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Tuesday, April 24, 2018

FERNANDO AYALA: “ALLEANZA DEL PACIFICO, UNA CARTA VINCENTE”

Posted by Punto Continenti On dicembre - 10 - 2014 Commenti disabilitati su FERNANDO AYALA: “ALLEANZA DEL PACIFICO, UNA CARTA VINCENTE”

 Ambasciatore del Cile Fernando Ayala

 

Recentemente si sono riuniti a Santiago del Cile i vertici dell’Alleanza del Pacifico (organizzazione nata formalmente nel luglio del 2012) della quale fanno parte oltre al Cile (guidato dalla Presidentessa Michelle Bachelet), anche la Colombia (Presidente Juan Manuel Santos), Messico (Enrique Penae Neto), Perù (Ollanta Humala) e Panama (Juan Carlos Varela). Si tratta di un’alleanza commerciale che punta essenzialmente sulle liberalizzazioni. E i risultati non sono mancati: in due anni è stata conseguita la libera circolazione del 90% dei beni e servizi prodotti dai Paesi membri. Inoltre, è stata varata la liberalizzazione dei capitali, nonché il libero accesso alle persone che possono viaggiare senza visto d’ingresso.

 

Ma per sapere qualcosa di più su questo processo d’integrazione e dei rapporti che l’Alleanza del Pacifico mantiene con tutte le altre organizzazioni presenti in America Latina, il giornalista peruviano Roberto Montoya, residente a Roma, ha organizzato un altro dei suoi incontri internazionali sostenuti da ‘Mediatrends America Europa’ (www.mediantrendsamerica.com). Questa volta l’ospite d’onore è stato l’Ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala. L’incontro con la stampa internazionale è avvenuto presso l’hotel NH Giustiniano di Roma.

 

Sulla presunta distinzione di stampo politico tra il blocco dei Paesi di sinistra e quelli liberali, l’Ambasciatore ha sostenuto che le differenze sono molto meno accentuate di quel che si pensa generalmente. “Certo”, ha dichiarato Ayala, “nel blocco di sinistra ci sono Paesi come Cuba e Venezuela che esprimono situazioni abastanza radicali. Ma se guardiamo, ad esempio, al Brasile, non ci sono differenze sostanziali con, ad esempio, il Cile che è poi guidato da un governo di centro sinistra”.

 

Per Ayala esiste, è vero, un distinzione sul piano della politica economica tra l’Alleanza del Pacifico, che è un’associazione commerciale che punta su una maggiore integrazione basata su forme sempre più estese di liberalizzazioni, e associazioni come il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) che hanno maggiormente un profilo di unione dognale a carattere protettivo. Le due organizzazioni possono tuttavia convegere tanto è vero che il Cile è anche membro Associato del Mercosur.

 

“Quello che bisogna capire”, ha sostenuto l’Ambasciatore, “è che il Continente latino americano non è un blocco unico, come molti tendono a credere, in virtù del fatto che quasi tutti i Paesi parlano lo spagnolo, ad eccezione del Brasile, della Guiana e di Surinam. Ci sono, infatti, enorme differenze geografiche, culturali ed economiche e questo spiega il proliferare di organizzazioni sovranazionali”.   

 

Per quanto riguarda in particolare il Cile,  Ayala non si è sottratto dal commentare uno degli aspetti più delicati della sua storia: cioè, le scelte economiche fatte a suo tempo dalla giunta militare di Pinochet. In quegli anni, infatti, in netta controtendenza con gli altri regimi militari, il Cile decise di aprire completamente la sua economía agli investimenti esteri. “Non v’è dubio”, ha spiegato l’Ambasciatore, “che questa scelta ha avuto delle conseguenze pesantissime sulle aziende cilene e sui livelli occupazionali. Tuttavia, bisogna riconoscere che queste aperture hanno costretto le imprese cilene a confrontarsi con i mercati internazionali e quindi a diventare molto più competitive”.  

 

Su richiesta specifica, l’Ambasciatore ha affrontato anche la delicata questione del seggio permanente da riservare all’America Latina nell’ambito del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Come è noto a contenderlo sono soprattutto Brasile, Argentina e Messico. Su questo punto la posizione del Cile sembra molto chiara: “Siamo favorevoli”, ha dichiarato “all’ingresso del Brasile insieme a India e Sud Africa. Le dimensioni continentali del Brasile e la sua rilevanza economica giustificano ampiamente il suo ruolo di rappresentante dell’intero Continente latino americano”.

 

Sempre a proposito del Brasile, l’Ambasciatore ha ritenuto infondata la preoccupazione che il Governo di Brasilia sia oggi molto più interessato al grupo dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) piuttosto che all’America Latina. “Lo dimostra il fatto”, ha sostenuto, “che la nascita dell’Unasur, l’organizzazione dei Paesi dell’America del Sud, è stata fortemente voluta proprio dal Brasile che poi è stato, insieme all’Argentina, anche il principale promotore del Mercosur”.

 

In ogni caso il Cile si sta adoperando affinché vi sia una maggiore convergenza tra l’Alleanza del Pacifico e il Mercosur, nonchè tra tutti gli Stati e organizzazioni latino americane, soprattutto  su temi come l’energia, le infrastrutture, l’ambiente ecc.  “Solo presentandoci uniti” ha sottolineato Ayala, citando le parole della Presidente Bachelet, “il Continente potrà  ottenere dei risultati concreti sulla scena internazionale. Si tratta, naturalmente, di un proceso molto lungo e difficile, come lo dimostrano le attuali difficoltà registrate dall’Unione Europea. Occorre superare la barriera degli interessi nazionali, che sono sempre molto forti. Tuttavia, anche in America Latina l’integreazione regionale è fatalmente destinata a diventare un proceso irreversibile, che trascende i vari contrasti politici, economici, sociali e culturali”.   

