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Sunday, August 19, 2018

ACCORDO ICE – ENTE FIERISTICO RUSSO EXPOFORUM

Posted by Punto Continenti On febbraio - 19 - 2015 Commenti disabilitati su ACCORDO ICE – ENTE FIERISTICO RUSSO EXPOFORUM

E’ stato presentato oggi, alle aziende e alle Associazioni di Categoria italiane presso l’Ufficio ICE di Milano,  l’Accordo di rappresentanza in Italia fra l’Agenzia ICE e l’organizzatore fieristico russo Expoforum International Limited  in particolare per le manifestazioni Holiday Solutions: Wedding, Russian International Energy Forum  e  Welding.

 

“Non solo meccanica, ma anche energia e tempo libero – ha dichiarato il Presidente dell’Agenzia ICE, Riccardo Monti – rappresentano solo un esempio dei numerosi ambiti che vedranno la nostra Agenzia ed ExpoForum collaborare sempre più intensamente per agevolare l’ingresso e l’affermazione di aziende italiane, anche piccole e medie, su un mercato complesso e dalle elevate potenzialità come quello russo”.

 

“Il centro fieristico-congressuale ExpoForum, inaugurato nell’ottobre dello scorso anno, e’ una piattaforma business chiamata a favorire lo sviluppo dei rapporti economici a San Pietroburgo e in generale in Russia. La società  ExpoForum e’ aperta per un dialogo con i partner internazionali e in questo senso la firma di un accordo con ICE è un esempio lampante della collaborazione a livello globale che indubbiamente offrirà nuove possibilità per i nostri partner italiani gettando le basi di un ulteriore rafforzamento dei rapporti economico-commeciali tra i nostri Paesi” – ha evidenziato il Dr. Voronkov, CEO di ExpoForum.

 

Holiday Solutions: Wedding: II edizione della manifestazione rivolta a fornitori e fruitori di  servizi per organizzazione feste, cerimonie ed anniversari di matrimonio. La prima edizione della fiera si e’ svolta a febbraio 2014 ed ha registrato la partecipazione di 50 aziende che hanno avuto modo di presentare i servizi offerti in occasione di matrimoni sia per i futuri sposi sia per gli specialisti del settore;

 

Russian International Energy Forum: III edizione della manifestazione relativa al settore energia (la precedente edizione – giugno 2014 – ha registrato la presenza di oltre 10.000 visitatori, 400 esperti da 10 paesi e sono stati organizzati più di 140 incontri bilaterali d’affari tra aziende russe e straniere);

 

Welding: XVII edizione relativa al settore saldatura (la precedente edizione – giugno 2014 – ha registrato la partecipazione di oltre 250 aziende provenienti da 18 paesi, 3.500 specialisti in visita e 12 eventi programmati).

 

Nei Paesi occidentali il business delle feste nuziali da tempo e’ nelle mani di agenzie specializzate, in Russia e’ invece nella fase iniziale di sviluppo. In generale, la crescita del numero dei matrimoni registrata negli ultimi anni nel Paese, unitamente al desiderio di affidarsi sempre più ad agenzie specializzate del settore, offre ampi margini di espansione per le imprese italiane operanti in questo segmento.

 

La necessità di adottare una nuova Strategia Energetica entro il 2035 impone alla Federazione Russa di riconsiderare le proprie politiche di sfruttamento ed efficientamento energetico. Attrazione degli investimenti, regolamentazione tariffaria, conservazione e modernizzazione degli impianti e sviluppo delle infrastrutture a livello federale, regionale e municipale costituiscono alcuni dei temi principali che verranno ampiamente discussi nel corso della terza edizione del Russian International Energy Forum.

 

Il settore della saldatura registra nel paese tassi di crescita annuali a doppia cifra con interesse crescente da parte dei principali paesi fornitori, come Germania e Repubblica Popolare Cinese che vedono nella Federazione Russa un mercato dalle piu’ ampie prospettive. Il buon andamento del settore a livello nazionale si riflette anche sulla crescita della superficie espositiva della Welding principale manifestazione russa del settore che si terra’ a San Pietroburgo nel 2016.

 

La rappresentanza delle fiere di San Pietroburgo rientra nell’opera di rivitalizzazione del servizio di rappresentanza fiere estere attuata di recente dall’Agenzia ICE. Dallo storico rapporto di agenzia con l’ente fiera di Hong Kong, già attivo dal 1991, si è giunti negli ultimi mesi a definire accordi di questo tipo per altri 5 paesi (USA, Canada, Ungheria, India,  Russia), per un totale di 15 fiere estere rappresentate in Italia dall’ICE. I saloni espositivi spaziano – per citarne alcuni – dall’organizzazione di eventi, all’energia  e saldatura (in Russia), dai beni di consumo (cicli e motocicli negli USA), all’energia (in Canada), edilizia e alimentare (in Ungheria), trattamento acque (in India). E’ allo studio un ulteriore accordo per la  rappresentanza delle fiere in Romania.

 

 

 

 

 

 

 

L’ICE RAPPRESENTA LA FIERA INDIANA ‘EVERYTHING ABOUT WATER’

Posted by Punto Continenti On febbraio - 14 - 2015 Commenti disabilitati su L’ICE RAPPRESENTA LA FIERA INDIANA ‘EVERYTHING ABOUT WATER’

L’ICE,  Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha siglato un accordo di rappresentanza in Italia della manifestazione fieristica indiana Everything About Water, l’esposizione specializzata dedicata al settore del trattamento delle acque.  La manifestazione è la principale del paese e del continente sub Asiatico per il comparto delle tecnologie mirate al trattamento e alla salvaguardia dell’acqua.

 

In India, quest’industria sta crescendo del 15-20% l’anno con un valore stimato del mercato pari a 12 miliardi di dollari. Tale comparto proporzionalmente supportato da una galoppante crescita economica è da annoverarsi tra i settori che stanno crescendo più velocemente nel Paese.

 

Le potenzialità di mercato del settore sono state largamente accresciute dal nuovo Governo Modi, E’ stato definito, infatti, un progetto per la pulizia del fiume Gange (Cleaning Gange Project), modello che verrà utilizzato per la pulizia anche di altri fiumi  del Paese. Il progetto sarà realizzato nei prossimi 18 anni con investimenti pari a 6.53 miliardi di euro. Il primo obiettivo di medio termine consiste nel raggiungimento dei target sanitari, tramite il trattamento e la conservazione delle acque e la gestione dei rifiuti, in 118 centri urbani e 1.649 villaggi lungo il Gange.

 

La costante crescita della domanda, la crescente attenzione agli standard ambientali e le significative spese di bilancio, indirizzate al settore idrico, che dovrebbero vedere una conferma proprio in occasione del prossimo varo della prima finanziaria del Governo Modi a fine febbraio, offrono grandi opportunità per le aziende che desiderano entrare, e successivamente espandersi, nel mercato delle tecnologie per il  trattamento e per la conservazione delle acque in India. Le opportunità presentate dal mercato indiano sono quindi enormi e garantiscono al settore privato innumerevoli incentivi per l’investimento, finalizzato allo sviluppo di tecnologie innovative ed efficienti e allo sviluppo si sistemi che soddisfino le esigenze specifiche del territorio.

