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Sunday, December 9, 2018

VIAGGIO NELLA VITA: NUOVO LIBRO DI ROBERTO TUMBARELLO

Posted by Punto Continenti On febbraio - 25 - 2017 Commenti disabilitati su VIAGGIO NELLA VITA: NUOVO LIBRO DI ROBERTO TUMBARELLO

Foto: nei riquadri Roberto Tumbarello e copertina del libro. 

 

E’ rimasto talmente colpito dall’intervento di una ragazzina a Terracina, piccola località vicino a Roma, che non solo ha pensato di scrivere un libro di memorie dedicato soprattutto ai giovani ma anche di ricordarla all’inizio del volume Viaggio nella vita, con sottotitolo Storia di un grande amore. Eppure, all’Istituto Professionale Filosofi per il Turismo questa raggazzina aveva detto una cosa apparentemente molto semplice: Ti voglio tanto bene. Per Roberto Tumbarello è stata invece una cosa decisamente significativa.

 

“Già il fatto”, dice, “che molti giovani mi vengono ad ascoltare non è scontato. Se poi alla fine una giovane sconosciuta dichiara pubblicamente di volermi bene, allora vuol dire che riesco a trasmettere qualcosa, che le mie esperienze, sia positive che negative, possono risultari utile agli altri, soprattutto a chi ha ancora tutta la vita davanti a sè”.

 

Il libro di Tumbarello, edito dalla Armando Editore, non è comunque un libro solo per i giovani. Al contrario, può interessare persone di qualsiasi età, professione o preparazione culturale. Sono 82 racconti della sua avventurosa vita da giornalista. Alcuni molto spassosi, altri che fanno sicuramente riflettere. Tumbarello racconta, infatti, in un modo accativante e semplice i drammatici anni del dopo guerra, con le sue grandezze e meschinità, con i suoi personaggi che hanno fatto la storia e che lui ha avuto modo di conoscere e tnte persone comuni, che questa storia hanno vissuto, plasmato, gioito e sofferto.

 

Da consumato giornalista, a un certo punto ha preferito lasciare il posto di direttore per fare il semplice cronista (“Nella vita per arrivare autorevolmente sulla cima bisogna aver scalato prima tutti i gradini. Io, invece, per una felice coincideza, mi sono trovato in giovanissima età sulla terrazza di un gratacielo”). Questa svolta gli  ha permesso di occuparsi delle questioni più diverse e contrastanti, dalla cronaca nera alla moda, dai problemi sociali alla vita mondana, dai conflitti armati alle piccole storie di Povincia. Inoltre, ha potuto conoscere personaggi come Arafat, Anna Magnani, Totò, Françoise Sagan, De Sica, Amato, Moro, Walt Disney, il Papa e tanti altri.

 

Nel leggere questo libro, ognuno di questi personaggi, ogni fatto narrato, assume una colorazione diversa rispetto alla descrizione generica e superficiale fatta spesso dalla stampa. E ciò proprio perché Tumbarello ha una spiccata capacità di vedere la grandiosità nei fatti semplici e la piccolezze intrinseche annidate tra i grandi miti. Il libro può piacere o non piacere ma sicuramente non lascia indifferente il lettore.

 

Alla domanda quale è invece il suo rcconto preferito Tumbarello risponde: “Quello con Arafat. Per incontrarlo ho dormito diversi giorni sotto la tenda. Abbiamo parlato moltissimo e mi fa piacere immaginare di aver contribuito alla sua scelta di puntare tutto sulla diplomazia: una scelta che gli ha consentito di ricevere il Nobel per la pace. Alla fine mi ha ringraziato e chiesto quando avremmo iniziato l’intervista: non sapeva che non amo fare domande. Del resto mi aveva già raccontato tutto quello che volevo sapere”. Anche noi non abbiamo altro da chiedere a Tumbarello.

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Nota:

Roberto Tumbarello, giornalista professionista. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato consulente per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e settimanali a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”

Presentazione del libro. Il libro di Tumbarello verrà presentato a Roma il 24 marzo alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Viale Giulio Cesare e il 20 aprile nelle sale di Civitas a Piazza Venezia 11.

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Video consigliato da Punto Continenti

Il seme di un nuovo Stato Sociale

WFP: IN UCRAINA 3,1 MILIONI DI PERSONE IN GRAVE DIFFICOLTA’

Posted by Punto Continenti On febbraio - 22 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: IN UCRAINA 3,1 MILIONI DI PERSONE IN GRAVE DIFFICOLTA’

L’agenzia dell’ONU World Food Programme (WFP) continuerà a sostenere 220.000 persone che vivono nell’insicurezza alimentare nelle aree colpite dal conflitto dell’Ucraina dell’est per tutto il 2017, sostenendo contemporaneamente gli sforzi per una ripresa rapida. In circa tre anni dall’inizio del conflitto, la situazione della sicurezza nell’est Ucraina rimane tesa. Si stima che 3,1 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria, mentre le comunità in tutto il paese continuano a subire le conseguenze negative del conflitto. Conflitti a fuoco e bombardamenti in molte zone calde lungo la linea di contatto continuano a minacciare le vite di molti civili, aggravando le loro sofferenze.

