Tuesday, October 24, 2017

TORNANO AL BRANCACCIO DI ROMA GLI STUMP

Posted by Punto Continenti On maggio - 11 - 2017 Commenti disabilitati su TORNANO AL BRANCACCIO DI ROMA GLI STUMP

Foto: un momento dello spettacolo.

 

Fino al 21 maggio si esibisce al teatro Brancaccio di Roma (telefono O68O687235) il famoso gruppo americano STOMP pubblicizzato come un ‘avvenimenti teatrale diventato fenomeno globale’. Cosa fa di speciale? Per descrivere lo show bisogna avere in mente la nota Batucada brasiliana, cioè, uno stile persuasivo influenzato dalla musica e cultura africana solitamente eseguito da un gruppo piuttosto che da singoli. Uno stile considerato da alcuni come il compendio dell’insieme di percussioni caratterizzato da un ritmo ripetitivo e rapido. Ebbene, i brasiliani normalmente lo fanno solo con i tamburi anche se i ragazzini sulle strade di Rio de Janeiro si divertono a tamburellare sulle carrozzerie delle macchine. Gli Stamp, invece, si divertono anche con l’inimmaginabile. Ma andiamo per ordine.

 

Nel 1986 Cresswell e McNicholas hanno formato gli YES/NO PEOPLE, inizialmente un «gruppo di danza con buon gusto, emozione, umanità e senso dello humour» (Melody Maker), ma ben presto si sono avventurati su altre strade. Insieme hanno composto e realizzato il tema, vincitore del premio Award, per la trasmissione musicale di Channel Four “Wired”; poi la sequenza di apertura del “progetto globale” di Kevin Godley dal titolo “One World One Voice”, e un “film percussivo” di otto minuti per “Mondo Beyondo” di Bette Midler. Nel 1988 è stato invece realizzato il singolo, “The Adventure of Mr Jhonson”.

 

Come tanti fenomeni teatrali gli Stomp hanno generato degli epigoni: dagli australiani Tap Dogs, agli israeliani Sheketak, ai coreani Cookin, alla Vegetable Orchestra. Il loro marchio però rimane inconfondibile. La formula è semplice ma geniale: riciclare oggetti comuni della realtà urbana e industriale come bidoni, coperchi, sacchetti di plastica e di carta, scope, cerchioni di ruote, accendini, sturalavandini, lamiere, lavelli di cucina, e quant’altro, trasformandoli, a suon di percussioni, in musica e coreografie dal ritmo travolgente. Ha scritto su di loro il critico Giuseppe Disteranno:  “Una vera sinfonia di suoni, e di stupore, che contagia, e diverte. Nello spettacolo si possono scorgere anche elementi della Pop Art e di Jerome Deschamps, del Futurismo e del cinema muto, dei cartoons e del circo. E, ancora, dei ritmi tribali africani, dell’hip hop, della break dance, del tip tap, dell’heavy metal e della lotta giapponese kendo”.

 

Nel maggio del 2015 il gruppo si è esibito in Italia debuttando nello storico Teatro Ariston di Sanremo, per poi prosegue al Teatro Politeama di Genova e come ospite di Expo2015 è andato in scena sarà in scena per 10 giorni al Teatro Nazionale di Milano. Nel novembre dello stesso anno Stomp ha travolto il pubblico di Sassari, Carpi, Pesaro, Forlì e Padova, con una tournée ricca di emozioni e di nuovi ed entusiasmanti numeri.

 

 

PIENZA: AL VIA l’VIII CONCORSO LIRICO ‘BENVENUTO FRANCI’

Posted by Punto Continenti On maggio - 7 - 2017 Commenti disabilitati su PIENZA: AL VIA l’VIII CONCORSO LIRICO ‘BENVENUTO FRANCI’

http://puntocontinenti.it/wp-content/uploads/2017/05/PIENZA-Modificata-1.jpg

Foto: Pienza. Nei riquadri (da sinistra verso destra: Adua Veroni, Fabrizio Fé e Monica Faralli

 

Dal 12 al 14 ottobre prossimo si svolgerà a Pienza, suggestiva località in provincia di Siena, l’VIII Concorso Internazionale ‘Benvenuto Franci’. Si tratta di uno dei più importanti concorsi per cantanti lirici italiani e stranieri, presieduto da Adua Veroni (esperta a livello mondiale, nonché prima moglie del famoso tenore Luciano Pavarotti) e diretto da Monica Faralli, soprano e affermata organizzatrice di eventi culturali. Per la cittadina di Pienza, guidata dal dinamico sindaco Fabrizio Fè,  si tratta di una nuova occasione per mettere in mostra le grandi tradizioni storiche, culturali e artistiche della città, nonché attirare ogni anno un consistente numero di turisti italiani e stranieri.

Il Concorso è indirizzato alla promozione internazionale di voci nuove con particolare attenzione ai giovani cantanti lirici. Possono partecipare cantanti di tutte le nazionalità, appartenenti a tutti i registri vocali che, alla data della presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età o siano nati dopo il 31 dicembre 1982.

