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Sunday, August 19, 2018

NEL LAZIO FERRARI E MODA SI SPOSANO SUI CAMPI DA GOLF

Posted by Punto Continenti On maggio - 13 - 2015 Commenti disabilitati su NEL LAZIO FERRARI E MODA SI SPOSANO SUI CAMPI DA GOLF

Ferrari e Moda: due simboli dell’italianità nel mondo. Farli sposare è stata sicuramente un’idea geniale. A lanciarla ci ha pensato Roberto Luongo, Presidente della Scuderia Ferrari Club Roma Colosseo, principale promotore di un vero e proprio campionato di golf da disputare con 11 gare nei più importanti ‘green’ del Lazio. Il primo appuntamento è previsto per il 16 maggio al ‘Golf Club Castel Gandolfo’, la cittadina alle porte di Roma dove i Papi generalmente vanno a riposare d’estate.

 

Il Papa argentino Francesco fisicamente non ci sarà (anche se è prevista la lettura di un suo saluto) ma ci sarà in ‘pompa magna’ l’Argentina, con una giornata ricca di iniziative artistiche ed enogastronomiche, nonché una sfilata di giovani e affermati stilisti argentini (analoghe giornate saranno dedicate a diversi altri Paesi). E qui arriviamo al connubio Ferrari-Moda. In occasione della varie tappe del torneo gareggeranno un’ottantina di stilisti provenienti da vari paesi del mondo. Sono previste quattro semifinali e una finalissima. Tutti si debbono in qualche modo ispirare al marchio Ferrari, nell’ambito di un vero e proprio concorso internazionale di moda e design.

 

L’intero progetto è stato presentato a Roma all’interno della splendida cornice del Parco di Roma Golf Club (nella Capitale si trovano ben 12 campi da Golf). Insieme al Presidente Luongo hanno partecipato alla conferenza stampa, coordinata a Massimiliano Morelli, il direttore sportivo Federico di Nuzzo, lo stilista e direttore tecnico Mauro Menichino, la rappresentante della Lega Italiana Fibrosi Cistica, Silvana Colombo, che ha illustrato il risvolto umanitario di quest’iniziativa (che si propone di sostenere la cura domiciliare dei giovani malati) e la Presidente della società ‘Galgano & Tota Associati’, Fiorella Galgano, che da diversi anni è impegnata nell’internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto nel campo della moda.

 

Nel rispondere a una precisa domanda la Galgano ha messo in luce il pericolo oggi rappresentato dalla Cina nel campo della moda: “Ancora” ha dichiarato, “i cinesi non riescono a imitare alla perfezione gli italiani ma attenzione a continuare a trasferire a tutto gas la tecnologia italiana. Presto potrebbero diventare dei concorrenti formidabili”. Da semplici tifosi delle corse ci limitiamo ad augurare che a tutto gas torni a vincere la Ferrari e che non succeda mai, com’è avvenuto per diversi prestigiosi marchi della moda, di finire anch’essa in mano straniera.

 Roberto Luongo, Presidente della Scuderia Ferrari Club Roma Colosseo

‘CATENE DI VALORI GLOBALI’: WORKSHOP DELL’ICE PRESSO L’OCSE

Posted by Punto Continenti On aprile - 23 - 2015 Commenti disabilitati su ‘CATENE DI VALORI GLOBALI’: WORKSHOP DELL’ICE PRESSO L’OCSE

Le “Catene di Valore Globali“, fenomeno diffuso e  favorito dalla crescente integrazione economica internazionale, le politiche di sostegno all’internazionalizzazione e le misure volte a facilitare la partecipazione delle imprese alle reti produttive internazionali. Sono questi i temi del Workshop che si è tenuto presso la sede OCSE di Parigi, e che è stato organizzato dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione della imprese italiane, dall’OCSE e dall’United Nations University Institue on Comparative Regional Integration Studies (UNU-CRIS) di Bruges.

 

I processi produttivi aziendali, infatti, sono sempre più frammentati e distribuiti lungo reti produttive internazionali, formate da imprese multinazionali, dalle loro affiliate estere e da subfornitori indipendenti o legati da accordi di collaborazione tecnico-produttiva di varia natura. Secondo le stime dell’UNCTAD, l’80% degli scambi avviene ormai nell’ambito di catene produttive internazionali, in un processo in cui le varie funzioni aziendali (dalla ricerca e sviluppo alla distribuzione, passando per approvvigionamenti e assemblaggio) seppur localizzate in paesi diversi, contribuiscono insieme alla realizzazione di prodotti sempre più Made in the world. In realtà, alcuni osservatori sostengono che le reti di produzione potrebbero avere un carattere più regionale che globale, in quanto le attività sarebbero concentrate all’interno di determinate aree geoeconomiche.

 

Il Workshop si inserisce nell’ambito di un’iniziativa più ampia, portata avanti dall’Agenzia ICE in accordo con il Ministero per lo Sviluppo Economico, per studiare “Il posizionamento dell’Italia nelle Catene Globali del Valore”.

