Tuesday, October 24, 2017

WFP: DIMINUISCE LA FAME NEL NORD EST DELLA NIGERIA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 6 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: DIMINUISCE LA FAME NEL NORD EST DELLA NIGERIA

La Direttrice Esecutiva dell’agenzia dell’ONU World Food Programme (WFP), Ertharin Cousin, accoglie con soddisfazione i progressi fatti dalla comunità umanitaria e dal governo della Nigeria nella lotta alla fame nel nord est del paese. Insieme, ha detto la Cousin, stanno raggiungendo un crescente numero di persone colpite da anni di conflitto.

 

Le persone che vivono nelle aree recentemente liberate soffrono di fame estrema e malnutrizione. I bambini, in particolare, sono colpiti da malnutrizione acuta grave. Lo scorso dicembre, il WFP e i suoi partner hanno potuto raggiungere, attraverso una risposta combinata di interventi rapidi terra-aria, piú di un milione di persone bisognose, soprattutto in queste zone ad alto rischio. Inoltre, mentre alcune aree rimangono inaccessibili, le organizzazioni stanno lavorando insieme per poter raggiungere fino a 1,8 milioni di donne, uomini e bambini vulnerabili nel primo trimestre del 2017.

 

“In pochi mesi, sono stati fatti dei progressi straordinari”, ha detto Cousin. “Bambini che lo scorso novembre riuscivano a malapena a reggersi in piedi ora sono in fase di recupero. Continueranno ad avere bisogno della nostra assistenza nei mesi a venire. Il lavoro della comunità internazionale in Nigeria non è ancora finito”.

 

Queste parole seguono la visita della Cousin al campo di Pompamari per sfollati a Damaturu, dove hanno trovato rifugio quanti provengono dagli stati di Yobe e Borno. Le 2.000 persone nel campo sono fuggite dalle loro terre e hanno perso le loro case; qualcuno si trova nel campo da piú di due anni. A Pompomari, il WFP fornisce assistenza in contanti attraverso crediti elettronici su telefoni cellulari. Questo tipo di assistenza aiuta anche a stimolare i mercati locali. Per prevenire e curare la malnutrizione infantile, i bambini sotto i cinque anni ricevono integratori altamente nutritivi a base di arachidi, mentre le donne incinte e che allattano ricevono supporto nutrizionale.

 

Insieme alla preoccupazione per la continuità dei finanziamenti, la Cousin ha espresso cautela: “Il mondo non dovrebbe aspettare che i bambini muoiano prima di agire”, ha messo in guardia Cousin, che ha fatto appello alla comunità internazionale per non privilegiare un bambino affamato a discapito di un altro.

 

VALENTINA BISCOZZI: A FRASCATI PUNTEREMO SULLA CULTURA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 5 - 2017 Commenti disabilitati su VALENTINA BISCOZZI: A FRASCATI PUNTEREMO SULLA CULTURA

Foto: Valentina Biscozzi e Mirko Fiasco sullo sfondo di Frascati

 

Riportiamo di seguito l’intervento fatto da Valentina Biscozzi  a Frascati (suggestiva località alle porte di Roma) in occasione della presentazione della Lista Civica Frascati Futura che avrà come candidato Sindaco alle prossime elezioni previste per il mese di maggio Mirko Fiasco (attualmente la città è commissariata).  Nota per la sua organizzazione Valentina B Eventi & Comunicazione, che ha organizzato importanti eventi culturali in Italia e all’estero. la Biscozzi ha dato anche un importante contributo visivo al Progetto REA (Radiotelevisioni Europee Associate) che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assoluta necessità di creare in Italia un nuovo e forte Stato Sociale. Tra le sue varie apparizione in video va segnalata la partecipazione al filmato Il seme di un nuovo Stato Sociale visionabile su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=WqI_YhRpNpU. Non è, quindi, un caso che il candidato Sindaco faccia un grande affidamento alla sua collaborazione per la riuscita di questa difficile scommessa politica. 

 

E’ un piacere per me far parte di questa splendida squadra formata da persone sincere e spinte da un unico obiettivo: la rinascita di Frascati, una rinascita che, come abbiamo ascoltato, comprende tutti i settori, dall’ambiente alla sicurezza, dal turismo alla cultura. Negli anni passati si è parlato varie volte di attuare progetti in grado di ridare a Frascati il suo valore culturale e allinearla ad altre città italiane ed estere famose in tutto il mondo per il loro impegno nel cambiamento.

 

Nell’ottobre 2015 è stato ultimato il progetto di riqualificazione delle Mura del Valadier iniziato 15 anni prima con l’amministrazione dell’allora sindaco Francesco Paolo Posa, il progetto è costato ai cittadini frascatani un importo di circa 6.300.000,00 euro; in quell’occasione, il sindaco in carica Alessandro Spalletta, durante l’inaugurazione dell’apertura delle Mura al pubblico, asserì al potenziale economico che il progetto rappresentava per la città di Frascati. Venne affermato che la struttura sarebbe divenuta un centro polifunzionale della cultura. Si parlò inoltre di potenziamento dell’occupazione locale e di rilancio di un turismo mirato, più selezionato e di creazione di servizi più ricercati.

Insomma il restauro delle Mura del Valadier avrebbe rappresentato il punto di partenza verso questo cambiamento. A quasi due anni da allora nulla è cambiato, il futuro delle Mura è ancora incerto. Quello che invece oggi è certo è che non esiste ancora un protocollo comune da adottare per l’utilizzo delle strutture pubbliche lasciate al loro degrado per incompetenza e per mancanza di fondi.

 

Ultimo caso le Scuderie Aldobrandini, chiuse lo scorso settembre per mancanza dei fondi necessari per effettuare le manutenzioni doverose per il superamento dei controlli sulla sicurezza dell’edificio, scaduti ormai da tempo e di cui nessuno si è preoccupato, continuando a concedere permessi per la realizzazione di eventi al loro interno, a discapito dei cittadini ignari.

