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Sunday, August 19, 2018

ANTONELLA CARNEVALE: CON AZIMUT RIPROPONE I FUTURISTI

Posted by Punto Continenti On giugno - 1 - 2018 Commenti disabilitati su ANTONELLA CARNEVALE: CON AZIMUT RIPROPONE I FUTURISTI

Foto: Antonella Carnevale sullo sfondo di un’opera di Giacomo Balla  

 

La ricostruzione futurista dell’Universo. Questa è stata una delle prime iniziative promosse da Antonella Carnevale al suo rientro nella società Azimut, la più grande realtà finanziaria italiana indipendente. Figlia di Italo Carnevale, titolare di uno dei più noti studi di commercialisti della Capitale, Antonella ha sempre voluto correre da sola, anche se nell’ambito del mondo imprenditoriale e della finanza. I suoi cinque campi d’azione sono da sempre: investimenti, risparmi assicurativi, previdenza, protezione e servizi bancari. Tutto ciò abbinato a un grande amore per l’arte e la cultura.

 

Dopo essere stata una delle fondatrici di Azimut Italia, a partire dal 1985 la Carnevale ha iniziato a maturare una consistente esperienza presso importanti Istituti di Credito, tra cui Interbancaria Investimenti della Bnl, Monte dei Paschi di Siena e Fideuram del gruppo Intesa. Dopo due anni partecipa alla nascita di Azimut. La sua rapida crescita professionale le ha consentito di creare un importante portafoglio di clienti sia nell’ambito delle imprese che delle famiglie e dei singoli investitori. Muovendosi con disinvoltura tra Fondi italiani e comparti Lussemburghesi, la Carnevale si è distinta  nel proporre soluzioni di investimento alternativi e piani individuali di risparmio. Il suo rientro in Azimut (una delle poche Public Company in Italia) a molti è sembrato scritto nel suo destino. Da registrae che la Azimut è presente in Italia, Lussemburgo, Irlanda, Cina, Monaco, Svizzera, Singapore, Brasile, Messico, Taiwan, Cile, Usa, Australia, Turchia ed Emirati Arabi.

 

In questo quadro s’inserisce anche la mostra ‘Roma futurista’, con il sottotitolo ‘Dalla moltiplicazione alla serialità’, organizzata presso la sede dell’Azimut fino al 19 luglio. Al pubblico viene data la possibilità di ammirare 40 opere di importanti artisti futuristi romani (da Giacomo Balla a Fortunato Depero, Enrico Prampolini e Gerardo Dottori) che, dal 1914 alla fine degli anni trenta, possono essere considerati responsabili dei principali svolgimenti sperimentali dell’avanguardia storica.

 

Accanto a una prospettiva generale della storiografia Futurista, la mostra evidenzia la linea del Futurismo romano, percorso che attraverso la rappresentazione del movimento come moltiplicazione ottica degli oggetti arriva all’acquisizione di una dimensione seriale, di ripetizione della stessa immagine senza registrazione del movimento. Le invenzioni linguistiche di Balla e Depero tra il 1914 e il 1916, di Prampolini e di Dottori tra gli anni Venti e Trenta, benché riproposte e rielaborate in varie zone d’Italia, maturarono proprio a Roma e si è soliti confrontarle con le soluzioni del cosiddetto Futurismo milanese, cioè con il primo lavoro di Boccioni, Carrà e Russolo.

 

Da registrare, infine,  che Azimut è una società leader di mercato nell’industria del risparmio gestito ed è da sempre attiva nel promuovere e sostenere la cultura, privilegiando il suo impegno nel mondo dell’arte, contribuendo alla realizzazione di eventi di grande rilevanza. Promuovere la cultura nel territorio è infatti qualcosa di profondamente affine ai valori che Azimut esprime nel lavoro di tutti i giorni: indipendenza, ricerca e innovazione.

 

ROMA FUTURISTA

LUOGO: Azimut Capital Management – Via Flaminia 133

CURATORI: Giancarlo Carpi

ENTI PROMOTORI:

Roma Capitale

Assessorato alla Crescita culturale

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 322991

E-MAIL INFO: eventiroma@azimut.it

SITO UFFICIALE: http://www.azimut.it

 

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MEDIATRENDS SULL’EMIGRAZIONE NELL’AMERICA CENTRALE

Posted by Punto Continenti On maggio - 31 - 2018 Commenti disabilitati su MEDIATRENDS SULL’EMIGRAZIONE NELL’AMERICA CENTRALE

Foto: Un momento dell’incontro a Roma. In piedi il moderatore Roberto Montoya 

 

Emigrazione. Un problema che ormai attanaglia tutto il mondo. Anche nella lontana America Centrale convivono due realtà completamente opposte: in Honduras oltre 2 milioni di persone hanno lasciato il proprio Paese mentre in Costa Rica, nessuno emigra. Anzi, le porte sono spalancate verso tutti i cittadini dei Paesi vicini. Ad affrontare questa interessante realtà è stato l’Osservatorio indipendente Mediatrends America-Europa che studia le tendenze dell’informazione internazionale e che si propone di analizzare gli aspetti più significativi riscontrati nell’ambito dei media. In questo modo vengono, tra l’altro, facilitati i rapporti tra i giornalisti che lavorano in Europa e quelli impegnati nelle Americhe.

 

Per l’occasione sono stati invitati come relatori in un noto albergo romano l’Ambasciatrice del Costa Rica Cristina Eguizabal Mendoza e il Console Generale dell’Honduras Giselle Canahuati. Erano presenti rappresentanti del mondo diplomatico latino americano e giornalisti italiani ed esteri. A condurre il dibatto è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya. Da registrare che complessivamente sono ben 28 milioni i cittadini sei Paesi Latino Americani che sono emigrati, per il 70 per cento negli USA. Per l’Ambasciatrice Eguizabal Mendoza, l’emigrazione è un problema storico che nell’era della globalizzazione ha assunto delle caratteristiche particolari. “Una volta”, ha detto, “la gente partiva per non tornare più. Si scrivevano lettere che arrivavano dopo tre mesi. Oggi, grazie a internet e ai telefonini, il contatto con le origini non si spezza mai. Un’altra differenza è che in passato quasi sempre l’emigrazione era una scelta individuale o familiare. Oggi le emigrazioni vengono organizzate e coordinate da organizzazioni che, purtroppo, spesso sono criminali. Inoltre abbiamo un’immigrazione circolare: la gente va per un periodo ma spesso torna in patrria”.

