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Sunday, January 20, 2019

DOCUMENTO REA SU CONTRIBUTI E CAPACITA’ DI TRASMISSIONE

Posted by Antonio Diomede On gennaio - 10 - 2019 Commenti disabilitati su DOCUMENTO REA SU CONTRIBUTI E CAPACITA’ DI TRASMISSIONE

 

Riportiamo di seguito il Documento inviato da Antonio Diomede (nel riquadro), Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) ai propri associati in merito alle prossime battaglie riguardanti i contributi e l’assegnazione della capacità trasmissiva (l’obiettivo è garantire a tutti i programmi attualmente in rete). In allegato vengono riportati anche gli articoli inseriti nella legge di Bilancio 2019 che riguardano il settore. Si tratta di un documento significativo  non solo per le radio e tv ma per tutte le persone interessate al pluralismo dell’informazione. 

 

L’anno 2019 si avvia  con molta fatica, ma ce la faremo. Nei 43 anni  di vita dell’emittenza locale abbiamo superato momenti difficili. Supereremo anche questo.  Come sapete la questione più difficile è quella della applicazione del DPR 146/17 sulla ripartizione del fondo contributi. Abbiamo proposto alcuni emendamenti alla legge di Bilancio ma sono stati tutti regolarmente respinti per la fiducia posta dal Governo. Immediatamente abbiamo rinnovato la richiesta di incontro a Di Maio per rivedere quel Regolamento di sana pianta. Speriamo di ricevere la convocazione. In caso negativo dovremo organizzarci diversamente per fargli capire che non intendiamo arrenderci.

 

A nostro vantaggio vengono le elezioni europee per colpire duramente durante la campagna elettorale. Segue a ruota la revisione del PNAF per il quale saremo in audizione da AGCOM e MISE lunedì 14 gennaio. Sul tema è intervenuta la legge di Bilancio che ci ha tolto la riserva di un terzo delle frequenze. La nostra proposta è di rivedere il concetto di assegnazione della capacità trasmissiva che garantisca  a tutti gli  FSMA i programmi attualmente in rete. NESSUN FSMA DEVE RIMANERE SENZA CAPACITA’ TRASMISSIVA. Su questo concetto ci batteremo come non mai. Appena conclusa la consultazione vi daremo i dettagli della discussione. Altro tema da affrontare sono i diritti connessi.

 

La SCF ci invita a sottoscrivere una convenzione che riteniamo onerosa. Risponderemo con calma dopo aver elaborato una nostra proposta che sottoporremo alla approvazione degli associati. Pertanto nel caso riceveste sollecitazioni da parte della SCF per firmare la licenza, rispondete che la questione è all’esame della REA e che presto riceveranno una nostra proposta. Il mese di gennaio è zeppo di adempimenti. In allegato troverete il Calendario Adempimenti 2019 aggiornato salvo eventuali modifiche o integrazioni che sarà nostra cura comunicare tempestivamente. Nonostante i ripetuti solleciti alcune emittenti non hanno provveduto a mettersi in regola con le quote associative. Questa è l’ultima circolare inviata a tutti in senso circolare. Le prossime comunicazioni saranno inviate  UNICAMENTE alle associate in regola con le quote.

 

NOTA: Di seguito vengono riportati gli articoli inseriti nella legge di Bilancio 2019 che riguardano il settore. Appena la REA sarà in possesso del testo di legge coordinato lo esamineremo nel merito per valutare il contenuto in modo da regolarci di conseguenza in sede politica.

 

LEGGE BILANCIO 2019(articolo 1) TAGLI CONTRIBUTI E PROVVIDENZE EDITORIA 

808. Con decreto della Presidenza del Consiglio  dei  ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,  da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente legge, sono stabilite le disposizioni applicative dei commi 806 e 807 anche con riferimento al monitoraggio ed al rispetto  dei  limiti di spesa ivi previsti.

809. Agli oneri derivanti dai commi da 806 a 808 si provvede:

  1. a) quanto a 13 milioni di euro nell’anno 2019 e a4  milioni di euro nell’anno 2020, mediante corrispondente  riduzione della  quota del  Fondo per  il  pluralismo e  l’innovazione   dell’informazione spettante  alla Presidenza  del  Consiglio dei  ministri  ai sensi dall’articolo 1, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198;
  1. b) quanto a 13 milioni di euro nell’anno2020,  a valere  sulle risorse disponibili  gia’  destinate al  credito  d’imposta di  cui all’articolo 4 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63,  convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103. Il  Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7 ottobre  2008,  n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n.189, e’ ridotto di 13 milioni di euro per l’anno 2020.

810. Nelle more  di una  revisione  organica della  normativa  di  settore, che tenga conto anche delle  nuove  modalita’ di  fruizione dell’informazione da parte dei cittadini, i contributi diretti  alle imprese  editrici  di quotidiani  e  periodici di  cui  al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, sono progressivamente ridotti fino alla loro abolizione, secondo le seguenti previsioni:

  1. a) a decorrere dal 1° gennaio 2020:

1) la legge 7 agosto 1990, n. 230, e’ abrogata;

2) all’articolo 1, comma 1247, della legge 27 dicembre 2006,  n. 296, le parole: « , nonche’ alle imprese  radiofoniche  private che abbiano svolto attivita’ di informazione  di interesse  generale  ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250 » sono soppresse;

  1. b) il contributo diretto erogato a ciascuna impresa editricedi cui all’articolo 2, comma 1,  lettere  a), b)  e  c), del  decreto legislativo 15 maggio 2017, n.  70,  in deroga  a  quanto stabilito all’articolo 8 del medesimo decreto legislativo 15  maggio 2017,  70, e’ ridotto progressivamente con le seguenti modalita’:

1) per l’annualita’ 2019, l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa  editoriale e’  ridotto  del  20  per cento  della  differenza tra l’importo spettante e 500.000 euro;

2) per l’annualita’ 2020, l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa  editoriale e’  ridotto  del  50  per cento  della differenza tra l’importo spettante e 500.000 euro;

3) per l’annualita’ 2021, l’importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale  e’  ridotto del  75  per cento  della differenza tra l’importo spettante e 500.000 euro;

  1. c) a decorrere dal1° gennaio  2022  non possono  accedere  al contributo le imprese  editrici di  cui  all’articolo 2,  comma  1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70;
  2. d) al fine di perseguire obiettivi di valorizzazione e diffusione della cultura e delpluralismo dell’informazione, dell’innovazione tecnologica e digitale e della liberta’ di stampa,  con uno  o  piu’ decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri sono  individuate le modalita’ per il sostegno e  la  valorizzazione  di progetti,  da parte di soggetti sia pubblici che privati, finalizzati a diffondere la cultura della libera informazione  plurale,  della comunicazione partecipata  e  dal basso,  dell’innovazione  digitale e   sociale, dell’uso dei media, nonche’ progetti volti  a  sostenere il  settore della distribuzione editoriale anche avviando processi di innovazione digitale, a valere sul Fondo per il pluralismo di cui all’articolo  1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198.

REVISIONE PIANO ASSEGNAZIONE FREQUENZE(uso capacità trasmissiva) 1101. All’articolo 8, comma 2, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto  legislativo  31  luglio 2005, n. 177, le parole da: « e riserva, comunque, » fino  alla  fine del  comma  sono sostituite  dalle  seguenti: «   riservando   alla diffusione di contenuti in ambito locale una  quota  della capacita’ trasmissiva determinata con l’adozione  del  piano di  assegnazione delle frequenze per la diffusione televisiva su frequenze  terrestri ».

1102. All’articolo 8 del decreto legislativo 31 luglio 2005,  177, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:     « 2-bis. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni adotta il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze  da destinare  al servizio televisivo digitale terrestre, individuando in ciascuna area tecnica di cui al comma 1030 dell’articolo 1 della legge 27  dicembre 2017, n. 205, piu’ frequenze in banda UHF per  la  realizzazione di reti, di cui almeno una con copertura non inferiore al 90  per cento della popolazione dell’area, finalizzate alla messa a disposizione di capacita’ trasmissiva ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale ».