 

Allora io mi chiedo, anzi noi tutti ci chiediamo che fine hanno fatto tutti i buoni propositi?

 

Perchè le cose funzionino dobbiamo puntare al cambiamento, dobbiamo puntare sulla trasparenza, sull’informazione al cittadino, sullo snellimento della burocrazia che spesso a nostro avviso viene utilizzata come arma di difesa per camuffare l’incompetenza. Come può questa città dare un’immagine di modernità, come può alzare i propri livelli qualitativi e accogliere un turismo selettivo se mancano i mezzi per attuare tutto ciò?

 

Uno dei nostri obiettivi sarà proprio quello di riprendere in mano le redini della cultura, ridare splendore alle Ville Tuscolane, riaprire le Scuderie Aldobrandini, mettere a frutto i soldi spesi dai cittadini per la riqualificazione degli ambienti delle Mura del Valadier, ma soprattutto investire tempo e risorse nella comunicazione perchè i frascatani hanno diritto di essere informati. Frascati non è di chi amministra, Frascati è di tutti.

 

Gli eventi sui quali si lavorerà saranno rivolti alla valorizzazione del territorio e alla sua proiezione fuori dai confini territoriali. Saranno coinvolte le attività commerciali e artigiane del territorio, dal ristoratore al viticoltore, dalle agenzie di viaggi ai negozi, chiameremo tutti a contribuire al cambiamento, si lavorerà tutti insieme per ridare a Frascati il lustro che merita.


Vedere il video sulla presentazione della lista civica

AL SENATO IL CENTRO DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 3 - 2017 Commenti disabilitati su AL SENATO IL CENTRO DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

Foto: Maria Letizia Compatangelo 

 

Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC in merito all’audizione presso la VII Commissione di cultura del Senato. Il CeNDIC ha aderito al Progetto REA per la creazione di un nuovo e forte Stato Sociale.

 

La delegazione del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana ContemporaneaCeNDIC, composta dal Presidente Maria Letizia Compatangelo, Alessandro Trigona e Rosario Galli, è stata audita oggi dalla VII Commissione Cultura del Senato, in merito alla riforma dello spettacolo dal vivo, referente del nuovo disegno di legge la senatrice Di Giorgi.

 

Nell’incontro, si è discusso della creazione di un “nuovo sistema” che favorisca e sostenga la drammaturgia italiana contemporanea, partendo dalla istituzione “per funzione” di un Teatro Nazionale per la Drammaturgia Italiana Contemporanea (un appello in tal senso è stato sottoscritto da più di un migliaio tra autori, scrittori, registi, attori, intellettuali e addetti ai lavori) presso il Teatro di Roma, e da questi gestito, in una delle sue sale (Argentina, Valle, India), sul modello del Royal Court Theatre inglese.

 

Tale innovativa riforma di sistema verrebbe ad essere accompagnata dalla istituzione della figura del Drammaturg, che affianchi i Direttori artistici dei teatri nazionale e TRIC nell’attività di valorizzazione di testi italiani contemporanei. Il CeNDIC ha esposto una serie di proposte di carattere strutturale nonché fiscale (introduzione del Tax credit per il teatro, calcolo triennale su proventi del diritto d’autore) a sostegno dell’autore italiano contemporaneo, definizione di cui il Cendic ha indicato un fondamentale aggiornamento, ponendo inoltre l’accento sulla problematica relativa alla “nazionalità” di uno spettacolo che, riconosciuta, non potrà prescindere da quella dell’autore.

 

Come nel cinema e in altri settori artistici sono assistite, sostenute e promosse opere di “autori italiani”, analogamente il CENDIC chiede che tale principio sia applicato anche al teatro. In ultimo, la presidente Compatangelo ha ricordato che il Centro Nazionale è stato fondato da più di 200 autori (con l’adesione di Dario Fo, Franca Rame, Dacia Maraini, Ugo Chiti, Franca Valeri, Paolo Rossi ed altri) con il fine di  “colmare il vuoto istituzionale” creatosi dopo la chiusura dell’Ente Teatro Italiano e, ancora prima, dell’Istituto Dramma Italiano.

 

Ribadendo le ragioni che hanno spinto gli Autori Italiani ad autorganizzarsi, senza alcun sostegno economico da parte dello Stato e/o altri Enti, il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, che già di fatto svolge tali funzioni, con il riconoscimento di enti e istituzioni pubbliche italiane ed estere,  ha chiesto formalmente il proprio riconoscimento istituzionale, al pari delle istituzioni omologhe operanti in Europa, specificando che tutto ciò potrà avvenire a costo ZERO per la Pubblica Amministrazione, provvedendosi attraverso il finanziamento derivante da proventi di diritto d’autore non ripartibili.

 

AL VASCELLO DI ROMA LE BACCANTI CON MANUELA KUSTERMANN

Posted by Punto Continenti On febbraio - 2 - 2017 Commenti disabilitati su AL VASCELLO DI ROMA LE BACCANTI CON MANUELA KUSTERMANN

Foto: un momento dello spettacolo.

 

Dal 7 al 19 febbraio (da martedì al sabato ore 21, domenic ore 18) na in scena al Teatro Vascello di Roma LE BACCANTI: un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide, con Manuela Kustermann, Daniele Salvo, Paolo Bessegato, Paolo Lorimer, Simone Ciampi, Diego Facciotti , Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, Giulia Diomede. Regia di Daniele Salvo, produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma – Tieffe Teatro Milano, Teatro Di Stato  Constanta Romania.

 

Le Baccanti rappresentano una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno.

 

Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo “agite” dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attra verso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l’emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media.

 

La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creativi tà, ogni volo. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell’affermazione dell’Io divora i nostri giorni. L’arte è svuotata della sua dimensione spirituale. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta.