 

Il Costa Rica viene comunque considerato uno dei Paesi più ospitali del mondo. Come tutti i Paesi americani vige lo ius soli, cioè, diventa cittadino chi è nato sul posto. Anche i diritti sul lavoro vengono rispettati in maniera adeguata. Lo stesso vale per l’assistenza sanitaria e abitativa. Ben diversa è la situazione dell’Honduras, come ha spiegato il Console Canahuati. In questo caso abbiamo a che fare con una massiccia emigrazione dovuta alla povertà alle disuguaglianze croniche, alla presenza di organizzazioni criminali nazionali e internazionali. “Per combattere questo fenomeno”, spiega il Console, “è stato varato una vasto programma sociale da parte del Presidente Juan Orlando Hernandez, soprattutto sul piano abitativo e sanitario. Inoltre si sta combattendo seriamente la corruzione e l’attività delle organizzazioni criminali”.

 

A proposito di sicurezza la Canahuati a voluto assicurare tutti: “I pericoli ci sono nelle grandi città. Nei luoghi turistici la sicurezza è assicurata molto bene. Quindi venite in Honduras senza timori e scoprire un Paese meraviglioso con della gente splendida.

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PRESENTATA LA NUOVA EDIZIONE DEL VERONA OPERA FESTIVAL

Posted by Punto Continenti On maggio - 30 - 2018 Commenti disabilitati su PRESENTATA LA NUOVA EDIZIONE DEL VERONA OPERA FESTIVAL

A Roma, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina e il Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia, insieme al regista Hugo de Ana e al direttore d’orchestra Daniel Oren, hanno presentato il 96° Arena di Verona Opera Festival 2018. «È un piacere presentare qui oggi il nostro Festival d’opera, riprendendo una tradizione che si era interrotta»ha detto il Presidente Federico Sboarina. «Lo facciamo perché voglio dare una dimensione sempre più internazionale alla nostra città ma anche al nostro gioiello che è l’Arena. La Fondazione, come è noto, viene da un periodo di difficoltà, ma siccome gli spettacoli lirici dentro l’anfiteatro romano hanno un fascino unico al mondo, abbiamo scelto la strada della qualità per il rilancio. Grandi cantanti e titoli importanti, grazie al lavoro del Sovrintendente Cecilia Gasdia, rappresentano le attrattive per chi è appassionato di lirica, ma abbiamo l’ambizione che diventino lo stimolo a venire a Verona per il nuovo pubblico. La città è pronta ad accogliere i milioni di turisti che arrivano ogni anno, siamo una piccola città ma una grande capitale culturale. I veronesi sono pronti ad accogliere con lo spirito che li contraddistingue: attaccati al proprio territorio e aperti al mondo. Del resto non potrebbe essere altrimenti, l’Arena è di Verona ma è allo stesso tempo un patrimonio dell’umanità intera».

 

Il Sovrintendente Gasdia ha quindi esordito ricordando come la Fondazione Arena di Verona sia appena uscita dal commissariamento, bruciando le tappe per proporre una stagione prestigiosa; questo anche grazie al sacrificio dei suoi lavoratori e dei danzatori dell’ex corpo di ballo stabile, i quali quest’estate saranno particolarmente valorizzati all’interno del cartellone areniano, a partire da Aida proposta con la coreografia originale di Vladimir Vasiliev che prevede oltre 50 ballerini in scena. Il Sovrintendente ha quindi ringraziato tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival 2018, rappresentati in sala da Carla Franca Mainoldi, Head of Group Giving Event & Art Management di UniCredit, Major Partner del Festival lirico da oltre vent’anni; da Massimo Nordio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Volkswagen Group Italia e da Marco Monaco Responsabile Marketing di DB Bahn Italia. Infine era presente anche Michele Magnani, Global senior make-up di M.A.C. Cosmetics, che, in collaborazione con il Maestro de Ana, ha creato il trucco dei personaggi principali di Carmen, opera inaugurale del Festival 2018.

 

Il Sovrintendente Gasdia ha poi illustrato nel dettaglio il programma del Festival lirico 2018, precisando che il cartellone, programmato dalla precedente gestione di Fondazione, presenta per la prima volta insieme quattro titoli colossal – Carmen, Aida, Turandot e Nabucco – oltre alle due serate speciali Roberto Bolle and Friends e Verdi Opera Night, e alla bellissima opera buffa Il Barbiere di Siviglia, da lei più volte interpretata e molto amata. «Il cast – definito negli ultimi mesi da lei personalmente, come ha dichiarato Cecilia Gasdia – vede circa il 30% degli interpreti debuttare in Arena proprio quest’estate, nell’ottica di offrire al pubblico cartelloni sempre più interessanti e grandi talenti, scritturati secondo il mio gusto e tenendo conto degli ampi spazi areniani, siano giovani promesse o artisti già affermati. Anche il direttore della Carmen inaugurale è un giovane maestro dalla carriera già internazionale, Francesco Ivan Ciampa, di recente molto apprezzato in Manon Lescaut al Teatro Filarmonico da pubblico, critica e dai complessi areniani. Oltre agli artisti e ai tecnici altamente specializzati della Fondazione Arena di Verona, ringrazio particolarmente tutti i cantanti e le loro agenzie, che hanno dimostrato la massima disponibilità e affetto nei confronti del Festival accettando una riduzione del cachet».

 

Ha proseguito il Maestro Daniel Oren, che nell’imminente Festival dirigerà recite di Aida, Turandot e per la prima volta de Il Barbiere di Siviglia: «Ho l’onore di dirigere in Arena dal 1984 e da allora ritornarvi pressoché ogni anno. È una challenge unica tenere insieme orchestra, coro e artisti lontani decine di metri. È un grande piacere anche poter dialogare sulle voci con un Sovrintendente musicista e con un Sindaco che ama la musica e l’Arena, fattori importantissimi per la Fondazione e per Verona». I registi con cui trova la miglior intesa sono Hugo de Ana e Franco Zeffirelli, perché mettono la loro regia al servizio della musica e dei cantanti.