1103. All’articolo 1, comma 1030, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) le parole: « PNAF 2018 » sonosostituite  dalla seguente:  « PNAF »;
  2. b) dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: « Entroil  31 gennaio 2019 l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni aggiorna il PNAF di cui al periodo precedente »;
  3. c) il terzo periodo e’ sostituito dai seguenti: « Le frequenze in banda III VHF sono pianificate sullabase dell’Accordo  di  Ginevra 2006 e  di  successivi accordi  internazionali   sottoscritti   dal Ministero dello sviluppo economico, per la radiofonia digitale e, ove necessario, per   il  servizio  televisivo   digitale   L’Autorita’ per le garanzie  nelle comunicazioni  pianifica  per  la realizzazione di un multiplex contenente l’informazione regionale  da parte del  concessionario   del  servizio   pubblico   radiofonico, televisivo e multimediale una rete con decomponibilita’ per macroaree con frequenze in banda UHF ».

1104. All’articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al secondo periodo, le parole: «30 settembre  2018  »  sono sostituite dalle seguenti: « 31 marzo 2019 »;     b) al terzo periodo, le  parole: «  30  settembre 2018  »  sono sostituite dalle seguenti: « 31 marzo 2019 » e le parole: « in  banda 470-694 MHz UHF » sono soppresse;
  2. c) al quarto periodo, le parole: « Entro il 28febbraio  2019  » sono sostituite dalle seguenti: « Entro il 30 giugno  2019  » e  le parole da: « , e assegna » fino alla fine del comma  sono  sostituite dalle seguenti: « L’Autorita’ per le  garanzie  nelle comunicazioni dispone le modalita’ e le condizioni economiche, orientate al  costo, secondo cui il concessionario del  servizio  pubblico nel  multiplex contenente l’informazione regionale ha l’obbligo di cedere una  quota della capacita’ trasmissiva assegnata, comunque non  inferiore  a  un programma, nel periodo transitorio, a favore di ognuno dei  soggetti legittimamente operanti in  ambito  locale assegnatari  dei  diritti d’uso dei canali CH 51 e 53 alla data  di entrata  in  vigore della presente disposizione che rilascino i rispettivi  diritti d’uso  nel periodo transitorio ai sensi del comma 1032 ».

1105. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dopo  il comma 1031 sono inseriti i seguenti:  « 1031-bis. L’assegnazione dell’ulteriore capacita’  trasmissiva disponibile  in ambito  nazionale  e delle   frequenze   terrestri, aggiuntive rispetto a quelle destinate alla conversione  dei  diritti d’uso di cui al  comma 1031  e  pianificate dall’Autorita’  per  le garanzie nelle comunicazioni  nel PNAF,  da  destinare al  servizio televisivo digitale terrestre per gli operatori di rete nazionali  e la   concessionaria   del  servizio   pubblico   radiotelevisivo   e multimediale,  avviene mediante  procedura  onerosa senza   rilanci competitivi, indetta entro il 30 novembre 2019 dal  Ministero  dello sviluppo economico, in attuazione delle procedure stabilite entro  il 30 settembre 2019 dall’Autorita’ per le garanzie nelle  comunicazioni ai  sensi  dell’articolo   29   del  codice   delle   comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003,  n. 259,sulla base dei seguenti principi e criteri: a) assegnare la capacita’ trasmissiva e le frequenze sulla base di lotti con  dimensione  pari alla meta’ di un multiplex; b) determinare  un  valore minimo  delle offerte sulla base dei valori di mercato  individuati  dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni; c) considerare il valore  delle offerte  economiche presentate;  d)  garantire la  continuita’  del servizio, la  celerita’ della  transizione  tecnologica nonche’  la qualita’ delle infrastrutture tecnologiche messe a disposizione dagli operatori di rete nazionali operanti  nel  settore, ivi  inclusa  la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e  multimediale;

  1. e) valorizzare le esperienze  maturate  dagli operatori  di  rete nazionali nel settore, con particolare riferimento alla realizzazione di reti di radiodiffusione  digitale; f)  valorizzare  la capacita’ strutturale di assicurare l’efficienza spettrale, le professionalita’e le competenze maturate nel settore,  l’innovazione  tecnologica e l’ottimale,  effettivo  e tempestivo  sfruttamento  della capacita’ trasmissiva e delle frequenze aggiuntive; g)  assicurare la  miglior valorizzazione dello spettro, tenendo conto  dell’attuale  diffusione di contenuti di buona  qualita’ in  tecnologia  televisiva digitale terrestre alla piu’ vasta maggioranza della popolazione italiana.  Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato  a  provvedere,con propri decreti, alla riassegnazione degli  introiti,  versati su apposito capitolo di entrata del bilancio dello  Stato, ad  appositi capitoli di spesa dello  stato  di previsione  del  Ministero dello sviluppo  economico  per  interventi   finalizzati   a  incentivare l’acquisto di apparecchiature di ricezione  televisiva di  cui  allalettera c) del comma 1039, nel rispetto del principio di  neutralita’tecnologica, e a favorire  la  sperimentazione  di nuove  tecnologie televisive, secondo modalita’ operative  e  procedure di  erogazione stabilite con decreto  del  Ministro dello  sviluppo  economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

1031-ter. La durata dei diritti d’uso delle frequenze  derivanti dalla conversione di cui al comma 1031 nonche’ di  quelle  derivanti dall’assegnazione mediante la procedura di cui al comma  1031-bis  e’ stabilita secondo quanto  previsto dal  codice  delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.

1031-quater. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni  di  cui ai commi 1031 e 1031-bis, nel caso in cui il medesimo  diritto  d’uso della frequenza  sia assegnato  a  piu’ di  un  operatore di  rete nazionale, qualora sorga una controversia inerente  alla  gestione e all’utilizzo  della  stessa, l’Autorita’  per  le  garanzie   nelle comunicazioni, su istanza di una delle parti,  adotta  una decisione vincolante che risolve la controversia. La  decisione dell’Autorita’ deve    essere    motivata,   nonche’    pubblicata     nel    sito internet dell’Autorita’ stessa nel rispetto delle norme in materia  di riservatezza,  ha efficacia  dalla  data di  notifica  alle  parti interessate  ed  e’ ricorribile  in  via giurisdizionale.   Laddove l’Autorita’ accerti l’inottemperanza a tale decisione, il  Ministero dello  sviluppo economico  puo’  revocare il  diritto  d’uso sulla frequenza interessata. La procedura di  cui al  presente  comma non preclude  alle   parti  la   possibilita’   di  adire   un   organo giurisdizionale ».

1106. All’articolo 1, comma 1032, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) alla lettera b) e alla lettera e), le parole: «PNAF  2018» sono sostituite dalla seguente: « PNAF »;
  1. b) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:

« c) rilascio, alla scadenza di cui alla lettera  f),  da parte del concessionario del servizio pubblico  radiofonico, televisivo  e multimediale, delle frequenze utilizzate  alla  data di  entrata  in vigore  della  presente disposizione  dal  multiplex del   servizio pubblico   contenente  l’informazione   regionale   e   contestuale attivazione delle frequenze destinate dal PNAF per  la realizzazione del nuovo multiplex con decomponibilita’ per macroaree »;

  1. c) alla lettera d), le parole:«  nonche’ delle  frequenze  che risultino pianificate dal PNAF  2018 per  i  soggetti di  cui  alle lettere b) e c), » sono soppresse;
  2. d) alla lettera d), dopo le parole: « d’impresa »sono  aggiunte le seguenti: « nonche’ rilascio, alla scadenza di  cui  alla lettera f), da parte degli operatori di rete titolari dei  diritti d’uso  in ambito locale delle frequenze corrispondenti ai canali CH 51 e 53 per successive  aree geografiche  come  individuate alla  lettera   a), comunque nel periodo transitorio dal 1° gennaio 2020 al  31  dicembre 2021 »;
  1. e) la lettera f) e’ sostituita dalla seguente:

« f) individuazione  delle  scadenze, comunque  nel   periodo transitorio dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021,  della  sequenza di rilasci e contestuali attivazioni di frequenze secondo i criteri e per gli operatori nazionali titolari dei diritti d’uso dei canali  CH 50 e 52 di cui alla lettera d), da  realizzare per  successive  aree geografiche come individuate  alla lettera  a),  della sequenza  di rilasci di frequenze secondo i criteri e per gli operatori in  ambito locale titolari dei diritti d’uso dei canali CH 51 e 53 di  cui  alla lettera d),  da realizzare  per  successive aree  geografiche  come individuate alla lettera a), comunque nel periodo transitorio dal  1° gennaio 2020 al 31 dicembre  2021, nonche’  delle  scadenze per  il rilascio delle  restanti frequenze  e  attivazione delle  frequenze previste dal PNAF e oggetto dei rimanenti diritti d’uso di cui  alle lettere b), c) ed e) »;

  1. f) dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: «Il  Ministro dello sviluppo economico,  entro il  15  aprile 2019,  aggiorna  il decreto di cui al periodo precedente ».

