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Monday, November 19, 2018

LIRICA: ODERZO, MARIBOR E ARENA DI VERONA UN VERO TRIS D’ASSI

Posted by Varo De Maria On luglio - 13 - 2015 Commenti disabilitati su LIRICA: ODERZO, MARIBOR E ARENA DI VERONA UN VERO TRIS D’ASSI

La combinazione era perfetta: la splendida Piazza Grande di Oderzo in Provincia di Treviso; l’orchestra e coro del Teatro di Maribor in Slovenia; la storica scenografia dell’Arena di Verona. Il tutto per festeggiare il XXV anniversario di Opera in Piazza Giuseppe Di Stefano con la messa in scena dell’Aida di Giuseppe Verdi, caratterizzata da un cast di cantanti internazionali di prim’ordine. Artefici principali di quest’iniziativa due straordinari artisti e organizzatori: il soprano Maria Grazia Patella e il suo marito e tenore di livello mondiale Miro Solman. Questa coppia in tutti questi anni è riuscita in un’impresa quasi impossibile in Italia: trasformare uno spettacolo provinciale in un evento internazionale. Non a caso buona parte del pubblico (più di 16 mila spettatori), era formato da turisti provenienti dalla Germania, dalla Francia, dall’Austria, dalla Norvegia e anche da Paesi molto lontani. Non a caso per due sere non è rimasto libero un solo posto, e tutti gli alberghi e ristoranti della località hanno lavorato a ritmo sostenuto.

 

A questo punto, indipendentemente dagli orientamenti politici di ciascuno, un merito va sicuramente riconosciuto al Sindaco di Verona Flavio Tosi che nella sua veste di Presidente della Fondazione Arena di Verona ha concesso l’utilizzo delle scenografie più importanti nella storia del festival areniano: quelle realizzate da Ettore  Fagiuoli e che nel 1913 hanno dato il via al Festival più famoso del mondo. Una collaborazione che se ripetuta da altri grandi teatri italiani potrebbe innescare un circolo virtuoso capace di far uscire l’intero mondo della lirica italiana dalla grave crisi in cui versa in questo momento. E sempre a proposito di collaborazione va registrato che grandi artigiani del posto hanno completamente restaurato parti di queste scenografie nell’ambito di un vero movimento partecipazione che ormai coinvolge tutta la cittadinanza di Oderzo, le autorità politiche, gli sponsor piccoli e grandi, tra cui la Cavallo & Company dell’opitergino Dario Milanese, le forze dell’Ordine e della vigilanza.  Da registrare che per il prossimo anni Tosi s’impegnato pubblicamente a collaborare nuovamente nell’allestimento della Turandot.

 

Tra gli interpreti vanno segnalati il bravo e dolce tenore veneziano Renzo Zulian (Radames), lo straordinario soprano croato Cristina Colar (Aida), il mezzosoprano Irena Petkova (Amneris, con grande presenza scenica), il baritono brasiliano David Marcondes (uno dei migliori del continente latino americano), nonché il potente basso veneziano Antonio Casagrande (Ramfis). Di buon livello anche Alfonso Kodric (il Re), Martin Susnik (un messaggero), Andreja Zajkonjsek (una sacerdotessa). Il corpo da ballo é stato curato dal corerafo Edward Clug (ha riscosso un grande successo di pubblico) mentre il coro, guidato da Sasa Olenjuk, si è distinto per potenza e omogeneità. Originali sicuramente i costumi di Luca Dall’Alpi. Il tutto sotto la ferma direzione del Maestro padovano Francesco Rosa, mentre la regia è stata affidata a uno dei più affermati registi del mondo, il maestro Pierfrancesco Maestrini.

 

Oltre al Sindaco di Verona e altre personalità della politica e finanza veneta, si è vista Monica Kurth, la moglie del grande tenore Giuseppe Di Stefano (al quale viene dedicata Opera in Piazza) e che è stato a Oderzo poco prima di subire la vile aggressione in Kenya che ha determinato la sua precoce scomparsa. Numerosi sono stati in passato i personaggi dello spettacolo e gli artisti che hanno seguito e contribuito alla riuscita della manifestazione, tra cui i cantanti Renato Bruson, Katia Ricciarelli, Silvano Carroli, Roberto Scandiuzzi, Maria Chiara, Angelo Mori, Nicola Martinucci, Gianfranco Cecchele, Michele Pertusi, o registi di fama mondiale come Hugo de Ana che nel 2009 ha allestito una splendida Traviata.

 

Ultima annotazione: poco prima dell’inizio della rappresentazione la coppia di artisti e organizzatori veneti Patella – Solman è venuta a conoscenza che nel prossimo mese di agosto riceverà in Toscana il prestigioso premio Volterra perché “sono riusciti a coniugare splendidamente, e per primi in Italia, due grandi realtà culturali: l’Opera, la più tipica espressione artistica italiana, e la Piazza, da sempre considerata un marchio distintivo delle nostre città storiche”.

 

Video sull’Aida a Oderzo

Due modi per vederlo:

1) Andare su www.puntocontinenti.it  In alto a destra c’è VIDEOMONDO. Cliccare sul nuomero 10 – AIDA
2) Andare su Youtube e inserire il link http://youtu.be/9R8AWBaAmiU

 

 La locandina dell’Aida di Oderzo.

UNA CAVALLERIA RUSTICANA ‘ORIGINALE NELLA TRADIZIONE’

Posted by Varo De Maria On giugno - 21 - 2015 Commenti disabilitati su UNA CAVALLERIA RUSTICANA ‘ORIGINALE NELLA TRADIZIONE’

Per chi non ne può più di regie operistiche sempre più ‘azzardate’ ma sempre meno credibili, dalla Violetta ‘massaia’ (andata in scena alla Scala di Milano) alla Norma ambientata in Africa (Teatro Regio di Torino), fino alla ‘Cavalleria Rusticana’ trasformata negli Stati Uniti in un duello western, la scelta compiuta da ‘Il Villaggio della Musica’ potrebbe rappresentare una salvifica inversione di tendenza. Parliamo della Cavalleria Rusticana andata in scena nello storico Teatro Argentina di Roma: una produzione ‘originale nella tradizione’ e che è servita anche per celebrare il settantesimo anniversario della morte del compositore Pietro Mascagni e il ventesimo del grande direttore d’orchestra Ottavio Ziino. L’abbiamo definita ‘originale nella tradizi0ne’ essenzialmente per tre motivi.