 

Quindi il regista argentino Hugo de Ana ha preso la parola illustrando la propria Carmen, di cui cura anche scene e costumi. Il nuovo allestimento, che inaugurerà il Festival il prossimo 22 giugno, presenta una lettura dell’opera diversa dall’eredità zeffirelliana. «L’essenza di questo spettacolo è molto semplice: la mia Carmen parte dal mito, dall’idea universale della donna spagnola, andalusa, che troviamo nella letteratura in prevalenza francese. Farò un’arena dentro l’Arena, quella della Plaza de Toros in cui dominano i colori rosso e nero, simbolo della tragedia, del sangue, del toro e della morte. Ho trasposto la vicenda negli anni Trenta del Novecento perché è in quell’epoca che il personaggio di Carmen, nella prima Repubblica spagnola, acquista un valore importantissimo: tutto ruota attorno alla libertà della protagonista, al suo rivoluzionario desiderio di indipendenza che la contraddistingue dagli uomini intorno a lei e che lei potrà conquistare solo attraverso la morte. Così che il mito superi la propria essenza». E il Maestro ha concluso invitando tutti in Arena per il Festival 2018.

Informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891 – fax (+39) 045 803.1443

ufficio.stampa@arenadiverona.it <mailto:ufficio.stampa@arenadiverona.it>  – www.arena.it <http://www.arena.it>

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 – email biglietteria@arenadiverona.it <mailto:biglietteria@arenadiverona.it>

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it <http://www.arena.it/>  – Punti di prevendita Geticket <http://www.geticket.it/it-IT/punti_venditait.html>

Prezzi da € 16,00 a € 226,00

 

ARENA DI VERONA 96° OPERA FESTIVAL 2018

 

CARMEN

di Georges Bizet

Direttore: Francesco Ivan Ciampa

Regia: Hugo de Ana

Nuovo allestimento

dal 22 giugno al 1° settembre

22, 29 giugno ore 21.00

6, 11, 17, 21 luglio ore 21.00

3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto ore 20.45

AIDA

di Giuseppe Verdi

Direttori: Jordi Bernàcer, Daniel Oren

e Andrea Battistoni

Regia: Franco Zeffirelli

23, 28 giugno ore 21.00

8, 10, 14, 19, 22, 27 luglio ore 21.00

2, 5, 7, 11, 19, 23, 29 agosto ore 20.45

1 settembre ore 20.45

TURANDOT

di Giacomo Puccini

Direttori: Daniel Oren

e Francesco Ivan Ciampa

Regia: Franco Zeffirelli

30 giugno ore 21.00

5, 13, 18, 26 luglio ore 21.00

NABUCCO

di Giuseppe Verdi

Direttore: Jordi Bernàcer

Regia: Arnaud Bernard

7, 12, 20, 28 luglio ore 21.00

10, 18 agosto ore 20.45

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS

25 luglio ore 21.00

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

di Gioachino Rossini

Direttori: Daniel Oren e Andrea Battistoni

Regia: Hugo de Ana

4, 8, 17, 24, 30 agosto ore 20.45

VERDI OPERA NIGHT

Direttore: Andrea Battistoni

Regia: Stefano Trespidi

26 agosto ore 21.30

 

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PRESENTATO ALLA REGIONE LAZIO IL PROGETTO ‘ILMILLENNIAL.IT

Posted by Punto Continenti On maggio - 29 - 2018 Commenti disabilitati su PRESENTATO ALLA REGIONE LAZIO IL PROGETTO ‘ILMILLENNIAL.IT

Foto: da Sinistra verso destra Valerio Sabino, Nicola Zingaretti (presidente Regione Lazio), Oliviero Riparbelli, Francesco Leone 

 

Presso la Biblioteca “Altiero Spinelli” della Regione Lazio, è stato presentato il progetto editoriale e culturale “ilMillennial.it”. un Progetto curato nell’ambito della Regione Lazio da un gruppo di giovani dinamici guidati da Valerio Sabino, Oliviero Riparbelli e Francesco Leone. Il team s’avvale di una redazione di probabili futuri giornalisti che nell’ambito di un progetto pilota  ha già raggiunto 20.000 utenti. Forti di questa positiva esperienza, il gruppo si sente ora pronto a lanciare questo nuovo progetto. Nella sostanza parliamo di un blog che tratterà contenuti di ogni genere, dalla cultura all’attualità, ai viaggi, alla scienza, alla tecnologia, all’arte e alla letteratura. ilMillennial.it è dedicato a tutti gli studenti  (liceali e Istituti tecnici) e offre contenuti gratuiti, realizzati in collaborazione con studenti e professori, quali video-presentazioni, appunti e linee guida per perfezionare il metodo di studio.

 

La presentazione del portale ha registrato un grande interesse presso il folto pubblico fatto da giovani ma anche da tanti anziani interessati a conoscere meglio quest’ultima generazione. Grandi comunicatori, capaci di creare la giusta empatia con chi è venuto ad ascoltarli, i promotori dell’iniziativa hanno mostrato anche una grande competenza, puntando soprattutto sulla valorizzazione culturale del blog. “Il nostro proposito”, hanno dichiarato, non è soltanto quello di informare ma soprattutto quello di incoraggiare la formazione della parola e dell’ascolto, aiutando lo sviluppo del pensiero critico, della riflessione e dell’espressione dei giovani della generazione Millennials! Inoltre, non intendiamo essere complici passivi di quella che, sul piano umano e culturale, sembra destinata a essere una vera e propria disfatta generazionale”. In parole povere, il Gruppo vuole realizzare qualcosa di concreto per la crescita culturale: uno spazio libero, aperto a tutti i ragazzi che amano scrivere, leggere, incontrarsi e creare contenuti di valore. In altri termini, intendono essere lo strumento di un reale processo creativo.

