rapida, come chiamata: invano l’ho inseguita col mio passo greve di carne”. Malgrado questa consapevolezza, Levi, artista dello sguardo, non sa staccare gli occhi da ciò che lo circonda, intravvedendo in ogni minimo particolare della realtà osservata un vasto panorama etico e umano.

25 novembre 2018 h.21  (musica)

Festival Flautissimo

WALKING ON THE MOON
Rita Marcotullipianoforte
Israel Varelapercussioni

Un incontro d’eccezione tra due grandi interpreti del jazz internazionale, una collaborazione prodotta dal festival con una spontanea alchimia, alla ricerca di un suono naturale, con uno sguardo sempre rivolto al nuovo e alla contemporaneità̀. Nei loro live, tra composizioni originali e nuovi arrangiamenti, c’è tutto l’amore per il Mediterraneo, per questo mare che ci fa sognare, che ci fa soffrire e che ci lascia interrogativi strazianti per la sorte delle tante differenti culture che lo abitano.

 

Informazioni

Orari spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21 domenica ore 18

Sala Studio ore 21.30 domenica ore 18.30

Foyer letterario ore 18

Vascello dei Piccoli: sabato ore 17 e domenica ore 15

Marco Zoppi Bubbles replica martedì 2 gennaio 2019 ore 17 e dal 3 al 6 gennaio tutti i giorni alle ore 16 e alle ore 19

Giorni di chiusura del teatro:

24-25 dicembre 2018 1° gennaio 2019 e 19-20-21-22 aprile 2019

Orari biglietteria da settembre 2018 a maggio 2019:

lunedì h.10-17 (ad eccezione dei giorni in cui è prevista la rappresentazione fino alle ore 21.30)

Dal martedì al -sabato h.10-21.30

domenica h. 14-19

abbonamenti:

abbonamento Free Classic € 90,00: 10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza

abbonamento Love € 80,00: 4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza

abbonamento Family € 40,00: programmazione Vascello dei Piccoli 5 ingressi cumulabili per adulti e bambini

Card regalo da € 48 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza, sala studio e vascello dei piccoli

TEATRO VASCELLO

Via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma

Tel. 06.5881021/06.5898031

www.teatrovascello.it promozione@teatrovascello.it

Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un’ottima visibilità da ogni postazione.

Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

TEATRO VASCELLO Stagione 2018-2019 Teatro – Danza – Musica e Vascello dei piccoli

Biglietteria:

servizio di prenotazione per tutti gli spettacoli € 1 a biglietto

Intero € 20 – ridotto over 65 e studenti € 15

Struttura dotata di aria condizionata.

Teatro Vascello : accesso per i diversamente abili su via Massari, 3 previa segnalazione alla biglietteria (posti assegnati

solo in prima fila).

TEATRO DI ROMA: LETTERA APERTA DELLA CENDIC

Posted by Punto Continenti On ottobre - 16 - 2018 Commenti disabilitati su TEATRO DI ROMA: LETTERA APERTA DELLA CENDIC

Riquadro: la Presidentessa della CENDIC Maria Letizia Compatangelo.

 

Riportiamo di seguito la lettera aperta inviata dalla CENDIC (Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea) a: Sindaca di Roma Virginia Raggi, Vice Sindaco con delega alle politiche culturali Luca Bergamo; Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; Presidente del Teatro di Roma Emanuele Bevilacqua; Componenti del Consiglio di Amministrazione del Teatro di Roma. La lettera segue le dimissioni volontarie presentate dal direttore Antonio Calbi a decorrere dal prossimo 1° novembre. Il Direttore ha rimesso il suo mandato, che sarebbe scaduto ad aprile 2021, per assumere l’incarico di Sovrintendente della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, su nomina del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli.

 

LETTERA APERTA

 

Il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CENDIC è un’Associazione di autori teatrali senza scopo di lucro, autofinanziata e retta solo dal lavoro volontario dei soci. Nata nel 2012 per riempire un vuoto istituzionale, dopo la chiusura di ETI e IDI, ha vocazione istituzionale e ha siglato numerosi protocolli di collaborazione con le più importanti Istituzioni culturali del Paese al fine di promuovere e diffondere la drammaturgia italiana in Patria e all’estero, garantendo a tutti gli autori pari opportunità e diritti.

 

Negli ultimi anni il Cendic e gli autori italiani hanno più volte sollecitato il mondo politico e il mondo dello spettacolo dal vivo nella speranza di esercitare un cambio radicale a favore della cultura prodotta nel nostro Paese, esattamente come accade in tutti gli altri Stati d’Europa. Al nostro appello per la realizzazione di un Teatro della Drammaturgia Italiana hanno risposto in massa più di milleduecentotra attori, autori, registi, teatri e compagnie di giro. *

Il Cendic chiede a nome di tutti gli autori italiani e a nome degli oltre mille sottoscrittori dell’appello per un Teatro della Drammaturgia Contemporanea che:

  • la nuova nomina del Direttore artistico del Teatro di Roma sia significativa di un cambiamento e che sia prevista la figura di un Drammaturgo quale Consulente Artistico della nuova Direzione.
  • si realizzi un progetto sistemico autentico a favore degli autori teatrali e il Teatro Valle, o il Teatro India, diventi il Teatro della Drammaturgia Italiana.

