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Saturday, December 16, 2017

CON IL LIBRO ‘ROTOLINA’ PINELLA GAMBINO AFFRONTA IL BULLISMO

Posted by Andrea Mariotti On novembre - 18 - 2017 Commenti disabilitati su CON IL LIBRO ‘ROTOLINA’ PINELLA GAMBINO AFFRONTA IL BULLISMO

Riportiamo di seguito la prefazione del libro Rotolino (edito dalla Armando Editore) di Pinella Gambino, firmato da Andrea Mariotti (poeta e  critico letterario). Si tratta di un lavoro letterario che affronta una tematica sociale di grande drammaticità e attualità: il bullismo. Nei riquadri: Pinella Gambino e la copertina del suo libro. 

 

Nata ad Agrigento, Pinella Gambino vive e insegna a Catania presso la scuola comunale d’infanzia. Ha pubblicato poesie in diverse antologie: Parole sparse;  Impronte; “Mario Luzi, l’uomo e il poeta” e Autori vari, dedicata a Pier Paolo Pasolini. Nel 2013, “Tra rime baciate e favole stonate”, un libro di poesie per bambini; Riconoscimenti Speciali e presentazione al centro L.da Vinci Milano della silloge poetica “Per diventare la donna che sono”, con le immagini della fotografa Miranda Gibilisco. Nel maggio 2016 la Armando Editore pubblica il suo racconto per bambini: “La storia di Martino. Il cavalluccio marino che credeva di essere un bambino”. Nel 2016 Gambino partecipa alla mostra di Miranda Gibilisco “Melodie del silenzio” con le sue poesie, al museo civico di Gualdo Tadino (Perugia). Nell’aprile 2017 sempre la Armando Editore pubblica il suo nuovo racconto “ Rotolina” una storia sul bullismo, presentato a Firenze al caffè letterario Giubbe Rosse nel mese di maggio dall’Associazione Archivi Ventrone, con la prefazione del poeta e  critico letterario Andrea Mariotti e le illustrazioni del pittore Stefano Donati.

 

Un nuovo tuffo nella fantasia è senz’altro questa storia di Pinella Gambino successiva a quella di Martino (il cavalluccio marino che credeva di essere un bambino). Una soffusa poeticità intride infatti la vicenda di Rotolina, staccata dalla “madre” per “piccole fratture”, “erosioni del vento e della neve” in montagna e precipitata in un fondovalle focalizzato sulla vita scolastica di ragazzi avvelenati dal bullismo. Come dire un freudiano scontro (dominato dalla scrittrice siciliana) fra il principio di piacere – “nell’ascoltare racconti…poiché porgendo l’orecchio a cose gustose svaporano gli affanni” (dal Racconto dei racconti di Giambattista Basile)- e il principio di realtà, in quanto agli occhi della piccola roccia consapevole si dischiude un mondo fatto di soprusi, incomprensioni e finanche angosce degli umani.

 

La presente prefazione non intende negare al lettore il piacere di scoprire nei particolari l’intreccio della storia di Rotolina; più importante mi sembra chiedersi se il testo in oggetto, da ascrivere alla “letteratura per ragazzi” – testo nel quale Pinella Gambino trasfonde davvero il suo talento antico, in qualche modo prelogico– non vada bene anche per gli adulti. Ebbene, la risposta non potrà che essere positiva; nel senso che, in chiave antropologica, nelle storie della Gambino l’odierna e arrogante cultura delle immagini che ci tiranneggia -così efficacemente analizzata da Vittorino Andreoli in suo profetico saggio del 2007 dal titolo La vita digitale– viene felicemente contrastata dal flusso potente dell’immaginazione. Ascoltiamo in merito Giacomo Leopardi: “L’immaginazione come ho detto è il primo fonte della felicità umana.

 

Quanto più questa regnerà nell’uomo, tanto più l’uomo sarà felice. Lo vediamo nei fanciulli…” (Zibaldone, 168; luglio 1820). Nella storia di Rotolina quasi irresistibile si rivela -a partire dalla minuscola pietra, frutto d’intuizione creaturale della Gambino- la forza di personificazione capace di far parlare torrenti, aquile, castori e gufi; in quell’ambiente di montagna governato da un principio d’armonia e improvvisamente inquieto per le vicissitudini cui è andata incontro la piccola, pietrosa sorellina.

 

Chi scrive è stato particolarmente colpìto da quanto succede nel capitolo settimo all’aquila Grisilde una volta che si è alzata in volo in soccorso di Rotolina: “ Iniziò a volare a bassa quota, seguendo le curve del torrente. Perbaccolina alata -si disse- quante meraviglie possiede la terra! E si abbassò fin quasi a sfiorare le cime degli alberi, mentre la panoramica si allargava sugli animali al pascolo. E quei colori…quel verde, giallo e marrone che sfumando si mischiavano, davano origine ad un tappeto di velluto, dove nessun colore primeggiava, ma tutti insieme allargavano il cuore.

 

Era il respiro della vita…e per un attimo Grisilde si scordò di cosa era venuta a fare, e del compito che le era stato appena affidato”. Ecco, nell’improvviso “vuoto di memoria” di Grisilde, aquila leggermente svampita, si può forse cogliere l’acme di quella soffusa poeticità vibrante nelle pagine della Gambino; senza superficiale approccio circa la vicenda di Tino (il ragazzo vittima di bullismo): vicenda debitamente integrata in un testo di fantasia comunque orientato a far riflettere sul mondo reale. Non è difficile in conclusione prevedere sviluppi sempre più interessanti dell’arte narrativa di Pinella Gambino, che ringraziamo per questo suo dono, frutto di autentica ispirazione.

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