(Foto: nel riquadro Maurizio Miranda)

Di Rainero Schembri

Maurizio Miranda ci ha lasciati. Se l’Italia fosse un Paese meritocratico sarebbe come minimo diventato Ministro degli esteri. Ma Maurizio non è mai stato uno yes man ma sempre una mente molto autonoma, con una grande visione dei rapporti internazionali, sempre interessato a esprimere valutazioni obiettive e non dettate da interessi di parte. Tutte caratteristiche che in genere al potere non piacciono.

Grazie anche all’influenza esercitata da suo padre Adriano Miranda, grande avvocato internazionalista, Maurizio ha contribuito alla nascita della preziosa rivista Terzo Mondo Economico, oltre a diventare Presidente di Assomercati Internazionale e fondatore dell’indo Italian Institute (IITT), avvalendosi del supporto della tenace moglie francese Annik e del fratello Massimo (forse il più pragmatico dell’intera famiglia). Di questo attivo ‘clan Miranda’ (detto, ovviamente, in senso positivo) ha fatto parte anche la sorella Lunella, purtroppo scomparsa prematuramente. Mi fa piacere immaginare che questo ‘clan’ abbia contribuito concretamente a incrementare le relazioni politiche, economiche e sociali tra l’Italia e grandi Paesi, come l’India e il Messico o Nazioni decisamente travagliate come la Somalia.

Sul piano umano Miranda è sempre stato un trascinatore capace di coinvolgere le persone nelle sue idee e progetti, grazie anche alla sua grande cultura, affabilità e carisma. Non è, quindi, un caso che oggi sua figlia Viky è una funzionaria internazionale di alto livello che ha appena partorito un bellissimo bambino di nome Matteo (fortunatamente nonno Maurizio ha fatto in tempo di conoscerlo), e che probabilmente svolgerà anche lui, c’è da immaginare, un importante ruolo internazionale.  

Sul piano personale non ho difficoltà a riconoscere che Maurizio ha avuto una grande influenza spirituale e culturale su di me. Ma questa non è certamente una constatazione originale: al suo funerale sono stati in tanti a ripeterla con sincerità e piena convinzione.

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Pensiero del fratello Massimo Miranda

Ciao Maurizietto,

Mi e’ scocciato tanto tanto parlare di te in questa occasione. Lo hai fatto apposta radunare noi tutti, come è sempre stata la prerogativa di circondarti di tanti ascoltatori. Bravo, ma avremmo preferito incontrarti in una altra e più allegra circostanza. Il tuo nome in codice è sempre stato Tetello, da me affibbiatoti la sera del 29 dicembre, dopo la tua nascita ed è stato l’inizio di tanti giochi bellissimi di una vita trascorsa insieme. Ricordo quando tu piccolino su un camion di legno giocavi allegro con me, e in pigiama con le piume in testa da pellerossa a torace nudo attaccavamo con frecce e pugnali, il fortino della cucina di via Cavour.

E ‘ stato soltanto merito tuo se ho potuto essere promosso all’esame di maturità in storia dell’arte. Enomaoo  Re di Elide e Pritoo re dei Lapiti, erano i soprannomi che ci demmo per aiutarmi a ricordare la Centeuromachia del tempio di Zeus in Olimpia. Ciao Enomaoo…. Come stai Pritoo… Un tovagliolo appoggiato sul mio sedile nel volo dell’Air India, per New Delhi, il primo nostro viaggio, mi commosse perché c’era scritto “Ti voglio bene” ed erano le poche parole che esprimevano, amore, tensione e preoccupazione. Tu mi davi sempre tanti bacetti per non farmi preoccupare ma non mi esternavi le tue angosce. Sei stato eccezionale ad organizzare una conferenza internazionale nell’India Pavillon Trade Fair a 6000 km di distanza da Roma con la partecipazione delle istituzioni ed imprenditori indiani.

Sin dal lontano 1987 sei stato un anticipatore nello sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra l’Italia e l’India attraverso una tua creatura: l’IITT con il patrocinio della ambasciata indiana in Roma. Sei riuscito a portare aziende italiane in India e a fare quello che le istituzioni governative italiane non erano state in grado di sviluppare così velocemente. Purtroppo la tua operosità, correttezza ed onestà non ti hanno premiato ma sei stato ripagato con lo sfruttamento da parte di biechi individui, cinici e senza cuore. Hai insegnato a tua figlia Viky ad appassionarsi delle problematiche internazionali e lei è riuscita ad occupare con meritato successo cariche nelle istituzioni europee e regalandoti un bellissimo nipotino: Matteo. Adesso hai raggiunto i nostri genitori e nostra sorella Lunella, e noi ti saremo sempre vicino insieme agli amici storici: Rainero. Massimo, Italo, Alessandro, ed alla straordinaria Annick.

Riposa in pace fratello mio