 

Chiunque voglia pubblicare un proprio “articolo”, hanno spiegato, potrà iscriversi gratuitamente, creare il proprio account e caricare il proprio lavoro che, una volta approvato dalla redazione, sarà pubblicato con la sua firma. Per i promotori, “ilMillennial.it” appartiene alla giovane generazione non soltanto perché con questo progetto s’intende offrire a tutti uno spazio di espressione e di condivisione reale ma anche perché vuole essere un punto di partenza per tutti coloro che hanno il desiderio di dare alla scrittura un ruolo di primo piano nella propria vita, una prima fondamentale esperienza nella prospettiva di proseguire lungo questa strada.

 

l lancio online ufficiale de “ilMillennial.it” è previsto a Roma per giovedì 31 maggio 2018 alle ore 18:00, con una presentazione in diretta e aperta al pubblico presso il locale Tyler nella zona di Ponte Milvio, in via Riano 3. Per maggiori informazioni scrivere a redazione@ilmillennial.it

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TEATRI DI PIETRA: ALL’ARCO DI MALBORGHETTO E VILLA DI LIVIA

Posted by Punto Continenti On maggio - 28 - 2018 Commenti disabilitati su TEATRI DI PIETRA: ALL’ARCO DI MALBORGHETTO E VILLA DI LIVIA

Foto: Malborghetto

 

Tornano i Teatri di Pietra, quest’anno con la direzione di  Sebastiano Tringali, Fabio Lorenzi e  Aurelio Gatti, da molti anni appuntamento immancabile alcuni tra i siti meno noti, ma di grande suggestione del Lazio: Arco di Malborghetto e Villa di Livia.  Al via la XIX edizione della rete culturale per la valorizzazione dei teatri antichi e dei siti monumentali e archeologici, attraverso lo spettacolo dal vivo, con oltre venti aree coinvolte in diverse regioni, dalla Toscana alla Sicilia, che ospiteranno gli appuntamenti di una programmazione dedicata ai temi del Mediterraneo e del Mito, ideata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Romaper Villa di Livia e l’Arco di Malborghetto, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio, il Parco di Veio e il Comune di Roma – XV Municipio.

 

Le nuova edizione presenta interessanti novità di respiro internazionale, con ventitré appuntamenti e alcune prime nazionali, che saranno ospitati all’interno dell’Antiquarium dell’Arco di Costantino, nell’adiacente Parco Archeologico di Malborghetto e presso la Villa di Livia, dove si terranno reading dedicate alla drammaturgia contemporanea.La rassegna inizia all’Antiquarium di Malborghettocon due prime nazionali, l’1 e il 2 Giugnocon “FLORA SCENICA SPONTANEA/ORIGINI”, performance artistica che coniuga la pittura di Alessandro Giuliani, con danza e musica, in un’interessante e originale contaminazione tra le arti; il 7 e 8 Giugnoè la volta di “DIMMI, TIRESIA”, uno spettacolo di teatro-danza, di e con Luisa Stagni; il 13 GiugnoU CICLOPU, GIUFA’ E FIRRANZANU” di e con Gaspare Balsamo, studioso e interprete  dell’antica arte del cunto; il 15 e 16 Giugno, “PENTESILEA VS ACHILLE”, il mito arcaico che vede Achille uccidere Pentesilea, è stato rivisitato dalla penna di Francesco Randazzo, in chiave contemporanea; il 20 Giugno, “ALLE ACQUE”,quattro pièces coreografiche a firma di Loredana Parrella,  che indagano il tema del corpo in relazione all’elemento acqua; il 22 e 23 Giugnoaltra prima nazionale con “PANNYCHIS”, diretto da Mariagiovanna Rosati Hansen, la rivisitazione ironica della Pizia che condizionò i destini dei Greci dai tempi di Edipo; il 26 Giugno, si conclude la programmazione dell’Antiquarium con la danza di  Charlotte Zerbey e Alessandro Certini per “SENTIMENTO JOURNEY/THE TRIP”, uno spettacolo ironico che mette in gioco danza, voce e musica dal vivo.

 

La rassegna si sposta nell’adiacente Parco di Malborghetto, il 5 Luglio, con “MAREA”, canti e musiche del Salento, di e con Enza Pagliara; il 6 Luglio, il mito di “DAPHNE”, rivive con la regia e coreografia di Aurelio Gatti; l’11 Luglio è la volta di “PAN…CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA”, sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, con la regia di Simone Migliorini; il 13 Luglio, “L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE”, interessante adattamento da Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti; il 19 Luglio, “CARMINA BURANA”, la famosa cantata scenica di testi poetici medievali; il 20 Luglio, altra prima nazionale, “ADELPHOE (I FRATELLI)”, la nuova comicità da Publio Terenzio Afro, per la regia di Silvio Giordani, con Pietro Longhi e Paolo Perinelli; il 26 Luglio, “ANIMA BAROCCA”, a cura della compagnia musicale Ecovanavoce, che propone performance tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale; il 28 Luglio, “PAPPOSILEIDE”, cantata semiseria ispirata al fauno,signore della fertilità e dell’ebbrezza, con un ensamble partenopeo d’eccezione;ultimo spettacolo, il 29 Luglio, vede in scena “DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD”, una compagnia di Santo Domingo con uno spettacolo di teatro antropologicoche coniuga la cultura taina e africana attraverso i loro miti balli, canti e sonorità.

 

OPRA PRIMA, la sezione di inediti a Villa di Livia, inaugura il 28 Giugnocon “EIKONES” di Cecilia Bernabei, che mette in scena personaggi femminili che hanno segnato la storia e il mito. Il 30 Giugno, Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di Massimo Troisi, si cimenta per la prima volta nella drammaturgia teatrale con “LA SVEDESE”, tratto dal suo ultimo romanzo.  A conclusione degli appuntamenti a Villa di Livia, il 4 Luglio, “STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA”, di Alma Daddario, il processo alle streghe come specchio di crisi epocali alla ricerca di un capro espiatorio. 