1107. All’articolo 1, comma 1033, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) le parole:« 30  settembre  2018  » sono  sostituite  dalle seguenti: « 30 marzo 2019 »;
  1. b) le parole: « 30 giugno 2019 » sono sostituite dalle seguenti:

« 30 ottobre 2019 ».

1108. All’articolo 1, comma 1034, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) leparole: «  31  dicembre 2018  »  sono sostituite  dalle

seguenti: « 30 marzo 2019 »;

  1. b) le parole: « 30 giugno 2019 » sono sostituite dalleseguenti:

« 30 ottobre 2019 ».

1109. All’articolo 1, comma 1035, della legge 27 dicembre 2017, n.205, le parole: « 31 maggio 2019 » sono sostituite dalle seguenti:  «31 dicembre 2019 ».

1110. All’articolo 1, comma 1039, della legge 27 dicembre 2017,  n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) nell’alinea, le parole: « 293,4 milioni » sono sostitute dalle seguenti: « 344,4 milioni »;
  2. b) alla lettera c), le parole da:« 25  milioni  » fino  a:  «2019-2022 » sono sostituite dalle seguenti: « 25 milioni di euro  per l’esercizio finanziario 2019, 76  milioni  di euro  per  l’esercizio finanziario 2020 e 25 milioni di euro per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2021 e 2022 ».

1111. Lo stanziamento  di  spesa di  conto   capitale  di   cui all’articolo 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009,  n.  196, iscritto nello stato  di previsione  del  Ministero dello  sviluppo economico e’ ridotto di 51 milioni di euro per l’anno 2020.

 

 

ANTONIO DIOMEDE: I NUOVI OBIETTIVI DELLA REA PER IL 2019

Posted by Antonio Diomede On gennaio - 4 - 2019 Commenti disabilitati su ANTONIO DIOMEDE: I NUOVI OBIETTIVI DELLA REA PER IL 2019

In questo articolo il Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Antonio Diomede illustra gli obiettivi che la direzione dell’Associazione ha deciso di perseguire nel 2019 insieme alla ‘storica’ difesa della libertà e del pluralismo dell’informazione. Foto: Diomede mentre viene intervistato davanti a Montecitorio. 

 

É abbastanza noto l’impegno svolto nel 2018 dalla REA per difendere la libertà e il pluralismo dell’informazione, soprattutto delle Radio e Tv locali. In estrema sintesi, dopo una serie di iniziative (articoli, video, interpellanze) contro la legge Ammazza emittenti (DPR 146/17), il 2 ottobre è stata organizzata una grande manifestazione sotto il Ministero dello Sviluppo Economico alla quale hanno partecipato un centinaio di emittenti locali.

In seguito sono stati coinvolti diversi deputati e senatori di varie estrazioni politiche, al fine di cambiare in Parlamento una legge che rischia di far chiudere il 90 % delle nostre Radio e Tv, di lasciare 12 Regioni senza un’emittenza locale, di mandare a casa (considerando anche l’indotto) oltre 5 mila persone. Purtroppo ogni sforzo si è dovuto scontrare con due voti di fiducia in sede di approvazione della Legge di bilancio. Ma la REA non si arrenderà, consapevole che ogni limitazione dell’informazione rappresenti un pericolo per l’intero sistema democratico.

 

Nuova strategia e Stato Sociale. Dopo un ampio dibattito tra giornalisti, rappresentanti di emittenti locali e persone che gravitano intorno alla REA si è deciso di rafforzare ulteriormente il tentativo (avviato negli ultimi anni) di spingere le forze politiche e sociali verso la creazione di un nuovo ed efficiente Stato Sociale.

Non a caso diverse emittenti locali hanno cominciato a dedicare spazi sempre più consistenti al sostegno dei diritti sociali. Del resto, solo una libera e pluralistica informazione può garantire quelli che abbiamo identificato come I 7 Diritti Capitali: 1) Avere un lavoro di sostentamento; 2) Nutrirsi e Vestirsi; 3) Avere un Tetto;  4) Curarsi; 5) Istruirsi; 6) Avere una tutela legale; 7) Avere una corretta informazione.

In altri termini, si sta diffondendo la convinzione che le varie Radio e Tv continueranno ad avere un senso e una ragion d’essere solo se si metteranno a servizio della società: il tempo delle televendite, dei programmi d’evasione scadenti, degli spettacoli indecorosi sta irrimediabilmente per concludersi. Tra l’altro, solo con questo impegno sociale sarà possibile in futuro chiedere, ed eventualmente pretendere, un contributo pubblico.

 

Nuovi iniziative della REA. Insieme alla sua tradizionale attività di sostegno e rappresentanza delle piccole e medie radio e tv la REA intende per il futuro continuare a impegnarsi nelle seguenti iniziative:

  1. Realizzare una rubrica video intitolata ‘‘Informare per creare’ un Nuovo Stato Sociale;
  2. Realizzare piccoli servizi in video (in Italia e all’estero) incentrati sui 7 Diritti Capitali (gli attuali video hanno superato al 31 dicembre 2018 le 54 mila visualizzazioni);
  3. Aprire i propri spazi d’informazione sui social ad altre associazioni;
  4. Incrementare l’attività giornalistica con la pubblicazione di articoli, inchieste, interviste su puntocontinenti.it;
  5. Diffondere ed elaborare nuovi libri (attualmente sono stati pubblicati tre: Radio e Tv a un Bivio; I 7 Diritti CapitaliReddito Universale);
  6. Potenziare i Centri Stampa Sociali in Italia e all’estero;
  7. Caratterizzare maggiormente in chiave sociale la Manifestazione canora ‘Milano-Sanremo della canzone italiana’ promossa dalla REA;
  8. Organizzare in Puglia una volta all’anno “La Settimana di riflessione sulla corretta informazione”;
  9. Promuovere incontri, iniziative e viaggi culturali.
  10. Creare nuovi rapporti con organi d’informazioni esteri.

Per raggiungere questi scopi laREA intende collegarsi con altre organizzazioni e associazioni impegnate nel sociale. Questi collegamenti troveranno spazio sui siti e organi d’informazione collegati alla REA: Punto Continenti; Reasat.eu; Libertà d’Informazione; Italia chiama Europa; I circuiti delle 100 Radio e 100 Tv; Osservatorio sullo Stato Sociale; Club degli Essenzialisti; Libri, ecc.