Confidando che questa richiesta venga accolta e valutata con l’attenzione che crediamo meriti e in attesa di una risposta a riguardo, a nome dei drammaturghi italiani inviamo cordiali saluti e auguri di buon lavoro

Gli Autori del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CENDIC

Roma, 15 ottobre 2018

 

DOCUMENTO DI PRESENTAZIONE DEL CENTRO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA – CENDIC

16 gennaio 2012

La scrittura teatrale è una professione altamente specializzata e, in quanto tale, richiede una formazione che si potrebbe a giusto titolo definire permanente.

È un “mestiere” che esige un lungo tirocinio in palcoscenico, che parte dall’artigianato per attingere all’arte, che si nutre di esperienza ed intuizione, d’ispirazione e pratica.

Per queste ragioni deve essere una professione rispettata perché è il motore primo di ogni accadimento teatrale e deve poter offrire a chi la “esercita” la possibilità di vivere del proprio lavoro.

In Italia occorre invertire una tendenza malata che sta museificando il nostro teatro e che fa perdere  ogni aggancio con la realtà che si vive, con la contemporaneità  e con la nostra identità nazionale.

Il teatro italiano necessita di nuove leggi che regolino il finanziamento pubblico, il welfare e la fiscalità.

Nuove forme di contratto collettivo.

Costituzione di nuovi percorsi formativi.

Regole per la facilitazione degli accessi al lavoro.

Un modo nuovo di formare e informare il pubblico.

Una nuova classe di manager teatrali.

Un’innovativa attività di promozione.

La presenza degli autori italiani sul mercato nazionale, europeo e internazionale a pari dignità con i colleghi stranieri.

Il Centro dovrà essere il motore per il raggiungimento degli obiettivi sopra elencati sul modello di quanto accade in Francia, Germania, Inghilterra, avrà funzioni di promozione e di servizio in Italia e all’estero, di monitoraggio e coordinamento delle attività teatrali riguardanti gli autori italiani e di base per scambi con drammaturghi stranieri.

Le principali voci in costituzione saranno le seguenti:

 

1) CATALOGO

Il Centro darà vita ad un archivio “vivo” in grado di interagire con teatri ed enti di produzione, proiettato verso il futuro come vetrina on line di promozione degli autori, e custode della memoria, con la creazione di un repertorio attraverso:

– la raccolta cartacea e digitale di tutti i testi degli autori.

– la raccolta delle informazioni sulla carriera dei singoli autori.

– rapporti con le case editrici che hanno pubblicato gli autori per realizzare una biblioteca di testi
– la raccolta delle informazioni sugli usi differenti dal teatro e trasformazioni dei testi (cinema, tv, radio, ecc.)

– la raccolta cartacea e digitale delle traduzioni già fatte in lingue diverse.

– per le forme di drammaturgia d’immagine e d’azione, per quegli spettacoli che partono da un’idea drammaturgica ma che si basano sulla danza, sul corpo e su altre forme espressive e performative si prevede un archivio di video e supporti digitali.

Il Centro dovrà fare da raccordo con tutte quelle realtà che già effettuano una raccolta di testi sia digitali che cartacei (premi drammaturgici, riviste di teatro ecc.) e potrebbe verificare la possibilità di collaborare con Google Italia per rendere facilmente accessibile la consultazione dei testi.

Il Centro avrà, al suo interno, a rotazione periodica, un gruppo permanente di lettori che, su richiesta,  si occuperà di leggere i testi per offrire un servizio di supporto agli autori più giovani, ai quali fornirà pareri, consigli, indicazioni.

Il Catalogo deve poter essere consultabile attraverso più accessi: ad esempio tramite i nomi degli autori, tramite i generi (monologhi, commedie, recital, drammi), le date di prima rappresentazione, eccetera.
Si prevede una collaborazione stretta con DRAMMA.IT e con Marcello Isidori.

 

2) PROMOZIONE IN ITALIA

Il Centro intratterrà relazioni fisse con i teatri e le compagnie italiane al fine di promuovere e incentivare la messa in scena di spettacoli tratti dai testi in Catalogo o al fine di realizzare opere nuove, su indicazione del possibile committente.

Si occuperà inoltre della promozione dei singoli autori o gruppi di autori, al fine di iniziare rapporti stabili e residenze di consulenza creativa e drammaturgica con Teatri Stabili o compagnie private

Il Centro darà vita a un Premio Nazionale con dotazione in denaro per tre testi vincitori ogni anno (come il vecchio Premio IDI, che è stato fondamentale per il primo accesso al palcoscenico per molti autori).

Cercherà di diffondere e pubblicare testi teatrali di concerto con Siae, Siad, Presidenza della Repubblica, Biblioteche ed Istituti di ricerca italiani ed esteri e con le Case editrici attive nel settore dell’editoria teatrale.

Compito del Centro sarà anche quello di agire affinché i Teatri Stabili regionali si dotino di commissioni di lettura permanenti, finalizzate alla scelta di novità italiane da allestire ogni anno, non in coda ma in apertura di stagione, inaugurandola con la produzione di un testo di autore italiano vivente, con una tenitura di almeno 4-5 settimane.

 

3) TRADUZIONI E PROMOZIONE ALL’ESTERO

Per le traduzioni di testi italiani si attiveranno rapporti con i Centri di traduzione esistenti in Italia (v. il centro di «Sipario») e, in un rapporto di reciprocità, con i Centri esistenti all’estero e con gli agenti letterari italiani.

Si ricercheranno traduttori per paesi stranieri stabilendo un rapporto economico di sfruttamento per l’estero, studiando una forma di condivisione dei diritti d’autore, al fine di trovare spazio per la rappresentazione nei loro Paesi di provenienza.