 

“La situazione sta peggiorando ancora, dal momento che i prezzi stanno rapidamente aumentando in confronto ai redditi, e ciò limita la capacità delle famiglie di potersi permettere il cibo di cui hanno bisogno”, ha detto Dorte Ellehammer, Rappresentante del WFP in Ucraina. “I prezzi degli alimenti stanno aumentando proprio quando i redditi delle famiglie subiscono l’impatto della disoccupazione, vediamo molte famiglie che fanno ricorso a strategie di adattamento negative a causa delle difficoltà economiche”.

 

Nel 2017, il WFP continuerà a distribuire assistenza alimentare a 70.000 tra le persone più vulnerabili, sulla base dell’urgenza dei bisogni. Il WFP prevede di assistere le persone anziane, le famiglie con madri single, i malati cronici o persone disabili, oltre a quanti non ricevono nessuna altra forma di assistenza umanitaria. Con la continuazione del conflitto, molti cittadini ucraini sono diventati più vulnerabili a causa della mancanza di sufficienti benefit sociali a copertura delle spese per vivere e per alimentarsi.

 

Il WFP continuerà a potenziare l’uso dei trasferimenti di contante laddove possibile e compatibilmente con la disponibilità di istituzioni finanziarie e con le condizioni dei mercati. In primavera e in estate, il WFP e i suoi partner implementeranno dei progetti su piccola scala per una ripresa rapida, al fine di migliorare i mezzi di sostentamento locali, di aumentare i redditi, di diversificare i raccolti e di riabilitare gli asset produttivi.

 

“Senza interventi a medio e lungo termine, un numero maggiore di persone richiederà assistenza umanitaria nei mesi a venire e nei prossimi anni”, ha aggiunto Ellehammer. Saranno 150.000 le persone, identificate tra quelle a moderata insicurezza alimentare, cioè che hanno difficoltà a trovare o acquistare, giornalmente, cibo sufficiente per condurre una vita sana, a partecipare ad attività di ‘cibo in cambio di formazione’ e ‘cibo in cambio di beni’, che saranno adattate al contesto locale e basate sulla disponibilità dei finanziamenti.

 

Da novembre 2014, il WFP ha fornito assistenza alimentare d’emergenza a sfollati, a quanti ritornano e a chi risiede nell’est Ucraina, distribuendo razioni mensili di cibo e assistenza alimentare attraverso trasferimenti di contante o voucher. Ad oggi, circa 850.000 tra le persone più vulnerabili colpite dal conflitto hanno ricevuto cibo dal WFP, nonostante il conflitto in corso e una volatile situazione della sicurezza che ha ristretto i movimenti dello staff umanitario. 

“Il WFP è grato ai donatori che hanno contribuito o promesso di sostenere le persone in Ucraina quest’anno, in particolare i governi della Germania e dell’Italia, che sono stati i primi a contribuire”, ha spiegato Ellehammer. La Germania e l’Italia hanno contribuito con, rispettivamente, 3 milioni di Euro e 0,7 milioni di Euro al WFP in Ucraina. Il WFP ha urgente bisogno di oltre 30 milioni di dollari per fornire assistenza alimentare di cui si ha urgente bisogno in est Ucraina fino a dicembre 2017.

 

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NotaIl WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

SABRINA TODISCO: LA POLITICA NON AMA LE TV LOCALI

Posted by Punto Continenti On febbraio - 9 - 2017 Commenti disabilitati su SABRINA TODISCO: LA POLITICA NON AMA LE TV LOCALI

 

Foto: nel riquadro Sabrina Todisco

 

Nata a Barletta, Sabrina Todisco praticamente mastica radio e televisioni sin da quando aveva 15 anni. Di temperamento molto estroverso e gioviale, ha seguito le orme del padre distinguendosi sul piano professionale per un’attiva giornalistica agguerrita e incisiva. Alcuni dei suoi servizi vengono ricordati come un esempio di quello che può fare e ottenere sul piano sociale una Tv Regionale. Parliamo di un patrimonio dell’informazione italiana che rischia di naufragare a causa di una serie di provvedimenti legislativi tendenti a mortificare questo delicato settore. In Puglia la Todisco gestisce un importante gruppo radio televisivo.
Del vostro gruppo fanno parte due Tv (Tele Studio 5 e TV Ofanto) e una Radio (Radio Studio 5). Ci può raccontare in estrema sintesi come è nato questo gruppo e come Lei cerca di caratterizzarsi?