 

Primo, perché l’ambientazione rispecchia quella originale immaginata da Mascagni. Secondo, perché pur restando ‘fedelissimi’ alla partitura è stato inserito sulla scena per la prima volta il Teatro dei Pupi, un’altra tipica espressione culturale siciliana. Conclusione: due vecchie tradizioni mescolate hanno prodotto una grande novità. Infine, il terzo motivo è collegato al coraggio di puntare non solo su giovani cantanti, ma anche su giovani musicisti, su giovani direttore d’orchestra, maestro del coro, addetti ai costumi e trucco  e, soprattutto, su una giovanissima regista: la salentina Rosangela Giurgola (originaria di Trepuzzi).

 

Dice Wally Santarcangelo, direttore artistico de ‘Il Villaggio della Musica’ e vera anima del noto Concorso Lirico Internazionale Ottavio Ziino: “Si è trattato della nostra prima esperienza come produttori di un lavoro operistico. Un’esperienza affascinante ma altamente rischiosa, soprattutto se non si hanno le spalle coperte sul piano dei sostegni pubblici e finanziari. Abbiamo scelto di puntare sui giovani a 360 gradi perché dopo tanti anni di gestione di un importante concorso lirico ci siamo resi conto che non solo i cantanti ma tutti i giovani che operano nel mondo della lirica hanno una grande difficoltà a esprimere il loro talento. Il successo dell’iniziativa ci fa credere che siamo sulla strada giusta”.

 

Interviene Agostino Ziino, figlio del grande Direttore d’Orchestra e compositore siciliano: “Ancora prima dei premi in denaro, ai giovani artisti preme di potersi esibire in teatro. Con questa nuova scelta ‘Il Villaggio della Musica’ si pone come una vera e concreta porta d’ingresso nel magico mondo della lirica”. Sul futuro di questo esperimento si sofferma, invece,  il Presidente del ‘Villaggio’ Lorenzo Di Pace: “Innanzitutto voglio ringraziare il Teatro Argentina che ha creduto alla nostra proposta. Per il futuro, se mi si consente un paragone calcistico, abbiamo l’ambizione di coltivare una selezione giovanile, che cresce insieme ma è sempre aperta all’innesto di nuovi talenti che, per fortuna, continuano a spuntare con regolarità nel mondo della lirica”. Da registrare che all’iniziativa hanno partecipato anche alcuni discendenti diretti di Mascagni, presenti sul palcoscenico.

 

Vediamo ora, in estrema sintesi, come si è comportata questa ‘prima selezione’, composta tutta da elementi già in possesso di un bel curriculum e vincitori in passato del Concorso Ottavio Ziino. Nel ruolo di Santuzza abbiamo ascoltato un’appassionata Karina Flores, originaria dell’Armenia, dotata di una grande presenza scenica. Allieva di Renata Scotto presso l’Accademia di Santa Cecilia ha debuttato recentemente, sempre nel ruolo di Santuzza, al Teatro San Carlo di Napoli. Il drammatico ruolo di Turiddu è stato affidato invece ad Angelo Villari, messinese, diplomato al conservatorio Arrigo Boito di Parma,  molto applaudito per la sua bella e incisiva voce.  Alfio è stato Marco Severin originario di Latina e diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia. Viene considerato uno dei baritoni in ascesa nel panorama lirico italiano. Altri interpreti: il ruolo di Lucia è stato affidato al possente mezzosoprano Gabriella Grassi e quello di Lola alla al convincente mezzosoprano Irene Molinari.

 

Come già detto, la Regia porta la firma dell’innovativa, fantasiosa e bella Rosangela Giurgola, che sulla scena ha rappresentato, tra le altre novità, anche la chiesetta del suo Paese. Oltre a fare la regista, la Giurgola è anche una raffinata presentatrice di spettacoli musicali soprattutto  nell’ambito dell’associazione lirico-culturale Il Bel canto. Il Direttore d’orchestra Gioele Muglialdo ha guidato con mano ferma sia i cantanti che l’Orchestra Sinfonica Tiberina, mentre il maestro Davide Dellisante ha diretto autorevolmente il coro Giuseppe Verdi di Roma. La direzione musicale è stata completata dal Maestro sostituto al pianoforte Rosy Lofaro. Le scene sono state firmate da Romeo Sicuro, i costumi da Giovanna Treggiari, il trucco dal terzetto Halya Ilardi, Alice Circi e Valentina Malizia. Hanno collaborato anche Irina Artemova (design), Roberto Montone e Liliana Forte (acconciature). Infine. il dipinto è stato realizzato da Salvo Caramagno e la grafica da Ciro Santarcangelo.

 

 Wally Santarcangelo, direttore artistico de ‘Il Villaggio della Musica’

ANNAMARIA CARRESE: ‘LA MIA LOTTA PER RAIF BADAWI’

Posted by Varo De Maria On giugno - 17 - 2015 Commenti disabilitati su ANNAMARIA CARRESE: ‘LA MIA LOTTA PER RAIF BADAWI’

 Annamaria Carrese

Quando si parla di democrazia diretta o di impegno personale per un mondo diverso,  bisognerebbe guardare sempre a persone come Annamaria Carrese che, in questo momento, si trova in prima linea nella difesa di Raif Badawi, il blogger saudita arrestato nel 2012 e in seguito condannato a 10 anni di prigione e 1.000 frustate, pena da subire pubblicamente ogni venerdì, 50 ogni settimana e a un’ammenda di 1.000.000 di Riyals (€ 237.141,00) e a ulteriori 10 anni di interdizione all’espatrio. Nel frattempo, il suo avvocato e cognato, Waleed Abu al-Khair, è stato condannato a 15 anni di carcere per il suo attivismo pacifista e ha subito maltrattamenti in carcere. Qual è il crimine commesso da Raif? Quello di istituire un sito web, Free Saudi Liberals, che avrebbe “insultato l’Islam attraverso canali elettronici”.

 

Sembra incredibile ma queste cose continuano a succedere nel XXI secolo e se non ci fossero persone come la Carrese, organizzazioni come Amnesty International o portali come Articolo 21, associazioni o partiti come SEL o Convergenza Socialista (al quale aderisce la Carrese), difficilmente i governi si muoverebbero nei riguardi di Stati come l’Arabia Saudita, politicamente strategici grazie agli enormi giacimenti di petrolio. Ma sentiamo cosa ha da dirci la Carrese.   

 

Come sei venuto a conoscenza e cosa ti ha spinto in particolare a interessarti del caso Raif  Badawi  e del suo avvocato?