Si organizzeranno, in collaborazione con la SIAE (su modello di quanto già avvenuto in Francia con il Premio alla migliore traduzione di testo italiano)  letture e presentazioni all’estero, finalizzate ad una reale messa in scena o registrazione radiofonica ecc.

Allo stesso modo si cercheranno editori per la pubblicazione e diffusione dei testi tradotti, attivando rapporti con gli Istituti di Cultura Italiani all’estero.

Sarebbe inoltre interessante l’assegnazione di borse di studio e/o istituzione di un Premio di residenza all’estero.(Sullo stile del “Premio Roma” dell’Ambasciata di Francia in Italia, ma attuato a rovescio, ovvero con la residenza di un giovane autore all’estero per il tempo necessario al completamento del suo progetto vincitore)

In modo inverso il Centro sarà base per gli scambi culturali con paesi esteri, fornendo ospitalità per gli autori stranieri, in special modo europei, in Italia.

 

4)        SERVIZI AGLI AUTORI

Il Centro Nazionale di Drammaturgia deve poter anche diventare una CASA DELLO SCRITTORE, un luogo dove gli autori possano incontrarsi, riunirsi, organizzare iniziative, ma anche avere spazi dove leggere, studiare, scrivere e provare i propri testi. Il Centro dovrà dunque essere dotato di spazi idonei, a cominciare dalla dotazione minima di una sala prove provvista di un adeguato corredo luci e fonica.

5)        RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

Il Centro dovrà mantenere rapporti con Ministero ed Enti locali al fine di progettare interventi sul territorio. Scritture drammaturgiche su progetti particolari di interesse nazionale o locale. (un esempio poteva essere quello sui 150 anni dell’Unità d’Italia).

Promuoverà la figura professionale del DRAMATURG presso i Teatri d’interesse pubblico.
Dovrà avere rapporti continuativi con la Siae e con il  Ministero mirando alla introduzione di una piccola percentuale della tassa sul pubblico dominio per finanziare e sostenere la nuova creatività con pubblicazioni, premi, borse di studio all’estero.

Il Centro intratterrà rapporti  con Sindacati e Associazioni degli autori, non solo teatrali ma anche letterari, cinematografici e radiotelevisivi, per trovare forme di collaborazione in difesa del ruolo dell’autore nella società italiana in merito ai diritti di welfare, fiscalità, ecc.

 

6)        LEGISLAZIONE

Il Centro farà un’azione costante al fine di attuare gli impegni ai quali gli Stabili oggi sono, in teoria, obbligati.

Farà in modo di ottenere che nel decreto ministeriale annuale e nelle eventuali disposizioni regionali sia inserita – e sempre reiterata, in attesa della legge quadro sul teatro – una norma che preveda la messa in scena del repertorio italiano contemporaneo nella misura del 30% delle produzioni di ogni organismo produttivo che abbia accesso al finanziamento del FUS, e che sia ben specificato che per “autore italiano contemporaneo” si intende l’autore vivente o deceduto non oltre i vent’anni dalla data in oggetto.

Il Centro fornirà protezione legale all’autore nei rapporti con teatri e compagnie e si occuperà di studiare un contratto collettivo per gli autori drammatici (come stanno cercando di fare gli scrittori televisivi).

7)        FORMAZIONE

Il Centro  si occuperà anche di formazione di giovani autori drammatici attraverso stage, seminari e incontri tenuti dagli autori più anziani, cercando anche di collaborare con le scuole di teatro esistenti (Accademia, Piccolo Teatro ecc.)

Si organizzeranno operazioni di collaborazione con giovani drammaturghi per progetti eseguiti dagli autori più affermati in una collaborazione di “Tutor” al fine di incentivarne la crescita professionale sul campo.

8)        FORMAZIONE DEL PUBBLICO

Il Centro incentiverà una rete formativa del pubblico per far passare il concetto fondamentale che la drammaturgia contemporanea debba avere pari dignità con quella classica. Si organizzeranno incontri tra autori e pubblico dei teatri che rappresentano opere italiane. Si organizzeranno prove aperte e letture al fine di preparare il pubblico alla messa in scena definitiva. Addirittura si potranno mettere a confronto testi attraverso letture e mise en espace per capire con il pubblico quali possano essere le modalità di allestimento e le eventuali correzioni drammaturgiche da intraprendere.

Il Centro si batterà affinché venga inserito lo studio del teatro e dello spettacolo come materia curriculare nelle scuole secondarie statali e anche nelle scuole dipendenti dalle Regioni e creerà corsi di drammaturgia e scrittura scenica in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze dello Spettacolo delle Università italiane.

 