Il nostro paese presenta un grado di apertura internazionale inferiore rispetto agli altri maggiori stati europei, sia in termini di presenza delle imprese all’estero che di capacità di attrarre investimenti diretti esteri (IDE). Inoltre, appare minore il grado di coinvolgimento delle aziende italiane nei processi meno impegnativi di frammentazione internazionale della produzione, basati su accordi di collaborazione tra imprese o semplici transazioni di mercato. Molte imprese nazionali partecipano soltanto marginalmente alle reti internazionali di produzione e sembrano fare un uso meno intenso anche delle opportunità per accrescere la loro competitività importando beni intermedi e servizi.

 

L’appartenenza delle aziende del nostro paese a global value chains è un fenomeno che le statistiche ufficiali fanno ancora difficoltà a cogliere. Per questo motivo l’Agenzia ICE ha già  messo in cantiere un’indagine diretta, basata su interviste a imprese leader delle filiere automotive ed elettrodomestici, al fine di mappare  la rete di produzione/distribuzione e cercare di comprendere quali sono le motivazioni che hanno guidato la scelta nella diversa localizzazione delle varie funzioni aziendali. Tale indagine avrà inoltre lo scopo di configurare nuovi servizi innovativi per le imprese italiane, utili a favorire e rafforzare il loro coinvolgimento nelle catene globali di produzione, con particolare riguardo alle fasi a maggiore valore aggiunto.

 

Nell’attuale contesto economico simili misure rappresentano una vantaggiosa opportunità per le nostre imprese. Una strategia basata sull’inserimento nelle catene globali del valore, infatti, consentirebbe loro sia di beneficiare del notevole differenziale di crescita tra la domanda estera e quella interna sia di accrescere la propria competitività attraverso il decentramento di alcune funzioni aziendali e la stimolazione di processi di apprendimento e innovazione. Tutto ciò avrebbe delle conseguenze decisamente positive anche a livello macro, in termini di occupazione e di crescita del Pil nazionale.

 

 

 

 

LA PRESENZA DELL’IILA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Posted by Punto Continenti On aprile - 22 - 2015 Commenti disabilitati su LA PRESENZA DELL’IILA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

L’IILA-Istituto Italo-Latino Americano è presente da ormai 43 anni all’Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con il proprio Padiglione dedicato all’America Latina, realizzato in collaborazione con le Ambasciate dei Paesi latinoamericani membri e, come partner istituzionale, il Goethe Institut. Nell’edizione 2015 del Padiglione, che si inaugurerà venerdì 8 maggio alle ore 12.00 nello spazio dell’Isolotto dell’Arsenale, l’IILA propone una grande installazione sonora realizzata grazie al lavoro di artisti provenienti dai Paesi latinoamericani membri dell’Istituto.

 

Gli antichi idiomi sono riuniti in quella che può essere considerata una Casa Comune dell’Arte, grazie all’attenzione artistica del Curatore Alfons Hug e del Curatore aggiunto Alberto Saraiva, nonché alla cura organizzativa del Commissario Sylvia Irrazábal, Segretario Culturale dell’IILA. Essi sono infatti testimonianza di come, anche nel campo culturale, oltre quello politico, scientifico ed economico, esista una disposizione al dialogo, all’incontro e al confronto nel rispetto reciproco e nella valorizzazione del pluralismo culturale.

 

Tema prescelto per il Padiglione America Latina-IILA alla Biennale Arte 2015 è quello delle “Voci indigene”: tale suggestiva tematica evoca la riappropriazione del patrimonio genetico-culturale originario attraverso l’ascolto delle radici profonde alle quali si vuole dare voce, spazio, diritto di espressione. Voci mai taciute che vogliono farsi sentire attraverso i secoli, raccontando la loro storia per testimoniarne la vitalità di usi, tradizioni, leggende, magie e valori nati dalla propria terra, attraverso una installazione sonora tesa a valorizzare una pluralità di espressioni di linguaggi di comunità locali e gruppi etnici autoctoni.

 

Il Padiglione America Latina-IILA vuole dunque essere luogo di quest’ascolto, cassa di risonanza che ci parla dei diritti della natura, del legame con la terra genitrice, dell’armonia tra le genti, di una sorta di antica innocenza mai perduta, temi cari al grande esploratore e naturalista tedesco Alexander von Humboldt  che ci ha raccontato di quel suo famoso pappagallo che gli permise di ascoltare suoni e articolazioni fonetiche di gruppi etnici estinti o in via di estinzione del tesoro linguistico originario latinoamericano.                                                                                                                                                          

 

Così Alfons Hug ci ricorda che le voci amerinde non sono lingue morte ma al contrario un tesoro genetico-culturale vivo da riscoprire. La polifonia di idiomi, che si fondono in un unico messaggio raffinato e potente, approda a Venezia proponendo percorsi di lettura originali che si impongono con fierezza alla nostra attenzione e comprensione.