 

Mio padre ha iniziato a fare editoria radiofonica già nel lontano 1976 e poi successivamente ha rilanciato due emittenti televisive. Ciò ha favorito la mia passione e l’ inclinazione alla comunicazione verso i media, facendo maturare in me la necessità di utilizzare la comunicazione per il sociale evidenziando i soprusi e gli illeciti della politica. Ciò’ che ho realizzato è noto al territorio attraverso i miei numerosi reportage.

 

In che misura vi occupate anche di problemi sociali?

 

I nostri mezzi di comunicazione sono nati all’insegna della libertà dell’informazione per favorire ed evidenziare il radicato locale nel territorio ma soprattutto per sviluppare nella collettività il senso civico verso il bene comune.

 

Come vede il Progetto REA inteso a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di creare in Italia e all’estero un nuovo e forte Stato Sociale?

 

Ci siamo avvicinati al progetto Rea sin dalla sua nascita dopo aver compreso gli obiettivi dell’associazione e soprattutto compreso il valore del suo Presidente, l’ing. Antonio Diomede che con la sua straordinaria tenacia è sempre pronto a far prevalere i diritti delle radio e tv locali in Italia senza alcun compromesso.

 

Quale futuro si prospetta per le piccole e medie radio e tv?

 

L’evoluzione delle tv locali in atto ormai da molti decenni è partita nell’ormai lontano 1990 con la legge Mammì che ha si permesso dei cambiamenti ma purtroppo fortemente contratti a causa di un sistema politico che da sempre ha legiferato leggi per sfavorire la capacità d’impresa in questo settore, provocando a ogni passaggio di cambiamento swich off per molte tv locali.

 

Comunque il sistema televisivo ormai digitale si sta evolvendo e sta viaggiando sempre più attraverso un sistema tecnologico tale da allontanare l’utente dall’attuale sistema e portarlo nelle miriade di galassie della rete internet. In questo termini, stiamo già sperimentando questo genere di utenza ma abbiamo anche la consapevolezza che è stata snaturata la tv locale che aveva un ruolo di rilevanza capillare. Il controllo dei media è l’obiettivo fondamentale della politica che attraverso questi cambiamenti ha voluto decimarci e controllarci cercando di inabissare i nostri ascolti attraverso una politica sempre più anticostituzionale.

Vedere il video Il seme di un nuovo Stato Sociale

WFP: DIMINUISCE LA FAME NEL NORD EST DELLA NIGERIA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 6 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: DIMINUISCE LA FAME NEL NORD EST DELLA NIGERIA

La Direttrice Esecutiva dell’agenzia dell’ONU World Food Programme (WFP), Ertharin Cousin, accoglie con soddisfazione i progressi fatti dalla comunità umanitaria e dal governo della Nigeria nella lotta alla fame nel nord est del paese. Insieme, ha detto la Cousin, stanno raggiungendo un crescente numero di persone colpite da anni di conflitto.

 

Le persone che vivono nelle aree recentemente liberate soffrono di fame estrema e malnutrizione. I bambini, in particolare, sono colpiti da malnutrizione acuta grave. Lo scorso dicembre, il WFP e i suoi partner hanno potuto raggiungere, attraverso una risposta combinata di interventi rapidi terra-aria, piú di un milione di persone bisognose, soprattutto in queste zone ad alto rischio. Inoltre, mentre alcune aree rimangono inaccessibili, le organizzazioni stanno lavorando insieme per poter raggiungere fino a 1,8 milioni di donne, uomini e bambini vulnerabili nel primo trimestre del 2017.

 

“In pochi mesi, sono stati fatti dei progressi straordinari”, ha detto Cousin. “Bambini che lo scorso novembre riuscivano a malapena a reggersi in piedi ora sono in fase di recupero. Continueranno ad avere bisogno della nostra assistenza nei mesi a venire. Il lavoro della comunità internazionale in Nigeria non è ancora finito”.

 

Queste parole seguono la visita della Cousin al campo di Pompamari per sfollati a Damaturu, dove hanno trovato rifugio quanti provengono dagli stati di Yobe e Borno. Le 2.000 persone nel campo sono fuggite dalle loro terre e hanno perso le loro case; qualcuno si trova nel campo da piú di due anni. A Pompomari, il WFP fornisce assistenza in contanti attraverso crediti elettronici su telefoni cellulari. Questo tipo di assistenza aiuta anche a stimolare i mercati locali. Per prevenire e curare la malnutrizione infantile, i bambini sotto i cinque anni ricevono integratori altamente nutritivi a base di arachidi, mentre le donne incinte e che allattano ricevono supporto nutrizionale.

