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Sunday, August 19, 2018

A ROMA LA TERZA MOSTRA CINEMATOGRAFICA CINESE IN ITALIA

Posted by Mario Ciotti On luglio - 31 - 2018 Commenti disabilitati su A ROMA LA TERZA MOSTRA CINEMATOGRAFICA CINESE IN ITALIA

Foto: Zhang Xiaobei, presidente della rassegna cinematografica cinese in Italia, mentre viene intervistato. Nel riquadro Mario Ciotti

 

Riportiamo di seguito la nota preparata da Mario Ciotti in merito alla Terza Mostra Cinematografica Cinese in Italia.

 

Quattro giorni di film, incontri, dibattiti con i migliori registi cinesi, ansiosi di confrontarsi con quelli del cinema italiano, ritenuto dagli asiatici uno dei migliori al mondo. L’occasione per creare future e importanti collaborazioni è la terza edizione della “Mostra Cinematografica Cinese in Italia”, che partirà dalla sala Fellini dell’Istituto Luce di Cinecittà  giovedì 4 ottobre, per proseguire fino a domenica 7 ottobre con le premiazioni dei miglior film.

La rassegna cinematografica che nelle passate edizioni ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ufficio culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, della Regione Lazio e di Roma Capitale, è stata ufficialmente annunciata dal   Sig. Zhang Xiaobei rappresentante per l’Italia del gruppo Guang Hua Cultures et Media, e dalla  Dott.ssa Manqing Fang,  direttrice del giornale internazionale Nouvelles D’Europe Italia,  la più importante realtà editoriale dei media in lingua cinese in Europa. Oltre ai canali di informazione tradizionali, la società, investe notevoli risorse nello sviluppo di nuove tecnologie informative, attraverso i siti: oushinet.com, chine-info.com, uk.chinainfo24 e la rete TV europea. Le stesse testate giornalistiche, utilizzano una piattaforma di Micro Buogging, con una sezione legale “Fzone” che fornisce riferimenti mirati ai cinesi residenti in tutta Europa.

“E’ per noi motivo di orgoglio – dice Zhang Xiaobei, presidente della mostra cinematografica – essere qui nella città eterna, dove sono nati i più grandi  maestri  del  cinema e che rappresenta il  più    celebre   e  prestigioso  luogo  d’incontro tra gli appassionati del settore e gli operatori cinematografici. Con questa iniziativa – prosegue Zhang – ci auspichiamo di creare una solida sinergia tra il cinema cinese e quello italiano, che già oggi, nella nuova era del progetto “One Bel One Road”, costituisce la principale base di scambio italocinese a livello culturale”

Numerosi i registi, attori e produttori cinesi  tra i più in vista del momento, che hanno dato la propria adesione e che giungeranno presto nella Capitale.Tra le novità la proiezione, per la prima volta all’interno della rassegna cinematografia cinese,  di: “Un figlio a tutti i costi”, commedia italiana diretta e interpretata da Fabio Gravina, che vede nel cast, personaggi di elevato spessore come: Maurizio Mattioli, Ivano Marescotti, Beppe Convertito e tanti altri bravissimi e notissimi attori. Un film, con musiche di Gigi D’Alessio,  che narra le vicissitudini di una coppia desiderosa di avere un figlio, il quale sta riscotendo, un  grosso successo di pubblico e critica anche al di fuori dei confini nazionali, per l’originalità del modo di trattare un tema così delicato e di ricorrente attualità.

Per info: Mario Ciotti – 3929035561 – 0693374881 email: mciotti@supereva.it–  it@oushinet.com

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L’EURO? UN GRANDE INGANNO DELLA STORIA. PAROLA DI PADOVANI.

Posted by Mario Ciotti On febbraio - 4 - 2016 Commenti disabilitati su L’EURO? UN GRANDE INGANNO DELLA STORIA. PAROLA DI PADOVANI.

 Cesare Padovani

 

L’euro è una moneta debito creata dal nulla da un gruppo di privati e prestata ad alti interessi al resto della comunità, Stato e privati. Ad affermarlo è il Prof. Cesare Padovani, uno che di numeri se ne intende. Non per nulla Padovani è ricercatore presso l’Università degli studi dell’Aquila, dove si occupa di fisica ed informatica.

Professore, ci può spiegare meglio questo concetto?

Semplice, questo è un meccanismo che porta alla generazione di un debito con due caratteristiche: la prima è che si tratta di un debito di carta, carta stampata dal nulla da privati. La seconda invece riguarda gli interessi che dovremmo restituire ai privati attraverso una maggiore quantità di carta di quella ricevuta. Dato che questo è fisicamente impossibile, si ha come risultato che questo debito di fatto è inestinguibile.

