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Monday, November 19, 2018

DINO SUPPA: EMIGRAZIONE, MA QUANTA CONFUSIONE

Posted by Dino Suppa On marzo - 1 - 2018

Nel riquadro Dino Suppa. Sullo sfondo una nave di emigranti italiani. 

 

Gli italiani che oggi vivono in Italia sono 60.589.445. Oltre 60 milioni di italiani e figli di italiani vivono in tutto il mondo.  Di questi 60 milioni poco meno di 5 milioni sono registrati all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) e ben 606 mila vivono in Svizzera. Ma i nostri politici non si sono mai chiesti, o lo ignorano o, peggio ancora, fanno finta di non sapere, perché la metà dei propri concittadini vive all’estero e solo il 15% è ancora cittadino italiano al 100%?

 

E’ noto che l’emigrazione è sorta quando l’essere umano ha cominciato a socializzare.  Spostandosi, ha cercato e si è stabilito in luoghi più idonei alle proprie esigenze. In quei nuovi luoghi ha disboscato, bonificato, costruito e realizzato quanto desiderava. In altri casi ha combattuto per conquistarsi territori e borghi già esistenti fondendosi con i loro abitanti. In altri casi ha chiesto e ottenuto ospitalità in cambio di servizi e lavoro.

 

Quali sono le cause principali della migrazione? È difficile identificare il fattore determinante che porta alla decisione di spostarsi; generalmente, la responsabilità va attribuita a una combinazione di circostanze.  Qualsiasi decisione di migrare o di spostarsi,  deriva da una particolare serie di circostanze, ed è spesso difficile individuarle. Probabilmente il motivo principale è economico e finanziario: la percezione dell’opportunità di migliorare le proprie condizioni materiali guadagnando di più. Nelle grandi migrazioni storiche dei secoli passati, la prospettiva di una vita migliore portò decine di milioni di persone dalla loro patria al Nuovo Mondo e alle nuove terre dell’emisfero meridionale. Anche le condizioni politiche hanno generato migrazioni su larga scala. Espulsioni e fughe hanno contribuito a tali spostamenti. Le guerre civili e i conflitti armati internazionali generano correnti migratorie, sebbene la fine delle ostilità tenda a essere seguita da un rientro della maggioranza dei migranti.

 

Questa erano, in linea generale, le ragioni che spingevano popolazioni in difficoltà a emigrare e ad accettare nuove condizioni, usanze, rispetto delle leggi. La nuova realtà veniva accettata volentieri e con tanta riconoscenza per la possibilità di condurre una vita migliore in luoghi diversi dal Paese natio. Dall’altro canto, tutti i Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione si sono arricchiti con l’incremento di queste nuove forze e capacità.

 

Oggi in Italia la situazione non si presenta in questi termini. Lo Stato italiano accetta l’invasione di tanti stranieri che non apprezzano nemmeno quello che gli viene messo a disposizione, e che spesso viene negato ai propri cittadini in termini di trattamenti e condizioni di vita.  Perché l’Italia non riesce a mettere a frutto queste nuove energie per colmare i propri vuoti occupazionali ed economici come fanno gli altri Stati civili? Perché nasconde dietro la maschera della falsa solidarietà, la sua incompetenza, la sua pessima e sconsiderata gestione dello Stato?

 

Anche i nostri connazionali sono in gran parte emigrati per cercare altrove quanto non trovavano in casa propria. Peccato che all’epoca i  governanti italiani non si sono limitati a promuovere l’allontanamento dei propri cittadini dall’Italia, ma addirittura li hanno usati come scambi commerciali con altri Paesi. Il Belgio ha dato all’Italia “carbone” in cambio di immigrati italiani da utilizzare nelle miniere per l’estrazione del carbone.

 

I Paesi che hanno saputo e sanno gestire l’emigrazione, si sono arricchiti con questa aggiunta di risorse umane di diverse categorie e con diverse capacità. Hanno accettato gli emigranti in cambio di prestazioni di lavoro e con l’obbligo di rispettare le leggi, usi e costumi del loro Paese. A queste persone, dopo anni di assimilazione della cultura, conoscenza della lingua e delle leggi è stata offerta la possibilità di acquistare la cittadinanza del Paese ospitante.

 

Ad ogni tornata elettorale italiana si evidenzia l’arroganza e la presunzione di molti politici che, col mandato ricevuto, non solo non hanno realizzato quanto promisero di realizzare, sbandierandolo nelle campagne elettorali, ma hanno anche contribuito a umiliare, massacrare e dissanguare i cittadini che li hanno eletti. Ora, puntando sulla demenza e ignoranza politica dei loro elettori, si sono ripresentati rifacendo promesse astronomiche e utopiche che loro stessi sanno di non poterle esaudire. Inoltre, si ripresentano alcuni politici che, anche se armati di buona volontà e grandi progetti, non sono riusciti a realizzare quanto promettevano perché condizionati dai loro dirigenti di partito, che notoriamente impongono cosa bisogna fare e e quando.

 

Si sono candidati anche gruppi di giovani con idee e progetti moderni e attraenti che: promettono di cambiare il Sistema, eliminare la Casta e ridare all’Italia il rispetto che merita.  Per realizzare questo miracolo politico bisognerebbe innanzitutto cambiare la mentalità di tantissimi italiani che, per servilismo e ottusità continuano a dare il loro consenso elettorale a personaggi che li hanno già sfruttati, umiliati, presi in giro. Sarebbe un sogno meraviglioso avere un governo giovane, moderno, funzionante e sburocratizzato.

 

E’ risaputo che la Costituzione italiana è una delle migliori al mondo. Sono convinto che per far funzionare il Paese, basterebbe: a) Far rispettare l’attuale Costituzione senza continuare a fare modifiche insensate; b) Rendere lo Stato più presente nel Paese con le forze dell’ordine, oggi destinate in gran parte a fare la scorta o ad accompagnare “Onorevoli”  a fare la spesa, o a portare il cane al parco; c) Eliminare e non far eleggere politici indagati o addirittura già condannati; d) Limitare l’eleggibilità dei politici per un massimo di due legislazioni; e) Eliminare i vitalizi ai politici non più eletti; Eliminare i tanti e inutili ministeri; f) Dare la scorta e l’auto blu solo alle alte cariche dello Stato; g) Creare un ministero per l’emigrazione, guidato e gestito da ex emigranti; h) Aumentare considerevolmente il dazio sui prodotti importati dall’estero, che esistono e vengono prodotti in Italia; i) Limitare o ridurre gli interventi dei nostri militari all’estero e reintrodurre il servizio militare obbligatorio.

 

Dato che lo Stato Italiano non ha potere giuridico e amministrativo sui dipendenti del Vaticano e del Clero che operano in Vaticano e in tutto il Paese sarebbe opportuno: a) Limitare le costanti interferenze, invasione e imposizioni della Chiesa nelle attività dello Stato e nella vita comune dei cittadini italiani; b) Rinegoziare e ridimensionare i “Patti Lateranensi”, vera sottomissione e servilismo dello Stato Italiano al Vaticano; c) Far pagare le tasse al Vaticano per tutti i beni immobili che possiede sul territorio italiano; d) Far pagare TUTTI i servizi che lo Stato Italiano fornisce al Vaticano.

 

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