 

Da anni sostengo le attività di Amnesty International e partecipo ogni volta che mi è possibile alle sue manifestazioni. Insieme ad Articolo 21, Amnesty informa sui casi di violazione dei diritti umani, in particolare per i reati di opinione, ed intraprende campagne per ottenere la liberazione dei detenuti che rischiano la pena capitale ancora in molti Paesi.

 

Come si è sviluppato fino ad ora il tuo impegno personale?

 

Il mio impegno è lo stesso di qualunque altro cittadino che ritenga di poter esercitare il diritto ad esprimere pubblicamente la propria opinione, orientando così le scelte di chi è demandato a governare il Paese. L’opinione dei cittadini ha un grande potere: lo dimostriamo con il nostro voto o anche quando con la sola forza della nostra voce o delle nostre e-mail otteniamo la liberazione incondizionata di detenuti da parte di regimi totalitari.

 

Naturalmente le iniziative intraprese dalle organizzazioni per i diritti umani hanno bisogno di una parte del nostro tempo per poter essere efficaci, e non c’è persona che lo voglia che non troverà, qualche volta, un po’ del proprio tempo per le azioni necessarie. Vorrei aggiungere che come cittadina non sento di avere solo diritti ma anche doveri; fra questi, il dovere di partecipare attivamente ai cambiamenti e allo sviluppo del nostro Paese e del mondo, e a tutelare e preservare l’ambiente in cui devono essere garantite a tutti la dignità e l’autodeterminazione.

 

A livello internazionale come viene seguito il caso?

 

A livello internazionale c’è stata molta risonanza sul caso Badawi e sui prigionieri di coscienza sauditi. La moglie di Raif, Ensaf Haidar, che vive in Canada con i suoi tre figli, ha appena concluso un viaggio in Europa in cui ha incontrato alcuni rappresentanti delle istituzioni. In particolare, la Norvegia, la Svezia, la Gran Bretagna e il Parlamento europeo hanno fatto sentire la loro partecipazione attiva alla questione.

 

E per quanto riguarda il mondo politico italiano?

 

Per quanto riguarda il mondo politico italiano, ho personalmente aderito all’invito di Convergenza Socialista a scrivere alle istituzioni da singola cittadina; ho inviato una e-mail al Presidente del Consiglio, alla Presidente della Camera, al Presidente del Senato, al sindaco di Roma e alla Senatrice Loredana De Petris di SEL. Quest’ultima ha risposto in poche ore alla mia comunicazione, aggiornandomi nei due giorni successivi sulle azioni intraprese, che sono, al momento: interrogazione presentata al Parlamento europeo con relativa risposta, interrogazione a carattere d’urgenza al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli esteri, a prima firma della Senatrice, presentata il 15 giugno u.s.

 

E’ stato possibile stabilire un qualsiasi contatto con l’Ambasciata o altre autorità dell’Arabia Saudita?

 

L’invio delle numerose e-mail da tutto il mondo e le pressioni ricevute dai rappresentati di vari Paesi hanno generato finora solo un’infastidita reazione del governo saudita, che dice di considerare tutto questo come un’inappropriata ingerenza negli affari interni del Paese. Noi però non faremo un passo indietro, del resto una risposta del genere era prevedibile. Continueremo, ogni giovedì, ad inviare una richiesta scritta all’ambasciatore del regno saudita a Roma, Rayed Khaled A. Krimly, con la richiesta di liberazione per Badawi e per tutti i prigionieri per reati di opinione attualmente detenuti. Io la invio anche al governo saudita, sempre ogni giovedì.

 

Dalle tue conoscenze, qualcosa sta cambiando all’interno dell’Arabia Saudita, anche per quanto riguarda la condizione femminile e la libertà religiosa?

 

Già prima che si parlasse tanto del caso Badawi e Abu al-Khair, mi sono interessata al fenomeno del nuovo corso che attraversa i Paesi del Medio Oriente e dell’area del Maghreb, compresa la crescente affermazione dello Stato islamico. Purtroppo l’Arabia Saudita è uno dei Paesi in cui vige l’interpretazione wahabita dell’Islam, la più rigida e intransigente, in cui non si prospettano aperture e dove le istanze di libertà vengono represse con la violenza attraverso la polizia religiosa. Come è facile immaginare, la condizione femminile è piuttosto difficile, benché non manchino voci e volti di donne coraggiose, come la scrittrice Alsanea Rajaa o come Samar Badawi, sorella di Raif e moglie di Waleed Abu al-Khair, l’avvocato che un tempo ha difeso lei e ne ha ottenuto la libertà, e tre anni fa Raif Badawi, e che oggi sta scontando una pena a 15 anni di carcere con l’accusa di essere un attivista per i diritti umani.arabiaarabia

 

 

Antonio Diomede: Decretata la morte per le piccole-medie radio e televisioni

Posted by Varo De Maria On giugno - 12 - 2015 Commenti disabilitati su Antonio Diomede: Decretata la morte per le piccole-medie radio e televisioni

Nel momento stesso in cui tutta la grande stampa è concentrata sulla tragedia dell’immigrazione e sulla vergogna dello scandalo Mafia Capitale sta passando quasi in sordina un altro dramma dai risvolti imprevedibili: la chiusura forzata di gran parte delle piccole emittenti radio televisive. Cioè, proprio di quegli organi di stampa che sono più a diretto  contatto con le gente e che meglio riescono a interpretare sul posto gli umori e le esigenze dell’opinione pubblica. In campo a diffendere la libertà di stampa delle emittenze locali è rimasto quasi da solo Antonio Diomede, battagliero presidente della REA, Radio e Televisioni Associate.  Ma sentiamo cosa ha da dire sull’argomento.

 

In un recente comunicato la REA ha parlato di una volontà del governo di rottamare la maggior parte delle piccole e medie radio e televisioni italiane. Come stanno esattamente le cose?

 

Si tratta di un disegno politico che viene da lontano. Addirittura dal 1990 con la legge Mammì che concesse ad un soggetto privato nazionale ben tre frequenze in concorrenza con la RAI e con la piccola e media emittenza locale. La Consulta si accorse di tale abnorme concessione e sentenziò che Rete Quattro dovesse lasciare le frequenze terrestri per trasferirsi sul satellite in modo da lasciare una buona quantità di frequenze libere in nome del pluralismo radiotelevisivo. Quella sentenza è stata ignorata da tutti i governi, destra e sinistra, ed elusa dalla legge Gasparri. La sua mancata attuazione, oggi, comporta che le frequenze disponibili non sono sufficienti per soddisfare tutti e, prime fra tutte, le locali sopportano la conseguenza della rottamazione iniziata dal Governo Berlusconi e confermata dal Governo Renzi.