 

Nel Padiglione America Latina-IILA esporranno i seguenti artisti latinoamericani: Sofia Medici e Laura Kalauz (Argentina), Sonia Falcone e José Laura Yapita (Stato Plurinazionale di Bolivia), Adriana Barreto (Brasile), Paulo Nazareth (Brasile), Rainer Krause (Cile), León David Cobo, María Cristina Rincón e Claudia Rodríguez (Colombia), Priscilla Monge (Costa Rica), Fabiano Kueva (Ecuador), Mauricio Kabistan (El Salvador), Sandra Monterroso (Guatemala), Barbara Prézeau Stephenson (Haiti), Leonardo González (Honduras), Humberto Vélez(Panama), Raúl Quintanilla (Nicaragua), Erika Meza e Javier López (Paraguay), José Huamán Turpo (Perù), Gustavo Tabares (Uruguay), accompagnati dalla special guest Ellen Slegers(partecipazione speciale, artista tedesca legata all’America Latina).

 

L’AMORE OLTRE LA MORTE: PRIMA NAZIONALE AL FORUM AUSTRIACO

Posted by Punto Continenti On aprile - 21 - 2015 Commenti disabilitati su L’AMORE OLTRE LA MORTE: PRIMA NAZIONALE AL FORUM AUSTRIACO

Mercoledì 29 aprile 2015 (alle ore 20), in prima nazionale, sarà presentato al Forum Austriaco di Cultura di Roma (Viale Bruno Buozzi, 113) il concerto “Love beyond death” (l’amore oltre la morte), viaggio musicale alla fine della vita e oltre. L’evento è promosso dal Forum Austriaco di Cultura di Roma con la collaborazione dell’associazione Music Theatre International.

In programma musiche di Erich Wolfgang Korngold, Ottorino Respighi e Ralph Vaughan Williams. Robert Wagner tenore, Ilse Schumann piano e il Color Quartet. Il concerto è arricchito da suggestive video proiezioni. Il CD del concerto, che sarà disponibile per il pubblico, è prodotto dalla Vienna Modern Masters Label 2012 (Naxos Subdivision).

 

Il tema dell’immortalità dell’anima e dell’amore, che sopravvive oltre la morte, è presente in molte culture, fin dall’antichità. “… Sembra innato negli esseri umani, il desiderare un amore infinito che va oltre la tomba, quasi per assicurarsi un posto nella memoria delle persone amate. Non è rilevante che sia chiara o oscuratale prospettivaradicata nella tradizione tribale o negli insegnamenti della chiesabasata più o meno su fondamenti scientificiLa preoccupazione di quello che accade dopo la morte è comunque rilevante oggi, quanto lo era in tempi remoti. In un’epoca in cui la nostra civiltà si sente minacciata da fondamentalismi religiosi e si deve confrontare con varie forme di spiritualismoquesto viaggio musicale è sia piacevole che commovente; e tenta di offrire, fra l’altro, una risposta a tali questioni fondamentali. […] Love beyond deathcomprende la prima registrazione assoluta delle Canzoni d’addio di Korngold, tradotte e cantate in lingua inglese”. (Roxane Assaf). Il concerto è ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.

 

L’AMERICA LATINA ALL’EXPO PRESENTATA DAI DIPLOMATICI

Posted by Punto Continenti On aprile - 11 - 2015 Commenti disabilitati su L’AMERICA LATINA ALL’EXPO PRESENTATA DAI DIPLOMATICI

Quale sarà il ruolo dei Paesi Latino Americani nell’ambito dell’EXPO di Milano che si svolgerà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015? A questa domanda ha cercato di dare una risposta l’incontro diplomatico organizzato a Roma da Mediantrendsamerica (www.mediatrendsamerica.com),  coordinato dal giornalista peruviano Roberto Montoya. Erano presenti tra gli altri l’Ambasciatore del Cile Fernando Ayala, il ministro plenipotenziario dell’Argentina Carlos Cherniak, l’Ambasciatore dell’Ecuador Juan Holguin, insieme ad altri rappresentati diplomatici.

 

L’Ambasciatore Ayala del Cile ha sottolineato l’importanza dell’Expo per valorizzare le produzioni agroindustriali dell’America Latina, ricordando, tra la’altro, che il 35 per cento delle esportazioni cilene sono di origine agricola. Per l’Ambasciatore, il Cile ha aderito all’Expo con grande interesse investendo 28 milioni di dollari, utili per promuovere una partecipazione di alto livello con aziende particolarmente qualificate.  Il padiglione del Cile resterà aperto agli altri Paesi Latino Americani disponibili a organizzare attività, conferenze e spettacoli. Per l’Ambasciatore cileno occorre, comunque, affrontare seriamente la problematica dei sussidi che danneggiano i produttori dei Paesi più poveri. Inoltre, rimane aperta, soprattutto in ambito giovanile, la contradditoria questione dell’obesità, causata da un’ errata alimentazione. In Cile si sta contrastando con forza questo problema. Da registrare, infine, che la Presidente Michelle Bachelet sarà presente il 6 giugno. Nello stesso giorno si volgerà anche la conferenza mondiale della FAO  sull’alimentazione.