 

IL PROGRAMMA:

dal 1 al 26 Giugno

TEATRI DI PIETRA

Antiquarium Arco di Malborghetto
danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia
1 – 2 giugno
Ecovanavoce -MDA Produzioni
FLORA SCENICA SPONTANEA/ ORIGINI
idea, tele e dipinti Alessandro Giuliani
danza Arianna Di Palma
musica ECOVANAVOCE
– sezione TELE TAGLIATE D’AUTORE –
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7 – 8 giugno
MDA Produzioni danza
DIMMI, TIRESIA
di e con Luisa Stagni
Luca Piomponi Lucrezia Serafini
e Massimo Carrano
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13 giugno
Retablo
U CICLOPU
GIUFA’ E FIRRANZANU

di e con Gaspare Balsamo
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15 -16 giugno
Bottega del pane
PENTESILEA VS ACHILLE
di Francesco Randazzo
regia Cinzia Maccagnano
con Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu
Cristina Putignano
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20 giugno
Cie Twain
ALLE ACQUE
regia e coreografia Loredana Parrella
con Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Luca Zanni
Maeva Curco Llovera, Gianluca Formica
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22 -23 giugno
Istituto Teatrale Europeo – Abarico
PANNYCHIS
di Helena Hansen
regia Mariagiovanna Rosati Hansen
con Annamaria Guzzio, Renzo Imbroinise, Clif Imperato, Camilla Cuparo

Valentina Tramontana, Carlo Coculo
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26 giugno
Company Blu
SENTIMENTO JOURNEY /THE TRIP
danza e voce Charlotte Zerbey e Alessandro Certini
musica Piero Corso e Spartaco Cortesi
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Orario: 21,00

Ingresso12 euro intero  – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti

biglietti online : www.liveticket.it
Info & prenotazioni: teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/teatridipietra.blogspot.it ///

ARCO di MALBORGHETTO: Via Malborghetto , 3 –  ROMA

sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano

dal 28 giugno al 4 luglio

OPRA PRIMA – TEATRI DI PIETRA

Villa di Livia (Prima Porta)

drammaturgie e soggetti inediti da rappresentare

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28 giugno
Cecilia Bernabei
EIKONES
con Elena Baroglio, Nunzia Mita,
Angela Telesca, Eleonora Turco
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30 giugno
Anna Pavignano
LA SVEDESE
con Grazia Schiavo, alla chitarra Alessio Morabito
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4 luglio
Alma Daddario
STORIA NOTTURNA:LA VISIONE DEL SABBA
con Fabrizio Bordignon, Patrizia Schiavo,
Antonio de Stefano, Sarah Nicolucci,
chitarra e voce Elena d’Elia
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Orario: 18,30

Ingresso8 euro intero – 5 euro ridotto: convenzionati / associazioni / studenti

biglietti online : www.liveticket.it
Info & prenotazioni : teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/ teatridipietra.blogspot.it //

VILLA DI LIVIA– Lauretum
Via della Villa di Livia , Prima Porta – Roma

dal 5 al 29 Luglio

TEATRI DI PIETRA

Area Archeologica di Malborghetto
danza/teatro/musica/poesia/paesaggio/visione/archeologia

5 luglio

MAREA

CANTI E MUSICHE DEL SALENTO 

di e con Enza Pagliara Dario Muci

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6 luglio

Mda Produzioni Danza

DAPHNE

da Ovidio, regia e coreografia Aurelio Gatti

con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Luca Piomponi

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11 luglio

Gruppo Progetto Città

PAN CRAZIO 

di Alma Daddario

regia Simone Migliorini

con  Simone Migliorini, Carlotta Bruni

musiche originali dal vivo  David Dainelli al violino Angela Zapolla

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13 luglio

TORINO SPETTACOLI

L’ARTE DI SAPER INVECCHIARE

dal De senectute di Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti

con Piero Nuti, Elia Tedesco,  Giovanni Gibbin

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19 luglio

ECOVANAVOCE

CARMINA BURANA 

dal Codex Latinus Monacensis con liriche di Gualtiero di Chatillon, Pietro di Blois, Ugo di Orleans

con Carlo Gizzi e Fabio Lorenzi, Paolo Fontana, Emanuele Bertolini

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20 luglio

CENTRO TEATRALE ARTIGIANO

ADELPHOE (I FRATELLI)

di Publio Terenzio Afro. regia Silvio Giordani

con Pietro Longhi, Paolo Perinelli

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26 luglio

ECOVANAVOCE

ANIMA BAROCCA

con Paolo Fontana, Carlo Gizzi, Fabio Lorenzi

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28 luglio

MICHELANGELO COMPAGNIA/gruppo 79

PAPPOSILEIDE

con Mario Brancaccio, Lello Giulivo, Simona Esposito, Maurizio Murano,

Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi

musiche Michele Boné

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29 luglio

ANACAONA TEATRO

DEJAME QUE TE CUENTE: IDENTITAD

Regia e interpretazione

Lucina E. Jiménez Lugo e Husmell Diaz Sanchez

Musica dal vivo

Esteban lvan León, Husmell Diaz Sanchez e Lucina E. Jiménez Lugo

Orario: 21,15

Ingresso12 euro intero – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti

biglietti online : www.liveticket.it
Info&prenotazioni :teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
/ teatridipietra.blogspot.it

AREA ARCHEOLOGICA DI MALBORGHETTO: via Malborghetto , 3 –  Roma

sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano

Ufficio Stampa

Alma Daddario & Nicoletta Chiorri

Mob. 347 2101290 – 338 4030991

email segreteria@eventsandevents.it

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DA VEDERE SPOT REA SULLO STATO SOCIALE

 

ESSENZIALISTI IN VIAGGIO PER UN NUOVO STATO SOCIALE

Posted by Punto Continenti On maggio - 21 - 2018 Commenti disabilitati su ESSENZIALISTI IN VIAGGIO PER UN NUOVO STATO SOCIALE

 

Incontri e confronti. Dopo numerosi incontri, scambi di opinioni, interviste, interventi in rete, filmati e pubblicazione di libri (tra cui Radio e TV a un Bivio, e I 7 Diritti Capitali), il Progetto di Costituzione di un Nuovo ed efficiente Stato Sociale promosso dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) fondato sui 7 Diritti Capitali entra in una nuova fase: quella di consentire alle persone sensibili alle tematiche sociali di partecipare a incontri e confronti con culture ed esperienze diverse vissute in Italia e all’estero.