 

Battaglie della REA.  Di seguito riportiamo alcune battaglie che vedranno impegnata la REA nel nuovo anno:

  1. Promuovere e sostenere a tutti i livelli la libertà e il pluralismo dell’informazione;
  2. Sostegno economico pubblico alle radio e tv locali con palinsesti di pubblica utilità;
  3. Introduzione in Costituzione dell’obbligo dello Stato di creare per tutti una fonte di sostentamento in grado di assicurare una vita dignitosa;
  4. Distribuzione ai più poveri delle tessere prepagate per l’acquisto di generi di prima necessità e abbigliamento;
  5. Avviare un vasto piano di edilizia popolare e sviluppo delle case estremamente economiche costruite con le stampanti 3D;
  6. Avviare un vasto piano sanitario basato sulla tecnologia più avanzata. Riconoscere come malattia invalidante la fibromialgia e la dislessia;
  7. Promuovere un’assistenza sanitaria domiciliare H24 completamente gratuita per le malattie gravi: SLA, Cancro, Alzheimer.
  8. Esezione IVA e Accise varie sui consumi di luce, acqua e gas delle famiglie con disabili di malattie gravi a carico;
  9. Promuovere l’istruzione gratuita a tutti i livelli, dalle elementari all’Università con corsi on line riconosciuti;
  10. Promuovere l’inclusione delle fasi preprocessuali e collaterali nell’ambito del patrocinio gratuito. Promuovere la nascita di studi di avvocati disponibili a dare un’assistenza legale alle persone in difficoltà economiche.

 

Impegno politico. Nel corso del tempo è maturata, infine, la convinzione che non basti più una forte pressione mediatica per modificare radicalmente le politiche sociali. È necessario creare anche un consistente gruppo di pressione formato dall’alleanza di varie associazioni impegnate nel sociale. Sono state anche formulate le seguenti 3 opzioni sulle quali si dovrà discutere nei prossimi mesi:

Prima opzioneCreare un forte Gruppo di pressione in grado di trattare con le forze politiche il perseguimento di alcuni obiettivi sociali ben precisi;

Seconda opzione. Concordare con una specifica forza politica l’inserimento nelle liste elettorali di persone impegnate nel sociale. Naturalmente le persone selezionate dovranno impegnarsi completamente nella realizzazione degli obiettivi prefissati.

Terza opzione. Esaminare la possibilità di presentare liste civiche autonome alle varie elezioni. Operazione notoriamente molto complessa a causa dell’obbligo di presentare un’elevata raccolta di firme autenticate.

Il programma è ampio come grande è la volontà della REA di incidere concretamente sulla realtà sociale.

LA REA DECRETA LO STATO DI AGITAZIONE: RADIO E TV A RISCHIO

Posted by Antonio Diomede On agosto - 10 - 2018 Commenti disabilitati su LA REA DECRETA LO STATO DI AGITAZIONE: RADIO E TV A RISCHIO

Nel riquadro Antonio Diomede, Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate)

Riportiamo di seguito il commento inviatoci da Antonio Diomede, Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate),  sulla drammatica situazione in cui versa il settore delle piccole e medie radio e televisioni. 

 

L’emittenza locale è in gravissima crisi occupazionale. Sono in atto 2500 licenziamenti a causa della distorta regolamentazione DPR 146/17 che avrebbe dovuto, per l’anno 2016, prevalentemente sostenere l’occupazione con un fondo di 89.671.995 di euro dei quali 78.706.670 alle tv e 10.965.325 alle radio locali. Il sistema prevedeva la partecipazione al bando con alcuni requisiti ritenuti fortemente sperequati rispetto alla popolazione regionale servita, per l’alto numero di dipendenti da assumere, per il fantomatico dato Auditel e per la mancato rispetto della direttiva europea sul “de minimis” che allo stato attuale l’importo complessivo dell’aiuto di Stato concesso ad una singola impresa non può superare i 200.000 euro in tre anni. Succede invece che il gruppo Telenorba di Confindustria nei tre anni 2016/17/18 incassa dallo Stato 19.731.930 euro mentre Telemare di Gorizia che pure occupa 8 dipendenti di cui due giornalisti riceve 15.222.

 

A cosa si deve tale enorme sperequazione di trattamento?

 

Principalmente l’anomalia, ma non è l’unica, dipende dall’elevato punteggio assegnato al dato Auditel. Infatti analizzando le graduatorie si nota che alle emittenti iscritte ad Auditel è stato paradossalmente assegnato un punteggio che supera di gran lunga 17% come tutti avevano ingenuamente pensato, ma arriva al 46% medio a discapito della forza lavoro che il punteggio medio dall’ 80% scende al 54,4%. Dov’è l’inganno? L’inganno consiste proprio nel fatto che il DPR 146/17 non prevede un limite minimo e massimo del contributo ricevuto da ciascuna emittente in favore dell’occupazione mentre prevede l’inserimento del dato spurio Auditel voluto dalla lobby con ndustriale per più facilmente accaparrarsi quasi l’intero fondo. Inoltre, in assenza di tali limiti di erogazione del contributo, secondo i nostri calcoli, all’emittente che, per assurdo, dovesse assumere 2.363 lavoratori, spetterebbe incassare l’intero fondo di 78 milioni di euro mettendo a zero la cassa!

 

Tenuto conto che tra retribuzione e contributi previdenziali e assistenziali per un singolo dipendente si sopporta un costo medio mensile di 3.000 euro, per mantenere gli 11 dipendenti tutto l’anno a tempo pieno, in Puglia, occorrono 33.000 euro mensili e 429.000 euro annuali nella migliore delle ipotesi. Di fronte a tali cifre non c’è contributo statale che tenga senza consistenti fatturati derivanti dalla vendita della pubblicità divenuta una chimera per tutte le regioni e peggio che mai in Molise, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania. Ciononostante un regolamento impostato con il senso della onestà piuttosto che della ingordigia della lobby con ndustriale poteva aiutare l’occupazione e le piccole e medie imprese radiotelevisive, magari ridimensionando a quattro il numero dei dipendenti imposti già contemplati dalla ex legge 448 ed eliminando del tutto il dato Auditel essendo partecipata da RAI/Mediaset/Cairo/Confindustria RadioTv, quindi in con itto d’interessi con l’emittenza locale, oltre a non essere certi cata da AGCOM.

 

Ci sono altre ragioni per cui la REA in rappresentanza delle emittenti escluse dalla graduatoria o assegnatarie di contributi “elemosina”, eclatanti sono i casi di Telemare con 5.074 euro e Tele A 57 con 4.825 euro, PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE DELL’EMITTENZA LOCALE. In mancanza di una urgentissima revisione del DPR 146/17 voluto dal Governo Renzi il cui materiale gestore è il Direttore Generale del Mise Antonio Lirosi, INDICE una manifestazione pubblica di protesta da svolgersi a Roma il 18 settembre 2018. IL DIRETTORE GENERALE ANTONIO LIROSI DEVE ESSERE DIMESSO. IL MINISTRO DI MAIO COSTITUISCA UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE CONTRIBUTI 2016 RADIO E TV E GESTIONE DELLA PIATTAFORMA SICEM.

Roma, 10 agosto 2018

REA – Radiotelevisioni Europee Associate

 

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RADIO-TV: PREVISTI 2.500 LICENZIAMENTI. LA REA SCRIVE A DI MAIO

Posted by Antonio Diomede On luglio - 29 - 2018 Commenti disabilitati su RADIO-TV: PREVISTI 2.500 LICENZIAMENTI. LA REA SCRIVE A DI MAIO

 

Riportiamo di seguito la drammatica lettera che Antonio Diomede, Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate), ha mandato al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio in merito al Regolamento di riparto del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali. Inoltre vengono chieste le dimissioni  

 

La REA (Radiotelevisioni Europee Associate) scrive a Di Maio una disperata lettera nella quale si ribadisce la urgente necessità di audizione già formulata il 6 luglio 2018 per scongiurare il licenziamento in massa di circa 2.500 lavoratori del settore radiotelevisivo locale, a fronte della pubblicazione delle graduatorie relative al Regolamento DPR 146/17 “Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali”.

 

A nostro parere, sostiene il Presidente Antonio Diomede, il predetto Regolamento firmato dal passato Governo Renzi è stato confezionato su misura di quelle emittenti organizzate in lobby da Confindustria per spartirsi un bottino di oltre 100 milioni di euro/anno in barba al pluralismo informativo e alla libertà  d’impresa.  Fra le emittenti facenti capo alla nota lobby Confindustriale del settore il  “Gruppo Telenorba” riesce ad incassare inverosimilmente dallo Stato la favolosa cifra di circa 21 milioni di euro nei tre anni 2016/17/18. Seguono a ruota altri gruppi di minore entità che sommati accumulano oltre il 95% delle risorse disponibili formando così un autentico “cartello contributi statali”che fa da “asso piglia tutto” lasciando solo il 5% delle risorse alle piccole e medie radiotv locali facendole così fallire”.