 

Il senso del tragico è ormai sconosciuto. Il corpo viene cancellato. Siamo ormai definitivamente tra sformati in consumatori e, nel medesimo istante, in prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

 

TEATRO VASCELLO

via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma

Tel. 06.5881021/06.5898031

www.teatrovascello.it promozione@teatrovascello.it

WFP: UN CIOTTOLA DI CIBO COSTA DI PIU’ IN MALAWI CHE A DAVOS

Posted by Punto Continenti On gennaio - 16 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: UN CIOTTOLA DI CIBO COSTA DI PIU’ IN MALAWI CHE A DAVOS

Una semplice ciotola di cibo in Malawi costa molto di più di quanto non costi a Davos, se si considera come costo del pasto la relativa percentuale sul reddito medio giornaliero di una persona. In occasione dell’incontro annuale del World Economic Forum, che riunisce leader della politica e dell’economia, il World Food Programme ha calcolato quanto costoso possa essere il cibo per alcune delle popolazioni più povere al mondo.

 

Secondo la ricerca “Hot Dinner Data” del WFP, in proporzione al reddito, le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo possono arrivare a pagare un piatto base di cibo fino a 100 volte di più delle loro controparti nei paesi ricchi; fino a 300 volte di più, invece, se si considerano i luoghi più svantaggiati e colpiti da conflitti. Una ciotola di stufato di fagioli – un pasto caldo e nutriente consumato in tutte le regioni e culture, costerebbe, in Svizzera, l’equivalente dello 0,41 per cento del reddito giornaliero di un elvetico, cioè 0,88 franchi svizzeri, meno di un dollaro.

 

Una persona in Malawi, invece, avrebbe bisogno di spendere il 41 per cento del proprio reddito giornaliero per mangiare lo stesso pasto. Ciò si tradurrebbe, in moneta svizzera, in 86,53 franchi svizzeri ossia 100 volte di più del costo effettivo pagato in Svizzera. Nel caso più estremo, per esempio nella città siriana assediata di Deir Ezzor, il costo di una ciotola di stufato di fagioli sarebbe più alto dell’intero reddito giornaliero di un abitante, che equivale alla sconcertante cifra di 271,40 franchi svizzeri. In India o in Nicaragua, lo stufato, sebbene più conveniente, costerebbe in proporzione comunque dalle 10 alle 15 volte di più che in Svizzera.

 

“L’analisi Hot Dinner Data si propone di fornire un quadro nuovo al mondo – un quadro che illustri le distorsioni che esistono nel potere di acquisto di ricchi e poveri quando cercano di soddisfare i propri bisogni alimentari di base,” ha affermato Arif Husain, Capo Economista del WFP. “Serve a ricordarci che l’accesso a cibo nutriente e a prezzi abbordabili dovrebbe essere un diritto di tutti”.

 

Gli elevati costi del cibo nei paesi poveri sono generalmente dovuti a perdite enormi causate da sistemi di stoccaggio, trasporto e distribuzione non efficienti, a una eccessiva dipendenza su poche colture di base, a un mancanza di accesso ai mercati per gli agricoltori locali, a una insufficiente preparazione ai cambiamenti climatici e ai conflitti – spesso essi stessi alimentati da contrasti sulla distribuzione delle risorse.

 

Il WFP crede che, adottando misure concrete per affrontare molte di queste sfide, dalla diversificazione delle colture alla riduzione degli sprechi, all’implementazione di processi di produzione e distribuzione più efficienti, il cibo possa diventare alla portata di tutti. Lavorando con partner locali e mondiali per raggiungere Fame Zero, il WFP continuerà ad evidenziare le disparità tra i prezzi del cibo, ampliando la ricerca Hot Dinner Data in modo da includere molti altri paesi.

NOTE

• La ciotola di fagioli in umido è considerata sulla base di 600 kcal, circa un terzo del fabbisogno giornaliero di un adulto medio.

• Al tasso di cambio corrente di CHF 0,98 per US$ 1, il CHF è quasi alla pari del dollaro statunitense.

• A seconda del paese o della regione, la metodologia utilizza i dati del PIL o i dati relativi ai guadagni calcolati sulla base di salari e rimesse.

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 Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

WFP: AIUTI ALIMENTARI A 100.000 IRACHENI IN FUGA

Posted by Punto Continenti On gennaio - 5 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: AIUTI ALIMENTARI A 100.000 IRACHENI IN FUGA

Foto: WFP in Iraq. Nel riquadro la direttrice Sally Haydock

 

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha fornito assistenza alimentare urgente ad oltre 100.000 persone in fuga dal conflitto a Mosul, inclusa una distribuzione a 25.000 persone a Gogjali, la prima area riconquistata nella città di Mosul. Oltre a fornire questo tipo di assistenza, il WFP e i suoi partner stanno lavorando senza sosta per raggiungere le famiglie rimaste intrappolate a Mosul e che si trovano in aree da poco riconquistate.

 

Anche se molte persone hanno cercato la salvezza in campi aperti di recente, migliaia di famiglie rimangono nelle proprie abitazioni o vivono nelle vicine comunità ospitanti. Dove un accesso sicuro è garantito, il WFP fornisce alle famiglie prima di tutto razioni alimentari pronte all’uso e successivamente razioni alimentari per famiglie che consistono in scorte per un mese di alimenti di base, incluso riso, farina, ceci, olio vegetale, zucchero e sale (nucleo familiare di cinque membri).

 

“Forniamo cibo alle persone che ne hanno bisogno, indipendentemente da dove si  trovano, siano esse nei campi o rimaste nelle proprie case o nei quartieri limitrofi”, ha detto Sally Haydock, Direttrice WFP in Iraq. “La vita di queste persone è stata stravolta, è nostro dovere fare in modo che il cibo non sia una loro ulteriore preoccupazione”.

 

Le condizioni di vita in molte zone riconquistate sono state assai difficili negli ultimi due anni. Le famiglie vulnerabili con difficoltà si potevano permettere l’acquisto di cibo, o avevano accesso a mercati locali funzionanti e servizi medici.

 

“Il WFP è preoccupato per la sicurezza alimentare delle persone intrappolate a Mosul e nelle zone intorno alle città. Insieme ai nostri partner, monitoriamo le prime linee e lavoriamo per raggiungere le famiglie bisognose appena viene garantito un accesso sicuro”, ha aggiunto Haydock.

