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Friday, July 20, 2018

BOCCADAMO: PER LA DISABILITA’ UNA FONDAZIONE D’ORO PURO

Posted by Myriam Spaziani Testa On gennaio - 26 - 2017

Foto: Tonino Boccadamo

In Italia il cosiddetto terzo settore svolge un ruolo significativo e realmente integrativo rispetto all’intervento dello Stato nell’ambito dell’assistenza sociosanitaria. La sussidiarietà orizzontale, quando ben organizzata e soprattutto correttamente gestita, determina ricadute oltreché efficienti, soprattutto efficaci su una parte di popolazione (oggi, purtroppo, notevolmente consistente) che, se non sostenuta e adeguatamente aiutata, rischierebbe l’invisibilità e quindi potrebbe non godere dei diritti fondamentali di cittadinanza,costituzionalmente garantiti. Tali diritti vanno dal diritto a una vita dignitosa, all’assistenza sanitaria e sociale, al lavoro, alla casa, all’istruzione etc.

 

La Fondazione Boccadamo, con sede nel Lazio,a Frosinone, è una organizzazione concepita da Tonino Boccadamo, imprenditore orafo noto in Italia e all’estero,  che ha posto in essere iniziative molto interessanti in ambito sociale sia su scala nazionale che internazionale. Proponiamo di seguito un’intervista a Tonino Boccadamo per avere una immagine sintetica  dell’impatto degli interventi della Fondazione sul tessuto sociale in cui opera.

 

Sig. Boccadamo, della Fondazione che porta il suo nome sentiamo parlare con grande interesse oggi. L’iniziativa di una scuola orafa per ragazzi con disabilità è una novità assoluta nel panorama degli interventi in ambito sociale. Eppure le iniziative da voi poste in essere sono state numerose.

 

In effetti  la nostra Fondazione opera già da tempo. Molti gli interventi effettuati e tutti con buoni, anzi, ottimi risultati che sono sotto gli occhi di  chiunque.

 

Quali sono gli obbiettivi per cui lavorate?

 

I i nostri obbiettivi hanno radici nel senso di profondo rispetto che noi abbiamo della natura, quindi attengono alla tutela ambientale. Ma non solo: riteniamo che un’ampia parte della popolazione mondiale, da secoli soggetta alle difficoltà proprie delle terre in cui vive, difficoltà che nascono dalla carenza di acqua, alimentazione, igiene, catastrofi naturali etc, ma anche dallo sfruttamento sistematico delle risorse naturali di quelle stesse terre da parte dei Paesi ricchi, abbia necessità di soddisfare bisogni primari come, per esempio, vaccinare contro le malattie endemiche i nuovi nati per permetterne la salute e la sopravvivenza. Infine, un altro importante obbiettivo è costituito dall’intervento in ambito sociale, a favore di giovani con disabilità.

 

Ci potrebbe chiarire di quali iniziative si tratta?

 

La fondazione ha finanziato interventi umanitari in Burkina Faso raccogliendo fondi consegnati poi al Padre Camilliano Vincenzo Luise per l’aiuto alle popolazioni locali bisognose di beni primari; un altro intervento si è sostanziato nell’investimento di 200 mila euro per la costruzione di 40 casette per la popolazione di Port au Prince ad Haiti, rimasta vittima del terremoto 2010. Abbiamo collaborato, inoltre, col Distretto 2080 del Rotary Club per una campagna di eradicazione della poliomielite nei Paesi poveri del cosiddetto Terzo Mondo e con la BancAnagni  per una campagna di prevenzione dei tumori del seno, che doterà l’ospedale di Anagni di un apparecchio per mammografie in 3D con tomosintesi.

 

In cosa consiste il Progetto Il valore del Gioiello?

 

Si tratta dell’apertura di una scuola orafa per giovani con disabilità motoria ma con l’uso degli arti superiori, afferenti da ogni parte d’Italia. Corsi della scuola, del tutto gratuiti, saranno tre nel corso di ogni anno con la durata di due mesi ciascuno. I giovani in formazione saranno ospitati in una struttura appositamente adibita presso la maison Boccadamo e potranno soggiornare presso strutture ricettive in prossimità della scuola. Le opportunità che si presenteranno per questi giovani volenterosi alla fine dei percorsi di formazione saranno ampie e di qualità.

 

Come mai ha investito energie materiali e intellettuali in una scuola di formazione professionale così ‘particolare’?

Il mio lavoro si è intrecciato con la mia vita ed i problemi con cui essa si è presentata a me. Ho avuto la polio da bambino. Un bambino con serie difficoltà motorie soffre in infiniti modi. Non sto qui a elencarli. Ma la sofferenza non mi ha costretto alla resa, anzi! Negli anni della giovinezza ho incominciato con una piccola bottega orafa a Frosinone, dopo qualche anno è arrivato il successo. Ma io, nonostante le affermazioni e i riscontri che mi hanno gratificato tanto nel corso della mia esistenza, non dimentico. So che significa lottare per realizzare quanto di buono e bello e giusto c’è dentro a ogni essere umano. La scuola che stiamo costruendo nasce da questa consapevolezza.

 


Per chi fosse interessato al Progetto REA (Radiotelevisioni Europee Associate) di sensibilizzazione sulle tematiche sociali suggeriamo di guardare il video ‘Il seme di un nuovo Stato Sociale’

 

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