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Tuesday, January 23, 2018

EAST MEETS WEST: NUOVO LIBRO DI STEFANO SCHEMBRI

Posted by Varo De Maria On settembre - 19 - 2016

Nei riquadri la copertina del libro e Stefano Schembri 

 

È uscito East Meets West, il nuovo libro di Stefano Schembri, scritto in inglese. Disponibile su Apple iBooks, Amazon e Amazon Kindle, il libro analizza come le differenze culturali fra occidentali ed asiatici (in particolar modo gli asiatici “confuciani”, ovvero Cinesi e Giapponesi), influenzino le negoziazioni internazionali e il management. Unendo analisi teoriche ad esempi concreti e reali, viene mostrato come le teorie dei grandi pensatori delle due aree (Confucio, Lao Tzu e Buddha da una parte, Socrate, Platone, Aristotele e Gesù Cristo dall’altra) si tramutino al giorno d’oggi in comportamenti diversi sia sul posto di lavoro che nelle negoziazioni. Non mancano, a questo punto, consigli utili per chi approccia una negoziazione con una controparte asiatica: accuratezze da tenere a mente per rispettare usi e costumi diversi, tecniche di approccio, gestione dei rapporti interpersonali e conduzione della trattativa.

L’autore parte dalla premessa che la recente trasformazione di numerose aziende internazionali in multinazionali rende la gestione delle diversità culturali sempre più necessaria. Infatti, per quanto la globalizzazione contribuisca ad avvicinare culturalmente le popolazioni geograficamente distanti migliaia di chilometri, non v’è manager o negoziatore internazionale che non sostenga l’enorme importanza del formare una conoscenza culturale, prima di intavolare una trattativa.

Dal punto di vista interno di un’organizzazione, la composizione multiculturale della forza lavoro richiede un’attenzione specifica: non deve essere dato per scontato che le persone provenienti da paesi diversi, con diverse abitudini e stili di lavoro, possano cooperare al meglio spontaneamente. Dal punto di vista esterno, invece, le diversità culturali vanno tenute strettamente a mente quando si tratta di negoziazioni internazionali, ora sempre più frequenti per via della globalizzazione. Molte organizzazioni, infatti, hanno aumentato le relazioni con i clienti, gli investitori e i fornitori stranieri, ma non hanno capito l’importanza per il proprio business dello sviluppare queste competenze “cross-culturali”.

Il libro è diviso in due parti. Nel corso del primo capitolo l’attenzione è focalizzata sulle conseguenze di una “ignoranza interculturale”. Ciò consente di scorgere come spesso la ragione dietro un mancato accordo non è dovuta a una distanza materiale tra le parti, ma a errori culturali dovuti ad una scarsa conoscenza della controparte, per quanto concerne valori, credenze, usi e costumi, modi di pensare, norme sociali e religiose. Questi errori possono avere implicazioni economiche, non solo nei negoziati, ma anche nella pianificazione strategica, nella valutazione dei progetti e degli investimenti, e in questioni legali. È un dato di fatto: molti fallimenti nel commercio internazionale (ma anche nella diplomazia) sono causati da errori culturali.

Il libro analizza i diversi stili di comunicazione, compreso l’umorismo, l’uso delle pause e dei silenzi, l’importanza del contesto e del linguaggio del corpo. Successivamente evidenzia l’importanza del protocollo e delle tradizioni. Infine, chiama in causa le analisi compiute da specialisti Cross-Culturali internazionali su come le diverse culture nel mondo divergono su argomenti come l’individualismo, l’accettazione delle disuguaglianze, la mascolinità, la tolleranza al rischio, l’orientamento a breve o lungo termine, l’esposizione delle proprie emozioni, il rapporto con le regole.

Nel secondo capitolo, l’autore analizza le differenze principali tra la civiltà orientale e quella occidentale. Seguendo il metodo comparativo teorizzato da Franco Mazzei e Vittorio Volpi, basato sulle variabili interculturali, mette a confronto due antiche e gloriose civiltà situate alle estremità dell’Eurasia: l’occidentale, originatasi nelle aree mediterranee, e la confuciana (o sinica), originatasi nel nord della Cina e gradualmente allargatasi nei paesi limitrofi (Taiwan, Giappone, Corea e Vietnam).