 

Non le sembra esagerato parlare, come avete fatto nei vostri comunicati, di attentato alle libertà costituzionali?

 

Togliere ad una emittente la frequenza significa impedire il libero esercizio della libertà d’informazione. Nei fatti, sarebbe come chiudere la tipografia di una testata giornalistica

 

Queste chiusure cosa determineranno in termini occupazionali?

 

Il comparto radiotelevisivo privato occupa circa 8.000 addetti oltre all’indotto. Per via di tale sciagurata decisione del Governo già si registrano 2.700 cassa integrati ma entro l’anno, a rottamazione completata, se ne aggiungeranno altri 1.000. Ma non è finita. Entro il 2018 la banda 700 passerà ai telefonici e, conseguentemente, avremo un altro pauroso taglio occupazionale che non sappiamo come arginare.

 

Risulta che il Governo ha messo a disposizione quasi 51 milioni di euro a titolo di indennizzo per le emittenti costretti a chiudere. Le sembrano troppo pochi?

 

Abbiamo calcolato che 51 milioni rappresentano appena il 20% del valore effettivo delle reti che dovranno essere dismesse per legge. Pertanto, per chi rottama, non sarà possibile riconvertire l’attività di editore radioteleviso in alcun altro genere merceologico e produttivo.

 

Attualmente avete fatto un ricorso al TAR. E’ vero che in caso di esito negativo pensate di portare la questione davanti alla Corte Costituzionale ed eventualmente alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo?

 

Confidiamo che il TAR prenda la decisione di rinviare la materia alla Corte costituzionale in quanto, come già detto, la violazione si riferisce alle libertà di  espressione, articolo 21 della Carta e della libertà d’impresa. Tuttavia intendiamo  anche rivolgerci alla Corte di Strasburgo in quanto lo Stato italiano, di fronte allo sviluppo tecnologico, non è stato neutrale ma ha usato due pesi e due misure con le locali privilegiando le reti nazionali che hanno potuto avere frequenze in abbondanza e tutte coordinate in sede internazionale mentre a noi sono state assegnate frequenze non riconosciute dall’Europa e, quindi, soggette a recare interferenze ad altri Paesi che a loro volta reclamano una violazione degli accordi EU

 Antonio Diomede

‘OPERA IN PIAZZA’ FESTEGGIA IL XXV ANNIVERSARIO CON L’AIDA

Posted by Varo De Maria On maggio - 4 - 2015 Commenti disabilitati su ‘OPERA IN PIAZZA’ FESTEGGIA IL XXV ANNIVERSARIO CON L’AIDA

L’indiscussa capacità persuasiva di Maria Grazia Patella avrebbe probabilmente convinto anche l’indimenticabile tenore Giuseppe Di Stefano a interpretare per una notte Radames sotto il cielo stellato Oderzo, in provincia di Treviso. E’ noto, infatti, che ‘Aida’ non era una delle opere preferite e adatte alla voce del grande Pippo, anche se sono rimaste memorabili le sue esibizioni del 9 settembre e 9 novembre del 1958 alla Staatsoper di Vienna, per non parlare di un’indimenticabile Aida incisa dalla Emi nel 1956 (insieme a Di Stefano cantarono, tra gli alti, Antonietta Stella, Giulietta Simionato, Giangiacomo Guelfi, Nicola Zaccaria, con la partecipazione dell’orchestra e coro della Scala di Milano).

 

Ma cosa lega la Patella a Oderzo, all’Aida e a Di Stefano?

 

Presto detto. Quest’anno per celebrare la XXV edizione di ‘Opera in Piazza’, la dinamica organizzatrice, insieme al marito e tenore di livello mondiale Miro Solman, ha pensato di mettere in scena in questa suggestiva cittadina veneta (il 10 e 11 luglio) proprio l’Aida di Giuseppe Verdi: un’opera dalle scenografie colossali che generalmente viene affrontata solo dai grandi teatri nel mondo. Basti ricordare che la prima rappresentazione è avvenuta il 24 dicembre del 1871 al Teatro dell’Opera di Khediviale del Cairo, su commissione di Isma’il Pascià, Chedivè d’Egitto, per  l’inaugurazione del Canale di Suez.

 

Certo, il piccolo fiume di Monticano che lambisce la cittadina di Oderzo, abitata da circa venti mila persone, ha poco a che vedere con il maestoso Nilo egiziano. Nemmeno la storica Piazza cittadina può competere, almeno sul piano delle dimensioni, con l’Arena di Verona e o le Terme di Caracalla a Roma. Ma non bastano certamente queste sproporzioni a spaventare la coppia Patella-Solman: sul piano qualitativo da diversi anni Oderzo si è trasformata in una delle piazze liriche più accreditate in Italia. Numerosi sono stati anche i personaggi dello spettacolo e gli artisti che hanno seguito e contribuito alla riuscita della manifestazione, tra cui i cantanti Renato Bruson, Katia Ricciarelli, Silvano Carroli, Roberto Scandiuzzi, Maria Chiara, Angelo Mori, Nicola Martinucci, Gianfranco Cecchele, Michele Pertusi, o registi di fama mondiale come Hugo de Ana che nel 2009 ha diretto una splendida Traviata.

 

Ed è proprio qui a Oderzo, che nel 2004 si affacciato anche Giuseppe Di Stefano (e qui chiudiamo il cerchio aperto in precedenza) nella sua ultima apparizione in pubblico, insieme alla moglie tedesca Monika Curth che da quel momento ha iniziato a collaborare con grande partecipazione alla riuscita della manifestazione. Dopo la scomparsa del tenore, avvenuta in circostanze tragiche e a seguito di una lunga degenza, la direzione di Opera in Piazza ha deciso di abbinare il nome della manifestazione al ricordo di Giuseppe Di Stefano e alla sua voce, da molti ritenuta una delle più belle della storia della lirica.

 

A questo punto cosa dire dell’Aida che andrà in scena quest’estate?

 

Intanto vedremo sul palcoscenico una Piramide alta 26 metri. Da precisare che la realizzazione di questo kolossal s’avvale della collaborazione della Fondazione Arena di Verona e la Cavallo & Company dell’opitergino Dario Milanese. Tra gli interpreti ci saranno il bravo tenore veneziano Renzo Zulian, la straordinaria soprano croata Cristina Colar e il baritono brasiliano David Marcondes, il basso di Venezia Antonio Casagrande. Un cast internazionale di prima scelta con la presenza di altri famosi artisti e da coro, orchestra, corpo di ballo del Teatro Nazionale dell’Opera di Maribor (Slovenia). Il tutto sotto la direzione del Maestro padovano Francesco Rosa. La regia è affidata a uno fra i più affermati registi del mondo, il maestro Pierfrancesco Maestrini.

