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Tuesday, April 24, 2018

AL VIA LA II EDIZIONE DEL PREMIO CENDIC-SEGESTA

Posted by Punto Continenti On giugno - 20 - 2016 Commenti disabilitati su AL VIA LA II EDIZIONE DEL PREMIO CENDIC-SEGESTA

 

 Maria Letizia Compatangelo

 

Una Maria Letizia Compatangelo particolarmente in forma e incoraggiante (in netto contrasto con l’ambiente del teatro sempre più cupo e sconsolato) ha presentato al Teatro Argentina di Roma la seconda edizione del  Premio Cendic – Segesta, dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic, in collaborazione con il Comune di Calatafimi Segesta, il Calatafimi-Segesta Festival “Le Dionisiache 2015”, il Centro Teatrale Meridionale di Locri e  con la partecipazione del Teatro di Roma e delle Biblioteche di Roma.Nella prima edizione si è imposto il giovane catanese Claudio Zapallà con ‘Aspettando Antigone’.

 

“Il Premio”, ha spiegato la drammaturga Compatangelo, “intende assicurare agli autori partecipanti tre cose essenziali: primo, un giudizio qualificato, dato dai colleghi drammaturghi e da una precisa giuria tecnica (composta da Veronica CrucianiCarmelo GrassiMarcantonio LucidiManuela Mandracchia e Orazio Torrisi); secondo, premi concreti quali allestimento e repliche; terzo, attenzione, studio critico e pubblicità alle opere finaliste protratti nel tempo”. Oltre alla Compatangelo erano presenti diversi esponenti del mondo del teatro tra i quali Antonio Calbi, Direttore artistico Teatro di Roma, Paola Gaglianone, Commissario straordinario di Biblioteche di Roma, Domenico Pantano, Direttore del Centro Teatrale Meridionale.

 

“Cendic – Segesta è il primo premio di drammaturgia in Sicilia”, ha sostenuto Vito Sciortino,  sindaco di Calatafimi Segesta durante la premiazione della prima edizione del Premio, ed esprime”, ha proseguito il sindaco, “il nostro progetto di rinascita culturale e l’impegno per promuovere ulteriormente le rappresentazioni classiche da realizzare nel Teatro Antico di Segesta, un volano per l’economia e la ripresa turistica del nostro territorio, quanto mai opportuna in un momento di profonda crisi”.

 

Il Premio Cendic è aperto a tutti gli autori, iscritti o non iscritti al Cendic, ad altre associazioni di autori o alla Siae. L’Edizione 2016 ha per tema il Mito. Delle opere presentate, di cui sarà garantito l’anonimato dal notaio Maria Borsellino D’Angelo, che ne curerà la ricezione secondo le modalità indicate nel bando, ne saranno selezionate cinque che concorreranno all’assegnazione del premio finale. Il Premio Cendic-Segesta consiste nell’allestimento e nella rappresentazione dell’opera vincitrice nel 2017 a Segesta, Locri e Roma, a cura del Centro Teatrale Meridionale di Locri e nella Rassegna dei testi finalisti, che avrà luogo da gennaio a maggio 2017, ospitata dal Teatro di Roma e dalle Biblioteche di Roma.

 

Altre informazioni pratiche: la partecipazione al Premio è gratuita; gli originali debbono essere scritti in italiano; possono partecipare anche stranieri; le opere debbono essere originali, non ci sono  tasse di partecipazione e nemmeno spese di spedizioni postali, poiché vi si partecipa solo per via telematica. Le opere in concorso dovranno essere inviate entro il 13 luglio 2016 per via telematica alla pec del notaio Maria Borsellino D’angelo di Roma maria.dangelopostacertificata.notariato.it . Per maggiori informazioni www.centrodrmmaturgia.it 0658300439 info@centrodrammaturgia.it

NUOVO STATO SOCIALE: VIDEO SUL PRIMO BISOGNO CAPITALE

Posted by Punto Continenti On giugno - 12 - 2016 Commenti disabilitati su NUOVO STATO SOCIALE: VIDEO SUL PRIMO BISOGNO CAPITALE

Foto dei partecipanti al videoIn alto da sinistra verso destra: Antonio Diomede, Paola Sarcina, Dario D’Innocenti, Vichi De Marchi, Filippo Russo. In basso: Giancarlo Amante, Manuel Santoro, Rainero Schembri, Valentina Biscozzi, Vito Bruschini; Pietro Spagnuolo.

 

E’ stata messa rete una nuova puntata della Serie sperimentale 15 Minuti per un Nuovo Stato Sociale, ideata e condotta da Rainero Schembri e promossa dalla REA, Radio e televisioni europee associate. Il titolo di questa puntata è ‘Primo Bisogno Capitale: Nutrirsi’. Le immagini sono visibili su:

a) Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=zGlZ5Q1axug ;

b)  www.puntocontinenti.it  (nell’ambito delle Rubrica Video – Per un Nuovo Stato Sociale) ;

c) Sito della REA: www.reasat.com .

 

Oltre ad alimentare un vasto dibattito sulla necessità di rivitalizzare lo Stato Sociale in Italia e nel mondo, la Serie si propone di affrontare i cosiddetti 7 Bisogni Capitali dell’uomo: 1) Nutrirsi; 2) Vestirsi; 3) Avere un tetto; 4) Curarsi in un ambiente sano; 5) Istruirsi; 6) Difendersi legalmente; 7) Essere informato correttamente. Inoltre, la Serie si propone anche di individuare le possibili fonti di finanziamento dello Stato Sociale, con una particolare attenzione al contributo che può dare alla soluzione del problema il nostro immenso patrimonio storico e culturale.