Per l’ammissione al Concorso, i candidati dovranno :
– compilare una scheda di iscrizione, avendo cura di specificare esattamente l’elenco dei brani prescelti;
– allegare un breve curriculum: studi musicali fatti, premi ottenuti, attività professionale – unire fotocopia di un documento d’identità;
– effettuare un bonifico bancario (euro 80,00) comprovante il pagamento della quota d’iscrizione, intestato a Opera Pienza – allegare ricevuta del bonifico bancario:
IBAN IT32T0344214239000026341365; dall’estero codice BIC/SWIFT:: WIDIITMM
– allegare una foto,
– per eventuali visti di soggiorno contattare la segreteria ai numeri sotto indicati o scrivere una e-mail all’indirizzo: info@operapienza.it

Le domande potranno pervenire online all’indirizzo iscrizioni.concorsofranci@comune.pienza.si.it oppure tramite la sezione dedicata del sito www.operapienza.it: entro e non oltre il 09 Ottobre 2017. Oppure a mezzo raccomandata al seguente indirizzo: VIII Concorso Internazionale “Benvenuto Franci” Comune di Pienza, Corso Il Rossellino, 61 – 53026 Pienza (SI).

Il concorso gode dei seguenti patrocini e collaborazioni: MIBACT (Ministero dei Beni e delle attività culturali del turismo), Opéra National du Rhin Strasbourg Staatstheater Nürnberg, Conservatorio L. Cherubini – Firenze, Atelier Musicale Moira Johnson Consultino, Regione Toscana, Provincia di Siena, «Rotary» Montepulciano-Chiusi-Chianciano Terme Comune di Radicofani (Si), Comune di Trequanda (Si), Comune di Lucignano (Ar), Accademia degli Oscuri, Liceo Musicale Francesco Petrarca (Ar), BANCA CRAS. Il Concorso è gemellato con il Concorso «Maria Caniglia» – Sulmona (Aq) e il Concorso «Anselmo Colzani» – Budrio (Bo)

Premi:

  • –  1° classificato: Premio «Città di Pienza», borsa di studio € 2.500,00
  • –  2° classificato: Premio «Città di Pienza», borsa di studio € 2.000,00 offerto da «Conservatorio San Carlo Borromeo»
  • –  3° classificato Premio speciale «Città di Pienza» borsa di studio € 1.000,00, offferto da «Rotary» Club di Chianciano-Chiusi-Montepulciano. Ci sono poi numerosi altri premi.

Giuria

 

Adua Veroni, Presidente

Rolando Panerai, Baritono

Francesca Franci, Mezzosoprano

Francesca Barbieri, Consulente musicale

Umberto Finazzi, Docente dell’Accademia del Teatro alla Scala

Marc Cleméur, Directeur Général de l’OnR Opera National du Rhin Strasburgo

Thomas Hermann, Casting-Manager Stiftung Staatstheater Nürnberg

Markus Laska, Agente Lirico “Atelier Musicale”

Per maggiori informazioni: +39 3357542186 – +39 3486918102 – +39 0578 749796 – +39 0578 748502 fax +39 0578749798 – www.operapienza.it www.comune.pienza.si.it e-mail: iscrizioni.concorsofranci@comune.pienza.si.it – info@operapienza.it

Vedere il video dell’edizione 2016

 

 

OMAGGIO DELLA PITTRICE SONIA BUCCI AL PROGETTO SOCIALE REA

Posted by Punto Continenti On maggio - 4 - 2017 Commenti disabilitati su OMAGGIO DELLA PITTRICE SONIA BUCCI AL PROGETTO SOCIALE REA

 

L’ultimo dipinto (immagine sopra) lo ha dedicato al Progetto REA (Radiotelevisioni Europee Associate) di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di creare un nuovo Stato Sociale. Parliamo di Sonia Bucci (nel riquadro) la bella ed eccentrica pittrice, sicuramente una delle artiste maggiormente impegnate socialmente. I suoi dipinti esprimono sempre messaggi forti, a volte sono un vero pugno nello stomaco, ma non lasciano mai indifferenti. “La mia”, dice, ‘è un’arte che parla al mondo e per il mondo”. Nota particolare: spesso i suoi quadri sono accompagnati da brevi poesie che integrano il contenuto dei dipinti.

 

Attualmente l’artista vive a Città di Castello insieme ai genitori e al fratello. Madre di due figli (il marito americano è morto in un incidente) la Bucci ha iniziato a dipingere giovanissima. Superato un grave problema di salute ha deciso di dedicare tutto il suo impegno artistico a richiamare l’attenzione su alcuni gravi problemi sociali, come la fame, il traffico di organi, il femminicidio, lo stalking, ecc.

 

Questa caratteristica, abbinata a un talento decisamente originale, ha consentito alla Bucci di essere invitata ad alcuni eventi internazionali, tra cui una grande mostra a Parigi presso la nota Galleria Artitude, diretta da Jean Pierre Lorriaux e una mostra collettiva dedicata al sociale nel Principato di Monaco: il suo dipinto è stato selezionato tra centinaia  di candidature.