 

Per il ministro plenipotenziario argentino Cherniak, l’Expo “rappresenta un’eccellente occasione far conoscere le ricchezze della terra, soprattutto di Paesi come l’Argentina”. Cherniak si è soffermato anche sul delicato tema della sicurezza alimentare, un problema che riguarda tutti i Paesi. In questo contesto l’Argentina farà la sua parte contribuendo ad “alimentare il suo popolo, il mondo, insieme a una maggiore conoscenza in merito ad alcune grandi questioni”. Tra queste figurano certamente i controversi temi del protezionismo e della denutrizione infantile. Per Cherniak l’Expo non rappresenta una grande fiera ma uno speciale momento di dibattito e riflessione sulla produzione e distribuzione degli alimenti. Il ministro ha, infine, assicurato la presenza all’inaugurazione dell’Expo della presidentessa Cristina Kirchner.

 

Per l’Ambasciatore ecudoriano Holguin, è la prima volta che l’Ecuador partecipa a un Expo investendo 10 milioni di dollari. “Con questa cifra sarebbe stato possibile” ha dichiarato l’Ambasciatore, “costruire ben 5 scuole del progetto ‘Milenio’ ma abbiamo ritenuto ugualmente utile partecipare alla manifestazione per far conoscere tutte le potenzialità agrícole ecuadoriane, senza per questo trascurare l’impegno a raggiungere una maggiore giustizia sociale”. Da segnalare, infine, la presenza all’incontro dell’ex presidente della Camera Irene Pivetti che ha voluto ricordare che è stato stato istituito uno spazio espositivo anche a Venezia, utile per svolgere attività commericali dirette.

ICE PRESENTE AL CHINA INTERNATIONAL BOAT SHOW DI SHANGHAI

Posted by Punto Continenti On aprile - 9 - 2015 Commenti disabilitati su ICE PRESENTE AL CHINA INTERNATIONAL BOAT SHOW DI SHANGHAI

Si è inaugurata a Shanghai la 20° edizione del China International Boat Show, il salone nautico cinese, dove l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), con la collaborazione dell’Associazione che rappresenta le industrie e le imprese della nautica da diporto italiane, Ucina, ha organizzato il Padiglione nazionale Italiano con 18 aziende. Si registra inoltre la presenza di ulteriori sette aziende del settore fuori dalla Collettiva italiana. All’evento, che durerà fino al 13 aprile, l’Italia e’ presente con un Padiglione nazionale di circa 200 metri quadrati con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza tecnologica italiana nella produzione di imbarcazioni da diporto, componenti, accessori, attrezzature per yacht club e nei servizi ed esportare un concetto di design nautico e di gusto prettamente Made in taly.

 

Al mercato cinese, gli operatori internazionali del settore hanno nel corso dei decenni guardato con differenti prospettive: prima come una semplice opportunità, adesso un punto di riferimento a cui guardare con interesse; ed é in questo attuale contesto che l’Italia si distingue non solo per la  posizione di leader che detiene in Cina e a livello internazionale, ma anche per l’abilità di saper efficacemente valorizzare e coniugare qualità ed eccellenza, evocare con una imbarcazione un sogno ed uno stile di vita prettamente italiano.

 

La nautica italiana, sebbene attraversi a fasi alterne momenti delicati a periodi di ripresa, continua con le sue imbarcazioni a far innamorare sempre di più i cinesi: un legame confermato dagli ultimi dati sulle importazioni del settore in Cina: nel 2014 nonostante una flessione generale sulle importazioni cinesi della nautica da diporto, che hanno toccato 150 mila dollari, in calo del 44,5%, le esportazioni italiane nel grande paese asiatico milioni vanno decisamente in controtendenza; crescono infatti del 7,3% raggiungendo i 47,6 di dollari. L’Italia e’ saldamente al primo posto come Paese fornitore con una quota di mercato pari al 31,7%. I successivi Paesi, che ricoprono le immediate posizioni (Francia, Stati Uniti, Regno Unito) perdono sia in valore che in percentuale.

 

E’ la dimostrazione che gli yacht Made in Italy godono in Cina di ottima reputazione così come tutta la filiera incluso il settore degli accessori.

 

In questa edizione, saranno presenti circa 550 espositori,  distribuiti su un’area totale di 50 mila metri quadrati. Vista l’importanza dell’evento che cresce di anno in anno, si attende un riscontro positivo anche dal numero di operatori e visitatori che si recheranno in fiera; lo scorso anno furono poco più 35 mila, in aumento del 1,3% rispetto ai dati riscontrati nel 2013.