 

Tutte le proposte sono, comunque, il frutto di una vasta raccolta di pareri, critiche e suggerimenti espressi da esperti o semplici cittadini, soprattutto attraverso l’Osservatorio sullo Stato Sociale ( www.facebook.com/osservatoriostatosociale ). Di seguito  riportiamo una sintesi degli interventi che hanno caratterizzato le diverse rubriche della puntata che, come sempre, si è conclusa con una riflessione e una nota spiritosa.

 

Copertina dedicata ai cittadini. Nella rubrica dedicata ai cittadini, Dario D’Innocenzi, da sempre impegnato nel sociale, si sofferma sull’assistenza alimentare ai bambini e su alcune contraddizioni legate all’istituto delle  Case-famiglia.

 

Dall’Italia. La presidentessa di Cerealia, Paola Sarcina, si sofferma sui vari modi dare assistenza alimentare e sulla sua personale predilezione per la formula dei buoni-pasto, sicuramente un modo dignitoso per chi è costretto a ricevere aiuti alimentari.

 

Dall’Europa. Una breve raccolta di immagini e opinioni raccolte a Roma nel corso della manifestazione popolare contro il TTIP , il discusso trattato di libero scambio tra l’Europa e gli Stati Uniti. Sono interventi gli scrittori Vito Bruschini e Filippo Russo, il Segretario Generale di Convergenza SocialistaManuel Santoro, il mediatore immobiliare Giancarlo Amante e il giornalista Pietro Spagnuolo.

 

Dal Mondo. Della fame nel mondo si sofferma Vichi De Marchi, sulla base anche della sua lunga esperienza come portavoce del WFP, il World Food Programme, importante agenzia delle Nazioni Unite.

 

Il Ruolo dell’Informazione. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha accettato di curare una rubrica fissa riservata al ruolo che la stampa, soprattutto quella locale, può esercitare nell’edificazione di un Nuovo Stato Sociale.

 

Raccontare il passato per migliorare il presente. Si tratta di un’altra rubrica fissa dedicata all’immenso patrimonio storico, culturale e archeologico italiano: patrimonio che potrebbe contribuire in maniera determinante alla nascita di un Nuovo Stato Sociale. Questa volta si parla dell’Annona, un’Istituto che nell’Antica Roma ha rappresentato un valido modello di assistenza pubblica ai poveri. Protagonista: Valentina Biscozzi, titolare della Valentina Eventi d’Autore.  .

 

Le puntate precedenti hanno riguardato:

01 – I 7 Bisogni capitali – https://www.youtube.com/watch?v=XbfDTMeAYXQ

02 – L’ Assistenza Legale Umanitaria – https://www.youtube.com/watch?v=ZpNNm-LpbXI&feature=youtu.be

03 – Dalle Barelle all’Escozul –  https://www.youtube.com/watch?v=0WXk2Z5l2lQ

04 – Nel Segno della Pubblica Utilità – https://www.youtube.com/watch?v=Smht_yXXYTg

05 – Un tetto per tutti – https://www.youtube.com/watch?v=fEdPs3z61ts&feature=youtu.be

 

NotaTutti i filmati sono visionabili anche su:

a)  www.puntocontinenti.it  (Rubrica Video – Per un Nuovo Stato Sociale);

b) Sito della REA: www.reasat.com

DANIELA GIACOMELLI: L’UNDESA APRE LE PORTE DELLE N.U.

Posted by Punto Continenti On giugno - 8 - 2016 Commenti disabilitati su DANIELA GIACOMELLI: L’UNDESA APRE LE PORTE DELLE N.U.

 Daniela Giacomelli

 

Anche lei è entrata nel ‘giro nobile’ delle Organizzazioni internazionali passando attraverso la porta dell’Undesa (la Sezione italiana dell’United Nations Department of Economic and Social Affairs, diretta da Gherardo Casini). Parliamo di Daniela Giacomelli, responsabile del Fellowships Programme riservato ai giovani interessati a lavorare o a fare un’esperienza presso i grandi organismi delle Nazioni Unite che si occupano della Cooperazione allo sviluppo.

 

La Giacomelli ha maturato una lunga esperienza a New York dopo essere stata selezionata nell’ambito di un altro programma gestito dell’Undesa: il JPO (Junior Professional Officers Programme). “Si tratta”, ha dichiarato, “di un percorso estremamente stimolante dal punto di vista professionale e umano. Suggerisco a tutti i ragazzi che hanno i requisiti necessari di tentare questa strada che offre numerose opportunità anche se non è facile percorrerla fino in fondo”. Ma in cosa consiste esattamente il Fellowships Programme? Per sapere qualcosa in più siamo andati a trovarla nel suo ufficio a Roma localizzato all’interno della FAO, l’Agenzia delle Nazioni Unite impegnata nella lotta alla fame nel mondo. Ecco cosa ci ha detto.   

 

Parliamo, in buona sostanza, di una borsa di studio finanziata dal Governo italiano, attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Un’opportunità curata direttamente dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite. Attraverso questa borsa è possibile maturare una significativa esperienza in Africa, Asia e America Latina.

 

Quali sono i requisiti necessari e cosa bisogna fare per poter partecipare?