 

Insieme alla preoccupazione per la continuità dei finanziamenti, la Cousin ha espresso cautela: “Il mondo non dovrebbe aspettare che i bambini muoiano prima di agire”, ha messo in guardia Cousin, che ha fatto appello alla comunità internazionale per non privilegiare un bambino affamato a discapito di un altro.

 

VALENTINA BISCOZZI: A FRASCATI PUNTEREMO SULLA CULTURA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 5 - 2017 Commenti disabilitati su VALENTINA BISCOZZI: A FRASCATI PUNTEREMO SULLA CULTURA

Foto: Valentina Biscozzi e Mirko Fiasco sullo sfondo di Frascati

 

Riportiamo di seguito l’intervento fatto da Valentina Biscozzi  a Frascati (suggestiva località alle porte di Roma) in occasione della presentazione della Lista Civica Frascati Futura che avrà come candidato Sindaco alle prossime elezioni previste per il mese di maggio Mirko Fiasco (attualmente la città è commissariata).  Nota per la sua organizzazione Valentina B Eventi & Comunicazione, che ha organizzato importanti eventi culturali in Italia e all’estero. la Biscozzi ha dato anche un importante contributo visivo al Progetto REA (Radiotelevisioni Europee Associate) che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assoluta necessità di creare in Italia un nuovo e forte Stato Sociale. Tra le sue varie apparizione in video va segnalata la partecipazione al filmato Il seme di un nuovo Stato Sociale visionabile su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=WqI_YhRpNpU. Non è, quindi, un caso che il candidato Sindaco faccia un grande affidamento alla sua collaborazione per la riuscita di questa difficile scommessa politica. 

 

E’ un piacere per me far parte di questa splendida squadra formata da persone sincere e spinte da un unico obiettivo: la rinascita di Frascati, una rinascita che, come abbiamo ascoltato, comprende tutti i settori, dall’ambiente alla sicurezza, dal turismo alla cultura. Negli anni passati si è parlato varie volte di attuare progetti in grado di ridare a Frascati il suo valore culturale e allinearla ad altre città italiane ed estere famose in tutto il mondo per il loro impegno nel cambiamento.

 

Nell’ottobre 2015 è stato ultimato il progetto di riqualificazione delle Mura del Valadier iniziato 15 anni prima con l’amministrazione dell’allora sindaco Francesco Paolo Posa, il progetto è costato ai cittadini frascatani un importo di circa 6.300.000,00 euro; in quell’occasione, il sindaco in carica Alessandro Spalletta, durante l’inaugurazione dell’apertura delle Mura al pubblico, asserì al potenziale economico che il progetto rappresentava per la città di Frascati. Venne affermato che la struttura sarebbe divenuta un centro polifunzionale della cultura. Si parlò inoltre di potenziamento dell’occupazione locale e di rilancio di un turismo mirato, più selezionato e di creazione di servizi più ricercati.

Insomma il restauro delle Mura del Valadier avrebbe rappresentato il punto di partenza verso questo cambiamento. A quasi due anni da allora nulla è cambiato, il futuro delle Mura è ancora incerto. Quello che invece oggi è certo è che non esiste ancora un protocollo comune da adottare per l’utilizzo delle strutture pubbliche lasciate al loro degrado per incompetenza e per mancanza di fondi.

 

Ultimo caso le Scuderie Aldobrandini, chiuse lo scorso settembre per mancanza dei fondi necessari per effettuare le manutenzioni doverose per il superamento dei controlli sulla sicurezza dell’edificio, scaduti ormai da tempo e di cui nessuno si è preoccupato, continuando a concedere permessi per la realizzazione di eventi al loro interno, a discapito dei cittadini ignari.

 

Allora io mi chiedo, anzi noi tutti ci chiediamo che fine hanno fatto tutti i buoni propositi?

 

Perchè le cose funzionino dobbiamo puntare al cambiamento, dobbiamo puntare sulla trasparenza, sull’informazione al cittadino, sullo snellimento della burocrazia che spesso a nostro avviso viene utilizzata come arma di difesa per camuffare l’incompetenza. Come può questa città dare un’immagine di modernità, come può alzare i propri livelli qualitativi e accogliere un turismo selettivo se mancano i mezzi per attuare tutto ciò?

 

Uno dei nostri obiettivi sarà proprio quello di riprendere in mano le redini della cultura, ridare splendore alle Ville Tuscolane, riaprire le Scuderie Aldobrandini, mettere a frutto i soldi spesi dai cittadini per la riqualificazione degli ambienti delle Mura del Valadier, ma soprattutto investire tempo e risorse nella comunicazione perchè i frascatani hanno diritto di essere informati. Frascati non è di chi amministra, Frascati è di tutti.