 

 

CANADA: MISSIONE ICE NEI SETTORI ‘FOOD’, VINO E BEVANDE

Posted by Punto Continenti On marzo - 20 - 2015 Commenti disabilitati su CANADA: MISSIONE ICE NEI SETTORI ‘FOOD’, VINO E BEVANDE

45  aziende del settore food e 20 del settore vino e bevande per un totale di 65 aziende e una delegazione di 5 dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 57% dell’intero mondo bancario italiano in termini di totale attivo.  Questi i numeri della Missione imprenditoriale che si svolgerà in Canada dal 23 al 28 marzo e il cui obiettivo è quello di approfondire e migliorare i già ottimi rapporti commerciali nonché cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato canadese.

 

La missione è promossa dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ed è  organizzata dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Confindustria, ABI, RETE Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative e Unioncamere.  A guidare la delegazione italiana sarà il Vice Ministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero.

 

Il Canada ha un’importante tradizione di partner commerciale, in campo agroalimentare, dell’Italia, questo grazie anche alla consistente comunità di origine Italiana che, nel corso degli anni ha contribuito ad introdurre nel paese un’intera gamma di prodotti alimentari della tradizione italiana che hanno acquisito mercato nel paese.

 

Il programma della missione prevede tre tappe: a Toronto, Montreal e Vancouver durante le quali le aziende partecipanti avranno la possibilità di poter esporre  e far degustare le  loro produzioni agli operatori canadesi del settore. Sono previste inoltre visite presso i punti vendita del Monopolio di bevande alcoliche,  della grande distribuzione; presentazioni su tematiche di mercato, normative e modalità di commercializzazione dei prodotti alimentari in Canada, nonché, incontri B2B e con opinion leader del settore e   stampa specializzata.

 

In Canada l’agroalimentare italiano riveste una particolare importanza, rappresentando oltre il 16% del totale esportato e rimane senza dubbio una costante affidabile delle nostre esportazioni. Il comparto dei vini si conferma, con oltre 465 milioni di dollari canadesi, il più importante dell’export agro alimentare italiano.

 

Nel corso del 2014 l’alimentare “Made in Italy” ha confermato un trend di crescita positivo e ha raggiunto quota 1 miliardo di dollari canadesi, con un aumento del 6,6% rispetto al 2013, collocando così il nostro paese al quarto posto dei paesi fornitori, immediatamente dopo USA, Messico e Cina e prima della Francia. L’Italia è quindi il primo fornitore del Canada di prodotti agroalimentari della UE28.

 

 

 

 

L’IIITT CELEBRA 30 ANNI DI RAPPORTI ECONOMICI CON L’INDIA

Posted by Punto Continenti On marzo - 6 - 2015 Commenti disabilitati su L’IIITT CELEBRA 30 ANNI DI RAPPORTI ECONOMICI CON L’INDIA

All’interno della splendida cornice del Centro Congressi ‘Roma Eventi’, l’Indo Italian Institute for Trade and Technology (IIITT) ha celebrato i suoi 30 anni di vita e di rapporti con l’India organizzando insieme all’Ambasciata indiana di Roma un importante Seminario incentrato sulle nuove opportunità che si stanno creando in questo gigante asiatico. All’evento hanno partecipato oltre 200 imprenditori italiani e indiani, nonché alti dirigenti pubblici arrivati appositamente da New Delhi. Da rilevare che questa speciale collaborazione tra l’Ambasciata e l’IIITT nel corso degli anni ha consentito a numerose imprese italiane di condurre in porto importanti contratti di investimento, di importazione ed esportazione, nonché la realizzazione di diverse joint ventures.

 

A fare gli onori di casa ci ha pensato l’Ambasciatore Basant Kumar Gupta ricordando che “L’Italia è famosa nel mondo per i suoi prodotti di alta qualità manifatturiera avanzata e di capacità artigianale; è leader a livello mondiale in numerosi settori come il tessile,  l’altamoda, il design, il fashion, la pelletteria, l’arredamento, gli articoli per la casa, le macchine agricole, la trasformazione alimentare, i prodotti ingegneristici e della difesa, il trasporto ferroviario e marittimo, l’information technology, le telecomunicazioni, l’energie rinnovabili,  la logistica integrata, il turismo d’affari ecc.. L’India, in quanto Paese in via di sviluppo, può apprendere ed essere partner con l’Italia nella condivisione delle tecnologie e delle competenze gestionali necessarie per gestire al meglio attività  commerciali, industriali, tecnologiche e biotecnologiche  di successo e non solo”.

 

Per Maurizio Miranda, Presidente dell’IIITT e uno dei maggiori esperti delle relazioni economiche indo-italiane, “la presenza italiana in India registra ancora livelli molto limitati rispetto alle enormi potenzialità offerte da un mercato che ha le dimensioni di un Continente. Il segreto è conoscere esattamente di cosa ha bisogno l’India, muoversi attraverso i canali giusti, avviare contatti con i singoli Stati che formano l’Unione. E non pensare di poter concludere affari in fretta. Gli indiani sono molto preparati e sanno distinguere molto bene chi ha intenzioni serie e chi, invece, pensa di fare soprattutto un viaggio turistico. Le missioni in India non vanno solo preparate nei minimi dettagli ma una volta tornati in Italia occorre mantenere e coltivare molto bene i rapporti stabiliti. Ecco perché ogni forma di assistenza deve necessariamente essere personalizzata”.