 

L’Italia si pone come uno dei migliori offerenti al mondo in tale comparto e l’Agenzia ICE, tramite il suo ufficio in New Delhi, ha proposto agli organizzatori indiani della manifestazione di rappresentarla in Italia quale agente. L’accordo di agenzia vede quindi l’ICE quale rappresentante in Italia della manifestazione, divenendo così punto di riferimento per le imprese italiane desiderose di partecipare in veste di espositori alla EAW.

La manifestazione, con cadenza annuale, é giunta alla sua 12° edizione che si svolgerà a New Delhi dal 21 al 23 maggio 2015: Per questa edizione è prevista la partecipazione, su di una superficie di 30mila metri quadrati,  di oltre  450 espositori provenienti da 25 Paesi con un’affluenza stimata di 25 mila visitatori. Per le aziende interessate a saperne di più, verranno organizzati gratuitamente dei webminar con l’India (newdelhi@ice.it)

 

La rappresentanza di manifestazioni estere in Italia è uno dei filoni innovativi dell’Agenzia ICE. Dallo storico rapporto di agenzia con l’ente fiera di Hong Kong, già attivo dal 1991, si è giunti negli ultimi mesi a definire accordi di questo tipo per altri 5 paesi (USA, Canada, Ungheria, India,  Russia), per un totale di 15 fiere estere rappresentate in Italia dall’ICE. I saloni espositivi spaziano – per citarne alcuni – dai beni di consumo (cicli e motocicli negli USA), all’energia (in Canada), edilizia e alimentare (in Ungheria), trattamento acque (in India),  beni di consumo ed industriali In Russia). In corso di definizione un ulteriore accordo di rappresentanza per fiere Romania.

 

AL VASCELLO DI ROMA DIECI GIORNI DEDICATI A ‘TEATRI UNITI’

Posted by Punto Continenti On febbraio - 12 - 2015 Commenti disabilitati su AL VASCELLO DI ROMA DIECI GIORNI DEDICATI A ‘TEATRI UNITI’

Dieci giorni, tra proiezioni, incontri e spettacoli, nel focus dedicato a Teatri Uniti dal Vascello di Roma. Inizia giovedì 12 febbraio, per proseguire fino a domenica 22, lo spazio riservato dallo storico tempio capitolino della ricerca artistica ad alcune significative produzioni, che incrociano e sovrappongono esperienze teatrali e cinematografiche, della compagnia napoletana diretta da Toni Servillo.

 

Si incomincia con il debutto, dopo l’anteprima dello scorso anno realizzata nell’ambito de Le Vie dei Festival, dello spettacolo I Giocatori di Pau Mirò, con Enrico Ianniello, Renato Carpentieri, Tony Laudadio e Luciano Saltarelli, in scena (dal 12 al 15 e dal 19 al 22 febbraio) nella versione tradotta dal catalano e diretta da Enrico Ianniello vincitrice nel 2013, quale “miglior testo straniero”, del prestigioso Premio Ubu. Lo spettacolo, prodotto da Teatri Uniti con OTC e Institut Ramon Llull di Barcellona, propone le vicende di quattro personaggi, interpretati dallo stesso Ianniello (il becchino), da Renato Carpentieri (il professore), Tony Laudadio (l’attore) e Luciano Saltarelli (il barbiere) che condividono giocando a carte tragicomiche frustrazioni e  fallimenti, in attesa di un ultimo estremo guizzo vitale.

 

Un focus per tante storie di teatro raccontate sulla scena e dietro le quinte di un percorso ultraventennale che ha portato l’ensemble fondato dai registi Mario Martone, Antonio Neiwiller, Toni Servillo (e con loro  anche Angelo Curti, Andrea Renzi, Licia Maglietta, Daghi Rondanini, Lino Fiorito, Pasquale Mari) a ricercare e condividere nel tempo esperienze d’arte e di vita in mezzo mondo. Ed ancora, a testimonianza del fecondo rapporto con la drammaturgia di Pau Mirò, verrà riproposta, domenica 15 febbraio alle ore 20, la versione filmata di Chiòve, primo grande successo del giovane scrittore catalano, prodotto da Teatri Uniti e OTC, andata in scena per sette stagioni teatrali consecutive. A seguire un incontro con il regista Francesco Saponaro e i protagonisti Chiara Baffi ed Enrico Ianniello.

 

Il focus al Vascello programma, inoltre, mercoledì 18 febbraio alle ore 21, Montesano night – Magic People Show/Eternapoli, messo in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Luciano Saltarelli. Con la presenza attiva dell’autore, Giuseppe Montesano,  e con Enrico Ianniello ad offrire un’anticipazione di Eternapoli, un nuovo capitolo del tragicomico romanzo teatrale dell’Italia malata di questi ultimi anni. Nei dieci giorni del focus, saranno inoltre proiettati, alle ore 20, alcuni dei film dal e sul teatro prodotti da Teatri Uniti: il 13 febbraio 394 – Trilogia del mondo, con Toni Servillo e la compagnia di Trilogia della Villeggiatura,  per la regia di Massimiliano Pacifico, il 14 febbraio Rosencrantz e Guildenstern sono morti, con Enrico Ianniello e Tony Laudadio, per la regia di Andrea Renzi;

 

Il 19 febbraio Antono Neiwiller: il monologo de l’altro sguardo,per la regia di Rossella Ragazzi;  il 20 febbraio Rasoi, con Enzo Moscato, Toni Servillo, Iaia Forte e Licia Maglietta, per la regia di Mario Martone; il 21 febbraio L’uomo di carta, con Andrea Renzi, per la regia di Stefano Incerti, ed infine domenica 22 febbraio, alle ore 17, Delirio amoroso, su testi di Alda Merini, con Licia Maglietta, per la regia video di Silvio Soldini.

 

L’INDIA APRE ALLE AZIENDE ITALIANE. INCONTRO ALL’AMBASCIATA.

Posted by Punto Continenti On gennaio - 31 - 2015 Commenti disabilitati su L’INDIA APRE ALLE AZIENDE ITALIANE. INCONTRO ALL’AMBASCIATA.

In coincidenza con i festeggiamenti del trentennale dell’Indo Italian Institute for Trade and Technology (IIITT), l’Ambasciata dell’India a Roma ha organizzato per il 6 marzo prossimo presso la propria sede in via  XX Settembre, 5 (dalle ore 10,00 alle ore 19,00) un importante incontro tra autorità e imprese indiane con imprenditori italiani interessati a questo grande mercato asiatico. Un incontro fortemente voluto dall’Ambasciatore Basant K. Gupta e curato nei minimi dettagli dal Primo segretario Politico e culturale, Madan Mohan Sethi, insieme al Presidente dell’IIITT, Maurizio Miranda, considerato uno dei maggiori esperti delle relazioni economiche indo-italiane e che da sempre in collaborazione con l’Ambasciata indiane e le autorità governative di New Delhi, ha condotto per mano numerosissime imprese a investire, esportare o creare società miste nell’Unione Indiana.