 

Il WFP dispone al momento di razioni di risposta immediata posizionate fuori la città di Mosul sufficienti per 2,1 milioni di persone per 3 giorni e, inoltre, di circa mezzo milione di razioni alimentari per le famiglie, sufficienti per 2,5 milioni di persone per un mese.

 

Da metà giugno 2014, oltre 3 milioni di iracheni sono sfollati a causa del conflitto. In risposta, il WFP ha fornito assistenza alimentare ad oltre 1 milione di sfollati iracheni vulnerabili in tutti i 18 governatorati del paese. Oltre a fornire questo tipo di assistenza, il WFP sta lavorando per raggiungere le famiglie rimaste intrappolate a Mosul.  

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Nota: Il WFP, con sede principale a Roma, è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

GABRIELE BETTI (TVRS): LE TV LOCALI SONO AD ALTO RISCHIO

Posted by Punto Continenti On dicembre - 19 - 2016 Commenti disabilitati su GABRIELE BETTI (TVRS): LE TV LOCALI SONO AD ALTO RISCHIO

Foto: nel riquadro Gabriele Betti

 

Nato a Chiusi in provincia di Siena, Gabriele Betti è stato radioamatore dall’età di 14 anni. La sua prima radio libera l’ha realizzata a 18 anni nel 1972, poi sospesa su minaccia di arresto del maresciallo dei CC. In seguito diventerà Tecnico di telecomunicazioni e titolare di ditte specializzate nelle telecomunicazioni. Grazie all’esperienza maturata installa centinaia di impianti per radio e TV libere. Inoltre realizza le reti di Mediaset (Fininvest), Montecarlo, e decine di altre nella Regione Marche. Dal 1987 partecipa a una emittente tv regionale TVRS di cui diviene presidente e direttore della testata dal 1992. Inoltre, è comproprietario di una emittente regionale “Radio Cuore” sempre nelle Marche. Ad oggi oltre alle attività editoriali di cui sopra partecipa con la Rea, Radiotelevisioni Europee Associate, al tentativo di salvare il residuo pluralismo informativo in Italia.

 

Come vede l’iniziativa nata da un gruppo di giornalisti della carta stampata, internet, radio e televisioni di creare trasversalmente un gruppo di pressione inteso a promuovere la nascita di un forte Stato Sociale?

 

La creazione di un forte stato sociale è prevista ampiamente nella nostra bistrattata Costituzione che la UE mediante le pressioni politiche, e soprattutto quelle economiche, tenta di modificare in peggio. In queste condizioni lo Stato Sociale viene letteralmente “combattuto” da quella che non ho più dubbi a definire DITTATURA EUROPEA. In ogni passaggio delle decisioni non si perde occasione per andare contro lo “Stato Sociale”. In questa data in cui scrivo (15/12/16) la Ue minaccia di bloccare gli aiuti alla Grecia perché lo Stato Ellenico ha alzato il sostegno alle classi più disagiate (le vere povere). Ma ogni giorno possiamo leggere chiaramente il concetto Ue: siete poveri e dovete soffrire e morire, non avete diritti e non li avrete più. E per poveri intendo Stati, ex nazioni libere, classi sociali e imprese piccole o in crisi.

 

Nella popolazione cova chiaramente una fuoco di netta ribellione, ma che ancora assume contorni incerti e disordinati, una volta contro la “Stato”, un’altra contro le tasse, poi contro Equitalia, ed ora anche in misura copiosa contro la Ue, fanatica del rigore e della devastazione economica. Personalmente ho faticato a capire e con l’aiuto di menti più giovani e preparate ho formulato la seguente sintesi:
Ue dominata da un sistema finaziario internazionale –> la “Commissione” Ue non decide politicamente –> Ue domina le scelte delle nazioni aderenti tramite la crisi voluta ad arte –> le riforme chieste “per forza” impongono di modificare le costituzioni nazionali per sottometterle (ribadisco SOTTOMETTERLE alle decisioni di leggi Ue). Tutto questo produce una nuova forma di dittatura, la dittatura ECONOMICA del liberismo più sfrenato. In tutto questo c’è posto per lo “Stato Sociale” ? NO. Ne abbiamo bisogno ma non ce lo vogliono più concedere. Punto.

 

In che misura la vostra Tv segue le problematiche sociale delle Marche?

 

E’ nostro compito da sempre sia nell’informazione che negli approfondimenti, ma per quanto esposto sopra il nostro futuro non è più certo. Il sistema che ho descritto non vuole Stato Sociale e quindi tutta l’informazione da noi prestata, prima come servizio nell’interesse pubblico, e poi supportata anche da legittimi contributi ormai non serve più.

 

Oltre alla questione sociale ci sono anche altri problemi che seguite con particolare attenzione?

 

Si, da sempre facciamo molta informazione nei settori sportivi dilettantistici e esordienti. Non deve essere sottovalutato, infatti, il grande ruolo sociale delle attività sportive che fatte da giovani non sono malate del mostro del profitto. In questo caso ancora si respira una sana voglia di competizione e anche di sport come possibile ascensore sociale.

 

La crisi economica degli ultimi anni ha colpito anche la vostra emittente?

 

Siamo stati colpiti in maniera pesantissima dalla crisi economica. Come ho espresso nella prima domanda la crisi non è fatta per passare. Voglio sottolineare a questo proposito che l’evento “moneta unica” ha portato ad una sopravvalutazione della moneta per tutte le nazioni europee con effetti negativi sulle esportazioni, ed ha invece portato svalutazione per la unica nazione che ne ha beneficiato, la Germania.
Quindi a spese degli altri si è fatto tombola, moneta indebolita (Germania) e mercato unico allargato. Per i poveri che hanno abboccato alla Ue crisi nera. In aggiunta abbiamo perduto lo strumento della immissione monetaria (conservato ed ampiamente usato da USA, Inghilterra Giappone ecc) che ha sottratto l’iniziativa economica allo Stato di Diritto, lo Stato Sovrano. In questo modo il bilancio dello Stato si sta prosciugando e ogni tassa in più va a fermare il motore sfinito della Nazione italiana.

