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Sunday, October 21, 2018

HAIKU: LA POESIA GIAPPONESE PROMOSSA DA FABRIZIO VIRGILI

Posted by Pietro Spagnuolo On dicembre - 25 - 2017 Commenti disabilitati su HAIKU: LA POESIA GIAPPONESE PROMOSSA DA FABRIZIO VIRGILI

Nel riquadro Fabrizio Virgili

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviataci da Pietro Spagnuolo. Si tratta di un omaggio a una particolare forma di poesia giapponese: l’ Haiku, ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Lo spunto lo ha dato Fabrizio Virgili, per due volte primo classificato nell’ambito del prestigioso premio promosso dalla Cascina Macondo Musicarteatro-Culture.

 

L’invito suonava così: “Sabato 2 dicembre ore 10.30 al circolo ALL ROUND, via don Pasquino Borghi, 96, Roma, Fabrizio Virgili terrà la lectio Magistralis sull’ HAIKU,  la poesia giapponese”. La proposta è stata inoltrata per e-mail attraverso il solito canale di ex compagni di scuola. Ovviamente è stato preso come la buona occasione per ritrovarci, a prescindere dall’evento; invece devo ammettere che per me è stata insieme una rivelazione e una scoperta. Rivelazione perché ritenevo di conoscere Fabrizio solo come ex campione sportivo e insegnante di educazione fisica, il che già non era poco; come scoperta la scoperta di un genere di poesia che non avevo mai avuto modo di incontrare e di cui subito ho avvertito una primitiva valenza dettata dal senso dell’immediatezza e dal mezzo della concisione. Non sto qui a scrivere un trattato sul genere, tuttavia sento di doverne tracciare i caratteri di assoluta novità per me, anche se nella letteratura italiana avevo incontrato poeti occasionalmente riconducibili nel tipo d’ispirazione, nello stile e nella struttura del verso a questi HAIKU’ giapponesi (D’Annunzio; Ungaretti; Quasimodo; Saba e, più convintamente, Sanguineti).

Si tratta di una forma di poesia in cui l’autore non indulge a se stesso né alle sue emozioni, ma si esprime esclusivamente e rigorosamente (ci sono regole al riguardo) per descrivere la Natura nei suoi meravigliosi e innumerevoli fenomeni, anche microscopici. Egli resta sempre stupito, ai limiti dell’incanto quando assiste, come folgorato all’istante, a quella singola manifestazione sia di un animale, sia di una pianta, sia di una pietra.

Tali componimenti nascono in Giappone nel XVII secolo e giungono in Italia solo a fine-800 primi-900 per merito di Mario CHINI (1876-1959) il quale con le “Note di Samisen” traduce e pubblica una raccolta di poesie Haiku, finendo poi col comporre (“Attimi”) anche lui in quello stile. L’opera di diffusione in Italia di questo genere va sicuramente riconosciuta alla Cascina Macondo Musicarteatro-Culture Associate, Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce, ideatrice del Manifesto della Poesia Haiku in lingua Italiana nonché del suo primo Concorso Nazionale (2003) con la pubblicazione delle regole  che prevedono per il componimento classico solo tre versi di 5 / 7 / 5  sillabe per un totale di 17 sillabe, come queste

Sazia di grano/un ramo la nasconde/ Ride una lepre”    o pure

 “Pigra calura/dal cavo delle mani/bevo la luna”

Ebbene proprio con questi versi, in due diverse edizioni del concorso nazionale, il nostro ex compagno di scuola ed ex atleta, Fabrizio Virgili, diplomato ISEF, fisioterapista e pedagogista, ha per due volte vinto il primo premio, che gli ha comportato 15 giorni di colta vacanza in Giappone.

PIETRO SPAGNUOLO: MANUALE DI UNA BABELE EDILIZIA ROMANA

Posted by Pietro Spagnuolo On maggio - 19 - 2017 Commenti disabilitati su PIETRO SPAGNUOLO: MANUALE DI UNA BABELE EDILIZIA ROMANA

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Di seguito riportiamo un articolo inviatoci dal giornalista Pietro Spagnuolo in merito a un’assurda vicenda di ristrutturazione urbanistica avvenuta nel corso di vari decenni a Roma. Più che un fatto locale è un caso emblematico di ‘schizofrenia’ progettuale. Foto: sullo sfondo di Piazza dei Navigatori (con il moderno palazzo già ‘vandalizzato’). Nel riquadro Spagnuolo (a sinistra) e il prof. Pietro Samperi, studioso e memoria storica della vicenda.  