 

Intanto, non bisogna avere più di 28 anni, quindi, essere nati a partire dal 1 gennaio 1988. Inoltre, occorre avere la nazionalità italiana, conoscere molto bene l’inglese e, possibilmente, altre lingue, nonché possedere: una laurea specialistica-magistrale; una laurea magistrale a ciclo unico; una laurea triennale accompagnata da un titolo di Master Universitario o un bachelor’s degree accompagnato da un titolo di Master Universitario.

 

Le domande vanno inviate on line e presentate entro il 4 luglio alle ore 15. Non verranno accettate domande per posta, e.mail, fax o consegnate a mano presso i nostri uffici. Tutte le informazioni si trovano comunque sul sito www.undesa.it Per eventuali ulteriori chiarimenti è opportuno scrivere a fellowshipinfo@undesa,it. Da precisare, infine, che gli esami vengono effettuati in lingua inglese.

 

Quanti sono i selezionati?

 

Il loro numero varia di anno in anno. Diciamo che mediamente presentano domanda un migliaio di ragazzi. Le figure professionali richieste dagli Organismi Internazionali o dalle sedi estere dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo sono varie, dallo sviluppo agricolo all’ambiente, alla cultura, all’immigrazione, ai rifugiati, alla sicurezza, alla comunicazione, ecc. Per ogni figura vengono  preselezionati mediamente 5 candidati. In una fase successiva i candidati preselezionati sono sottoposti a una prova scritta  e a un colloquio in inglese o altra lingua collegata al lavoro.

 

Quanto dura il contratto e che tipo di rimborso è previsto?

 

La durata della borsa è di circa un anno. I ragazzi selezionati dovranno sostenere nel mese di dicembre un corso di formazione a Torino della durata di due settimane. Nell’ambito di questo corso, oltre a materie specifiche di interesse internazionale, verranno anche fornite tutte le informazioni utili riguardanti la sicurezza personale e le precauzioni di tipo sanitario.

 

Dopodiché dal 9 gennaio del 2017 fino al 15 dicembre i selezionati svolgeranno un tirocinio presso gli uffici delle organizzazioni internazionali in Paesi in via di sviluppo o presso sedi estere dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo. A seconda della destinazione finale, è previsto un contributo economico per le spese di vitto e alloggio che varia in rapporto al costo della vita locale e che in ogni caso è più che sufficiente per le esigenze sul posto. La nostra organizzazione prenderà naturalmente cura anche delle spese di viaggio.

 

In che modo il fellowship si differenzia da altri programmi dell’Undesa come, ad esempio, il JPO?

 

Il limite per la partecipazione al JPO è di 30 anni e i selezionati sottoscrivono un contratto annuale rinnovabile, assimilabile a quello di staff  delle Nazioni Unite a livello P2. Il fellowship è pensato, invece, per i ragazzi più giovani. Tuttavia anche questo programma richiede una buona preparazione culturale e qualche buona esperienza professionale. Inoltre, occorre dimostrare una forte spinta motivazionale e una buona capacità di adattamento. Un ultimo suggerimento: non bisogna aspettare l’ultimo giorno per presentare la propria domanda, che invece va fatta con molta calma e ponderazione.

PAOLA SARCINA: CON CEREALIA VALORIZZIAMO IL MEDITERRANEO

Posted by Punto Continenti On maggio - 31 - 2016 Commenti disabilitati su PAOLA SARCINA: CON CEREALIA VALORIZZIAMO IL MEDITERRANEO

 Paola Sarcina, Presidente della Music Theatre International

 

Ormai Cerealia, la festa dei Cereali,  è giunta alla sua Sesta manifestazione (si svolgerà dal 9 al 12 giugno). Si tratta di un evento che coinvolge diverse località italiane e anche Paesi esteri. Sin dalla sua prima edizione, avvenuta nel 2011, l’organizzazione è affidata alla Music Theatre International, specializzata nella gestione di eventi culturali. Il titolo di quest’anno è I cereali: da cibo dei popoli a condivisione della tavola. Per scoprire qualcosa in più dell’edizione di quest’anno abbiamo sentito Paola Sarcina, responsabile della M.TH.I che per l’occasione era accompagnata da Tiziana Briguglio, giornalista esperta di questioni agro alimentari, nonché fondatrice dell’associazione Agroalimentare in Rosa (ispirata all’impegno delle done) presente a Cerealia. Ma ecco cosa ci detto la Sarcina.     

                                                                                                              

Per cominciare ci racconti come è nata Cerealia?

 

In estrema sintesi potrei dire che è nata dall’amicizia e dalla comune passione per l’arte e la storia tra me e Letizia Staccioli, figlia del mitico Romolo Augusto Staccioli, fondatore dell’Archeoclub nazionale e di quello romano. Dalla nostra amicizia personale è nato, infatti, uno stretto legame  tra Archeoclub e Music Theatre International e insieme abbiamo elaborato un progetto per valorizzare il Mediterraneo attraverso la sua Storia e cultura. Cerealia era, infatti, una festività romana celebrata il 12 aprile e seguita da giochi che duravano fino al 19 aprile, dedicati prevalentemente a Cerere, dea romana dei campi.

 

In estrema sintesi come è strutturata la vostra manifestazione?