 

Sono ben 25 i settori considerati dall’Ambasciata indiana  di interesse prioritario: 1) Agro – alimentare; 02) Aviazione civile; 03) Aviazione commerciale; 04) Assicurazioni; 05) Automobili di lusso; 06) Aviazione e difesa; 07) Biotecnologie; 08) Cemento; 09) Chimica; 10) Educazione; 11) Disegno Cad – Cam per l’elettronica manifatturiera avanzata; 12) Gemme e gioielli; 13) Information and Communication Technology – Business Process Outsourcing Sector; 14) Industria della Salute, Farmaceutica; 15) Media e industria dell’intrattenimento; 16) Metallo e minerali; 17) Petrolio e Gas; 18) Porti ed Aeroporti; 19) Power (Energia) ed Energie rinnovabili; 20) Vendite al dettaglio; 21) Strade ed Autostrade; 22) Telecomunicazioni; 23) Tessili e Tessili derivati; 24) Turismo: Turismo archeologico e culturale.

 

Nella lettera indirizzata dall’Ambasciata  agli imprenditori italiani si può leggere: “L’Italia è famosa nel mondo per i suoi prodotti di alta qualità manifatturiera avanzata e di capacità artigianale; è leader a livello mondiale in numerosi settori come il tessile,  l’altamoda, il design, il fashion, la pelletteria, l’arredamento, gli articoli per la casa, le macchine agricole, la trasformazione alimentare, i prodotti ingegneristici e della difesa, il trasporto ferroviario e marittimo, l’information technology, le telecomunicazioni, l’energie rinnovabili,  la logistica integrata, il turismo d’affari ecc.. L’India, in quanto Paese in via di sviluppo, può apprendere ed essere partner con l’Italia nella condivisione delle tecnologie e delle competenze gestionali necessarie per gestire al meglio attività  commerciali, industriali, tecnologiche e biotecnologiche  di successo e non solo.

 

Per quanto riguarda gli investimenti esteri la lettera ricorda che “che il nuovo Governo Indiano, guidato dal Primo Ministro Narendra Modi, sta per adottare importanti novità nella legislazione che regola gli Investimenti Esteri Diretti (IED) e la liberalizzeranno degli IED nella maggior parte dei settori. Inoltre, il Governo Indiano, ha autorizzato una percentuale maggiore d’investimento estero in settori quali quello delle costruzioni, dell’ammodernamento della rete ferroviaria, delle assicurazioni e della difesa e, a questi, ben presto se ne aggiungeranno altri”. Sempre in materia di investimenti, va sottolieato che presto il Governo Indiano costituirà un sistema di sportello unico per le autorizzazioni agli IED allo scopo di snellire le procedure burocratiche e di ridurre il tempo entro cui gli investitori esteri possono ottenere l’autorizzazione ad operare in India.

 

Da registrare che in base alle previsioni dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale), Moody’s e Standard & Poor’s, l’economia indiana crescerà, a partire dal corrente 2015, ad un tasso annuale del 6,5%: una crescita ha già riscontrato un atteggiamento positivo da parte degli investitori esteri. Secondo le analisi più recenti, l’India è il maggior mercato mondiale per i beni di lusso e per le aziende estere provenienti da Cina, Giappone, Stati Uniti ed Australia che sono già presenti con investimenti miliardari.

 

Attualmente operano in India oltre 400 società italiane, di cui la metà circa insediate con impianti produttivi e l’altra metà con uffici di rappresentanza. Attualmente il commercio bilaterale ammonta ad appena 9429 milioni di dollari USA (con le importazioni dall’Italia  ammontanti a US$ 4156 milioni e le esportazioni verso l’Italia pari a US$ 5272 milioni). L’Italia ha una quota nel totale del commercio estero indiano pari ad appena l’1,23% e risulta il 24° partner commerciale. “Pertanto” spiega il Primo consigliere Madan Sethi “ci sono ancora moltissime possibilità per incrementare le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi. L’idea di organizzare una sorta di  seminario sugli investimenti e le opportunità per le piccole, medie e grandi imprese in India, nasce dal desiderio di spiegare agli amici della business community italiana qual’è la politica degli investimenti esteri del Governo Indiano”.

 

All’incontro parteciperanno membri dalle principali organizzazioni indiane (CII– Confederation of Indian Industry, FICCI– Federation of Indian Chambers of Commerce and Industries, ASSOCHAM-l’Associazione delle Camere di Commercio, la PHD Chamber of Commerce and Industry) oltre ai 14 principali Export Promotion Council governativi. In aggiunta, funzionari dei Ministeri del Commercio, degli Affari Societari, e dall’Export Import Bank of India e della State Bank of India sono stati invitati allo scopo di interagire con gli imprenditori ed investitori italiani e fornire informazioni sulla nuova politica degli IED del Governo Indiano, le facilitazioni creditizie ecc.

 

Per le aziende italiane interessate a partecipare all’incontro  è opprtuno contattare direttamente l’Indo Italian Institute for Trade and Technology (chiedere di Maurizio Miranda 3393479223 o scrivere  a indoitalianmarkets@libero.it . Richieste di informazioni si possono avere anche dall’Ambasciata dell’India (email: com.wing@indianembassy.it; commercial@indianembassy.it; tel: 06-42014152).

 

PROGRAMMA

1100 hrs Inaugurazione
1110 Intervento di S.E. l’Ambasciatore dell’India Shri Basant K. Gupta
1120 Intervento Dr. Maurizio Miranda, Presidente, Indo-Italian Institute for Trade and Technology
1130 Intervento di un rappresentante di Confindustria
1140 Intervento di un rappresentante di Associazione Indiana
1150-1210 Presentazione del programma “Make in India” (proiezione)
1210-1240 Presentazione di settori chiave in India (agricoltura, macchinari agricoli, tessile, pelle, trasformazione alimentare e relativa politica IED) da parte di un rappresentante di CII o FICCI
1240-1340 Working Lunch
Dalle 1340 B2B

 

 

 Il Primo Ministro Narendra Modi 

INCONTRO CON GLI AMBASCIATORI DELLA BOLIVIA E DEL VENEZUELA

Posted by Punto Continenti On gennaio - 28 - 2015 Commenti disabilitati su INCONTRO CON GLI AMBASCIATORI DELLA BOLIVIA E DEL VENEZUELA

Quali effetti avrà sulle economie dei Paesi latino americani il crollo del prezzo del petrolio?  Questa è stata la domanda di fondo che ha caratterizzato l’incontro che si è svolto a Roma tra gli ambasciatori Antolin Ayaviri Gomez della Bolivia e Julian Isaias Rodriguez del Venezuela, con esperti, economisti e giornalisti. I due Paesi, pur rappresentando in America Latina le realtà di punta del nuovo modello di sviluppo basato soprattutto sulla crescita sociale, hanno registrato conseguenze molto diversificate. A organizzare l’evento (che si è svolto presso l’Hotel NH Giustiniano) è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya, per conto di ‘Mediatrends America Europa’ (www.mediantrendsamerica.com).