 

FIERA DEL LIBRO: SCRITTORI LATINO AMERICANI A CONFRONTO

Posted by Punto Continenti On dicembre - 8 - 2014 Commenti disabilitati su FIERA DEL LIBRO: SCRITTORI LATINO AMERICANI A CONFRONTO

Nell’ambito della VII Edizione di ‘America Latina tierra de libros’ promossa dall’IILA (Istituto Italo Latino Americano) e che si è svolta a Roma all’interno della Fiera nazionale della piccola e media editoria (intitolata ‘Più libri più liberi’), abbiamo incontrato un gruppo di scrittori latino americani (vedere biografia a fondo pagina) per parlare della nuova realtà economica e culturale di questo grande Continente. All’incontro collettivo hanno partecipato Ricardo Domeneck (Brasile), Eduardo Rafael Heras Leon (Cuba), Raul Perez Torres (Ecuador), Luis Felipe Lomelì (Messico) ed Eduardo Gonzales Viana (Perù). Sono stati presenti, inoltre, Sylvia Irrazabal (Segretario culturale dell’IILA) ed Esperanza Anzola (Ufficio stampa e pubbliche relazioni) che ha promosso e coordinato il dibattito.

 

Il Leitmotiv dell’incontro è stata la ricerca di capire ‘Dove sta andando l’America Latina’, alla luce anche dei nuovi orientamenti politici assunti negli ultimi anni da Paesi come il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Brasile, l’Uruguay e altri che stanno presentando al mondo un nuovo volto socialista e democratico. Per lo scrittore brasiliano Domeneck, “non v’è dubbio che sono stati raggiunti alcuni risultati molto importanti sul piano sociale e ciò è stato riconosciuto e premiato dall’elettorato che da 12 anni vota in Brasile il partito dei lavoratori, PT. Tuttavia”, sostiene Domeneck, “la sinistra non può continuare in eterno a vivere sulle conquiste del passato. Essa ha favorito la nascita di una nuova classe media che oggi esige un nuovo salto di qualità, mentre i poveri rimasti indietro sono ancora tanti. La recente risicata vittoria di Dilma Rousseff, dopo i due governi Lula e dopo il suo primo mandato presidenziale, dimostrano che quasi la metà della popolazione del Paese è insofferente verso un certo modo di gestire la politica che, tra l’altro, ha alimentato una forte corruzione”.

 

Per Heras Leon, “questa esigenza di cambiamento viene avvertita anche a Cuba, soprattutto nell’ambito della giovane generazione.  I figli non s’accontentano più di sentire dai genitori come era una volta Cuba ma vogliono discuture su come dovrà essere il Paese domani”. Per Heras Leon, “il Governo ha già avviato una serie importante di riforme anche se la situazione cubana rimane condizionata pesantemente dal blocco economico imposto dagli Stati Uniti e dalla paura che un’apertura eccessiva potrebbe alimentare un’invasione di capitali esteri in grado di stravolgere le tante conquiste ottenute col sangue”. A una domanda precisa in che cosa la rivoluzione cubana ha fallito Heras Leon ha risposto: “Nel sogno di creare un uomo nuovo. Un obiettivo che è stato perseguito più volte nella storia dell’Umanità ma che fino ad ora nessuno è riuscito a condurre in porto. Evidentemente è una missione impossibile”.

 

Chi invece non fa parte del blocco della sinistra latinoamericana è il Messico. “Tuttavia anche noi”, sostiene lo scrittore messicano Lomelì, ingegnere, ecologo e dottore in filosofia,  “abbiamo compiuto importanti riforme sul piano economico e sociale. Attualmente uno dei nostri maggiori problemi riguarda la sicurezza, come lo dimostra la recente strage di studenti avvenuta nel sud del Paese. Inoltre dobbiamo affrontare una criminalità che grazie al narco traffico si è notevolmente potenziata e anche frantumata. Ormai ci sono tante bande che controllano autonomamente diverse zone del Paese. Il Governo sta varando una serie di misure di contrasto alla criminalità ma occorre anche coinvolgere e sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica. E questo, del resto, è uno degli argomenti maggiormente trattati in questo momento da giornalisti e scrittori messicani”.

 

Per lo scrittore peruviano Gonzales Viana che vive negli Stati Uniti, “oggi in Perù si sta assistendo a una preoccupante sterzata in senso autoritario e populista. Il problema”, dice, “è che i peruviani ancora non si sono liberati da certe strutture collegate al processo di colonizzazione del Paese, tra cui la sopraffazione dei potenti sui più deboli. In questa analisi e ricerca sulle cause dell varie contraddizioni che affliggono la società peruviana un ruolo importante lo stanno svolgendo gli scrittori e gli intellettuali residente all’estero. Gli emigrati, ma soprattutto i figli degli emigrati, si stanno interessando molto in questo momento della cultura e delle credenze  del nostro Paese che vanta notoriamente una storia millenaria. Ed è proprio nella riscoperta dei valori del nostro passato che s’annida il segreto per dare un futuro migliore al Perù”.

 

Nella lista dei più piccoli ma dinamici Paesi dell’America Latina figura decisamente l’Ecuador, Paese fortemente impegnato sul fronte social. Per Perez Torres,  “l’indirizzo marcatamente sociale intrapreso dal governo ecuadoriano trova un largo consenso non solo tra gli intellettuali ma anche tra i giovani e nella popolazione in generale. Naturalmente per uno Stato piccolo come l’Ecuador resta fondamentale riuscire a integrarsi nelle economie degli altri Paesi dell’America Latina. Non a caso l’Ecuador crede molto nel ruolo di alcune organizzazioni sovranazionali come l’UNASUR (l’Associazione dei Paesi dell’America del Sud) che potranno svolgere nei prossimi anni una parte importante nel processo di consolidamento di tutte le economie latino americane. Solo così, del resto, sarà possibile contrastare gli eccessi e le storture determinate dalla globalizzazione ormai avviata su base planetaria”.

 

Alcune note biografiche.

RICARDO DOMENECK . Originario di San Paolo del Brasile vive da molti anni a Berlino. I suoi libri sono stati pubblicati in Germania, USA, Belgio, Spagna, Slovenia, Emirati Arabi Uniti, Argentina, Svezia, Messico e Cile. Nel 2013 un’antologia bilingue delle sue poesie è stata pubblicata in Germania. Nel 2012 ha pubblicato”Ciclo do amante substituivel” (Cliclo dell’amante sostituibile).

EDUARDO RAFAEL HERAS LEON. Scrittore, critico, redattore e docente è laureato in filologia e giornalismo. Ha diretto il Centro di formazione per scrittori intestato a Onelio Jorge Cardoso. Da questa scuola sono usciti alcuni dei grandi scrittori cubani. Autore di diversi volumi ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Tra gli ultimi libri, “Cuestion de Principio”, “La noche del Capitan”, “Balada pare un amor possivel”.

