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Saturday, December 16, 2017

SDEGNO REA SUL DECRETO SUL PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE

Posted by Antonio Diomede On settembre - 17 - 2017

Foto: nel riquadro Antonio Diomede (Presidente della REA)                                                                                                                   mentre espone la situazione italiana al Parlamento Europeo

 

 

Riportiamo di seguito la Lettera-protesta inviata dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate), a firma del Presidente Antonio Diomede, alle Commissioni Trasporti e Cultura della Camera e alla Commissione 8a del Senato in merito alla proposta del Governo sullo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (429).

 

Lo schema di Regolamento con annessa relazione è stato consegnato questa mattina, 12 07 2017,  alle competenti Commissioni Parlamentari per il parere di legge. Tale parere non è vincolante per il Governo e dovrà essere espresso entro 30 giorni per l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri che si riunirà l’11 agosto 2017. Leggendo attentamente l’articolato abbiamo constatato che il Governo e la lobby della comunicazione  non hanno cambiato idea. Vogliono ridurre a tutti i costi il numero delle emittenti locali a pochi soggetti in modo da poter controllare agevolmente tutta la comunicazione dalla RAI alle Radio/TV locali. Il modo è molto semplice. Approfittando della crisi economica del comparto  vorrebbero introdurre il principio, ovviamente fuorviante, di assegnare i contributi statali solo a quelle emittenti, già risapute e catalogate (i loro amici)  che dimostrano di avere un congruo numero di dipendenti, che operano in ambiti territoriali molto popolati con riguardo (ciliegina) che siano in possesso dei dati  Auditel (quasi nessuno tranne pochi intimi). Per quanto detto, vale  il dettato integrale dello schema di Regolamento, articolo 4 – requisiti ammissione delle tv , il quale afferma:  “Il numero di dipendenti e giornalisti, a tempo determinato e indeterminato affettivamente applicati all’attività, rapportati alla popolazione relativa al territorio in cui trasmette l’emittente (bacino per il quale è autorizzata alle trasmissioni………….:

  • Pari ad almeno 18 dipendenti, con almeno 5 giornalisti, su un territorio avente più di 4,5 milioni di abitanti;
  • Pari ad almeno 16 dipendenti, con almeno 4 giornalisti, su un territorio avente tra 1,5 e di 4,5 milioni di abitanti;
  • Pari ad almeno 12 dipendenti, con almeno 3 giornalisti, su un territorio avente tra 500.000  e  1,5 milioni di abitanti
  • Pari ad almeno 8 dipendenti, con almeno 2 giornalisti, su un territorio avente fino a  000  abitanti

Le Radio, invece dovranno assumere  almeno un giornalista.

Ogni altro commento è superfluo. Vogliono eliminare le radio e tv locali dal dibattito territoriale  per il rinnovamento democratico e pluralista della società italiana.

La REA denuncia ancora una volta la svolta autoritaria neoliberale del Governo in tutti i campi, dall’economia alla comunicazione, dalla scuola alla sanità, invitando i Parlamentari delle competenti Commissioni a chiedere al Governo una diversa impostazione del Regolamento che, per essere giusto e trasparente dovrebbe sostenere la qualità della programmazione radiotelevisiva tenendo presente “la pubblica utilità di ciascun programma”  che certamente non si misura né con il numero dei dipendenti, né con la popolazione servita,  nè con i falsanti dati Auditel la cui compagine societaria è di RAI, Mediaset e La7 cioè le dirette concorrenti delle locali a cui dovrebbero assegnati i contributi.

Pertanto, la REA – Radiotelevisioni Europee Associate invita i Parlamentari delle competenti Commissioni ad esprimere parere negativo sullo Schema di DPR recante regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (429) con particolare riferimento ai discriminanti requisiti per l’accesso ai contributi statali (numero dipendenti, popolazione e dati auditel). Si propone di sostituire detti iniqui requisiti di qualità proposti dal Governo  con l’individuazione di filoni editoriali radiotelevisivi a scopo sociale, economico, culturale, artistico, scientifico contenuti anche sotto forma documentaristica o d’inchiesta giornalistica.

Tanto per opportuna conoscenza.

Cordiali saluti.

San Cesareo, 13 luglio 2017

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