Associazioni, sindacati, compagnie, realtà teatrale

  1. 1  Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC
  2. 2  Afrodita Compagnia-Teatro Mobile
  3. 3  AGIS LAZIO
  4. 4  ANAC
  5. 5  Anfiteatro Sud
  6. 6  ANTC Associazione Nazionale Critici di Teatro
  7. 7  ApTI
  8. 8  Artisti Riuniti
  9. 9  Ass. Cult. Acca Teatro – Pagani
  10. 10  Ass. Cult. Iter Culture
  11. 11  Ass. Culturale Angelaria
  12. 12  Ass. Culturale Arca Azzurra
  13. 13  Ass. Culturale Artenova
  14. 14  Ass. Culturale RAPSODICA TEATRO E MUSICA
  15. 15  Ass. Teatro del sogno
  16. 16  Ass.Cult. Teatro dei Cinquequattrini
  17. 17  Ass.ne Cult. Terzo Millennio-Compagnia del Violangelo
  18. 18  Associazione ACAMS – ARTISTI e MUSICISTI
  19. 19  associazione culturale “TECNEKE”
  20. 20  Associazione culturale ‘Gilda, compagnia teatrale’
  21. 21  Associazione culturale “La pecora nera”
  22. 22  Associazione culturale AB FILM (Monza Brianza)
  23. 23  Associazione Culturale CLESIS Arte-Roma
  24. 24  Associazione culturale Dàimon Kybernetes
  25. 25  ASSOCIAZIONE CULTURALE E TEATRALE “PROGETTO IDRA”
  26. 26  Associazione Franco
  27. 27  Associazione Teatrale IL MAGAZZINO DEI TEATRANTI
  28. 28  ASSTeatro
  29. 29  Benincomune (Cologno Monzese)
  30. 30  Biennale internazionale di drammaturgia femminile
  31. 31  C.N.D. – Teatro Totale
  32. 32  Cammelli Teatro Palermo
  33. 33  Casa del Consumatore
  34. 34  Catarsi – Teatro delle diversità – Redazione della rivista
  35. 35  Cattivi Maestri Savona
  36. 36  Centro Teatro Spazio
  37. 37  Ciack2000 Ass. cult.
  38. 38  Circolo Culturale Calvino (Milano)
  39. 39  Compagnia “I Donantò”
  40. 40  Compagnia DCQ – DoveComeQuando
  41. 41  Compagnia dell’Arpa

    Compagnia dell’Ordinesparso

  1. 43  Compagnia Italiana S.T.C.M.
  2. 44  Compagnia Notterrante
  3. 45  Compagnia Ottovolante
  4. 46  Compagnia Teatrale “l’Alternativa”
  5. 47  Compagnia Teatrale Cibio di Chions
  6. 48  Compagnia Teatrale La Betonica
  7. 49  Compagnia Teatro popolare d’arte
  8. 50  Consorzio Teatro Pubblico Pugliese
  9. 51  Corriere dello Spettacolo
  10. 52  D.A.L.I.A. Teatro

CeNDIC23

Associazioni, sindaca,, compagnie, realtà teatrale

  1. 53  Dramma.it
  2. 54  Editoria & Spettacolo
  3. 55  EVENTO UNICO
  4. 56  FED.IT.ART. Federazione Italiana Artisti
  5. 57  Federazione CEMAT
  6. 58  Federcasalinghe
  7. 59  Festival INVENTARIA
  8. 60  Fondazione Sipario Toscana
  9. 61  Giornale off.it
  10. 62  Gruppo Teatrale L’Atelier – Genova
  11. 63  Gruppo Teatro TEMPO
  12. 64  Il Canovaccio – Rieti
  13. 65  Il Filo D’erba Book,
  14. 66  L.A.A.V. Officina Teatrale (Salerno)
  15. 67  L.R. Compagnia Teatrale TheaterAus
  16. 68  La Contemporanea
  17. 69  Laboratiorio italiano del Piccolo Teatro Città di Ravenna
  18. 70  Laboratorio Teatrale Il Bagatto
  19. 71  Liminateatri.it
  20. 72  Museo dell’Attore – Genova
  21. 73  Neraonda Arte Cultura Spettacolo
  22. 74  NITAM
  23. 75  Nuovo Teatro Sanità
  24. 76  NUOVOIMAIE
  25. 77  Officina Accademia Teatro
  26. 78  Outis
  27. 79  Piccolo Teatro dei Ciliegi di Poggio dei Pini
  28. 80  PigrecoDelta – distribuzione
  29. 81  Pmi Cinema e Audiovisivo affiliata CNA
  30. 82  Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio
  31. 83  Premio Fersen, alla regia e alla drammaturgia contemporanea
  32. 84  Radio Amore Napoli
  33. 85  Razmataz Spettacoli
  34. 86  Scala Minore Napoletana
  35. 87  Siad
  36. 88  SLC CGIL – Area Produzione dei Contenuti Culturali
  37. 89  Studio Cinema
  38. 90  Teatrino Dell’ES
  39. 91  TEATRINO ZERO DI SPINEA (VE)
  40. 92  Teatro Akropolis
  41. 93  Teatro Armathan
  42. 94  Teatro Belli
  43. 95  Teatro Brancaccio
  44. 96  Teatro Calabria
  45. 97  Teatro dei Colori
  46. 98  Teatro del Tempo
  47. 99  Teatro dell’armadio
  48. 100  Teatro dell’Angelo
  49. 101  TEATRO DELLE ARTI di Lastra a Signa/Firenze
  50. 102  Teatro delle Molliche
  51. 103  Teatro delle Nuvole
  52. 104  Teatro Don Sturzo di Bisceglie

CeNDIC24

Associazioni, sindaca,, compagnie, realtà teatrale

  1. 105  Teatro Golden
  2. 106  Teatro Laterale Padova
  3. 107  Teatro LO SPAZIO
  4. 108  Teatro Sala Umberto
  5. 109  Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio
  6. 110  TEATROAZIONE
  7. 111  TeatroSenzaTempo Accademia di Arti Drammatiche
  8. 112  U.I.L.T. (Unione Italiana Libero Teatro)
  9. 113  Yes-Art Italy

 

x x x x x x x

Spot REA per un nuovo Stato Sociale

 

RADIO E TV: LO SCANDALO DEI 300 MILIONI REGALATI

Posted by Punto Continenti On ottobre - 12 - 2018 Commenti disabilitati su RADIO E TV: LO SCANDALO DEI 300 MILIONI REGALATI

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa trasmesso dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate). Foto: un momento della manifestazione. 

