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Tuesday, May 22, 2018

Posted by Maurizio Miranda On maggio - 4 - 2018 Commenti disabilitati su

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ALMA DADDARIO E IL SUO CORSO DI SCRITTURA DRAMMATURGICA

Posted by Punto Continenti On marzo - 19 - 2018 Commenti disabilitati su ALMA DADDARIO E IL SUO CORSO DI SCRITTURA DRAMMATURGICA

Foto: nel riquadro Alma Daddario

“Un racconto è una storia che viene narrata in tempi rapidi e precisi, caratterizzata da un linguaggio sintetico e diretto, basato più sulla sottrazione di dettagli che sulla loro diluizione. Il tutto condito da una buona dose di “suspense”, un’aspettativa che possa tenere alta l’attenzione del lettore. Il linguaggio teatrale rappresentato dalle tre S  (sintesi, simbolicità,  sonorità), ha molto in comune con la narrativa propria del racconto breve. Per questo un racconto ha tutte le caratteristiche per poter diventare una sceneggiatura, o meglio una perfetta partitura scenica”. In questi termini la giornalista e scrittrice Alma Daddario ha presentato il suo nuovo Corso di scrittura drammaturgica, promosso dall’Istituto Teatrale Europeo fondato nel 1973 e accreditato dal Ministero dell’Istruzione (d.m. 90 del 1/12/2003)

 

In questo campo la Daddario, che vive e lavora a Roma, è sicuramente un garanzia. Nella Capitale  svolge la sua attività collaborando con varie testate giornalistiche. E’ anche autrice teatrale: premiata per “Siamo tutti…libertini” con il premio “Stanze Segrete”, ha inoltre rappresentato “Albertine o della gelosia”, “L’anima e la voce”, “Le confessioni”, “Ritmo spezzato”, “Le attese: moods for love”, “Come nebbia sottile o lieve sogno”, “Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede”, “L’anima e la voce”,  “Clitennestra”, “Pancrazio, la libertà di avere paura”.  Inoltre, ha pubblicato narrativa e saggi sulla scrittura creativa. Con la scrittrice Dacia Maraini ha collaborato, presso il Centro Internazionale Alberto Moravia, alla realizzazione di seminari di scrittura teatrale e creativa. Fa parte della giuria del premio teatrale: “Ombra della Sera” per il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra e del concorso internazionale di drammaturgia contemporanea: L’Artigogolo, organizzato dall’Editrice ChiPiùNeart. E’ membro del CENDIC: Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea.

 

Il corso della Daddario, realizzato con altri autori (verrà presentato il 28 marzo al Teatro Abarico di Roma), prevede otto incontri (un incontro a settimana della durata di due ore e trenta). Gli incontri consistono in una parte teorica e una pratica. Sono inoltre previsti momenti di confronto con attori professionisti e registi. Prevista una sessione successiva di perfezionamento, cui potranno accedere gli allievi che abbiano seguito la prima, con altri otto incontri al termine dei quali i testi migliori saranno pubblicati in antologia. Ma vediamo alcuni aspetti caratterizzanti il corso che si svolge a Roma presso il Teatro Abarico in Via dei Sabelli 116.

 

PROGRAMMA

  • Si prevedono otto incontri (un incontro a settimana della durata di due ore e trenta)
  • Gli incontri prevedono una parte teorica e una pratica. Sono inoltre previsti momenti di confronto con attori professionisti e registi.
  • Prevista una sessione successiva di perfezionamento, cui potranno accedere gli allievi che abbiano seguito la prima, con altri otto incontri al termine dei quali i testi migliori saranno pubblicati in antologia.
  • La tecnica dell’ascolto: memorizzare, prendere appunti, congelare
  • Narrativa da recitare e teatro da leggere: contaminazioni possibili
  • La grammatica della drammaturgia e le regole delle 3 S. La differenza nella punteggiatura
  • Scrivere per il corpo: l’adattamento di un testo letterario per il teatro. Affiancare gli attori
  • Dal monologo al dialogo
  • Linguaggio e ascolto: sintesi e sonorità. Esercitazioni pratiche.
  • Suspense e ritmo: creare le attese
  • L’importanza dell’incipit
  • Prendere appunti, memorizzare, congelare
  • Consigli bibliografici

 

LA PAROLA DELLA NARRATIVA DECLINATA A TEATRO

Franz Kafka, Julio Cortàzar, Dino Buzzati, Italo Calvino, Don De Lillo, Paul Auster, Katherine Mansfield, Joyce Carol Oates, Alice Munro, Flannery O’ Connor, Raymond Carver, Tennessee Williams e altri ancora: le storie brevi di questi autori, pur diversissime fra loro, contengono i germi di una potente teatralità. Il fantastico, il mistero, la frammentarietà, il gioco fra i piani di realtà e sogno, passato e immaginazione, la presenza-assenza di certi personaggi, l’approfondita indagine psicologica degli stessi e anche uno spiazzante senso dell’imprevisto, sono tutte caratteristiche che accomunano le opere narrative brevi.