 

In questo momento la Bucci sta preparando un nuovo quadro incentrato sulla pedofilia commissionato da un Cardinale: l’opera verrà solennemente consegnata a Papa Francesco con il quale la Bucci dichiara di sentirsi in perfetta sintonia spirituale. All’artista abbiamo quindi chiesto cosa l’avesse spinta a dedicare inaspettatamente un quadro anche al progetto di trasformazione sociale della REA. Ecco la sua risposta:

 

“E’ da tempo che seguo l’attività di questo gruppo di persone che non si limita a protestare ma che cerca collettivamente di risolvere alcuni grandi problemi sociali sintetizzati nei cosiddetti 7 Bisogni Capitali. Ho chiamato il mio quadro Esperanza proprio perché ho la fiducia e la speranza in questo tipo di iniziative. Ognuno dà quello che può: io do la mia arte con l’augurio di essere utile anche con le mie esperienze, pensieri e azioni”.

Vedere il video della REA: Il seme di un nuovo Stato Sociale

LIBRO SU BENEDETTO XVI DI GIOVANNI BATTISTA BRUNORI

Posted by Punto Continenti On aprile - 27 - 2017 Commenti disabilitati su LIBRO SU BENEDETTO XVI DI GIOVANNI BATTISTA BRUNORI

Foto: a sinistra il moderatore e giornalista Roberto Montoya insieme a Giovan Battista Brunori.

 

“Solo un Papa con il coraggio di Benedicto XVI avrebbe potuto dimettersi. Il suo obiettivo fondamentale era quello di invitare la società a mettersi in discussione, ben consapevole che il suo gesto non avrebbe riscontrato un coro di applausi. Lui ha voluto  gettare un sasso nello stagno per smuovere le acque.”

 

Lo ha sostenuto Giovan Battista Brunori, giornalista e vaticanista della RAI, nonché autore del libro “Benedetto XVI. Fede e profezia del primo Papa emerito della storia”. L’incontro è stato organizzato in un albergo romano da Mediatrends America, un Osservatorio sull’America Latina.

 

Per Brunori, Papa Ratzinger “nella lotta contro la pedofilia, ha cambiato il corso degli avvenimenti, sostenendo che la questione fondamentale non era il prestigio della Chiesa, ma le vittime”. Anche per ciò che riguarda lo IOR (l’Istituto per le opere religiose, nella sostanza la Banca Vaticana), “con lui la Chiesa ha deciso di voltare pagina”. Lui è stato un grande riformatore  che “ha combattuto la pretesa della società contemporanea, secondo la quale non ci sono convinzioni. Perché è una società liquida, permeato del relativismo “.

 

“La sua sfida”, ha proseguito Brunori, “era quella di stimolare le domande in una società in rapida evoluzione in cui le persone si adattano al mutare delle situazioni.” Infine, per Brunori, “Quello che è stato un difetto nel pontificato di Ratzinger è stato non avere una Curia forte. Addirittura si è visto costretto a difendere i suoi collaboratori o a chiedere scusa”.

ITALIANI ALL’ESTERO: Il REGNO ITALO-BRASILIANO DI MINAS GERAIS

Posted by Punto Continenti On aprile - 11 - 2017 Commenti disabilitati su ITALIANI ALL’ESTERO: Il REGNO ITALO-BRASILIANO DI MINAS GERAIS

Foto: ingresso a Poços de Calda. Riquadri: a sinistra padre Graziano Cirina; a destra Elaine Piva. 

 

Nel giugno del 2016 è stata eletta Presidente del Circolo culturale italo brasiliano di Poço de Caldas, località a sud dello Stato brasiliano di Minas Gerais. Di temperamento molto determinato, intraprendente, insegnante di educazione fisica e anche bella, Elaine Piva di origine italiana, ha preso carta e penna per buttare giù un vasto programma di iniziative a sostegno delle attività del sacerdote sardo, Graziano Cirina, da molti anni in Brasile e che attualmente svolge anche il compito di Agente onorario del Consolato italiano. Ebbene, in pochi mesi la Piva ha conquistato la stima di moltissimi italiani, una Comunità che complessivamente sfiora in Brasile, considerando anche gli oriundi, oltre trenta milioni di cittadini.

 

Ma cosa può provare concretamente per l’Italia una brasiliana frutto della terza generazione di immigranti? Lo abbiamo chiesto direttamente alla Piva. Sono“, ci ha risposto, ” letteralmente innamorata di questo Paese, della sua cultura, della sua cucina, della sua storia, della sua lingua, insomma, degli italiani. Aggiungo che sono anche profondamente orgogliosa di essere discendente di bisnonni italiani. Ecco perché dedico gran parte del mio tempo libero all’attività associativa”.

 

Ma quali sono i vostri obiettivi principali? 

 

Innanzitutto continuare a sostenere e assistere l’Agenzia di collegamento con il Consolato italiano che si trova molto lontano, a Belo Horizonte, la Capitale dello Stato di Minas Gerais. Vogliamo assolutamente evitare che questa Agenzia venga chiusa perché sarebbe una delusione profonda per i tanti italiani residenti nella nostra città e in quelle vicine. Il problema è che i fondi messi a disposzione dal Ministero degli Esteri coprono solo una piccola parte delle spese dell’Agenzia Consolare, che mantiene l’ufficio aperto dal lunedi al giovedì, tutte le mattine, e per questo il Circolo Italiano contribuisce al raggiungimento degli scopi dell’Agenzia.

 

Sempre a  proposito dell’Agenzia, voglio rimarcare l’impegno di padre Graziano che lavora incessantemente al suo mantenimento in vita, in modo da consentire, tra le altre cose,  ai tanti discendenti italiani di avere la nazionalità italiana e agli italiani residenti da noi di avere il passaporto. Purtroppo la lontananza dal Consolato rende tutto più complicato.