 

Ormai siamo giunte alla sesta edizione. Nell’ambito di pochi giorni organizziamo a Roma e in diverse altre località italiane una serie di manifestazioni intese a valorizzare il mondo agroalimentare. Ogni anno, poi, concentriamo una particolare attenzione a un Paese ospite. Questa volta è toccato al Marocco. La prima nazione è stata l’Egitto nel 2011, seguita da Turchia, Grecia, Cipro e Croazia. Quest’anno è in programma una pre manifestazione il 3 giugno celebrata con una passeggiata dal mercato arabo alla Grande Moschea, per finire il 12 giugno a Vibo Valentia, con un’interessante conferenza sul couscous nella tradizione araba e calabrese. A ottobre ci saranno poi due eventi post festival nel Veneto e a Milano. Oltre a Roma partecipano alle varie iniziative anche Albano Laziale, Tarquinia e Rieti.

 

La nostra struttura organizzativa è estremamente snella e basata essenzialmente sul volontariato. La partecipazione delle singole aziende avviene essenzialmente attraverso l’esposizione di prodotti e la partecipazione a incontri, conferenze e dimostrazioni.

 

Voi avete come area di riferimento il Mediterraneo, un’area decisamente turbolenta in questo periodo. Quest’instabilità politica non vi crea qualche problema?

 

Beh, in questo momento non sarebbe immaginabile, ad esempio, avere come Paese ospite la Libia o qualsiasi altro Stato in piena convulsione politica. Tuttavia mi fa piacere immaginare che anche noi nel nostro piccolo, diciamo anche nel nostro piccolissimo, stiamo dando un contributo importante in termini di ricerca della pace e di contatto fra i popoli. Sono sempre stata convinta, infatti, che la cultura rappresenti il veicolo migliore per stabilire buone relazioni politiche ed economiche. E con grande soddisfazione posso aggiungere che le manifestazioni di Cerealia non hanno mancato negli anni scorsi di favorire la nascita di altre interessanti iniziative con partners esteri.

 

Qual è il suo sogno nel cassetto?

 

Che Cerealia possa finalmente compiere un grande salto di qualità. Ma ciò potrò avvenire solo se un ente pubblico come la Regione deciderà di impegnarsi con grande convinzione. Sono, infatti, convinta che per le sue caratteristiche, per le tematiche che affronta, per il contesto e l’attenzione verso il Mediterraneo, Cerealia abbia tutti i requisiti per trasformarsi in una manifestazione di punta, sia a livello locale, nazionale e perfino internazionale.

 

 

 

 

LA FAME NELLO YEMEN DOCUMENTATA IN VIDEO DA WFP E OCHA

Posted by Punto Continenti On maggio - 24 - 2016 Commenti disabilitati su LA FAME NELLO YEMEN DOCUMENTATA IN VIDEO DA WFP E OCHA

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) e l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA) ampliano la conoscenza della situazione in cui le famiglie, nello Yemen devastato dal conflitto, affrontano l’insicurezza alimentare persistente, attraverso una visualizzazione di dati ottenuti con tecnologia mobile e condivisi su una piattaforma open source.

 

I dati, raccolti dal mobile food security monitoring service (mVAM) del WFP, tracciano il consumo alimentare a livello familiare. L’immagine interattiva mostra come le famiglie stiano facendo fronte alla fame e alla scarsità di cibo nel tempo. Si può vedere nella visualizzazione che, a marzo 2016, gran parte delle famiglie (circa il 70 per cento) in ogni governatorato nello Yemen chiede cibo in prestito o conta sull’aiuto di amici e parenti per far fronte all’insicurezza alimentare. Questa proporzione è più significativa nei governatorati colpiti dal conflitto.

 

Il WFP e OCHA prevedono di ampliare la visualizzazione dati anche ad altri paesi. dati sono disponibili sull’Humanitarian Data Exchange (HDX) di OCHA, una piattaforma aperta su cui si possono condividere dati sulle crisi. L’ HDX comprende circa 4.000 set di dati provenienti da partner umanitari, permettendo a diversi utenti- da giornalisti a policy makers e data scientists- di accedere ai dati per approfondimenti di studio.

 

WFP e OCHA hanno iniziato la loro collaborazione l’anno scorso, quando HDX ha creato una visualizzazione interattiva per dati relativi al prezzo del cibo – disponibile nel VAM shop del WFPCon finanziamenti da parte di Google, il WFP ha inaugurato l’Application Programme Interface (API) che fornisce libero accesso a una grande quantità di dati sulla sicurezza alimentare raccolti in tempo reale attraverso tecnologia mobile.

 

“Si tratta di un importante passo avanti verso una maggior trasparenza, rendendo disponibili, in open source, dati fondamentali sulla sicurezza alimentare. Nel caso dello Yemen, dove la situazione umanitaria si deteriora rapidamente a causa del continuo conflitto, è di massima importanza che i dati che raccogliamo siano disponibili a un pubblico il più vasto possibile, per ispirare decisioni chiave,” ha detto Arif Husain, Capo economista del WFP.

 

“I dati di sicurezza alimentare che il WFP condivide attraverso HDX sono essenziali per capire la gravità delle crisi umanitarie nel mondo,” ha detto Sarah Telford, a capo di HDX. “Il WFP è leader nel campo dei dati umanitari, grazie ai suoi approcci innovativi di raccolta dati in luoghi come lo Yemen, e con la sua apertura nella condivisione dei dati a livello globale.”

PRESENTATA LA VI EDIZIONE DEL FOCUS IMPRESE – P. A.