 

Queste caratteristiche, quasi spontaneamente, chiamano queste opere a un approdo scenico. Si tratta di una teatralità obliqua, anomala, indiretta, inaspettata: una teatralità tutta contemporanea, modulata sulla simbolicità di un linguaggio che spesso lascia più spazio all’intuizione che all’azione, che ha a che fare più con Beckett che con Shakespeare. Alcuni racconti brevi e brevissimi di un autore come Dino Buzzati, per esempio, appaiono molto più contemporanei e più “teatrali” delle opere che lo stesso Buzzati ha scritto appositamente per le scene. Altro esempio eccellente è quello del drammaturgo Tennesee Williams che ha iniziato cimentandosi in brevi racconti, ritratto di un’America generosa e al contempo spietata, trasformando alcuni di questi in magnifici testi teatrali, come Ritratto di ragazza in vetro, divenuto per le scene: Lo zoo di vetro.

 

MODALITÀ DI ADESIONE

Il corso di Scrittura Drammaturgica prevede un contributo associativo di €. 200,00 –  Invitiamo coloro che fossero interessati a prenotare la propria partecipazione scrivendo a info@istitutoteatraleuropeo.it . Per ulteriori informazioni: 3485483107

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Video sullo Stato Sociale

 

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DINO SUPPA: RITROVIAMO L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

Posted by Maurizio Miranda On febbraio - 25 - 2018 Commenti disabilitati su DINO SUPPA: RITROVIAMO L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

 

Gli italiani che oggi vivono in Italia sono 60’589’445 . Oltre 60’000’000 di italiani e figli di italiani vivono in tutto il mondo.                         Dei oltre  60’000’000 residenti all’estero, solo 4’973942 sono registrati all’AIRE e di questi, 606’000 vivono in Svizzera.

I nostri politici non si chiedono, ignorano o fanno finta di non sapere perché la metà dei propri concittadini vive all’estero e                    solo il 15% è ancora cittadino italiano al 100% ?

L’emigrazione è sorta quando l’essere umano ha cominciato a socializzare.  Spostandosi, ha cercato e si è stabilito in luoghi più idonei alle proprie esigenze. In quei nuovi luoghi ha disboscato, bonificato, costruito e realizzato quanto desiderava. In altri casi ha combattuto per conquistarsi luoghi e borghi già esistenti fondendosi con i loro abitanti. In altri casi ha chiesto e ottenuto ospitalità in cambio di servizi e lavoro.

Quali sono le cause principali della migrazione? È difficile isolare il fattore singolo più importante che porta alla decisione di spostarsi; generalmente, la responsabilità andava attribuita ad una combinazione di circostanze.  Qualsiasi decisione di migrare o di spostarsi,  deriva da una particolare serie di circostanze, ed è spesso difficile individuarle.                                                                                                                                                                                                                                                            Probabilmente il motivo principale è economico e finanziario: la percezione dell’opportunità di migliorare le proprie condizioni materiali guadagnando di più. Nelle grandi migrazioni storiche dei secoli passati, la prospettiva di una vita migliore portò decine di milioni di persone dalla loro patria al Nuovo Mondo e alle nuove terre dell’emisfero meridionale.                                                                                 Anche le condizioni politiche hanno generato migrazioni su larga scala. Espulsioni e fughe hanno contribuito a tali spostamenti.              Le guerre civili e i conflitti armati internazionali generano correnti migratorie, sebbene la fine delle ostilità tenda ad essere seguita da un rientro della maggioranza dei migranti.

Questa era la linea generale che spingeva all’emigrazione popolazioni in difficoltà, accettandone le condizioni, le usanze, rispettandone le leggi e accettando di buon grado e tanta riconoscenza la possibilità di una vita migliore in luoghi diversi dal Paese natio.

Tutti i Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione si sono arricchiti con l’incremento di queste nuove forze e capacità.