 

 

Nella sua introduzione all’incontro Montoya ha voluto ricordare che dopo tanti anni di crescita a ritmi vicini a quelli dei Paesi asiatici, l’America Latina in questa fase segna decisamente il passo, come lo dimostrano anche i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale. Si tratta ora di capire come reagiranno i vari governi, sia di ispirazione liberale che quelli di orientamento socialista. Il primo che è intervenuto nel dibattito è stato l’Ambasciatore boliviano.

 

Per Antolin Ayaviri Gomez, in Bolivia il prezzo del petrolio ha un’incidenza molto relativa. Lo dimostra il fatto che il Paese ha registrato l’anno scorso una crescita del 5,9%, la più alta del sub continente americano. Molto lo si deve al fatto che sotto la Presidenza di Evo Morales, è stato avviato il cosiddetto ‘Modello Sociale Comunitario Produttivo’, inteso a sviluppare soprattutto il consumo interno senza dipendere eccessivamente dal petrolio, anche se il settore energetico, in particolare il gas, ha certamente una sua rilevanza.

 

Il modello boliviano ha conseguito a partire dal 2006 risultati sicuramente apprezzabili determinando oltre 6 miliardi di investimenti pubblici (lo Stato gestisce l’80% delle imprese) e 2 miliardi di investimenti privati. Anche le riserve di valuta hanno subito un notevole incremento passando in meno di dieci anni da 340 milioni a 15 miliardi di dollari.

 

Per questi motivi la Bolivia oggi non teme più di tanto la caduta del prezzo del petrolio. La stabilità interna e la forte coesione sociale hanno consentito la nascita di 147 mila nuove imprese, un sostanziale aumento dei fatturati dei supermercati e una notevole riduzione del numero dei poveri, che sono passati dal 38% della popolazione fino al 18%, con l’obiettivo di arrivare al 9%. Per l’Ambasciatore boliviano, lo Stato nello svolgere un ruolo fondamentale nell’economia ha consentito di redistribuire le ricchezze e gli introiti e quindi di favorire i giovani, gli anziani e la parte più debole della popolazione.

 

La situazione si presenta in maniera molto diversa in Venezuela, che ha avuto nel Presidente Ugo Chavez (scomparso nel 2013 dopo una lunga malattia) il vero leader della svolta socialista in America Latina. “Per noi”, ha spiegato l’Ambasciatore Julian Isaias Rodriguez, “la caduta del prezzo del petrolio ha delle conseguenze pesanti, vista la grande importanza del Petrolio nell’economia Venezuelana”. In effetti, mentre nel 2012 il Venezuela è cresciuto del 5,5%, l’anno scoro il Pil è diminuito del 3%.

 

Per l’Ambasciatore a complicare la situazione ci sono anche alcuni fattori interni. E’ mancata, ad esempio, una maggiore coesione tra le varie forze politiche, con un’opposizione che ha ostacolato in tutti i modi i piani di sviluppo e di crescita. Purtroppo questa contrapposizione ha radici storiche nella società venezuelana. Inoltre, non si può nascondere, che la grande personalità del Presidente Chavez e la sua capacità di convincere altri leaders latino americani hanno creato molta preoccupazione in diverse cancellerie estere e negli ambienti dell’alta finanza, pronti a scatenare anche una guerra economica che ha favorito, tra l’altro, la crescita del contrabbando.

 

L’Ambasciatore ha poi sottolineato il nuovo ruolo giocato in America Latina dalla Cina che ormai è diventato il secondo investitore dopo gli Stati Uniti. “Anche se i cinesi” ha dichiarato Isaias Rodriguez “investono in settori che soddisfano le loro esigenze, come quello alimentare, non v’è dubbio che rappresentano un’alternativa utile da contrapporre al predominio nord americano”.

 

Sollecitato da Punto Continenti in merito alla permanente conflittualità interna l’Ambasciatore ha riconosciuto che sarebbe auspicabile che entrambe le parti facessero un’autocritica: “l’opposizione non può continuare in eterno a ostacolare ogni tentativo di riforma sociale, avendo come unico obiettivo la caduta del Governo che, da parte sua, non deve vedere nell’opposizione solo il pericolo di un ritorno a un passato che probabilmente non auspica più nessuno. Questo sforzo reciproco va compiuto per il bene supremo della Nazione”.

 

Entrambi gli Ambasciatori hanno poi concordato sul fatto che è fondamentale per l’intera America Latina proseguire nel processo d’integrazione economica, nonché di diversificare il più possibile i rapporti con le altre aree economiche tra cui l’Europa che potrebbe svolgere un ruolo di primissimo piano. Infine, entrambi si sono dichiarati convinti che l’apertura degli Stati Uniti verso Cuba avrà dei riflessi molto positivi sull’intero continente latino americano.

 Un momento dell’ incontro con gli ambasciatori Antolin Ayaviri Gomez della Bolivia (a sinistra) e Julian Isaias Rodriguez del Venezuela (a destra). In piedi il giornalista Roberto Montoya

GRECIA: VISITIAMOLA PER FARLA RISORGERE. COME FECE NERONE

Posted by Punto Continenti On gennaio - 26 - 2015 Commenti disabilitati su GRECIA: VISITIAMOLA PER FARLA RISORGERE. COME FECE NERONE

Sarebbe più che giusto che chiunque andasse a visitare la Grecia e, in particolare, Atene, lo facesse con lo stesso spirito, la stessa ammirazione e rispetto che ha avuto per questa terra Nerone. Sì, proprio lui, uno dei più controversi e discussi imperatori romani che alla fine dell’ottobre del 66 d.C, partì da Roma per visitare la Grecia, il sogno della sua vita.

 

Di Nerone, si può, infatti, dire di tutto in merito alle sue depravazioni, all’incendio di Roma, alle persecuzioni dei cristiani. Ma una cosa bisogna riconoscergli: nel corso dei secoli è stato uno dei pochi capi di Stato nel mondo che ha sempre anteposto all’amore per il potere l’amore per la cultura, per la filosofia, per la poesia, per la musica, per la scultura. Egli stesso componeva e si esibiva in pubblico (la prima volta è stata nella città greca di Napoli).