Quindi lei sta dicendo che è un debito virtuale?

Dico che è un debito inesistente, perché la banca centrale, insieme alle banche commerciali, si comporta come una tipografia.In sostanza, siamo di fronte a un debito di carta (cioè di nulla!), per giunta inestinguibile. Questo rappresenta il più grande inganno della storia dell’umanità!

Secondo lei, come è stato deciso un cambio così penalizzante per il nostro Paese?

L’Italia nello scacchiere evidentemente conta poco. Però bisogna precisare questo: in realtà gli stessi Stati contano poco o nulla. Quelli che contano sono gruppi di potere sovranazionali, gruppi che hanno deciso di abbattere l’economia dell’Italia, che, attraverso le piccole e medie imprese, rappresentava il nostro punto di forza, specialmente nei mercati esteri dove esportavamo i nostri prodotti sempre più richiesti ed appetibili.

Il cambio ci ha quindi penalizzato insieme a tutta una serie di azioni, volte alla distruzione della piccola e media impresa italiana. L’irpef, per esempio, tassa sull’intero fatturato di un’azienda, e quindi anche sui salari degli operai, ha provocato la chiusura di molte aziende, oppure il loro trasferimento all’estero.  È il caso di molteaziende a conduzione familiare, come per esempio quelle della Val Vibrata, zona tra Abruzzo e Marche, che non avevano un grande fatturato, ma producevano un piccolo utile per l’imprenditore, che in questo modo poteva mantenere la propria famiglia senza grossi problemi.

Ora molte di queste realtà sono state costrette a chiudere i battenti, oppure si sono trasferite in paesi dove la tassazione è più contenuta e non soffoca l’iniziativa imprenditoriale. Ecco, questa è una delle conseguenze dell’Irpef, che ha annullato di fatto il piccolo utile dell’imprenditore. Naturalmente in tutto questo c’è chi ne trae beneficio, per esempio le aziende inglesi o tedesche. Ritengo che il sistema è studiato per mettere in ginocchio tutti gli stati, a partire  da quelli più deboli della zona del mediterraneo e del sud che sono destinati ad essere fagocitati dal potere in mano a sistemi finanziari ed economici sovranazionali.

Come vede il futuro economico dell’Italia?

Dal punto di vista materialistico il futuro è nero, perché il sistema è proprio studiato per impoverire la gente. Anche quello che tutti i giorni ci dicono, ovvero che stiamo uscendo fuori dalla crisi, per me non è assolutamente vero. Si tratta solo di slogan perché il sistema è studiato per penalizzare i popoli. Però dal punto di vista evolutivo delle coscienze, il futuro è roseo perché questo impoverimento e queste ingiustizie produrranno forti prese di coscienza.

Da cosa deriva questa sua certezza in merito ad un debito che non esiste?

Perché lo Stato si indebita? Perché non può stampare moneta e creare così denaro. Allora chi è che crea denaro? Ebbene il denaro viene creato dal sistema bancario e prestato a Stati e privati a interessi. Ma in che modo il sistema bancario crea denaro? Dal nulla a costo zero. Quindi è matematico che questo debito non è reale, ovvero è un debito inesistente. Nella sostanza ci si indebita con la tipografia che stampa le banconote (fisiche o virtuali che siano). Tuttavia, questa ingiustizia colossale ha un grosso aspetto educativo, perché permette di prendere coscienza proprio sulla natura del denaro e su chi debba crearlo.

Lei che è un professore universitario, continuamente a contatto con i giovani, come li vede? Sono interessati alle attuali problematiche?

Alcuni stanno capendo, anche se la mia impressione è  che la grande maggioranza è ancora assopita.

Quindi c’è ancora da attendere?

Si c’è da attendere ma non passivamente. Chi ha compreso ha l’obbligo, il dovere esistenziale e morale, di informare gli altri. E di spronarli ad essere più informatisulle scelte che vengono prese sulle nostre teste.

L’Europa così come è stata concepita ha un futuro?

Certo che ha un futuro, ma non certo di libertà. Tutti noi siamo sotto questo sistema, che non rappresenta sicuramente la massima ambizione per i suoi cittadini. E’ un sistema finanziario-economico, basato su dei principi, tipo quello del profitto e quello del pareggio di bilancio imposto costituzionalmente, che sono funzionali al capitale ma non al benessere dei cittadini. E’ come se vivessimo in una dittatura, naturalmente non violenta, basata sull’economia e sulla finanza e che fa uso di slogan. Va evidenziato però che anche noi siamo complici, quando mettiamo il profitto al primo posto, o quando sposiamo lo slogan che il tempo è denaro, o quando deleghiamo potere ai politici, senza controllare da vicino il loro operato

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