Gruppo di viaggiatori ‘essenzialisti’. In ambito REA si è creato un gruppo affiatato di persone interessate a conoscere non solo le bellezze naturali, storiche e culturali in varie parti del mondo ma anche a partecipare attivamente al programma di appuntamenti che la REA organizza con personalità pubbliche,scienziati, ricercatori, artisti, esperti, nonché con redattori di giornali, radio e tv. Il carattere ‘essenzialista’ della partecipazione a questi incontri consiste proprio nella ricerca delle cose essenziali, utili ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze. Tutto ciò serve da spunto per sempre nuovi studi, articoli, interviste, video, interventi su siti selezionati e inserimenti nei libri editi dalla REA (gli ultimi due portano i titoli: Radio e Tv al Bivioe I 7 Diritti Capitali). L’intera attività della REA si trova sul sito www.puntocontinenti.it

La Roma di Rea Silvia riguarda una serie di servizi giornalistici (scritti e in video) realizzati dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) in omaggio alla madre di Romolo e Remo e, quindi, alla progenitrice di tutta la storia, l’arte, l’archeologia e la cultura dell’Antica Roma, nonché di un mondo di conoscenze in campo giuridico e sociale che hanno influenzato l’intera civiltà umana. Nella scelta del nome ha contribuito (inutile nasconderlo) anche l’assonanza con il nome REA, l’Associazione che crede nel turismo e nella promozione culturale come un modo per finanziare la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale. Gli articoli e i video originali sono a disposizione degli organi d’informazione di tutte le emittenti associate alla REA. Una rielaborazione del materiale è stata invece messa in circolazione su YouTube (vedere la sezione video di www.puntocontinenti.it) e su tutti i siti collegati all’ Associazione.

Organizzazione. Una volta che la REA ha deciso di partecipare a un evento culturale, economico o sociale, di dare una copertura mediatica a una località storica o di creare un momento di relax e riflessione collettiva,vengono organizzate anche delle manifestazioni collaterali per tutte le persone che hanno mostrato interesse per questo tipo di iniziative. Esempio:in aggiunta a un’ipotetica intervista REA con il Sindaco della splendida città brasiliana di Rio de Janeiro, verrà programmato un incontro con la popolazione di una favela.

Partecipazione. La partecipazione a questi viaggi è completamente libera. Ognuno può muoversi in piena autonomia. Tuttavia, è possibile anche beneficiare di programmi convenzionati proposti da enti o persone in sintonia con il Progetto REA e che accettano di assumersi in proprio ogni responsabilità dal punto di vista organizzativo e gestionale del Programma di accompagnamento (viaggio, soggiorno e visite).

Notizie. Per aggiornamenti sui viaggi consultare la pagina facebook Il club degli essenzialisti@essenzialisti. Per chi fosse interessato a partecipare alle iniziative collegate al Progetto REA di costituzione di un nuovo Stato Sociale scrivere a nuovostatosociale@gmail.com.

 

ERO E LEANDRO: STORIA DELL’AMORE CONTRASTATO NEI SECOLI

Posted by Punto Continenti On maggio - 15 - 2018 Commenti disabilitati su ERO E LEANDRO: STORIA DELL’AMORE CONTRASTATO NEI SECOLI

Foto: l’attrice Silvia Siravo insieme ai danzatori Carlotta Bruni e Luca Piomboni. 

 

Al Teatro Abarico di Roma (Via dei Sabelli 116)  dal 16 al 17 maggio andrà in scena ‘Ero e Leandro: ask me no more‘ di Alma Daddario. Per l’autrice, “Gli archetipi delle nostre  vite e della storia” afferma l’autrice, ” si ritrovano nel mito, che è “qualcosa che non è accaduto, ma che in realtà accade sempre”. Leggendo di Ero e Leandro, mi è venuta spontanea l’associazione con una vicenda contemporanea, quella di due giovani coinvolti in un amore contrastato, da non poter vivere alla luce del giorno. Il mito classico racconta dell’amore nato tra Ero, sacerdotessa di Afrodite a Sesto, e Leandro, un giovane di Abido città della sponda asiatica dell’Ellesponto”.

Racconta ancora la Daddario: “Essendo consacrata a una dea, Ero non poteva unirsi a un uomo ma Leandro, innamoratosi di lei, tutte le sere attraversava di nascosto a nuoto un tratto di mare per incontrarla, guidato dalla luce di una torcia che lei teneva accesa vicino alla spiaggia. Nella trasposizione contemporanea del mito, la mia Ero diventa una ballerina, segregata dai genitori e consacrata alla danza, come una vera e propria sacerdotessa, Leandro è un giovane musicista. Anche qui il destino, come nei miti e nei drammi greci, giocherà la sua parte. Una storia come questa  fornisce spunti di riflessione che riguardano vari aspetti sia della vita: lo scontro generazionale, la paura del diverso, la voglia di raggiungere l’immortalità attraverso l’arte”.

Per la regista Mariagiovanna Rosati Hansen, “Mettere in scena una “Poesia” è sempre una sfida che ho raccolto anche perché Umberto Bianchi mi affianca in questa faticacon la sua esperienza di coreografo. Ho immaginato un “gioco” nel quale gli interpreti, sul palco, trovano fogli sparsi con brani della poesia che racconta la loro storia. I danzatori (Carlotta Bruni e Luca Piomponi) partecipano con l’armonia del loro corpo mentre l’attrice (Silvia Siravo) accompagna con la voce raccontando questa storia struggente di Alma Daddario.