 

Nerone non partì per la Grecia nella veste di imperatore ma come un artista in tournée. Al suo arrivo è stato accolto come un vero divo e i suoi spettacoli sono stati applauditissimi (probabilmente in maniera anche interessata). In ogni caso, Corinto è stata eletta da Nerone come sua residenza preferita. Inoltre, il 28 novembre, l’imperatore concesse la libertà ai greci con il conseguente esonero da molti tributi e, quindi, la quasi cittadinanza romana. In pratica, Nerone si è inchinato davanti allo splendore e alla cultura ellenica che ha forgiato la storia di Roma, dell’Europa e dell’intero occidente.

 

L’Europa di oggi senza l’antica Grecia probabilmente non sarebbe mai esistita. Del resto, lo stesso nome fa riferimento alla mitologia greca: Europa era, infatti, il nome della figlia del re di Tiro (città fenicia e colonia greca) rapita dal dio Zeus, che per l’occasione si era travestito da splendido toro bianco per condurla sull’isola di Creta. Da questa unione nacque Minosse, re di Creta che diede vita alla civiltà cretese, culla della civiltà europea. Da quel momento con il nome Europa s’indicavano le terre a nord del Mar Mediterraneo.

 

Ecco perché andare ad Atene bisogna andare con lo stesso rispetto che aveva Nerone. Il fatto che oggi la Grecia si trovi in grandissime difficoltà economiche per colpa soprattutto di una classe dirigente che si è dimostrata non all’altezza della situazione non può far dimenticare all’Europa che siamo tutti figli della Grecia. E come tutti i buoni figli che non abbandonano il padre, anche se ha sbagliato, così l’Europa ha il dovere morale e storico di aiutare i greci.

 

Ma cosa può fare il singolo cittadino europeo?

 

Può decidere, ad esempio, di visitare o fare le vacanze in Grecia. Oltre a sprofondare nella culla della civiltà, cosa che fa sempre molto bene allo spirito, troverà un paese splendido, una città come Atene, pulita e ordinata oltre che ricca di monumenti storici, un popolo estremamente dignitoso e accogliente (soprattutto con gli italiani), una terra che oggi è costretta ad offrire tantissimo per pochissimo. La Grecia politicamente ha voltato pagina. Aiutarla a uscire definitivamente da questa situazione è quasi un dovere morale. E anche, confessiamolo, conveniente da ogni punto di vista.

Rainero Schembri

 

 

Foto: Atene, arco di Adriano con in sottofondo l’Acropoli.

NAIM ARAIDI: IN MEDIO ORIENTE L’EUROPA POTREBBE FARE DI PIU’

Posted by Punto Continenti On gennaio - 18 - 2015 Commenti disabilitati su NAIM ARAIDI: IN MEDIO ORIENTE L’EUROPA POTREBBE FARE DI PIU’

E’ presente in Italia con sette incontri Naim Araidi, poeta ed ex Ambasciatore israeliano in Norvegia, per parlare del suo successo letterario Canzoni di Galilea – La poesia che unisce i popoli – (edizioni SEAM, presentazione e traduzione di Stefania Battistella) e per spiegare il pensiero dei luoghi comuni dell’islam. Il 21 gennaio Araidi sarà  a Roma presso la libreria Pellicanolibri (via Gattico, 3, 06 6156 3181,  ore 18:00) sede delle presentazioni letterarie e dei dibattiti sul sociale organizzati dallo scrittore e poeta  Beppe Costa, fondatore della casa editrice che oggi porta il nome della libreria.

Attualmente Araidi è anche il Direttore del Centro di Letteratura per bambini presso il Collegio Arabo e Coordinatore di Studi per gli studenti non ebrei del Gordon College. Inoltre svolge un’intensa attività giornalistica avendo, tra l’altro, partecipato alla redazione della rivista dell’Unione degli Scrittori Ebrei Mifgash, oltre a fondare la rivista Al-Aswar. Prima di presentare il suo libro a Roma abbiamo avuto modo di intervistarlo per approfondire alcuni aspetti riguardanti il tormentato Medio oriente.

 

Dott. Naim, qual è il principale messaggio che lei cerca di trasmettere attraverso il suo libro ‘Canzoni di Galileia’?

 

Il primo messaggio è la traduzione. Attraverso le poesie voglio far sapere alle persone e ai lettori che, anche considerando la questione che noi viviamo, all’interno di un un conflitto molto complicato, noi dobbiamo ancora amare e vivere tutti assieme. Gli uomini e le donne che provengono da molte religioni, culture, loro possono vivere assieme. Penso che la poesia possa parlare al mio posto dal momento che sono un poeta e non uno scrittore.

 

Ormai è sensazione diffusa che la questione palestinese non si risolverà mai. Eppure, la soluzione di due Stati che convivono pacificamente è l’unica possibile. A lei non è mai venuto il sospetto che sia in campo palestinese che in quello israeliano politicamente ed economicamente ci siano molti, forse troppi, che non hanno alcun interesse a che si arrivi alla pace?

 

Sicuro ci sono molti gruppi da entrambe le parti che hanno qualche interesse a mantenere la situazione in conflitto. Prima di tutto sono d’accordo che la soluzione sia quella di stabilire due Stati perché ogni Stato ha la sua lingua, la sua cultura e così via. Però ci sono molte persone e gruppi che hanno interesse a mantenere solo uno Stato a causa dei loro interessi. E ne possiamo parlare, dei loro interessi. Quindi sono sicuro che questi  interessi ci siano.

 

Come sono le relazioni tra gli intellettuali palestinesi e  israeliani e in che misura gli scrittori e gli artisti possono aiutare a risolvere questo problema?

 

Ci sono molte atteggiamenti che gli intellettuali potrebbero tenere. Da entrambi le parti ci sono comportamenti positivi che portano gli intellettuali e gli artisti a incontrarsi e a parlare, per preparare l’atmosfera per i politici affinché possano prendere la decisione giusta. E loro, gli intellettuali, credono di poterlo fare parlando e dialogando. Ma da entrambe le parti, ci sono correnti ed elementi che non credono nell’incontro e nel dialogo.

 

Per esempio, se pensiamo al campo israeliano, che ha rigettato la possibilità di due Stati, è noto il loro pensiero di non poter dare ai palestinesi il loro Stato perché  ritengono che la maggioranza dei palestinesi pensi solo a uno Stato palestinese che comprenda Gaza e Cisgiordania. Per questi israeliani i palestinesi guardano alle due ‘conquiste’ come punti di partenza o gradini iniziali per tornare a prendere, man mano, quella che era la Palestina nel suo principio, la Palestina storica. E’ questo ciò che molti israeliani pensano in merito all’atteggiamento e alle intenzioni dei palestinesi. Nel campo palestinese, invece, c’è chi crede che Israele non voglia la pace ma pensi solo di prendere tutta la Palestina come è stato promesso nella bibbia.

 

Qual è il suo rapporto personale con l’Italia e come giudica la politica estera italiana e quella europea nei riguardi della questione arabo israeliana?