 

Da rilevare che l’Indo Italian Institute for Trade and Technology (IIITT) è nato nel 1985 proprio su iniziativa dell’Ambasciata dell’India in Italia, insieme alla State Bank of India, all’Air India, all’Indian Investment Centre, all’Indian Trade Center presso l’Unione Europea, al Ministero indiano del Turismo e dell’Aviazione civile, al Dipartimento del Turismo indiano, alla Trade Development Authority (ora Indian Trade Promotion Organization) e alla State Trading Corporation of India. In tutti questi anni l’Istituto si è distinto per una serie di studi di fattibilità, ricerche di mercato, missioni di operatori economici (oltre 200), convegni e dibattiti, assistenza economica, finanziaria, fiscale e doganale alle imprese italiane, nonché ricerca di partners e l’avvio di numerose iniziative culturali. Non da ultimo in questo elenco rientrano le iniziative speciali con l’ISRO, l’Indian Space Research Organization, e il varo di un’Alleanza Strategica Indo-Italiana nelle aree più avanzate per l’Economia della Conoscenza a favore delle piccole e medie imprese. L’ultima missione delll’IIITT è stata compiuta alla alla fine dell’anno scorso con i titolari e rappresentanti di aziende collegate alla Di.Mar Group, tra cui la I.P.V. (con sede a Valentano nel Lazio), la Bottega Pieffe Srl (anch’essa a Valentano), e la Cover (Teramo).

 

Per quanto riguarda complessivamente i rapporti tra l’India e l’Italia, attualmente operano sul mercato indiano circa 400 società italiane, di cui la circa metà è insediata con impianti produttivi e l’altra metà con uffici di rappresentanza. Attualmente il commercio bilaterale è fermo ad appena 9429 milioni di dollari USA (con le importazioni dall’Italia  ammontanti a US$ 4156 milioni e le esportazioni verso l’Italia pari a US$ 5272 milioni). L’Italia ha una quota nel totale del commercio estero indiano pari ad appena l’1,23% e risulta il 24° partner commerciale. Per quanto riguarda le nuove opportunità sono stati indicati 25 settori produttivi. 1) Agro – alimentare; 02) Aviazione civile; 03) Aviazione commerciale; 04) Assicurazioni; 05) Automobili di lusso; 06) Aviazione e difesa; 07) Biotecnologie; 08) Cemento; 09) Chimica; 10) Educazione; 11) Disegno Cad – Cam per l’elettronica manifatturiera avanzata; 12) Gemme e gioielli; 13) Information and Communication Technology – Business Process Outsourcing Sector; 14) Industria della Salute, Farmaceutica; 15) Media e industria dell’intrattenimento; 16) Metallo e minerali; 17) Petrolio e Gas; 18) Porti ed Aeroporti; 19) Power (Energia) ed Energie rinnovabili; 20) Vendite al dettaglio; 21) Strade ed Autostrade; 22) Telecomunicazioni; 23) Tessili e Tessili derivati; 24) Turismo d’affari; 25) Turismo archeologico e culturale.

 

Per Madan Mohan Sethi, Primo Segretario per gli Affari Commerciali e Politici dell’Ambasciata dell’India, il “Seminario sugli Investimenti e sulle Opportunità in India aveva lo scopo di informare le imprese italiane sulla politica degli investimenti esteri del Governo Indiano e sui settori dove esistono le migliori opportunità d’investimento per le aziende italiane e come mettere in contatto il sistema produttivo italiano con le aziende indiane desiderose di investire in Italia ed essere presenti sul mercato italiano”. Insieme a Madan Mohan Sethi sono intervcenuti anche Daniel Kraus (Confindustria), Antonio Fassano (Relationsatwork), Roney Simon (FICCI), Siva Kumar e Rashmi Updhaya (Pricewterhouse), Maurizio Accinni (BNL-BNP), Rana Ashutosh Kumar Singh (State Bank of India), Atul Kumar (Indian Importers Association), Giovanni Colucci (KPMG), Giuseppe Salvati (Confazienda), Francesco Rapino (D’Orsona Dolciari). All’organizzazione dell’iniziativa hano  partecipato anche Giuseppe Giannuzzi e Carla Torri  per conto dell’Ambasciata.

 

Dopo un pranzo a base di piatti tipici e uno spettacolo di balletto indiano si è passati alla seconda fase del Seminario caratterizzata da undici tavole rotonde che sono servite ad avviare i primi contatti tra le imprese italiane a le autorità pubbliche indiane presenti al Seminario. A sentire i diversi partecipanti a questi incontri si stanno delineando una serie di progetti che dovrebbero imprimere una svolta nei rapporti indo italiani. Inoltre, è sensazione diffusa che l’ottimo clima che si sta respirando a livello economico e commerciale potrebbe indirettamente influire anche i rapporti politici tra i due Paesi, in questo momento ostacolati dal caso Marò, i due fucilieri della marina italiana trattenuti dal febbraio del 2012 in India con l’accusa di aver ucciso su un peschereccio nello Stato del Kerala due pescatori scambiati per pirati.