 

OBIETTIVI NEGLI ANNI TRENTA. Doveva essere un progetto-modello di ristrutturazione urbanistica a Roma. Nella realtà si sta traducendo e in parte si è già tradotto in uno dei soliti grandi flop edilizi della Capitale, a danno ovviamente dei cittadini residenti. Si tratta di vicende che da anni caratterizzano e alimentano una accesa dialettica fra Cittadini-residenti (anche costituitisi in Comitati) e Istituzioni Locali, sulla sistemazione dei due ambiti territoriali di Roma,  piazza dei Navigatori e viale Giustiniano Imperatore (ottavo Municipio). La Storia parte da lontano, da quando il regime fascista ne fece la base logistica per la realizzazione dell’E42, l’Esposizione Universale con cui stupire il mondo e che la guerra annullò, anche se nessuno può negare che l’ ”EUR”, con la “Garbatella”, devono a quella iniziativa e alle opere pubbliche allora realizzate, la loro stessa esistenza come quartieri di Roma.

 

PRIMI INTOPPI. A seguito della Convenzione del 18 dicembre 1936 il Governatorato di Roma (poi Comune di Roma oggi Roma Capitale) cedeva  all’Istituto Fascista Autonomo per le case popolari della Provincia di Roma (poi IACP oggi ATER) alcune aree site in Roma per gli interventi di edilizia popolare e con l’obbligo di “cedere gratis al Governatorato stesso le aree necessarie per le definitive sistemazioni stradali” da realizzarsi in sede di “esecuzione dei lavori per l’attuazione del piano particolareggiato di ogni singola zona compresa nelle borgate sopra accennate”. Tra le aree cedute era ricompresa anche quella tra Tor Marancia e Piazza dei Navigatori secondo il piano particolareggiato di esecuzione della più ampia zona tra via delle Sette Chiese – via Imperiale – via Laurentina con altre nuove strade comprese nel Piano Regolatore Generale approvato con Regio Decreto del 1939 e successiva variante approvata con Decreto Presidente della Repubblica nel 1949. Quando però trascorre troppo tempo e tragiche cause di forza maggiore costringono ad affrontare  problemi nazionali assolutamente prioritari, tutto si viene a complicare nelle piccole realtà locali dove  i problemi   restano irrisolti e finiscono col trovare soluzioni  fuori dai dettami non solo della legalità ma anche fuori da quelli della logica e del buon senso, finendo, troppo spesso a Roma, col sottostare ad “altri” dettami.

 

ABUSI E NUOVI PROTOCOLLI. Nel febbraio 1961 l’IACP  procedeva alla consegna al Comune di Roma dell’area con i relativi allegati catastali in adempimento dell’obbligo assunto con la detta Convenzione del 1936 e con lo specifico fine di realizzare via Marco e Marcelliano e via di S. Petronilla; poi nel giugno1963 l’IACP (oggi ATER)  vendeva alla CPDEL (poi INPDAI oggi INPS) le particelle in questione.  Solo a partire dal 1996 si sono avute le prime Delibere Consiliari con Varianti al Piano Regolatore; Accordi di Programma; Scambi e Nuove destinazioni delle aree libere di proprietà pubblica e privata lungo la via Cristoforo Colombo, nel tratto compreso tra via Laurentina e piazza dei Navigatori e nelle aree adiacenti viale Giustiniano Imperatore; ma dal 1963 al 1996 che cosa era avvenuto in quelle aree e di quelle aree?

Abusi; lungamente e tacitamente tollerati, tanto lungamente da aver dato luogo e fondamento giuridico  a diritti di usucapione nel corso del tempo.

Protocolli di intesa tra gli Enti Pubblici Territoriali e i Proprietari delle aree private (Immobiliare Confcommercio s.r.l.; Federici-Igliori s.p.a.) con acquisizioniscambi di aree, trasferimenti catastali e di cubature, sempre tuttavia in permanenza di situazioni di contenzioso.