 

La mia relazione con l’Italia è una relazione legata alla letteratura, alla cultura e all’arte in generale. Non ho relazioni con politici ma solo relazioni riguardanti le arti. So che l’immagine di Israele in Europa, in generale, e specialmente in Italia, è davvero negativa. Perché  gli europei, nei riguardi di questo conflitto, fanno attenzione solo alle conseguenze determinate dai fatti di cronaca riportati dai telegiornali. Non si chiedono perché il conflitto è iniziato, o non dedicano molta attenzione a questo aspetto.

 

Gli europei guardano solo ai fatti senza cercare di risalire ai motivi scatenanti. Per Israele questa è una cosa sbagliata. Per quanto riguarda i palestinesi, che in  maggioranza sono arabi musulmani, tutto ciò che avviene in Europa e nel mondo per opera dell’estremismo musulmano, come gli attacchi terroristici o quello che recentemente è accaduto a Parigi, solo può danneggiarli e rendere ancora più difficile la loro situazione. Quello che mi aspetto dall’Europa è che approfondisca meglio le ragioni di questo conflitto, in modo da avere un quadro generale più corrispondente alla realtà. Solo così potrà assumere delle posizioni equilibrate in grado di influenzare positivamente l’andamento dei negoziati e di incidere concretamente su entrambi i contendenti. In altri termini, di svolgere un efficace ruolo  di mediazione.

 

Come vede in proiezione futura la minaccia dell’Isis?

Non voglio credere e non sono sicuro che questo gruppo sia musulmano o arabo. E’ una cosa che sta succedendo ora quindi non so come sarà in futuro. Penso che sia una nuova creazione, che queste persone siano state create e mandate dal mondo occidentale per distruggere il medio oriente. Non penso che loro avranno in futuro uno Stato o che possano influenzare il mondo arabo. Questa è una creazione che vuole distruggere l’immagine del mondo arabo e del mondo islamico.

Rainero Schembri

 Naim Araidi

AL TEATRO VASCELLO DI ROMA ‘IL GABBIANO’ DI ANTON CECHOV

Posted by Punto Continenti On gennaio - 15 - 2015 Commenti disabilitati su AL TEATRO VASCELLO DI ROMA ‘IL GABBIANO’ DI ANTON CECHOV

E’ sicuramente impegnativo. Ma per chi ama chiudere la giornata assistendo a un lavoro teatrale ricco di risvolti psicologici e umani, possiamo senz’altro suggerire di non perdere ‘Il Gabbiano’ di Cechov, in scena al Teatro Vascello di Roma sotto la puntuale regia di Fabiana Iacozzilli e con un cast di attori di ottimo livello. Sono diversi i momenti ‘alti ed emozionanti dello spettacolo, tra le quali una corsa in cerchio e senza remore di una delle protagoniste  dell’opera, con in sottofondo un crescendo wagneriano da brivido. Non sono da meno anche le scene e i costumi che non mancano di originalità e incisività.

 

Il dramma si svolge in una tenuta estiva in riva a un lago. Protagonista della vicenda è Kostya, figlio della famosa attrice Arkadina, che è appena giunta nella tenuta con il suo amante, Trigorin, un noto romanziere, per una breve vacanza. Kostya, innamorato di Nina, che sogna il teatro e la gloria, decide di scrivere drammi allo scopo di attirarsi le sue grazie e di diventare famoso come scrittore. Ma quando prova a rappresentare una sua opera, sua madre fa fallire la rappresentazione, trovandola ridicola e incomprensibile. Testimone di questo fallimento, Nina si allontana da Kostya e si infatua di Trigorin, che seguirà a Mosca. Diventata attrice, conoscerà tuttavia amarezze e delusioni. Abbandonata da Trigorin, continuerà a rifiutarsi a Kostya, che finirà per suicidarsi.

 

Il percorso di Kostya è l’avvincente storia di un fallimento, un fallimento artistico ed umano. Tutto ha inizio con l’interruzione del suo spettacolo, momento in cui, in un solo istante, scivola nel vuoto della solitudine e tutti lo abbandonano proprio come accade nella vita. La sua solitudine, da questo momento in poi, è di struggente bellezza ed il suo continuo dialogo con la vita e con la morte, alla ricerca di un senso, è raggelante. Non sa come andare avanti, per continuare a vivere vorrebbe uccidere l’amore che prova per Nina ed invece finisce per “baciare la terra dove ha camminato la sua amata”. È completamente vinto dalle passioni, odia quello che scrive e si uccide perché sa di non aver raggiunto nulla nella vita: essere uno scrittore geniale ed avere accanto a sè l’amore della madre e di Nina. E noi lo capiamo, lo capiamo profondamente, perché in fondo non è proprio l’amore l’unica cosa al mondo per cui valga la pena di vivere?

 

La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello
in collaborazione con Compagnia Lafabbrica

IL GABBIANO
di Anton Cechov

regia Fabiana Iacozzilli
con Simone BarracoJacopo Maria Bicocchi, Elisa BongiovanniLuigi Di Pietro, Francesca Farcomeni,Guglielmo Guidi, Anna, Mallamaci, Ramona NardòBenjamin Stender, Paolo Zuccari
collaborazione artistica Matteo Latino
regista assistente Marta Meneghetti
aiuto regia Giada Parlanti
assistente alla regia Gabriele Paupini
scene Matteo Zenardi
disegno luci Hossein Taheri
costumi Gianmaria Sposito

 

Teatro Vascello – www.teatrovascello.it

Prezzi: Biglietto studente € 15,00 euro posto unico – 10 euro solo per gruppi di almeno 10 persone  

Via Giacinto Carini 78  – 00152 Monteverde Roma  Info 065881021 – 065898031

 

 

 

 

 

CARACALLA: PRESENTATO IL CATELLONE 2015 CON LUCI E OMBRE

Posted by Punto Continenti On gennaio - 14 - 2015 Commenti disabilitati su CARACALLA: PRESENTATO IL CATELLONE 2015 CON LUCI E OMBRE

Nella sala delle Bandiere al Campidoglio è stata presentata la stagione 2015 che si svolgerà dal 23 giugno all’8 agosto alle Terme di Caracalla di Roma, uno dei luoghi (insieme all’Arena di Verona) più suggestivi e famosi del mondo. Erano presenti il Sindaco Ignazio Marino, il Sovrintendente del Teatro dell’Opera Carlo Fuortes, il Direttore artistico Alessio Vlad e l’Assessore alla cultura di Roma Giovanna Marinelli. Bisogna dire che ha fatto un certo effetto ritrovarsi alla presentazione della stagione di Caracalla, dopo che l’anno scorso proprio tra i ruderi dell’antica Roma sono scoppiati clamorosamente i guai che da diversi anni covavano all’interno del teatro.

 

Ma come è stata questa presentazione? Piena di luci e ombre.