 

Indo Italian Institute for Trade and Technology. Per informazioni: tel. 3393479223 ; indoitalianmarkets@libero.it . Richieste di informazioni si possono avere anche dall’Ambasciata dell’India (email: com.wing@indianembassy.it; commercial@indianembassy.it; tel: 06-42014152).

 

 Foto: Un momento del Seminario. Riquadri: il Presidente delll’IIITT Maurizio Miranda (a sinistra ) e l’Ambasciatore dell’India Basant Kumar Gupta.   

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FERNANDO BERGUIDO PRESENTA IL NUOVO CANALE DI PANAMA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 25 - 2015 Commenti disabilitati su FERNANDO BERGUIDO PRESENTA IL NUOVO CANALE DI PANAMA

“Fra un anno, circa, verrà inaugurato il nuovo canale di Panama. Si tratta di un progetto grandioso che andrà a beneficio di tutto il commercio internazionale, nonché del nostro Paese che da 25 anni cresce a un ritmo annuo del 4-5%, salvo qualche piccola parentesi. Oltre a consentire il passaggio di navi molto più grandi, l’ampliamento del canale renderà ancora più sicuro l’attraversamento dall’Oceano Pacifico a quello Atlantico e viceversa’. A parlare è Fernando Berguido Guizado, Ambasciatore del Panama a Roma (prima di diventare diplomatico è stato per molti anni giornalista).

 

L’incontro con l’Ambasciatore è avvenuto all’Hotel NH Giustiniano di Roma nel corso dell’appuntamento mensile organizzato dal giornalista peruviano Roberto Montoya, per conto di ‘Mediatrends America Europa’ (www.mediatrendsamerica.com). Oltre alla stampa erano presenti anche diversi Ambasciatori di altri Paesi Latino Americani. Ma ripercorriamo in sintesi l’illustrazione compiuta dall’Ambasciatore Berguido.

 

Breve storia. Il canale di Panamà (Canal de Panamà) è un canale artificiale, lungo poco più di 81 chilometri che in America centrale unisce due Oceani. Quando alla fine dell’800 si iniziò a progettare la costruzione di questo canale, il Panama ancora faceva parte della Grande Colombia che, dopo aver firmato un accordo con gli Stati decise di non ratificarlo, per non cedere agli americani il diritto di gestione del canale per 100 anni. A questo punto gli USA organizzarono una sommossa a Panama che divenne una Repubblica indipendente, mentre gli USA ottennero l’affitto perpetuo della Zona del Canale.

 

I lavori iniziarono nel 1907 e finirono nel 1914 (l’anno scorso sono stati, infatti, festeggiati i 100 anni).  Il canale prevede una serie di chiuse e registra un dislivello di 28 metri. Consente un passaggio di circa 40 navi al giorno. Nel 1977 con i trattati Torrijos-Carter il Canale è passato sotto la completa giurisdizione panamense. La zona è stata dichiarata completamente neutrale e vanta una gestione integralmente autonoma, mentre gli americani si sono riservati solo il diritto di proteggere il canale in caso di occupazione da parte di un Paese straniero.

 

Considerazioni tecniche. Nel 2006 si è concluso uno studio durato cinque  anni l’ampliamento del canale. Il progetto ha un valore superiore ai 5 miliardi di dollari e darà lavoro a 36 mila persone. Dopo l’approvazione di un referendum popolare i lavori sono iniziati nel 2007 e dovrebbero terminare nella primavera del 2016. Sono previsti anche nuovi collegamenti stradali e ferroviari.

 

Il nuovo canale dovrebbe consentire entro il 2025 il raddoppio della capacità di navigazione. Il vecchio canale aveva una profondità massima di 12 m. che passerà a 18, con una larghezza che variava tra i 240 e i 300 metri nel lago Gatùn (raggiungerà presto i 420).  Per attraversarlo occorrono non meno di 8 ore.

 

L’espansione del canale è stata compiuta da un consorzio formato dalla compagnia belga Jean De Nul, dalla spagnola Sacyr Vallehermoso, dall’italiana Salini Impregilo e dalla panamense Grupo Cusa.

 

Impatto ambientale e sociale. Per l’Ambasciatore l’impatto ambientale è molto limitati in quanto avviene nell’ambito di una struttura già esistente è già protetta. Del resto la corretta gestione del territorio e delle acque, nonché la permanente riforestazione sono elementi fondamentali per la stessa sopravvivenza del canale. Gli scavi hanno, tra l’altro, consentito di fare importanti scoperte archeologiche. Il Nuovo canale dovrebbe, infine, ridurre del 30% la povertà della popolazione (che complessivamente ammonta a circa 10 milioni).