 

Quali sono gli altri scopi?

 

Aiutare l’Agenzia nella sua attività di assistenza agli italiani di passaggio o in visita da noi e coloro che hanno deciso di fissare la propria residenza da queste parti.  Il nostro apporto avviene anche nell’ambito delle diverse manifestazioni popolari come la ‘Festa annuale di Strada’ che nel corso dell’ultima edizione ha visto la partecipazione di oltre 10 mila persone.  Sempre in collaborazione con l’Agenzia organizziamo incontri culinari, serate musicali, balli e presentazione di artisti italiani o italo brasiliani. Quest’attività viene molto apprezzata anche dalle autorità italiane: recentemente hanno partecipato a una importante manifestazione il Console  Aurora Russi e il Senatore Fausto Longo (architetto, nato ad Amparo, residente a San Paolo del Brasile, eletto nella circoscrizione estera per l’America Meridionale, ndr.). Comunque, svolgiamo attività anche fuori dallo Stato di Minas Gerais. Poche settimane fa abbiamo organizzato, ad esempio, una visita al Museo dell’immigrazione di San Paolo, l’originaria sede di accoglimento di tantissimi italiani arrivati verso la fine dell’800 per lavorare nelle piantagioni di caffè.

 

Ma come è nata la vostra Associazione?

 

E’ nata nel 2012. Siamo una trentina di persone con una direzione eletta democraticamente che lavora in maniera molto unita ed è composta quasi interamente dai nipoti dei grandi flussi immigratori avvenuti tra il 1880 e il 1930 e dopo la fine della seconda guerra mondiale. Molti dei nostri nonni e bisnonni hanno lavorato nelle grandi piantagioni di caffè e si sono stabiliti prevalentemente nella parte centro-meridionale del Paese. Si tratta di un incredibile patrimonio di conoscenze, esperienze e anche sofferenze che non possono essere dimenticate. La storia di questi immigranti fa parte della Storia dell’Italia e del Brasile. E noi la vogliamo tenere sempre viva, anche attraverso la conoscenza della cultura e della lingua italiana presso i brasiliani.

 

Ci dica anche qualcosa sul Brasile?

 

Stiamo attraversando sicuramente un momento di grande difficoltà economica, caratterizzata da una diffusa disoccupazione, sfiducia nei grandi paesi e investitori, corruzione dilagante. Per fortuna la magistratura ha cominciato a togliere le bende dagli occhi e un gruppo di onesti giudici si trova fortemente impegno a fare pulizia in questo Stato. La strada è ancora lunga ma i primi passi sono stati avviati. Il Brasile merita un destino migliore e stiamo lavorando in questa direzione.

 

xxxxxxx

Nota: Questa intervista rientra nel Progetto di costituzione di un nuovo e forte Stato Sociale promosso dalla REA (Rediotelevisioni Europee Associate). Tra i 7 Bisogni Capitali indicati dal Progetto figura anche la Tutela legale di tutti gli italiani (sia quelli residenti in Italia, sia quelli residenti all’estero). Gli altri Bisogni riguardano: Nutrirsi, Vestirsi, Avere un Tetto, Curarsi, Istruirsi e avere una Corretta informazione.  

 

Vedere il video Il Seme di un nuovo Stato Sociale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

WFP: SULLO YEMEN GRAVA IL RISCHIO CARESTIA

Posted by Punto Continenti On marzo - 17 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: SULLO YEMEN GRAVA IL RISCHIO CARESTIA

 

Oltre 17 milioni di persone sono minacciate dall’insicurezza alimentare grave nello Yemen colpito dal conflitto, secondo l’analisi Integrated Food Security Phase Classification (IPC), pubblicata dalle Nazioni Unite e dai partner umanitari. Venti dei 22 governatorati del paese si trovano ad un livello di insicurezza alimentare definito d’“emergenza” o di “crisi” e quasi due terzi della popolazione sta ora soffrendo la fame e necessita urgentemente di assistenza che salvi vite e mezzi di sostentamento. Senza ulteriore sostegno umanitario e ai mezzi di sussistenza, Taiz e Hodeidah, due governatorati in cui vive quasi un quarto della popolazione di tutto lo Yemen, rischiano di scivolare nella carestia. Con 17 milioni di persone che, si stima, vivano nell’insicurezza alimentare a livello d’“emergenza” o di “crisi”, lo Yemen vede attualmente una delle peggiori crisi alimentari al mondo. I numeri mostrano un incremento del 21 per cento rispetto a giugno 2016 e sottolineano le conclusioni di quanto emerso dall’Emergency Food Security and Nutrition Assessment del febbraio 2017.

 

Il conflitto sta causando insicurezza alimentare

 

Il conflitto ha avuto un impatto devastante sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza. Quasi l’80 per cento delle famiglie in Yemen dichiara di trovarsi in una situazione economica peggiore rispetto al periodo precente la crisi. La diminuzione della produzione nazionale, l’interruzione delle importazioni commerciali e umanitarie, l’aumento del prezzo del cibo e del carburante, la disoccupazione dilagante, la perdita di reddito, il livello relativamente basso dei finanziamenti alle agenzie delle Nazioni Unite che forniscono assistenza alimentare e il crollo dei servizi pubblici e delle reti di sicurezza sociale sono tutti fattori che stanno contribuendo al peggioramento della sicurezza alimentare.