 

Come vede il futuro delle radio e televisioni locali e quali ruoli sono destinati a svolgere nell’ambito della società?

 

Se la volontà conclamata della Ue non verrà fermata noi non avremo futuro perché non siamo funzionali al “sistema europeo”, siamo anzi un impiccio, un soggetto incontrollato e incontrollabile,  siamo troppe voci  e questo non è gradito. Ma, viene da dire, essere tante voci non era “pluralismo” ?  Si ERA, ma oggi la sofisticata linea politica della Ue non vuole più avere il pluralismo, non gli serve e ha il coraggio di metterlo per iscritto in un documento ufficiale! Perché arriva a tanto ? Se si legge il corposo documento si comprende che il “pluralismo” può e deve essere limitato perché è sostanzialmente eguale al terrorismo di matrice russa e dell’Isis. Insomma radio e tv locali sono un problema per la Ue che vuole limitarle e ridurle di numero, sono relitti di un passato democratico e quindi inutile.

 

Avremo un futuro ? Se focalizziamo quanto ho esposto sin troppo sinteticamente capiremo che il nostro futuro è legato a doppio filo al livello di democrazia e autonomia della nostra Nazione Italiana e della applicazione della Costituzione, quella Costituzione appena salvata dalla devastazione che ci imponeva la Ue. E se salviamo la fase applicativa della Costituzione, quella fase che prevede lavoro per tutti, intervento dello Stato nell’economia per salvare imprese, banche, risparmiatori, posti di lavoro, autonomia monetaria, allora e solo allora noi recupereremo quel ruolo di servizio e comunicazione degli eventi, delle notizie, delle attività della collettività regionale che ci hanno fatto nascere, lavorare e contribuire alla crescita italiana sino alla sciagurata entrata nella ormai morente comunità europea della moneta unica.

LA VIA PUGLIESE ALLA PROMOZIONE AGRICOLA SOCIALE

Posted by Punto Continenti On dicembre - 16 - 2016 Commenti disabilitati su LA VIA PUGLIESE ALLA PROMOZIONE AGRICOLA SOCIALE

Foto:  Giosue Gilberto di Molfetta (a destra) mentre visita una produzione agricola pugliese. 

 

Nell’ambito del Progetto REA (Radiotelevisioni Europee Associate) incentrato sul tentativo di un gruppo di giornalisti, imprenditori, professionisti, artigiani e operatori sociali inteso a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di creare un nuovo e forte  Stato Sociale, il problema dell’alimentazione si trova al primo posto tra i cosiddetti 7 Bisogni Capitali (gli altri 6 bisogni riguardano: vestirsi, avere un tetto, curarsi, istruirsi, difendersi legalmente e avere una corretta informazione). In questo quadro s’inserisce  il tentativo di individuare, soprattutto a livello locale e Regionale, tutte le iniziative orientate a trovare in chiave sociale delle soluzioni per promuovere la produttività e lo sviluppo del nostro sistema agroalimentare. Tra queste iniziative figura anche  l’Associazione di Promozione Sociale Comunità Italiana nel Mondo – Arti – Cultura – Nutrizione, promossa in Puglia da Giosuè Gilberto di Molfetta, consulente aziendale e commerciale,  che si propone la valorizzare la produzione agricola pugliese nel mondo. Ma ecco cosa Gilberto di Molfetta ha detto a Punto Continenti.

 

Come è nata e quali sono gli obiettivi principali della vostra associazione?

 

L’ Associazione di Promozione Sociale “ Comunità Italiana nel Mondo – Arti – Cultura – Nutrizione “ è nata nel gennaio 2016 su sollecitazione mia e  con l’approvazione di alcuni amici di elevato spessore  culturale  e di diversa cultura regionale, tutti orientati alla valorizzazione delle arti umane di diversa specie: dall’artigianato alla coltivazione della terra, alla musica e al teatro. L’obiettivo è fondersi ed interscambiare esperienze e prodotti. Tutto ciò consentirà uno sviluppo armonioso dei territori attraverso  il turismo e la conoscenza de visu, toccando con mano chi fa le cose per scoprire come vengono fatte e apprezzate sul posto,  e quindi farle proprie. Difatti le cose e le persone si possono apprezzare solo avendoci a che fare, conoscendole, non certo per sentito dire (che rappresenta solo punti di vista altrui, quindi “altre verità”e non certo “ la verità” ) .

 

Come giudica il tentativo della REA di raggruppare trasversalmente giornalisti, imprenditori, operatori economici e sociali, esperti e professionisti allo scopo di creare un consistente gruppo di pressione per la rinascita di un forte Stato Sociale?

 

E’ un encomiabile modo per scambiare i propri punti di vista che diventa una ricchezza di idee da cui tutti possono trarre beneficio. Difatti la nostra mission mette in risalto la promozione del territorio integrando tutte le sfaccettature e le arti presenti e originate dai nostri avi. Ciò consente una sopravvivenza interessante e vincente. Per sopravvivenza intendiamo sia le cose semplici sia quelle complesse, tutte a beneficio dell’individuo, della famiglia e della famiglia degli amici, nonché degli altri esseri viventi: animali, vegetali, l’intero pianeta e ogni materia costruita dall’uomo. Cose che siano allo stesso tempo costruttive e condotte con integrità. Questi concetti mi sono stati trasmessi dai miei nonni e negli ultimi anni anche da altre personalità con le quali sono cresciuto culturalmente. Penso, ad esempio, al compianto prof. Migliorati dell’Associazione Etica e al cofondatore Michele Grasso, oltre al carissimo concittadino oriundo Tommaso Chiarella. Ed è su queste basi che conduco la mia vita e quella dei miei cari e della mia famiglia .

 

In che misura l’agricoltura può dare un contributo alla creazione di un nuovo Stato Sociale?

