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Tuesday, January 23, 2018

VITO BRUSCHINI RACCONTA IL SEQUESTRO DI PAUL GETTY III

Posted by Rainero Schembri On dicembre - 13 - 2017

Foto: Vito Bruschini a Piazza Navona (riquadro: copertina del suo ultimo libro)

Questa volta Vito Bruschini con il suo libro Rapimento e Riscatto ha compiuto una vera impresa: rendere appassionante una storia condita da tantissima mediocrità. Non ci sono eroi positivi. Tutti i personaggi brillano per nullità. A cominciare dal protagonista, il sequestrato Paul Getti III: chi lo ha conosciuto per davvero lo descrive come un moccioso e arrogante ragazzetto, che si divertiva a fare il povero per scroccare pranzi e cene o a dormire nelle case degli altri a sbaffo.

Poi c’è Paul Getty II, il padre, che buon padre non era, nemmeno buon marito, e ancor meno buon figlio. E così arriviamo al nonno, l’uomo più ricco del mondo indisponibile a pagare un solo penny per riscattare il nipote. La sua morale era: “Se pago per uno metto a repentaglio tutti i familiari”. Una morale che probabilmente non si basava tanto sulla preoccupazione di tutelare i propri congiunti quanto sul pericolo di depauperare eccessivamente il suo immenso patrimonio.

Che dire a questo punto dei rapitori? Che non fossero educati a Oxford lo si può facilmente immaginare. La descrizione che Bruschini fa dei vari personaggi è strabiliante: si passa da un film di Totò al Padrino di Francis Coppola per finire con un James Bond all’americana: parliamo del grande investigatore ingaggiato dal nonno negli USA (a due mila dollari al giorno) per scoprire se si  trattava veramente di un rapimento o solo di una burla del nipote. Un dubbio che neanche l’orecchio della vittima spedita per posta dai carcerieri é riuscito a scalfire nella mente del nonno. “Non pago un penny”.

Per la verità un eroe in questa squallida storia c’è. Anzi un’eroina. La mamma. Questo è l’unico personaggio con il quale il lettore può identificarsi. Nel descrivere le sofferenze di questa madre, le sue lunghe attese davanti al telefono, il continuo arrivare di notizie incoraggianti alternate a drammatiche docce fredde, la sua ferrea determinazione a non mollare, rappresentano sicuramente uno dei passaggi più coinvolgenti del libro.

Per i più anziani, poi, il lavoro di Bruschini ha comunque il pregio di far rivivere un momento particolare della nostra storia. Gli anni degli hippies, dei figli dei fiori, di una gioventù che si concentrava nel centro di Roma (soprattutto a Piazza Navona e a Piazza Farnese) per fare la rivoluzione sociale, sessuale e anti autoritaria.  Allora molti schifavano i soldi. Poi sono cambiati. Anche la fidanzata del rapito pare che abbia accettato volentieri un milione di dollari per abbandonare il suo ‘amore’ .

C’è comunque un punto che deve far riflettere a tutti. Parliamo della fine di questa tragica vicenda. Dei nove imputati solo due gregari sono stati condannati. Nel frattempo i mandanti con i soldi del sequestro hanno potuto comprare un ingente quantitativo di droga proveniente dalla Turchia e quindi consentire alla ndrangheta calabrese di diventare una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo. Un vero schifo anche se ‘degno finale’ del sequestro più incredibile della storia.

 

Rapimento e Riscatto

Vito Bruschini

Newton Compton Editori

Pag. 312

Euro 10.

 


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