 

Stando così le cose, sostiene Diomede, quelle graduatorie devono essere immediatamente bloccate per rivedere il Regolamento in modo tale da salvare i 2.500 posti di lavoro in gioco”. La REA confida che il Ministro Di Maio non si faccia abbindolare dalla lobby confindustriale e che convochi subito un Tavolo di lavoro. Intanto dal 1° agosto partono le prime lettere di licenziamento per mancanza dei fondi necessari per il pagamento delle retribuzioni e dei relativi contributi previdenziali ed assistenziali.

Roma, 28 luglio 2018

REA – Radiotelevisioni Europee Associate

 

Di seguito riportiamo anche il Comunicato Stampa nel qual vengono chieste le dimissioni del direttore generale del Mise Antonio Lirosi.

La REA chiede le dimissioni del direttore generale del Mise Antonio Lirosi. Ancora una scandalosa situazione per il Governo 5Stelle-Lega. Si tratta dei 100 milioni e passa del Governo Renzi che ha voluto regalare alla lobby della comunicazione televisiva locale della confindustria con il DPR 146/17, Regolamento assegnazione contributi alle radiotv’ locali. Ecco i fatti. Dal 2007 l’emittenza locale, la quale garantisce il pluralismo dell’informazione, è sotto attacco da parte del PD che si è fatto in Italia paladino della idea neoliberale per l’accentramento dei mezzi di comunicazione per meglio manovrare le masse con la politica del “pensiero unico”che conduce alla teoria “o con me o contro di me”.

Così prima con Gentiloni, ministro delle comunicazioni, poi con Renzi, Forza Italia fa un accordo per ridurre le emittenti locali a una trentina di soggetti che naturalmente dovranno essere solo le loro capeggiate da Telernoba. L’operazione “ammazza emittenti locali ” si svolgerà in tre fasi: 1) in occasione del digitale televisivo terrestre togliendo alle locali le migliori frequenze per assegnarle alle nazionali; 2) emarginarle ai numeri alti del telecomando in modo da farle sparire dal video; 3) emanare un Regolamento sui contributi statali a “misura” delle trenta emittenti prescelte dalla lobby confindustriale che si spartiscono circa 80 milioni di euro mentre alle rimanenti 400 emittenti tv e alle 1200 radio locali rimarranno solo le briciole per costringerle a chiudere battenti con la conseguenza dei 2500 licenziamenti in atto per non fallire. Il bottino lo fa il gruppo Telenorba che racimola la modesta somma di 21 milioni di euro per il 2016/17/18.

Tutto il marchingegno ha dei nomi e cognomi che faremo al Ministro Di Maio appena si deciderà a convocarci. Intanto la responsabilità maggiore, per aver sostenuto il progetto Renzi “ammazza emittenti locali” è del direttore generale Antonio Lirosi che di Maio farebbe bene a dimetterlo senza indugi per aver generato un vero e proprio disastro occupazionale nel settore.
Roma, 30 luglio 2018 REA – Radiotelevisioni Europee Associate

 

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RICHIESTA AUDIZIONE DELLA REA AL MINISTRO LUIGI DI MAIO

Posted by Antonio Diomede On giugno - 16 - 2018 Commenti disabilitati su RICHIESTA AUDIZIONE DELLA REA AL MINISTRO LUIGI DI MAIO

Riportiamo di seguito il testo della richiesta di audizione formulata dal Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) Antonio Diomede (riquadro a sinistra) al Ministro per lo sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio (riquadro a destra).

 

” La scrivente associazione REA (Radiotelevisioni Europee Associate) è l’associazione storica delle emittenti radiotelevisive locali, alla quale aderiscono 350 imprese radiofoniche e 125 imprese televisive, distribuite in tutte le regioni italiane. A seguito di annose irrisolte problematiche del settore, che potrebbero mettere a rischio l’occupazione di 2.500 posti di lavoro nell’arco di pochi mesi, chiede cortese audizione al fine di esporre il merito della questione che assume carattere di estrema urgenza.

 

Si anticipa che detta questione si riferisce alla proposta di modifica del DPR 23 agosto 2017, n. 146 “Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali”, il quale prevede un riparto del fondo fortemente discriminante in favore delle emittenti notoriamente dominanti sul territorio collegate tra loro, direttamente o indirettamente, ai centri media radiotv nazionali.

 

L’audizione sarà utile anche per indicare il punto di vista della scrivente sul cambiamento della legislazione in vigore lì dove risulta essere in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione, carente nella trasparenza, non equa nella assegnazione delle risorse frequenziali e di sostegno economico, farraginosa nella pratica attuazione. Su quest’ultimo punto si chiede un appropriato tavolo di lavoro permanente per supportare il Ministro in una auspicata nuova legge di Riassetto del Sistema Radiotelevisivo.

 

Si informa che il 16 aprile 2018 la scrivente è stata audita da AGCOM sulla imminente adozione del nuovo piano si assegnazione delle frequenze (PNAF) conseguente alla introduzione del DVB-T2. Le conclusioni vengono esposte nel relativo verbale di audizione (con allegato documento prodotto dalla REA) nel quale si formula la necessità di pianificare sulla base della capacità trasmissiva per programmi effettivamente diffusi come prevede il Codice delle Comunicazioni con riferimento all’uso efficiente dello spettro in modo da poter risparmiare ben sei frequenze televisive nazionali dalle quali si potrebbe ricavare almeno 1,8 miliardi di euro in favore delle casse dello Stato.

 

A tal riguardo, la parte storica e più propriamente filosofica della proposta fu illustrata nella audizione del 3 dicembre 2014 innanzi alla IX Commissione Trasporti della Camera. Tanto per dirLe in breve l’importanza dei problemi sul tappeto e la necessità di rapide soluzioni per non far soccombere un settore ritenuto vitale per il pluralismo radiotelevisivo nella libertà d’informazione e d’impresa. Unitamente agli auguri di Buon lavoro, gradisca Signor Ministro l’espressione dei nostri migliori sentimenti per la imponente opera politica svolta per il Cambiamento del Paese. Si ringrazia anticipatamente per l’accoglimento della presente”.

Antonio Diomede

Presidente REA

 

ANTONIO DIOMEDE: SULL’INFORMAZIONE S’AVVICINA UNO TSUNAMI

Posted by Antonio Diomede On gennaio - 2 - 2018 Commenti disabilitati su ANTONIO DIOMEDE: SULL’INFORMAZIONE S’AVVICINA UNO TSUNAMI

Foto: Nel riquadro Antonio Diomede mentre illustra al Parlamento Europeo i rischi che sta correndo l’informazione

 

 

Per la libertà d’informazione la prossima legislatura potrebbe essere decisiva. Non solo in Italia ma in tutto il mondo sta avvenendo una incredibile contrazione del potere mediatico. Ormai anche la gente comune, che spesso segue la politica in maniera distratta, comincia ad avvertire che al di sopra delle nostre teste si sta creando un super potere mondiale capace di controllare tutto e di imporre le sue leggi senza alcuna possibilità di appello. Gli Stati contano sempre di meno e sempre di più sono subordinati ai voleri di questo impalpabile ma reale super potere. Quasi sempre la gente tende a identificare questo super potere solo nella grande finanza e nei banchieri che non hanno né bandiera né nazionalità al di fuori del dio denaro. Ma il Potere mediatico non scherza.

Il vero problema è il controllo della comunicazione che serve non solo a consolidare il potere ma anche a preparare il terreno ai grandi gruppi industriali interessati ad agire in regime di monopolio che rimane, inutile nasconderlo, la massima e unica aspirazione di ogni impresa capitalistica di stampo neo liberale. Ebbene Nel caso dell’informazione, veramente potente è chi gestisce frequenze radiotelevisive e torri telefoniche. Con il possesso delle frequenze e delle torri telefoniche è possibile gestire la comunicazione in modo “autarchico”, senza possibilità di partecipazione, per il controllo del Potere assoluto del Paese vantato come “controllo democratico”.