 

LO SCANDALO DEI 300 MILIONI REGALATI ALLA LOBBY CONFINDUSTRIALE  DELLA COMUNICAZIONE RADIOTELEVISIVA

Ultimamente il Governo del Cambiamento ha trasformato in legge il DPR 146/17 emanato del Governo Gentiloni  che regala 300 milioni di euro per il triennio 2016-17-18 alla lobby confindustriale della comunicazione radiotelevisiva con la scusa di sostenere il pluralismo e l’occupazione dell’emittenza locale. E’ un gesto irresponsabile da parte del Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ha costretto la REA, amica di 5Stelle, a denunciare all’opinione pubblica il tradimento rispetto agli ideali del Movimento di Onestà e Trasparenza . Il 2 ottobre scorso si è svolta una affollata manifestazione delle emittenti REA sotto le finestre dell’ufficio di Di Maio in via Molise nella speranza che il Ministro si facesse vivo per capire cosa accade nel settore, ma si è reso irreperibile. Di fronte a tale latitanza non resta che incalzare la battaglia che era stata avviata contro il Governo Gentiloni, ma che ora è divenuta contro il Governo del Cambiamento.

Veniamo ai fatti. Come è avvenuto l’accaparramento di quei 300 milioni? Semplicemente con una serie di requisiti inseriti nel DPR 146/17 meglio conosciuto come “ Regolamento per l’accesso ai contributi” fatti su misura di un centinaio di  emittenti che quei requisiti già li avevano o se li erano procurati a bella posta su probabile soffiata della lobby confindustriale. Della stesura pratica del Regolamento se ne occupò  Antonio Lirosi attuale Direttore Generale MISE comunicazioni. Il Regolamento (DPR1 146/17) , datato 23 agosto 2017, porta la firma Gentiloni-Padoan –Mattarella. Dunque si tratta di un regalo fatto alla lobby dal passato governo ora convalidato dal governo del Cambiamento nel segno della continuità alle compiacenze.

Ecco i punti essenziali del regalone:

Il fondo viene astutamente ripartito a livello nazionale anziché regionale discriminando cosi le emittenti operanti nelle regioni che, per estensione e popolazione, non hanno possibilità di fare grandi fatturati e  non potranno mai competere con gli ascolti delle grandi regioni come Lombardia, Lazio e Campania, posto che il dato Auditel sia considerato veritiero e qualificante;

  1. l’accesso al bando è riservato solo alle emittenti che abbiano almeno:
  • 14 dipendenti, di cui quattro giornalisti, nelle regioni Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia;
  • 11 dipendenti, di cui tre giornalisti, nelle regioni Calabria, E.Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto;
  • 8 dipendenti, di cui due giornalisti, Abruzzo, Basilicata, Friuli V.G. , Molise, Trentino AA, Umbria, Val d’Aosta;

Per cui le imprese che danno lavoro a un numero inferiore di dipendenti, dunque escluse dai contributi, sono destinate a chiudere l’attività con buona pace per la politica della massima occupazione e del pluralismo come titola il DPR 416/17.

Esaminando il Regolamento, ancora una volta, si potrà notare il discrimine tra le emittenti delle piccole regioni, come ad esempio il Molise con una popolazione di 308.000 abitanti, pertanto costretta a partecipare con minimo  8 dipendenti,  e le emittenti delle  medio-grandi regioni come, ad esempio, la Puglia  con 11 dipendenti a fronte di una popolazione di oltre 4 milioni di abitanti. Con ciò non si vuol affermare che le  emittenti operanti nelle grandi regioni siano state agevolate, anzi, la crisi del mercato della pubblicità si è fatta sentire di più proprio nelle aree metropolitane.

Attraverso il mancato sostegno economico dello Stato alle piccole-medie emittenti, si è voluto perseguire il disegno di eliminarle dal circuito delle imprese della comunicazione a cominciare dalle regioni più piccole. Il risultato di tale operazione è  dimostrato dalle graduatorie definitive dove si evince una  perdita di 2.894 posti di lavoro, pari a 56,6%dell’intero settore che registra 5.108 occupati nelle 683 imprese televisive locali. Vedi prospetti analitici “forza Lavoro” e “ Previsione Licenziamenti” da richiedere a presidenza.rea@libero.it

Ma non è tutto. L’azione  più aberrante introdotta nella formazione delle graduatorie è l’aver legalizzata la premiata società Auditel, partecipata da Mediaset,  RAI e Confindustria Radiotelevisioni in diretto conflitto d’interessi con le locali, con un astuto  meccanismo del tipo “se compri il mio dato di ascolto prendi tanti soldi dallo Stato”.  A questo punto, con i contributi del 2018,  il Regolamento in questione assegna il 30% delle risorse alle emittenti che comprano “l’aria fritta di Auditel” alla modica cifra di 6.500 euro + iva per avere un dato che non si saprà mai se sarà vero. Ciò che è più sorprendente è che quel dato non è convalidato da alcun ente certificatore, tanto meno dalla stessa AGCOM e, semmai lo fosse, quel dato registra l’indice della spazzatura televisiva (vedi programmi di grandi ascolti come Grande Fratello, Uomini e donne, Isola dei famosi, trasmissioni del gossip e della cronaca nera, ecc). Il meccanismo è doppiamente astuto in quanto  analizzando l’incidenza del dato di ascolto Auditel pubblicato nella graduatoria 2016,  il relativo punteggio supera quel 17% indicato nella tabella del Regolamento per arrivare fino al 46% del punteggio massimo.