Posted by Punto Continenti On maggio - 18 - 2016 Commenti disabilitati su PRESENTATA LA VI EDIZIONE DEL FOCUS IMPRESE – P. A.


E’ stata presentata alla sede della Camera di Commercio di Roma nell’ambito della sesta edizione del Focus PMI, Osservatorio nazionale  annuale organizzato da LS Lexjus Sinacta,  la ricerca compiuta dall’Istituto Tagliacarne avente come tema IL RAPPORTO TRA LA PICCOLA E MEDIA IMPRENDITORIA E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, argomento tra i fattori di maggior rilievo dell’economia italiana. Obiettivo primario era quello di fornire una visione delle tendenze evolutive del rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione evidenziando come, e se, le riforme degli ultimi anni stiano modificando l’azione della PA, con riferimento a temi quali la semplificazione e la trasparenza amministrativa, e con riferimento ai reali costi dell’apparato pubblico.

 

Nell’approcciare il tema dei rapporti tra PMI e PA, è  risultato  fondamentale operare una valutazione dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione, sia utilizzando dei parametri “quantitativi”, sia effettuando una disamina del grado di apprezzamento del mondo delle PMI relativamente alle più recenti azioni promosse a sostegno della ripresa economica. Non meno importante è stata, poi, la disamina dell’incidenza dei costi fiscali, previdenziali, etc. che gravano sulle imprese rispetto alla capacità delle PMI di liberare risorse finanziarie per effettuare nuovi investimenti e/o per accrescere il proprio organico. Di fatto, la semplificazione delle procedure risulta un must per il miglioramento dei rapporti PA-Imprese, così come dichiarato dal 52% delle PMI; la stessa assume ancor più valenza per le imprese internazionalizzate (57,1%). In particolare, le aziende più dinamiche chiedono maggior reattività da parte “dell’apparato pubblico”, attraverso uno snellimento delle procedure, non tanto rispetto ai tempi quanto in termini di miglioramento della “farraginosità” dell’iter amministrativo. 

 


Decisivi ancorché allarmanti i dati che emergono da un’indagine compiuta su 1000 campioni in tutta Italia. Gli imprenditori non hanno sostanzialmente colto negli ultimi tre anni un miglioramento della qualità dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione: si nota addirittura una componente non trascurabile di PMI che lamenta un peggioramento della stessa, stimabile in circa 1/5 del totale. Sono state prese in considerazione le principali funzioni garantite alla collettività dallo Stato, quali Giustizia, Ordine Pubblico, Sanità, Istruzione, Trasporti, etc. facendo esprimere una valutazione qualitativa alle PMI per ciascun servizio considerato.  I giudizi peggiori riguardano la Giustizia (scarsa al 45,3%, solo sufficiente al 34,1%), mentre elementi di positività si riscontrano nella funzione Istruzione (65,5% tra sufficiente, buona e ottima).

 

In tema di azioni e strumenti che i policy makers hanno attuato per sostenere le imprese in un percorso di rilancio della competitività del tessuto socio-imprenditoriale nazionale e locale, gli imprenditori si sono divisi tra giudizi positivi e negativi in misura quasi paritaria. Ad una quota di aziende del 38,9% che ravvisa una bassa incidenza dei provvedimenti in materia di investimenti e contenimento del costo del lavoro sul rilancio del sistema economico si contrappone un 35,6% di imprenditori che giudica abbastanza importanti tali interventi. 

 

Dai giudizi espressi dalle imprese, in particolare da quelle medio-grandi, emerge inoltre come le PMI abbiano accolto con favore l’introduzione del credito d’imposta per l’implementazione di beni strumentali nuovi (c.d. Bonus investimenti di cui al D.L. 91/2014): sono oltre il 32% dei casi gli operatori che hanno segnalato l’utilità di tale misura per la ripresa degli investimenti aziendali. La mancata crescita degli investimenti aziendali non sembrerebbe dipendere, quindi, da una carenza di azioni degli amministratori pubblici a sostegno del mondo imprenditoriale, ma da un diffuso scetticismo (che si insinua soprattutto nell’universo delle imprese più piccole) circa una ripresa duratura del ciclo economico e di una ripartenza a breve dei consumi e della domanda di beni e servizi attivata dalle famiglie. 

 

 

Esaminando i c.d. “desiderata” delle imprese in riferimento alla attivazione di politiche mirate alla riduzione dei costi aziendali, si nota come i due principali ambiti aziendali che dovrebbero essere “attenzionati” dai decisori pubblici appaiono essere la Formazione e risorse umane e l’Organizzazione e gestione di impresa. Entrambe le sfere aziendali sono state indicate come prioritarie da oltre il 30% degli imprenditori chiamati ad esprimersi in tal senso. La sfera produttiva è la terza voce indicata quale area che dovrebbe essere oggetto di politiche di sostegno alle imprese (24,5% dei casi). Anche sul fronte dei costi della PA i passi da compiere sono ancora tanti. Se si guarda all’imposizione fiscale, si nota come il livello presente in Italia sia tra i più alti d’Europa per tutte le tipologie d’imposta, ma soprattutto per l’imposizione fiscale sulle imprese e sul lavoro: i dati Eurostat confermano, infatti, che l’Italia si colloca sempre ampiamente sopra la media dell’UE a 28 Paesi. Non sbagliano, quindi, gli imprenditori quando affermano che il livello della pressione fiscale e contributiva sulle aziende in Italia è superiore rispetto alla media europea, come dichiarato dal 74,5% delle PMI intervistate.