Il ruolo delle compagnie telefoniche è il controllo di gran parte delle frequenze radio televisive, nonché internet e l’intero web. A proposito di telefonia, vorrei ricordare che con il 5G, cioè, con i sistemi di quinta generazione, s’avvierà in tutto il mondo la terza rivoluzione industriale. Attraverso il 5G si potrà con il telefono colloquiare non solo con le persone ma anche con gli oggetti. Ad esempio, si potrà avviare e controllare una intera catena di montaggio da remoto, stando in altri Paesi lontani migliaia di chilometri. Il ruolo della telefonia quindi sarà fondamentale per lo sviluppo della produzione e dei servizi a livello globale determinando nuove relazioni tra i Paesi e i singoli individui con imprevedibili riflessi sui futuri assetti tra i poteri dominanti della finanza, della politica e del nascente nuovo potere della “tele produzione”.

 

Di fronte a tale rapida evoluzione tecnologica che cambierà la vita a milioni di persone il Governo italiano, con la compiacenza della Presidenza della Repubblica che ha avallato i relativi decreti legislativi,  ha svenduto ai telefonici il grande patrimonio frequenziale dello Stato gran parte del quale assegnato alle tv locali quale mezzo di trasmissione per la circolazione della libera espressione tra gli individui e le istituzioni territoriali ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione.

 

Il picconamento dell’articolo 21 della Costituzione coincide con lo switch off televisivo del 2009 ovvero con il martirio delle tv locali alle quali, per legge,  sono state sottratte le frequenze di lavoro nella più  completa indifferenza delle forze politiche di maggioranza, di opposizione e della presidenza della Repubblica.   Una conferma di tale menefreghismo l’abbiamo avuta con l’allegra gestione della conversione digitale della tv del 2010 che ha arricchito quelli del “decoder con il bollino blu”,  con la abusiva pianificazione  AGCOM che ha assegnato alle locali frequenze  non riconosciute dalla UE ora quasi tutte ritirate dal Ministero, con la indecente delibera AGCOM sulla numerazione dei programmi sul telecomando (LCN)  che ha visto le emittenti  locali emarginate sui numeri più alti del telecomando a vantaggio delle Reti nazionali, con la farsa dei bandi Ministeriali per l’assegnazione di quelle frequenze abusive che già si sapeva di doverle rottamare.

 

Ma il colpo di grazia è stato dato con DPR 146 del 23 agosto 2017 che, per farle chiudere, impone alle tv locali un numero spropositato di dipendenti quale condizione per ricevere un sussidio statale senza del quale, a causa della crisi del mercato della pubblicità, sarebbero costrette a chiudere battenti. Nel tentativo di attirare l’attenzione del Parlamento molte emittenti protestarono davanti a Montecitorio contro questa ennesima legge definita Ammazza emittenti, ma la manifestazione si concluse con la completa indifferenza dei parlamentari.

 

Nel corso, poi, dell’approvazione della legge di bilancio abbiamo cercato di presentare una serie di emendamenti, molti dei quali sono stati accolti ma poi con il voto di fiducia tutto è andato disperso. Il rischio è che nei prossimi mesi centinaia di radio e televisioni locali siano costrette a chiudere con l’inevitabile licenziamento di 4 mila lavoratori.

 

Ovviamente, insieme ai lavoratori verrà messo a riposo anche un bel pezzo della libertà di stampa, nonché il diritto dei cittadini ad essere informati su tutto ciò che accade nel territorio. E’ risaputo che la stampa nazionale non potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla stampa locale. Solo una radio e televisione locale può controllare, ad esempio, se nelle singole città la distribuzione dei generi alimentari viene fatta correttamente, se esiste un efficiente sistema di riuso dei vestiti, se vengono utilizzati adeguatamente gli immobili abbandonati, se i pronti soccorso funzionano, se il livello di insegnamento nelle varie scuole è aggiornato, se sono state commesse delle ingiustizie meritevoli di un’adeguata tutela giuridica.

Ecco perché la tutela del diritto ad essere informato dovrà diventare uno dei uno dei nodi cruciali del prossimo programma di governo. Si tratta in sostanza di:

  1. Rivedere integralmente la politica di sostegno all’editoria e alle piccole e medie radio e tv;
  2. Premiare gli organi di stampa che danno largo spazio alle questioni sociali;
  3. Operare una più democratica e corretta gestione delle frequenze, oggi affidate quasi integralmente alle grandi emittenti nazionali.
  4. Evitare che si formi un monopolio nell’informazione da parte da parte dei grandi gruppi telefonici;
  5. Agevolare fiscalmente l’introduzione delle nuove tecnologie anche nell’ambito delle emittenti minori;
  6. Puntare su un Wi-Fi gratuito: obiettivo perseguito anche negli Stati Uniti e in altri Paesi.
  7. Rafforzare la vigilanza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) sulla libertà dell’informazione, sulla segretezza delle comunicazioni, sul corretto esercizio della concorrenza, sui pericoli determinati dalle posizioni dominanti, sugli accordi internazionali, sui piani di assegnazione delle frequenze, sullo sviluppo tecnologico, sul controllo sui sondaggi, ecc.
  8. Riformare la Commissione di vigilanza della Rai consentendo la partecipazione alla sua composizione anche a membri esperti esterni al Parlamento, in modo da evitare l’assurdo che sia affidato esclusivamente ai politici il compito di vigilare sull’invadenza nella Rai degli stessi politici e partiti.

 

Tutto questo vogliamo perseguire, tutto questo vogliamo che sia realizzato dal prossimo Governo con persone oneste e di indiscussa esperienza.

Antonio Diomede

Presidente della REA

Radiotelevisioni Europee Associate

 

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RADIO E TV AL BIVIO (autore Antonio Diomede).

La grande ventata di innovazione e libertà avviata verso la fine degli anni settanta con la nascita delle radio e televisioni locali rischia di svanire completamente nei prossimi anni. Le piccole e medie emittenti (circa 480 Tv e 1.200 radio locali) si trovano davanti a un bivio: o riescono a coinvolgere e ottenere il sostegno dell’opinione pubblica nella loro battaglia per la sopravvivenza o sono destinate a sparire in larga misura. E con loro verranno cancellati non solo 4 mila posti di lavoro ma anche una grande fetta del pluralismo informativo.

In questo libro Antonio Diomede, Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) descrive le varie tappe di un disegno politico che partendo da lontano rientra perfettamente in una logica internazionale voluta da alcuni grandi gruppi economici (operanti soprattutto nel campo delle telecomunicazioni) intenzionati a restringere notevolmente la libertà d’informazione, ultimo argine alla più grande concentrazione del potere politico ed economico della storia.

Nella seconda parte del libro vengono riportati numerosi e qualificati articoli e interviste (complessivamente 46) con personalità ed esperti di problemi sociali, suddivisi in: Mondo dell’Informazione; Stato Sociale e Informazione; Contesto Internazionale. Si tratta di un utilissimo contributo al Progetto REA di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’assoluta necessità di creare un nuovo ed efficiente Stato Sociale.

Radio e TV al Bivio – 162 pagine (Acquistabile su Amazon).

 

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SDEGNO REA SUL DECRETO SUL PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE

Posted by Antonio Diomede On settembre - 17 - 2017 Commenti disabilitati su SDEGNO REA SUL DECRETO SUL PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE

Foto: nel riquadro Antonio Diomede (Presidente della REA)                                                                                                                   mentre espone la situazione italiana al Parlamento Europeo

 

 

Riportiamo di seguito la Lettera-protesta inviata dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate), a firma del Presidente Antonio Diomede, alle Commissioni Trasporti e Cultura della Camera e alla Commissione 8a del Senato in merito alla proposta del Governo sullo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (429).