 

Taiz e Hodeidah, governatorati tradizionalmente produttori di cibo, sono stati al centro di intense violenze nei due anni successivi all’escalation dell’attuale crisi.Questi due governatorati hanno i più alti tassi di malnutrizione acuta globale del paese, che oscillano dal 17 per cento di Taiz City al 25 per cento di Hodeidah. La soglia d’emergenza fissata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità è del 15 per cento. “Il conflitto ha un impatto devastante sui mezzi di sostentamento agricoli. I livelli di produzione agricola e degli allevamenti sono diminuiti in modo significativo rispetto al periodo pre-crisi “, ha detto Salah Hajj Hassan, rappresentante della FAO in Yemen. “E ‘assolutamente essenziale che la risposta umanitaria comprenda sia l’assistenza alimentare che il sostegno all’agricoltura per salvare non solo la vita delle persone, ma anche i loro mezzi di sussistenza.”

 

Stephen Anderson, Rappresentante e Direttore del WFP in Yemen, ha dichiarato che la situazione è peggiorata rapidamente dall’escalation del conflitto di due anni fa. “La terribile condizione della sicurezza alimentare e della nutrizione attualmente presente in Yemen necessita di notevoli risorse finanziarie per consentire di fornire in modo immediato, adeguato e prolungato cibo, nutrizione e altre forme di assistenza ai più bisognosi per evitare di cadere nella carestia”, ha detto. “L’accesso illimitato a tutte le aree, anche per gli scambi commerciali, sarà inoltre fondamentale per impedire un ulteriore peggioramento dell’insicurezza alimentare nel paese”, ha aggiunto Anderson.

 

“Siamo di fronte ai livelli più alti di malnutrizione acuta nella storia recente dello Yemen. Dei 2,2 milioni di bambini affetti da malnutrizione acuta, 462.000 sono malnutriti in modo grave e acuto (SAM). Per dare meglio l’idea, questo significa che, se non viene curato in tempo, un bambino SAM ha dieci volte più probabilità di morire di un bambino sano della stessa età. Il conflitto in corso e l’insicurezza alimentare avranno implicazioni a lungo termine sulla salute e sullo sviluppo dei bambini in Yemen”, ha detto il dottor Meritxell Relaño, Rappresentante UNICEF.

 

La persistente insicurezza colpisce i mezzi di sussistenza

I combattimenti dei mesi scorsi lungo la costa del Mar Rosso hanno causato ingenti danni al più grande porto dello Yemen a Hodeidah. Questo ha provocato l’interruzione delle importazioni, che costituiscono il 90 per cento degli alimenti di base dello Yemen. Le limitazioni all’accesso e la perdita di barche, reti e altri attrezzi, hanno distrutto le attività di pesca – un’importante fonte di cibo e di reddito per la popolazione.L’insicurezza lungo la costa probabilmente influenzerà l’inizio della stagione della semina del sorgo in aprile – il piú importante tra i cereali prodotti a livello nazionale. Inoltre, essa ostacolerà gli scambi, costringerà più persone ad abbandonare le proprie case, limiterà ulteriormente la disponibilità di cibo e colpirà i mezzi di sussistenza.

 

In totale, in Yemen, sono 2 milioni le famiglie che lavorano nell’agricoltura e che attualmente non hanno accesso ai fondamentali mezzi di produzione agricoli, sementi, fertilizzanti e carburante per le pompe di irrigazione. Gli elevati prezzi del carburante, inoltre, rendono troppo costosa e proibitiva l’attività di irrigazione. A causa della mancanza di sicurezza, l’accesso umanitario potrebbe presto essere limitato ad un’area di pochi chilometri intorno alle città principali, lasciando le comunità rurali in disperato bisogno di aiuto.Le Nazioni Unite in Yemen ribadiscono il loro appello a tutte le parti in conflitto a facilitare l’accesso incondizionato e continuo in modo da permettere alle organizzazioni umanitarie di aumentare la loro assistenza per soddisfare le crescenti esigenze delle persone in condizioni piú critiche.

 

#                              #                                 #

 

Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

WFP: LA SOMALIA RISCHIA UNA NUOVA CATASTROFE

Posted by Punto Continenti On marzo - 3 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: LA SOMALIA RISCHIA UNA NUOVA CATASTROFE

A causa della siccità devastante che sta duramente colpendo la Somalia,  le agenzie ONU UNICEF e World Food Programme (WFP) lanciano l’allarme che solo con un rafforzamento massiccio e immediato dell’assistenza umanitaria si potrà evitare al paese di precipitare in un’altra catastrofe.

 

La siccità con cui si confrontano le regioni settentrionali da un anno sta colpendo ora tutta la Somalia, minacciando una popolazione già fragile indebolita da decenni di conflitto. Quasi la metà della popolazione del paese, circa 6,2 milioni di persone, vive nell’insicurezza alimentare grave o ha bisogno di sostegno nei mezzi di sostentamento. Si prevede che 944.000 bambini soffriranno di malnutrizione in forma acuta, quest’anno, inclusi 185.000 bambini che saranno gravemente malnutriti e che avranno bisogno di sostegno urgente salvavita. E’ molto probabile che questo numero possa aumentare del 50 per cento, arrivando a 270.000 bambini gravemente malnutriti nei prossimi mesi. 

