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Friday, July 20, 2018

EMANUELA SILVI: IL MIO IMPEGNO PER LA SANITÀ NEL LAZIO

Posted by Punto Continenti On febbraio - 26 - 2018

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Nel riquadro Emanuela Silvi

 

Insieme alle elezioni politiche in diverse Regioni si svolgono anche le elezioni Regionali che purtroppo vengono completamente trascurate dai giornali e dalle televisioni. Eppure, si tratta di elezioni molto importanti, soprattutto per la Sanità che ormai viene gestita soprattutto a livello Regionale. Conoscere, quindi, il profilo  di un candidato può essere molto importante. Lo abbiamo fatto con Emanuela Silvi che vanta, appunto, una lunga esperienza in campo sanitario. Laureata in Farmacia la Silvi  vanta numerosi incarichi professionali di prestigio ed è autrice di diverse pubblicazioni. Attualmente la Silvi è direttore dell’unità Operativa Complessa  farmacia ospedale S.Eugenio – cto e appropriatezza prescrittiva ospedale territorio. Ora si presenta alle elezioni regionali del Lazio nel centro destra con Fratelli d’Italia. Con quali obiettivo? lo abbiamo chiesto direttamente a lei. 

 

Cosa l’ha spinta a scendere in politica e come pensa di conciliare la sua attività professionale con quella politica?

 

Lavoro nella sanità pubblica dal 1984 e da quasi vent’anni ricopro ruoli apicali e da sempre sono stata particolarmente sensibile alle necessità dei più deboli sia nell’ambito della mia professione che a titolo personale. Costantemente ho cercato di esercitare la mia particolare capacità di ascolto anche oltre le semplici necessità materiali delle persone, ma ho dovuto prendere atto che non è sufficiente a cambiarne la condizione. Attraverso il mio impegno in politica intendo tentare di modificare quei meccanismi operativi che a monte dettano le condizioni socio-politiche del settore della sanità regionale che per complessità, burocratizzazione e inefficienza, spesso vanificano quanto fatto tutti i giorni dalle persone di buona volontà. Mi candido dunque per mettere a disposizione della comunità l’esperienza maturata in una vita intera spesa nel settore della sanità con l’obiettivo di migliorare il Servizio Sanitario.

Sono una donna sposata con due figli ormai grandi che è sempre stata molto impegnata nel lavoro e come tutte le donne di questo Paese sono abituata a contemperare le esigenze lavorative con quelle della famiglia. L’impegno politico non cambierà la mia condizione.

 

Oggi sono in molti a criticare la scelta di regionalizzare il sistema sanitario nazionale che ha creato, tra l’altro, una grande disparità di trattamento tra Regione e Regione.  Lei cosa ne pensa?

 

Penso semplicemente che la regionalizzazione del Sistema Sanitario può avere avuto delle connotazioni positive determinando una risposta più specifica alle richieste del territorio ma a condizione, imprescindibile per il mantenimento del sistema regionale, che le disparità di trattamento che un cittadino può ricevere da una Regione all’altra vengano eliminate. A tale scopo è necessario un grande lavoro di omogeneizzazione e omologazione che determini un identico trattamento per il cittadino del Sud rispetto a quello del Centro e del Nord, con particolare riferimento alle liste d’attesa, ai costi standard ed all’accesso alle alte specialità.

 

Com’è la situazione della Sanità nella Regione Lazio? Quali sono i suoi punti critici?

 

Una risposta sintetica ed esaustiva a questa domanda non è possibile. È però evidente che negli ultimi anni la politica non ha fatto altro che tagli orizzontali indiscriminati con logica ragionieristica determinando le condizioni attuali di grave scadimento della qualità delle prestazioni sanitarie che mantengono un livello sufficiente soltanto grazie al diuturno sacrificio personale degli operatori sanitari. La mancata adozione della cartella clinica informatizzata e del fascicolo sanitario elettronico, la scarsa integrazione ospedale-territorio, l’affollamento dei Pronto Soccorso, la difficoltà o impossibilità ad erogare i servizi socio-sanitari al domicilio del paziente, sono solo i punti critici più evidenti.