 

L’agricoltura è il fenomeno di base su cui si reggono  tutti gli altri sistemi produttivi. Dicevano mio nonno e mio padre: “Se non mangi bene non hai la salute  e non hai le forze  per produrre, quindi, puoi solo morire oppure diventare un ameba ( che sottrae artatamente la forza agli altri per sopravvivere) e questo non rende la persona fiera di esistere. L’agricoltura deve essere meglio valorizzata e riconosciuta, mentre gli addetti andrebbero meglio remunerati, perché senza i prodotti della terra nutrienti e sani la vita cessa di stare nel corpo.

 

Quale potrebbe essere, a suo giudizio, una proposta veramente incisiva per garantire a tutti un’alimentazione sufficiente?

 

Noi crediamo molto nella necessità di integrare le culture alimentari dei diversi popoli al fine di avere per tutti una sopravvivenza nutritiva ideale. Come si sa la ricchezza nutritiva della nostra terra, conosciuta come dieta Mediterranea, è la più completa e vasta. Il nostro intendimento è di condividere questo tipo di alimentazione con altri popoli. Se questi popoli non sono in grado di coltivare i nostri prodotti per motivi geofisici, cercheremo di farli importare. Durante una mia recente visita a Trinidad e Tobago ho notato, ad esempio,  che la loro alimentazione era ricca di spezie  ma mancava dei necessari apporti nutritivi nell’ambito dei prodotti agricoli.  E’ nata cosi’ l’idea di avviare un’intensa stagione consultiva, con la partecipazione di universitari agrari, nutrizionisti e chef, allo scopo di analizzare approfonditamente questi aspetti e quindi consentire una nutrizione meglio orientata. Da non dimenticare, poi, che loro hanno caffè e cacao che ci mancano. Quindi ci sono tutte le condizioni per un interscambio commerciale e culturale utile ad entrambi i Paesi. Quello che è certo, è che non mancano i prodotti per assicurare a tutti un piatto di minestra: si tratta solo di sconfiggere un sistema fatto da parassiti che gestiscono i mercati.

 

Negli ultimi anni la Regione Puglia ha registrato un grande fermento politico e sociale, soprattutto se paragonato ad altre Regioni del Centro Sud. Come spiega questo risveglio?

 

La Puglia rappresenta uno dei popoli più legati alla cultura del fare in prima persona e da soli. Ogni contadino lavora per l’abbondanza e non è costretto a mediare con altri. Si preoccupa solo di immettere sul mercato i propri prodotti.  Inoltre, il territorio è molto pianeggiante e ciò favorisce gli scambi celeri. Infine, l’amore per la natura ha sempre contraddistinto il pensiero filosofico greco da cui traiamo le nostre basi culturali, consentendoci di progredire più velocemente di altri popoli che, su territori più aspri e meno produttivi, incontrano maggiori difficoltà di spostamento.

 

Attraverso la sua associazione lei mantiene diversi rapporti anche con gli italiani all’estero. Come spiega il fatto che ci sia uno scambio così limitato di informazioni e conoscenze tra gli italiani residenti in Italia e quelli residenti all’estero che pure, considerando anche gli oriundi, ammontano a quasi sessanta milioni?

 

Debbo dire che questa situazione è valida soprattutto per il passato. Negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologia, si sono sviluppate notevolmente le interazioni e le conoscenze reciproche. E’ vero che in passato i tempi rallentati di comunicazione e la graduale perdita della conoscenza della lingua italiana da parte degli italiani residenti all’estero hanno rappresentato dei seri ostacoli. Ma per fortuna le cose stanno cambiando velocemente: non solo la telematica ma anche la ripresa di un interesse per la lingua italiana e una maggiore conoscenza delle lingue estere da parte degli italiani residenti in Italia, consentono un progressivo e crescente sviluppo dei rapporti tra le diverse realtà.

 

Nota

Per maggiori informazioni sul Progetto REA vedere il filmato ‘Il seme di un Nuovo Stato Sociale’.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=WqI_YhRpNpU

 

 

 

 

ALEX SILIPO: IL CANTAUTORE CHE CREDE NEL SOCIALE

Posted by Punto Continenti On dicembre - 13 - 2016 Commenti disabilitati su ALEX SILIPO: IL CANTAUTORE CHE CREDE NEL SOCIALE

Foto: Alex Silipo

 

E’ sicuramente uno dei giovani cantautori destinati a incidere nel panorama musicale italiano. Anche perché è uno dei pochi a mostrare il necessario coraggio per affrontare argomenti forti e senza sconti ai cosiddetti gusti commerciali e popolari. Parliamo di Alex Silipo vincitore dell’ultima edizione della ‘Milano Sanremo della Canzone Italiana’ (promossa dalla REA, Radiotelevisioni europee associate) con il brano ‘Sogno le ali’ dedicato alla Sla. Classe 1980, originario del piccolo Comune piemontese di Premosello-Chiovenda, Silipo vive a Villadossola a stretto confine con la Svizzera.

 

La sua carriera artistica è iniziata nel 1991, quando vinse la prima edizione della ‘Corrida antronese’. Il suo primo album ‘Favola’ porta la data del 2006 mentre il primo contratto discografico è stato firmato nel 2007 con la Baccano. Da quel momento per Silipo iniziano i tour, le partecipazioni a diversi festival e le presentazioni di concorsi. Negli ultimi anni i brani di Silipo vengono regolarmente messi in ascolto dalle radio nazionali e regionali. mentre nel prossimo mede di gennaio del 2017 uscirà il suo terzo singolo. Tra i maggiori successi di Silipo figurano:  Sogno le ali, L’amore (non è amore), Il tempo di un respiro, Questa vita, mi ritroverai qui, Rieccoti qua, Il sorriso che non c’è, ‘Tre (pazzo di te).

 

Lei è uno dei pochissimi artisti che ha il coraggio di affrontare nelle sue canzoni problemi sociali concreti: tipo, le gravi sofferenze causate da malattie come Sla. Come è maturata questa sensibilità?