 

Tra le principali cause dell’eccessivo gravame fiscale e contributivo, le PMI vedono al primo posto la Cattiva gestione o spreco delle entrate tributarie e previdenziali (53,9% dei casi) ed al secondo e terzo rispettivamente l’Evasione fiscale (34,6%) e la Corruzione (26,6%). Proprio l’imposizione fiscale sarebbe, sempre secondo le PMI, causa di difficoltà da parte del tessuto imprenditoriale ad effettuare nuovi investimenti e nuove assunzioni, fattori fondamentali per la ripresa economica dell’intero Paese. Il 46% circa delle aziende ritiene che il pagamento di oneri, tasse e contributi abbia impattato in misura determinante sulla mancata effettuazione di investimenti.

 

Come emerso sia da alcuni confronti internazionali sia dall’indagine condotta presso le PMI, l’Apparato pubblico e, più in generale, l’azione della Pubblica Amministrazione, presenta dunque ancora carenze su diversi fronti. Se oltre il 50% delle imprese ritiene che la qualità dei servizi resi dalla PA negli ultimi tre anni sia rimasta invariata, risulta opportuno prevedere, oltre ad un ulteriore rafforzamento e potenziamento delle azioni di miglioramento dei servizi resi, anche un’azione di controllo della loro implementazione ed una maggior comunicazione tra il comparto delle imprese e quello della PA sulle misure di semplificazione messe in campo

 

Dalle conclusioni evidenziate nel rapporto compiuto al Focus dal dott. Corrado Martone, Responsabile Studi Settori Economici e PMI dell’Istituto G. Tagliacarne, il rilancio del nostro Sistema Paese, che può contare su un tessuto imprenditoriale sano e pronto a investire sul futuro, va necessariamente corroborato con interventi normativi ancora più incisivi soprattutto sul fronte della tassazione

 

Alla ricerca integrale, visionabile di seguito nei dettagli, è succeduto un confronto tra i relatori e il pubblico. A portare la loro testimonianza in materia di rapporti tra PMI e PA al Focus PMI 2016 erano infatti presenti, coordinati dal giornalista Eugenio Occorsio, i seguenti ospiti: Manuela Bora (Coordinatore Commissione Attività Produttive, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome); Ennio Lucarelli (Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Claudio Giovine (Direttore Divisione Economica e Sociale CNA Nazionale); Claudio De Albertis(Presidente Ance); Marco Cataldo (Responsabile credito agevolato Banco Popolare); Gianfranco Di Vaio (Senior Economist in Cassa Depositi e Prestiti); Marco Dugato (partner LS Lexjus Sinacta).

LUCIGNANO: UN CONCERTO INAUGURA LA FORTEZZA DELLE ARTI

Posted by Punto Continenti On maggio - 7 - 2016 Commenti disabilitati su LUCIGNANO: UN CONCERTO INAUGURA LA FORTEZZA DELLE ARTI

Foto: Lucignano. Riquadri: da sinistra verso destra: Roberta Casini; Monica Faralli e Mariella Ristori. 

 

Fortunatamente in diverse località italiane, anche di piccole dimensioni, stiamo assistendo a un autentico rilancio  culturale. Comincia, cioè, a farsi strada la consapevolezza che il nostro immenso patrimonio storico, artistico e archeologico può rappresentare non solo una importante fonte di arricchimento intellettuale, soprattutto per i giovani, ma anche un utile strumento sul piano occupazionale e sociale. L’ultimo esempio in questa direzione arriva da Lucignano, piccolo borgo della Toscana meridionale.

Nell’ambito del programma La fortezza della Arti il prossimo 14 maggio alle h 17,00 nella Piazza di San Francesco si svolgerà il primo evento che riguarderà un grande concerto e che vedrà protagonisti i giovani musicisti allievi del Liceo Francesco Petrarca di Arezzo.  Sarà un’occasione d’eccezione per ascoltare un Ensemble d’Archi e di Percussioni oltre alla Grande Orchestra formata da circa 50 elementi diretti dal Maestro Roberto Buoni.

 

Sostiene il Sindaco di Lucignano, la giovane e dinamica Roberta Casini: “La Fortezza delle Arti rappresenta un ambizioso progetto della nostra Amministrazione che intende in questo modo  promuovere la creatività, la cultura, nonché Lucignano con le sue peculiarità storiche, artistiche, paesaggistiche, culturali. Per Mariella Ristori, Preside del Liceo Musicale Francesco Petrarca di Arezzo, si tratta per i  tanti studenti del liceo Musicale che formano l’orchestra, un’occasione per mettersi alla prova e un  momento formativo significativo in quanto fa parte di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro in cui si passa dal sapere al saper fare e si impara a mettere in campo le abilità e le competenze apprese a scuola”

 

A gestire artisticamente la manifestazione è stata chiamata Monica Faralli, ormai diventata una delle più autorevoli promotrici culturali soprattutto nelle piccole e più suggestive località italiane (tra le sue manifestazioni più note figura il Concorso lirico internazionale di Pienza). E da questo punto di vista Lucignano ha veramente tutte le carte in regola: si tratta, infatti, di una località che affonda le sue origini nell’era degli etruschi e dell’antica Roma (il toponimo Lucianianum ha origine da Lucio Silla che la conquistò nel I secolo a.C.). Assistere al concerto del 14 maggio rappresenta, quindi, anche un’eccellente occasione per conoscere da vicino uno dei gioielli dell’architettura italiana, tutta  rinchiusa all’interno di una pianta ellittica che trasuda secoli di storia e cultura.