 

Gli eventi sui quali si lavorerà saranno rivolti alla valorizzazione del territorio e alla sua proiezione fuori dai confini territoriali. Saranno coinvolte le attività commerciali e artigiane del territorio, dal ristoratore al viticoltore, dalle agenzie di viaggi ai negozi, chiameremo tutti a contribuire al cambiamento, si lavorerà tutti insieme per ridare a Frascati il lustro che merita.


Vedere il video sulla presentazione della lista civica

AL SENATO IL CENTRO DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

Posted by Punto Continenti On febbraio - 3 - 2017 Commenti disabilitati su AL SENATO IL CENTRO DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

Foto: Maria Letizia Compatangelo 

 

Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC in merito all’audizione presso la VII Commissione di cultura del Senato. Il CeNDIC ha aderito al Progetto REA per la creazione di un nuovo e forte Stato Sociale.

 

La delegazione del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana ContemporaneaCeNDIC, composta dal Presidente Maria Letizia Compatangelo, Alessandro Trigona e Rosario Galli, è stata audita oggi dalla VII Commissione Cultura del Senato, in merito alla riforma dello spettacolo dal vivo, referente del nuovo disegno di legge la senatrice Di Giorgi.

 

Nell’incontro, si è discusso della creazione di un “nuovo sistema” che favorisca e sostenga la drammaturgia italiana contemporanea, partendo dalla istituzione “per funzione” di un Teatro Nazionale per la Drammaturgia Italiana Contemporanea (un appello in tal senso è stato sottoscritto da più di un migliaio tra autori, scrittori, registi, attori, intellettuali e addetti ai lavori) presso il Teatro di Roma, e da questi gestito, in una delle sue sale (Argentina, Valle, India), sul modello del Royal Court Theatre inglese.

 

Tale innovativa riforma di sistema verrebbe ad essere accompagnata dalla istituzione della figura del Drammaturg, che affianchi i Direttori artistici dei teatri nazionale e TRIC nell’attività di valorizzazione di testi italiani contemporanei. Il CeNDIC ha esposto una serie di proposte di carattere strutturale nonché fiscale (introduzione del Tax credit per il teatro, calcolo triennale su proventi del diritto d’autore) a sostegno dell’autore italiano contemporaneo, definizione di cui il Cendic ha indicato un fondamentale aggiornamento, ponendo inoltre l’accento sulla problematica relativa alla “nazionalità” di uno spettacolo che, riconosciuta, non potrà prescindere da quella dell’autore.

 

Come nel cinema e in altri settori artistici sono assistite, sostenute e promosse opere di “autori italiani”, analogamente il CENDIC chiede che tale principio sia applicato anche al teatro. In ultimo, la presidente Compatangelo ha ricordato che il Centro Nazionale è stato fondato da più di 200 autori (con l’adesione di Dario Fo, Franca Rame, Dacia Maraini, Ugo Chiti, Franca Valeri, Paolo Rossi ed altri) con il fine di  “colmare il vuoto istituzionale” creatosi dopo la chiusura dell’Ente Teatro Italiano e, ancora prima, dell’Istituto Dramma Italiano.

 

Ribadendo le ragioni che hanno spinto gli Autori Italiani ad autorganizzarsi, senza alcun sostegno economico da parte dello Stato e/o altri Enti, il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, che già di fatto svolge tali funzioni, con il riconoscimento di enti e istituzioni pubbliche italiane ed estere,  ha chiesto formalmente il proprio riconoscimento istituzionale, al pari delle istituzioni omologhe operanti in Europa, specificando che tutto ciò potrà avvenire a costo ZERO per la Pubblica Amministrazione, provvedendosi attraverso il finanziamento derivante da proventi di diritto d’autore non ripartibili.

 

AL VASCELLO DI ROMA LE BACCANTI CON MANUELA KUSTERMANN

Posted by Punto Continenti On febbraio - 2 - 2017 Commenti disabilitati su AL VASCELLO DI ROMA LE BACCANTI CON MANUELA KUSTERMANN

Foto: un momento dello spettacolo.

 

Dal 7 al 19 febbraio (da martedì al sabato ore 21, domenic ore 18) na in scena al Teatro Vascello di Roma LE BACCANTI: un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide, con Manuela Kustermann, Daniele Salvo, Paolo Bessegato, Paolo Lorimer, Simone Ciampi, Diego Facciotti , Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, Giulia Diomede. Regia di Daniele Salvo, produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma – Tieffe Teatro Milano, Teatro Di Stato  Constanta Romania.

 

Le Baccanti rappresentano una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno.

 

Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo “agite” dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attra verso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l’emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media.

 

La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creativi tà, ogni volo. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell’affermazione dell’Io divora i nostri giorni. L’arte è svuotata della sua dimensione spirituale. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta.