RAUL PEREZ TORRES. Poeta e giornalista è nato a Quito. I suoi racconti sono stati pubblicati in molte lingue. Occupa un posto di rilievo all’interno della narrativa ispano americana. I suoi racconti sono stati pubblicati in molte lingue e alcuni di essi compaiono in francese in un’antologia latino americana.  Ultimi libri:  “Papiro Ciego”, “El tiempo Esa Pluma”, “Area de Candela”.

LUIS FELIPE LOMELI. E’ nato a Etzatlan, è ingegnere, ecologo, scrittore e dottore in filosofia. Il suo racconto “Todos Santos de California” è stato incluso nell’antologia “Curiose inquetudini. Sedici racconti del Messico contemporaneo”, quarto volume della collana bilingue “Narramerica”, creta dall’IILA ed edita da Fahrenheit 451 . Parte del suo lavoro è stato tradoto in 12 lingue.

EDUARDO GONZALES VIANA. E’ nato a Chepen, La libertad. negli anni ’80. La sua scrittura si orienta sul tema antropologico. “Habla Sampedro. Llama a los brujos” (Argos Vergara 1979), incentrato su una conversazione con uno sciamano nel nord del Perù, è diventato un bestseller in Spagna. Tra i suoi ultimi successi figura “Don Tuno, el senor de los cuerpos astrales” e “Vallejo en los infiernos”.

LA REA ESPONE ALLA CAMERA IL DRAMMA DELLE PICCOLE RADIO E TV

Posted by Punto Continenti On dicembre - 5 - 2014 Commenti disabilitati su LA REA ESPONE ALLA CAMERA IL DRAMMA DELLE PICCOLE RADIO E TV

La REA (Radio televisioni europee associate) è stata ricevuta dalla IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati nell’ambito del ciclo delle audizioni relative all’indagine conoscitiva  sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonico. La delegazione della REA, presieduta da Antonio Diomede, ha illustrato il documento sullo stato di crisi del settore radiotelevisivo locale con le possibili soluzioni in risposta alle negative prese di posizioni del Governo e del Ministero dello Sviluppo Economico relativamente alla pianificazione delle frequenze tv e alla pianificazione della numerazione dei programmi sul telecomando.

 

In particolare la REA ha sollecitato i parlamentari ad intervenire sul Governo affinché si decida ad aprire un Tavolo di confronto per un dialogo di merito sulla questione della dismissione delle 76 frequenze che interferiscono i Paesi confinanti della dorsale adriatica e della Sicilia per evitare diatribe giudiziarie che possono arrivare fino a Strasburgo.  I danni che subiranno le aziende locali sottoposte a chiusura forzata entro fine anno sono dell’ordine di 2.200 milioni di euro, mentre il Governo prevede un fondo di appena 51 milioni per la rottamazione. Rimediare si può, si legge nel documento, purché, l’Amministrazione del MiSE sia disponibile a rispettare la legge spesse volte calpestata.

 

Si tratta di mettere in atto le cinque mosse che la legge prevede per ristabilire ordine e armonia nel comparto televisivo: 1) assegnare alle locali almeno 1/3 della capacità trasmissiva coordinata da utilizzare primariamente nelle aree di confine; 2) utilizzare le frequenze non coordinate nelle aree orograficamente protette; 3) ripianificare con gli anzidetti criteri; 4) assicurare il diritto d’uso di un programma a tutte le emittenti ex analogiche con reti gestite da consorzi o da intese; 5) assicurare alle emittenti ex analogiche storiche un LCN di seguito alle nazionali ex analogiche storiche (dall’8 in poi senza soluzione di continuità).

 

Il documento mette in evidenza come “con un programma ragionato di attuazione del digitale avremmo potuto evitare la fase del passaggio dal DVB-T per transitare direttamente sul DVB-T2 facendo risparmiare alle famiglie, alle imprese televisive e allo Stato 10 miliardi di euro. Cioè una ingente massa di danaro che è andata all’estero in quanto in Italia non c’è una sola azienda che produce semiconduttori, televisori con decoder integrati e decoder interattivi. In sostanza abbiamo finanziato le aziende giapponesi, asiatiche, tedesche e olandesi”.

E la radio? “ La radio”, sostiene la REA, “non è la parente povera della televisione. La Radio è il mezzo informativo più diffuso in Italia e nel mondo” Tuttavia  il Governo ha sottratto importanti frequenze già assegnate per il digitale radiofonico mentre il canale 13 VHF, nonostante le promesse, rimane inutilizzato. La FM è inascoltabile. E’ urgente mettere mano alla pianificazione isofrequenziale per risparmiare almeno 1200 impianti ridondanti in modo da dare respiro alle locali per il recupero degli ascolti e della pubblicità.

 Antonio Diomede

AMERICA LATINA PROTAGONISTA ALLA FIERA DEL LIBRO DI ROMA

Posted by Punto Continenti On novembre - 29 - 2014 Commenti disabilitati su AMERICA LATINA PROTAGONISTA ALLA FIERA DEL LIBRO DI ROMA

Giovedì 4 dicembre, verrà inaugurata al Palazzo dei Congressi di Roma l’edizione 2014 di Più libri più liberi, la fiera dedicata alla piccola e media editoria (resterà aperta fino all’8 dicembre). Nello stesso giorno presso la sede dell’Istituto Italo Latino Americano di Roma (in via Paisiello 24, ore 17) sarà protagonista ‘Il nuovo romanzo latinoamericano’. All’appuntamento, introdotto da Sylvia Irrazábal, Segretario Culturale dell’IILA e coordinato da Rosa Maria Grillo, docente di letteratura ispanoamericana all’Università di Salerno, saranno presenti figure emergenti e note del panorama letterario latinoamericano come: Alejandra Costamagna (Cile), Eduardo Heras León (Cuba), Raúl Pérez Torres (Ecuador), Luis Felipe Lomelí (Messico) ed Eduardo González Viaña (Perú).