 

Da registrare, infine, che è previsto l’arrivo di 16 mila turisti da tutte le regioni d’Italia, dalla Germania, dalla Francia, dall’Austria, dalla Norvegia e anche da Paesi molto lontani. Per gli interessati riportiamo di seguito alcune informazioni utili.

 

 

ORARIO SPETTACOLI
Ore 21,00 inizio
PREZZO BIGLIETTI: 50-45-40-35 platea e 30-25 gradinata (Biglietti già disponibili. Spediti a casa per chi abita lontano – tel 0422-815251 o 392 7460226)

PARCHEGGIO: Per quanto riguarda le possibilità di parcheggio ci sono grandi parcheggi tutto intorno al centro di Oderzo o a cinque minuti se si parcheggia alla stazione dei pullman.

BIGLIETTERIA
Biglietteria NUOVA SEDE di Oderzo a CA’ DIEDO (C/0 SEDE PRO-LOCO –PALAZZO  MUNICIPIO IN VIA GARIBALDI N.5) 0422-815251 e 392 746 0226  mail : iat.oderzo@provincia.treviso.it

PREVENDITE:
IAT ODERZO tel 0422-815251
IAT TREVISO tel 0422 547632
LA MUSICALE TREVISO tel 0422-591886
IAT CONEGLIANO tel 0438-21230
MUSICANOVA S.DONA’ tel 0421-53215
MUSICATELLI PORDENONE tel 0434-523039
DISCORSO SACILE tel 0434-781324

 

 

CULTURA, HI-TECH, BIOTECH, RINNOVABILI: PRIORITARI PER L’INDIA

Posted by Varo De Maria On marzo - 28 - 2015 Commenti disabilitati su CULTURA, HI-TECH, BIOTECH, RINNOVABILI: PRIORITARI PER L’INDIA

Dopo la recente celebrazione a Roma dei 30 Anni di attività’ dell’Indo – Italian Institute for Trade and Technology,  presieduto da Maurizio Miranda, sotto l’egida e l’intervento dell’Ambasciatore indiano Shri Basant K. Gupta (1) un nuovo importante appuntamento  attende l’India: si svolgerà il 12 Aprile a Hannover quando il Primo Ministro dell’Unione Indiana, Narendra Modi, inaugurerà la partecipazione  indiana alla più grande fiera industriale, unitamente alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel. In quella circostanza verrà presentato il progetto INDIA PAESE PARTNER della GERMANIA IN EUROPA. A questo incontro il Primo Ministro arriverà accompagnato da 350 imprese Indiane (in aggiunta alle 253 ospitate precedentemente a Roma).

 

La Fiera Tedesca ha già avuto in passato come Partners la Cina e la Russia e non ha indugiato ad incalzare gli indiani, sulla spinta degli investitori e delle imprese tedesche che hanno notevoli interessi in tutta l’Asia meridionale e altre aree del Continente. Per quanto riguarda specificamente l’India va registrato che la McKinsey (multinazionale di consulenza di direzione) ha previsto per il 2015 che il Pil di New Delhi dovrebbe crescere del 6,3% e, stando al Fondo Monetario internazionale, entro due anni quella indiana sarà l’economia in più rapida crescita nel mondo.

 

La ricetta di Modi è costituita da una miscela di interventi sulla liberalizzazione e semplificazione burocratica, nonché sulla seconda liberalizzazione hi-tech che punta all’ innovazione tecnologica: parliamo di internet mobile, cloud computing, pagamenti digitali, e-commerce, ma anche di genomica, fonti non convenzionali di energia (come lo shale gas) e infrastrutture di rete moderne. Tutto questo, sempre secondo la McKinsey, dovrebbe portare il Pil dell’India ad una crescita del 20-30% in dieci anni, l’equivalente a 550 miliardi di dollari in più all’anno per l’Unione Indiana: cioè, tre volte tanto il valore attuale dell’industria indiana dell’Ict.

 

In sostanza, nel corso della visita in Germania il Presidente Modi e i rappresentanti del suo governo spingeranno con i piani ‘Make in India’, ‘Skill India’ e ‘Digital India’ su una crescita economica nazionale ed internazionale basata sulla reciprocità  dei settori manifatturieri tedeschi ed indiani nei rispettivi Paesi, sulle competenze scientifiche e tecnologiche comuni legate alla ‘Economia della conoscenza’ nonché  sulle applicazioni digitali e dell’ICT: settori nei quali già si vedono  tassi di crescita molto rilevanti.

 

Il Primo Ministro indiano si tratterrà per un lungo week-end anche a Berlino e in altre città tedesche per poi proseguire verso la Francia, il Belgio e il Canada. Al suo ritorno in India incontrerà nuovamente la Merkel, che sarà  a New Dehli, per siglare altri accordi con l’India, visto che da tempo (e  silenziosamente)  il gigante tedesco ha trovato e coltivato una serie di intese sul piano tecnico, scientifico, di ricerca e sviluppo, nonché di tipo culturale, adottando una sottile strategia di espansione tangibile e intangibile.

 

Il fenomeno non riguarda tanto la lavorazione dei prodotti ma la loro concezione. Le imprese tedesche che hanno aperto centri di ricerca & sviluppo in India sono più che quintuplicate valorizzando talenti giovanili tedeschi e indiani ben collegati in Rete ed interattivi con la madrepatria. Non a caso lo scorso anno, sempre ad Hannover, parteciparono come espositori 122 aziende e 2.400 visitatori indiani. Questo dinamismo indiano su scala internazionale trova, del resto, ampio riscontro da anni in occasione dei vertici annuali di Davos in Svizzera.

 

Ma, in questo contesto, che ruolo può giocare l’Italia?

 

Secondo un’indagine condotta dall’Indo – Italian Institute for Trade and Technology  e che ha trovato ampi consensi anche da parte indiana in occasione dell’incontro di Roma, tra i settori con maggiori prospettive per le imprese italiane figurano sicuramente il fashion, l’archeologia, tutte le attività che ruotano intorno al settore museale, l’hi-tech, biotech, energie rinnovabili e le applicazioni e servizi satellitari. Da rilevare, a questo proposito, che il Governo indiano ha auspicato la costituzione di Centri permanenti di formazione indo – italiani o, ancor meglio, delle Corporate University dove il mondo accademico e imprenditoriale italiano si potrà interfacciare con quello indiano in pianta stabile leggera e continua, favorendo la crescita e la fidelizzazione delle esperienze dei giovani talenti indiani e italiani, in sintonia con le necessità delle rispettive aziende e mercati. Ed è proprio per andare incontro a quest’esigenza che l’Indo Italian Institute for Trade and Technology ha attivato la nascita dell’Indo-Italian Fashion Corporate University (I.I.F.C.U.), che si propone come strumento nodale per il ricambio generazionale in Italia, in India e altri Paesi.