 

Ho sempre pensato che la musica, linguaggio universale, sia uno dei modi più forti per poter comunicare. Non soltanto l’amore e tutte le sue sfaccettature, ma anche argomenti delicati che possano sensibilizzare l’opinione pubblica, che spesso sente ma non ascolta. E’ stato così per SOGNO LE ALI e per altri brani del mio percorso discografico. Ad esempio, IL SORRISO CHE NON C’E’, presente nel mio secondo album “QUESTA VITA”, tratta l’adozione ed il sostegno a distanza di bimbi privati di tutto, in numerose parti del mondo, a causa della guerra o della povertà. Noi cantautori, credo, abbiamo anche un dovere morale : parlare, scrivere e cantare argomenti difficili, che possano far riflettere e, si spera, agire.

 

Si tratta sicuramente di una scelta coraggiosa e, probabilmente, poco commerciale. Che tipo di pubblico la segue maggiormente?

 

Quando ho sentito, da bimbo, dentro, che avrei voluto cantare e comunicare, l’ho fatto senza compromessi. Non ho mai pensato ad accontentare il pubblico o a seguire una moda. Certo, non è commerciale (chissa’ poi perche’?…) trattare argomenti duri. Ma se senti dentro la volontà di farlo, devi provarci. Il pubblico sembra aver apprezzato la scelta, perché sono seguito sia da ragazzi giovanissimi che da persone più mature. Una bella fortuna!

 

Lei ha vinto l’ultima edizione della Milano-Sanremo della musica italiana, conquistando il trofeo REA con Sogno le ali, brano passato in tutta Italia grazie al circuito REA Le 100 radio. E’ noto che intorno alle Radiotelevisioni europee associate si sta raggruppando un consistente gruppo di giornalisti, scienziati, operatori sociali, studiosi, esperti, impegnati a creare un forte gruppo di pressione trasversale per la nascita in Italia di un nuovo e forte Stato Sociale. Personalmente come giudica questa iniziativa?

 

Sono molto  orgoglioso di aver trionfato alla MILANO SANREMO DELLA CANZONE ITALIANA 2016. Credo che la REA stia davvero cercando di mettersi in gioco per cambiare la realtà dello Stato Sociale odierno, con coraggio, determinazione ed argomentazioni giuste e forti. Appoggio a pieno tutto il movimento e, spero, con la mia musica, di poter dare anch’io un piccolo contributo al cambiamento.

 

Molti parlano oggi di una gioventù senza grandi ideali, lontana dalla politica, disinteressata dei problemi sociali, preoccupata solo a divertirsi e senza grandi ambizioni. Dalla sua esperienza e dai suoi numerosi contati con i giovani, ritiene che questa descrizione corrisponda al vero?

 

Purtroppo si. Le nuove generazioni sono travolte dai social, che spesso utilizzano e ne abusano per sciocchezze e banalità. Certo, siamo stati tutti ragazzini e ragazzi. Si sa che è un’età talmente leggera che, spesso, tutto sembra concesso. Ma manca, a mio parere, una cosa fondamentale : l’educazione. Ed è un valore che soprattutto le famiglie dovrebbero trasmettere. Non  solo : la tv, i giornali, i politici. Le trasmissioni televisive…un esempio? I talent nazionali. Appare tutto facile, tutto troppo semplice. Lasciamo stare i vari conflitti di interessi interi alle varie organizzazioni, ma un giovane non puo’ e non deve poter essere nessuno il giorno prima e una star il giorno dopo. Serve lavoro, passione, sacrificio, amore per la musica, sudore. La famosa gavetta. Ecco : credo che oggi, alle nuove generazioni, appaia tutto troppo facile, in ambito musicale e non solo. Un nuovo stato sociale potrebbe invertire anche questa tendenza.

 

Quali sono i suoi progetti futuri?

 

Con l’inizio del nuovo anno sarò in Calabria per girare il videoclip del terzo singolo estratto dal mio nuovo album. Il 7 gennaio mi esibirò a Roma da ‘Silvan’. Sempre a gennaio sarò ancora a Roma per presenziare come ospite alla tappa romana della MILANO SANREMO 2017. A febbraio, appuntamento a SAN REMO, al Casinò, dove cederò lo scettro di vincitore della passata edizione a quello della nuova. Sarà triste e bello allo stesso tempo. Nella speranza che chi vincerà la nuova edizione sia una voce di valore ed un pensiero con ideali forti e di speranza. Ed anche di libertà.

 

Nota

La REA (Radiotrelevisioni Europee Associate è impegnata nella costruzione di un Nuovo Stato Sociale. Vedere il video ‘Il seme di un Nuovo Stato Sociale’     https://www.youtube.com/watch?v=WqI_YhRpNpU

 

ALL’AUDITORIUM DI ROMA HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE

Posted by Punto Continenti On novembre - 29 - 2016 Commenti disabilitati su ALL’AUDITORIUM DI ROMA HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE

L’Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) promuove in prima nazionale il Cine-Concerto Harry Potter e la Pietra Filosofale che si terrà nei giorni 2, 3 e 4 dicembre 2016 presso l’Auditorium Conciliazione di Roma. L’evento, presentato da Marco Patrignani e Forum Music Village, è realizzato grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), con il patrocinio del Comune di Roma e della British Embassy Rome, in collaborazione con Mini Roma (mobility partner), Dimensione Suono Roma, (media partner) e l’Hotel Splendide Royal Roma della Roberto Naldi Collection (hotel partner).

 

Il film-concerto di Harry Potter è un’altra fantastica esperienza tratta dal mondo magico di Joanne Rowling: la prima opera della serie, realizzata nel 2001 e nominata per sette BAFTA e tre premi Oscar, tra cui Miglior colonna sonora originale al 74° Academy Awards, segna ora il debutto della “Harry Potter Film Concert Series” un tour mondiale di Cine-concerti lanciato da CineConcerts e Warner Bros. Consumer Products a partire dallo scorso giugno e che ha già fatto registrare il sold-out all’Hollywood Bowl e in tutti i più importanti teatri in cui è stato annunciato.

