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Saturday, December 16, 2017

GIORGIA VICENTI: IL BENESSERE CON LA DANZATERAPIA

Posted by Punto Continenti On settembre - 13 - 2017

Foto: un gruppo impegnato nella danzaterapia. Nel riquadro Giorgia Vicenti.

 

Nell’ambito dell’indagine promossa dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) sulle possibilità di creare un nuovo Stato Sociale (vedere il video a fondo pagina) abbiamo intervistato Giorgia Alma Vicenti, una giovane danzaterapeuta italiana, disciplina che trova in Italia adeguati campi di applicazione a livello istituzionale ma che sta avendo un grande successo all’estero, soprattutto in alcuni Paesi europei e nelle Americhe. Romana, molto determinata anche se un po’ timida, dopo essersi laureata al DAMS di Roma (Università delle arti, della musica e dello spettacolo) la Vicenti ha deciso di seguire a Milano per tre anni il metodo di danzaterapia di Elena Cerruto presso la scuola Sarabanda. Inoltre, ha seguito un corso di Musicarterapia nella Globalità dei linguaggi a Roma, utile per maturare i necessari crediti universitari.

Questa esperienza ha inciso profondamente sulla sua vita professionale. Oltre a essere impegnata come performer, ha iniziato a svolgere un’intensa attività di danzaterapista sia in Italia che all’estero (in particolare in Grecia e Spagna), grazie anche ai contributi previsti dal programma Erasmus Plus, il nuovo programma dell’Unione europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport che ha sostituito e integrato il precedente programma per l’apprendimento permanente LLP (Lifelong Learning Programme).

 

Ma in cosa consiste esattamente la danzaterapia.

 

E’ una disciplina che affonda le sue radici nella danza moderna. Nasce e si sviluppa negli anni 40 del secolo scorso, in Europa, in Nordamerica e in Argentina, grazie al lavoro e alle straordinarie intuizioni di danzatrici che ricercavano nella danza un senso più pieno, profondo, in relazione all’altro e ai suoi bisogni. La danzaterapia utilizza il canale del movimento insegnandoci nuovamente a parlare il linguaggio del corpo, con una modalità accessibile a tutti. La metodologia a cui faccio riferimento è quella di Elena Cerruto, che ha unito i principi della metodologia di Maria Fux integrandoli con alcuni insegnamenti provenienti dall’Oriente, come la meditazione, lo shiatsu e la medicina tradizionale cinese, e il lavoro sui 5 elementi del Chorten tibetano, i quali corrispondono ad altrettante qualità motorie, espressive e relazionali.

 

Lei ha citato due personaggi forse non molto conosciuti dal grande pubblico. Ci può dire qualcosa in più?

 

Elena Cerruto è una delle più affermate danzaterapeute, nonché supervisore dell’APID, l’Associazione professionale italiana DanzaMovimentoTerapia. Inoltre, è responsabile a Milano della scuola di formazione Sarabanda e ha collaborato con numerose Università come la Bicocca, la Cattolica di Milano, l’Università di Verona e di San Paolo del Brasile, nonché con la Scuola del Teatro alla Scala di Milano. Dagli anni settanta è fortemente impegnata nella diffusione della DanzaMovimentoTerapia nelle scuole, carceri e centri psichiatrici e socio educativi.

Per quanto riguarda Maria Fux, parliamo di una danzatrice e scrittrice argentina che si è distinta anche come coreografa e danzaterapista. In Argentina viene riconosciuta come fondatrice di un proprio metodo di terapia.

 

A chi può risultare utile ricorrere alla Danzaterapia?

 

In assoluto può far bene a tutti. Diciamo che le applicazioni della danzaterapia sono vaste e spaziano dall’ambito clinico a quello educativo, di prevenzione e crescita personale. Nella mia esperienza ho potuto sperimentare l’efficacia di questa pratica tanto in ambiti di disagio (lavorando con persone diversamente abili in senso fisico o psichico) quanto con bambini e anche con adulti. Ogni persona è parte attiva del gruppo ed è indispensabile.

 

La danzaterapia richiede una disponibilità a lavorare sia dal punto di vista fisico sia interiore ed emozionale. Essa ci offre la possibilità di danzare la nostra vita, esplorare la sua intensità. Non richiede di essere esperti danzatori, ma presuppone semplicemente il desiderio e la volontà di ascoltare il proprio corpo e di affidarsi alla sua saggezza, sperimentando la possibilità di vivere le proprie emozioni attraverso il movimento, in un contesto accogliente. Da questo punto di vista, può essere un’utile e interessante per chiunque.

 

Come tutte le artiterapie, la danzaterapia aiuta moltissimo a stare meglio con se stessi, a essere più sereni e felici, a reagire positivamente alle avversità, nonché a stabilire buone relazioni sociali. Ebbene, trovare il nostro giusto equilibrio interiore rappresenta decisamente un’ottima cura per preservare la nostra salute fisica e spirituale.

 

Quante persone partecipano ai corsi?

 

I gruppi variano moltissimo, a seconda delle esigenze e circostanze. Lo stesso vale per la durata: da un breve incontro collettivo programmato nell’ambito di un fine settimana allo svolgimento di corsi che possono durare anche mesi.

 

Nota: Dal 1 all’8 ottobre prossimo ci sarà la settimana della DanzaMovimentoTerapia a Roma e la celebrazione del ventennale APID. In quell’occasione verranno proposti laboratori, presentazioni di libri e tavole rotonde. Per informazioni: pagina Facebook APID e Danzaterapia GiorgiaVicenti. Per contattare la Vicenti scrivere a giorgia.v@gmail.com – www.giorgialmavicenti.com

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