Di Nello Gargiulo

Questo 2 giugno, è un’ occasione per guardare più profondamente la scelta repubblicana fatta dal popolo italiano appena uscito dalla lunga seconda guerra mondiale. Nei cieli d’ Europa si respirava un clima di pace, quella stessa che vide uniti paesi vincitori e sconfitti per pensare insieme, un continente di pace. L’ Italia Repubblicana con Roma, la città Caput Mundi, èstata centro propulsore di iniziative a questo scopo.

L ‘occasione è propizia per richiamare la vocazione del nostro paese alla pace ed alla cooperazione tra i popoli. Il ripudio alla guerra per risolvere controversie, sancito nella Costituzione più che mai riemerge come un fiume carsico quando la pace è in bilico a livello globale.Due avvenimenti in questi ultimi giorni hanno riportato Roma al Centro di questo tavolo di pace che per ora fa fatica a sedere i commensali.

a) Il giro d’Italia che si è concluso a Roma con l’ultima tappa di 120 Km che hanno visto sfilare più volte i ciclisti per le strade della nostra civiltà quasi a riproporre, come una ripetuta litania che le gare sportive sono sentieri che conducono anche alla pace.

b) La prima giornata Mondiale dei bambini che la domenica 26 maggio al mattino ha visto la Piazza San Pietro gremita (erano in 70.000) per chiudere con il Papa questo incontro. Un segno di pace questa volta con lo sguardo a creare una solida cultura di educazione alla pace per costruire e quello che il grande Benigni nel suo Show (presenti oltre il Pontefice anche la Presidente

Meloni, il Sindaco di Roma, Cardinali, Ambasciatori, ecc.) ha profuso nella grande piazza il sogno di trovare una parola che cambi la parola guerra. Un invito rivolto ai bambini presenti a sognare di diventare quell’ adulto che vorrebbero accanto a loro. Sempre Benigni: la guerra che parola brutta, sporca tutto. Eppure, dobbiamo porre fine a questa cosa. Questa nostra festa italiana, anche nelle comunità sparse per il mondo deve raccogliere gesti di pace e d’ amore e ritrovarsi insieme cosparsi dell’entusiasmo di quella Repubblica che quando nacque era anche lei bambina e sognava un paese ed un mondo migliore. Per fortuna i sogni non si fanno una volta sola. Ritroveremo il coraggio e la speranza di continuare a sognare? Di certo nessuno si darà per vinto.

Viva la Repubblica Italiana.