Nota

(1) Punto Continenti ha seguito i lavori del trentennale dell’Indo Italian Institute for Trade and Technology  con un servizio giornalistico (http://puntocontinenti.it/?p=7353) e un video ( https://www.youtube.com/watch?v=3XJ8DgGJ3Tg&feature=youtu.be).

 Primo Ministro Indiano Narendra Modi 

LA DI.MAR PUNTA SULL’INDIA SUPPORTATA DA AMBASCIATA E IIITT

Posted by Varo De Maria On novembre - 24 - 2014 Commenti disabilitati su LA DI.MAR PUNTA SULL’INDIA SUPPORTATA DA AMBASCIATA E IIITT

Non è certamente un fatto usuale che un Ambasciatore vada a visitare un’ azienda italiana in una  località non particolarmente famosa. Se poi si tratta del rappresentante di un gigante come l’India e di un ‘impresa di piccola dimensione allora la sorpresa è decisamente grande e merita di essere raccontata. Parliamo della visita compiuta dall’Ambasciatore indiano Basant K. Gupta presso  gli stabilimenti della Di.Mar nel Lazio, più precisamente nell’Alta Tuscia a Velentano. Si tratta di un gruppo di aziende specializzato nella lavorazione della pelletteria delle grandi firme del Made in Italy.

 

La ragione di questa visita ha naturalmente un significativo precedente: nel settembre scorso i vertici dell’azienda, con alla testa i fondatori Angelo Cionco e Fabio Martinelli, sono andati in India nell’ambito di una missione organizzata dall’Indo Italian Institute for Trade and Technology  – IIITT (un Istituto da trent’anni attivo sul mercato indiano) presieduto da Maurizio Miranda (vedere intervista su Punto Continenti – http://puntocontinenti.it/?p=6333) per verificare le possibilità di investire o creare delle società miste con imprese indiane. Una missione che ha potuto contare sul deciso sostegno dell’Ambasciata indiana a Roma. Oltre all’Ambasciatore, infatti, si sono impegnati nell’organizzazione degli incontri e nella stesura di possibili accordi anche il Primo segretario politico e commerciale Madan Mohan Sethi (molto attivo nella ricerca di partners italiani) e il suo consulente commerciale Giuseppe Giannuzzi.

 

A differenza di quanto succede nella maggior parte delle missioni all’estero, che quasi sempre rimangono confinate alle belle intenzioni senza particolari e concrete conseguenze,  questa volta gli obiettivi sono stati in buona parte raggiunti. La Di.Mar non solo si trova in procinto di espandersi sul grande mercato indiano, ma sta anche valutando seriamente di farsi quotare alla Borsa Indiana BSE Ltd (in precedenza denominata Bombay Stock Exchange Ltd) che da anni intrattiene rapporti di collaborazione con l’Indo Italian Institute. La strada per questa nuova ‘avventura’ è stata aperta nel corso di un incontro ufficiale con il Chief Regulatory Officer della borsa, Nehal Vora, il General Manager Khushro A. Bulsara, il Deputy Bhusha Mokashi e la Associate Manager Radhika Khatau.

 

Ma quali sono gli obiettivi a breve e medio termine del gruppo Di.Mar?

 

“Dopo aver maturato”, spiega Fabio Martinelli, uno dei fondatori del Gruppo, “una trentennale esperienza internazionale nel campo della pelletteria e accessori di lusso, oggi puntiamo decisamente a diventare un’azienda leader nel settore, con una propria linea di borse in pelle da presentare sul mercato indiano che, da sempre, è molto affascinato dal made in Italy”. Per l’altro socio, Angelo Cionco, “l’espansione sui mercati esteri ha portato alla creazione di uno ‘style department’ nell’ambito del quale gli stilisti daranno vita alla nuova collezione che sarà realizzata ricorrendo all’utilizzazione di tecnologie avanzate e materiali innovativi”.

 

Da segnalare, poi, che nel corso dell’incontro, al quale erano presenti anche il Sindaco di Valentano Franco Pacchiarelli, il Vice Sindaco Leonardo Ricci e l’Assessore Carlo Alfonso Fioroni, i vertici della Di.Mar hanno rappresentato all’Ambasciatore dell’India e al Sindaco l’intenzione di fondare un’Accademia della Pelletteria, con una duplice sede: in India, per insegnare ai giovani artigiani l’arte dei maestri pellettieri valentanesi, e a Valentano, dove il Comune ha già reso disponibili i locali della vecchia scuola media. Una proposta che ha registrato ampi consensi sia da parte dell’Ambasciatore che del Sindaco.

 

“Con il successo della missione indiana della Di.Mar”, conclude il Presidente dell’IITT, Maurizio Miranda, “abbiamo dato il via in forma concreta ai festeggiamenti del trentennale dell’Indo Italian Institute. Attualmente stiamo lavorando su un grande progetto denominato ‘Italia-India nel mondo”, che oltre ad avvicinare le imprese dei due Paesi, si propone di portare insieme aziende italiane e indiane sui mercati terzi. Inoltre, è nostra intenzione far conoscere meglio la realtà economica e culturale italiana agli indiani, e quella indiana agli italiani. Il tutto verrà, comunque, esposto nel corso di una giornata celebrativa che si svolgerà all’interno dell’Ambasciata indiana a Roma, con l’indispensabile supporto dell’Ambasciatore e dei suoi collaboratori”.

 

Foto:  la Direttrice Creativa Tania Pezzuolo  (1) ; il Sindaco di Valentano Francesco Pacchiarelli (3) ; Cristiana Marcucci (2 ), consorte del Chief Financial Officer  Marco Fornari (15); il Presidente di Di.Mar Group Angelo Cionco (5) e Consorte Patrizia Codoni (4); l’Ambasciatore dell’India Basant K. Gupta (10)  con l’Ambasciatrice Shanam Gupta (8); il Ceo di Di.Mar Group Fabio Martinelli (12) e Consorte Debora Grillo (13); alle sue spalle i coniugi Alan (14) e Pat Brison (17), il Vice Sindaco di Valentano Leonardo Ricci (16 ); il figlio dell’Ambasciatore Abhishek Gupta che studia a Roma alla J. Cabot University (18); nella seconda fila a destra l’Assessore di Valentano Adolfo Fiorona (11), con al centro Massimo Cittadini (7) e Federico Cittadini (9) dell’IMI; infine, semi nascosto, Maurizio Miranda (6), Presidente dell’Indo – Italian Institute for Trade and Technology.