 

Sicurezza. L’Ambasciatore ha ammesso che in assoluto il canale non è difendibile da eventuali attacchi terroristici. “Tuttavia esiste una vigilanza notevole allo scopo di attenuare il più possibile ogni pericolo di aggressione”.

 

Canale alternativo in Nicaragua. Negli ultimi tempi si è parlato con insistenza di un presunto interesse dei cinesi a finanziare l’apertura di un nuovo canale in Nicaragua. Per Berguido “è poco probabile che il progetto possa essere realizzato. Innanzitutto perché non ha alcun senso aprire un nuovo canale a poca distanza uno dall’altro; inoltre, sarebbe molto più lungo di quello del Panama, e quindi più costoso e richiederebbe tempi molto lunghi di costruzione”.

 

Rapporti con l’Italia. I rapporti tra i due Paesi hanno avuto una fase di congelamento dovuto a un presunto scandalo di corruzione. Il procedimento è stato avviato dalla procura di Napoli e ha riguardato l’impresa Impregilo, nonché il faccendiere Walter Lavitola e l’ex Presidente del Panama Ricardo Martinelli. Recentemente il nuovo Presidente panamense Juan Carlos Varela ha incontrato a Roma il primo ministro italiano Matteo Renzi. “In quella circostanza”, ha dichiarato l’Ambasciatore Berguido “si è convenuto di lasciare che la giustizia faccia il suo corso ma allo stesso tempo che i due Paesi riprendano al più presto le normali relazioni economiche e politiche come, del resto, è normale e giusto che sia”.

 

  L’Ambasciatore del Panama Fernando Berguido Guizado

IMPORTANTE MISSIONE DI IMPRENDITORI ITALIANI IN EGITTO

Posted by Punto Continenti On febbraio - 20 - 2015 Commenti disabilitati su IMPORTANTE MISSIONE DI IMPRENDITORI ITALIANI IN EGITTO

90 aziende, 5 associazioni imprenditoriali, 5 gruppi bancari per un totale di circa 190 partecipanti. Questi i numeri della Missione imprenditoriale che fa tappa al Cairo, dal 22 al 24 febbraio, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di business offerte dal mercato egiziano, non solo in termini commerciali ma anche di partnership industriali, nei settori meccanica, energia rinnovabile e infrastrutture. L’iniziativa sarà l’occasione per consolidare il partenariato strategico con l’Egitto in un momento in cui il paese sta aprendo una nuova fase di crescita e sviluppo.

 

La missione è promossa dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale ed è organizzata da Confindustria, ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ABI, RETE Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative e Unioncamere. La delegazione italiana è guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, insieme a Licia Mattioli, Presidente del Gruppo tecnico per l’Internazionalizzazione e gli investitori esteri di Confindustria, Riccardo Maria Monti, Presidente dell’Agenzia ICE, e Guido Rosa, membro del Comitato di Presidenza ABI incaricato per le relazioni internazionali. Per Abi e le banche è la seconda missione in Egitto, a conferma delle grandi potenzialità di crescita che il settore vede in questo mercato. La delegazione bancaria è composta da cinque gruppi bancari che rappresentano circa il 60% dell’intero settore in termini di totale attivo e il 60,5% in termini di sportelli.

 

In programma lunedì 23 febbraio il Forum economico Egitto-Italia, che vedrà la partecipazione delle rappresentanze istituzionali dei due paesi, tra cui quattro ministri egiziani: Mounir Fakhry Abdel Nour, Ministro dell’Industria e Commercio, Ashraf Salman, Ministro degli Investimenti, Naglaa Al Ahwany, Ministro della Cooperazione Internazionale, e Mohamed Shaker, Ministro dell’Elettricità e delle Energie Rinnovabili.   A seguire sono previsti oltre 1000 incontri di business tra le imprese italiane e le controparti locali, mentre il giorno seguente sono in programma le visite aziendali al Canale di Suez, al Parco eolico di Zaafarana, alla sede di Tanta Motors e dell’Egyptian Canning Co. Best, e allo Smart Village di Giza.

 

Anche se nel 2014 la crescita economica dell’Egitto ha risentito delle instabili condizioni politiche, il governo egiziano ha lanciato un importante programma di investimenti del valore di circa 150 miliardi di dollari USD per finanziare 121 progetti che dovranno sanare le principali carenze strutturali e infrastrutturali del paese. I settori produttivi su cui andranno ad impattare i nuovi investimenti saranno soprattutto le infrastrutture, residenziali e non, energia, agricoltura ed agroindustria, turismo, ICT, istruzione e sanità. Inoltre, il piano di aiuti da 18 miliardi di dollari USD dei paesi del Golfo ha contribuito alla stabilizzazione dell’economia e il Pil del 2015 è previsto in crescita del 3,5%. Gli investimenti sono in lenta ripresa e si concentrano principalmente nel petrolifero. Tra i settori che presentano le maggiori opportunità per le imprese straniere, il settore delle costruzioni, quello dell’energia e l’industria delle telecomunicazioni e della meccanica.

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