( Foto: Kampala – Capitale dell’Uganda) – Prosegue l’indagine di REA INTERNATIONAL e del Circuito delle 100 Radio, sulle reali motivazione dei singoli Paesi in occasione della votazione all’ONU sulla mozione di condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina. In questa puntata parliamo di quattro Paesi che si sono astenuti (l’elenco dei Paesi esaminati precedentemente si trova a fondo pagina). Complessivamente 141 Stati hanno votato a favore, 34 si sono astenuti, 13 non hanno votato  e solo 5 si sono opposti alla condanna.

E’ possibile seguire i commenti anche in audio sul podcast La Nuova Geopolitica Mondiale su: Spotify, Google Podcasts, e Apple Podcast

El SALVADOR

Per quanto riguarda il voto all’ONU sulla guerra russo-ucraina, dal piccolo ma affascinante Paese centro americano di El Salvador, è arrivata l’astensione. Ma cosa ha spinto il presidente Nayib Bukele, eletto nel 2019, a prendere questa decisione?

Innanzitutto, occorre ricordare che il Paese vive in un continuo stato di insicurezza.  Dopo 12 anni di guerra civile (dal 1980 al 1992), all’ombra della persistente instabilità politica è cresciuta una soffocante e feroce criminalità. Non a caso nel 2009 El Salvador è stato classificato come il Paese con più omicidi al mondo. Solo ‘Mara salvatrucha 13’, la più grande organizzazione criminale che ha avuto origine a Los Angeles,  può contare in El Salvador su oltre 40 mila affiliati: una vera enormità rispetto ai 6 milioni e mezzo di abitanti.

Oltre alla criminalità, a condizionare pesantemente lo sviluppo economico del Paese c’è la diffusa corruzione, un’agricoltura che vede la maggior parte delle terre nelle mani di pochi latifondisti, nonché la scarsità di materie prime. Negli ultimi tempi, poi, con la motivazione della necessità di dover combattere energicamente le bande criminali, il governo ha assunto un atteggiamento sempre più antidemocratico e autoritario. A farne le spese sono stati, ad esempio, i giornalisti d’opposizione spesso sottoposti a controlli e misure decisamente restrittive. 

Infine, il Paese ha dovuto continuamente confrontarsi con l’ingerenza americana che si è spinta a sostenere in passato anche personaggi oscuri come il famigerato Roberto d’Aubuisson, ex Presidente ma anche comandante degli squadroni della morte durante la guerra civile. Ed è proprio questa ingerenza americana che probabilmente ha influenzato la scelta di El Salvador ad astenersi all’ONU sulla questione Ucraina, piuttosto che condannare la Russia come auspicato dagli Stati Uniti

MALI

In occasione del voto all’ONU sulla condanna della Russia per l’aggressione all’Ucraina, il Mali, Paese situato al centro dell’Africa occidentale si è astenuto. Una scelta che, secondo alcuni analisti, è condizionata dall’isolamento internazionale in cui il Paese cui si trova in questo momento.

L’ultima tegola sulla capitale Bamako è caduta il 9 gennaio del 2022 quando la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) ha imposto la chiusura delle frontiere del Mali, decretando inoltre un incisivo embargo economico.

La CEDEAO ha ritenuto, infatti, infondata e pretestuosa la decisione dei militari guidati da Assimi Goita di spostare fino al 2026 le nuove elezioni, che dovrebbero riportare la democrazia nel Paese.

Ex colonia francese, terzo produttore di oro dell’Africa e grande esportatore di sale, il Mali è diventato indipendente nel 1960. Dal quel momento il Paese ha avuto una vita abbastanza travagliata, con colpi di Stato a ripetizione e rivolte popolari e studentesche soffocate sul nascere. Inoltre, il Paese è stato colpito da una devastante siccità che ha accresciuto notevolmente la povertà,  anche se un’elite è riuscita ugualmente a diventare sempre più ricca.

Non sono, poi, mancati accesi contrasti religiosi ed etnici, soprattutto nel nord del Paese con la popolazione Tuareg. Infine, nel corso degli anni molti terroristi islamici hanno trovato ospitalità e sostegni nel Mali. 

Gli ultimi due colpi di Stato militari si sono verificati nel 2020 e 2021. Attualmente la giunta è abbastanza ostile alla Francia, ritenuta un’usurpatrice, anche se attraverso una politica ambivalente il Mali cerca di uscire dall’isolamento vissuto con gli stessi vicini africani. Per la cronaca, nel Mali hanno operato anche i mercenari del gruppo Wagner sostenuto dai russi.

Ebbene, In questa atmosfera ambivalente appare, invece, del tutto coerente la scelta del Mali di astenersi all’Onu sulla questione Russia-Ucraina.