 

Per maggiori informazioni:

“La Fortezza delle Arti
Comune di Lucignano
Piazza del Tribunale, 22
53046 Lucignano (Ar)
+39 057583801
cell. +39 3357542186

ALLA STAMPA ESTERA SI DISCUTE SUL DRAMMA VENEZUELA

Posted by Punto Continenti On maggio - 4 - 2016 Commenti disabilitati su ALLA STAMPA ESTERA SI DISCUTE SUL DRAMMA VENEZUELA

Come è realmente la situazione in Venezuela? E’ vero che si trova a un passo dal default? Come è possibile che in poco tempo si sia arrivati a questa situazione esplosiva? Con queste parole il Segretario Generale della Stampa estera a Roma, il giornalista peruviano Roberto Montoya, ha aperto l’incontro incentrato su questo grande Paese latino americano che dopo la morte del Presidente Ugo Chavez sembra aver smarrito con il suo successore Nicolas Maduro, la via dello sviluppo politico ed economico.

 

Ospite d’onere è stato Leopoldo Lopez Gil, padre del leader dell’opposizione (che porta il suo nome) e che si trova attualmente prigioniero nel carcere militare di Ramo Verde, a sessanta km. di Caracas. In sala c’erano anche Vanessa Ledezman, figlia del Sindaco di Caracas Antonio Ledezman, attualmente agli arresti domiciliari, nonché la giornalista Marinellys Tremamunno che da anni esprime la sua opposizione al Governo di Caracas, vivendo e lavorando a Roma. Per bilanciare con una visione super partes il racconto dei diversi oppositori venezuelani presenti in sala stampa, sono stati invitati anche due italiani: l’inviato speciale di politica internazionale del giornale La Repubblica Daniele Mastrogiacomo  e il docente ordinario di Diritto privato alla Luiss Francesco Di Ciommo.

 

Nella sua introduzione Mastrogiacomo  si è soffermato sullo scarso rilievo che la stampa italiana dedica non solo al Venezuela ma a tutta l’America latina. Il giornalista di Repubblica ha poi descritto la tragica situazione di povertà in cui vive attualmente il popolo venezuelano privo ormai anche dei beni di prima necessità o di alto consumo, come la birra. Per Mastrogiacomo la caduta del prezzo del Petrolio si è rivelato determinante per un’economia completamente dipendente dal greggio (il Venezuela detiene le più grandi riserve petrolifere del Mondo) e che non è stato capace di dotarsi delle necessarie infrastrutture e di un sistema industriale alternativo e competitivo. Per Mastrogiacomo bisogna anche ammettere che l’attuale Presidente Maduro non ha né il carisma né le capacità gestionali di Chavez, e questo rappresenta un altro fattore che rende sempre più precaria la situazione del Venezuela.

 

Di questa eccessiva dipendenza dal petrolio ha parlato anche il professor Ciommo. “Oggi siamo al paradosso”, ha detto,”che un Paese potenzialmente ricco come il Venezuela è costretto a mandare gli operai a casa per mancanza di sufficiente energia elettrica”. Da registrare che mentre il Pil nel periodo 2006 – 2012 era raddoppiato,  negli anni successivi si è invece dimezzato. Per Ciommo il Venezuela non si trova comunque in una situazione di default, come lo dimostra anche il suo debito pubblico, che ammonta al 53% del Pil (in Italia siamo oltre al 120%) e il Paese dispone sempre di enormi ricchezze di materie prime. Inoltre, detiene un Costituzione eccellente anche se deve affrontare un’inflazione galoppante (si parla dell’800%).

 

Di avviso contrario è Leopoldo Lopez Gil. Dopo aver assicurato sulle condizioni fisiche e morali del suo figlio Lopez Gil ha descritto la situazione del Paese che, a suo giudizio è semplicemente tragica. Lo dimostrerebbe il fatto che è diventato uno dei Paesi più pericolosi del mondo con 28 mila omicidi all’anno (secondo i dati del governo sono la metà). La gente, poi, è disperata e sfiduciata, l’estrazione de petrolio è scesa drasticamente, i debiti accumulati verso le ditte straniere (tra cui anche italiane) ammontano a oltre 30 miliardi di dollari, diverse aziende sono state espropriate, la stampa è pesantemente condizionata dall’acquisto della carta in mano al monopolio di Stato, la democrazia viene continuamente calpestata, ovunque ci sono saccheggi anche di prodotti alimentari, il consenso del presidente Maduro è sceso al 12%, la corruzione è dilagante anche da parte di un certo numero di militari, i membri della Corte Costituzionale sono quasi tutti di nomina governativa e capaci di emettere delle sentenze ai limiti dell’assurdo, tipo la revoca della richiesta di amnistia per i prigionieri politici perché “hanno diritto ad essere giudicati”.