 

L’intenzione dell’IILA è di promuovere sotto la sigla América Latina Tierra de Libros la propria partecipazione alla Fiera che quest’anno rende omaggio al grande scrittore colombiano e Premio Nobel  Gabriel García Márquez. Non a caso lo stesso titolo della manifestazione, Vivir para contar, s’ispira al primo dei tre volumi dei racconti autobiografici. I protagonisti degli incontri sulla letteratura latinoamericana del nuovo millennio saranno: Rosalba Campra (Argentina), Ricardo Domeneck (Brasile), Alejandra Costamagna (Cile), Santiago Gamboa (Colombia), Zingonia Zingone (Costa Rica), Eduardo Heras León (Cuba), Raúl Pérez Torres (Ecuador), David Majano (Guatemala), Luis Felipe Lomelí (Messico), Eduardo González Viaña (Perú) ed Edgar Borges (Repubblica Bolivariana del Venezuela). L’organizzazione degli incontri con gli autori latino americani è stata curata dell’IILA in collaborazione con le Ambasciate dei Paesi membri. Ma ecco alcuni degli avvenimenti più importanti in calendario in Fiera per quanto riguarda l’America Latina.

 

Sabato 6 dicembre è in programma una serata dedicata a Garcia Marques alla quale interverranno l’Ambasciatore Giorgio Malfatti di Monte Tretto, Segretario Generale dell’IILA,  Alessandra Riccio, docente di letteratura ispanoamericana all’Università di Napoli – L’Orientale e lo scrittore Raffaele Nigro. L’attrice Maria Rosaria Omaggio leggerà brani delle opere dello scrittore.

 

Venerdì 5 dicembre, nella sede di Più libri più liberi, l’IILA offrirà ai visitatori della Fiera un interessante percorso attraverso il mondo letterario del Continente con due appuntamenti. Il primo, Il Microracconto. Racconti brevi: le nuove forme di narrazione, introdotto da Sylvia Irrazábal, Segretario Culturale dell’IILA e coordinato da Francesco Fava, docente di letteratura ispanoamericana alla IULM di Milano, vede la partecipazione degli scrittori Rosalba Campra (Argentina), Ricardo Domeneck (Brasile), Alejandra Costamagna (Cile), Zingonia Zingone (Costa Rica), Eduardo Heras León (Cuba), Raúl Pérez Torres (Ecuador), Luis Felipe Lomelí (Messico), Eduardo González Viaña (Perú), Edgar Borges (Repubblica Bolivariana del Venezuela).

 

Il secondo, Percorsi letterari tra Europa e America Latina, sarà presieduto da Lucio Battistotti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. L’incontro è incentrato  su un dialogo tra gli scrittori Ricardo Domeneck (Brasile), Santiago Gamboa (Colombia), David Majano (Guatemala) ed Edgar Borges (Repubblica Bolivariana del Venezuela) e verrà coordinato dalla giornalista Roberta Ronconi.   Sempre nell’ambito di Più Libri più Liberivenerdì 5 dicembre, nella Sala del Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre, è in programma l’incontro Forme della letteratura latinoamericana nel nuovo millennio che l’IILA organizza in collaborazione con l’Ateneo romano. All’appuntamento, coordinato da Camilla Cattarulla, docente di letteratura ispanoamericana all’Università Roma Tre, interverranno tutti i poeti e gli scrittori invitati.

 

 Gabriel García Márquez 

TAVOLA ROTONDA SULL’AMERICA LATINA TARGATA MARIO GIRO

Posted by Punto Continenti On novembre - 21 - 2014 Commenti disabilitati su TAVOLA ROTONDA SULL’AMERICA LATINA TARGATA MARIO GIRO

Una tavola rotonda abbastanza allargata è stata promossa al Ministero degli affari esteri dal sottosegretario Mario Giro per parlare delle prospettive delle relazioni culturali ed economiche tra l’Italia e l’America Latina. All’incontro hanno partecipato una cinquantina di rappresentanti di vari ministeri, imprenditori, sindacalisti, enti pubblici e privati preposti alle relazioni internazionali, esperti in politica estera (soprattutto di America Latina), docenti universitari, sindacalisti e giornalisti. L’obiettivo è di creare un luogo di coordinamento, informazione, scambio e dibattito aperto tra tutti gli attori pubblici e privati che si occupano di America Latina.

 

Tra i vari argomenti affrontati  si possono citare:

a)  Le possibilità offerte dall’articolo 27 della legge 125 del 2014 di finanziare non solo le imprese che operano all’estero (come avveniva in passato) ma anche le imprese miste, in particolare nei Paesi più promettenti;

b)  La cooperazione interuniversitaria italo latino americana, con un particolare attenzione all’incremento della ricettività di studenti brasiliani in Italia;

c) analisi della situazione politica del Brasile dopo la recente conferma alla Presidenza della Repubblica di Wilma Rousseff;

d) il contributo italiano ed europeo a sostegno della sicurezza democratica in America centrale;

e) il livello di preparazione dell’incontro tra l’Unione Europea e la CELAC, la Comunità degli Stati Latino Americani e dei Caraibi previsto nel primo semestre del 2015.

 

Tra i vari argomenti trattati sicuramente quello che ha attirato il maggiore interesse è stato il progetto ‘Scienza senza frontiere’ (Ciencia sem fronteiras) lanciato dal Governo brasiliano che, tra l’altro, dovrebbe destinare nei prossimi anni l’intero fatturato del petrolio all’istruzione e alla formazione a tutti i livelli. Questo progetto riguarderà 100 mila borse di studio riservati a laureati e giovani brasiliani disposti a trasferirisi all’estero sia sul piano della formazione che della ricerca scientifica. Spiega l’Ambasciatore del Brsile in Italia, Ricardo Neiva Tavares: “L’Italia rappresenta un Paese-modello nell’ambito del Programma Scienza Senza Frontiere. Dal momento della sua introduzione sono stati ben 3.300 gli studenti che hanno aderito al Programma, dei quali 1.200 sono studenti di 15 Università e di 4 Centri tecnologici”.

Approfittare di questa iniziativa significa per l’Italia stabilire relazioni più strette con il gigante dell’America Latina e, quindi, favorire i rapporti economici e culturali, facilitare i contatti aziendali, stabilire forti legami universitari e ampliare la divulgazione della lingua italiana. Non a caso sono previsti numerosi corsi di italiano sia in Italia che in Brasile, che potrebbero essere tenuti da giovani laureati italiani. Per Giro il rapporto di collaborazione culturale e scientifica con il Brasile può diventare un modello da seguire in numerosi altri mercati.