 

ANNI 2000. Nel marzo 2000 la Regione Lazio approvava tutte le varianti (del. Giunta n. 861/862; così pure nel maggio 2001 (delib. n.85)  il Commissario Straordinario del Comune di Roma, con i poteri del Consiglio Comunale, approvava il “Piano di utilizzazione delle aree di via C .Colombo da Porta Ardeatina a via delle Tre Fontane” e autorizzava il Sindaco a promuovere quanto prima un “Accordo di Programma per i Piani di Assetto e di Riqualificazione Urbana” relativi agli ambiti di piazza dei Navigatori e viale Giustiniano Imperatore.

 

Nel febbraio 2002 l’Accordo di Programma tra Comune e Regione veniva firmato, con la variante al Piano Regolatore e pubblicato sul Bollettino Ufficiale n.10. Ma  bisognava arrivare al 25 Marzo 2004 per veder  finalmente stipulata la CONVENZIONE URBANISTICA avente per oggetto l’Attuazione di quei Piani tra COMUNE DI ROMA, INPDAP, IMMOBILIARE CONFCOMMERCIO srl e MOUVM ULISSE-IGLIORI spa al fine di disciplinare e regolamentare la TOTALITA’ dei RAPPORTI con l’individuazione dei soggetti proprietari ed attuatori di immobili nonché riconosciute e ripartite le titolarità edificatorie in distinti comparti dei Piani di Assetto con indicati pure gli importi complessivi, comprendenti il quantum (irrisorio e neanche corrisposto) da corrispondere al Comune per l’acquisizione delle aree fondiarie nonché, a scomputo, il contributo previsto per le Opere di urbanizzazione primarie e secondarie (non realizzate).

 

TUTTO A POSTO. QUASI. Tutto appariva autorevolmente e autoritariamente disciplinato anche per la previsione della decadenza,  in caso di inadempienza grave da parte dei soggetti sottoscrittori e degli altri aventi titolo ad essi subentrati e questa inadempienza grave si era verificata per la mancata reintegrazione delle fidejussioni prestate a garanzia degli obblighi assunti, tanto che  la conseguente relativa procedura veniva avviata e formalizzata il 18 novembre 2015. In seguito anche l’Amministrazione Commissariale  ha cercato invano di trovare soluzioni al tavolo di Concertazione avviato in presenza delle diverse strutture capitoline (ottavo Municipio; Dipartimento Mobilità e Trasporti; Avvocatura Capitolina)  con i soggetti attuatori della Convenzione, senza riuscire  a delineare tutti gli aspetti dell’accordo (Opere di urbanizzazione da realizzare; Aggiornamento oneri; Rilascio dei permessi di costruire; Garanzie fideiussorie) né ad individuare con chiarezza l’effettiva proprietà di alcune aree private previste in convenzione e oggetto di contenzioso tra INPS (ex INPDAP), ATER e Ditta Federici e Igliori Costruzioni Edilizie SpA.

 

DUE NUOVI PIANI. Queste comunque le opere pubbliche, con i termini di inizio e fine lavori (5 anni ) che si sarebbero dovute realizzare secondo i progetti di intervento previsti  dall’Accordo di Programma nei due Piani A e B di Assetto di Piazza dei Navigatori (A) e di Viale Giustiniano Imperatore (B)  in forza della Convenzione Urbanistica del 25 marzo 2004  a “totali cura e spese dei proprietari contraenti privati”:

A – Rete stradale; Parcheggi pubblici a raso ed interrati; Rete fognatura costituita dal solo allaccio al collettore comunale; Allacci alla rete idrica; Allacci di distribuzione energia elettrica e di distribuzione del gas; Impianti di illuminazione aree pubbliche; Attrezzatura parco pubblico e viabilità pedonale; Sistemazione viabilità circostante esistente; Costruzione collegamento viario tra L.go Bompiani e p.zza Nerazzini; Realizzazione attrezzatura a parco per il tempo libero dell’infanzia di parte di via Rosa Raimondi Garibaldi; Realizzazione asilo-nido per 40 bambini.

B – Rete stradale della viabilità interna, parcheggi a raso ed interrati; Rete fognatura con allaccio al solo collettore comunale; Allacci alla rete idrica, impianti distribuzione energia elettrica e gas; Impianti illuminazione aree pubbliche; Attrezzatura Parco Pubblico e viabilità pedonale; Sistemazione viabilità circostante esistente; Realizzazione sottopasso via Cristoforo Colombo e relative opere connesse.