 

Lo schema di Regolamento con annessa relazione è stato consegnato questa mattina, 12 07 2017,  alle competenti Commissioni Parlamentari per il parere di legge. Tale parere non è vincolante per il Governo e dovrà essere espresso entro 30 giorni per l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri che si riunirà l’11 agosto 2017. Leggendo attentamente l’articolato abbiamo constatato che il Governo e la lobby della comunicazione  non hanno cambiato idea. Vogliono ridurre a tutti i costi il numero delle emittenti locali a pochi soggetti in modo da poter controllare agevolmente tutta la comunicazione dalla RAI alle Radio/TV locali. Il modo è molto semplice. Approfittando della crisi economica del comparto  vorrebbero introdurre il principio, ovviamente fuorviante, di assegnare i contributi statali solo a quelle emittenti, già risapute e catalogate (i loro amici)  che dimostrano di avere un congruo numero di dipendenti, che operano in ambiti territoriali molto popolati con riguardo (ciliegina) che siano in possesso dei dati  Auditel (quasi nessuno tranne pochi intimi). Per quanto detto, vale  il dettato integrale dello schema di Regolamento, articolo 4 – requisiti ammissione delle tv , il quale afferma:  “Il numero di dipendenti e giornalisti, a tempo determinato e indeterminato affettivamente applicati all’attività, rapportati alla popolazione relativa al territorio in cui trasmette l’emittente (bacino per il quale è autorizzata alle trasmissioni………….:

  • Pari ad almeno 18 dipendenti, con almeno 5 giornalisti, su un territorio avente più di 4,5 milioni di abitanti;
  • Pari ad almeno 16 dipendenti, con almeno 4 giornalisti, su un territorio avente tra 1,5 e di 4,5 milioni di abitanti;
  • Pari ad almeno 12 dipendenti, con almeno 3 giornalisti, su un territorio avente tra 500.000  e  1,5 milioni di abitanti
  • Pari ad almeno 8 dipendenti, con almeno 2 giornalisti, su un territorio avente fino a  000  abitanti

Le Radio, invece dovranno assumere  almeno un giornalista.

Ogni altro commento è superfluo. Vogliono eliminare le radio e tv locali dal dibattito territoriale  per il rinnovamento democratico e pluralista della società italiana.

La REA denuncia ancora una volta la svolta autoritaria neoliberale del Governo in tutti i campi, dall’economia alla comunicazione, dalla scuola alla sanità, invitando i Parlamentari delle competenti Commissioni a chiedere al Governo una diversa impostazione del Regolamento che, per essere giusto e trasparente dovrebbe sostenere la qualità della programmazione radiotelevisiva tenendo presente “la pubblica utilità di ciascun programma”  che certamente non si misura né con il numero dei dipendenti, né con la popolazione servita,  nè con i falsanti dati Auditel la cui compagine societaria è di RAI, Mediaset e La7 cioè le dirette concorrenti delle locali a cui dovrebbero assegnati i contributi.

Pertanto, la REA – Radiotelevisioni Europee Associate invita i Parlamentari delle competenti Commissioni ad esprimere parere negativo sullo Schema di DPR recante regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (429) con particolare riferimento ai discriminanti requisiti per l’accesso ai contributi statali (numero dipendenti, popolazione e dati auditel). Si propone di sostituire detti iniqui requisiti di qualità proposti dal Governo  con l’individuazione di filoni editoriali radiotelevisivi a scopo sociale, economico, culturale, artistico, scientifico contenuti anche sotto forma documentaristica o d’inchiesta giornalistica.

Tanto per opportuna conoscenza.

Cordiali saluti.

San Cesareo, 13 luglio 2017

ANTONIO DIOMEDE: LE EMITTENZE LOCALI CONDANNATE A SPARIRE

Posted by Antonio Diomede On marzo - 6 - 2017 Commenti disabilitati su ANTONIO DIOMEDE: LE EMITTENZE LOCALI CONDANNATE A SPARIRE

Foto: Antonio Diomede espone al Parlamento Europeo le ragioni delle radio e televisioni locali

 

Il 13 marzo 2007, fui ascoltato dalla Commissione Trasporti della Camera in merito al disegno di Legge Gentiloni AC 1825 relativo al settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale. In quella autorevole sede rappresentai la preoccupazione della REA per lo scenario poco edificante che tale disegno di legge avrebbe potuto creare all’intero settore e all’emittenza locale in mancanza di disposizioni sul conflitto d’interessi con particolare riferimento sia al piano di assegnazione delle frequenze sia alla opportunità di rinviare Rete Quattro sul satellite per liberare frequenze. Infatti la mia fu l’accusa di “tradimento” al Governo Prodi per non aver rispettato il Programma elettorale “Più Informazione Più Libertà” nel quale avevamo creduto.

 

Nell’accusa si legge: “…In tema, poi, di redistribuzione delle risorse frequenziali destinate al cosiddetto terzo polo televisivo nazionale e all’emittenza locale di cui si parla nel “Programma” troviamo “scandalose” le proposte del DdL indicate all’articolo 3 dal momento che, in barba alla sentenza n. 466 del 20 novembre 2002 della Corte Costituzionale, che deliberò il trasferimento di Rete Quattro sul satellite già dal 1 gennaio 2004, la Legge Gasparri operò il salvataggio proprio per mantenere e rafforzare il Duopolio tanto caro al Governo Berlusconi. La norma proposta nel disegno di Legge curato dal Ministro Gentiloni, mentre da un lato elude e disattende gravemente l’inderogabile esigenza di liberare risorse radioelettriche a potenziale beneficio degli altri esercenti, dall’altro, nel digitale, precostituisce e rafforza la posizione dominante di Mediaset all’interno del duopolio”.

 

A tali mie affermazioni, per tutte risposta, Gentiloni, decise di sopprimere la Commissione per l’Assetto Radiotelevisivo (della quale la REA faceva parte) che lo obbligava a consultare prima di emettere nuove disposizioni di legge. Il tutto fu fatto nella massima discrezione con tacito accordo tra il Governo Prodi e Forza Italia appoggiato dai vertici di Aeranti/Corallo e FRT ai quali veniva promesso di inserirli nella costituenda associazione DGTvi. Per capirci quel soggetto del Bollino Blu apposto sul decoder tv che ha prodotto milioni e milioni di euro pagati dall’utenza. In quella sede parlamentare parlai anche della Legge 448/98, di Auditel e della difficoltà per l’emittenza locale di reperire risorse dalla pubblicità. Per farla breve, già nel 2007, l’allora Ministro alle Comunicazioni Gentiloni, attraverso il suo disegno di legge aveva espresso chiaramente le sue nascoste idee neoliberali secondo le quali, l’emittenza locale, non essendo funzionale al Potere e al Sistema, poteva essere cancellata.

 

Questa idea, come sappiamo, è andata avanti con i Governi successivi fino a determinare lo sterminio dell’emittenza televisiva locale oramai ridotta con “le pezze sul sedere” anche per la incapacità dei radiotelevisivi di difendersi. Ora Gentiloni è tornato al Governo non da Ministro ma da Premier. Coerentemente con le sue idee, in piena sintonia con l’inetto Giacomelli, altro non ha saputo fare che imbrigliare l’iter del nuovo Regolamento sulla 448/98 in modo tale da far saltare il sostegno economico all’emittenza locale che sa essere indispensabile per la vita di quelle emittenti indipendenti dal Potere politico, finanziario e dalla cerchia di Fininvest.

 

Per queste ragioni, in mancanza di alternative valide, il sottoscritto, come molti sanno, ha fatto una precisa scelta politica di campo. Agli editori radiotelevisivi locali non dico di seguirmi. Siete grandi e vaccinati per regolarvi come volete quando andremo a votare. Fate come meglio credete per fare i vostri interessi, ma smettete di farvi incantare dalle false promesse dei sottosegretari e ministri di turno. Soprattutto lottate per riacquistare la vostra dignità d’impresa e di uomini. Smettete di finanziare quelle associazione che vi hanno tradito arricchendosi alle vostre spalle. La REA è contro tutto questo sistema mafioso e se riusciremo a cambiare volto a questo Paese avremo fondate speranze di vittoria per uscire dall’attuale oscurantismo in nome dei principi costituzionali di libertà d’informazione e d’impresa a livello nazionale e locale. A voi la scelta per andare avanti e lottare a testa alta o miseramente soccombere.