 

A proposito della divulgazione della lingua italiana, che rimane sempre la quarta lingua più studiata nel mondo (dopo l’inglese, il francese e lo spagnolo) il Brasile offre indubbiamente degli spazi notevoli. Basti pensare al crescente interesse per l’Italia dei nipotini e oriundi italiani che ammontano a circa 30 milioni di persone e che in molti casi vorrebbero perfezionare il loro italiano spesso approssimativo.

 

In questa strategia di valorizzazione della lingua italiana appare auspicabile anche una maggiore razionalizzazione degli Istituti di cultura, della rete dei Comitati Dante Alighieri, insieme a un più inciso piano di sostegno alle traduzione di libri italiani che, in questo grave momento di crisi editoriale, potrebbero trovare proprio in America Latina un formidabile sbocco commerciale. Alcuni esperti suggeriscono, poi, di non dimenticare alcuni specifici aspetti della cultura italiana come, ad esempio, la lirica (risulta, infatti, che all’estero moltissime persone sono interessate alla lingua italiana soprattutto per motivi culturali).

 

A cosa potrà approdare questa riflessione collettiva? Il sottosegretario Giro assicura che farà di tutto per garantire una certa continuità, conoscenza e concretezza alle principali problematiche affrontate. “Spesso”, ha sostenuto, “l’Italia fa delle cose belle e importanti, soltanto che poi sono in pochi a venirne a conoscenza. Così si sprecano molte occasione. Almeno questo cercheremo di evitare”.

 

 Mario Giro

MATTEO BONOTTO: PORTIAMO NELLE SCUOLE L’AMORE PER LA LIRICA

Posted by Punto Continenti On novembre - 6 - 2014 Commenti disabilitati su MATTEO BONOTTO: PORTIAMO NELLE SCUOLE L’AMORE PER LA LIRICA

‘Bisogna partire dalle scuole’ è uno dei ‘leitmotiv’ invocati spesso a proposito e sproposito da politici, amministratori, uomini di cultura, giornalisti, ecc. Ebbene, in Italia c’è chi lo fa per davvero da alcuni anni e in uno dei settori più delicati della nostra cultura: l’Opera lirica. Parliamo di Matteo Bonotto che ha avuto la splendida idea di coinvolgere le scuole per promuovere l’amore per la musica e la lirica, un amore che, purtroppo, sta gradualmente scemando in Italia, cioè, proprio nella patria del bel canto. Lo testimoniano i vari concorsi lirici sempre più affollati di cantanti asiatici e latino americani, mentre la partecipazione italiana si sta gradualmente assottigliando, sia sul piano quantitativo che qualitativo.

 

Insieme ad alcuni amici, tra cui la dinamica presentatrice professionista Valentina Lo Surdo,  Bonotto ha creato l’Associazione Musicale InCanto. Tutti insieme, e senza alcun contributo pubblico, stanno cercando di fare quello che dovrebbe fare ogni Stato interessato a preservare e a tramandare alle future generazioni gli aspetti più caratterizzanti della propria cultura. Mettere in scena rappresentazioni operistiche con un teatro pieno di ragazzini che cantano in coro, che hanno scoperto i segreti rudimentali dell’allestimento di una scenografia, che creano con le proprie mani i costumi, è molto di più di una delle tante iniziative culturali: è un vero servizio (senza scomodare la retorica) alla nazione.

 

Come è nata concretamente l’idea di costituire l’Associazione Musicale InCanto?

 

Ci siamo accorti che è sempre più viva nella società l’esigenza di riscoprire il valore e la centralità della musica all’interno della nostra cultura: un patrimonio così importante che sta andando perduto e che, secondo noi, va restituito alle nuove generazioni. La musica può sicuramente rappresentare un’opportunità per completare e rafforzare la formazione di un bambino non solo per trarne un beneficio a livello individuale ma anche per la collettività. Sarebbe necessario modificare il piano formativo scolastico introducendo, sin dall’asilo nido, programmi e progetti che guardino alla musica come un nuovo linguaggio educativo. Da qui nasce Europa InCanto, per educare e formare piccoli e grandi attraverso la musica, quella colta, considerata da sempre appannaggio di un’elite.

 

Come è strutturata  e come si sostiene l’Associazione?

 

Siamo tutti ragazzi che lavorano nel settore artistico e ognuno ha un ruolo ben preciso. C’è chi si occupa dell’organizzazione, chi delle scelte artistiche, e poi tutte le professionalità che servono per realizzare i nostri progetti. Spesso arriviamo ad avere oltre 40 collaboratori ed è una scelta ben precisa quella di “reclutare” giovani anche con poca esperienze e crescere insieme a loro, è un modo per formare la propria competenza e per creare nuove opportunità sia di visibilità sia di lavoro.

 

L’associazione si autosostiene interamente, e riesce a portare avanti i propri progetti grazie a piccoli contributi per la partecipazione da parte dei privati, fino ad ora, infatti, non abbiamo mai ricevuto alcuna sovvenzione pubblica.

 

Quali sono gli obiettivi principali?

 

Sicuramente si vuole rendere autonome ed erudite le nuove leve educandole a un linguaggio che ancora non conoscono, quello della musica colta, affinché possa essere  fruibile a un nuovo target di utenza. Ed è proprio partendo dalla volontà di ampliare gli orizzonti didattici in campo musicale di educatori, insegnanti e operatori sociali, che si saprà trasmettere l’amore per la cultura musicale e artistica come un bene per la persona e un valore sociale. Europa InCanto vuole sicuramente porsi come punto di riferimento per quanti, svantaggiati o portatori di handicap, possano trovare nelle varie sfaccettature ed espressioni della musicoterapia, un sollievo al proprio disagio.

 

In concreto come si sviluppa il Progetto Scuola InCanto?