Ancora indagando sulle cifre in soldoni assegnati dalla graduatoria 2016, si scopre che  “quel 17% non è un  limite individuale massimo assegnato a ciascuna emittente in gara, ma è calcolato come somma da stornare dal fondo, (ipotizziamo fosse 13,6 milioni di euro ossia il 17% di 80 milioni di euro) che poi viene distribuita unicamente fra i pochi iscritti alla  premiata ditta Auditel”. Infatti, accade che se per assurdo ci fosse un solo iscritto alle indagini Auditel allo stesso spetterebbe incassare l’intero malloppo di 13,6 milioni di euro indipendentemente dal numero dei dipendenti in carico.

E’ una di quelle “furbate” che solo un DELINQUENTE può averla concepita.

In tal modo è scattata l’operazione accaparramento del fondo da parte di chi sapeva (gli amici del delinquente) e ciò, in barba al criterio del sostegno alla occupazione e al pluralismo. Infatti posando l’occhio sulle cifre indicate nella graduatoria 2016 non può sfuggire il fatto che il primo gruppo in classifica, con i dati Auditel acquistati,  si porta a casa la bellezza di 6,5 milioni di euro che significa sviluppo e prosperità aziendale, mentre la penultima, Telemare di Gorizia, senza dati Auditel, con 8 dipendenti, di cui due giornalisti,  racimola appena 5.000 euro che significa licenziamento sicuro dei dipendenti e probabile chiusura dell’impresa.

PER RIPARARE IL DANNO LA REA SI RIVOLGE A DI MAIO IL MINISTRO DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO

Le criticità di quel Regolamento possono essere riassunte nei seguenti punti:

  1. Il mancato rispetto del consolidato criterio “del tetto massimo” nella assegnazione  dei contributi . Per cui è fondamentale determinare sia un massimo che un minimo di sostegno agli aventi diritto al fine di evitare, da una parte, l’accaparramento dei contributi e, dall’altra, un minimo vitale alle piccole e medie televisioni locali per mantenere in essere il pluralismo informativo sul territorio;
  2. L’assegnazione del 95% del contributo alle prime 100 emittenti in graduatoria, stante la profonda crisi del mercato della pubblicità locale, provoca il licenziamento di 2.894 dipendenti nel settore televisivo e di circa 800 dipendenti nel settore radiofonico. Pertanto è indispensabile riequilibrare la ripartizione del fondo a livello regionale premiando l’occupazione in modo proporzionale al numero dei dipendenti assunti;
  1. Abrogazione del dato Auditel;

Le predette criticità possono essere superate con opportuni  emendamenti alla legge di bilancio in modo da dare al settore un forte segnale politico per il Cambiamento. A tal riguardo la REA è a disposizione per una proficua collaborazione, che sarebbe oltremodo utile se fosse “collaborazione permanente”,  nell’assistere il Ministro Di Maio nelle sue decisioni quando si tratta di  emanare disposizioni e norme di legge sulla comunicazione ascoltando in tal modo tutte le campane e non solo quelle della lobby. A tal riguardo si propone di inserire nello staff del Ministro, in qualità di consulente tecnico, il Signor Gabriele Betti, di recente componente del Tavolo TV 4.0,  persona di indiscussa esperienza e competenza tecnica in materia radiotelevisiva. Legalità, Onestà e Trasparenza sono sempre i nostri valori. Tutto il resto non ci appartiene. 

IMPONENTE MANIFESTAZIONE DELLA REA PER SALVARE RADIO E TV

Posted by Punto Continenti On ottobre - 3 - 2018 Commenti disabilitati su IMPONENTE MANIFESTAZIONE DELLA REA PER SALVARE RADIO E TV

Foto: un momento della manifestazione. Riquadro: Antonio Diomede, Presidente della REA

 

“La meravigliosa manifestazione di oggi rimarrà nella storia delle radio-tv locali. Centinaia di telecamere hanno protestato presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico per salvare 400 televisioni – 800 radio e 2500 posti di lavoro per via di 300 milioni di euro regalati alla lobby confindustriale delle comunicazioni”. In questi termini Antonio Diomede, Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) ha commentato la grande manifestazione che si è svolta a Roma davanti al Ministero dello Sviluppio Economico guidato dal Ministro Luigi Di Maio.

 

Nella sostanza, editori, giornalisti e operatori si sono riuniti per protestare contro le graduatorie derivanti dalla applicazione del Regolamento sui contributi, di cui al DPR 146/17. Le graduatorie hanno confermato alcuni sospetti più che fondati. “Leggendo attentamente il DPR”, sostiene ancora Diomede, “si avverte l’ombra del Nazareno (accordo Renzi-Berlusconi) che ha sentenziato la decimazione dell’emittenza locale medio piccola attraverso i contributi statali in modo da spartire i 100 milioni di euro/anno fra i pochi della lobby confindustriale della comunicazione. L’azione è doppiamente vile in quanto accade, guarda caso, in un periodo di crisi del mercato della pubblicità locale in modo da non dare alcuna possibilità di uscita al fallimento delle televisioni e radio locali”. Ma vediamo in estrema sintesi i termini principali dello scontro.

 

Le conseguenze del DPR. 400 televisioni locali e 800 Radio rischiano di chiudere nelle prossime settimane. 2.520 dipendenti rischianodi andare a casa. 9 Regioni su 20 rischiano di restare senza una sola televisione locale. La libertà di stampa rischia di essere compromessa drasticamente grazie alla legge Ammazza emittenti, diventata operante con il DPR 146/17 del 12 Ottobre del 2017. Questo provvedimento è stato inserito di prepotenza dalla Lega nel Decreto Legge Milleproroghe.  Il Governo del Cambiamento nel campo della comunicazione radio-televisiva è diventato il Governo della Conservazione dei privilegi riservati alle lobby.