 

 

 

ADRIANA FERFECKA VINCE IL 13° CONCORSO LIRICO ‘OTTAVIO ZIINO’

Posted by Varo De Maria On novembre - 12 - 2014 Commenti disabilitati su ADRIANA FERFECKA VINCE IL 13° CONCORSO LIRICO ‘OTTAVIO ZIINO’

Tra i più entusiasti figura il tenore di livello mondiale Raul Gimenez, di nascita argentino e da moltissimi anni in Spagna: “Non solo la vincitrice”, ha spiegato a Punto Continenti,  “ma almeno altri due o tre cantanti sono destinati a fare una carriera splendida. Come Presidente della giuria posso assicurare che la selezione è stata durissima perché il livello medio è risultato molto elevato. E questo va a tutto onore del prestigio dell’organizzazione”.

 

L’organizzazione a cui fa riferimento Gimenz (considerato dalla critica  uno dei più sensibili ed eleganti artisti del ‘bel canto’) è l’Associazione Villaggio della Musica che per il tredicesimo anno ha organizzato nella splendida cornice del teatro Torlonia di Roma (definito il Teatro delle Meraviglie) il concorso lirico internazionale ‘Ottavio Ziino’ (riservato agli under 35), in omaggio al grande compositore e direttore d’orchestra palermitano.

 

La vincitrice è stata il soprano polacco Adriana Ferfecka che si è esibita per ultimo  (quando si dice che gli ultimi saranno i primi…) incassando, tra l’altro, un assegno di 5 mila euro. Nata nella Bassa Slesia nel 1992, Ferfecka si è laureata in Pianoforte e Canto lirico presso la Scuola Secondaria di Musica di Legnica in Polonia (la sua città natale). Attualmente sta perfezionando i suoi studi presso l’Università della Musica Fryderyk Chopin.  Nel 2011 ha vinto una borsa di studio offerta dal Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale. Inoltre, ha vinto il Concorso Internazionale “Ferruccio Tagliavini” in Austria ad aprile 2014, l’ International Vocal Competition “Gran Prix dell’Opera” in Romania a giugno 2014 e un debutto all’ International Vocal Competition in Germania a Settembre 2014.

 

 

Il secondo e terzo Premio sono andati rispettivamente a Denitz Yetim, soprano turco e a Francesco Castoro, tenore italiano. Sono poi stati consegnati i seguenti premi artisitici:

Premio della critica a Deniz Yetim (soprano turco);

Premio del pubblicoPervin Chakar  (soprano curdo);

Scrittura presso il teatro di Toulon offerta da Claude Bonnet a Deniz Yetim (Turchia);

Scritture per diversi concerti a San Paolo del Brasile offerta da Paulo Esper a Giuseppe Tommaso (tenore italiano);

2 scritture al teatro di Plzen (Repubblica Ceca) per il ruolo di Mozart in ‘Mozart e Salieri’ di Rimskji Korsakov e l’ Opera di Sergio Rendine ‘Un segreto d’importanza’ offerta da Golat Ludek, responsabile teatro di Plzen, a Francesco Castoro (tenore italiano);

Borsa di studio da assegnarsi a Francesco Castoro, Patrick Kabongo Mubenga  e Giuseppe Tommaso per l’ Elisir d’amore offerta da Carlo Alberto Gioja, direttore artistico dell’associazione “Viviamo l’arte” da realizzarsi a luglio 2015;

Intervista esclusiva sulla rivista francese Opera Magazine da parte del suo direttore Richard Martet ad Adriana Ferfecka (soprano polacco).

 

Oltre ai cantanti già menzionati sono arrivati tra i tredici finalisti: Emily De Salve; Elisabetta Farris, Gloria Giurgola, Joe Rebecca Loeb, Chiara Mogini, Anna Charlotte Shipley, Jana Karcikova Sreijma.

 

Complessivamente i partecipanti sono stati quasi un centinaio provenienti da diversi Paesi, tra cui  anche un tenore del Congo Kabongo Mubenga Patrick (da registrare che sono ancora rarissime le partecipazioni di africani ai concorsi lirici). Gli artisti sono stati accompagnati dal pianista Otello Visconti che, con grande maestria, è riuscito a coprire qualche piccolissima incertezza dovuta sicuramente all’emozione di qualche cantante, soprattutto tra i più giovani.

 

Le vere anime di questa manifestazione rimangono, comunque, la pianista Wally Santarcangelo Lorenzo Di Pace, rispettivamente Direttrice artistica e Presidente dell’Associazione Culturale ‘Il Villaggio della Musica’. Di Pace ha condotto, tra l’altro, in maniera molto equilibrata e serena l’intera serata, insieme a Bruna Bencivenga, presentatrice con esperienza RAI e partecipazione a diversi eventi culturali.

 

Oltre alla banda alla banda musicale della Polizia di Stato hanno partecipato come ospiti d’onore anche  il soprano Anna Pennisi, vincitrice della passata edizione e una delle star dell’Atelier Lyrique dell’Opéra National de Paris, nonché una giovanissima violinista (appena 15 anni), Cecilia Merli: un nome che merita di essere ricordato e che già oggi rappresenta qualcosa di più di una grande promessa.

 

 Adriana Ferfecka

MANUELA DONGHI: NON CHIUDETE L’AMBASCIATA A SANTO DOMINGO

Posted by Varo De Maria On ottobre - 14 - 2014 Commenti disabilitati su MANUELA DONGHI: NON CHIUDETE L’AMBASCIATA A SANTO DOMINGO

  Manuela Donghi 

La data del 31 dicembre si sta avvicinando. Per gli imprenditori italiani residenti nella Repubblica Dominicana, la fine dell’anno coinciderà con la chiusura dell’Ambasciata italiana e, quindi, non ci sarà molto da festeggiare. Della questione Punto Continenti ha già avuto modo di occuparsi (vedere http://puntocontinenti.it/?p=6310 ). Questa volta sentiamo il parere di un testimone d’eccellenza: Manuela Donghi, giornalista televisiva di Class Tv (visibile sul canale 27 del digitale terrestre tutti i giorni alle 16) e autrice del blog di politica Panepolitica ( panepolitica.overblog.it ). La Donghi è appena rientrata dalla Repubblica Dominicana e quindi ci può dare una testimonianza diretta del clima vissuto dagli italiani residenti nell’isola caraibica.