 

Scuola InCanto è articolato in più momenti. Si parte con la parte propedeutica dove i docenti delle scuole, attraverso laboratori e seminari, acquisiscono tutte le competenze che gli permetteranno di sviluppare in classe un percorso didattico mirato. E’ sicuramente uno dei punti di forza del progetto, perché maestre e professori comprendono quanto sia importante acquisire nozioni su argomenti considerati difficili come l’opera lirica e di quanto invece sia facile trasmetterle ai loro alunni. Successivamente i nostri esperti in didattica della musica e cantanti lirici approfondiscono il lavoro già svolto dai docenti attraverso degli incontri frontali in classe: i bambini lavorano sull’intonazione, sulla metrica, sulla storia dell’opera,

 

Quanto durano, quale impegno viene richiesto ai ragazzi e quanto costano i corsi?

 

I corsi durano quasi un intero anno scolastico, da dicembre a maggio, proprio per dare modo agli studenti di poter approfondire le tematiche anche a livello interdisciplinare. Ai ragazzi non viene chiesto un vero e proprio impegno allo studio ma più che altro un impegno a divertirsi con la musica, ad apprendere in modo giocoso le storie e gli intrighi nascosti nella trama dell’ opera che studieranno.

 

Agli studenti viene fornito un kit didattico contenente il libro e il cd audio che accompagna gli alunni in tutto il percorso di apprendimento, e con cui potranno ripassare i brani da cantare a casa, in macchina con i genitori, a scuola, e tutto quindi diventa molto fruibile e alla portata di ogni età: l’opera lirica, frequentemente considerata appannaggio di pochi, entra a far parte del bagaglio culturale delle nuove e vecchie generazioni. Per un percorso di apprendimento che dura circa 6 mesi la quota di partecipazione è di 15 euro per l’intero progetto comprensivo del Kit didattico. Ogni anno cerchiamo di mantenere inalterato questo costo minimo affinché tutti possano prendere parte al progetto intervenendo anche con molte gratuità.

 

Quali sono i vostri progetti futuri?

 

In questi pochi anni di esperienza abbiamo capito quanto sia importante investire nei giovani, in particolar modo per educarli a un patrimonio dimenticato. Attraverso l’opera lirica vogliamo che gli studenti scoprano le loro origini, che approfondiscano la storia italiana e che capiscano il vero valore culturale del nostro paese. Per il futuro speriamo di poter far conoscere il nostro progetto all’estero, dove siamo sicuri, sarà molto apprezzato e, perché no, farlo diventare programma scolastico obbligatorio in tutte le scuole!

 

Per maggiori informazioni:

Matteo Bonotto

www.europaincanto.it

Cell. cell 347.6424376

  Matteo Bonotto

BEZZECCHERI: AMERICA LATINA, LA TERRA PROMESSA DELL’ENEL

Posted by Punto Continenti On novembre - 5 - 2014 Commenti disabilitati su BEZZECCHERI: AMERICA LATINA, LA TERRA PROMESSA DELL’ENEL

“L’America Latina rappresenta il futuro dell’Enel per i prossimi cinque anni. E’ la nostra terra promessa nella quale abbiamo investito 600 milioni di euro con progetti che coinvolgono Messico, Brasile e Cile”. Lo ha dichiarato Maurizio Bezzeccheri, Presidente della società Enel Green Power (del Gruppo Enel) per l’America Latina, nell’ambito di un incontro con la stampa all’Hotel Leonardo da Vinci di Roma  organizzato da Prestomedia, l’Osservatorio per l’America Latina e la Fondazione spagnola per la promozione sociale e culturale.

 

Attualmente l’Enel, con oltre 70 mila dipendenti, è presente in 32 nazioni. La società sta sviluppando diversi progetti ‘verdi’ innovativi in Paesi come il Cile, dove viene sfruttata l’energia determinata dal moto ondoso. “Le fonti rinnovabili in America Latina” ha sostenuto Bezzeccheri, “sono nate più per necessità che a seguito di una pianificazione. In Messico, Brasile e Cile le fonti rinnovabili sono diventate anche più economiche rispetto a quelle tradizionali”.

 

Il dirigente Enel ha poi osservato che “in America Latina, a parità di condizioni, si riesce a produrre il doppio perché i fattori climatici sono costanti e i costi sono più stabili e competitivi che in Europa. Inoltre, il perfezionamento delle previsioni metereologiche consente di abbinare meglio l’ energia eolica a quella fotovoltaica, che comunque sono complementari, perché quando di notte non c’è la fotovoltaica subentra l’eolica”.

 

Durate la sua esposizione Bezzeccheri ha rilevato anche che in Perù il costo del gas derivante dal Progetto Camisea nella Valle dell’Urubamba rimane ancora molto contenuto e ciò rende per ora poco competitive le altre fonti d’energia, come l’idroelettrica e le rinnovabili. In Colombia le variazioni climatiche e i fenomeni del ‘Nino’ e della ‘Nina’ ostacolano l’affermazione delle energie verdi. In Cile le rinnovabili sono ancora poco diffuse anche se viene riconosciuta la loro grande importanza. In Brasile si è verificato, invece, il cosiddetto fenomeno della ‘tempesta perfetta’ o mancanza di energia motivata sia dalla siccità che dalla minore capacità di generare e distribuire energia. In compenso, dal 2009 l’energia rinnovabile ha assunto un ruolo strrategico rilevantissimo.

 

Per quanto riguarda gli investimenti futuri,  l’Ecuador risulta particolarmente interessante anche per le interconnessioni possibili con altri Paesi andini. Qualcosa già è stato fatto con la Colombia. “Siamo in una nuova fase di trattative con il governo del Presidente Correa”, ha sostenuto Bezzeccheri, “anche se non prevale un clima particolarmente favorevole agli investimenti privati”​​. Infine, il Perù ancora non è coinvolto direttamente in questi progetti ma ci sono buone prospettive, mentre la Colombia, che non detiene energie rinnovabili, offre in compenso ottime possibilità di interconnessione. Lo stesso vale anche per il Cile, che detiene quattro sistemi indipendenti proprio adatti alle interconnessioni.