 

Ero e Leando

Autrice: Alma D’Addario

Regia: Mariagiovanna Rosati Hansen

Coreografie: Umberto Bianchi

Con Silvia Siravo

E i danzatori Carlotta Bruni & Luca Piomponi

Scene e costumi ACCADEMIASTUDIO

Teatro Abarico (Via dei Sabelli 116 Roma )

Info & prenotazioni: info@abarico.it    tel: 06-98932488

Ingresso interi 15 Euro

Riduzioni 12 Euro

Studenti e over 60 10 Euro

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ALMA DADDARIO: IN TEATRO SIAMO TUTTI….LIBERTINI

Posted by Punto Continenti On maggio - 10 - 2018 Commenti disabilitati su ALMA DADDARIO: IN TEATRO SIAMO TUTTI….LIBERTINI

Foto: un momento dello spettacolo con la sua locandina. Nel riquadro Alma D’Addario

 

Dal 10 al 13 maggio va in scena al Teatro Belli di Roma (piazza Santa Apollonia, 11a, tel. 065894875) il lavoro della drammaturga Alma D’Addario. Spiega l’autrice: Lo spunto di questa storia è nato dalla lettura del carteggio amoroso tra Denis Diderot e Louise Henriette Volland, detta Sophie. Il loro è un amore prevalentemente epistolare, che dura, nell’arco di quindici anni, fino alla morte dei due. L’argomento che mi ha maggiormente intrigato, è stato quello della totale mancanza delle risposte di Sophie all’amante filosofo”.

 

“Infatti”, prosegue la Daddario, “nella realtà del carteggio amoroso di circa cinquecento lettere, ne sono rimaste ai posteri soltanto 187, e tutte di Diderot. Ho immaginato Sophie come una donna indipendente, scanzonata, ma anche sensibile ed appassionata. Una donna estremamente ironica e disincantata (quando incontra Diderot ha circa quarantanni), eppure entusiasta e curiosa della vita. Mi è sembrata tanto vicina ad una donna contemporanea, da immaginarla addirittura come un personaggio dei nostri tempi: un’intellettuale, ispirata e auto determinata. Così nella versione teatrale di “Siamo tutti… libertini”, i protagonisti sono due studiosi, Lorenzo e Francesca, che per schietta convinzione l’uno, e per puro gioco l’altra, scelgono di calarsi nel ruolo dei due amanti- filosofi, sublimando così l’incapacità di realizzare un vero incontro, di affrontare L’altro-da-sé”.

 

Conclude la Daddario: “Cosa c’entra il libertinaggio in tutto questo? Il libertinaggio alla Diderot rimane, filo sottile e presente, nella vita dei due personaggi. In lei è rappresentato dalla voglia di essere svincolata da pesanti doveri, dalla curiosità per sempre nuove esperienze. In lui, in senso più puro e più legato alla terminologia originale, è proprio costituito dal voler togliere “peso” alle incombenze materiali, è l’ironia e il disincanto, l’insofferenza nei confronti di obblighi e dictat imposti dalla società e dalla religione, è infine il voler vivere anche l’amore e il sesso attraverso la parola. Verbalizzare e idealizzare, questa è la caratteristica di Lorenzo. E l’idealizzazione dell’ideale, è una tentazione troppo forte.

 

Attori. Edoardo Siravo si conferma come uno dei migliori attori teatrali italiani del momento. Sulle stesse orme si sta incamminando anche la figlia Silvia. Insieme interpretano l’amore di Diderot  per Louise. Anche la coppia di moderni amanti, Giuseppe Argirò (che è anche il regista del lavoro) e Gabriella Casali risultano convincenti e molto graditi dal pubblico. Grande presenza scenica, infine, di Guenda Goria, che introduce il lavoro e accompagna gli attori suonando il pianoforte. I costumi sono di Annalisa Di Piero, mentre l’aiuto regista è Angelica Fei Barberini.

 

TEATRO BELLI, piazza Santa Apollonia, 11a, tel. 065894875, info@teatrobelli.itwww.teatrobelli.it

AUTORI IN COMPAGNIA: progetto di residenza teatrale per autori iscritti al Fondo PSMSAD.

Produzione:  Teatro Belli in collaborazione con Teatro dei Due Mari

ORARIO SPETTACOLO: dal giovedì al sabato alle ore 21,00 domenica ore 17.30

PREZZI : Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

info e prenotazioni: 06 5894875info@teatrobelli.itwww.teatrobelli.it

 

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INDAGINE REA: IMPRENDITORI CHE CREDONO NEL SOCIALE

Posted by Punto Continenti On maggio - 9 - 2018 Commenti disabilitati su INDAGINE REA: IMPRENDITORI CHE CREDONO NEL SOCIALE

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Nell’ambito del Progetto inteso a favorire la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale la REA (Radiotelevisioni Europee Associate) si propone di seguire e valorizzare giornalisticamente le scelte economiche compiute dalle imprese e dai singoli imprenditori che, anche se fatte a fini di lucro, hanno dei risvolti positivi e utili per la società. E questo per una ragione molto semplice. In un’era in cui assistiamo al sopravvento delle multinazionali, delle public company, delle grandi aziende internazionali senza volto, bandiera o nazionalità, diventa fondamentale scoprire la natura umana e la sensibilità del singolo capo azienda rispetto alle problematiche sociali che, ormai, hanno assunto una dimensione planetaria. Spieghiamoci meglio.

 

Il buon affare deve essere anche un affare buono. Secondo molti esperti, scienziati, studiosi, sociologi, nei prossimi decenni le nuove tecnologie (robot, sistemi di automazione, intelligenza artificiale) assorbiranno oltre il 50% del lavoro umano. Tutto ciò rischia di condurre l’intera società verso un burrone collettivo fatto da fame endemica, emigrazioni di massa, guerre di religioni, terrorismo, iperconcentrazione del potere economico e mediatico, prevaricazione della piccola e grande criminalità organizzata. Per fortuna cresce anche il numero degli imprenditori consapevoli che non basta più inseguire il “buon affare” ma è necessario che il frutto della propria scelta sia anche un ‘affare buono’ per la società vista nel suo insieme. A che serve, infatti, produrre sempre di più se contemporaneamente assistiamo a una costante e diffusa riduzione del potere d’acquisto dei cittadini? Il rischio è che a breve e medio termine lo stock di invenduto raggiunga livelli colossali.