In cambio e a scomputo delle Opere Pubbliche erano contestualmente  autorizzate ai contraenti le seguenti Opere Private:

A – realizzazione di 150.000mc in piazza dei Navigatori e

B –  realizzazione di 34.000mc in via Giustiniano Imperatore.

 

COSA E’ STATO FATTO. Di queste opere private sono state realizzate edificazioni per complessivi 132.000mc pari a circa il 72% della cubatura prevista. Di contro c’è un’unica opera pubblica realizzata che rappresenta circa il 15% di quanto previsto in Convenzione. Il 22 marzo 2017, a due giorni dalla scadenza della Convenzione, la Nuova Giunta Capitolina approva la delibera che ne proroga di sei mesi la durata e da’ mandato ai propri Uffici di predisporre lo schema di convenzione novativa. Entro 45 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta approvazione, la ditta Federici e Igliori per Costruzioni edilizie SPA dovrà fornire idonea garanzia fideiussoria a copertura degli obblighi originari di convenzione pari a  7.127.435 di euro con efficacia fino alla nuova stipula di convenzione, oltre alla formalizzazione delle nuove garanzie. Che succederà ora che i 45 giorni sembrano trascorsi? Oppure non è stata ancora notificata l’avvenuta approvazione della delibera a quella ditta?

 

I RISCHI PER I CITTADINI. I rischi che i cittadini-residenti paventano di correre ora  sono prevalentemente nel gioco e nel peso degli interessi privati in ballo, interessi che possono tradursi in aumento dei diritti edificatori e che, per esperienza, si realizzano quasi sempre a danno dell’ interesse pubblico.

E’ doveroso qui citare:

  • L’Associazione “Italia Nostra”
  • Il Comitato “Piazza dei Navigatori”
  • Il Comitato “Parco Scott”
  • Il Comitato “Fieramente”

Associazioni che con l’ausilio  del prof. Pietro Samperi, Presidente dell’Unione Cattolica Italiana Tecnici e veritiera memoria storica, tanto si stanno adoperando nell’interesse dei cittadini-residenti in questa annosa vicenda dagli sbocchi assolutamente da seguire e  verificare.

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Vedere il video Il seme di un nuovo Stato Sociale

 

 

DAL BONI: “VI RACCONTO IL CONTRIBUTO ITALIANO A PANAMA”

Posted by Pietro Spagnuolo On settembre - 23 - 2015 Commenti disabilitati su DAL BONI: “VI RACCONTO IL CONTRIBUTO ITALIANO A PANAMA”

Il titolo è abbastanza lungo ma molto chiaro negli intenti: ‘Panama Italia y los italianos en la epoca de la construccion del Canal’ – 1880 -1915 (Panama – Italia, gli italiani all’epoca della costruzione del Canale). Un periodo storico importante che il giornalista Diego Dal Boni Hasenberg ha saputo raccontare in maniera divertente e con dovizia di particolari. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’anno dell’Italia in America Latina promosso dal nostro Ministero degli Affari Esteri e dalle autorità italiane per una sempre più stretta collaborazione con un Continente al quale l’Italia si sente particolarmente legata. Tanti, infatti, sono stati gli italiani che hanno dato la loro opera, di braccia e di mente, collaborando alla realizzazione di un manufatto a dir poco colossale, con tanto dispendio di forze, con sacrificio ma che alla fine si è rivelato di assoluta utilità per l’uomo.

 

Dal Boni è un profondo conoscitore della realtà latino americana, soprattutto dell’America centrale (ha vissto per molti anni a Cuba e ora a Panama). Oltre a raccontare  vicende storicamente registrate e professionalmente documentate sull’intera opera del Canale, nel suo libro si è soffermato anche sul grado di partecipazione e di apporto di cui i nostri connazionali hanno dato prova nel far crescere l’intero Paese in prosperità  e benessere, così da godere essi stessi, come è giusto che sia, delle posizioni di prestigio in cui i loro meriti li avevano collocati. Panama si rivela oggi un Paese felice, tanto che dall’Italia molti sono ancora quelli che chiedono di risiedervi e non solo pensionati ma anche e soprattutto operatori economici .