 

Questa settimana, i rappresentanti UNICEF e WFP hanno visitato alcune delle aree maggiormente colpite, nella regione settentrionale del Puntland, dove le due agenzie stanno fornendo assistenza di cui si ha estremo bisogno.

 

“Sono tantissimi i somali che hanno esaurito tutte le loro possibili risorse e che vivono alla giornata”, ha detto Steven Lauwerier, rappresentante UNICEF in Somalia. “Abbiamo una piccola finestra di opportunità per evitare questa catastrofe incombente e salvare vite di bambini e siamo determinati a lavorare con tutti i partner e gli stakeholder per riuscirci”. 

 

La siccità attuale e altri eventi traumatici hanno lasciato le comunità con pochissime o addirittura nessuna risorsa su cui potere contare. Interi villaggi hanno perso i propri raccolti o hanno visto morire il bestiame. I prezzi dell’acqua e del cibo prodotto localmente sono aumentati drasticamente e migliaia di persone si stanno spostando in cerca di acqua e di cibo. La siccità ha anche portato, quest’anno, un aumento delle malattie causate dall’acqua contaminata con oltre 4.000 casi di diarrea acuta e colera.

 

“Lo scorso anno, l’assistenza umanitaria ha salvato vite umane nel nord colpito dalla siccità, ma ora che la crisi si diffonde non c’è tempo da perdere”, ha detto Laurent Bukera, Direttore WFP in Somalia. “Insieme a l’UNICEF e ad altri partner, ci stiamo muovendo il più rapidamente possibile per raggiungere molte più persone con sostegno salvavita usando ogni opzione che abbiamo, inclusi i trasferimenti di contante, sostegno nutrizionale speciale e trasporto aereo di beni di soccorso”.

 

Le agenzie segnalano preoccupate che l’accesso umanitario rimane limitato a sud in alcune aree colpite dalla siccità, ma che il WFP e l’UNICEF stanno rafforzando gli sforzi congiunti per potenziare la risposta nelle aree accessibili dove sono a rischio milioni di vite. Le agenzie stanno rispondendo insieme alla siccità fornendo voucher per cibo e acqua a centinaia di migliaia di persone nelle aree maggiormente colpite della Somalia, oltre a fornire assistenza nutrizionale. Man mano che si aggiungono ulteriori risorse, questa risposta congiunta continuerà ad espandersi nelle regioni più vulnerabili.

 

Generosi contributi sono stati forniti da donatori internazionali dell’Europa, dell’Asia, del Nord America e dal sistema ONU per servizi salvavita nei campi della nutrizione, della sicurezza alimentare, della salute, dell’istruzione, delle risorse idriche e sanitarie.

 

Con l’aumento dei bisogni, l’UNICEF e il WFP insieme necessitano di oltre 450 milioni di dollari per poter fornire assistenza urgente nei prossimi mesi. 

VIAGGIO NELLA VITA: NUOVO LIBRO DI ROBERTO TUMBARELLO

Posted by Punto Continenti On febbraio - 25 - 2017 Commenti disabilitati su VIAGGIO NELLA VITA: NUOVO LIBRO DI ROBERTO TUMBARELLO

Foto: nei riquadri Roberto Tumbarello e copertina del libro. 

 

E’ rimasto talmente colpito dall’intervento di una ragazzina a Terracina, piccola località vicino a Roma, che non solo ha pensato di scrivere un libro di memorie dedicato soprattutto ai giovani ma anche di ricordarla all’inizio del volume Viaggio nella vita, con sottotitolo Storia di un grande amore. Eppure, all’Istituto Professionale Filosofi per il Turismo questa raggazzina aveva detto una cosa apparentemente molto semplice: Ti voglio tanto bene. Per Roberto Tumbarello è stata invece una cosa decisamente significativa.

 

“Già il fatto”, dice, “che molti giovani mi vengono ad ascoltare non è scontato. Se poi alla fine una giovane sconosciuta dichiara pubblicamente di volermi bene, allora vuol dire che riesco a trasmettere qualcosa, che le mie esperienze, sia positive che negative, possono risultari utile agli altri, soprattutto a chi ha ancora tutta la vita davanti a sè”.

 

Il libro di Tumbarello, edito dalla Armando Editore, non è comunque un libro solo per i giovani. Al contrario, può interessare persone di qualsiasi età, professione o preparazione culturale. Sono 82 racconti della sua avventurosa vita da giornalista. Alcuni molto spassosi, altri che fanno sicuramente riflettere. Tumbarello racconta, infatti, in un modo accativante e semplice i drammatici anni del dopo guerra, con le sue grandezze e meschinità, con i suoi personaggi che hanno fatto la storia e che lui ha avuto modo di conoscere e tnte persone comuni, che questa storia hanno vissuto, plasmato, gioito e sofferto.