 

Detto ciò, sappiamo anche che non è cosa semplice produrre con un occhio attento al sociale, al rispetto dell’ambiente, alla salute, al benessere fisico e spirituale. Da un ‘buon imprenditore’ la maggior parte degli azionisti, dei collaboratori e delle persone collegate alle singole società s’aspettano una cosa sola: la massimizzazione del profitto. ‘Non siamo un ente di beneficenza’, amano ripetere pedissequamente.  “Al sociale ci debbono pensare gli altri, il governo, gli enti caritatevoli, gli organismi preposti”.

 

Ecco perché diventa importante valorizzare le scelte imprenditoriali che oltre ad essere profittevoli presentano anche dei risvolti realmente utili alla società. In che modo? Attraverso incontri, interviste, articoli, filmati e libri dedicati a rendere noto al grande pubblico la vita sia degli imprenditori che delle aziende. E sarà proprio questa una delle attività che la REA intende mettere in campo per agevolare la nascita di un nuovo ed efficiente Stato Sociale.

 

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GAIA SAITTA: IN TEATRO IL DRAMMA DI IRINA E’ UN ANTICO MITO

Posted by Punto Continenti On maggio - 9 - 2018 Commenti disabilitati su GAIA SAITTA: IN TEATRO IL DRAMMA DI IRINA E’ UN ANTICO MITO

 

Foto: Gaia Saitta

 

Fino al 13 maggio 2018 la giovane attrice Gaia Saitta è impegnata al Teatro India di Roma nell’adattamento teatrale del libro di Concita De Gregorio ‘Mi sa che fuori è primavera’ pubblicato dalla Feltrinelli. Lei interpreta la tragica storia di Irina Lucidi, una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate.  Una storia vera che si trasforma in una terribile materia poetica. Una storia raccontata in mezzo al pubblico che viene interpellato e quindi rappresenta una parte viva dello Spettacolo. Ma sentiamo cosa ne pensa di questa assurda vicenda l’attrice e regista dello spettacolo.

 

Saitta, questo lavoro teatrale racconta la storia di Irina, una donna che davanti alla più terribile delle tragedie, l’uccisione dei propri figli, cerca di ritrovare l’equilibrio e forse anche la felicità. In che misura lei, come donna, s’identifica con questo personaggio?

 

Il dramma di Irina, così atrocemente assurdo, disegna i confini del dolore e assume il valore antico del mito. Ci contiene tutti, per questo un sentimento di vicinanza è immediato, non solo come donna, ma come persona tout-court.  Il libro della De Gregorio è potente e pieno di grazia. Nel leggerlo, immediatamente ci si sente legati a Irina. I grandi temi della perdita, dell’assenza, del sopravvivere al dolore, dell’amore nonostante, fanno parte del nostro vivere quotidiano. Ogni momento. La mia Irina, verso la fine dello spettacolo, dice: « Non c’è bisogno di immaginare l’esperienza delle essere privati dei propri figli. Ognuno di noi sa che mestiere sia convivere con la mancanza della persona amata. È un assedio. La presenza di chi manca è un’assedio». È così. Ognuno di noi conosce quell’assedio. Non si tratta tanto di identificarsi, ma piuttosto di condividere la radice di un dolore che noi tutti conosciamo.

 

C’è qualcosa che questa storia possa insegnare a ognuno di noi?

 

Il grande miracolo che Irina compie è di non cedere a questo dolore inconcepibile. Irina è una donna che trova la forza di rilanciare, di ridisegnarsi, di continuare a vivere. L’insegnamento allora si situa esattamente in questo glorioso inno alla vita che Irina porta nel suo resistere. Il non fermarsi. L’aprirsi ad una visione altra, più ampia e profonda delle cose del mondo. E poi l’amore. L’amore, sempre e comunque. La resistenza di Irina è un atto d’amore.

 

Oggi si parla molto della violenza degli uomini sulle donne. Anche il delitto dell’ex marito di Irina, Mathias Scherpp, va inquadrata in questa dinamica o il fatto che egli soffrisse di gravi disturbi mentali lo colloca in un’altra dimensione?

 

Io credo che la violenza sia sempre un disturbo mentale e resti sempre ingiustificata. La violenza degli uomini sulle donne è un fenomeno tragicamente antico, diffusissimo. Credo che questo ne sia un crudele esempio. Esempio non solo della violenza di un uomo su una donna, di un marito sulla moglie, ma di un’intera società chiusa e distante, profondamente maschile e maschilista, che di fronte al dramma di Irina, un’italiana in Svizzera, si è dimostrata totalmente sorda e indifferente, essendo lei donna e straniera. La testimonianza di Irina è monito per tutti noi. È tempo di levarci, uomini e donne, contro la violenza sulle donne e non farne solo un problema di genere. Non è un problema delle donne, è un problema di tutti. È un fenomeno di cui finalmente si parla, allora è nostro compito non cedere alla semplificazione, alla banalizzazione. Perché non ci si abitui. Perché non diventi mai l’ennesimo caso di violenza sulle donne, a cui le nostre orecchie sono purtroppo ben preparate. Troppo spesso il dibattito su questo tema, se da un lato restituisce attenzione al fenomeno, dall’altro tende a reiterare soprattutto linguisticamente la discriminazione e un sistema maschilista che è tempo di smantellare.

 

Qual è la principale sensazione che lei spera di riuscire a trasmettere al pubblico recitando la parte di Irina?

 

Io vorrei restituire il contagioso esempio di Irina nel riprendersi il suo diritto alla felicità. Appartiene ad ognuno e ci viene rubato dalle mani ogni giorno. Con modelli fasulli che è ormai d’obbligo imitare, con falsi bisogni e regole societarie del successo, che ci gettano nella frustrazione e nell’ansia di non riuscire. Non riuscire rispetto a cosa? A quali canoni? È tempo di rientrare nei nostri corpi e rispettarli. Riscoprire la bellezza individuale e specifica di ciascuno. È tempi di riabitarci e riconnetterci con un sé più intimo, più vero. Ricominciare da lì.

 

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