 

La posta in gioco. Sul tavolo ci sono 300 milioni di euro per tre anni per il sostegno all’editoria radiotelevisiva. Attraverso una serie di obblighi insostenibili per le piccole e medie radio e TV (tipo: avere 14  dipendenti e 4 giornalisti per le tv e almeno 2 dipendenti di cui un giornalista per le radio) la platea dei possibili beneficiari dei contributi più sostanziosi  è ridotta alle prime 100 emittenti televisive lasciando a bocca asciutta le rimanenti 400 emittenti le quali saranno costrette a licenziare per non fallire.

 

L’ingiustizia. Criteri molto discutibili hanno poi favorito sfacciatamente alcune poche emittenti a scapito delle altre, penalizzando tutte le Regioni meno popolose. Gli indici di ascolto, fatti da Auditel (società privata partecipata da Mediaset di Berlusconi, RAI e Cairo) sono stati rilevati su scala nazionale e non Regionale. Ecco perché è stato possibile assegnare al gruppo Telenorba, prima in graduatoria,  6,5 milioni di euro per ciascuno degli anni, 2016- 17 -18, mentre all’ultima, Tele A57, solo 4.825 euro.

 

Ricorsi (Corte Costituzionale e Corte Europea di Strasburgo). Per la REA, se non ci sarà un veloce ripensamento del Governo, non resterà altro da fare che intraprendere l’iter giudiziario per arrivare alla Corte Costituzionale e successivamente alla Corte Europea di Strasburgo. Ci sono, infatti, diversi aspetti del Regolamento sui contributi inseriti nel decreto mille proroghe in palese violazione delle norme europee.

ADESIONI PERVENUTE AL 02 OTTORE 2018

EMITTENTI TELEVISIVE

1. Circuito Nazionale Le 100 TV 2. Lombardia tv
3. Lombardia 1
4. Telesolregina

5. Video Cremona 6. Piacenza TV
7. Lodi Crema TV 8. Tele Stella

9. Video Star

  1. Video Star 2
  2. Video Star Sport
  3. Ora TV
  4. Vuenne Toscana
  5. Sesta Rete
  6. Tele Ambiente Roma
  7. Tele Donna
  8. Tele Orvieto 2
  9. Tele Ambiente Abruzzo
  10. RTA
  11. Tele Ambiente Umbria
  12. Onda TV
  13. Tele Milano
  14. Tele Molise
  15. TV SEI
  16. Tele Molise Sport
  17. Tele Molise 2
  18. TG Molise
  19. TV SEI ONAIR
  20. Tele Angri
  21. Napoli Tivù
  22. Tele Granda
  23. Tele Boario
  24. Tele Monte Kronio

page1image13384page1image13544

  1. Tele Monte Kronio 24 News
  2. Tele One
  3. Tele Tolentino
  4. Canale 14
  5. 213 Live e News
  6. Sport e Musica
  7. Radio Sudio 7
  8. Onda TV
  9. Teleradio Studio 98
  10. Teleradio studio 98 Due
  11. Tele Foggia
  12. TVRS
  13. Tele Onda Gallipoli
  14. Tela Manduria RTM
  15. Telemax TV
  16. Telemax
  17. Telemax 1
  18. Telemax 2
  19. Telemax 3
  20. Telemax 4
  21. Telemax 5
  22. Teleradio Studio 5
  23. Tele Ofanto
  24. Tele 2000
  25. Info 2000
  26. Tele Pesaro
  27. Tele 2000 live
  28. Tele 2000 Più
  29. 2000 Sport
  30. Telemare
  31. TVM Italia
  32. Tele Diogene
  33. Tele Mormanno
  34. Tele Ischia
  35. Tele A57
  36. Tele Sardegna Uno
  37. Tele Sardegna
  38. TV1 Toscana
  39. Grande Italia
  40. Grande Italia sport
  41. Toscana Live
  42. Tourist Channel
  43. Arezzo Digital
  44. FROG
  45. Canale 10 Tv
  46. TeleA
  47. TV1 Tua
  48. Tele Foggia
  49. Tele Foggia Cultura
  50. Tele Foggia Istituzionale
  51. Ciak Telesud Sicilia
  1. GRP Tv
  2. Tele Capri Notizie
  3. Tele Capri Sport
  4. Cafè TV 24
  5. Canale6 TVM
  6. Arezzo TV
  7. Video Piu’
  8. Canale 7
  9. 7 PlusTv
  10. Sport1 Tv
  11. Ran Tv Friuli
  12. Super Six Arc1
  13. Energy
  14. Palco Tv
  15. Canal Furlan
  16. Turismo 24
  17. Ran Tv Germ
  18. Ran Tv Slo
  19. Rat Sloga
  20. Rat Sloga Promoskulture
  21. TVRS
  22. TVRS Marche
  23. You TURS