 Maurizio Bezzeccheri

IILA: EUROPA E AMERICA LATINA A CONFRONTO SUI ‘SENZA DIMORA’

Posted by Punto Continenti On novembre - 1 - 2014 Commenti disabilitati su IILA: EUROPA E AMERICA LATINA A CONFRONTO SUI ‘SENZA DIMORA’

Andrea Monaco rappresenta nell’ambito dell’Euro Social Forum (organismo creato dalla Commissione Europea) l’Istituto Italo Latino Americano (IILA), l’organismo pubblico sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri italiano che raggruppa tutte le rappresentanze diplomatiche dell’America Latina presenti in Italia. Recentemente l’IILA ha organizzato a Bergamo un incontro/dibattito sul tema delle politiche per i senza dimora. Con Monaco abbiamo, quindi, cercato di fare il punto sugli scopi di questi incontri e sul ruolo concreto svolto dall’IILA, che è una delle quattro associazioni (le altre provengono dalla Spagna, Francia e Germania) che si occupano dei ‘homeless’. Verso la fine di novembre si svolgerà un altro incontro a Napoli. Ma andiamo per ordine.

 

Per cominciare ci parli dell’incontro di Bergamo.

 

L’incontro è avvenuto all’interno del Convegno promosso dalla FEANTSA, la Federazione Europea delle Organizzazioni Nazionali (ONG) che si occupano dei problemi dei senza fissa dimora. Per l’occasione sono stati portati a Bergamo rappresentanti dei governi di Brasile, Cile, Costa Rica, Ecuador, Paraguay, Uruguay, nonché alcuni esperti del settore europei e latino-americani. Il tutto si è svolto nell’ambito di quattro giornate in cui autorità e funzionari di sei Paesi latinoamericani, hanno fissato le linee guida per le politiche e i programmi di assistenza ai senza dimora in America Latina. Queste politiche sono state messe a confronto con le esperienze europee.

 

Cos’è emerso d’interessante da questi incontri?

 

Diciamo che si è convenuto sostanzialmente sulla necessità di perseguire quattro obiettivi: primo, definire delle politiche specifiche sia per quanto riguarda il Paese che per le condizioni di vita dei senza tetto, condizioni che possono essere molto diverse e quindi richiedono soluzioni diverse;  secondo, potenziare il sistema informativo e di raccolta dei dati anche regionali al fine di creare strutture di collegamento e coordinamento tra aree e Paesi diversi. Su quest’aspetto si sono soffermati a lungo i rappresentanti di Brasile, Cile e Uruguay; terzo, avviare una serie di collegamenti tra diverse istituzioni che si occupano, ad esempio, d’istruzione, lavoro, abitazioni, ecc.; infine, quarto, si è dibattuto sull’opportunità di dare prima la casa per poi procedere al reinserimento piuttosto che seguire il procedimento contrario, come è avvenuto in passato.

 

Ora è  in programma un incontro a Napoli verso la fine di Novembre. In questo caso quali sono i temi sul tappeto?

 

Il Convegno s’incentrerà sulle strategie politiche per superare la povertà. Per l’Italia questo seminario coinciderà con un momento significativo: da alcuni anni, infatti, è in corso una sperimentazione che prelude alla futura introduzione di una misura universale di contrasto alla povertà. Una misura che non è da intendersi come un semplice sussidio economico, bensì come un programma di inserimento che collega il sostegno economico con servizi di supporto al nucleo familiare e interventi di attivazione dei beneficiari. Con questa misura, denominata Sostegno per l’Inclusione Attiva, SIA, l’Italia si allinea alla quasi totalità dei paesi europei, che già ne dispongono da anni.

 

Che rapporto esiste tra la povertà in America Latina e in Europa?

Innanzitutto possiamo dire che la povertà non è un problema tipicamente latino americano ma anche europeo. Ciò comporta che le tradizionali differenze tra un Nord ricco e sviluppato e un Sud povero e arretrato si stanno notevolmente attenuando. Dall’America Latina è arrivata, poi, una lezione molto stimolante: la miseria e la povertà si possono abbattere. La prima è scesa all’ 11,3% nel 2012 (dal 22,5% del 1990); la seconda al 28,2% (dal 48,3% del 1990). Molte sono, comunque, le differenze tra i paesi, ma con un PIL che cresce ininterrottamente da tanti anni, i grandi temi oggi in agenda in America Latina non sono più i poveri, ma la disuguaglianza e la vulnerabilità delle nuove classi medie. Come anche da noi.

 Andrea Monaco dell’IILA

LA POLONIA DESCRITTA DAL PRESIDENTE BRONISLAW KOMOROWSKI

Posted by Punto Continenti On ottobre - 30 - 2014 Commenti disabilitati su LA POLONIA DESCRITTA DAL PRESIDENTE BRONISLAW KOMOROWSKI

La Polonia in tutte le recenti classifiche internazionali, è il Paese considerato meta fra le più ambite dagli investitori. In occasione della sua visita ufficiale in Italia, il Capo di Stato polacco Bronislaw Komorowski ha inaugurato a Roma la conferenza dedicata alla presentazione dei punti di forza, delle opportunità e delle normative vigenti nell’ambito degli investimenti stranieri in Polonia.

 

“L’età d’oro della Polonia”, “Il sorprendente successo economico degli ultimi 25 anni”, “Vince chi investe in Polonia”, “I polacchi sono il futuro dell’Europa e del mondo” – scrivono i media internazionali. La Polonia si è guadagnata il successo e la notorietà internazionali grazie a un duro lavoro, al sapiente sfruttamento dei propri vantaggi, e alla creatività e l’intraprendenza di suoi abitanti. Il Paese, sempre più attivo nel mercato globale, negli anni è diventato un’attraente destinazione d’affari.

 

La conferenza “La Polonia – le nuove possibilità per le imprese italiane” avviata dal presidente Komorowski vedrà, inoltre, dei contributi del Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Economia polacco la sig.ra Antoniszyn-Klik e del Presidente dell’Agenzia polacca d’informazione e degli investimenti stranieri Slawomir Majman che affiancherà il Presidente dell’Agenzia ICE, Riccardo Maria Monti quale moderatore dell’incontro.

 

I partecipanti alla tavola rotonda parlando del clima favorevole agli investimenti in Polonia presenteranno il quadro normativo vigente nelle zone economiche speciali nonché il programma della partecipazione della Polonia alla prossima esposizione universale a Milano dove il compito del Commissario generale per la sezione polacca dell’Expo 2015 è stato affidato proprio al Presidente del PAIiIZ Slawomir Majman. Nel corso dell’incontro alcune fra le imprese italiane come p.es. Indesit, racconteranno delle proprie esperienze sul mercato polacco.