 

Il senso del tragico è ormai sconosciuto. Il corpo viene cancellato. Siamo ormai definitivamente tra sformati in consumatori e, nel medesimo istante, in prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

 

TEATRO VASCELLO

via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma

Tel. 06.5881021/06.5898031

www.teatrovascello.it promozione@teatrovascello.it

WFP: UN CIOTTOLA DI CIBO COSTA DI PIU’ IN MALAWI CHE A DAVOS

Posted by Punto Continenti On gennaio - 16 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: UN CIOTTOLA DI CIBO COSTA DI PIU’ IN MALAWI CHE A DAVOS

Una semplice ciotola di cibo in Malawi costa molto di più di quanto non costi a Davos, se si considera come costo del pasto la relativa percentuale sul reddito medio giornaliero di una persona. In occasione dell’incontro annuale del World Economic Forum, che riunisce leader della politica e dell’economia, il World Food Programme ha calcolato quanto costoso possa essere il cibo per alcune delle popolazioni più povere al mondo.

 

Secondo la ricerca “Hot Dinner Data” del WFP, in proporzione al reddito, le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo possono arrivare a pagare un piatto base di cibo fino a 100 volte di più delle loro controparti nei paesi ricchi; fino a 300 volte di più, invece, se si considerano i luoghi più svantaggiati e colpiti da conflitti. Una ciotola di stufato di fagioli – un pasto caldo e nutriente consumato in tutte le regioni e culture, costerebbe, in Svizzera, l’equivalente dello 0,41 per cento del reddito giornaliero di un elvetico, cioè 0,88 franchi svizzeri, meno di un dollaro.

 

Una persona in Malawi, invece, avrebbe bisogno di spendere il 41 per cento del proprio reddito giornaliero per mangiare lo stesso pasto. Ciò si tradurrebbe, in moneta svizzera, in 86,53 franchi svizzeri ossia 100 volte di più del costo effettivo pagato in Svizzera. Nel caso più estremo, per esempio nella città siriana assediata di Deir Ezzor, il costo di una ciotola di stufato di fagioli sarebbe più alto dell’intero reddito giornaliero di un abitante, che equivale alla sconcertante cifra di 271,40 franchi svizzeri. In India o in Nicaragua, lo stufato, sebbene più conveniente, costerebbe in proporzione comunque dalle 10 alle 15 volte di più che in Svizzera.

 

“L’analisi Hot Dinner Data si propone di fornire un quadro nuovo al mondo – un quadro che illustri le distorsioni che esistono nel potere di acquisto di ricchi e poveri quando cercano di soddisfare i propri bisogni alimentari di base,” ha affermato Arif Husain, Capo Economista del WFP. “Serve a ricordarci che l’accesso a cibo nutriente e a prezzi abbordabili dovrebbe essere un diritto di tutti”.

 

Gli elevati costi del cibo nei paesi poveri sono generalmente dovuti a perdite enormi causate da sistemi di stoccaggio, trasporto e distribuzione non efficienti, a una eccessiva dipendenza su poche colture di base, a un mancanza di accesso ai mercati per gli agricoltori locali, a una insufficiente preparazione ai cambiamenti climatici e ai conflitti – spesso essi stessi alimentati da contrasti sulla distribuzione delle risorse.

 

Il WFP crede che, adottando misure concrete per affrontare molte di queste sfide, dalla diversificazione delle colture alla riduzione degli sprechi, all’implementazione di processi di produzione e distribuzione più efficienti, il cibo possa diventare alla portata di tutti. Lavorando con partner locali e mondiali per raggiungere Fame Zero, il WFP continuerà ad evidenziare le disparità tra i prezzi del cibo, ampliando la ricerca Hot Dinner Data in modo da includere molti altri paesi.

NOTE

• La ciotola di fagioli in umido è considerata sulla base di 600 kcal, circa un terzo del fabbisogno giornaliero di un adulto medio.

• Al tasso di cambio corrente di CHF 0,98 per US$ 1, il CHF è quasi alla pari del dollaro statunitense.

• A seconda del paese o della regione, la metodologia utilizza i dati del PIL o i dati relativi ai guadagni calcolati sulla base di salari e rimesse.

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 Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

WFP: AIUTI ALIMENTARI A 100.000 IRACHENI IN FUGA

Posted by Punto Continenti On gennaio - 5 - 2017 Commenti disabilitati su WFP: AIUTI ALIMENTARI A 100.000 IRACHENI IN FUGA

Foto: WFP in Iraq. Nel riquadro la direttrice Sally Haydock

 

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha fornito assistenza alimentare urgente ad oltre 100.000 persone in fuga dal conflitto a Mosul, inclusa una distribuzione a 25.000 persone a Gogjali, la prima area riconquistata nella città di Mosul. Oltre a fornire questo tipo di assistenza, il WFP e i suoi partner stanno lavorando senza sosta per raggiungere le famiglie rimaste intrappolate a Mosul e che si trovano in aree da poco riconquistate.