 

Uno dei maggiori problemi riguarda, appunto, la drammatica situazione del sovraffollamento dei Pronto Soccorso? Come si può risolvere questo problema?

 

I tentativi effettuati negli ultimi anni per risolvere il problema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, ad esempio con l’istituzione delle Case della Salute, sono tutti miseramente falliti. È certamente un problema complesso che andrà affrontato in più fasi. Una maggiore digitalizzazione del Sistema Sanitario Regionale con l’adozione della Cartella clinica informatizzata e del fascicolo individuale elettronico determinando un maggiore coordinamento tra ASL, Medici di Medicina Generale, Ares 118 e Ospedali, contribuiranno, insieme alla rete delle Farmacie a prevenire il fenomeno della congestione delle Sale d’Attesa dei Pronto Soccorso definendo inoltre superiori standard di sicurezza per i pazienti. Ma non c’è dubbio che poi andrà riorganizzata la rete degli Ospedali sul territorio e dunque andrà riorganizzata la rete delle Emergenze.

 

Se verrà eletta quali sono i punti essenziali che caratterizzeranno il suo impegno?

 

La Regione Lazio ha già a propria disposizione una serie di strumenti che, se ben modulati, integrati e sfruttati a fondo possono fornire alla popolazione una risposta immediata in termini di qualità e di efficienza dei servizi socio-sanitari. In particolare, la grande rete delle Farmacie costituisce un prezioso strumento che ha in sé grandi potenzialità ulteriori in termini di risposta al bisogno di salute e di erogazione dei servizi sanitari in tutte quelle realtà dove il Sistema Sanitario Regionale ha maggiori difficoltà nel raggiungere l’utente che per la sua condizione si trovi a vivere una situazione di emarginazione e per tale motivo non riesca ad usufruire dei servizi offerti dalla Sanità pubblica.

 

L’attuale legislazione consente il potenziamento della rete delle farmacie dove è già possibile  usufruire di alcuni servizi, con l’attivazione di nuove ulteriori convenzioni. Presso le farmacie può essere istituita una postazione con canali di accesso al CUP regionale per la prenotazione di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, per il pagamento dei relativi tickets e per la stampa dei relativi referti. Inoltre le Farmacie possono avvalersi oltre che di un servizio infermieristico, anche di altre figure professionali come psicologi, nutrizionisti, podologi, ortottisti, fisioterapisti, etc., e possono inoltre offrire servizi come la telemedicina, il telesoccorso, l’autoanalisi,  gamma di prestazioni che potrebbe essere ulteriormente ampliata.

 

Si può infatti aprire una nuova fase di potenziamento del Servizio Sanitario Regionale del Lazio che potrà attivare nell’ambito della Farmacia dei Servizi ad esempio anche una convenzione con tutte le Farmacie interessate per la consegna di farmaci e parafarmaci a domicilio, aggiungendo così un prezioso servizio per quegli utenti che sono costretti in casa ed eventualmente anche per tutte quelle prestazioni socio-assistenziali, infermieristiche, fisioterapiche, etc. che il nostro territorio ha maggiori difficoltà ad erogare, con i CAD che si occuperebbero in tal modo solo dei casi a più elevato impegno riabilitativo ed assistenziale.

 

La riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale dovrà dunque iniziare dal basso andando incontro alle necessità degli utenti e degli operatori. Lo scopo è di accorciare la filiera rendendo più veloce, amichevole, inclusiva e moderna l’erogazione dei servizi sanitari, riducendo al contempo le liste di attesa. Come già detto, altro punto qualificante sarà la digitalizzazione delle cartelle cliniche che con la creazione del fascicolo sanitario elettronico individuale, favorendo l’interscambio di informazioni, determini una maggiore integrazione ospedale-territorio. Ed inoltre la riorganizzazione della rete degli Ospedali sul territorio e della rete delle emergenze che insieme alla maggiore informatizzazione del Servizio Sanitario Regionale e con l’apporto della Rete della Farmacia dei Servizi, non potrà che determinare una decongestione dei Pronto Soccorso. Saranno inoltre previsti incentivi, anche fiscali, per chi aderisce ai programmi di prevenzione.

 

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Spot REA sullo Stato Sociale

 

 

 

 

 

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