 

DIOMEDE: A CASA NOBEL LO SHARE DI SANREMO NON QUADREREBBE

Posted by Antonio Diomede On febbraio - 13 - 2017 Commenti disabilitati su DIOMEDE: A CASA NOBEL LO SHARE DI SANREMO NON QUADREREBBE

Foto: Dipinto di Mario Borella della casa che lo scienziato svedese Alfred Nobel aveva a Sanremo

 

Riportiamo un articolo di Antonio Diomede (riquadro) Presidente della REA, Radiotelevisioni Europee Asssociate, che mette in serio dubbio i dti di ascolto del Festival di Sanremo. Foto:  il dipinto di Mario Borella della casa a Sanremo dello scienziato Alfred Nobel che, secondo Diomede, oggi sarebbe entrato in crisi con i dati Auditel.  

 

A Sanremo vince ancora una volta l’Italia in maschera. Il massimo della finzione è rappresentato da quel 58,4% del dato Auditel che per farlo credere vero hanno creato la souspence dell’attesa nella pubblicazione.

 

In effetti il calcolo è complicatissimo. Per renderlo credibile è stato scomodato, sicuramente a pagamento, perfino un sociologo come Mario Morcellini che su RAI 1 lo ha definito come l’inizio di una rivoluzione culturale della Tv dei giovani grazie alla geniale trovata di Carlo Conti nell’aver condiviso il Festival con Maria De Filippi.

 

Con queste gratuite affermazioni, come rappresentanza culturale in RAI siamo davvero alla frutta ma facciamo la resa dei Conti. Se dal 58,4% togliamo una buona fetta di ascolto per la popolarità di Totti, dei comici nazionali, del cantanti delle canzoni del passato, degli imitatori, di Crozza, del Festival della Canzone Italiana rimane meno della metà del millantato ascolto.

 

È su questo dato reale che bisogna ragionare per rivalutare il nostro patrimonio artistico e culturale nel mondo che non può essere lanciato da un paesello scollegato dal resto del pianeta come Sanremo ma dalla vera città della musica ovvero Milano. Per il bene della musica italiana si faccia questa operazione prima possibile.

 

Una delle grandi attrazioni di Sanremo è la casa posseduta a suo tempo da Alfred Nobel, creatore del famoso Premio omonimo. Ebbene, ho l’impressione che se il grande scienziato svedese fosse vissuto ai nostri giorni, non solo non avrebbe premiato il Festival ma si sarebbe rinchiuso nelle sue stanze e sprofondato in una profonda crisi cercando analizzare e interpretare i dati Auditel.

ANTONIO DIOMEDE: SULL’INFORMAZIONE UNA SPADA DI DAMOCLE

Posted by Antonio Diomede On gennaio - 12 - 2016 Commenti disabilitati su ANTONIO DIOMEDE: SULL’INFORMAZIONE UNA SPADA DI DAMOCLE

Da Antonio Diomede, Presidente della REA (radio e televisioni europee associate) riceviamo un’analisi severa della situazione in cui si trovano oggi le piccole e medie radio e televisioni, molte delle quali rischiano letteralmente di scomparire. Per Diomede occorre anche un cambiamento culturale e organizzativo dell’associazionismo. 

 

Il 31 dicembre 2015, la REA, ex SRE, compie 38 anni di attività nel campo radiotelevisivo locale e nazionale (1977-2015). Troppa acqua è passata sotto i ponti per poterla raccontare. E’ una lunga storia che la racconterò un’altra volta; quando avrò il  tempo di sdraiarmi comodo su un divano intento a riflettere sui ricordi delle battaglie vissute per la conquista della libertà d’antenna con l’intento di lasciare alle nuove generazioni una traccia tangibile dei grandi valori ideali, che allora avevamo, poi divenuti realtà a costo di grandissimi sacrifici personali e familiari.

 

Tralasciando per il momento il glorioso passato dell’emittenza locale del quale sono parte integrante, mi trasferisco immediatamente sulla realtà odierna, in verità, meno gloriosa per diversi motivi. Ma tutti attribuibili a certa parte politica nel considerare il valore costituzionale della libertà d’espressione, esercitato dalle emittenti locali, un fastidioso problema da liberarsi quanto prima possibile per accaparrarsi definitivamente di tutti i mezzi di comunicazione (frequenze) con la teoria, poi divenuta legge, della separazione tra operatori di rete e fornitori di contenuti.  

 

Così, subito dopo  la Mammì, iniziò una inesorabile opera di decimazione dell’emittenza locale, tuttora in corso,  con provvedimenti su provvedimenti talmente penalizzanti da ridurre radio e televisioni ad uno stato comatoso. Mi direte: come si fa ad uscirne fuori? Sapete che non sono incline a credere che si possa vendere il futuro senza imbrogliare qualcuno, ma una scommessa la farei a una condizione: dobbiamo ripensare il ruolo dell’associazione  adeguandolo al cambiamento della società consapevoli che da soli (siamo appena 1350 soggetti) “non si va da nessuna parte”.  In sostanza dobbiamo integrarci nella società come forza attiva che fornisce un servizio di pubblica utilità. Dobbiamo ricordarci che il nostro naturale alleato è il “pubblico” che ci ascolta e ci vede.

 

Per uscire dalla crisi  dobbiamo incamminarci verso la via del cambiamento culturale e organizzativo dell’associazionismo nostrano. L’associazione settoriale, peggio ancora di ambito strettamente professionale non funziona più. Non ha futuro. L’associazione “megafono” di ciò che succede in AGCOM e al Mise, senza proporre soluzioni concrete per la definizione dei problemi con adeguate azioni, non ha motivo di esistere. L’associazione che non sa reagire di fronte alle “truffe legalizzate” dell’Amministrazione o, peggio ancora, non può reagire in quanto compromessa, è da abbandonare in tutta fretta.

 

Che ne pensate di quell’associazione che vanta tra i suoi massimi rappresentanti una persona indagata per presunta “truffa aggravata” per aver sottratto circa 9 milioni  euro al fondo dell’editoria? Eppure a quel personaggio nessuno della sua organizzazione gli ha chiesto cortesemente farsi da parte. E’ ancora lì a parlare in nome delle locali in tutte le sedi istituzionali! “Che figura di merda!!!” avrebbe detto  Emilio Fede. Riflettiamo. Pensate che voi, noi tutti ci meritiamo  tutto questo o che non sia il caso di “cambiare” cultura associativa?

 

Il problema è come e con chi cambiare. La risposta è una sola. Dal 2016, tutti,  dobbiamo impegnarci ad essere concreti, onesti, trasparenti, audaci, efficaci nella difesa dei nostri diritti e, soprattutto, dei diritti dei nostri alleati naturali (gli utenti) per renderci, non solo utili, ma indispensabili sul territorio. Forte del consenso del pubblico, saremo indistruttibili. Gli associati daranno così all’associazione che li rappresenta una forza tremenda nelle sedi parlamentari e istituzionali nei confronti della  mala politica che ha portato alla rovina non solo noi, ma l’intero Paese. La vita è fatta di scelte. Chi vuole cambiare è invitato a scrivere alla REA info@reasat.it. Chi invece è contento e felici di come ci hanno ridotto, rimanga pure dove si trova e che Dio lo assista. 

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Maggiori informazioni sullo Stato Sociale

www.facebook.com/osservatoriostatosociale

Trasmissioni della REA (Piccole e medie radio e Tv europee associate)

1) I 7 Bisogni Capitali – https://www.youtube.com/watch?v=XbfDTMeAYXQ

2) L’assistenza legale umanitaria – https://www.youtube.com/watch?v=ZpNNm-LpbXI&feature=youtu.be

 

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