 

Da consumato giornalista, a un certo punto ha preferito lasciare il posto di direttore per fare il semplice cronista (“Nella vita per arrivare autorevolmente sulla cima bisogna aver scalato prima tutti i gradini. Io, invece, per una felice coincideza, mi sono trovato in giovanissima età sulla terrazza di un gratacielo”). Questa svolta gli  ha permesso di occuparsi delle questioni più diverse e contrastanti, dalla cronaca nera alla moda, dai problemi sociali alla vita mondana, dai conflitti armati alle piccole storie di Povincia. Inoltre, ha potuto conoscere personaggi come Arafat, Anna Magnani, Totò, Françoise Sagan, De Sica, Amato, Moro, Walt Disney, il Papa e tanti altri.

 

Nel leggere questo libro, ognuno di questi personaggi, ogni fatto narrato, assume una colorazione diversa rispetto alla descrizione generica e superficiale fatta spesso dalla stampa. E ciò proprio perché Tumbarello ha una spiccata capacità di vedere la grandiosità nei fatti semplici e la piccolezze intrinseche annidate tra i grandi miti. Il libro può piacere o non piacere ma sicuramente non lascia indifferente il lettore.

 

Alla domanda quale è invece il suo rcconto preferito Tumbarello risponde: “Quello con Arafat. Per incontrarlo ho dormito diversi giorni sotto la tenda. Abbiamo parlato moltissimo e mi fa piacere immaginare di aver contribuito alla sua scelta di puntare tutto sulla diplomazia: una scelta che gli ha consentito di ricevere il Nobel per la pace. Alla fine mi ha ringraziato e chiesto quando avremmo iniziato l’intervista: non sapeva che non amo fare domande. Del resto mi aveva già raccontato tutto quello che volevo sapere”. Anche noi non abbiamo altro da chiedere a Tumbarello.

…….

Nota:

Roberto Tumbarello, giornalista professionista. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato consulente per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e settimanali a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”

Presentazione del libro. Il libro di Tumbarello verrà presentato a Roma il 24 marzo alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Viale Giulio Cesare e il 20 aprile nelle sale di Civitas a Piazza Venezia 11.

……

Video consigliato da Punto Continenti

Il seme di un nuovo Stato Sociale

WFP: IN UCRAINA 3,1 MILIONI DI PERSONE IN GRAVE DIFFICOLTA’

Posted by Punto Continenti On febbraio - 22 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: IN UCRAINA 3,1 MILIONI DI PERSONE IN GRAVE DIFFICOLTA’

L’agenzia dell’ONU World Food Programme (WFP) continuerà a sostenere 220.000 persone che vivono nell’insicurezza alimentare nelle aree colpite dal conflitto dell’Ucraina dell’est per tutto il 2017, sostenendo contemporaneamente gli sforzi per una ripresa rapida. In circa tre anni dall’inizio del conflitto, la situazione della sicurezza nell’est Ucraina rimane tesa. Si stima che 3,1 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria, mentre le comunità in tutto il paese continuano a subire le conseguenze negative del conflitto. Conflitti a fuoco e bombardamenti in molte zone calde lungo la linea di contatto continuano a minacciare le vite di molti civili, aggravando le loro sofferenze.

 

“La situazione sta peggiorando ancora, dal momento che i prezzi stanno rapidamente aumentando in confronto ai redditi, e ciò limita la capacità delle famiglie di potersi permettere il cibo di cui hanno bisogno”, ha detto Dorte Ellehammer, Rappresentante del WFP in Ucraina. “I prezzi degli alimenti stanno aumentando proprio quando i redditi delle famiglie subiscono l’impatto della disoccupazione, vediamo molte famiglie che fanno ricorso a strategie di adattamento negative a causa delle difficoltà economiche”.

 

Nel 2017, il WFP continuerà a distribuire assistenza alimentare a 70.000 tra le persone più vulnerabili, sulla base dell’urgenza dei bisogni. Il WFP prevede di assistere le persone anziane, le famiglie con madri single, i malati cronici o persone disabili, oltre a quanti non ricevono nessuna altra forma di assistenza umanitaria. Con la continuazione del conflitto, molti cittadini ucraini sono diventati più vulnerabili a causa della mancanza di sufficienti benefit sociali a copertura delle spese per vivere e per alimentarsi.

 

Il WFP continuerà a potenziare l’uso dei trasferimenti di contante laddove possibile e compatibilmente con la disponibilità di istituzioni finanziarie e con le condizioni dei mercati. In primavera e in estate, il WFP e i suoi partner implementeranno dei progetti su piccola scala per una ripresa rapida, al fine di migliorare i mezzi di sostentamento locali, di aumentare i redditi, di diversificare i raccolti e di riabilitare gli asset produttivi.

 

“Senza interventi a medio e lungo termine, un numero maggiore di persone richiederà assistenza umanitaria nei mesi a venire e nei prossimi anni”, ha aggiunto Ellehammer. Saranno 150.000 le persone, identificate tra quelle a moderata insicurezza alimentare, cioè che hanno difficoltà a trovare o acquistare, giornalmente, cibo sufficiente per condurre una vita sana, a partecipare ad attività di ‘cibo in cambio di formazione’ e ‘cibo in cambio di beni’, che saranno adattate al contesto locale e basate sulla disponibilità dei finanziamenti.

 

Da novembre 2014, il WFP ha fornito assistenza alimentare d’emergenza a sfollati, a quanti ritornano e a chi risiede nell’est Ucraina, distribuendo razioni mensili di cibo e assistenza alimentare attraverso trasferimenti di contante o voucher. Ad oggi, circa 850.000 tra le persone più vulnerabili colpite dal conflitto hanno ricevuto cibo dal WFP, nonostante il conflitto in corso e una volatile situazione della sicurezza che ha ristretto i movimenti dello staff umanitario. 