 

A questo riguardo è in vigore dal 1965 e recentemente rinnovato, un Accordo Bilaterale di Amicizia, Commercio e Navigazione tra Panama e l’Italia. La dimensione umana di siffatte relazioni tra i due Paesi ha favorito, con sempre crescente intensità, lo stabilirsi nella terra di Panama di numerose imprese nel campo  dell’energia, delle infrastrutture, delle assicurazioni, dell’industria, della logistica e di tanti altri settori produttivi che stanno accompagnando il Paese in quel processo di trasformazione e di crescita che ha fatto e continua a fare di Panama una terra di grandi opportunità e di favorevoli prospettive. Tutto questo all’insegna del raddoppio del Canale.

 

Panama Italia y los italianos en la epoca de la construccion del Canal

p.214

b&O impresores – Panama

mzbroto@cwpanama.net

Nota: Attualmente è in corso la traduzione del libro, in previsione della stampa e della pubblicazione in Italia.

 

 Diego Dal Boni Hasenberg

PIETRO SPAGNUOLO: PROVIAMO A CREDERE NELL’EUROPA

Posted by Pietro Spagnuolo On aprile - 22 - 2015 Commenti disabilitati su PIETRO SPAGNUOLO: PROVIAMO A CREDERE NELL’EUROPA

Ho appreso con piacere su Punto Continenti che un gruppo di persone ha deciso di approfondire la delicata quanto ineludibile questione della nascita di un Nuovo Stato Sociale. Del resto di Welfare mi sono occupato in passato anche professionalmente e condivido l’impostazione che è stata data al problema, soprattutto per quanto riguarda la necessità di creare una via e un’economia alternativa per soddisfare quelle che sono state individuate come le sei esigenze prioritarie (nutrirsi, vestirsi, avere un tetto, curarsi, istruirsi e difendersi legalmente), nell’ambito di uno Stato Sociale che è cosa ben diversa da uno Stato Assistenziale. Mi riprometto, quindi, di leggere con molta attenzione le prossime pubblicazioni sull’argomento annunciate dalla REA per poi esprimere alcuni personali suggerimenti. Nel frattempo mi limito a esporre una breve riflessione.

 

Riformare il sistema? Non sarà facile fare opera di persuasione su persone oggi avvezze ad un tenore di vita più che soddisfacente.  Il benessere di cui finora ha goduto il mondo occidentale (Paese più Paese meno) è sostanzialmente derivato, in buona parte, dal malessere dei Paesi del terzo e quarto mondo. Si veda a tal fine quanto furiosamente questi ultimi oggi aspirino a conquistarselo –questo benessere- e a quali costi. “La ricchezza delle Nazioni” oggi si deve coniugare come ricchezza del mondo intero (grazie alla globalizzazione) e chiunque volesse cominciare a ripartirla equamente, dovrebbe accettare di cambiare radicalmente anche le proprie (cattive?) abitudini.

 

Tutto ciò non sarà proprio facile perché, come dicono i filosofi, le abitudini, anche le peggiori, generano la fede. Intanto, però, assistiamo ad eventi di tragicità inaudite che si propongono come affermazione, per non dire trionfo, dell’ egoismo umano (se ancora di uomini si deve parlare). Nella Repubblica sudafricana è scoppiata la caccia allo straniero, con morti bruciati vivi, perché stranieri indotti dalla miseria a cercare lì i più miseri mezzi per sopravvivere. Perciò sono stati considerati rei di “rubare il lavoro e il pane agli autoctoni” (?).

 

Questo certo non può accadere nella civilissima Finlandia. Tuttavia le recenti elezioni hanno visto affermarsi anche in questo Paese schieramenti politici tutt’altro che motivati da programmi solidaristici, di fronte a prospettive di robusti tagli alla spesa pubblica e di ridimensionamento degli standard del loro stato sociale. Perciò la Grecia può andare tranquillamente “in default”   (dire “a fondo” sarebbe politicamente scorretto). Un nuovo Stato sociale doveva essere prospettato e proposto in termini sovranazionali (europei) ma finora in Europa hanno prevalso l’idea , la filosofia, la cultura e l’etica protestante (absit iniuria verbis), tutte per carità degnissime di rispetto, ma assolutamente incapaci di concepire interventi solidaristici diversi dalle comuni forme di elemosina. Comunque, indipendentemente dalle sue profonde lacune e manchevolezze, appare sempre più conveniente credere nell’Unione Europea come unica possibile soluzione a questo tremendo intreccio di problemi interni ed internazionali.

 

 Pietro Spagnuolo

 

 

 

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