Oggi in Italia non è sempre e tutto così. Lo Stato italiano, accetta l’invasione di tanti stranieri che non apprezzano nemmeno quello che gli viene messo a disposizione, e nega ai propri cittadini esigenti, gli stessi trattamenti e condizioni di vita.                                                                                          Perché non utilizza queste nuove energie per colmare le lacune lavorative ed economiche come fanno gli altri Stati civili ? e maschera sotto falsa solidarietà, la propria incompetenza, la pessima e sconsiderata gestione dello Stato ?

Anche i nostri connazionali sono in gran parte emigrati per cercare altrove quanto non trovavano in casa propria.

I governanti italiani, non si sono limitati solo a promuovere l’allontanamento dei propri cittadini dall’Italia, ma addirittura li hanno usati come scambi commerciali con altri Paesi. Il Belgio ha dato all’Italia “carbone” in cambio di immigrati italiani da utilizzare nelle miniere per l’estrazione del carbone.

I Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione, si sono arricchiti con questa aggiunta di risorse umani di diverse categorie e con diverse capacità. Hanno accettato gli emigranti in cambio di prestazioni di lavoro e con l’obbligo di rispettare le leggi, usi e costumi del loro Paese. A queste persone, dopo anni di assimilazione della cultura, conoscenza della lingua e delle leggi è stata offerta la possibilità di comperare la cittadinanza del Paese ospitante.

Ad ogni tornata elettorale si evidenzia l’arroganza e la presunzione di molti politici che, col mandato ricevuto, non solo non hanno realizzato quanto vantavano di realizzare, predicandolo nella campagna elettorale, ma hanno anche contribuito a umiliare, massacrare e dissanguare i cittadini che li hanno eletti.                                                                                                                                                                     Ora, puntando sulla demenza e ignoranza politica dei loro elettori, si ripresentano rifacendo promesse astronomiche e utopiche che loro stessi sanno di non poter mai realizzare.

Si ripresentano anche alcuni politici che, anche se armati di buona volontà e grandi progetti, non sono riusciti a realizzare quanto volevano perché condizionati dai loro dirigenti dei partiti, che impongono cosa e quando farlo.

Si sono candidati anche gruppi di giovani con idee e progetti moderni e attraenti che: promettono di cambiare il Sistema, eliminare la Casta e ridare all’Italia il rispetto che merita.

Per realizzare questo miracolo politico bisognerebbe innanzitutto cambiare la mentalità di tantissimi italiani che, per servilismo e ottusità continuano a dare il loro consenso elettorale a personaggi che li hanno già sfruttati, umiliati, presi in giro.

Sarebbe un sogno meraviglioso avere un governo giovane, moderno, funzionante e sburocratizzato.

E’ risaputo che la Costituzione italiana è una delle migliori al mondo.

Sono convinto che per far funzionare il Paese,

basterebbe:

 

Far rispettare l’attuale Costituzione senza continuare a fare modifiche insensate.

Rendere lo Stato più presente nel Paese con le forze dell’ordine, oggi destinate in gran parte a fare la scorta o ad accompagnare “Onorevoli”  a fare la spesa, o a portare il cane al parco.

Eliminare e non far eleggere politici indagati o addirittura già condannati.

Limitare l’eleggibilità dei politici al massimo di due legislazioni.

Eliminare i vitalizi ai politici non più eletti.

Eliminare i tanti e inutili ministeri.

Dare la scorta e l’auto blu, solo alle alte cariche dello Stato.

Creare un ministero per l’emigrazione, guidato e gestito da ex emigranti.

Aumentare considerevolmente il dazio sui prodotti importati dall’estero, che esistono e vengono prodotti in Italia.

Limitare o ridurre gli interventi dei nostri militari all’estero e reintrodurre il servizio militare obbligatorio.

Dato che: Lo Stato Italiano non ha potere giuridico e amministrativo sui dipendenti del Vaticano e del Clero che operano nel Vaticano e in tutto il nostro Paese, necessita:

Limitare le costanti interferenze, invasione e imposizioni della Chiesa nelle attività dello Stato e nella vita comune dei cittadini italiani

Ritrattare e ridimenzionare i “Patti Lateranenzi” vera sottomissione e servilismo dello Stato Italiano al Vaticano.

Far pagare le tasse al Vaticano per tutti i beni immobili che possiede sul territorio italiano.

Far pagare TUTTI i servizi che lo Stato Italiano fornisce al Vaticano.

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