Per Schembri l’importanza di analizzare queste due civiltà risiede innanzitutto nel fatto che possono essere considerate le due principali macro-culture sulla terra, lasciando fuori solamente quella musulmana. Infatti, nonostante le molte differenze tra gli europei stessi, e tra gli europei e i latinoamericani, nordamericani e australiani, non vi è dubbio che in ultima analisi, tutti appartengono a una “civiltà occidentale”, e condividono molti tratti comuni, specie se confrontati con una “civiltà confuciana “. In questo contesto una conoscenza adeguata della cultura orientale sta diventando sempre più importante per i manager occidentali, soprattutto a causa dello sviluppo dei paesi asiatici in diversi settori: politico, culturale e soprattutto economico.

Ma come mai esistono tante differenze fra queste civiltà?

L’autore spiega molto bene che spesso queste differenze fra orientali e occidentali non sono geneticamente ereditate, ma si sviluppano a causa delle diverse circostanze esterne a cui orientali e occidentali sono esposti sin dalla infanzia. In effetti, fin dalla nascita siamo tutti sottoposti a una forte influenza culturale. Dello stesso parere è anche l’esperto in materia, Richard Lewis: “Pensiamo” ha sostenuto Lewis, “che le nostre menti siano libere, ma, come i piloti americani imprigionati nel Vietnam siamo stati sottoposti a un intenso lavaggio del cervello. Fin da quando eravamo nella nostra culla, passando per l’asilo, la scuola e sul posto di lavoro, siamo stati convinti che noi siamo i normali e gli altri siano quelli strani”. A questa riflessione si potrebbe aggiungere che più invecchiamo e più crediamo nelle regole che la nostra società ci propone, perché ci fanno stare tranquilli e ci sentiamo accettati dagli altri.

Tuttavia, al fine di comprendere perché l’ambiente esterno, quello che ci influenza, è così diverso in oriente e occidente è necessaria un’analisi più approfondita. Nel libro si parla, ad esempio, delle influenze causate dalla geografia e dal clima. Poi l’attenzione viene spostata su come si differenzino i principi confuciani da quelli occidentali, influenzando la percezione del mondo e le relazioni tra le persone. Se da un lato, in oriente, si sono sviluppati un monismo organico, una dialettica “ying-yang”, un approccio collettivista interdipendente e un’attitudine olistica, dall’altro, in Occidente, si sono sviluppati un dualismo ontologico, una logica aristotelica/hegeliana, un approccio individualistico indipendente e un’attitudine analitica.

Infine per Schembri nel corso dei secoli, questi principi si sono evoluti in concetti peculiari in Cina, in Giappone e in altri paesi orientali (come la famosa “Guanxi” Cinese), mentre in occidente gli insegnamenti dei filosofi greci e della Chiesa hanno formato altri pensieri. Il libro si conclude con una ricapitolazione dei diversi approcci ai negoziati da parte dei manager orientali e dei manager occidentali, fornendo inoltre una guida comparativa valida per le relazioni e i negoziati internazionali.

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Stefano Schembri. Nato a Roma nel 1989, Schembri si è laureato in Scienze Politiche con Master’s Degree in Relazioni internazionali all’Università Luiss di Roma. La sua passione per i rapporti economici e culturali internazionali lo ha spinto ad apprendere ben cinque lingue e a compiere diversi viaggi. Nell’ambito della sua attività lavorativa ha avuto la possibilità di operare presso diverse organizzazioni internazionali e confrontarsi con differenti stili, comportamenti e abitudini. In particolare ha lavorato presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, l’Istituto Italo Latino Americano, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta alla fame (WFP), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD). Queste esperienze sono state da stimolo e hanno influenzato la stesura del libro East Meets West. Prima di quest’opera Schembri ha pubblicato il volume MERCOSUR-UE: Storia e prospettive di un accordo Intercontinentale. Attualmente Schembri lavora presso la multinazionale anglo-olandese UNILEVER.

NOTA

EAST MEET WEST. Pagine 218, costo Euro 12,94

Per acquistare il libro, accedere alla rispettiva pagina amazon:  http://amzn.to/2c5lev8 .

Per contattare l’autore, inviare una mail a schembristefano4@gmail.com o aggiungerlo su twitter twitter.com/SteJSche

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