ARMENIA

In occasione del voto all’ONU di condanna della Russia per l’aggressione dell’Ucraina, l’Armenia, ex repubblica Sovietica si è astenuta, destando qualche sorpresa, visti i buoni rapporti che il Paese mantiene con Mosca. Ma vediamo come si è arrivati a questa decisione. 

Anche se geograficamente l’Armenia è uno stato asiatico, dal punto di vista storico e culturale gli armeni si sono sempre sentiti molto vicini all’Europa. Sul piano internazionale il loro maggiore problema riguarda il lungo e aspro contenzioso con l’Azerbaigian per il dominio della regione del Nagorno Karabakh. Un conflitto che potrebbe riesplodere in qualsiasi momento, coinvolgendo anche Russia e Turchia, vicini rispettivamente all’Armenia e all’Azerbaigian.Queste conflitto ha creato dei seri problemi anche sul piano interno portando, ad esempio, alle dimissioni del Presidente dell’Armenia Sarkissian nel gennaio del 2022. Secondo il Presidente, lui non aveva i poteri necessari per governare e gestire la complessa vicenda del Nagorno Karabakh. Alle sue dimissioni è subentrato Vahagn Khachaturyan. 

A proposito di poteri, occorre ricordare che sull’onda di una rivoluzione pacifica il sistema politico armeno da semipresidenziale è diventato a parlamentare. Altra importante novità: a partire dagli anni novanta l’Armenia si è avvicinata prima alla NATO e poi, nel 2001al Consiglio d’Europa e nel 2014 all’Unione economica euroasiatica.  A questo punto come evitare di scontentare da un lato gli amici russi e dall’altro le aspettative europee? Ecco spiegata la decisione presa nella capitale armena di Yerevan di astenersi all’ONU sul caso Ukraina. 

UGANDA

La Repubblica dell’Uganda si è astenuta all’ONU in occasione del voto sulla condanna della Russia per l’invasione dell’Ucraina. Un po’ cinicamente si potrebbe dire che questa crisi è caduta come una manna dal cielo per le casse di questo Paese dell’Africa orientale.

Diventata indipendente dal Regno Unito nel 1962, l’Uganda dal 1986 è presieduta da Yoveri Museveni.  In precedenza, fu sottomessa, negli anni settanta, alla dittatura del folkloristico e sanguinario Idi Amin. Negli anni novanta, l’Uganda si è vista coinvolta con numerosi altri Stati in quella che è stata chiamata la grande guerra africana.  Viceversa, nel 1999 Uganda, Kenya e Tanzania hanno creato la comunità economica dell’Africa dell’est.

Sul piano economico in Uganda ci sono stati importanti sviluppi. Un po’ meno su quello dei diritti umani e dei servizi, soprattutto quello sanitario. In ogni caso, la grande aspettativa in questo momento riguarda la costruzione di un oleodotto che collegherà i giacimenti ugandesi alla costa tanzaniana. Si tratta dell’oleodotto più lungo del mondo: 1.443 chilometri, gestito dalla francese Total Energies insieme a una società cinese. Il progetto farà scorrere ogni giorno 200mila barili di petrolio.

Per molto tempo la nascita dell’oleodotto ha creato  diverse perplessità sul piano ambientale, agricolo, per la sopravvivenza dei contadini. Inoltre, si temeva che le politiche di graduale riduzione dei combustibili fossili avrebbe reso antieconomico il progetto. Ma ecco che scoppia la guerra russo-ucraina e il grande bisogno dell’Europa di trovare fonti alternative al  petrolio russo.

Nella capitale Kampala si prevede che presto nelle casse dello Stato entreranno 15 miliardi di dollari, mentre nei prossimi anni ci sarà un notevole incremento del Pil.  Insomma, un’occasione troppo ghiotta per rischiare di scontentare qualcuno con un voto all’ONU diverso da quello dell’astensione.

Puntate precedenti

Puntata n.1 (http://puntocontinenti.it/?p=19857) – Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Eritrea

Puntata n.2 (http://puntocontinenti.it/?p=19877) – Cina, Cuba, India, Iraq, Iran

Puntata n. 3 (http://puntocontinenti.it/?p=19916) – Algeria, Sud Africa, Vietnam, Pakistan, Bolivia 

Puntata n.4  (http://puntocontinenti.it/?p=19986) – Kasakistan, Mozambico, Angola, Congo e Sudan _________________________________________________________________________________

REA International fa riferimento alla REA (Radiotelevisioni Europee Associate) e al Circuito delle 100 Radio                                                                                                                                                                Consulenza scientifica: UNIPACE (Università Internazionale per la Pace) dell’ONU – Sede di Roma

Video Nuova Era Sociale