 

Sollecitato da Punto Continenti a spiegare come è possibile che il Presidente Madure, anche se eletto direttamente dal popolo possa continuare a governare contro il Parlamento controllato dall’opposizione) e se non esistono personalità da entrambe le parti disponibili a concordare una tregua sociale nell’ambito di una fase di transizione pacifica,  Leopoldo Lopez Gil ha dichiarato: “Il Presidente dopo la recente sconfitta elettorale ha parlato della necessità di creare una Camera popolare parallela, come se l’attuale Parlamento non fosse stato eletto dal popolo. La verità è che il suo governo si sta trasformando in una tirannia. Certamente diverse persone stanno cercando in questo momento di trovare una soluzione pacifica per il Venezuela con  la possibile mediazione anche della chiesa. In ogni caso sono state raccolte un milione di firme per mandare attraverso un referendum, come previsto dalla Costituzione, Maduro a casa. Temo, però, che davanti alla totale intransigenza del Governo questa sia l’unica via praticabile”. Per la cronaca Leopoldo Lopez Gil ha in programma anche incontri con Papa Francesco e con il segretario di Stato del Vaticano Ex Nunzio Apostolico in Venezuela, Pietro Parolin.

 

 

WFP: UN MILIONE DI EURO PER LE VITTIME DEL CONFLITTO IN LIBIA

Posted by Punto Continenti On aprile - 27 - 2016 Commenti disabilitati su WFP: UN MILIONE DI EURO PER LE VITTIME DEL CONFLITTO IN LIBIA

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) si è felicitato per il contributo di un milione di euro del governo italiano che servirà a fornire assistenza alimentare, di cui si ha estremo bisogno, alle persone vulnerabili colpite dal conflitto in corso in Libia. Questo tempestivo contributo permetterà al WFP di fornire razioni di cibo a oltre 80.000 persone in Libia per un mese. Ogni razione può sfamare una famiglia di cinque persone per un mese e contiene prodotti alimentari di base come riso, pasta, ceci, farina di grano, olio vegetale, concentrato di pomodoro e zucchero.

 

“Il WFP è molto grato al governo dell’Italia per il suo impegno nel sostenere le famiglie colpite e le comunità in Libia,” ha detto Carlo Scaramella, Vice direttore del WFP per il Medio Oriente, il Nord Africa, l’Asia centrale e l’Europa orientale”. Nel 2016, il WFP prevede di assistere fino a 210.000 persone tra le più vulnerabili in Libia con assistenza alimentare salvavita, inclusi gli sfollati libici, le comunità ospitanti, i rifugiati registrati e i richiedenti asilo.

 

“Il conflitto in Libia continua a causare un grande numero di sfollati nel paese e di conseguenza aumentano i bisogni umanitari,” ha detto Wagdi Othman, Direttore del WFP in Libia. Oltre all’Italia, il WFP è grato agli altri donatori, inclusi il Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze dell’ONU (CERF), al Canada e a tutti coloro che forniscono finanziamenti flessibili. Tuttavia, per continuare a fornire assistenza alimentare salvavita a decine di migliaia di libici che ne hanno un disperato bisogno fino alla fine dell’anno, il WFP necessita immediatamente di 15,4 milioni di dollari.

 

WFP: PROGRAMMA DI SOSTEGNO PER I BAMBINI LIBANESI E SIRIANI

Posted by Punto Continenti On aprile - 14 - 2016 Commenti disabilitati su WFP: PROGRAMMA DI SOSTEGNO PER I BAMBINI LIBANESI E SIRIANI

A marzo, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha lanciato un programma di pasti scolastici a sostegno sia di bambini libanesi che siriani che frequentano le scuole pubbliche elementari in Libano. “L’istruzione è essenziale per fornire ai giovani del Libano e della Siria gli strumenti necessari per contribuire alla regione in cui vivono in una fase difficile e segnata da disordini”, ha detto il Direttore del WFP in Libano, Dominik Heinrich. “Fornendo pasti giornalieri nutrienti ai bambini a scuola, il WFP riesce a garantire loro un consumo nutrizionale migliore e incoraggia i genitori a mandarli a scuola regolarmente.”

 

I pasti includono una confezione di latte o di succo di frutta, snacks prodotti localmente e della frutta, in modo da fornire l’energia necessaria agli studenti per concentrarsi e per trarre vantaggio dalle lezioni. L’arrivo di oltre un milione di rifugiati siriani negli ultimi cinque anni ha messo a dura prova i servizi pubblici libanesi, compreso il settore dell’istruzione. Per far fronte alla nuova situazione, oltre 250 scuole pubbliche nel paese hanno introdotto un sistema di doppi turni, permettendo l’iscrizione di un maggior numero di studenti.

 

Questo programma, finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, permette ora al WFP di fornire pasti giornalieri nutrienti a 10.000 bambini vulnerabili libanesi e rifugiati siriani che frequentano 13 di queste scuole elementari pubbliche. Le scuole scelte si trovano nelle comunità più vulnerabili in Libano, identificate da UNICEF e UNHCR. Il programma è realizzato in stretta cooperazione con il ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore. “Il nostro programma di pasti scolastici è un investimento nell’istruzione e nel futuro della prossima generazione. Nelle scorse settimane, da quando abbiamo lanciato il programma pilota, abbiamo già registrato progressi nella frequenza scolastica e nella capacità degli studenti di concentrarsi sulle lezioni,” ha aggiunto Heinrich.

 

Ogni mese, il WFP fornisce assistenza alimentare a 600.000 rifugiati siriani, tra i più vulnerabili in Libano, attraverso la fornitura di voucher alimentari elettronici con cui possono acquistare il cibo di cui necessitano nei mercati locali. Dal 2013, il WFP ha immesso quasi 600 milioni di dollari nell’economia locale libanese.

 

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