 

Qual’è stato lo scopo del suo viaggio?

 

Ho avuto modo di girare nella Repubblica Dominicana da sud a nord, per un reportage sul turismo dell’Isola e per approfondire il problema relativo alla volontà di spostare l’Ambasciata italiana a Panama, decisione frutto del progetto di ottimizzazione contenuto nella ‘spending review’ del Governo Renzi.  Si è trattato di un viaggio interessante che mi ha permesso di osservare da vicino una realtà che sembra lontanissima dalla nostra ma che invece è più vicina di quanto possiamo pensare, forse per il numero elevato di italiani che decidono di investire là, o addirittura di trasferirsi.

 

Che opinione si è fatta sulla chiusura dell’Ambasciata italiana?

 

Quello dell’Ambasciata è un grosso problema che rischia di penalizzare, anzi, di rovinare il grande flusso economico dell’Isola che in questo momento sta investendo moltissimo in fatto di infrastrutture, per essere al passo con i tempi. Le persone del posto che ho conosciuto sono meravigliose, con tanta voglia di fare ma sempre con il sorriso sulle labbra. Renzi dovrebbe ripensarci.

 

A proposito di Renzi, visto che conduce anche un blog politico, cosa ne pensa?

 

Non è cambiato molto da quando Renzi ha preso il posto di Letta, ma non avevo molti dubbi in merito. Cosa ci aspettavamo? La bacchetta magica non ce l’ha nessuno! Per quanto mi riguarda penso solo che il premier dovrebbe pensare maggiormente a non caricare i cittadini di tasse (cosa che invece ha fatto), a risolvere il problema dell’immigrazione con l’Unione Europea (quindi sta a lui farsi rispettare da Bruxelles e accelerare il tutto) e ad aiutare sul serio le piccole medie imprese, il cuore della nostra ricchezza! Pensate che il Governo dominicano ha una legge fiscale in via di approvazione che elimina le imposte per incentivare lo sviluppo:  le aziende che investono sul turismo (fondamentale per l’economia locale) non pagano le tasse per i primi 15 anni di attività! Fare anche noi qualcosa del genere? Quante persone potrebbero essere assunte? Sarebbero già due problemi risolti”.

BARBIERE DI SIVIGLIA: A ODERZO UN VERO SUCCESSO

Posted by Varo De Maria On agosto - 1 - 2014 Commenti disabilitati su BARBIERE DI SIVIGLIA: A ODERZO UN VERO SUCCESSO

 Maria Grazia Patella

 

Di Varo De Maria

Prima di parlare dell’ultimo evento, la messa in scena dell’Opera ‘Il Barbiere di Siviglia’ a Oderzo (in provincia di Treviso) soffermiamoci sugli organizzatori. Sono due veri gladiatori rimasti in vita dopo 24 anni di lotte nell’arena (pardon, in piazza) contro le crisi economiche, una burocrazia asfissiante, l’insensibilità di una parte dei poteri costituiti e le continue intemperie atmosferiche (che negli ultimi anni hanno creato non pochi problemi ai promotori  di eventi estivi all’aperto):  parliamo di Maria Grazia Patella (ex soprano) e del marito e tenore di fama internazionale Miro Solman Busolin, che insieme gestiscono la manifestazione Opera in Piazza che s’ispira al grandissimo tenore del passato Giuseppe Di Stefano.

 

Ma a differenza di quanto avveniva nelle arene romane, da queste parti mai nessuno ha voltato il pollice in giù. Al contrario, l’intero pubblico, fatto da numerosi turisti provenienti anche da Paesi come la Germania, la Francia, l’Austria e la Slovenia ha sempre seguito con intensi applausi alle varie rappresentazioni operistiche (fatte all’aperto d’estate e al chiuso d’ inverno) attivate dall’Associazione Oder Atto II,  promotrice del Festival opitergino e che, nel corso dell’anno, organizza  anche spettacoli di balletto, concerti sacri, lirici, sinfonici, nonché incontri musicali di promozione sia in Italia che all’estero. L’ultimo spettacolo si è svolto (sotto l’incubo della pioggia) l’11 luglio scorso. In scena, appunto, il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini sotto la Regia Jaki Jurgec e con il direttore Simon Krecic. Ottimo l’intero cast, con in testa i principali interpreti: il basso originario di Treviso Roberto Scandiuzzi (nel ruolo di Basilio) che ha cantato insieme al soprano Sonia Peruzzo (Rosina). Inoltre si sono distinti il possente baritono, nato a Bergamo, Gabriele Nani (Figaro) e il morbido tenore  Alfio Vacanti (Almaviva), Giuseppe Esposito (Don Bartolo) e l’incisivo Francesco Palmieri. Hanno cantato anche Elisabetta Battaglia e Zdravko Perger.

 

Qualche altro dato sull’Associazione che organizza gli eventi: si tratta di un’Associazione senza scopi di lucro. I soci sono prevalentemente imprenditori, avvocati, professionisti, artisti, artigiani e operai, tutti grandi amanti della lirica. Intorno agli organizzatori gravitano circa 200 persone. ‘Opera in Piazza’ da diversi anni ha anche stabilito un’intensa collaborazione con il Teatro dell’Opera sloveno di Maribor. Da sottolineare, poi, che gli organizzatori di Opera in Piazza sono stati praticamente i pionieri di questo tipo di spettacolo all’aperto, che ha trovato in seguito emulazione e diffusione  in diverse altre località. Ma oltre ad aver dato il via a un enorme interesse verso la cultura musicale, in particolare operistica nel Nord-Est, ha offerto a molti di giovani la possibilità di mettersi in gioco, di lavorare e fare un’esperienza concreta per entrare nel mondo dello spettacolo.

 

Da segnalare, poi, che sabato 22 novembre al Palateatro di Oderzo andrà in scena il balletto ‘Giulietta e Romeo’ con musiche di Prokofiev  eseguito da Solisti, Corpo di Ballo, Orchestra, scenografie, costumi e luci del Teatro  Nazionale dell’Opera di Maribor. Infine, domenica 7 dicembre alle ore 16 nel Duomo di Oderzo ci sarà il concerto natalizio che praticamente concluderà  il  Festival con il Coro dell’Istituto Comprensivo di Vedelago (TV). Sono previste musiche di autori vari, con l’esecuzione del coro ‘Le cinque note’ diretto da Chiara Cattapan e la partecipazione del tenore Michele Manfré.

Per informazioni: info@operainpiazza.it www.operainpiazza.it tel. 0422 815251

 

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