 

Questi concetti sono stati ribaditi anche nel corso di un incontro organizzato presso un grande albergo di Roma.  L’evento è stato organizzato dal PAIiIZ – Agenzia polacca dell’informazione e degli investimenti stranieri, dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dall’Ufficio di promozione del commercio e degli investimenti dell’Ambasciata polacca a Roma con il patrocinio del Ministero dell’Economia polacco e del Ministero per lo Sviluppo Economico italiano.

 

PRIMA USCITA A ROMA DI ‘CONVERGENZA SOCIALISTA’

Posted by Punto Continenti On ottobre - 25 - 2014 Commenti disabilitati su PRIMA USCITA A ROMA DI ‘CONVERGENZA SOCIALISTA’

All’imponente manifestazione organizzata dalla CGIL a Roma il 25 ottobre scorso, è passato quasi in sordina la presenza di una nuova formazione politica che si propone di raccogliere consensi e energie nuove intorno a vecchi ideali socialisti. Si chiama Convergenza Socialista ed è guidata dal Segretario Generale  Manuel Santoro, classe 1972, residente a Tivoli (vicino Roma), dottorato in matematica alla Portland State University USA e per molti anni ricercatore di matematica applicata alla fisica-chimica in Germania al Max Planck (Stoccarda).

 

Convinto che il PSI guidato da Riccardi Nencini sia ormai completamente appiattito sulle posizioni di Renzi, Santoro insieme a un gruppo di giovani e vecchi socialisti è uscito dal partito per fondare una nuova aggregazione politica. “L’ideale socialista”, ha dichiarato Santoro,“è sempre esistito, esiste ed esisterà sempre. Certo, è un ideale ormai spoglio di una vera progettualità fatta di speranze, idee e militanza, intorno alla quale si possano raccogliere energie nuove. Quello che manca, oggi, è una degna rappresentanza dell’ideale socialista nella politica e nella società e, penso, sia arrivato il momento di riprendere un filo interrotto, una ragione d’essere che vede nella povera gente, nelle ingiustizie sociali, nelle ineguaglianze, le ragioni dell’esistenza e della lotta di un partito socialista”.

 

Una delle principali caratteristiche del nuovo partito è la ricerca di un forte radicamento nelle realtà locali. Dice Giancarlo Amante di Guidonia, 85 mila abitanti, terza città del Lazio: “la nostra città  ha un cementificio che con l’indotto occupa 400 operai. Le cave di travertino occupano circa 400/450 dipendenti. Oltre questi due settori, l’appiattimento è totale. Non c’è assolutamente un piano produttivo di lavoro, non si è mai colloquiato con aziende importanti per portare lavoro, nessuna politica di sviluppo su alcun fronte. Come farà questo grande Comune a progettare uno sviluppo di vita per le sue nuove generazioni? Come potranno le nuove coppie pensare a formare una famiglia se non hanno un futuro? Il lavoro a Guidonia manca da anni, perché la politica lì fallisce da anni”.

 

Per Francesco Marino di Sassuolo, provincia di Modena, “la cittadina è collocata in una regione che soffre la crisi meno del resto dell’Italia, ma questo pur essendo un freno alla deriva sociale ha fatto emergere la debolezza della struttura sociale e delle aziende che vivono di mercato interno, mentre volano gli esportatori! Cresce il divario tra ricchi e poveri, si contano in media 800 interventi assistenziali, mensili, su famiglie e singoli che hanno perso o ridotto la capacità retributiva. A fronte di una popolazione di circa 39 mila abitanti e in calo continuo, il ceto medio soffre, portandosi dietro l’economia locale. Sassuolo è una cittadina orgogliosa e molte, forse troppe, situazioni d’indigenza vengono vissute nella più intima e dignitosa  solitudine”.

 

Spiega Barbara Altobelli di San Vito Chietino, provincia di Chieti: “La situazione lavorativa nella nostra zona è purtroppo conforme a quella in essere in tutto l’Abruzzo ma anche altrove. Numerosi sono i disagi che ne derivano fra cui il ritardo nel pagamento degli stipendi, per quei pochi fortunati che un lavoro lo svolgono, a volte con l’ assenza totale o quasi di remunerazione per le prestazioni lavorative e talvolta, come spesso accade, s’incontra il purgatorio della cassa integrazione e della mobilità. Tale condizione è diffusa nel nostro territorio con delle percentuali allarmanti e civilmente poco rassicuranti poiché oltre ai disagi inconcepibili già citati, favorisce tutte quelle condizioni che conducono alla criminalità dovuta alla vera e propria fame. Chi ha fame non si domanda quali siano le ragioni politiche di una simile situazione economica. Ha fame e basta e vuole mangiare e per questo è disposto a volte a vendersi l’ anima al diavolo”.

 

La presenza di Convergenza Socialista si sta sviluppando anche a Roma e nell’ambito dei vari Municipi. Racconta Francesco Maria Favara, che opera nella zona est della città: “La situazione lavoro al Municipio V di Roma è caratterizzata da soldi pubblici non spesi oppure mal spesi. Molti fondi della comunità europea giacciono in cassa senza un futuro. Invece la politica dovrebbe saper spendere questi soldi per dare un minimo di lavoro, di speranza alle generazioni future. In molti dicono che i giovani di borgata bivaccano al bar, senza un obiettivo definito. In molti affermano che i giovani non hanno voglia di far niente. Ma queste affermazioni non sono veritiere. I nostri giovani hanno, invece, tantissima voglia di fare ma non possono poiché a loro il futuro è stato rubato. Purtroppo, la politica locale e nazionale non è più capace di agire, di proporre una visione strategica, di lungo periodo. Molte volte la politica promette e dopo aver preso il voto si ferma. Non fa più niente”.

 

Ecco alcuni riferimenti per chi fosse interessato a entrare in contatto con Convergenza Socialista:

Sitoweb: http://convergenzasocialista.com/

email: convergenzasocialista@gmail.com

Twitter: https://twitter.com/ConvSocialista

Pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Convergenza-Socialista/171587339621711

Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/117198678431356/

Manuel Santoro, Segretario Generale di Convergenza Socialista

 

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