EMITTENTI RADIOFONICHE

108. Circuito Radiofonico Nazionale Le 100 Radio 109. Radio Radio
110. Radio Capri
111. Radio Ti Ricordi

112. Radio Sportiva
113. Radio Stereo Città 114. Radio Genius
115. Radio Cafè
116. Radio Onda Libera 117. Radio GRP
118. Radio Mondo
119. Radio Gamma 5
120. Radio Manduria
121. Radio Primiero
122. Radio Centrale
123. Idea Radio
124. Radio Luce
125. Radio Studio 5
126. Radio Antenna Verde 127. Radio Tirreno Centrale 128. Radio Circuito Solare 129. Radio Studio Elle
130. Radio Magic 1
131. Radio Magic 2

page3image15248page3image15672page3image16096page3image16520page3image16680page3image17104page3image17528page3image17952page3image18376page3image18800page3image19224page3image19648page3image20072page3image20496page3image20920page3image21344page3image21768page3image22192page3image22616page3image23040page3image23464page3image23888page3image24312page3image24736page3image25160page3image25584page3image26008page3image26432

132. Radio Incontro Terni
133. Radio Antenna Adriatica 134. Radio Dolce Vita
135. Radio Frash
136. Radio Studio 54 Network 137. Radio Dimensione Musica 138. Radio Cerea Stereo
139. Radio Smile
140. Radio Onda Mediterranea 141. Radio Nord Castrovillari 142. Radio L’Olgiata
143. Radio Amica
144. Radio Studio Nord
145. Radio Castel Bolognese RCB 146. Radio Altamura Uno
147. Rete Puglia
148. Radio Sardinia
149. Radio Monte Kronio
150. Radio Arc 101
151. Radio Luna Molise
152. Radio Luna Benevento
153. Radio Centrale
154. Radio Flumeri
155. Radio Nuovi Orizzonti
156. Radio Sound 1 Piacenza 1 157. Radio Sound Piacenza 2 158. Radio Studio 99
159. Radio studio 54 Firenze 160. Lombardia radio
161. Radio Music Gruppo Falco 162. Radio Italia Puglia
163. Radio Galassia
164. Radio Elle

 

Vedere Video della manifestazione

1.200 EMITTENTI SCOMPARIRANNO. MANIFESTAZIONE A ROMA

Posted by Punto Continenti On settembre - 30 - 2018 Commenti disabilitati su 1.200 EMITTENTI SCOMPARIRANNO. MANIFESTAZIONE A ROMA

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa della REA  riguardante la manifestazione di Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (via Molise angolo via Veneto) il 2 ottobre 2018 in difesa delle radio e televisioni

 

400 televisioni locali e 800 Radio rischianodi chiudere nelle prossime settimane. 2.520 dipendenti rischianodi andare a casa. 9 Regioni su 20 rischianodi restare senza una sola televisione locale. La libertà di stampa rischia di essere compromessa drasticamente grazie alla legge Ammazza emittenti, diventata operante con il DPR 146/17 del 12 Ottobre del 2017. Si tratta di una normativa sulla assegnazione dei contributi riservati all’editoria radiotelevisiva locale pensata e voluta dal duo Renzi – Gentiloni, concordata con Berlusconi all’interno del Patto del Nazareno poi inserita di prepotenza dalla Lega nel Decreto Legge Milleproroghe.  Il Governo del Cambiamentonel campo della comunicazione radio-televisiva è diventato il Governo della Conservazionedei privilegi riservati alle lobby.

 

In gioco ci sono 300 milioni di euro per tre anni per il sostegno all’editoria radiotelevisiva. Attraverso una serie di obblighi insostenibili per le piccole e medie radio e TV (tipo: avere 14  dipendenti e 4 giornalisti per le tv e almeno 2 dipendenti di cui un giornalista per le radio) la platea dei possibili beneficiari dei contributi più sostanziosi  è ridotta alle prime 100 emittenti televisive lasciando a bocca asciutta le rimanenti 400 emittenti le quali saranno costrette a licenziare per non fallire.

 

Criteri molto discutibili hanno poi favorito sfacciatamente alcune poche emittenti a scapito delle altre, penalizzando tutte le Regioni meno popolose. Gli indici di ascolto, fatti da Auditel (società privata partecipata da Mediaset di Berlusconi, RAI e Cairo) sono stati rilevati su scala nazionale e non Regionale. Ecco perché è stato possibile assegnare al gruppo Telenorba, prima in graduatoria,  6,5 milioni di euro per ciascuno degli anni, 2016- 17 -18, mentre all’ultima, Tele A57, solo 4.825 euro.

 

Per la REA, se non ci sarà un veloce ripensamento del Governo, non resterà altro da fare che intraprendere l’iter giudiziario per arrivare alla Corte Costituzionale e successivamente alla Corte europea di Strasburgo. Ci sono, infatti, diversi aspetti del Regolamento sui contributi inseriti nel decreto mille proroghe in palese violazione delle norme europee.

 

REA – Radiotelevisioni Europee Associate

Roma, 2 ottobre 2018 

Carlo Cattaneo

ufficiostampa@reasat.it

www.reasat.eu– 333.7169450

 SPOT REA con sostegno di PIPPO BAUDO

NUOVO STATO SOCIALE NEL MONDO

001 – SPOT REA per un efficiente Stato Sociale – Videolink 0o2 – Rainero Schembri – Giornalista, introduce la nuova […]

VIDEO – STORIA, CULTURA ED EDITORIA

                                        […]

VIDEO – MEDIA E PROTAGONISTI

MONDO DELLA COMUNICAZIONE 01 – RADIO MAMBO – Renato Dionisi – Videolink 02 – Tele Ambiente – Stefano Zago – […]

VIDEO – ESSENZIALISTI IN VIAGGIO

  ESSENZIALISTI IN VIAGGIO Patrocinati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Incontri e confronti. Dopo numerosi incontri, scambi di opinioni, interviste, interventi […]