 

Anche se molte persone hanno cercato la salvezza in campi aperti di recente, migliaia di famiglie rimangono nelle proprie abitazioni o vivono nelle vicine comunità ospitanti. Dove un accesso sicuro è garantito, il WFP fornisce alle famiglie prima di tutto razioni alimentari pronte all’uso e successivamente razioni alimentari per famiglie che consistono in scorte per un mese di alimenti di base, incluso riso, farina, ceci, olio vegetale, zucchero e sale (nucleo familiare di cinque membri).

 

“Forniamo cibo alle persone che ne hanno bisogno, indipendentemente da dove si  trovano, siano esse nei campi o rimaste nelle proprie case o nei quartieri limitrofi”, ha detto Sally Haydock, Direttrice WFP in Iraq. “La vita di queste persone è stata stravolta, è nostro dovere fare in modo che il cibo non sia una loro ulteriore preoccupazione”.

 

Le condizioni di vita in molte zone riconquistate sono state assai difficili negli ultimi due anni. Le famiglie vulnerabili con difficoltà si potevano permettere l’acquisto di cibo, o avevano accesso a mercati locali funzionanti e servizi medici.

 

“Il WFP è preoccupato per la sicurezza alimentare delle persone intrappolate a Mosul e nelle zone intorno alle città. Insieme ai nostri partner, monitoriamo le prime linee e lavoriamo per raggiungere le famiglie bisognose appena viene garantito un accesso sicuro”, ha aggiunto Haydock.

 

Il WFP dispone al momento di razioni di risposta immediata posizionate fuori la città di Mosul sufficienti per 2,1 milioni di persone per 3 giorni e, inoltre, di circa mezzo milione di razioni alimentari per le famiglie, sufficienti per 2,5 milioni di persone per un mese.

 

Da metà giugno 2014, oltre 3 milioni di iracheni sono sfollati a causa del conflitto. In risposta, il WFP ha fornito assistenza alimentare ad oltre 1 milione di sfollati iracheni vulnerabili in tutti i 18 governatorati del paese. Oltre a fornire questo tipo di assistenza, il WFP sta lavorando per raggiungere le famiglie rimaste intrappolate a Mosul.  

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Nota: Il WFP, con sede principale a Roma, è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

 

GABRIELE BETTI (TVRS): LE TV LOCALI SONO AD ALTO RISCHIO

Posted by Punto Continenti On dicembre - 19 - 2016 Commenti disabilitati su GABRIELE BETTI (TVRS): LE TV LOCALI SONO AD ALTO RISCHIO

Foto: nel riquadro Gabriele Betti

 

Nato a Chiusi in provincia di Siena, Gabriele Betti è stato radioamatore dall’età di 14 anni. La sua prima radio libera l’ha realizzata a 18 anni nel 1972, poi sospesa su minaccia di arresto del maresciallo dei CC. In seguito diventerà Tecnico di telecomunicazioni e titolare di ditte specializzate nelle telecomunicazioni. Grazie all’esperienza maturata installa centinaia di impianti per radio e TV libere. Inoltre realizza le reti di Mediaset (Fininvest), Montecarlo, e decine di altre nella Regione Marche. Dal 1987 partecipa a una emittente tv regionale TVRS di cui diviene presidente e direttore della testata dal 1992. Inoltre, è comproprietario di una emittente regionale “Radio Cuore” sempre nelle Marche. Ad oggi oltre alle attività editoriali di cui sopra partecipa con la Rea, Radiotelevisioni Europee Associate, al tentativo di salvare il residuo pluralismo informativo in Italia.

 

Come vede l’iniziativa nata da un gruppo di giornalisti della carta stampata, internet, radio e televisioni di creare trasversalmente un gruppo di pressione inteso a promuovere la nascita di un forte Stato Sociale?

 

La creazione di un forte stato sociale è prevista ampiamente nella nostra bistrattata Costituzione che la UE mediante le pressioni politiche, e soprattutto quelle economiche, tenta di modificare in peggio. In queste condizioni lo Stato Sociale viene letteralmente “combattuto” da quella che non ho più dubbi a definire DITTATURA EUROPEA. In ogni passaggio delle decisioni non si perde occasione per andare contro lo “Stato Sociale”. In questa data in cui scrivo (15/12/16) la Ue minaccia di bloccare gli aiuti alla Grecia perché lo Stato Ellenico ha alzato il sostegno alle classi più disagiate (le vere povere). Ma ogni giorno possiamo leggere chiaramente il concetto Ue: siete poveri e dovete soffrire e morire, non avete diritti e non li avrete più. E per poveri intendo Stati, ex nazioni libere, classi sociali e imprese piccole o in crisi.