 

Cominciamo dalle luci. Quest’anno la stagione è dedicata prevalentemente ai capolavori di Giacomo Puccini che, dopo Verdi, è sicuramente uno dei più rinomati compositori lirici del mondo. Vedremo quindi: Madama Butterfly, Turandot e la Bohème. Ad aprire comunque la danza (è proprio il caso di dire) sarà il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera con Pink Floyd Ballet, affidata alla coreografia di Roland Petit. Si tratta di un capolavoro”, così recita la nota di presentazione, “che il grande coreografo francese ha creato su musiche della famosa band nel 1972”.  Un altro ritorno di altissimo livello riguarderà Roberto Bolle, considerato da molti il miglior ballerino in circolazione, che si esibirà con l’American Ballet Theatre di New York.

 

Sempre per quanto riguarda le ‘luci’ è stato ricordato che:  le repliche a Caracalla sono quasi raddoppiate nel 2014 rispetto al 2013, mentre quest’anno, considerando anche i balletti, le serate passeranno da 20 a 26; questa crescita determinerà un sostanzioso incremento degli incassi e quindi un fondamentale autofinanziamento del Teatro che contiene 4 mila posti; già l’anno scorso è stato registrato, nonostante le varie difficoltà ormai superate, un record di presenze con oltre 56 mila spettatori; l’incasso complessivo è stato di 2,3 milioni di euro (1,9 nel 2013); quest’anno la rassegna di Caracalla avrà il patrocinio dell’Expo 2015; verrà applicata una forte riduzione dei prezzi soprattutto se i biglietti verranno acquistati in abbonamento; infine, dopo tanto travaglio finalmente il bilancio del Teatro dell’Opera è tornato in pareggio.

 

Fin qui le luci, passiamo alle ombre che sono emerse quando si è passati alle domande ai giornalisti che, tra le altre cose, hanno chiesto; l’Amministrazione è disposta a farsi controllare i conti anche dalle forze sindacali in modo da evitare che si ripetano certi sprechi che hanno portato con la passata gestione a un buco di 30 milioni di euro? Per il Sindaco “il problema è stato superato con la legge Bray che ha finanziato il teatro con 25 milioni di euro e con la nuova gestione che è stata in grado di portare i conti in pareggio”. Da rilevare, sempre in base alla legge Bray, che se entro due anni i conti non saranno a posto il Teatro verrà commissariato e potrebbe anche fallire.

 

Altra domanda; visto che tutti gli organi sono scaduti a fine anno non è il caso di affrontare anche la questione del doppio in carico detenuto Fuortes che oltre ad essere il sovrintendente al Teatro dell’Opera di Roma dirige anche il Parco della musica? Sempre per il Sindaco Marino, “in un Paese in cui qualcuno ha avuto anche venti incarichi bisogna solo dire grazie a Fuortes che per mille euro ha accettato di mettere a disposizione la sua competenza per risanare il Teatro”. Va detto, per la precisione, che Fuortes esercita anche altri incarichi e che proprio lui, in passato, aveva manifestato l’intensione di non proseguire nel doppio incarico, ritenendolo evidentemente incongruente.

 

Alla domanda che senso ha presentare un cartellone senza indicare i nomi dei cantanti Fuortes ha giustificato questa anomalia col fatto che “ancora non sono stati firmati tutti i contratti che, comunque, verranno probabilmente resi noti entro un paio di settimane. In ogni caso va riconosciuto il fatto che, rispetto al passato, il nuovo cartellone è stato presentato con molto anticipo”.  C’è da rilevare, però, che all’estero i grandi teatri spesso si muovono su  una programmazione triennale. E poi, non sarebbe stato meglio aspettare la riconferma o l’eventuale nomina di un nuovo Sovrintendente per presentarsi alla stampa?

 

E’ stato poi rilevato che il corpo da ballo, che in passato è stato un fiore all’occhiello del teatro, si trova in uno stato di profondo disagio, senza un direttore e con un numero di ballerini fissi ridotto all’osso. Da parte della dirigenza è stata riconosciuta l’esistenza del problema, determinato dal fatto che molti ballerini sono andati in pensione perché raggiunti i limiti di età e che la legge Bray non consente di fare nuove assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, l’attuale Sovrintendente, con il mandato scaduto, non può nominare un nuovo direttore.

 

Infine, è stata sollevata l’obiezione che a Roma scenografi, registi, cantanti e altri artisti italiani praticamente non trovano più spazio. In effetti, basta una veloce lettura al cartellone per notare che la prevalenza straniera ormai assomiglia molto a quella praticata dalle squadre di calcio. Per il Direttore artistico Vlad “la questione non ha senso perché l’Opera rappresenta quello che di più internazionale esiste nell’arte”. Peccato che poi all’estero molti ragionano in un modo diverso.

 Il Sindaco di Roma Ignazio Marino

SILVIA PASINI: SUI CONTI DEL TEATRO DELL’OPERA VIGILIAMO TUTTI

Posted by Punto Continenti On gennaio - 4 - 2015 Commenti disabilitati su SILVIA PASINI: SUI CONTI DEL TEATRO DELL’OPERA VIGILIAMO TUTTI

Silvia Pasini

Continuiamo con la nostra inchiesta sulla critica situazione del Teatro dell’Opera di Roma. Dopo aver intervistato Fabio Morbidelli (orchestra), Franco Melis (coro), Alessandro Tiburzi (balletto) e Denise Lupi (scenografa) è la volta del mezzosoprano Silvia Pasini (cantante del coro e anche solista). Dopo essersi diplomata sotto la guida di Marika Rizzo, la Pasini ha seguito numerosi corsi di perfezionamento con cantanti di livello mondiale come Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Corinna Vozza, Raina Kabaivanska, nonché presso l’Accademia Chigiana di Siena, l’Accademia di Osimo,  l’Accademia Voci Verdiane di Busseto e ‘Il Progetto Giovani’ presso il Teatro dell’Opera di Roma.

 

Nel 1996 ha avuto l’opportunità di debuttare al Teatro Lirico di Cagliari nel ruolo di ‘Fidalma’ nel ‘Matrimonio Segreto’ di Domenico Cimarosa. Vincitrice e finalista di diversi e importanti concorsi lirici ha interpretato nel corso degli anni diversi ruoli in grandi teatri italiani ed esteri, tra cui l’Opera di Roma, La Fenice di Venezia, Il Teatro Filarmonico di Verona, i teatri di Rio de Janeiro, Stoccarda, Francoforte, ecc. Ma torniamo alla realtà di Roma.

 

Come giudica la scelta dei solisti avvenuta negli ultimi anni al Teatro dell’Opera di Roma?

 

Negli ultimi anni il livello dei cast si è molto elevato, in linea con gli standard qualitativi degli altri grandi Teatri europei. Di pari passo, inevitabilmente, anche i costi sono lievitati, contribuendo al mostruoso buco di bilancio che sfiora ormai i 30 milioni di euro.

 

In che modo, a suo giudizio, il Teatro dell’Opera di Roma può conciliare l’esigenza di risanare il bilancio con quella di non abbassare troppo il livello qualitativo dei cantanti, visto che parliamo del teatro della Capitale?