“Il WFP è grato ai donatori che hanno contribuito o promesso di sostenere le persone in Ucraina quest’anno, in particolare i governi della Germania e dell’Italia, che sono stati i primi a contribuire”, ha spiegato Ellehammer. La Germania e l’Italia hanno contribuito con, rispettivamente, 3 milioni di Euro e 0,7 milioni di Euro al WFP in Ucraina. Il WFP ha urgente bisogno di oltre 30 milioni di dollari per fornire assistenza alimentare di cui si ha urgente bisogno in est Ucraina fino a dicembre 2017.

 

#                              #                                 #

NotaIl WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

SABRINA TODISCO: LA POLITICA NON AMA LE TV LOCALI

Posted by Punto Continenti On febbraio - 9 - 2017 Commenti disabilitati su SABRINA TODISCO: LA POLITICA NON AMA LE TV LOCALI

 

Foto: nel riquadro Sabrina Todisco

 

Nata a Barletta, Sabrina Todisco praticamente mastica radio e televisioni sin da quando aveva 15 anni. Di temperamento molto estroverso e gioviale, ha seguito le orme del padre distinguendosi sul piano professionale per un’attiva giornalistica agguerrita e incisiva. Alcuni dei suoi servizi vengono ricordati come un esempio di quello che può fare e ottenere sul piano sociale una Tv Regionale. Parliamo di un patrimonio dell’informazione italiana che rischia di naufragare a causa di una serie di provvedimenti legislativi tendenti a mortificare questo delicato settore. In Puglia la Todisco gestisce un importante gruppo radio televisivo.
Del vostro gruppo fanno parte due Tv (Tele Studio 5 e TV Ofanto) e una Radio (Radio Studio 5). Ci può raccontare in estrema sintesi come è nato questo gruppo e come Lei cerca di caratterizzarsi?

 

Mio padre ha iniziato a fare editoria radiofonica già nel lontano 1976 e poi successivamente ha rilanciato due emittenti televisive. Ciò ha favorito la mia passione e l’ inclinazione alla comunicazione verso i media, facendo maturare in me la necessità di utilizzare la comunicazione per il sociale evidenziando i soprusi e gli illeciti della politica. Ciò’ che ho realizzato è noto al territorio attraverso i miei numerosi reportage.

 

In che misura vi occupate anche di problemi sociali?

 

I nostri mezzi di comunicazione sono nati all’insegna della libertà dell’informazione per favorire ed evidenziare il radicato locale nel territorio ma soprattutto per sviluppare nella collettività il senso civico verso il bene comune.

 

Come vede il Progetto REA inteso a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di creare in Italia e all’estero un nuovo e forte Stato Sociale?

 

Ci siamo avvicinati al progetto Rea sin dalla sua nascita dopo aver compreso gli obiettivi dell’associazione e soprattutto compreso il valore del suo Presidente, l’ing. Antonio Diomede che con la sua straordinaria tenacia è sempre pronto a far prevalere i diritti delle radio e tv locali in Italia senza alcun compromesso.

 

Quale futuro si prospetta per le piccole e medie radio e tv?

 

L’evoluzione delle tv locali in atto ormai da molti decenni è partita nell’ormai lontano 1990 con la legge Mammì che ha si permesso dei cambiamenti ma purtroppo fortemente contratti a causa di un sistema politico che da sempre ha legiferato leggi per sfavorire la capacità d’impresa in questo settore, provocando a ogni passaggio di cambiamento swich off per molte tv locali.

 

Comunque il sistema televisivo ormai digitale si sta evolvendo e sta viaggiando sempre più attraverso un sistema tecnologico tale da allontanare l’utente dall’attuale sistema e portarlo nelle miriade di galassie della rete internet. In questo termini, stiamo già sperimentando questo genere di utenza ma abbiamo anche la consapevolezza che è stata snaturata la tv locale che aveva un ruolo di rilevanza capillare. Il controllo dei media è l’obiettivo fondamentale della politica che attraverso questi cambiamenti ha voluto decimarci e controllarci cercando di inabissare i nostri ascolti attraverso una politica sempre più anticostituzionale.

Vedere il video Il seme di un nuovo Stato Sociale

VIDEO – PER UN NUOVO STATO SOCIALE Dalle città all’Europa

LE 9 PUNTATE  DELLA TRASMISSIONE SULLO STATO SOCIALE Prima Serie 01 – Introduzione alla serie 15 Minuti per un nuovo […]

VIDEO – BENI STORICI E CULTURALI DOC

A – SITI ROMANI – URBE 01 – Circo Massimo – Videolink 02 – Ostia Antica – URBE  Videolink 03 – […]

VIDEO – MEDIA E PROTAGONISTI

MONDO DELLA COMUNICAZIONE 01 . RADIO MAMBO – Renato Dionisi – Videolink 02 – Tele Ambiente – Stefano Zago – […]

VIDEO – FINESTRA SUL MONDO

01 – Dubai – A spasso con Giulia – Videolink 02 – Christine ad Assisi – Videolink 03 – Con Stefano a Valencia […]