Il tour italiano, che vedrà coinvolti sul palco 80 musicisti della O.I.C., mostrerà al pubblico degli appassionati potteriani l’ambizioso progetto di ripresentare ogni pellicola della saga in funzione del format “Cine-Concerto”. La formazione eseguirà dal vivo la straordinaria colonna sonora del premio Oscar John Williams, in sincrono con le immagini, i dialoghi e gli effetti speciali del film proiettato su uno schermo in alta definizione di ben 12 metri. I biglietti per Harry Potter e la Pietra Filosofale sono in vendita  sul sito www.ticketone.it

A dirigere l’Orchestra sarà Justin Freer, acclamato specialista del genere “film with live orchestra” nonché presidente e produttore della CineConcerts: “La serie di film di Harry Potter è uno di quei fenomeni culturali che capitano una volta nella vita e che continuano a deliziare milioni di fan in tutto il mondo. È con immenso piacere che offriamo, per la prima volta in assoluto, l’opportunità di ascoltare la premiata colonna sonora eseguita dal vivo da un’orchestra sinfonica, il tutto mentre l’adorato film viene proiettato in simultanea sul grande schermo. Sarà un evento indimenticabile”.

Per Brady Beaubien, co-produttore dell’intero progetto “Harry Potter è sinonimo di euforia in tutto il mondo. Speriamo che, eseguendo questa musica incredibile in simultanea con il film intero, il pubblico si diverta a fare ritorno in questo mondo e a riconfrontarsi con le tante, magnifiche personalità e avventure che lo abitano.”

In qualità di presidente della O.I.C. e produttore dello show in Italia, Marco Patrignani ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di portare per la prima volta in Italia una nuova ed emozionante forma di spettacolo cine-musicale dal vivo: The Harry Potter Film Concert Series. Il ruolo della musica nel film è cruciale e questa è un’occasione più unica che rara per scoprire come il talento di un grande compositore qual è John Williams abbia contribuito a dare vita a una storia. È  anche sorprendente poter ammirare i singoli musicisti creare un suono straordinario unico e scoprire i colori e le suggestioni che ogni strumento è in grado di creare in relazione a ogni momento del film. Harry Potter è una delle maggiori saghe di successo nella storia e penso che la serie di film-concerto sia una meravigliosa opportunità per tutte le età, per rivivere o scoprire fin dall’inizio questa emozionante avventura e lasciarsi trasportare dalla magia della sua musica”.

CineConcerts è una delle maggiori società produttrici di esperienze musicali dal vivo accompagnate da mezzi visivi. Fondata dal produttore e direttore d’orchestra Justin Freer e dal produttore e scrittore Brady Beaubien, ha intrattenuto milioni di spettatori in tutto il mondo grazie a presentazioni musicali che ridefiniscono l’evoluzione delle live performance. Alcune delle recenti esperienze di musica dal vivo includono Il gladiatore, Il padrino, La vita è meravigliosa, DreamWorks Animation In Concert, Star Trek: The Ultimate Voyage 50th Anniversary Concert Tour e Colazione da Tiffany. Justin Freer è diventato in poco tempo uno dei direttori di colonne sonore più ricercati, con un lungo elenco che va dai grandi live sinfonici alle proiezioni olografiche. Ha fatto la propria comparsa in alcune delle maggiori orchestre del mondo, incluse la Chicago Symphony Orchestra, la London Philharmonic Orchestra, la New York Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Philharmonia Orchestra, la San Francisco Symphony e la Sydney Symphony Orchestra. Dalle proiezioni di film con orchestre dal vivo agli eventi sportivi con musiche interattive, fino alle programmazioni di vacanze in ambientazioni originali 3D, CineConcerts si trova in testa all’intrattenimento dal vivo. www.harrypotterinconcert.com 

L’Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) è il primo ensemble sinfonico italiano ad essersi dedicato esclusivamente all’interpretazione di colonne sonore. L’Orchestra è nata nell’ambito del Forum Music Village, lo storico studio di registrazione fondato alla fine degli anni Sessanta da quattro pietre miliari della musica da film: Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli, Luis Bacalov. Suo obiettivo è quello di promuovere in tutto il mondo la straordinaria eredità musicale delle colonne sonore di film sia italiani che internazionali.
Impegnata su un vasto programma di colonne sonore, l’Orchestra presta una particolare attenzione al repertorio storico italiano, e grazie alla collaborazione di esperti del settore ha recuperato partiture non pubblicate e/o mai registrate: negli ultimi anni ha infatti effettuato il recupero e il restauro di capolavori con il sostegno di numerose associazioni, fondazioni e archivi pubblici e privati. Nel corso della sua attività, l’O.I.C. è stata sostenuta da alcune prestigiosi istituzioni italiane, tra le quali Presidenza della Repubblica, Ministero degli Esteri, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero dello Sviluppo economico, Fondazione Federico Fellini, Cinecittà Luce e Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

Tra i lavori presentati, lo spettacolare concerto multimediale Il suono del Neorealismo, (Roma, Piazza del Campidoglio 2010), Cinematology (Beijing International Film Festival, 2011); The Artist (Ravello Festival, 2012); Beyond La Dolce Vita (UCLA Los Angeles, 2013); “In sin(TF)onia con il Futuro” (Arena di Verona, 2014); La febbre dell’oro di Charlie Chaplin (Roma, Auditorium Parco della Musica 2015).

 

Orchestra Italiana del Cinema
Marco Patrignani | Presidente e direttore artistico
Daniele Belardinelli | Direttore musicale
Roberto Volpe |  Pubbliche relazioni & Rapporti Istituzionali
David Barsotti | Coordinamento orchestra
Giorgio Perri | Produzione
Jason Piccioni | Consigliere Artistico
Viviana Tomassini | Segreteria Generale
Piazza Euclide 34, 00197 Roma
Tel + 39 068084259 – Fax + 39 068074947
info@orchestraitalianadelcinema
www.orchestraitalianadelcinema.it

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