 

Su questo non ho dubbio alcuno. Il Teatro dell’Opera è una realtà eccezionalmente ricca di potenzialità indiscusse, in tutti i suoi molteplici settori. E’ un vero e proprio centro di produzione culturale grazie alle scuole, al balletto, ai laboratori, all’alta maestria del personale che lo anima e al coro e all’orchestra acclamati in tempi recenti anche in Giappone col maestro Riccardo Muti, come realtà di valore indiscusso.

In merito alla sua domanda e alla luce delle recenti vicende tristemente note a tutti, si è molto discusso su questo punto in teatro.

Roma non può prescindere dai grandi interpreti, ma deve riuscire a mettere a punto un modello produttivo ‘europeo’ che affianchi alle stars internazionali, chiamate per le prime e per determinate produzioni, compagnie stabili di cantanti di buon livello, che a costi contenuti potrebbero subentrare per le repliche in un’ottica anche di aumento della produttività, che è certamente un altro punto fondamentale da realizzare per uscire dalla crisi. Ciò consentirebbe di aumentare, quindi, notevolmente il numero degli spettacoli,  e alcuni di essi dovrebbero essere a prezzi veramente popolari in modo da diffondere sempre di più la cultura della lirica presso la cittadinanza. Altro aspetto importante sarebbe quello di riuscire a realizzare parallelamente alla produzione ordinaria, spettacoli di repertorio, a costi contenuti grazie all’uso del materiale presente in teatro ( costume, scenografie, artisti). Tutti questi argomenti sono stati affrontati nei recenti tavoli di trattativa tra Sindacati e Azienda e molti di essi sono parte integrante dell’Accordo del 17 novembre che è servito a scongiurare i licenziamenti annunciati il 2 ottobre.

 

A proposito, come vengono scelti i cantanti?

 

Con gli anni la situazione è molto cambiata nei teatri. Fino agli anni ottanta era prassi consolidata fare le audizioni. Ci si poteva semplicemente proporre a un teatro, si veniva ascoltati dal Direttore Artistico o dal direttore d’orchestra ed eventualmente scritturati per una stagione o anche per una sola produzione.

Oggi invece predominano le agenzie liriche. Sono oltre un centinaio, più o meno grandi e presentano e promuovono i cantanti presso i teatri. In genere il loro compenso è del 10% sul cachet lordo dell’artista. Spesso riescono a portare più di un cantante all’interno della stessa produzione, nonché il direttore d’orchestra, il regista etc. E’ molto difficile oggi che un cantante possa proporsi da solo, soprattutto in determinati teatri. Io credo che se anche questo sistema ha una sua ratio, per via anche del numero elevato di cantanti oggi sul mercato per cui le Agenzie si trovano a svolgere in qualche modo il ruolo di ‘filtri’, mi piacerebbe tornare ad un sistema in cui un giovane cantante ad esempio, possa recarsi in un teatro e avere la possibilità di essere ascoltato e, se bravo, scelto dal Direttore Artistico!

 

In che misura incidono nella scelta dei solisti il direttore d’orchestra, il direttore artistico, il sovrintendente o anche i singoli dirigenti e altri poteri?

 

La scelta dei cantanti fa capo alle Direzione Artistica, in tutti teatri, per cui valgono le considerazione fatte prima. Ovviamente può anche accadere che il Direttore d’Orchestra scelga personalmente certi cast, con cui magari ha già lavorato o proponga personalmente degli artisti. Per quanto riguarda ‘alti dirigenti o altri poteri’, come li chiama lei, che in certi casi riescono a imporre nomi di loro gradimento, mi viene da considerare solo che evidentemente nel nostro campo trovano applicazione dinamiche che riscontriamo in tanti altri settori produttivi del nostro Bel Paese! Ma voglio ancora sottolineare che laddove ci fossero regole chiare, applicate correttamente e figure certe e autorevoli di riferimento, tante cose non potrebbero avvenire!

 

Molto indicativamente quanto possono incidere, in termini di percentuale, l’insieme dei cantanti solisti sul budget di uno spettacolo?

 

Molto dipende, ovviamente, dalla caratura dei singoli cantanti. C’è chi guadagna 3 mila e chi arriva a incassare anche 20 mila euro a serata, che è il massimo che si possa prendere in Italia (25 mila i direttori d’orchestra, credo) Comunque, a grandi linee, possiamo dire che l’insieme dei solisti incide mediamente  tra il 20% il 50% della produzione, in determinati casi.  Però, ripeto, questo è un dato molto approssimativo.

 

E’ vero che anche in teatro corrono le tangenti. Si racconta che alcuni grandi direttori d’orchestra prendono delle percentuali sui cantanti. E’ plausibile?

 

Nell’ambiente corre voce che in alcuni casi sia successo anche questo. Del resto perché non dovrebbe succedere nel mondo dell’Opera ciò che avviene un po’ dappertutto?  Comunque lei non troverà mai un cantante che pubblicamente riconoscerà di aver pagato una tangente per poter cantare. A meno che non decida di cambiare mestiere.

 

Risulta nel vostro ambiente che anche tra i cantanti ci sono dei raccomandati politici?

 

Vale la risposta precedente.

 

Ma allora, per completare la trilogia, ci sono anche forti ricatti o favoritismi legati a fattori sessuali?

 

Forti no, o almeno voglio sperare che non sia così…. è chiaro che se un/una cantante piace particolarmente non solo per le sue doti canore, qualche aiutino può sicuramente arrivare e tornare utile per una scrittura.

 

Come vede il futuro del Teatro dell’Opera di Roma?

Molto dipende da noi. Anche se per natura gli artisti non sono inclini a occuparsi di questioni amministrative, dopo gli ultimi avvenimenti abbiamo capito che TUTTI dobbiamo essere vigili sulla gestione economica del teatro. Se non arriveremo al pareggio di bilancio entro il 2016, andremo tutti a casa! Con la firma del recente accordo sindacale tutti i dipendenti del teatro hanno partecipato di tasca propria a salvare 180 posti di lavoro e cosa fondamentale, a difendere il perimetro della Fondazione, consapevoli che un teatro d’Opera è una realtà composita e variegata ma Unica e indivisibile. Questa è la sua forza e la sua debolezza al tempo stesso. D’ora in poi vigileremo ogni giorno sul rispetto degli impegni presi, con forza e consapevolezza.

In gioco c’è la sopravvivenza nostra e del Teatro.

 

Nota: le precedenti interviste sul Teatro dell’Opera di Roma sono state fatte a:

Denise Lupi  (http://puntocontinenti.it/?p=6931) – Solista

Fabio Morbidelli (http://puntocontinenti.it/?p=6419) – Orchestra

Franco Melis (http://puntocontinenti.it/?p=6588 ) – Coro

Alessandro Tiburzi (http://puntocontinenti.it/?p=6662) – Balletto

 

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