 

Nella popolazione cova chiaramente una fuoco di netta ribellione, ma che ancora assume contorni incerti e disordinati, una volta contro la “Stato”, un’altra contro le tasse, poi contro Equitalia, ed ora anche in misura copiosa contro la Ue, fanatica del rigore e della devastazione economica. Personalmente ho faticato a capire e con l’aiuto di menti più giovani e preparate ho formulato la seguente sintesi:
Ue dominata da un sistema finaziario internazionale –> la “Commissione” Ue non decide politicamente –> Ue domina le scelte delle nazioni aderenti tramite la crisi voluta ad arte –> le riforme chieste “per forza” impongono di modificare le costituzioni nazionali per sottometterle (ribadisco SOTTOMETTERLE alle decisioni di leggi Ue). Tutto questo produce una nuova forma di dittatura, la dittatura ECONOMICA del liberismo più sfrenato. In tutto questo c’è posto per lo “Stato Sociale” ? NO. Ne abbiamo bisogno ma non ce lo vogliono più concedere. Punto.

 

In che misura la vostra Tv segue le problematiche sociale delle Marche?

 

E’ nostro compito da sempre sia nell’informazione che negli approfondimenti, ma per quanto esposto sopra il nostro futuro non è più certo. Il sistema che ho descritto non vuole Stato Sociale e quindi tutta l’informazione da noi prestata, prima come servizio nell’interesse pubblico, e poi supportata anche da legittimi contributi ormai non serve più.

 

Oltre alla questione sociale ci sono anche altri problemi che seguite con particolare attenzione?

 

Si, da sempre facciamo molta informazione nei settori sportivi dilettantistici e esordienti. Non deve essere sottovalutato, infatti, il grande ruolo sociale delle attività sportive che fatte da giovani non sono malate del mostro del profitto. In questo caso ancora si respira una sana voglia di competizione e anche di sport come possibile ascensore sociale.

 

La crisi economica degli ultimi anni ha colpito anche la vostra emittente?

 

Siamo stati colpiti in maniera pesantissima dalla crisi economica. Come ho espresso nella prima domanda la crisi non è fatta per passare. Voglio sottolineare a questo proposito che l’evento “moneta unica” ha portato ad una sopravvalutazione della moneta per tutte le nazioni europee con effetti negativi sulle esportazioni, ed ha invece portato svalutazione per la unica nazione che ne ha beneficiato, la Germania.
Quindi a spese degli altri si è fatto tombola, moneta indebolita (Germania) e mercato unico allargato. Per i poveri che hanno abboccato alla Ue crisi nera. In aggiunta abbiamo perduto lo strumento della immissione monetaria (conservato ed ampiamente usato da USA, Inghilterra Giappone ecc) che ha sottratto l’iniziativa economica allo Stato di Diritto, lo Stato Sovrano. In questo modo il bilancio dello Stato si sta prosciugando e ogni tassa in più va a fermare il motore sfinito della Nazione italiana.

 

Come vede il futuro delle radio e televisioni locali e quali ruoli sono destinati a svolgere nell’ambito della società?

 

Se la volontà conclamata della Ue non verrà fermata noi non avremo futuro perché non siamo funzionali al “sistema europeo”, siamo anzi un impiccio, un soggetto incontrollato e incontrollabile,  siamo troppe voci  e questo non è gradito. Ma, viene da dire, essere tante voci non era “pluralismo” ?  Si ERA, ma oggi la sofisticata linea politica della Ue non vuole più avere il pluralismo, non gli serve e ha il coraggio di metterlo per iscritto in un documento ufficiale! Perché arriva a tanto ? Se si legge il corposo documento si comprende che il “pluralismo” può e deve essere limitato perché è sostanzialmente eguale al terrorismo di matrice russa e dell’Isis. Insomma radio e tv locali sono un problema per la Ue che vuole limitarle e ridurle di numero, sono relitti di un passato democratico e quindi inutile.

 

Avremo un futuro ? Se focalizziamo quanto ho esposto sin troppo sinteticamente capiremo che il nostro futuro è legato a doppio filo al livello di democrazia e autonomia della nostra Nazione Italiana e della applicazione della Costituzione, quella Costituzione appena salvata dalla devastazione che ci imponeva la Ue. E se salviamo la fase applicativa della Costituzione, quella fase che prevede lavoro per tutti, intervento dello Stato nell’economia per salvare imprese, banche, risparmiatori, posti di lavoro, autonomia monetaria, allora e solo allora noi recupereremo quel ruolo di servizio e comunicazione degli eventi, delle notizie, delle attività della collettività regionale che ci hanno fatto nascere, lavorare e contribuire alla crescita italiana sino alla sciagurata entrata nella ormai morente comunità europea della moneta unica.

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